updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Il calcio, il razzismo, il vocabolario romeno e l'ombra di Erdogan. In Europa ne succedono di tutti i colori

Il quarto uomo accusato di razzismo, gli arbitri romeni ricusati, la partita sospesa e rinviata, l'intervento del presidente turco. Cosa c'è dietro e attorno alla bufera del Parco dei Principi: perché c'è di che riflettere, più che sulle isterie del calcio, sulla politica internazionale e su chi conta davvero in Europa. E poi "Black lives matter": attenzione alle traduzioni


Una serata di follia in Champions League. A Parigi si giocava l'ultima partita del girone tra il Psg e i turchi dell'Istanbul Baseksehir. Si è smesso di giocare in seguito delle pesanti accuse di razzismo nei confronti del quarto uomo del team arbitrale romeno all'ex calciatore camerunense Pierre Webo, uno degli assistenti dell'allenatore della squadra turca. Sebastian Coltescu, infatti, parlando con l'arbitro Hategan avrebbe infatti utilizzato il termine "negru", che significa nero nella sua lingua madre. Gli animi si sono surriscaldati con ospiti e padroni di casa concordi nel rimproverare al quarto uomo una terminologia offensiva e scorretta quindi nell'abbandonare il campo. Ma cosa ha detto davvero Coltescu e perché? Un membro dello staff dei turchi si agita, protesta vivacemente per questioni di arbitraggio, a quel punto per indicare al direttore di gara la persona per cui prendere provvedimenti disciplinari, gli descrive così Webo:"Quello nero laggiù, vai a controllare chi è. Quello nero laggiù, non è possibile faccia così". Queste parole hanno fatto scattare tutta la panchina dell'Istanbul Baseksehir con Demba Ba, ex attaccante del Chelsea, in prima linea. A loro si sono aggiunti altri giocatori, anche avversari come Neymar e Mbappé fino alla decisione estrema congiunta. 

L'Uefa ha aperto un'inchiesta sull'accaduto, mentre la partita riprenderà oggi alle 18.55, a partire dal minuto 14 con nuovi arbitri; fischierà l'olandese Danny Makkelie, coadiuvato dal connazionale Mario Diks come assistente, con il polacco Macrin Boniek sull'altro fianco e un altro polacco, Bartosz Frankowski, come quarto ufficiale. Gli italiani Marco Di Bello e Maurizio Mariani restano come assistenti in sala Var.

E che ne sarà di Sebastian Coltescu, arbitro con lunga esperienza inciampato nel vocabolario patrio? Facile ipotizzare che la sua carriera internazionale sia finita qui. Lui non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma ad amici e parenti avrebbe detto amareggiato: "Chi mi conosce sa che non sono razzista". Non gli basterà, con l'aria che tira.

Intanto emergono dettagli inquietanti che travalicano (come se ce ne fosse ulteriore bisogno) l'ambito sportivo. Il Basaksehir è considerato il club molto vicino al partito Akp del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ieri è subito intervenuto per condannare l’episodio avvenuto a Parigi chiedendo all’Uefa di provvedere a punire con durezza e tempestività. Ma da parte del controverso capo di Stato sarebbero anche arrivate pressioni sugli stessi giocatori della formazione di Istanbul perché lasciassero il campo. A titolo di coincidenza, solo pochi giorni fa Erdogan aveva nuovamente attaccato e insultato il presidente francese Emmanuel Macron mentre oggi ha detto che eventuali sanzioni da parte dell'Europa "non ci preoccupano più di tanto. L'Ue non è mai stata onesta". 

Covid, confermata la quarantena per chi viene da Romania e Bulgaria. Riviste le disposizioni per l'Algeria. Intanto impennata di contagi negli Stati Uniti

"Ho firmato l’ordinanza che conferma la misura della quarantena di 14 giorni per chi è stato in Romania e Bulgaria, come già previsto per tutti i Paesi extra Ue ed extra Schengen". Lo comunica il ministro della Salute, Roberto Speranza, su Facebook. Nella stessa ordinanza "si elimina l’Algeria dalla lista dei Paesi extra Ue che, seppur con disposizione di quarantena, hanno la possibilità di accesso in Italia senza comprovati motivi di urgenza", conclude.


USA - Negli Stati Uniti si sono registrati quasi 1379 decessi per il Covid nelle ultime 24 ore, secondo il bilancio della John Hopkins University. E' il terzo giorno consecutivo che il numero dei morti nel Paese supera la soglia dei 1200. E non si ferma la corsa dei contagi, con altri 72.238 nuovi casi registrati. Sono quindi quasi 4,5 milioni gli americani che si sono ammalati, con circa 1,4 milioni di guariti. Mentre le vittime dell'epidemia sono oltre 151mila.

Il fronte della diffusione del coronavirus si potrebbe allargare ad altri stati americani. E' l'allarme lanciato da Anthony Fauci che, in un'intervista a Abc News, ha esortato i governatori di Ohio, Tennessee, Kentucky e Indiana di adottare misure per controllare il virus.

Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases infatti ha sottolineato come, dopo "l'allarmante" impennata di casi di Covid in Florida, Texas, California ed Arizona, ora gli esperti si stanno concentrando su "un gruppo di altri stati" dove si sta registrando un, ancora contenuto, aumento della percentuale dei positivi. Questo, ha continuato il virologo, "è un segnale certo che ci si potrebbe trovare negli stessi problemi in cui si sono trovati gli stati del Sud" che ora sono l'epicentro dell'epidemia. Fauci ha spiegato che, insieme a Deborah Birx, la coordinatrice della task force della Casa Bianca, ha avuto nei giorni scorsi dei colloqui con i governatori di questi stati per esortarli a rafforzare le misure di prevenzione.


BOLSONARO - Jair Bolsonaro, da poco guarito dal Covid, afferma di sentirsi debole, di prendere ancora gli antibiotici, ma sostiene di avere "muffa nei polmoni" a causa dei 20 giorni di isolamento a cui si è dovuto sottoporre durante la malattia. "Ho appena fatto le analisi del sangue, ero un debole ieri, hanno anche trovato una piccola infezione - ha detto il presidente brasiliano in un video su Facebook - ora sto prendendo gli antibiotici, devono essere stati i 20 giorni trascorsi a casa, dove ci prendiamo altre cose. Ho preso la muffa, la muffa nei miei polmoni. Deve essere stato questo".
Bolsonaro ha dichiarato di essere risultato negativo al test lo scorso 25 luglio, ma ieri il suo ufficio stampa ha detto che la moglie Michelle ora risulta positiva. L'ultima volta che la first lady è stata vista in pubblico è stato mercoledì durante una cerimonia con il marito a Brasilia.
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Ue, Juncker insulta gli Stati membri: "Stupito dall'ignoranza dei leader nazionali". E vuole togliere l'unanimità sulla politica estera comune

Affondo del presidente della Commissione contro le cancellerie dei Paesi europee che non sono d'accordo con lui. E sull'euro e Schengen dice...


Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, a otto giorni dal discorso sullo Stato dell'Unione, replica alle reazioni arrivate dalle capitali ad alcune delle sue proposte, come quella di decidere a maggioranza qualificata in materia di politica estera, rinfacciando ad alcuni capi di Stato e di governo la loro "ignoranza"in materia dei trattati Ue. "Le nuove ambizioni nella politica di difesa - ha detto Juncker, durante la plenaria del Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles - non hanno alcun senso se noi siamo bloccati dall'unanimità a livello di Consiglio dei ministri sulla politica estera". 

"Sono molto sorpreso, devo dire - ha continuato - di vedere che in molti Paesi, e anche a livello di capi di Stato e di governo, ci si sia stupiti: ricordare le disposizioni del trattato e destare sorpresa ricordandole, dimostra la condizione di ignoranza di molti di coloro che pretendono di poter dirigere in ogni circostanza l'Europa". 

"Lo stesso vale per l'euro - ha proseguito Juncker - non ho proposto, mercoledì scorso davanti al Parlamento, di fare degli Stati membri non euro degli Stati membri dell'Eurozona".

"Ho semplicemente ricordato - ha detto ancora Juncker - quello che prevede il Trattato, cioè che tutti gli Stati, salvo la Danimarca e la Gran Bretagna, che lascerà l'Unione, che rispondono ai criteri hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di divenire membri dell'Eurozona". 

"La mia intenzione - ha continuato - non è di forzare la marcia dei Paesi non euro verso il paradiso monetario, che non esiste, ma di dire che, se volete, vi aiuteremo a concretizzare la volontà di entrare, ragione per la quale ho proposto degli strumenti di preadesione". 

"Lo stesso - ha concluso il presidente della Commissione - vale per Schengen: perché rifiutare ai nostri amici bulgari e romeni l'ingresso nell'area Schengen, dal momento che dal 2013 rispettano tutti i criteri? Si tratta delle disposizioni del trattato, senza forzare la mano a nessuno".

(Fonte: Adnkronos)

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