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updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

Covid, confermata la quarantena per chi viene da Romania e Bulgaria. Riviste le disposizioni per l'Algeria. Intanto impennata di contagi negli Stati Uniti

"Ho firmato l’ordinanza che conferma la misura della quarantena di 14 giorni per chi è stato in Romania e Bulgaria, come già previsto per tutti i Paesi extra Ue ed extra Schengen". Lo comunica il ministro della Salute, Roberto Speranza, su Facebook. Nella stessa ordinanza "si elimina l’Algeria dalla lista dei Paesi extra Ue che, seppur con disposizione di quarantena, hanno la possibilità di accesso in Italia senza comprovati motivi di urgenza", conclude.


USA - Negli Stati Uniti si sono registrati quasi 1379 decessi per il Covid nelle ultime 24 ore, secondo il bilancio della John Hopkins University. E' il terzo giorno consecutivo che il numero dei morti nel Paese supera la soglia dei 1200. E non si ferma la corsa dei contagi, con altri 72.238 nuovi casi registrati. Sono quindi quasi 4,5 milioni gli americani che si sono ammalati, con circa 1,4 milioni di guariti. Mentre le vittime dell'epidemia sono oltre 151mila.

Il fronte della diffusione del coronavirus si potrebbe allargare ad altri stati americani. E' l'allarme lanciato da Anthony Fauci che, in un'intervista a Abc News, ha esortato i governatori di Ohio, Tennessee, Kentucky e Indiana di adottare misure per controllare il virus.

Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases infatti ha sottolineato come, dopo "l'allarmante" impennata di casi di Covid in Florida, Texas, California ed Arizona, ora gli esperti si stanno concentrando su "un gruppo di altri stati" dove si sta registrando un, ancora contenuto, aumento della percentuale dei positivi. Questo, ha continuato il virologo, "è un segnale certo che ci si potrebbe trovare negli stessi problemi in cui si sono trovati gli stati del Sud" che ora sono l'epicentro dell'epidemia. Fauci ha spiegato che, insieme a Deborah Birx, la coordinatrice della task force della Casa Bianca, ha avuto nei giorni scorsi dei colloqui con i governatori di questi stati per esortarli a rafforzare le misure di prevenzione.


BOLSONARO - Jair Bolsonaro, da poco guarito dal Covid, afferma di sentirsi debole, di prendere ancora gli antibiotici, ma sostiene di avere "muffa nei polmoni" a causa dei 20 giorni di isolamento a cui si è dovuto sottoporre durante la malattia. "Ho appena fatto le analisi del sangue, ero un debole ieri, hanno anche trovato una piccola infezione - ha detto il presidente brasiliano in un video su Facebook - ora sto prendendo gli antibiotici, devono essere stati i 20 giorni trascorsi a casa, dove ci prendiamo altre cose. Ho preso la muffa, la muffa nei miei polmoni. Deve essere stato questo".
Bolsonaro ha dichiarato di essere risultato negativo al test lo scorso 25 luglio, ma ieri il suo ufficio stampa ha detto che la moglie Michelle ora risulta positiva. L'ultima volta che la first lady è stata vista in pubblico è stato mercoledì durante una cerimonia con il marito a Brasilia.
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L'Ue riapre le frontiere, ma non a tutti: sì ai cinesi, no agli americani. Fuori anche Russia, Brasile, Turchia e Israele. Elenco, metodo e condizioni

Il Consiglio europeo ha adottato con procedura scritta una "Raccomandazione" agli Stati membri sull'eliminazione graduale delle restrizioni temporanee ai viaggi non essenziali nell'Unione per chi proviene dai paesi elencati in una lista che verrà aggiornata ogni due settimane. Speranza: "Per arrivi extra-Schengen resta la quarantena"


Tutti i nemici di ripresa e coesione europea | Siderweb - La ...

L'Unione europea riapre, dal primo luglio, le sue frontiere esterne a 15 Paesi terzi, con previsto aggiornamento della lista ogni due settimane. I governi dei 27 hanno approvato infatti un elenco di paesi la cui situazione epidemiologica legata al Covid-19 è considerata sufficientemente sicura. La competenza sulla riapertura dei confini resta comunque in mano a ciascuno Stato membro e quella di Bruxelles è solo una indicazione orientativa e non vincolante giuridicamente. L'Italia ha votato a favore, mentre secondo alcune fonti Svezia e Polonia si sarebbero astenute. 

Si tratta di Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Rwanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, UruguayCina (quest'ultima a condizione di reciprocità). Fuori dall'elenco gli Stati Uniti. Secondo Bruxelles non potranno arrivare in Europa nemmeno i cittadini di Brasile, Russia, India, Turchia e Israele. Il Regno Unito non è stato interessato dalle restrizioni ai viaggi deciso dalla Ue a marzo.

I residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano, secondo la raccomandazione adottata dal Consiglio, sono considerati residenti nell'UE. I criteri per determinare i paesi terzi per i quali l'attuale limitazione di viaggio dovrebbe essere revocata riguardano in particolare la situazione epidemiologica e le misure di contenimento, comprese le distanze fisiche, nonché le considerazioni economiche e sociali. 

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, i paesi terzi elencati dovrebbero soddisfare i seguenti criteri: numero di nuovi casi COVID-19 negli ultimi 14 giorni e per 100.000 abitanti vicini o al di sotto della media UE, tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti, risposta globale a COVID-19 tenendo conto delle informazioni disponibili, compresi aspetti quali test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento, trattamento nonché l'affidabilità delle informazioni. La reciprocità dovrebbe anche essere presa in considerazione regolarmente e caso per caso. 

Per i paesi in cui le restrizioni ai viaggi continuano ad applicarsi, saranno esentati i cittadini dell'UE e loro familiari, residenti nell'UE a lungo termine e loro familiari viaggiatori con una funzione o necessità essenziali. Il Consiglio precisa, infine, che la raccomandazione non è uno strumento giuridicamente vincolante. Le autorità degli Stati membri restano responsabili dell'attuazione del contenuto della raccomandazione. Possono, in piena trasparenza, eliminare solo progressivamente le restrizioni di viaggio verso i paesi elencati. Tuttavia i 27 hanno concordato che uno Stato membro non dovrebbe decidere di revocare le restrizioni di viaggio per i paesi terzi non elencati prima che ciò sia stato deciso in modo coordinato. L'elenco dovrebbe essere rivisto ogni due settimane e può essere aggiornato dal Consiglio, a seconda dei casi, previa stretta consultazione con la Commissione e le agenzie e i servizi dell'UE pertinenti a seguito di una valutazione globale basata sui criteri di cui sopra.    Le restrizioni di viaggio possono essere revocate o reintrodotte in tutto o in parte per un determinato paese terzo già elencato in base ai cambiamenti di alcune condizioni e, di conseguenza, nella valutazione della situazione epidemiologica. Se la situazione in un paese terzo elencato peggiora rapidamente, è necessario applicare un processo decisionale rapido.

Speranza: "Per arrivi extra-Schengen resta la quarantena"

L’Italia sceglie la linea della prudenza e mantiene in vigore l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dai Paesi extra Schengen. La misura si applica nel nostro Paese anche ai cittadini dei 14 Paesi individuati dall’Ue nella “lista verde”, da e per i quali ci si può muovere liberamente da domani. È questo il contenuto dell’ordinanza firmata oggi dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Nel testo si aggiunge anche la comprovata ragione di studio ai motivi che consentono l’ingresso nel territorio nazionale. Le altre motivazioni per l’arrivo in Italia sono le comprovate esigenze lavorative, i motivi di salute e l’assoluta urgenza. “La situazione a livello globale resta molto complessa. Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi”. Queste le parole del ministro Speranza dopo la firma dell’ordinanza.

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Cybercrime, raddoppiate le violazioni su cloud. Il rapporto annuale di Verizon analizza l'evoluzione del crimine informatico (che ovviamente mira ai soldi)

Ecco il "Data Breach Investigations Report 2020" che esamina gli attacchi avvenuti in 81 paesi del mondo. Nove violazioni su dieci motivate da finalità finanziarie, mail aziendali particolarmente nel mirino. Caratteristiche, modalità e obiettivi dei malfattori informatici che approfittano anche degli effetti della pandemia sulle abitudini tecnologiche


Il guadagno resta lo scopo principale del crimine informatico che colpisce sempre di più il 'cloud' delle aziende e le dotazioni personali, in un momento in cui molti sono a casa per la pandemia, con meno protezioni sul fronte sicurezza. Sono alcune delle riflessioni contenute nell'annuale rapporto di Verizon sulle violazioni (Data Breach Investigations Report 2020) che esamina gli attacchi avvenuti in 81 paesi del mondo.

Secondo la ricerca, quasi 9 violazioni su 10 (86%) sono motivate da finalità finanziarie. La maggioranza di queste continua a essere causata da attori esterni - il 70% - con il crimine organizzato che ne rappresenta il 55%. Il furto di credenziali e gli attacchi come il phishing e le compromissioni delle e-mail aziendali causano la maggior parte delle violazioni (oltre il 67%). Rispetto al rapporto 2019, questo mette in evidenza il raddoppio delle violazioni su cloud, ma anche il ransomware ha visto un leggero aumento, rilevato nel 27% degli attacchi malware (rispetto al 24% del 2019).

Inoltre, secondo il rapporto, il phishing è la principale minaccia per le piccole organizzazioni e rappresenta oltre il 30% delle violazioni, seguita dall'uso di credenziali rubate (27%). infine, riguardo i diversi settori, in quello manifatturiero il 23% degli attacchi è stato causato da ransomware, rispetto al 61% nel settore pubblico e all'80% nell'istruzione. Gli errori hanno rappresentato il 33% delle violazioni nel settore pubblico, ma solo il 12% di quelle nel settore produttivo. 

 

(Fonte: Ansa)

Fase 2, Confcommercio: "Riaperto il 90% dei negozi di abbigliamento". Bar e ristoranti fanno i conti col crollo degli incassi e le spese per le misure di sicurezza

Nel secondo giorno della ripartenza post lockdown le città si rianimano, torna il traffico e c'è più gente sui mezzi pubblici. Gli esercizi commerciali, dai negozi di abbigliamento a quelli di calzature, dai parrucchieri ai centri estetici, ma anche ristoranti, bistrot, chiese, tutti si adoperano a predisporre la sanificazione dei locali e a distribuire gel igienizzanti, mascherine e guanti. Ma restano le difficoltà nel reperire con facilità il materiale previsto dalle normative vigenti per far fronte all'epidemia


Piemonte, Fase 2: la Regione apre MuoverSi, il portale per ...

Confcommercio: "Oltre il 90% dei negozi di abbigliamento ha riaperto in sicurezza: intimo, camicie e scarpe sono tra i prodotti più richiesti. Riprende ossigeno la ristorazione ma l'avvio è lento: il 70% dei bar e dei ristoranti hanno aperto tutti ben equipaggiati di mascherine e gel disinfettanti, ma con personale ridotto: infatti il 40% dei dipendenti è rimasto a casa, pari a circa 400.000 unità. Tanti sono i titolari che utilizzeranno i divisori all'interno del ristorante soprattutto nell'area cassa, quasi nessuno sui tavoli.  Nel Paese la percentuale dei mercati riaperti si aggira intorno al 50% - 60% del totale. Lo riferisce Confcommercio. A Roma sono aperti tutti i mercati coperti e su area attrezzata. I mercati periodici, diversamente dal resto della regione, sono ancora chiusi come in Piemonte, Sicilia e in parte della Lombardia, compresa Milano. In Campania consentita soltanto l'attività di vendita dei prodotti alimentari. Nel resto del Paese le aperture sono a macchia di leopardo./p>

Un crollo dei consumi pari a quasi l'80% si è registrato in ristoranti, pizzerie, trattorie e agriturismi per effetto delle mancate riaperture, ma anche per il ridotto afflusso della clientela che ha provocato un drastico taglio delle forniture alimentari rispetto alla norma. E' quanto emerge da una stima della Coldiretti sull'inizio della Fase 2 con la possibilità per gli italiani di tornare a mangiare fuori casa. A pesare sul calo delle ordinazioni di cibo e bevande, sottolinea la Coldiretti, è in molti casi la decisione di non riaprire ma anche il calo delle presenze per la chiusura degli uffici con lo smart working e l'assenza totale dei turisti italiani e stranieri. Meno impattante in questa fase è, invece, il vincolo del rispetto delle distanze con la riduzione dei posti a sedere disponibili. Un duro colpo per l'economia, visto che la spesa per il cibo 'fuori casa' era il 35% del totale dei consumi alimentari per un valore di 84 miliardi di euro. Le difficoltà della ristorazione, ricorda la Coldiretti, hanno un effetto a valanga sull'agroalimentare con il mancato acquisto di cibi e bevande in industrie e aziende agricole.

"Io credo che sicuramente i bar e i ristoranti vadano gestiti con estrema attenzione, perché sono uno dei luoghi in cui bisogna fare in modo che le regole vengano rispettate nel modo più rigoroso possibile: se ci si comporta bene, si può andare avanti con aperture, altrimenti si rischia di creare qualche pasticcio". E' l'avvertimento del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, a proposito della riapertura delle attività di ristorazione. "In alcune Regioni si dice che il distanziamento tra membri della stessa famiglia non è obbligatorio, noi invece questa regola l'abbiamo voluta lasciare per evitare scuse: il distanziamento all'interno dei ristoranti è fondamentale e noi pretendiamo che venga rispettato da tutti", ha affermato Fontana

Si entra così nel vivo della 'Fase 2'. Dal 15 giugno via ai centri estivi. E il ministro degli Esteri Luigi Di Maio vuol riportare i turisti in Italia. In un vertice Ue dedicato al turismo assicura che 'dal 3 giugno l'Italia ripartirà a 360 gradi. Ci si potrà muovere tra regioni e siamo pronti ad accogliere in sicurezza cittadini europei che vogliono passare le loro ferie in Italia. Le nostre strutture sono pronte'. Ma niente "black list" tra i Paesi europei. Fredda la risposta di Berlino: "Bisognerà parlare". Pieno accordo nel dire no ad "accordi bilaterali" tra Paesi Ue.

Intanto, gli Orafi e Orologiai della Cgia invitano i propri clienti, con un apposito cartello, di abbassare la mascherina e guardare a volto scoperto la telecamera. Questo per una questione di sicurezza, per poter così riconoscere il volto della clientela. Una questione molto importante per orafi e orologiai che spesso sono a rischio furti e rapine. "Abbiamo riaperto in totale sicurezza ed opportunamente attrezzati - rileva Claudio Dozzo, presidente Categoria Orafi Artigiani - Temiamo, tuttavia, un acuirsi degli episodi di furti con destrezza e rapine, complice anche il fatto che le persone hanno l'obbligo di utilizzare le mascherine. È per questo che rivolgiamo un invito a tutti i nostri clienti con un cartello apposito: fatti riconoscere in sicurezza". La mascherina resta naturalmente un obbligo di legge e va sempre indossata per la sicurezza di tutti, tuttavia permette ai malintenzionati (purtroppo non sono mancati in questi anni anche a Mestre episodi di furti con destrezza) di travisarsi ulteriormente. Magari ricorrendo anche all'uso di occhiali, berretti, parrucche e quant'altro permetta di nascondere e travisare in parte il proprio aspetto. "Le nostre attività - conclude Dozzo - non possono operare con le porte dei negozi aperte, purtroppo non possiamo fare altrimenti".

Riapre giovedì 21 maggio, dopo oltre dieci settimane di chiusura per l'emergenza coronavirus, il Giardino di Boboli di Firenze che sarà accessibile sia dall'ingresso di Palazzo Pitti, sia attraverso la porta di Annalena tutti i giorni della settimana (dalle 8,45 alle 18,15). In una nota, le Gallerie degli Uffizi ricordano che all'interno del Giardino valgono tutte le norme nazionali e regionali per contrastare la diffusione del coronavirus: è vietato l'ingresso a persone con la temperatura oltre 37,5 gradi, è obbligatorio l'utilizzo della mascherina, è necessario mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,80 m, sono vietati assembramenti, i gruppi non possono eccedere il numero di dieci persone e le guide turistiche devono sempre utilizzare microfono e auricolari. La Grotta Grande e il Museo delle Porcellane rimarranno chiusi.

Ludoteche e parchi gioco rischiano di non risollevarsi dopo l'emergenza Coronavirus e su una stima di oltre 2.500 realtà che muovono una forza lavoro di 20 mila persone, il 50% è a rischio chiusura. Lo sostiene, in una nota, il gruppo nazionale 'Parchi Gioco e Ludoteche Italia' che partito dalla Lombardia con un'ottantina di adesioni, riunisce ora 620 attività in tutta la Penisola. "Eppure potrebbero essere sfruttate - sostengono - proprio per aumentare l'offerta di servizi alle famiglie che, durante l'estate, dovranno fare i conti con le limitazioni ai centri estivi, mentre i genitori riprenderanno a lavorare". Per sensibilizzare sulle difficoltà del settore hanno inviato lettere prima al governatore della Lombardia Fontana, poi al premier Conte e alla ministra Bonetti.

 

(Fonte: Ansa)

Fase 2, bar del Veneto affollati. Zaia furioso: "Pronto a richiudere tutto. Chi non rispetta le regole non rispetta i 1.820 veneti morti"

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto con un durissimo sfogo contro il comportamento di moltissimi veneti che da ieri, lunedì 18 maggio, si sono riversati nei bar delle città senza rispettare le norme sul distanziamento e sull'utilizzo delle mascherine


"Stiamo seguendo con apprensione la movida a cielo aperto avvenuta dopo la riapertura di bar e locali - ha esordito Zaia - Ho ricevuto decine di foto di persone al bar senza mascherina con lo spritz in mano. Non ci siamo proprio. Mascherina e regole sul distanziamento non devono essere vissute come coercizioni: sono due elementi salvavita. Trovo assurdo doverlo ripetere ogni giorno: le centinaia di persone uscite a far festa e movida in queste ore sono magari sono quelli che sui social fanno la morale e si lamentano che le cose vanno male. Li aspetteremo alle porte degli ospedali - tuona Zaia - Chi pensa che sia finito tutto è sulla strada sbagliata. Il virus non avrà più a sua disposizione una mitragliatrice ma è un cecchino, se ci contagia gli ospedali si tornano a riempire e torniamo al punto di partenza. Ora che abbiamo svuotato gli ospedali la responsabilità di contenere il contagio spetta ai cittadini non più ai medici. Le regole d'ingaggio sono chiare: fino al 2 giugno bisogna rispettare tutte le norme. Mi appello ai giovani e ai cittadini: siate prudenti. Se tra dieci giorni i contagi torneranno ad aumentare chiuderemo di nuovo tutto. Ai complottisti dico: pensate ai 1820 morti (età media 82 anni) che il Veneto ha avuto. Ci vuole un minimo di rispetto".


Politici Luca Zaia | Pagella Politica

"Chi non rispetta le regole, chi non usa le mascherine e il distanziamento sociale, abbia rispetto per i 1820 morti che il coronavirus ha fatto in Veneto". Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa in cui ha sottolineato che: "Stiamo seguendo anche con un po' di ansia questa apertura importante iniziata ieri perché ci sono arrivate un sacco di foto e di filmati dei centri città con movide a cielo aperto. Così non può andare - ha stigmatizzato duramente il governatore del Veneto- l'uso della mascherina non può essere visto come una coercizione ma un piccolo sacrificio, che salvaguardia la salute: la mascherina è un salvavita". 

E ancora: "La mascherina non è un vezzo, la mascherina salva la vita  e bisogna indossarla sempre. D'altra parte se tra una decina di giorni ci sarà una recrudescenza e un aumento delle infezioni si tornerà a chiudere bar, ristoranti, spiagge, e industrie. Bisognerà tornare a chiudere tutto", ha ammonito Zaia annunciando che siamo arrivati a 524582 tamponi; scendono le persone in isolamento, calate a 3639, 231 in meno da ieri; i positivi sono 18997, 47 in più, mentre calano i pazienti ricoverati in ospedale, scesi a 577, 15 in meno da ieri, così come quelli in terapia intensiva, oggi sono solo 44, di cui 18 i positivi, rispetto ai 99 del 3 maggio scorso, 3201 i dimessi, 14 in più da ieri, mentre 1820 sono i decessi in totale , di cui 1329 in ospedale, 7 da ieri".

"La spesa sanitaria 'Covid' sostenuta dalla Regione Veneto negli ultimi due mesi supera i 100 milioni di euro e va a stabilizzare una spesa di 35 milioni di euro l'anno per i mille posti di lavoro in più creati nel mondo della sanità. Noi ne usciamo massacrati - ha spiegato il governatore del Veneto - se non arrivano risorse a ristoro ne usciamo massacrati. Non va in default il Veneto ma questa vicenda ci ha insegnato che gli investimenti sulla sanità devono essere primari sempre".

"Abbiamo deliberato un'erogazione da quasi 61 milioni di euro come riconoscimento straordinario al grande lavoro fatto dalla sanità veneta nel corso dell'emergenza Coronavirus", ha poi annunciato. "Si tratta di una soluzione meritocratica, in quanto premierà maggiormente i sanitari che si sono più esposti a rischi - ha spiegato -. Nei casi di maggior esposizione il bonus nella media sarà pari a 1.200 euro".

 

"Chi è di nuovo positivo al Covid non è contagioso". Cosa dice lo studio coreano

L'annuncio arriva dopo analisi di laboratorio su 108 casi e un'indagine epidemiologica su 285 casi per determinare se i pazienti dovessero restare 14 giorni in quarantena dopo essere usciti dall'ospedale


Il Centro coreano per il controllo delle malattie (KCDC) ha annunciato che i pazienti guariti e poi trovati di nuovo positivi non sono contagiosi. L'annuncio, riporta il sito della Cnn, arriva dopo le analisi di laboratorio su 108 casi e un'indagine epidemiologica su 285 casi per determinare se i pazienti dovessero restare 14 giorni in quarantena dopo essere usciti dall'ospedale.

Gli studiosi hanno testato 790 persone a stretto contatto con 285 di persone risultate positive una seconda volta dopo la guarigione, ma non ha trovato infezioni collegate ai pazienti guariti. Dopo l'annuncio, i responsabili della sanità sudcoreana hanno tolto dalle linee guida la raccomandazione di 14 giorni di quarantena per i guariti dimessi dagli ospedali o dalle cliniche.

Il direttore del KCDC, Jung Eun-kyeong, ha detto che le autorità sanitarie non sono in grado di dire perché alcuni pazienti sono risultati nuovamente positivi al virus, ma ha aggiunto che gli esperti ritengono che il test PCR (reazione a catena della polimerasi) sta rilevando pezzi morti di virus. Quando un campione positivo e' stato isolato e coltivato, il coronavirus non è stato rilevato nei test PCR. Quindi gli esperti hanno concluso che il virus non e' infettivo, ha aggiunto Jung. 

(Fonte: Agi)

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Coronavirus, Fiorello quasi 60enne: "Dovrò stare a casa come Ligabue. Baglioni e Venditti proprio niente, chiusi..." (VIDEO)

Lo showman si appresta a compiere 60 anni (il prossimo 16 maggio) e, stando a quanto si dice sugli anziani in vista della fase 2, dichiara un po' ironico, un po' serio e un po' malinconico, che gli toccherà prolungare la quarantena come altri illustri suoi coetanei o quasi: "Siamo un po' come il panda, il colibrì dell'Himalaya, specie da proteggere" - (VIDEO)


Dieta Dinner Cancelling, cos'è/ Fiorello: niente cena per ...

"Buongiorno, sono Rosario Fiorello, sono nato il 16 maggio del 1960 - esordisce Fiorello - questo significa che il 16 maggio compirò 60 anni. E adesso i 60enni non possono uscire. Io non ce li ho ancora, quindi io dal 4 al 16 maggio potrei uscire. Ma noi 60enni dobbiamo fare fronte comune e dobbiamo dare retta a chi ci governa. Quindi se dicono che noi sessantenni dobbiamo stare a casa significa che siamo a rischio, siamo persone da proteggere. Siamo un po' come il panda, il colibrì dell'Himalaya, siamo in via di estinzione. Però non usciamo. Stiamo a casa".

Fiorello prosegue parlando dei nuovi 60enni: "Quelli di oggi non sono quelli di una volta: siamo molto più arzilli, però rimaniamo a casa. Io comunque dal 4 maggio fino al 15 un'uscitina me la farò, con la mascherina, con lo scafandro, con il passamontagna, con la muta, con la boccia di vetro del pesce rosso, tolgo il pesce e l'acqua ed esco con la boccia in testa. Quindi amici 60enni rassegnamoci: voi pensavate di essere ancora giovani non è così".

Infine coinvolge alcuni nomi della musica coetanei come Ligabue: "Mi rivolgo ad alcuni amici che conosco: ad esempio, Ligabue, non puoi uscire manco tu! Pensa Baglioni, Venditti, questi proprio niente, chiusi...".

 

 

Coronavirus, auto ferma? I consigli dell'Aci per batteria, gomme e veicoli elettrici

L’Automobile Club d'Italia ha stilato dei semplici consigli, che possono essere messi in pratica anche al tempo del Coronavirus, per non incorrere in spiacevoli sorprese al momento di girare la chiave di accensione. Si tratta di suggerimenti validi anche nel caso di una lunga inattività del veicolo per motivi indipendenti da emergenze come quella che stiamo vivendo


ACI - AUTOMOBILE CLUB VICENZA - Confartigianato Vicenza ...

#IORESTOACASA è l’imperativo per sopravvivere alla pandemia da Coronavirus. Un imperativo che costringe anche la maggior parte delle nostre auto a rimanere parcheggiate o chiuse in garage, da oltre un mese, senza distinzioni di categoria o cilindrata: dalle city-car alle potenti sportive, dai Suv alle cabriolet.

La preoccupazione di molti non è solo “quando tornerò a lavorare?” o “quest’estate potrò andare in vacanza al mare?”, ma anche: “cosa devo fare per mantenere l’auto ferma efficiente fino a quando si potrà tornare a circolare liberamente?”

Una lunga inattività, infatti, se da una parte fa risparmiare carburante, dall’altra può nuocere a batteria o pneumatici oppure creare problemi al riavvio del motore.
L’Automobile Club d’Italia ha stilato dei semplici consigli, che possono essere messi in pratica anche al tempo del Coronavirus, per non incorrere in spiacevoli sorprese al momento di girare la chiave di accensione. Si tratta di suggerimenti validi anche nel caso di una lunga inattività del veicolo per motivi indipendenti da emergenze come quella che stiamo vivendo.

Se da una parte è sempre fondamentale mantenere la propria auto in perfetta efficienza, sottoponendola ai controlli periodici e avvalendosi di officine autorizzate, dall’altra in caso di guasti improvvisi o accidentali si può fare affidamento sul soccorso stradale ACI 803116, disponibile 24 su 24, 365 giorni all’anno.
Dalle prime analisi risulta che sarà proprio l’automobile il mezzo più usato dagli italiani per andare in vacanza la prossima estate, quindi è bene iniziare da subito a riservare al nostro veicolo quelle piccole attenzioni in grado di assicurare un viaggio sicuro e sereno.

CONSIGLI ACI – QUANDO L’AUTO RIMANE FERMA A LUNGO


Batteria auto – Cosa fare per evitare che si scarichi?
In previsione di un fermo superiore alle 4 settimane:
● Utilizzare il veicolo almeno una volta ogni 7 o 14 giorni;
● Acquistare i dispositivi “salva batteria” o “mantieni batteria”;
● Scollegare, eventualmente, il polo negativo della batteria e isolarlo*.
*In questo caso consultare sempre il libretto d’istruzioni.

Pneumatici – Cosa fare per preservarli?In caso di soste superiori ai 2 mesi, utilizzare l’accortezza adottata anche per i veicoli storici: muovere di tanto in tanto il veicolo per evitare deformazioni dello pneumatico o sospenderlo sui cavalletti (se si dispone di un garage al chiuso).

Accorgimenti – Cosa fare appena messo in moto il veicolo?Le auto immatricolate negli ultimi anni possono essere riavviate senza accorgimenti particolari anche dopo essere state ferme per 1 mese. Finito questo periodo, in occasione dei controlli di manutenzione, si consiglia di effettuare un check-up completo del veicolo.

Auto elettriche – Cosa fare in caso di inutilizzo? Fare riferimento al libretto di manutenzione e verificare se:
● È presente una “elettronica” di controllo che può consumare corrente anche a veicolo spento;
● È prevista una modalità ‘sleep’ da attivare in caso di veicolo fermo.

Le batterie al litio non dovrebbero essere né troppo cariche né troppo scariche: meglio lasciare l’auto elettrica ferma con una carica intorno al 60-70%.
Nel caso di una lunga sosta, poi, indipendentemente dall’alimentazione, è bene coprire il veicolo con un telo idoneo ed attenersi a quanto prevede il libretto di uso e manutenzione in questi casi.

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