updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Covid in Uk, prima il disastro poi il riscatto con il piano vaccini. Il rapporto a due facce sull'emergenza

La gestione della prima fase della pandemia da coronavirus è stata ''uno dei peggiori fallimenti della salute pubblica nella storia del Regno Unito'', dato che i ministri e gli scienziati hanno adottato un approccio "fatalistico" che ha aggravato il bilancio delle vittime, oltre 150mila da fine gennaio 2020. E' quanto emerge dalle 115 pagine del rapporto intitolato 'Coronavirus: le lezioni apprese fino ad oggi'


Coronavirus digest: London declares major incident over soaring cases |  News | DW | 08.01.2021

La gestione della prima fase della pandemia da coronavirus è stata ''uno dei peggiori fallimenti della salute pubblica nella storia del Regno Unito'', dato che i ministri e gli scienziati hanno adottato un approccio "fatalistico" che ha aggravato il bilancio delle vittime, oltre 150mila da fine gennaio 2020. L'approccio del governo britannico, sostenuto dai suoi scienziati, è stato quello di ottenere un'immunità di gregge tramite l'infezione, ritardando l'introduzione di un lockdown che avrebbe potuto salvare diverse vite. E' quanto emerge dalle 115 pagine del rapporto intitolato 'Coronavirus: le lezioni apprese fino ad oggi', redatto dal Comitato per l'assistenza sanitaria e sociale e dal Comitato per la scienza e la tecnologia, dove viene sottolineato che l'approccio volutamente "lento e graduale" all'emergenza pandemica abbia fatto sì che il Regno Unito se la sia cavata "decisamente peggio" rispetto ad altri Paesi. Una nota positiva, invece, arriva dal programma di vaccinazione. Il percorso avviato con la ricerca e arrivato alla produzione di un vaccino anti Covid-19 viene descritta come "una delle iniziative più efficaci nella storia del Regno Unito".

I due deputati conservatori che hanno redatto il rapporto, Jeremy Hunt e Greg Clark, concordano sul fatto che "il Regno Unito ha ottenuto alcuni grandi risultati con alcuni grandi errori. E' fondamentale imparare da entrambi". Un portavoce del governo britannico, citato dalla Bbc, ha risposto che "non abbiamo mai evitato di intraprendere azioni rapide e decisive per salvare vite umane e proteggere il nostro Sistema sanitario nazionale, compresa l'introduzione di restrizioni e lockdown. Grazie a uno sforzo nazionale collettivo, abbiamo evitato che i servizi del Sistema sanitario nazionale venissero sopraffatti". Ma il tentativo di raggiungere l'immunità di gregge, consigliato dallo Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage) e sostenuto dal governo, dimostra ''un approccio condiviso''.

Nelle prime settimane della pandemia, quindi, in Gran Bretagna è stato fatto troppo poco per fermare la diffusione del Covid-19, nonostante le prove dalla Cina e poi dall'Italia che si trattasse di un virus altamente infettivo, che causava malattie gravi e per il quale non esisteva una cura. "Questo approccio ha fatto sì che sono continuati eventi potenzialmente super diffusori, come la partita di calcio tra Liverpool Fc e Atletico Madrid che ha riunito oltre 50mila persone l'11 marzo, il giorno in cui il coronavirus è stato classificato come pandemia dall'Oms. E il Cheltenham Festival of Racing tra il 10 e il 13 marzo, che ha attirato più di 250mila persone", afferma il rapporto.

Critiche vengano anche mosse rispetto all'approccio ''lento, incerto e spesso caotico'' del sistema di test e tracciamento del Covid-19, nonostante la Gran Bretagna sia stata uno dei primi Paesi al mondo a sviluppare il test nel gennaio del 2020. Allo stesso tempo, però, il rapporto elogia l'obiettivo fissato dal segretario alla Salute Matt Hancock di arrivare a 100mila test al giorno entro la fine di aprile, affermando che questo ha svolto un ruolo importante. L'elogio più grande però è stato riservato al programma di vaccinazione e al modo in cui il governo ha sostenuto lo sviluppo di una serie di vaccini, tra cui il vaccino Oxford-AstraZeneca. L'intero programma di vaccinazione è stata una delle iniziative più efficaci della storia e alla fine aiuterà a salvare milioni di vite in Gran Bretagna e in tutto il mondo, afferma il rapporto.

 
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Il leader indipendentista catalano Puigdemont arrestato in Sardegna. Polemica sull'estradizione, la Spagna: "Deve sottoporsi alla giustizia". Proteste a Barcellona, grana per l'Italia

Ad Alghero, unica città italiana di cultura e lingua catalana, il leader indipendentista doveva partecipare ad un incontro con il movimento autonomista sardo ed incontrare il presidente della Regione, Christian Solinas, e il presidente del consiglio regionale, Michele Pais. Autorità in imbarazzo


Tribunale Ue revoca l'immunità da eurodeputato a Puigdemont e agli ex  ministri catalani Comin e Ponsati - La Stampa

L'arresto in Sardegna dell'ex leader indipendentista catalano Carles Puigdemont è avvenuto nel rispetto di un procedimento giudiziario in corso che "si applica a qualsiasi cittadino dell'Unione Europea che deve rispondere delle proprie azioni in tribunale". E' quanto afferma in una nota la segreteria di stato spagnola per le Comunicazioni, secondo cui il governo di Madrid esprime "rispetto per le decisioni delle autorità e dei tribunali italiani", sottolineando che l'ex presidente della Catalogna "deve sottoporsi all'azione della giustizia come qualsiasi altro cittadino".

"Puigdemont è molto tranquillo. Crediamo che le autorità giudiziarie lo rimetteranno in libertà, è la quarta volta che succede". Lo ha assicurato a Cadena Ser il legale dell'ex leader indipendentista catalano, Gonzalo Boye, secondo cui l'ordine di arresto della Corte suprema spagnola "non è eseguibile". Boye, che si trova a Sassari, ha poi riferito che "c'erano poliziotti spagnoli tra quelli che lo hanno arrestato e che non c'è stato un controllo alle frontiere, sono andati direttamente ad arrestarlo".

Uno dei punti da sciogliere del caso Puigdemont – che oggi pomeriggio comparirà davanti al Presidente della Corte d’Appello di Sassari per la convalida dell’arresto e l’eventuale applicazione delle misure cautelari - è il passaggio dell’ordinanza con cui il 30 luglio 2021 il vicepresidente del Tribunale generale della Corte di giustizia dell’Ue ha respinto la richiesta di sospensione della revoca dell’immunità parlamentare del leader indipendentista catalano. Provvedimento che- tra l’altro – richiede il requisito dell’urgenza. E' quanto si apprende da fonti di via Arenula. E a proposito del requisito dell’urgenza, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea scriveva che “non vi è motivo di ritenere che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d'arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole".

L'arresto di Carles Puigdemont "non è un tema politico, bilaterale con la Spagna, è un tema la cui valutazione spetta ai giudici". E' quanto ha detto il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola, parlando a Sky Start della vicenda dell'ex leader indipendentista catalano. "E' una vicenda che va avanti da tempo, con la revoca dell'immunità dell'Europarlamento, con la sentenza del 30 luglio della Corte di Lussemburgo che ha sospeso la revoca e altri atti conseguenti", ha sottolineato Amendola, secondo cui "l'autorità giudiziaria locale sta valutando tutti gli atti".

"Noi rispettosamente aspettiamo le valutazioni", ha affermato il sottosegretario, chiarendo che "non è un tema politico, non è un tema bilaterale con la Spagna, è più un tema di valutazione rispetto alle sentenze ed agli atti su cui un giudice dovrà esprimersi in queste ore".

LA REAZIONE DEI CATALANI

Se Puigdemont sarà estradato in Spagna "verrà superata una linea rossa". L'indipendentista catalano Quim Torra, ex capo della Generalitat (il governo di Barcellona), si è scagliato oggi contro il tavolo di dialogo con il governo di Madrid, dopo l'arresto in Sardegna del leader indipendentista. "Sono molto critico con il tavolo di dialogo. A me sembra difficile negoziare se una parte continua le ostilità. Spero che la Generalitat dica di non voler proseguire con il tavolo", ha detto Torra in un'intervista a Tv3, attaccando il processo di dialogo che il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha voluto avviare in giugno con l'indulto ai leader secessionisti in carcere.

"Confido nella giustizia europea, non in quella spagnola", ha proseguito Torra, chiedendosi "se si può continuare con la tregua di questi ultimi due anni". "Dicono che c'è separazione dei poteri, non è così. La Spagna li usa tutti. La risposta deve essere contro lo stato spagnolo e spero che sarà così", ha aggiunto Torra, che milita nello stesso partito JxCat di Puigdemont.

Arrestando in Sardegna l'eurodeputato catalano leader di Junts per Catalunya (Insieme per la Catalogna), le autorità italiane hanno agito "contro il diritto Ue", fermando "un eurodeputato in attività", cosa che è "scioccante". C'è da sperare che sia solo "un grosso errore". A dirlo all'Adnkronos è Aleix Sarri i Camargo, responsabile per le Relazioni internazionali di Junts per Catalunya.

La Corte di Giustizia dell'Ue, ricorda Sarri, "ha prima sospeso la revoca dell'immunità" parlamentare degli eurodeputati catalani, il 2 giugno, poi, il 30 luglio, "ha ritirato le misure provvisorie, perché non c'era il rischio che Carles Puigdemont venisse arrestato". Arrestando Puigdemont ad Alghero, continua, "le autorità italiane hanno agito contro lo spirito della sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue, Di base significa andare contro il diritto Ue. Hanno arrestato un eurodeputato in attività", cosa che "è abbastanza scioccante".

"O è un grosso errore fatto da qualcuno - prosegue Sarri - oppure sarà un grosso imbarazzo per tutti i democratici, specialmente per l'Italia, perché c'è il rischio che qualcuno, nella catena di comando dello Stato italiano, sia stato 'catturato' dalle autorità spagnole". "Se Carles Puigdemont verrà estradato in Spagna - aggiunge - sarà un errore storico. Se finisse in carcere in Spagna in conseguenza del suo arresto, sarebbe davvero imbarazzante per tutti". Vi aspettate che il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli intervenga? "Il presidente ora è in ospedale, non so se è in condizioni di dire qualcosa", risponde Sarri. In ogni caso, conclude, "il Parlamento Europeo" dovrebbe "proteggere i suoi deputati".

Il presidente dell'Erc, Oriol Junqueras, parla dell'arresto di Carles Puigdemont come "di un'ennesima prova della repressione di alcuni apparati dello Stato", ma esorta anche a non chiudere il tavolo del negoziato con Madrid.

"E' evidente che il tavolo del dialogo è stato l'obiettivo di tutto l'indipendentistmo catalano. Per anni abbiamo portato avanti il tema del sedersi e discutere. Abbiamo ottenuto che il governo spagnolo ci ascolti... Ora si tratta di dimostrare maggior forza, serve unità. Senza dubbio il tavolo di negoziato è una opportunità. Ma siamo anche scettici", ha detto all'emittente Tv3 il leader della sinistra Repubblicana della Catalogna, partito storicamente più aperto al dialogo con Madrid rispetto alla coalizione JuntsXCat di Puigdemont.

Vice di Puigdemont nel governo catalano che indisse il referendum indipendentista illegale del 2017, Junqueras non è fuggito all'estero per evitare l'arresto. Condannato a 13 anni di carcere è stato liberato in giugno assieme ad altri leader secessionisti, grazie all'indulto voluto dal premier spagnolo Pedro Sanchez per aprire un dialogo sul futuro della Catalogna. L'arresto di Puigdemont in Sardegna, "è una prova della repressione di alcune parti dello stato ... possiamo superarla solo con un'amnistia, che lo stato non vuole negoziare e concedere. Ma siamo convinti che dobbiamo renderla inevitabile. Vogliamo un'amnistia e un referendum di autodeterminazione", afferma Junqueras, sottolineando che "la repressione continua".

UE: "RISPETTIAMO INDIPENDENZA AUTORITA' GIUDIZIARIE"

Alla Commissione Europea "abbiamo visto le informazioni" riguardanti l'arresto in Sardegna dell'eurodeputato catalano "sui media. E' una questione che riguarda le autorità giudiziarie e noi rispettiamo la loro indipendenza". Lo dice il portavoce della Commissione per la giustizia, Christian Wigand, ribadendo, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la linea che l'esecutivo Ue ha sempre tenuto sulla questione catalana.

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Gran Bretagna, Boris Johnson fa fuori i ministri criticati e si prepara alle prossime battaglie. La campagna anti-Covid invernale e le possibili elezioni anticipate

Clamoroso rimpasto nel governo del premier conservatore che sta sostituendo o degradando le figure attaccate dalla stampa e penalizzate dai sondaggi. Intanto il Telegraph riporta che BoJo avrebbe intenzione di anticipare il voto a maggio o giugno del 2023


Boris Johnson calls surprise Cabinet meeting as general election  speculation mounts

Boris Johnson prosegue nell'azione di rimpasto del suo governo avviata ieri e, come sottolinea la stampa britannica, prepara il terreno per le prossime elezioni. L'operazione compiuta da Johnson, scrive il Guardian, è stata "spietata". Il premier si sarebbe liberato dei ministri che godevano di cattiva stampa ed erano in caduta libera nei sondaggi, per rafforzare l'esecutivo in vista della 'campagna d'inverno' contro il Covid, gettando le basi per il voto, che potrebbe essere anticipato al 2023, come rivela il Telegraph, rispetto alla scadenza naturale del 2024.

Nel frattempo, stamani il premier ha bocciato anche Penny Mordaunt, 'degradata' dal ruolo di Paymaster General e co-presidente della commissione per i negoziati con la Ue a sottosegretario al Commercio. Anche l'esperto sottosegretario alla Cultura, John Whittingdale, ha annunciato con un tweet di avere lasciato il suo incarico.

Tra le vittime più illustri della giornata di ieri il ministro degli Esteri Dominic Raab, finito al centro delle polemiche per essersi fatto trovare in vacanza allo scoppio della crisi afghana, con la conseguente caotica evacuazione da Kabul. Raab è stato costretto a cedere la poltrona di capo del Foreign Office a Liz Truss, molto popolare tra la base elettorale dei Tories, per le sue posizioni ultraliberiste. Altro nome di peso finito sotto la scure di Johnson è quello del ministro dell'Istruzione Gavin Williamson, che si era conquistato fama di gaffeur. Per lui nessun incarico di consolazione, ma un ritorno diretto ai backbenches, i banchi secondari dove siedono i deputati semplici.

Al posto di Williamson, Johnson ha scelto Nadhim Zahawi, imprenditore di origini irachene emigrato nel Regno Unito da bambino, considerato dal premier persona di grande affidabilità, dopo la sua ottima gestione della campagna vaccinale. Altro posto chiave, quello del dipartimento della Casa, delle Comunità e degli enti locali, è stato assegnato al fidato Michael Gove. A lui spetterà il compito di attuare, in seno al governo, l'agenda "levelling up" del premier, quell'azione di riduzione delle disuguaglianze che, nelle intenzioni di Johnson, dovrebbe far guadagnare ai Tories anche i voti dell'elettorato di sinistra.

Altra nomina che fa discutere è quella di Nadine Dorries, scelta a sopresa al posto di Oliver Dowden per guidare il ministero della Cultura. La Dorries è nota per le sue critiche alla Bbc, giudicata troppo sbilanciata a sinistra, e per la proposta di privare l'emittente pubblica dei proventi del canone.

Ma quella di Dowden non è certo stata una bocciatura. Nel suo nuovo ruolo di Cabinet Office minister e, soprattutto, di co-presidente dei Conservatori, l'ex ministro dovrà preparare il partito per le prossime elezioni. Il Telegraph riporta che rivolgendosi allo staff del partito ieri sera, Dowden abbia invitato i Tories a tenersi pronti. "E' ora di mettersi al lavoro e prepararsi alle prossime elezioni", ha annunciato l'ex ministro. Sebbene la scadenza (fissata per legge) della legislatura sia prevista per la fine del 2024, il conservatore Telegraph riporta che Johnson avrebbe intenzione di anticipare il voto a maggio o giugno del 2023.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Migranti, la Gran Bretagna respingerà le barche che attraversano la Manica. E' scontro con la Francia

Il governo di Boris Johnson ha approvato la nuova strategia dopo che il ministro dell'Interno britannico e quello francese si sono incontrati mercoledì senza riuscire a trovare un'intesa su come fermare i transiti. Per Parigi questa linea dura può mettere in pericolo vite umane


Gran Bretagna, record di sbarchi di migranti dalla Francia. Ma per  "riprendersi i confini" Johnson dipende dall'Europa - Il Fatto Quotidiano

Si inasprisce il braccio di ferro tra Francia e Gran Bretagna sui migranti che attraversano la Manica. Le barche potranno adesso essere respinte prima che raggiungano il Regno Unito: lo ha deciso il ministro dell'Interno, Priti Patel, che ha approvato la nuova strategia dopo che lei e il suo omologo francese, che si sono incontrati mercoledì, non sono riusciti a trovare un'intesa su come fermare i transiti.

Fallito il tentativo di accordo con la Francia, la Gran Bretagna dunque sceglie la linea dura. Gli uomini della Border Force britannica, la guardia costiera, sono stati allertati sul fatto che possono adottare tattiche di respingimento. La misura è già stata bocciata dal ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, sulla base del principio che "la salvaguardia delle vite umane in mare ha la priorità su considerazioni di nazionalità, status e politica migratoria". La Francia ha anche già avvertito che la nuova strategia potrà mettere in pericolo vite di esseri umani. 

Dalla fine del 2018, gli attraversamenti illegali della Manica da parte dei migranti che cercano di raggiungere il Regno Unito sono aumentati, nonostante le autorità avvertano della presenza di forti correnti, basse temperature e dei rischi nell'avventurarsi in una delle rotte marittime più trafficate del mondo. Tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2021, le autorità marittime francesi hanno registrato 12.148 traversate o tentativi di traversata, quasi tre volte il numero (4.192) per lo stesso periodo del 2020.

 

(Fonte: Agi)

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Il ministro delle Emergenze russo morto per salvare la vita a un cameraman. Era un uomo chiave dei servizi di sicurezza di Putin

Yevgeny Zinichev è deceduto in un incidente durante un'esercitazione della protezione civile nell'Artico. la ricostruzione dell'emittente RT: "Lui e il cameraman erano sul bordo di una scogliera. Il cameraman è scivolato ed è caduto in acqua. Zinichev si è lanciato dietro all'uomo caduto ed è morto dopo aver colpito una roccia sporgente"


Russian minister dies trying to save man during Arctic drills

Il ministro delle Emergenze russo Yevgeny Zinichev è morto in un incidente durante un'esercitazione della protezione civile nell'Artico. Secondo il ministero, Zinichev, che aveva 55 anni, è morto a Norilsk mentre cercava di salvare la vita un cameraman caduto da una scogliera durante un'intervista.

"Lui e il cameraman erano sul bordo di una scogliera. Il cameraman è scivolato ed è caduto in acqua", ha detto il capo dell'emittente russa RT, Margarita Simonyan. "Zinichev si è lanciato dietro all'uomo caduto ed è morto dopo aver colpito una roccia sporgente".

Zinichev era ministro delle Emergenze dal 2018 e per anni, secondo quanto riferito, è stato un membro chiave dei servizi di sicurezza del presidente Vladimir Putin. I media russi affermano che al momento dell'incidente stavano girando un documentario di formazione nella regione di Krasnoyarsk per il ministero.

Secondo i rapporti, anche un membro della troupe televisiva sarebbe deceduto dopo essere caduto in acqua. 

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Covid, Israele potrebbe raggiungere l'immunità di gregge entro due mesi

Secondo il ministero della Salute, nelle prossime settimane decine di migliaia di israeliani risulteranno positive al Covid-19 mentre in molti riceveranno la terza dose di vaccino. Il combinato disposto, sostengono le fonti, renderà oltre l'80% della popolazione relativamente protetta dal virus


Covid, Israele lancia test sierologici per bambini 3-12 anni

Israele potrebbe raggiungere l'immunità di gregge contro il Covid-19 entro due mesi. Ne sono convinti funzionari del ministero israeliano della Salute, citati dall'emittente pubblica Kan, che legano l'obiettivo alla capacità del Paese di mantenere alto il ritmo delle vaccinazioni. In quel caso "c'è una buona probabilità che entro il prossimo mese o due raggiungeremo una situazione che è molto simile all'immunità di gregge", hanno dichiarato.

Secondo i funzionari, nelle prossime settimane decine di migliaia di israeliani risulteranno positive al Covid-19 mentre in molti riceveranno la terza dose di vaccino. Il combinato disposto, sostengono le fonti, renderà oltre l'80% della popolazione relativamente protetta dal virus, riportando il Paese a una situazionale analoga a quella di inizio giugno, ovvero prima della diffusione della variante delta. Gli ultimi studi riferiti da Channel 13 sostengono che le persone che hanno ricevuto la terza dose sono protette al 96% dal Covid-19.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Afghanistan, ora Biden esulta per il successo dell'evacuazione. Orgoglio americano ai minimi storici (VIDEO)

Il presidente dem, nel mirino della stampa, di avversari e sostenitori, parla alla Nazione e rivendica la sua scelta: "Ho onorato l'impegno di mettere fine alla guerra. Non era più nell'interesse della nostra gente" - (VIDEO)


Afghanistan, i taleban mediano per un governo “inclusivo”. Riprese le  operazioni di evacuazione all'aeroporto di Kabul - Il Secolo XIX

"Gli Stati Uniti hanno posto fine a una guerra di 20 anni in Afghanistan, la guerra più lunga della storia americana. Abbiamo completato una delle più grandi evacuazioni aeree nella storia, con oltre 120mila persone portate al sicuro: un numero più che raddoppiato rispetto a quello che gli esperti ritenevano possibile". Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, si rivolge così nel messaggio alla nazione dopo il ritiro degli Stati Uniti dall'Afghanistan.

"Il successo straordinario di questa missione è legato alle qualità incredibili e al coraggio dei nostri soldati, dei diplomatici e degli uomini dell'intelligence". "Non avrei prolungato una guerra senza fine. E non avrei prolungato un'evacuazione eterna", aggiunge. Il governo e l'esercito afghano, addestrato dagli Usa e dalla Nato, "non hanno resistito" quanto ci si aspettava da loro. Lo ha ribadito Biden, parlando della fine della guerra in Afghanistan. La valutazione sulle loro capacità, ha aggiunto, "non è stata accurata".

L'imponente ponte aereo, che ha consentito l'evacuazione di oltre 120mila persone, è stata una "missione di misericordia" e non di guerra. "Nessuna nazione nella Storia ha fatto altrettanto", ha sottolineato Biden.

"Non ci sono" operazioni di evacuazione al termine di una guerra, senza le "difficoltà" che ci sono state in queste ultime settimane, ha detto ancora il presidente, parlando delle scene di caos viste a Kabul e dei rischi per la sicurezza sostenuti dai militari Usa.

Afghanistan: media, iniziata evacuazione ambasciata Usa - Ultima Ora - ANSA

Gli Stati Uniti, promette Biden, "continueranno ad aiutare" i cittadini Usa e afghani che vogliono lasciare l'Afghanistan, sottolineando che i talebani "hanno preso un impegno" per garantire "passaggi sicuri" a quanti vorranno lasciare il Paese. In Afghanistan ha detto ancora Biden parlando alla Casa Bianca, ci sono ancora tra i 100 e i 200 cittadini Usa, alcuni dei quali intendono rimanere nel Paese.

"Il mondo è cambiato", gli Stati Uniti sono impegnati in un "serio confronto" con la Cina per la supremazia nel XXI secolo. La fine della guerra in Afghanistan, che non rispondeva più agli interessi strategici degli Usa, segna "la fine di un'era". Il ritiro Usa, ha detto ancora Biden, mette fine all'era delle "grandi operazioni militari" per "ricostruire altri Paesi". "Ho onorato l'impegno di mettere fine alla guerra". "Mi rifiuto di continuare una guerra che non è più nell'interesse della nostra gente", ha detto ancora il presidente, aggiungendo che gli Usa sono stati in guerra "per troppo tempo".

I diritti umani, ha detto il presidente, sono "al centro" della politica estera americana, ma per realizzare questo obiettivo non si farà più ricorso a interventi militari. "Con voi non abbiamo ancora finito" avverte Biden, rivolgendosi direttamente all'Isis-K, il gruppo terroristico che ha rivendicato l'attentato all'aeroporto di Kabul nel quale sono stati uccisi 13 militari Usa e decine di civili.

 

(Fonte: Ansa)

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Afghanistan, i talebani bloccano le persone in fuga: "Non permetteremo ai nostri cittadini di raggiungere l'aeroporto". Poi l'avvertimento agli Usa: "Se ne vadano entro il 31 agosto"

Parla il portavoce Zabihullah Mujahid: "Noi vogliamo portare pace e sicurezza nel nostro Paese". Intanto il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato segretamente a Kabul il leader Abdul Ghani Baradar


"Non inseguiamo nessuno, non diamo la caccia a nessuno, non ci sono stati incidenti in nessuna parte del Paese non abbiamo nessuna lista. Noi vogliamo portare pace e sicurezza nel nostro Paese": lo ha detto in conferenza stampa il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid.

I talebani non permetteranno più ai cittadini afghani di raggiungere l'aeroporto di Kabul, le persone dovrebbero tornare a casa ha aggiunto Zabihullah Mujahid.

"Abbiamo chiesto agli americani di non incoraggiare gli afghani a andarsene. Abbiamo bisogno delle loro competenze", ha affermato.

"L'Emirato islamico sta cercando di controllare la situazione" all'aeroporto di Kabul. "La strada verso l'aeroporto è stata chiusa, gli afghani non possono più andare lì, possono farlo gli stranieri. Abbiamo impedito ai cittadini afghani di recarsi lì perché c'è pericolo di perdere la vita a causa della calca, e gli americani stanno facendo qualcosa di diverso, quando c'è la calca sparano, e la gente muore. Sparano alla gente. Noi vogliamo che gli afghani siano al sicuro da questo". 

"Io non credo che prolungheremo la scadenza. Il 31 agosto è un piano degli Stati Uniti che hanno previsto loro. Loro hanno avuto tutte le opportunità e tutte le risorse per portare via tutte le persone che appartengono a loro. Noi non prolungheremo la scadenza" per il ritiro completo degli occidentali. 

Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha precisato che alle donne afghane non verrà impedito di andare al lavoro permanentemente: "In questo momento è per il loro bene, al momento, per impedire maltrattamenti", ha affermato sottolineando che non hanno perso il posto di lavoro e che i loro salari vengono pagati. "Per quanto riguarda il lavoro della donna, la procedura è temporanea", ha detto il portavoce dei Talebani. "Le forze di sicurezza al momento non sono operative e non sono addestrate nell'affrontare la donna, nel parlare con le donne e in questo momento dobbiamo fermare le donne finché non ci sarà una piena sicurezza per loro. Quando ci sarà un sistema appropriato, potranno tornare a lavoro e quindi riprenderanno lo stipendio. Ma al momento devono restare a casa".

"Nella provincia di Panshir c'è stato un piccolo problema e stiamo cercando di risolverlo, ne stiamo parlando. La nostra politica è di finire la guerra in questo Paese. La guerra è conclusa, non vogliamo nessun tipo di guerra o battaglia in Afghanistan, questa è la nostra politica. Noi cerchiamo di parlare alla popolazione del Panshir, cerchiamo di incontrarli e risolvere il problema. Ci stiamo provando in tutti i modi. Per l'80% la situazione è sotto controllo e vi possiamo rassicurare: i fratelli che sono lì li abbracciamo, chiediamo di tornare a Kabul e convivere con noi. Non abbiate paura, abbiamo obiettivi comuni".

I talebani potrebbero chiudere l'aeroporto di Kabul con la forza se gli Usa e i loro alleati proveranno a estendere la scadenza del 31 agosto per completare le evacuazioni: lo ha detto il ministro della Difesa britannico Ben Wallace intervistato dalla Bbc a poche ore dal vertice G7 sull'Afghanistan.
"I talebani - ha osservato - hanno già detto che un'estensione avrebbe 'conseguenze'... queste potrebbero andare dall'impedire alle persone di raggiungere l'aeroporto ad attività militari che potrebbero potenzialmente chiudere l'aeroporto. Ecco perché il nostro obiettivo è portar fuori quante più persone, ogni ora". 

"Non credo che riusciremo a far partire tutti quelli che intendono farlo" entro il 31 agosto: lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas in riferimento ai collaboratori afghani della Germania, in un'intervista a Bild-tv. "Siamo in contatto con 100 cittadini tedeschi e con le loro famiglie e stiamo cercando di portarli in aeroporto in modo ragionevolmente sicuro oggi e poi distribuirli su uno dei nostri aerei" ha proseguito il ministro. Gli aerei militari hanno portato via da Kabul finora 3650 persone e soltanto ieri ne sono state evacuate 944, rende noto il ministero della Difesa tedesca via twitter. "Continuiamo a volare fin quando è possibile" si legge sull'account della Difesa.
 
L'alto commissario dell'Onu per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, ha ricevuto notizie da "fonti attendibili" che i talebani in Afghanistan stanno commettendo "esecuzioni sommarie di civili e soldati afghani". Lo riporta Skynews. Bachelet non è entrata del dettaglio ma ha chiesto al Consiglio Onu sui Diritti Umani di creare al più presto un meccanismo per monitorare da vicino le azioni dei talebani.

Il Pentagono ha suggerito a Joe Biden di decidere entro oggi se estendere o meno la scadenza del 31 agosto per completare il ritiro dall'Afghanistan. Lo riporta la Cnn citando un ufficiale a conoscenza del dossier. Il sollecito è stato lanciato per consentire di programmare anche il ritiro dei 5.800 soldati americani che presidiano l'aeroporto di Kabul, insieme ai loro armamenti e ai loro equipaggiamenti.

Nelle ultime 24 ore sono state evacuate da Kabul 21.600 persone, di cui 12.700 a bordo di 37 voli militari americani e 8.900 tramite voli della coalizione internazionale. Lo rende noto la Casa Bianca, ricordando che dalla fine di luglio gli Stati Uniti hanno trasferito circa 63.900 mila persone, di cui 58.700 dal 14 agosto, data d'ingresso dei talebani a Kabul.

Ad oggi sono stati evacuati 3.741 afgani di cui 2.659 in Italia attraverso 44 voli. Sono i numeri sulle operazioni di evacuazione dei profughi dall'Afghanistan illustrati dal ministro Lorenzo Guerini davanti alle commissioni Esteri e Difesa.

Il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato segretamente a Kabul il leader dei talebani Abdul Ghani Baradar. Lo scrive il Washington Post.

 

(Fonte: Ansa)

 

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