updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Draghi il freddo diventa poco diplomatico: "Erdogan dittatore". I turchi furibondi convocano l'ambasciatore italiano: "Parole inaccettabili da un premier nominato sul nostro presidente eletto" (VIDEO)

"La forte condanna" del ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu, che è intervenuto reagendo alle affermazioni del presidente del Consiglio a proposito del "sofagate" che ha visto coinvolta la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen


Il SofaGate dimostra che per Erdogan non c'è posto in Europa. Scrive Gancia  (Lega) - Formiche.net

Draghi-Erdogan, si apre il caso diplomatico dopo le parole di ieri del premier italiano in riferimento al 'sofagate' di von der Leyen. Il presidente del Consiglio ha infatti definito il presidente turco "un dittatore" di cui però "si ha bisogno per collaborare" scatenando le proteste di Ankara, che ha quindi convocato l'ambasciatore italiano. "Condanniamo con forza le inaccettabili parole del premier nominato italiano sul nostro presidente eletto", ha tuonato su Twitter il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu, sulle dichiarazioni definite "impudenti" di Draghi.

"Non condivido assolutamente il comportamento di Erdogan nei confronti della presidente Von der Leyen, credo non sia stato appropriato. Mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione che Von der Leyen ha dovuto subire", ha detto ieri sera il premier Draghi in conferenza stampa, riferendosi all'episodio che ha visto la presidente della Commissione Europea rimanere senza sedia durante l'incontro avvenuto ad Ankara tra il presidente turco e i leader Ue. "La considerazione da fare - ha affermato Draghi scatenando l'ira dei turchi - è che con questi dittatori di cui però si ha bisogno per collaborare, o meglio cooperare, uno deve essere franco nell'esprimere la diversità di vedute, di comportamenti, di visioni, ma pronto a cooperare per gli interessi del proprio Paese". Dunque trovare l'"equilibrio giusto".

"In queste ore sto per sentire il presidente Draghi e poi coordineremo tutte quelle che sono le iniziative che si devono coordinare. Ovviamente non anticipo alcunché", ha commenta il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di 'Dritto e rovescio' su Retequattro.

GIORGIA MELONI PLAUDE AL PREMIER: "SU ERDOGAN PAROLE FERME E CHIARE"

"Fratelli d'Italia denuncia da anni la deriva autoritaria e islamista della Turchia di Erdogan e chiede alla Ue di ritirare ad Ankara lo status di Paese candidato. Bene le parole ferme e chiare del presidente Draghi. Pretendiamo rispetto e ci auguriamo che le dichiarazioni del presidente del Consiglio siano solo il primo passo del Governo per difendere con forza gli interessi italiani nel Mediterraneo e arginare l'espansionismo politico e culturale del regime islamista di Ankara". Lo afferma Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia.

"La Turchia è un rischio, è ai nostri confini, sta ricattando l'Europa e penso che un'Europa con un po' di spina dorsale non può subire il ricatto di un signore che usa milioni di rifugiati per portare a casa miliardi di euro", le parole del segretario della Lega, Matteo Salvini, ospite di 'Radio anch'io' su Radiouno Rai.

"E' lo stesso discorso della Cina -ha aggiunto- dobbiamo decidere se noi stiamo con le libertà, con le democrazie e con i diritti civili. Come si fa da sinistra a combattere per alcune leggi in Italia e poi a fregarsene e a fare accordi commerciali o politici con alcuni Paesi come la Turchia e la Cina che i diritti civili non li rispettano? Dal mio punto di vista la libertà vale in Italia ma vale in Turchia e vale in Cina".

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Draghi in Libia: "Momento è unico per ricostruire un'antica amicizia. Ma il cessate il fuoco deve essere osservato". Sui migranti "aiuto e sostegno" (VIDEO)

Colloquio a Tripoli tra il premier italiano e il primo ministro libico, Abdul Hamid Dbeibah. Ribadito l'appoggio di Roma al nuovo governo locale di unità nazionale e rilanciato il tema dei progetti infrastrutturali in campo da tempo. Per i nordafricani è "importante il ruolo dell'Eni" per l'energia


 

"E' un momento unico per la Libia, c'è un governo da lei presieduto di unità nazionale legittimato dal Parlamento e che sta procedendo alla riconciliazione nazionale - ha detto Draghi nel corso delle dichiarazioni congiunte - Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un'antica amicizia e una vicinanza che non ha mai conosciuto momenti di pausa, pensate che l'ambasciata italiana è l'unica rimasta aperta durante tutti gli anni di conflitto, bisogna dar conto al coraggio dei diplomatici che sono rimasti".

Missione in Libia per il premier Mario Draghi, al suo primo viaggio all’estero. Il presidente del Consiglio è a Tripoli, dove ha incontrato il nuovo premier del governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibah. (GUARDA LA CONFERENZA STAMPA)

Il presidente del Consiglio ha spiegato che "un requisito essenziale per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui" e "venga rigorosamente rispettato". "La sicurezza dei siti è un requisito essenziale per procedere nella collaborazione - ha rimarcato - Mi sono state date rassicurazioni importanti durante il nostro incontro".

"E' stato un incontro straordinariamente soddisfacente - ha affermato Draghi - Abbiamo parlato della cooperazione in campo infrastrutturale, energetico, sanitario e culturale. L'Italia aumenterà le borse di studio per gli studenti libici e l'attività dell'Istituto di cultura italiano. Si vuole fare di questa partnership una guida per il futuro nel rispetto della piena sovranità libica". "C'è la volontà - ha aggiunto - di riportare l'interscambio economico e culturale ai livelli di 5-6 anni fa", "c'è voglia di fare, c'è voglia di futuro, c'è voglia di ripartire e in fretta". "I progetti sono molti - ha sottolineato - c'è un desiderio di ricominciare. Le commissioni miste in campo finanziario anche per il recupero dei crediti storici e recenti sono state riavviate".

"Sull'immigrazione c'è soddisfazione per quel che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia - ha detto il presidente del Consiglio - Ma il problema non è solo geopolitico ma anche umanitario, da questo punto di vista l'Italia è uno dei pochi Paesi, forse l'unico, che continua a mantenere attivi i corridoi sanitari". "Il problema dell'immigrazione per la Libia - ha proseguito - non nasce solo sulle coste libiche ma si sviluppa sui confini meridionali della Libia e c'è un dialogo per aiutare il governo libico anche in quella sede".

Il premier libico ha sottolineato che la Libia ha un grande "interesse alla collaborazione strategica" con l'Italia, che "è uno dei pochi Paesi che ha continuato a mantenere un rapporto e ha mantenuto l'ambasciata aperta a Tripoli anche in un periodo molto difficile" ha riconosciuto Dbeibah, nella dichiarazione congiunta con Draghi. "Diamo il benvenuto a lui e al ministro degli Esteri" Luigi Di Maio, ha detto, "apprezziamo molto questa visita, in particolare perché è la prima di Draghi a Tripoli, siamo molto contenti".

"La questione più importante è la riattivazione dell'accordo" di amicizia del 2008 tra Italia e Libia "in tutti i suoi aspetti - ha affermato Dbeibah - in particolare per quanto riguarda l'autostrada" dal confine egiziano a quello tunisino, la cui costruzione è prevista da quell'intesa. La riattivazione dell'accordo di amicizia Italia-Libia è "importante per rafforzare gli scambi commerciali tra i due Paesi". Ma oltre a questo "si auspica di poter riaprire lo spazio aereo e riattivare l'accordo delle dogane". Non solo: il capo del governo di unità nazionale libico ha anche chiesto di "facilitare le procedure per la concessione dei visti, aumentando il numero dei visti rilasciati, specialmente a favore di studenti, uomini d'affari e malati". "Questo può dare il segnale di buone intenzioni verso di noi", ha sottolineato.

Inoltre, è l'auspicio, "prevediamo di aumentare la collaborazione nel settore elettrico e dell'energia, questo era già previsto nell'accordo di amicizia" del 2008. "Abbiamo avuto contatti in questo senso con l'Eni - ha spiegato - e l'Eni è molto importante per la collaborazione con la Libia in questo settore". Il primo ministro del governo di unità nazionale si è poi augurato che "la Libia possa sfruttare i suoi investimenti in Italia e che possano essere risolti tutti i problemi in sospeso, affinché si possa andare avanti in direzione di un vero sviluppo delle relazioni fra i due Paesi".

Quanto all'immigrazione, "l'Italia e la Libia soffrono e si trovano a dover affrontare la sfida comune dell'immigrazione clandestina", un problema che "non riguarda solo la Libia, che è un Paese di passaggio, e non solo l'Italia, ma è un problema libico, europeo e internazionale" ha detto Dbeibah.

Dbeibah e Draghi hanno concordato "di tenere il prima possibile una riunione della commissione economica congiunta" italo-libica, ha poi annunciato lo stesso premier libico, esprimendo il suo "profondo" ringraziamento e "considerazione" per la visita "molto importante" di Draghi a Tripoli, "importante per la Libia e per l'Italia, ma specialmente per la Libia, per la serietà con la quale avete manifestato il vostro interesse verso di noi".

Il primo ministro libico ha inoltre reso noto che è stata avviata anche "una cooperazione sanitaria tra i due Paesi, in Libia soffriamo in questo settore ed è necessario il vostro sostegno". Dbeibah ha anche riferito che il suo ministro dell'Interno "ha presentato le sue richieste in materia di sicurezza". "Insieme - ha concluso - possiamo costruire in futuro un rapporto forte e sano all'insegna dello slogan, la sovranità della Libia prima di tutto".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Si riapre un altro fronte nello scontro Usa-Russia. L'Ucraina denuncia: "Truppe di Mosca al confine". Da Washington parte un avvertimento

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese. Gli americani diffidano i russi dall'intimidire Kiev. La replica del Cremlino: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno". Ma la tensione sale e partono cannonate nel Donbass


Volodymyr Zelensky: Ukraine Won't Interfere in the US Elections

Si rialza la tensione ai confini tra Ucraina e Russia dove ci sono movimenti militari: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese e Washington ha già messo in guardia Mosca contro ogni tentativo di "intimidire" Kiev.

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov comunque ha già liquidato la questione: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e che questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno".

L'accusa di Zelensky a Mosca è arrivata attraverso una nota: la Russia "cerca di creare un ambiente minaccioso" con "esercitazioni militari e possibili provocazioni al confine". E il portavoce della diplomazia statunitense, Ned Price, è intervenuto subito per avvertire Mosca di astenersi dal compiere "azioni aggressive per intimidire, minacciare il nostro partner, l'Ucraina".

Secondo Ucraina e Stati Uniti, i movimenti di truppe russe sono stati rilevati al confine russo-ucraino, vicino ai territori controllati dai separatisti filo-russi e anche in Crimea, la penisola annessa da Mosca nel 2014.

Dopo la tregua siglata nell 2020, il conflitto in Ucraina orientale in realtà non si è mai del tutto sopito, ci sono stati diversi scontri armati e sono morti almeno una ventina di 20 soldati ucraini. Entrambe le parti si incolpano a vicenda per l'escalation.

Prima di Zelensky, in una sessione straordinaria della Verkhovna Rada (il Parlamento), aveva parlato il comandante in capo delle forze armate ucraine, Ruslan Jomchak: parlando di "minaccia alla sicurezza militare" ucraina, aveva detto che i separatisti hanno 28mila combattenti e "più di 2mila istruttori e consiglieri militari russi".

"Al 30 marzo lungo il confine ucraino, nelle aree temporaneamente occupate e in Crimea conteniamo 28 gruppi tattici nemici a livello di battaglione". In particolare, dopo l'occupazione della penisola della Crimea nel 2014, "la Russia ha aumentato il suo raggruppamento militare (in quel territorio), che attualmente conta circa 32.700 soldati".

Dopo che la Russia ha iniziato ad aumentare gradualmente il numero del suo personale militare anche lungo il confine con l'Ucraina, "è stata presa la decisione di rafforzare il raggruppamento di forze congiunte sul territorio delle regioni di Donetsk e Luhansk (confine con la Russia) e nel settore della Crimea".

"Le nostre forze armate - questo l'avvertimento del comandante in capo ucraino- sono pronte a dare una risposta adeguata sia all'escalation del conflitto che al peggioramento della situazione politico-militare e strategico-militare al confine ucraino".

Nell'est dell'Ucraina è in vigore un cessate il fuoco dal 2015, ma è stato continuamente violato e nel luglio 2020 sono state adottate misure per rafforzarlo; e la missione speciale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa continua a registrare violazioni della tregua.

In questo clima di tensione, giovedì il servizio diplomatico dell'Unione europea ha denunciato la campagna militare lanciata dalla Russia in Crimea, definendola una "violazione del diritto internazionale umanitario".

Secondo Kiev, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha anche telefonato al suo collega ucraino Andrei Taran: secondo il ministero della Difesa a Kiev, Austin ha assicurato che Washington non lascerà sola l'Ucraina "in caso di escalation dell'aggressione russa".


Cannonate dell'esercito ucraino contro la milizia indipendentista nel Donbass

Ukraine conflict: Front-line troops begin pullout - BBC News

Cannonate dell'esercito ucraino contro le postazioni della milizia dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk (Lpr). Almeno 16 colpi di artiglieria da 120 millimetri sono stati sparati fuori dall'abitato di Kalynove-Borshchevate per la prima volta da quando sono state introdotte le misure aggiuntive per garantire il cessate il fuoco nel Donbass.

Il portavoce della milizia, Yakov Osadchy ha detto che le unità della Lpr "per garantire la sicurezza della popolazione civile della repubblica, sono state costrette a rispondere al fuoco con armi che non sono proibite dagli accordi di Minsk contro le posizioni nemiche utilizzate per l'attacco".

Per poi aggiungere: "Chiediamo agli osservatori internazionali e alla direzione dell'Osce di registrare un altro caso di grave violazione del cessate il fuoco da parte ucraina". 

(Fonte: Agi)

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Germania, la Merkel annulla il lockdown di Pasqua: "Ho sbagliato e mi scuso, misure revocate"

"E' un errore che deve essere chiamato come tale e bisogna correggere in tempo". Lo ha detto Angela Merkel in uno statement tenuto subito dopo la conferenza blitz fra Stato e Regioni durante la quale ha annullato il super lockdown dei giorni di Pasqua


Lockdown in Germania a Pasqua cancellato. Angela Merkel ci ripensa: la cancelliera ha deciso di fare marcia e ha annullato la proroga di restrizioni, divieti e misure fino al 18 aprile. Ad annunciarlo è stata la stessa cancelliera ai premier delle regioni, convocati a sorpresa oggi, dopo le critiche suscitate dall'esito della riunione di pochi giorni fa.

"ERRORE SOLO MIO"

Merkel si è assunta la responsabilità per l'"errore": "Se possibile, deve essere corretto in tempo. Penso che sia ancora possibile. Questo errore è stato unicamente un mio errore". Poi, in una breve dichiarazione alla stampa, ha chiesto "perdono a tutti i cittadini". Il lockdown tecnicamente è in stand by: la stretta verrà attuata se l'incidenza, nel corso di una settimana, si manterrà superiore ai 100 casi per 100.000 abitanti per 3 giorni consecutivi.

"Non abbiamo sconfitto il virus", aveva dichiarato giorni fa Merkel, al termine di una maratona negoziale in cui aveva annunciato la proroga delle rigide disposizioni relative ai giorni di Pasqua. Poi l'invito alla popolazione a restare a casa, con chiusura obbligatoria dei negozi, ad eccezione degli alimentari e dei supermercati, per i quali era prevista una deroga per il 3 aprile. I raduni pubblici erano stati generalmente vietati durante questo periodo, con i centri di test e di vaccinazione anti Covid-19.

Era stato deciso che le cerimonie pasquali sarebbero state virtuali, i raduni in privato limitati a cinque persone appartenenti a due nuclei famigliari diversi, escludendo dal conteggio chi ha meno di 14 anni.

"NESSUNA ALTERNATIVA A MISURE REVOCATE"

Non ci sarà alcuna alternativa al piano di restrizioni per i giorni di Pasqua concordato a livello federale e regionale in Germania e poi revocato per decisione di Merkel. Ad annunciarlo è stata la stessa cancelliera, che dopo la dichiarazione alla stampa per confermare la marcia indietro sulle nuove misure restrittive ed assumersi la responsabilità dell'accaduto si è presentata in parlamento per rispondere alle domande dei deputati.

Replicando al quesito di un parlamentare dell'opposizione Merkel ha spiegato che l'unica misura sarà quella, già decisa, di "tirare il freno di emergenza" sul progressivo allentamento delle restrizioni, con la sospensione dei piani di riapertura in presenza di un'incidenza superiore ai 100 casi per centomila abitanti per tre giorni consecutivi.

 

 
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Ue-Russia, è gelo totale. Lavrov: "Non ci sono più rapporti". Mosca rafforza l'asse con la Cina mentre resta alta la tensione con gli Usa

Parla il ministro degli Esteri russo: "L'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles". Sul fronte dello scontro con la Casa Bianca non c'è stato alcun chiarimento tra Putin e Biden. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Nessuna disponibilità da parte degli Stati Uniti". E sulla valigetta nucleare: "Il presidente ha sempre tutto con sé"


Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha fatto il punto sullo stato delle relazioni con la Ue. "Con l'Unione europea non ci sono rapporti come organizzazione, l'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles - ha detto -. Se e quando Bruxelles riterrà possibile eliminare questa anomalia, allora la Federazione russa sarà pronta".

La Russia guarda a Oriente - Lavrov ha parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo cinese Wang Yi, al termine dell'incontro di due giorni tenuto a Guilin, nel Guangxi. Il ministro degli Esteri russo ha parlato di Mosca come del "più grande vicino" dell'Europa per cui "se e quando sarà ritenuto opportuno dagli europei eliminare questa anomalia" di rapporti diplomatici, "saremo pronti a costruire queste relazioni sulla base della parità di diritti e della ricerca di un equilibrio di interessi. Non ci sono cambiamenti sul fronte occidentale, a mio avviso, abbiamo un'agenda molto intensa sul fronte orientale, che diventa ogni anno più ricca", ha detto. 

Le tensioni con gli Usa - La Russia deve fare i conti anche con le tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, dopo le parole poco concilianti che si sono rivolti Putin e Biden. Nella giornata di lunedì, da Mosca non sono arrivati segnali di distensione. Prima il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva spiegato che non era in programma nessun contatto tra Putin e il presidente Usa poiché non vi è "nessuna disponibilità da parte degli Usa". Poi lo stesso Peskov, in riferimento alla "valigetta nucleare", ha ribadito che "Putin ha sempre con sé gli strumenti di comunicazione necessari, compresi quelli strategici, ovunque si trovi". 

 

(Fonte: Tgcom24)

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Vaccini, Putin: "L'Ue dice no a Sputnik? Difende gli interessi delle case farmaceutiche e non le persone"

Il presidente russo, che si vaccinerà domani, definisce "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo incaricato per la campagna di vaccinazione, secondo cui l'Unione "non ha assolutamente bisogno di Sputnik V". L'Ema andrà comunque a Mosca: "Noi andiamo avanti con le valutazioni"


Il vaccino è pronto”, la Russia brucia tutti. I dubbi degli scienziati - La  Stampa

Sono "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno incaricato per la campagna di vaccinazione contro il coronavirus, che ieri sera in un'intervista a 'Tf1' ha affermato che l'Ue "non ha assolutamente bisogno dello Sputnik V", il vaccino russo. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, intervenendo in video-conferenza a una riunione con gli sviluppatori dei vaccini russi, secondo quanto riferito dai media locali. "Non costringiamo nessuno a fare nulla - ha affermato Putin - ma ci interroghiamo sugli interessi difesi da queste persone, quelli delle case farmaceutiche o quelli dei cittadini europei?".

Le parole di Breton hanno suscitato la reazione anche del Russian Direct Investment Fund (Rdif), fondo sovrano che ha finanziato la ricerca su Sputnik, che ha accusato il commissario europeo di "faziosità".

Sputnik V è "uno dei vaccini più efficaci al mondo" ha affermato il premier russo Mikhail Mishustin in dichiarazioni riportate dall'agenzia Tass. "Lo sai, e molti, compresi i nostri stimati colleghi stranieri, stanno scrivendo che è uno dei vaccini più efficaci al mondo", ha detto durante un incontro con il premier del Kazakistan, Askar Mamin. Mishustin ha poi aggiunto che il vaccino Sputnik V contribuirà "a far fronte alle minacce e ai rischi che derivano dalla pandemia di coronavirus".

Oggi in un colloquio telefonico il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e il presidente russo Putin hanno parlato anche della rolling review, la revisione a blocchi dei dati, del vaccino Sputnik V da parte dell'Ema. Lo riferiscono fonti Ue. Attualmente l'Ema ha in rolling review tre vaccini: Sputnik V o Gam-Covid Vac dell'Istituto Gamaleya di Mosca; l'Nvx-CoV2373 di Novavax e il CVnCoV di CureVac. I leader, informa il Consiglio, si sono scambiati vedute "sulla pandemia di Covid-19, sui vaccini e su questioni globali e regionali".

Putin ha intanto annunciato che ha intenzione di vaccinarsi domani, sottolineando che ''vaccinarsi è una scelta individuale''.

Cavaleri (Ema): "Su Sputnik andiamo avanti, il punto a fine aprile"

Su Sputnik V "noi andiamo avanti con la valutazione dei dati disponibili e con le ispezioni ai siti produttivi, che sono in programma il mese prossimo. A fine aprile faremo il punto della situazione e capiremo meglio la tempistica di una potenziale autorizzazione, qualora i dati la supportassero" ha detto all'Adnkronos Salute Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell'Agenzia europea del farmaco Ema.

 
(Fonte: Adnkronos)
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"Putin assassino": Biden riapre la Guerra fredda. Mosca furiosa: "Un attacco alla Russia"

Il presidente degli Stati Uniti nel corso di un'intervista si scaglia contro il capo del Cremlino accusato anche di aver cercato di interferire nelle elezioni americane del 2020: "Pagherà un prezzo". La replica arriva dal Presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin: "Ha insultato i cittadini del nostro Paese con la sua dichiarazione"


Il pericoloso delirio di Joe Biden: «Putin è un assassino. Pagherà un  prezzo molto alto» - Secolo d'Italia

Lei pensa che Vladimir Putin sia un assassino? "Sì". Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha risposto così ad una domanda specifica nell'intervista a Good Morning America. E le parole del numero uno Usa scatenano la dura reazione di Mosca, che parla di "attacco alla Russia".

Putin, ha aggiunto Biden, "pagherà un prezzo" per aver cercato di interferire anche nelle elezioni del 2020. Il presidente americano ha commentato il rapporto di intelligence appena declassificato secondo il quale Putin avrebbe diretto la campagna di disinformazione russa tesa a colpire l'allora candidato democratico. Ed alla domanda di George Stephanopoulos su quali saranno le conseguenze, il presidente ha risposto: "lo vedrete a breve".

Nell'intervista Biden ha fatto riferimento al colloquio telefonico avuto con il presidente russo dopo il suo insediamento, durante il quale lo ha confrontato sulla questione delle interferenze elettorali e sulla vice da di Aleskey Navalny. "Abbiamo avuto un lungo colloquio, lo conosco relativamente bene - ha detto Biden, che ha avuto rapporti con Putin quando era vice presidente di Barack Obama - e la nostra conversazione è iniziata così: 'Io ti conosco e tu mi conosci, se stabilisco che questo è successo, allora preparati'".

Biden, comunque, ha sottolineato che Washington può "camminare e masticare il chewing gum" allo stesso tempo, intendendo che pur adottando misure nei confronti di Mosca, manterrà "spazio per lavorare insieme dove ci sono aree di reciproco interesse", come il rinnovo dell'accordo Start sul nucleare.

La conferma delle nuove interferenze elettorali di Mosca è arrivata con il rapporto pubblicato nei giorni scorsi dall'Office of Director of National Intelligence, in cui si afferma che sia la Russia che l'Iran hanno cercato di interferire, anche se non ci sono prove che abbiano cercato di cambiare i risultati elettorali. Anche la Cina aveva valutato un'operazione di disinformazione, ma poi avrebbe rinunciato.

Il rapporto è un diretto atto d'accusa a Putin: "Abbiamo stabilito - si legge nel documento - che il presidente russo ha autorizzato e diverse agenzie governative condotto un'operazione di influenza tesa a minare la candidatura del presidente Biden e il partito democratico, sostenendo l'ex presidente Trump, minando la fiducia pubblica nel processo elettorale ed esacerbando le divisioni negli Stati Uniti".

Il rapporto evidenza poi delle differenze rispetto al 2016, dal momento questa volta "non si è assistito ad un persistente tentativo russo di violare le infrastrutture informatiche elettorali americane". Ma l'operazione ha visto il coinvolgimento di individui legati all'intelligence russa che passato disinformazione a persone vicine a Trump ed ai media.

La replica di Mosca: "Un attacco alla Russia"

Putin e il dubbio della Merkel

Le parole del Presidente degli Stati Uniti Biden costituiscono "un attacco alla Russia", ha dichiarato il Presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin. Il contenuto dell'intervista, ha aggiunto, è frutto di "isteria provocata dalla debolezza". "Biden ha insultato i cittadini del nostro Paese con la sua dichiarazione", ha scritto Volodin sul suo canale Telegram. "Putin è il nostro Presidente e gli attacchi contro di lui sono attacchi contro il nostro Paese", ha aggiunto.

Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, le accuse degli Stati Uniti sulla presunta interferenza nelle elezioni presidenziali del 2020, "sono prive di fondamento, di prove e sono sbagliate".

"Non siamo d'accordo con le conclusioni dell'Intelligence nazionale Usa sul nostro Paese. La Russia non ha interferito nelle elezioni precedenti e non lo ha fatto in quelle del 2020 a cui fa riferimento il rapporto. La Russia non è coinvolta in campagne contro alcuno dei candidati", ha aggiunto Peskov.

"In generale, possiamo ancora una volta esprimere rincrescimento per tali accuse, che sono ben lontane dall'essere sostanziali, e sono usate come scusa per introdurre la questione di nuove sanzioni contro il nostro Paese". Queste accuse inoltre "danneggiano le relazioni bilaterali già sofferenti e scoraggiano gli sforzi politici per uscire da questa impasse", ha concluso Peskov prima della diffusione del contenuto dell'intervista di Joe Biden alla Abc.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Riecco Donald Trump: "Ricandidarmi nel 2024? Troppo presto per dirlo, ma abbiamo enorme sostegno". Da Twitter "noioso" a Biden che "mente" sui vaccini, si vede che le armi non le ha mai deposte (VIDEO)

Dopo che la scorsa settimana il Senato lo ha assolto nel secondo processo di impeachment, Trump in un'intervista a Newsmax ha ammesso che gli "manca essere presidente", ma non rivela se si candiderà alla Casa Bianca nel 2024. "E' troppo presto per dirlo, ma vedo grandi sondaggi", ha dichiarato. "Non lo dirò ancora, ma abbiamo un enorme sostegno", ha affermato, aggiungendo che "sono l'unico che viene messo sotto accusa ed i cui consensi salgono". Sulla Cnn, il suo successore aveva detto di non aver "trovato nulla nei frigoriferi", riferendosi alla scarsa quantità di dosi: Trump ha ricordato come Biden in persona sia stato vaccinato il 21 dicembre e come abbia fatto anche il secondo richiamo a gennaio - (VIDEO)


Risultato immagini per trump interview newsmax

Donald Trump non si sbilancia sulla sua ricandidatura alla presidenza tra quattro anni ma sottolinea come il suo consenso sia alto. 

"2024? Troppo presto per dirlo", dichiara l'ex presidente in un'intervista all'emittente Newsmax, sottolineando come anche con l'impeachment (da quale è stato assolto per la seconda volta) le sue quotazioni salgano.

"Mi manca essere presidente", ha affermato. Trump ha dichiarato che non tornerà su Twitter da cui è stato bandito, ma sta valutando una piattaforma alternativa al social: "Sappiamo come far sentire la nostra voce". 

L'ex presidente degli Stati Uniti riferisce di aver guardato parte del townhall su Cnn con Joe Biden e accusa il successore di "mentire o essere fuori di testa" per aver detto che non c'era il vaccino contro il Coronavirus prima del suo insediamento alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio. Sulla Cnn, Biden ha detto di non aver "trovato nulla nei frigoriferi", riferendosi alla scarsa quantità di dosi: Trump ha ricordato come Biden in persona sia stato vaccinato il 21 dicembre e come abbia fatto anche il secondo richiamo a gennaio.


"Non tornerò su Twitter". Lo ha annunciato l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in realtà è stato bandito dalla piattaforma di microblogging dopo l'irruzione dei suoi sostenitori all'interno del Congresso. "Twitter è diventato molto noioso e milioni di persone lo stanno abbandonando perché non è più lo stesso, posso capirli", ha dichiarato Trump in un'intervista a 'Newsmax'.

L'ex presidente ha quindi aperto alla possibilità di creare una propria piattaforma social. "C'è anche l'altra opzione di costruire un nostro sito", ha aggiunto ribadendo il "grande consenso" di cui gode tra l'elettorato repubblicano.

Dopo che la scorsa settimana il Senato lo ha assolto nel secondo processo di impeachment, Trump ha quindi ammesso che gli "manca essere presidente", ma non rivela se si candiderà alla Casa Bianca nel 2024. "E' troppo presto per dirlo, ma vedo grandi sondaggi", ha dichiarato l'ex presidente. "Non lo dirò ancora, ma abbiamo un enorme sostegno", ha detto Trump, aggiungendo che "sono l'unico che viene messo sotto accusa ed i cui consensi salgono".

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