updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

Migranti, la Gran Bretagna respingerà le barche che attraversano la Manica. E' scontro con la Francia

Il governo di Boris Johnson ha approvato la nuova strategia dopo che il ministro dell'Interno britannico e quello francese si sono incontrati mercoledì senza riuscire a trovare un'intesa su come fermare i transiti. Per Parigi questa linea dura può mettere in pericolo vite umane


Gran Bretagna, record di sbarchi di migranti dalla Francia. Ma per  "riprendersi i confini" Johnson dipende dall'Europa - Il Fatto Quotidiano

Si inasprisce il braccio di ferro tra Francia e Gran Bretagna sui migranti che attraversano la Manica. Le barche potranno adesso essere respinte prima che raggiungano il Regno Unito: lo ha deciso il ministro dell'Interno, Priti Patel, che ha approvato la nuova strategia dopo che lei e il suo omologo francese, che si sono incontrati mercoledì, non sono riusciti a trovare un'intesa su come fermare i transiti.

Fallito il tentativo di accordo con la Francia, la Gran Bretagna dunque sceglie la linea dura. Gli uomini della Border Force britannica, la guardia costiera, sono stati allertati sul fatto che possono adottare tattiche di respingimento. La misura è già stata bocciata dal ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, sulla base del principio che "la salvaguardia delle vite umane in mare ha la priorità su considerazioni di nazionalità, status e politica migratoria". La Francia ha anche già avvertito che la nuova strategia potrà mettere in pericolo vite di esseri umani. 

Dalla fine del 2018, gli attraversamenti illegali della Manica da parte dei migranti che cercano di raggiungere il Regno Unito sono aumentati, nonostante le autorità avvertano della presenza di forti correnti, basse temperature e dei rischi nell'avventurarsi in una delle rotte marittime più trafficate del mondo. Tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2021, le autorità marittime francesi hanno registrato 12.148 traversate o tentativi di traversata, quasi tre volte il numero (4.192) per lo stesso periodo del 2020.

 

(Fonte: Agi)

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Draghi in Libia: "Momento è unico per ricostruire un'antica amicizia. Ma il cessate il fuoco deve essere osservato". Sui migranti "aiuto e sostegno" (VIDEO)

Colloquio a Tripoli tra il premier italiano e il primo ministro libico, Abdul Hamid Dbeibah. Ribadito l'appoggio di Roma al nuovo governo locale di unità nazionale e rilanciato il tema dei progetti infrastrutturali in campo da tempo. Per i nordafricani è "importante il ruolo dell'Eni" per l'energia


 

"E' un momento unico per la Libia, c'è un governo da lei presieduto di unità nazionale legittimato dal Parlamento e che sta procedendo alla riconciliazione nazionale - ha detto Draghi nel corso delle dichiarazioni congiunte - Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un'antica amicizia e una vicinanza che non ha mai conosciuto momenti di pausa, pensate che l'ambasciata italiana è l'unica rimasta aperta durante tutti gli anni di conflitto, bisogna dar conto al coraggio dei diplomatici che sono rimasti".

Missione in Libia per il premier Mario Draghi, al suo primo viaggio all’estero. Il presidente del Consiglio è a Tripoli, dove ha incontrato il nuovo premier del governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibah. (GUARDA LA CONFERENZA STAMPA)

Il presidente del Consiglio ha spiegato che "un requisito essenziale per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui" e "venga rigorosamente rispettato". "La sicurezza dei siti è un requisito essenziale per procedere nella collaborazione - ha rimarcato - Mi sono state date rassicurazioni importanti durante il nostro incontro".

"E' stato un incontro straordinariamente soddisfacente - ha affermato Draghi - Abbiamo parlato della cooperazione in campo infrastrutturale, energetico, sanitario e culturale. L'Italia aumenterà le borse di studio per gli studenti libici e l'attività dell'Istituto di cultura italiano. Si vuole fare di questa partnership una guida per il futuro nel rispetto della piena sovranità libica". "C'è la volontà - ha aggiunto - di riportare l'interscambio economico e culturale ai livelli di 5-6 anni fa", "c'è voglia di fare, c'è voglia di futuro, c'è voglia di ripartire e in fretta". "I progetti sono molti - ha sottolineato - c'è un desiderio di ricominciare. Le commissioni miste in campo finanziario anche per il recupero dei crediti storici e recenti sono state riavviate".

"Sull'immigrazione c'è soddisfazione per quel che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia - ha detto il presidente del Consiglio - Ma il problema non è solo geopolitico ma anche umanitario, da questo punto di vista l'Italia è uno dei pochi Paesi, forse l'unico, che continua a mantenere attivi i corridoi sanitari". "Il problema dell'immigrazione per la Libia - ha proseguito - non nasce solo sulle coste libiche ma si sviluppa sui confini meridionali della Libia e c'è un dialogo per aiutare il governo libico anche in quella sede".

Il premier libico ha sottolineato che la Libia ha un grande "interesse alla collaborazione strategica" con l'Italia, che "è uno dei pochi Paesi che ha continuato a mantenere un rapporto e ha mantenuto l'ambasciata aperta a Tripoli anche in un periodo molto difficile" ha riconosciuto Dbeibah, nella dichiarazione congiunta con Draghi. "Diamo il benvenuto a lui e al ministro degli Esteri" Luigi Di Maio, ha detto, "apprezziamo molto questa visita, in particolare perché è la prima di Draghi a Tripoli, siamo molto contenti".

"La questione più importante è la riattivazione dell'accordo" di amicizia del 2008 tra Italia e Libia "in tutti i suoi aspetti - ha affermato Dbeibah - in particolare per quanto riguarda l'autostrada" dal confine egiziano a quello tunisino, la cui costruzione è prevista da quell'intesa. La riattivazione dell'accordo di amicizia Italia-Libia è "importante per rafforzare gli scambi commerciali tra i due Paesi". Ma oltre a questo "si auspica di poter riaprire lo spazio aereo e riattivare l'accordo delle dogane". Non solo: il capo del governo di unità nazionale libico ha anche chiesto di "facilitare le procedure per la concessione dei visti, aumentando il numero dei visti rilasciati, specialmente a favore di studenti, uomini d'affari e malati". "Questo può dare il segnale di buone intenzioni verso di noi", ha sottolineato.

Inoltre, è l'auspicio, "prevediamo di aumentare la collaborazione nel settore elettrico e dell'energia, questo era già previsto nell'accordo di amicizia" del 2008. "Abbiamo avuto contatti in questo senso con l'Eni - ha spiegato - e l'Eni è molto importante per la collaborazione con la Libia in questo settore". Il primo ministro del governo di unità nazionale si è poi augurato che "la Libia possa sfruttare i suoi investimenti in Italia e che possano essere risolti tutti i problemi in sospeso, affinché si possa andare avanti in direzione di un vero sviluppo delle relazioni fra i due Paesi".

Quanto all'immigrazione, "l'Italia e la Libia soffrono e si trovano a dover affrontare la sfida comune dell'immigrazione clandestina", un problema che "non riguarda solo la Libia, che è un Paese di passaggio, e non solo l'Italia, ma è un problema libico, europeo e internazionale" ha detto Dbeibah.

Dbeibah e Draghi hanno concordato "di tenere il prima possibile una riunione della commissione economica congiunta" italo-libica, ha poi annunciato lo stesso premier libico, esprimendo il suo "profondo" ringraziamento e "considerazione" per la visita "molto importante" di Draghi a Tripoli, "importante per la Libia e per l'Italia, ma specialmente per la Libia, per la serietà con la quale avete manifestato il vostro interesse verso di noi".

Il primo ministro libico ha inoltre reso noto che è stata avviata anche "una cooperazione sanitaria tra i due Paesi, in Libia soffriamo in questo settore ed è necessario il vostro sostegno". Dbeibah ha anche riferito che il suo ministro dell'Interno "ha presentato le sue richieste in materia di sicurezza". "Insieme - ha concluso - possiamo costruire in futuro un rapporto forte e sano all'insegna dello slogan, la sovranità della Libia prima di tutto".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Sbarchi, i numeri della linea Salvini: dall'inizio dell'anno 155 arrivi contro i 2.730 del 2018 nello stesso periodo. Il ministro esulta: "Finiti gli affari di scafisti, trafficanti e mafiosi"

I dati pubblicati dal Viminale con un report aggiornato alle 8 di questa mattina. Il leader leghista sicuro della sua politica: "Meno partenze, meno morti". Ieri la Guardia costiera libica aveva recuperato aveva recuperato 393 migranti riportandoli indietro. E Di Maio attacca la Francia: "Apra i suoi porti" 


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Tutti sani e salvi, e riportati indietro, i 393 immigrati recuperati dalla Guardia Costiera libica nella giornata di ieri. Lo fa sapere il Viminale. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. "La collaborazione funziona, gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia”, commenta il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

I migranti sbarcati in Italia dall'inizio dell'anno, ad oggi, sono 155. L'anno scorso erano stati 2.730. Lo si apprende dai dati del Viminale.
Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco da parte dei migranti sono: 57 provenienti dal Bangladesh, 38 dall'Iraq, 31 dalla Tunisia, 13 dall'Iran, 9 dall'Egitto, 2 dalla Russia, 2 dal Sudan, 2 dal Pakistan, uno dal Gambia.

Di Maio, salvataggi in mare spettano a Libia  - "Abbiamo richiamato la guardia costiera libica perché ci aspettiamo da loro i salvataggi in mare". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando a Rtl 102,5 della nuova emergenza migranti di ieri. Nel corso della trasmissione, il vicepremier ha poi ribadito le critiche alla Francia ed è tornato sul 'franco delle colonie' con cui Parigi "impoverisce" l'Africa. "Per far restare gli africani in Africa - ha sottolineato - basta che i francesi stiano a casa loro. La Francia cominci ad aprire i porti. I migranti li portiamo a Marsiglia finché non la smettono di stampare a Lione la moneta per l'Africa".

 

(Fonte: Ansa)

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