updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

Afghanistan; nuovo governo con ministri RICERCATI per terrorismo

Tra i nomi c'è anche un ministro con una taglia da 5 milioni di dollari sulla testa


Il mullah Mohammad Hassan Akhund, cofondatore e capo del consiglio direttivo dei talebani, è stato nominato primo ministro ad interim dell'Afghanistan. Il mullah Abdul Ghani Baradar, considerato il leader di fatto del gruppo militante armato più ricercato al mondo, è stato invece nominato vice primo ministro.

Akhund è considerato un terrorista dalle Nazioni Unite, dall'UE e dal Regno Unito ed è stato sanzionato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, insieme a tutti i membri del governo talebano nominati martedì. Gli Stati Uniti considerano alcune fazioni talebane come organizzazioni terroristiche straniere e le considerano a tutti gli effetti come gruppi "terroristici globali appositamente designati".

Baradar una volta fu cacciato dagli Stati Uniti, prima di essere catturato e imprigionato dalle autorità pakistane. Dopo otto anni in una prigione pakistana, è stato rilasciato nel 2018 e due anni dopo ha fatto la storia, diventando il primo leader talebano a parlare direttamente con un presidente degli Stati Uniti, Donald Trump dopo aver firmato un accordo di pace proprio con gli Stati Uniti.

Sirajuddin Haqqani è stato nominato ministro dell'Interno facente funzione, la sua nomina si distingue per un motivo: Haqqani è considerato un terrorista internazionale dalle autorità statunitensi, con l'FBI che offre una ricompensa fino a 5 milioni $ per informazioni che possano portare al suo arresto. 
 

Haqqani è ricercato in relazione a un attacco del 2008 a un hotel a Kabul, dove sono morte sei persone, tra cui un cittadino americano. Haqqani avrebbe anche partecipato ad attacchi transfrontalieri contro gli Stati Uniti e le forze della coalizione in Afghanistan, avrebbe anche preso parte al complotto per assassinare l'allora presidente afghano Hamid Karzai nel 2008.

Il mullah Yaqoob, figlio del leader dei mujahideen e fondatore dei talebani, il mullah Mohammed Omar, è stato nominato ministro della Difesa ad interim. Nonostante il suo pedigree da guerriero, Yaqoob è considerato dall'Occidente un moderato per gli standard talebani ed è stato parte attiva per la fine del conflitto afghano di 20 anni.

Il ministro degli Esteri ad interim e il viceministro degli Esteri ad interim Amir Khan Muttaqi e Abas Stanikzai sono entrambi già noti in Occidente, avendo preso parte ai colloqui di pace in Qatar nell'ultimo anno. Stanikzai, in particolare, ha pubblicamente sostenuto relazioni cordiali con Washington, apparendo sulla televisione nazionale per dichiarare anche l'Afghanistan off limits per le operazioni pachistane contro l'India, e promettendo di rispettare i diritti delle minoranze religiose del suo Paese.

La formazione del governo da parte dei talebani arriva una settimana dopo che le ultime truppe americane hanno lasciato Kabul e quasi un mese dopo la caduta di Kabul in mano al gruppo militante. Il segretario di Stato Tony Blinken in una conferenza stampa del Dipartimento di Stato ha dichiarato che sebbene gli Stati Uniti non abbiano diplomatici rimasti in Afghanistan, Washington negozierà con i talebani e farà pressione sui nuovi governanti dell'Afghanistan per salvaguardare i diritti delle donne e delle minoranze religiose. Blinken ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti useranno qualsiasi "leva e influenza"  possibile per modellare il comportamento dei talebani, molto probabilmente con promesse di aiuti e assistenza finanziaria. 

Tuttavia, senza truppe internazionali sul territorio e con alti leader governativi già induriti da decenni di guerra,privazione e prigionia, è facile pensare che i Talebani gestiranno il nuovo governo secondo quanto già programmato, senza cedere a qualunque pressione estera, Washington compresa.

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Afghanistan, la resa americana in un'immagine: la foto dell'ultimo soldato che se ne va dopo una guerra di 20 anni

La foto diffusa dal Pentagono mostra un militare avviarsi a piedi, con il fucile stretto nella mano destra: è l'ultimo soldato americano a lasciare l'Afghanistan, prima di salire sul C-17 decollato poco prima della mezzanotte del 31 agosto, ora di Kabul. La foto, destinata a diventare l'immagine iconica di una guerra durata vent'anni, è stata diffusa dal dipartimento della Difesa e mostra il generale maggiore Chris Donahue, comandante dell'82^ divisione aviotrasportata. L'alto ufficiale, assieme all'ambasciatore Ross Wilson, ha chiuso simbolicamente la missione.

 

(Fonte: Agi)

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Austria, Danimarca e Repubblica Ceca: aiutiamo gli afghani ma restino nel loro Paese. Il tema dei rifugiati divide già l'Europa

Tre Paesi Ue promettono aiuti a Kabul ma avvertono gli afghani: "Rimanete nel vostro Paese". Si tratta di Austria, Repubblica Ceca e Danimarca, che dicono: "Restate là e sosterremo la regione perché vi aiuti". A margine del Consiglio straordinario Ue, il ministro dell'Interno viennese Karl Nehammer e i due colleghi Jan Hamacek di Praga e Mattias Tesfaye di Copenaghen affermano: "La questione va risolta nella regione afghana".

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Afghanistan, i talebani spengono anche la musica: ucciso cantante folk. Vietate le voci femminili in radio (VIDEO)

Barbara esecuzione con un colpo alla testa dell'artista Fawad Andarabi. Suonava il ghichak, un liuto ad arco, e cantava canzoni tradizionali sul suo luogo di nascita, il suo Paese e il suo popolo. Cresce l'oppressione delle donne da parte del nuovo regime islamista - (VIDEO)


Afghanistan, i talebani trascinano in strada e uccidono un noto cantante  tradizionale - Il Faro Online

Il cantante folk afghano Fawad Andarabi è stato ucciso nell'Hindukush da un combattente talebano, che gli ha sparato alla testa davanti alla sua famiglia al termine di una feroce esecuzione. I talebani hanno infatti vietato la musica nel Paese da loro appena conquistato, perché la considerano impura. Allo stesso modo sono state proibite le "voci femminili", che a Kandahar sono state messe al bando da radio e tv. 

L'omicidio del cantante folk

Secondo quanto raccontato dal figlio del cantante folk, Jawad, i talebani erano andati precedentemente a casa di Andarabi e l'avevano perquisita, bevendo anche un the con il musicista. Ma qualcosa è cambiato venerdi'. "Era innocente, un cantante che vuole solo intrattenere le persone. Gli hanno sparato alla testa nella fattoria", ha aggiunto. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto che il gruppo indagherà sull'incidente, ma ha aggiunto di non avere altri dettagli sull'uccisione. 

La storia dell'artista

Andarabi suonava il ghichak, un liuto ad arco, e cantava canzoni tradizionali sul suo luogo di nascita, sul suo popolo e sull'Afghanistan in generale. Un video online lo mostra durante una performance, seduto su un tappeto con le montagne di casa che lo circondano mentre canta. "Non c'è nessun Paese al mondo come la mia patria, una nazione orgogliosa", cantava. "La nostra bella valle, la patria dei nostri grandi nonni".

Il luogo dell'esecuzione

La valle di Andarabi si trova nella provincia di Baghlan, circa 100 chilometri a nord di Kabul, teatro di disordini da quando i talebani hanno ripreso il controllo dell'Afghanistan, con alcuni distretti che sono finiti sotto il controllo di combattenti di milizie che si contrappongono ai talebani. Questi ultimi hanno poi annunciato di averne ripreso il controllo, ma il vicino Panshir, fra le montagne di Hindukush, è l'unica delle 34 province afghane a non essere sotto il controllo dei talebani.

Vietate le voci femminili in radio

Nel frattempo i talebani hanno introdotto il divieto per radio e televisioni della provincia di Kandahar di mandare in onda musica e voci femminili. Lo riporta l'agenzia di stampa afghana Pajhwok.

 

(Fonte: tgcom24)

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Afghanistan, i talebani bloccano le persone in fuga: "Non permetteremo ai nostri cittadini di raggiungere l'aeroporto". Poi l'avvertimento agli Usa: "Se ne vadano entro il 31 agosto"

Parla il portavoce Zabihullah Mujahid: "Noi vogliamo portare pace e sicurezza nel nostro Paese". Intanto il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato segretamente a Kabul il leader Abdul Ghani Baradar


"Non inseguiamo nessuno, non diamo la caccia a nessuno, non ci sono stati incidenti in nessuna parte del Paese non abbiamo nessuna lista. Noi vogliamo portare pace e sicurezza nel nostro Paese": lo ha detto in conferenza stampa il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid.

I talebani non permetteranno più ai cittadini afghani di raggiungere l'aeroporto di Kabul, le persone dovrebbero tornare a casa ha aggiunto Zabihullah Mujahid.

"Abbiamo chiesto agli americani di non incoraggiare gli afghani a andarsene. Abbiamo bisogno delle loro competenze", ha affermato.

"L'Emirato islamico sta cercando di controllare la situazione" all'aeroporto di Kabul. "La strada verso l'aeroporto è stata chiusa, gli afghani non possono più andare lì, possono farlo gli stranieri. Abbiamo impedito ai cittadini afghani di recarsi lì perché c'è pericolo di perdere la vita a causa della calca, e gli americani stanno facendo qualcosa di diverso, quando c'è la calca sparano, e la gente muore. Sparano alla gente. Noi vogliamo che gli afghani siano al sicuro da questo". 

"Io non credo che prolungheremo la scadenza. Il 31 agosto è un piano degli Stati Uniti che hanno previsto loro. Loro hanno avuto tutte le opportunità e tutte le risorse per portare via tutte le persone che appartengono a loro. Noi non prolungheremo la scadenza" per il ritiro completo degli occidentali. 

Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha precisato che alle donne afghane non verrà impedito di andare al lavoro permanentemente: "In questo momento è per il loro bene, al momento, per impedire maltrattamenti", ha affermato sottolineando che non hanno perso il posto di lavoro e che i loro salari vengono pagati. "Per quanto riguarda il lavoro della donna, la procedura è temporanea", ha detto il portavoce dei Talebani. "Le forze di sicurezza al momento non sono operative e non sono addestrate nell'affrontare la donna, nel parlare con le donne e in questo momento dobbiamo fermare le donne finché non ci sarà una piena sicurezza per loro. Quando ci sarà un sistema appropriato, potranno tornare a lavoro e quindi riprenderanno lo stipendio. Ma al momento devono restare a casa".

"Nella provincia di Panshir c'è stato un piccolo problema e stiamo cercando di risolverlo, ne stiamo parlando. La nostra politica è di finire la guerra in questo Paese. La guerra è conclusa, non vogliamo nessun tipo di guerra o battaglia in Afghanistan, questa è la nostra politica. Noi cerchiamo di parlare alla popolazione del Panshir, cerchiamo di incontrarli e risolvere il problema. Ci stiamo provando in tutti i modi. Per l'80% la situazione è sotto controllo e vi possiamo rassicurare: i fratelli che sono lì li abbracciamo, chiediamo di tornare a Kabul e convivere con noi. Non abbiate paura, abbiamo obiettivi comuni".

I talebani potrebbero chiudere l'aeroporto di Kabul con la forza se gli Usa e i loro alleati proveranno a estendere la scadenza del 31 agosto per completare le evacuazioni: lo ha detto il ministro della Difesa britannico Ben Wallace intervistato dalla Bbc a poche ore dal vertice G7 sull'Afghanistan.
"I talebani - ha osservato - hanno già detto che un'estensione avrebbe 'conseguenze'... queste potrebbero andare dall'impedire alle persone di raggiungere l'aeroporto ad attività militari che potrebbero potenzialmente chiudere l'aeroporto. Ecco perché il nostro obiettivo è portar fuori quante più persone, ogni ora". 

"Non credo che riusciremo a far partire tutti quelli che intendono farlo" entro il 31 agosto: lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas in riferimento ai collaboratori afghani della Germania, in un'intervista a Bild-tv. "Siamo in contatto con 100 cittadini tedeschi e con le loro famiglie e stiamo cercando di portarli in aeroporto in modo ragionevolmente sicuro oggi e poi distribuirli su uno dei nostri aerei" ha proseguito il ministro. Gli aerei militari hanno portato via da Kabul finora 3650 persone e soltanto ieri ne sono state evacuate 944, rende noto il ministero della Difesa tedesca via twitter. "Continuiamo a volare fin quando è possibile" si legge sull'account della Difesa.
 
L'alto commissario dell'Onu per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, ha ricevuto notizie da "fonti attendibili" che i talebani in Afghanistan stanno commettendo "esecuzioni sommarie di civili e soldati afghani". Lo riporta Skynews. Bachelet non è entrata del dettaglio ma ha chiesto al Consiglio Onu sui Diritti Umani di creare al più presto un meccanismo per monitorare da vicino le azioni dei talebani.

Il Pentagono ha suggerito a Joe Biden di decidere entro oggi se estendere o meno la scadenza del 31 agosto per completare il ritiro dall'Afghanistan. Lo riporta la Cnn citando un ufficiale a conoscenza del dossier. Il sollecito è stato lanciato per consentire di programmare anche il ritiro dei 5.800 soldati americani che presidiano l'aeroporto di Kabul, insieme ai loro armamenti e ai loro equipaggiamenti.

Nelle ultime 24 ore sono state evacuate da Kabul 21.600 persone, di cui 12.700 a bordo di 37 voli militari americani e 8.900 tramite voli della coalizione internazionale. Lo rende noto la Casa Bianca, ricordando che dalla fine di luglio gli Stati Uniti hanno trasferito circa 63.900 mila persone, di cui 58.700 dal 14 agosto, data d'ingresso dei talebani a Kabul.

Ad oggi sono stati evacuati 3.741 afgani di cui 2.659 in Italia attraverso 44 voli. Sono i numeri sulle operazioni di evacuazione dei profughi dall'Afghanistan illustrati dal ministro Lorenzo Guerini davanti alle commissioni Esteri e Difesa.

Il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato segretamente a Kabul il leader dei talebani Abdul Ghani Baradar. Lo scrive il Washington Post.

 

(Fonte: Ansa)

 

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Afghanistan, la chiarezza dei talebani: "Nessuna democrazia, ci sarà solo la legge della sharia"

Un alto funzionario degli islamisti intervistato dalla Reuters: ""Non discuteremo quale tipo di sistema politico dovremo applicare perché è chiaro". Appello ai militari del vecchio governo a passare col nuovo regime fondamentalista


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Sotto il dominio dei talebani l'Afghanistan non sarà una democrazia ma seguirà la legge della sharia. Lo ha dichiarato in un'intervista a Reuters, un alto funzionario talebano, Waheedullah Hashimi. "Non ci sarà affatto un sistema democratico perché non ha alcuna base nel nostro Paese", ha spiegato Hashimi, "non discuteremo quale tipo di sistema politico dovremo applicare in Afghanistan perché è chiaro. È la legge della sharia e basta".

I talebani hanno poi fatto appello ai militari che avevano combattuto per il vecchio governo afghano perché si uniscano ai talebani nella formazione di un nuovo esercito. "Molti di loro sono stati addestrati in Turchia, Germania e Inghilterra. Quindi parleremo con loro perché tornino alle loro posizioni", ha dichiarato ancora Hashimi, "ovviamente ci saranno cambiamenti, ci sarà qualche riforma nell'esercito ma comunque abbiamo bisogno di loro e chiederemo loro di unirsi a noi".

Afghanistan: il Covid19 colpisce i vertici dei Talebani

Hashimi ha spiegato che i talebani hanno in particolare bisogno di piloti, non avendone nessuno tra le loro fila, pur avendo a disposizione numerosi aeromobili militari reperiti nelle diverse basi aree del Paese.

"Siamo in contatto con molti piloti", ha aggiunto, "abbiamo chiamato molti di loro e stiamo cercando altri contatti per chiamarli e invitarli a tornare al lavoro". Il funzionario talebano ha poi affermato che si aspetta che i Paesi confinanti restituiscano i velivoli militari atterrati sul loro territorio, un riferimento ai 22 aerei da guerra e ai 24 elicotteri atterrati giorni fa in Uzbekistan con a bordo centinaia di soldati in fuga.

 

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