updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Sondaggi, la Lega torna primo partito davanti a Fratelli d'Italia e Pd (in calo). Crollo M5S dopo lo strappo Grillo-Conte

La Lega torna primo partito davanti a Fratelli d'Italia, il Movimento 5 Stelle crolla dopo lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Il sondaggio Swg per il Tg La7 colloca la Lega al top: il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,3% e sale al 20,6% scavalcando Fdi: la formazione di Giorgia Meloni cede lo 0,2% e ora vale il 20,5%. Passo indietro anche per il Pd, che scende al 18,7%. Tonfo del M5S che cede il 2% netto e scivola al 14,6%. Forza Italia è stabile al 7%, mentre Azione sale al 4%. Articolo 1 è al 2,7%, davanti a Italia Viva (2,5%).

Il punto politico: i dolori dei partiti, la guerra nei 5Stelle, i dubbi del centrodestra forte ma diviso e l'infinito casting per il sindaco di Milano (VIDEO)

Dallo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, che ha spaccato il Movimento 5 Stelle, alla proposta di un partito unico del centrodestra lanciata da Silvio Berlusconi, fino alla partita per i sindaci delle maggiori città italiane: il punto politico settimanale de ilComizio.it a cura del nostro direttore

Salvini-Letta, scontro sui sondaggi: "Ipsos lavora per il Pd". La replica: "Atteggiamento infantile"

Duello tra i due leader sull'ultimo sondaggio Ispos che dà il Pd davanti alla Lega, scavalcata anche da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Il leader del Carroccio: "E' l'unico, per tutti gli altri siamo il primo partito". Il segretario dem: "E' come il malato che rompe termometro perché gli dice che ha la febbre"


Pd primo partito alle prossime elezioni con il 20,8, Lega al terzo posto con il 20,1 dietro Fratelli d'Italia con il 20,5. Il sondaggio Ipsos fa discutere. L'istituto di ricerca, attacca il leader della Lega su Facebook "lavora per il partito Democratico e, miracolosamente, sforna l’unico sondaggio italiano che vede il Pd primo partito davanti alla Lega" . "Mentre tutti gli altri vedono la Lega nettamente primo partito. I casi della vita… . Noi andiamo avanti, per il bene dell’Italia, con lavoro, pazienza e sorriso".

La replica del segretario del Pd arriva dai microfoni di Radio Immagina. "Guardo i sondaggi con la coda dell'occhio" dice. "La gente si fa un'idea alla fine della campagna elettorale, quindi francamente farsi condizionare dai sondaggi non ha molto senso". "Salvini se l'è presa con Ipsos, mi sembra di cattivo gusto. E' come il malato che rompe termometro perché gli dice che ha la febbre. Da Salvini oggi un atteggiamento infantile".

Sondaggi politici: Giorgia Meloni cresce ancora e traina il centrodestra vicino al 50%

La Supermedia settimanale elaborata da YouTrend per AGI: Fratelli d'Italia aumenta ulteriormente i suoi consensi staccando il Pd e attestandosi a poco più di due punti dalla Lega primo partito. La maggioranza di governo risale dopo alcune settimane di lieve flessione. I dati lista per lista


Sondaggi politici/ Lega sale al 24%, Pd perde lo 0,8%. Centrodestra al 46,9%

Fratelli d'Italia continua ad accrescere i suoi consensi stabilizzando il suo secondo posto e tallonando la Lega a poco più di due punti di distanza. Di conseguenza il centrodestra unito arriva a sfiorare il 50%. Si arresta la flessione del Pd, che recupera lo 0,1%, mentre il M5s registra un calo di mezzo punto. Quanto alla maggioranza di governo, risale dopo alcune settimane di lieve flessione. È quanto emerge dalla Supermedia settimanale elaborata da YouTrend per AGI. In dettaglio, il partito di Giorgia Meloni cresce di 0,3 punti, portandosi al 19,3%, mentre il Carroccio resta fermo al 21,5%. Il Pd si attesta al 18,8%. M5s lascia sul terreno mezzo punto, è al 16,4%. I giallorossi (Pd, M5s e Leu) nel complesso restano al 36,8%.

Lega 21,5 (=)

FDI 19,3 (+0,3)

PD 18,8 (+0,1)

M5S 16,4 (-0,5)

Forza Italia 7,2 (-0,2)

Azione 3,0 (-0,1)

Italia Viva 2,5 (+0,2)

Sinistra Italiana 2,1 (-0,2)

Verdi 1,8 (-0,1)

Art.1-MDP 1,7 (+0,1)

+Europa 1,6 (+0,1)

SUPERMEDIA AREE PARLAMENTO

Maggioranza Draghi 74,1 (+0,4) di cui:

- giallorossi (PD-M5S-MDP) 36,8 (-0,5)

- centrodestra (Lega-FI-Toti) 30,2 (+0,6)

- centro liberale 7,1 (+0,3)

Opposizione dx (FDI) 19,3 (+0,3)

Opposizione sx (SI) 2,1 (-0,2)

SUPERMEDIA COALIZIONI POL 18

Centrodestra 49,5 (+0,9)

Centrosinistra 25,8 (+0,2)

M5S 16,4 (-0,5)

LeU 3,8 (-0,1)

Altri 4,5 (-0,5)

NB: le variazioni tra parentesi indicano lo scostamento rispetto alla Supermedia di due settimane fa (27 maggio). 

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 27 maggio al 9 giugno dagli istituti Demopolis, EMG, Euromedia, Ipsos, Noto, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 10 giugno sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

 

(Fonte: Agi)

 

I lavoratori più felici e soddisfatti? Sono al Sud. Il Nord Est produce ma soffre. L'analisi sull'impiego che sorprende

Lo studio dell'Associazione "Ricerca Felicità" sullo stato di felicità e benessere dei lavoratori italiani rivela una situazione che non ci si aspetta, o forse sì. Ecco i risultati


E' il Sud l’area geografica italiana dove si trovano i lavoratori più felici e soddisfatti del proprio impiego. Emerge dalla terza analisi dell’Associazione “Ricerca Felicità” sullo stato di felicità e benessere dei lavoratori italiani, anticipata da Adnkronos/Labitalia e che sarà diffusa tra qualche giorno. L'Associazione Ricerca Felicità nasce dall’incontro tra Elehubm (società benefit creata da Elga Corricelli ed Elisabetta Dallavalle, due professioniste con una lunga carriera manageriale), e Sandro Formica (docente all’Università di Palermo e visiting professor di Strategia Aziendale all’Università Bocconi di Milano).

La survey, che ha coinvolto 1.314 lavoratori attivi, fornisce il primo sistema di misurazioni oggettive in Italia e invita istituzioni, organizzazioni profit e non profit, scuole, enti educativi e media al confronto, fornendo il punto di partenza di un’analisi che sarà svolta anno su anno.

“Abbiamo voluto approfondire quanto i lavoratori attivi hanno voluto segnalarci attraverso il primo questionario dell’Osservatorio. Sentivamo la necessità di scaglionare ulteriormente i dati dividendoli per genere, generazione e area geografica -afferma Sandro Formica, vicepresidente e direttore scientifico dell’Associazione Ricerca Felicità-. Se alcuni dati erano già visibili a occhio nudo, analizzando in maggior dettaglio la significatività statistica, ci siamo sorpresi di alcuni risultati, soprattutto per quanto riguarda le differenze per aree geografiche, dove è emerso un Sud più felice sul posto di lavoro ma, di contraltare, un Nord Est in sofferenza".

Alla domanda “Quando mi sveglio per andare a lavorare mi sento felice?” si delinea una forte positività al Sud - una concentrazione di risposte con punteggio tra 4 e 6 su una scala da 1 a 6, dove 1 corrisponde a “per niente d’accordo” e 6 a “totalmente d’accordo”- ma una forte negatività al Nord Est, dove la maggior parte delle persone ha risposto con una concentrazione di risposte da 1 a 3.

Il Sud risponde positivamente anche alle domande “Quando lavoro mi appassiono tanto da dimenticare tutto il resto?” con il 67.7% della popolazione ponderata, “Sento un forte senso di appartenenza alla mia organizzazione?” con il 68.7% e “I miei meriti vengono riconosciuti? ”con il 58.2%. Il Nord Est risponde rispettivamente con il 57.0%, 55.5% e 41.0%.

“Quest’analisi ci ha stupito e interrogato perché ha messo in evidenza come la presunta correlazione tra felicità e produttività non sia stabile nelle regioni italiane del Nord Est. Oggettivamente parlando si tratta di regioni con un alto tasso di produttività, che tuttavia non si sentono pienamente appagati sul lavoro. Sarebbe molto interessante approfondire questo aspetto per comprenderne le ragioni di fondo”, afferma Elga Corricelli, co-founder dell’Associazione Ricerca Felicità.

 

(Fonte: Adnkronos)

Sondaggi, la clamorosa ascesa di Giorgia Meloni: superato il Pd, Lega a un passo. Dem e M5S ancora in calo

Fratelli d'Italia supera il Pd, Giorgia Meloni alle spalle della Lega. E' il quadro delineato dal sondaggio Swg per il Tg La7. La Lega rimane il primo partito con il 21% (-0,3%). Fratelli d'Italia guadagna lo 0,4% e sale al 19,5%, superando il Pd che scivola dal 19,5% al 19,2%. Perde terreno anche il Movimento 5 Stelle, ora al 16,8% (-0,2%). Forza Italia cresce dello 0,3% e approda al 7%, mentre Azione cede lo 0,2% e ora vale il 3,5%. Sinistra Italiana è al 2,9%. Al 2% i Verdi, all'1,9% +Europa e all'1,8% Italia Viva.

Sondaggi Swg: Fratelli d'Italia supera il Pd ed è secondo partito a meno di  due punti dalla Lega. M5s e dem in calo, cresce Forza Italia - Il Fatto  Quotidiano

Sondaggi, non si arresta il boom di Giorgia Meloni: col 18,4% è a un punto dal Pd (in crescita). Lega in calo, M5S frenato dalla disputa con Casaleggio

L'ultima Supermedia di YouTrend per Agi conferma e accentua le tendenze delle ultime settimane per quanto riguarda il consenso dei partiti, alla luce dei posizionamenti rispetto al governo Draghi e ai temi dell'agenda politica


 Ultimi sondaggi, la supermedia del 7 maggio: In calo Lega e M5S

Le vicende politiche delle ultime settimane, con le polemiche che hanno spaziato a tutto tondo – dalla fretta con cui il Governo ha inviato il PNRR a Bruxelles al discorso di Fedez in favore del ddl Zan, passando per la revisione del coprifuoco – sembrano aver prodotto qualche effetto sulle intenzioni di voto, accentuando le tendenze che avevano cominciato a palesarsi.

L’odierna Supermedia dei sondaggi è quindi ricca di elementi degni di nota. A cominciare dalla Lega, partito che occupa ancora la prima posizione ma che perde sei decimali e scende per la prima volta sotto il 22% come non capitava esattamente tre anni a questa parte (con la differenza che nel 2018 il trend per il partito di Salvini era quello di una rapida ascesa). In seconda posizione c’è ancora il PD, il partito che ha guadagnato di più nelle ultime due settimane (+0,6). In termini di consensi, solo con i dati di oggi i democratici possono dirsi pienamente ripresi dallo shock causato dalle improvvise dimissioni di Nicola Zingaretti: dopo diverse settimane, la “cura Letta” – fatta di rinnovamento interno con una maggiore attenzione verso le donne e una strategia di contenimento della Lega in seno al Governo – sembra aver prodotto i suoi effetti. Altra novità è quella che riguarda Fratelli d’Italia, che fa segnare un (ennesimo) nuovo record salendo per la prima volta sopra il 18% e arrivando a meno di 3 punti e mezzo dalla vetta. Ad oggi, la sfida per la palma di prima forza politica sembra ristretta a questi 3 partiti.

Un po’ più staccato il Movimento 5 Stelle, ancora alle prese con i problemi (anche legali) dopo il “divorzio” con l’associazione Rousseau, e che per questo motivo si trova ancora in una sorta di “terra di nessuno”: formalmente, il primo partito italiano per numero di parlamentari si trova nella paradossale situazione di non avere un leader, e di non essere in grado di farselo votare dai propri iscritti, dei quali non possiede materialmente gli elenchi. L’incertezza si fa sentire sul piano dei consensi: ad oggi il M5S varrebbe solo poco più del 16% dei voti, mentre le rilevazioni che citano esplicitamente l’ipotesi di un Giuseppe Conte leader a tutti gli effetti vedono il Movimento tra il 19 e il 20 per cento.

Tra i partiti minori c’è da segnalare il dato, ancora in calo, di Italia Viva. Con il suo leader Matteo Renzi costantemente al centro di polemiche (l’ultima, quella su un presunto incontro “segreto” con l’ex 007 Mancini in un Autogrill) IV fatica a riprendersi, e anzi sembra perdere un po’ di terreno settimana dopo settimana.

Un altro elemento da sottolineare è il dato aggregato dei partiti che compongono la “iper-maggioranza” che sostiene il Governo Draghi: questa settimana scende per la prima volta sotto il 75%, e non si tratta certo di un segnale allarmante (la compattezza della maggioranza e la conseguente efficacia dell’azione dell’esecutivo si misurano in ben altro modo) ma che evidenzia come, in questo frangente, a beneficiare di un esecutivo di unità nazionale siano le forze che hanno deciso di chiamarsene fuori, a sinistra (con Sinistra Italiana) ma soprattutto (con FDI) a destra.

 

(Fonte: Agi)

Riaperture, il 79% degli italiani pensa di tornare al ristorante entro tre settimane. Col distanziamento più sicuro che a casa di amici

Il sondaggio di TheFork: la maggioranza è favorevole ai protocolli di sicurezza previsti dalle Linee Guida delle Regioni, anche se l'apertura dei soli posti all'aperto non trova tutti d'accordo


Mangiare all'aperto a Prati Roma, estate 2019: sette ristoranti con dehors

Il 79% degli italiani è pronto a tornare al ristorante entro le prossime tre settimane. Lo rivela un sondaggio di The Fork, secondo cui il 50% degli intervistati tornerà al ristorante nella settimana stessa della riapertura e il 28,5% nelle due settimane che seguiranno. 

Il 62,5% dichiara poi che andrà a mangiare fuori con la stessa frequenza di prima della crisi sanitaria. Inoltre, il 51% si sente più al sicuro a cena in un ristorante che rispetta le misure anti-covid che a mangiare a casa di amici mentre il 27% non ha saputo esprimere un parere a riguardo e il restante 22% si sente al contrario più in sicurezza nelle abitazioni private.

A proposito di restrizioni, TheFork ha chiesto ai suoi utenti se queste fossero un ostacolo per il ritorno in sala: il 56,5% risponde di no, il 31% ritiene che lo siano solo in parte, il 10% le reputa un fattore che influenza il proprio desiderio di tornare a mangiare fuori e, infine, il restante numero di rispondenti ha preferito non pronunciarsi.    

A fronte dei nuovi protocolli di sicurezza previsti dalle Linee Guida delle Regioni, per le riaperture dal 26 aprile, che indicano una distanza fra i tavoli di almeno un metro negli ambienti al chiuso, estendibili a due metri in base allo scenario di rischio, e di almeno un metro all’aperto, il 57% degli intervistati si è dichiarato molto d’accordo con il distanziamento di 2 metri e parzialmente d’accordo con l’apertura dei soli posti all’aperto (47%).

L’indagine di TheFork ha poi delineato il profilo di un consumatore diverso rispetto a quello pre-pandemia: l’89% degli intervistati dichiara che alla riapertura prenoterà il tavolo con anticipo e l’87% lo farà online, prediligendo gli spazi all’aperto (74%).

Ben il 71% si accerterà delle misure di sicurezza adottate prima di recarsi al ristorante e il 69% dichiara che lo farà attraverso le recensioni. Poco meno della metà degli intervistati (48,9%) poi sceglierà orari e giorni non di punta per recarsi a mangiare fuori. Ultimo ma non meno importante è l’aspetto economico: per il 35% dei rispondenti sarà importante prestare maggiore attenzione alle spese quando si andrà al ristorante.

"Quest'anno ci ha insegnato che il futuro è incerto - afferma Andrea Arizzi, Head of New Business di TheFork - che tutto può cambiare dall'oggi al domani, ma siamo ottimisti e non rinunceremo al piacere della gastronomia e della convivialità. Abbiamo fiducia nei ristoratori che hanno dimostrato tenacia, agilità e creatività in questo contesto senza precedenti, ma anche negli utenti, che sono desiderosi di vivere esperienze fuori casa, dimostrando solidarietà con le imprese locali".

 

(Fonte: Agi)

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