updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Covid, "Freedom Day" in Inghilterra: via le ultime restrizioni e stop all'obbligo di mascherina. L'ultima scommessa di Boris Johnson

Malgrado il Regno Unito registri 54.674 nuovi casi di Covid, il premier britannico Boris Johnson, criticato dagli scienziati, conferma le riaperture a partire dal 19 luglio, "il giorno della libertà". Si prevede il via libera ad attività come i locali notturni, l'allentamento di ciò che rimane delle limitazioni per cinema, teatri, eventi pubblici, matrimoni o funerali e la fine dell'uso della mascherina al coperto e il distanziamento


Boris Johnson :: Notizie su Today

In Inghilterra revocate tutte le ultime restrizioni legali anti-Covid, in quello che è stato chiamato il Freedom Day, strenuamente difeso dal premier britannico Boris Johnson nonostante l'allarme degli esperti. Club e altri locali dalla mezzanotte possono lavorare a pieno regime, senza limiti al numero di avventori e senza l'obbligo della mascherina.

Johnson, costretto all'isolamento dopo essere entrato in contatto con il ministro della Salute Sajid Javid risultato positivo, ha mantenuto il piano previsto ma ha esortato gli inglesi a restare prudenti, di fronte all'impennata di casi registrati, arrivati a superare i 50 mila al giorno. Grazie al successo della campagna vaccinale, le ospedalizzazioni sono gestibili, hanno sostenuto le autorità. Ma Neil Ferguson, scienziato dell'Imperial College di Londra, ha avvertito che è "quasi inevitabile" per la Gran Bretagna raggiungere i 100 mila casi al giorno e mille ricoveri perché la variante Delta è fuori controllo.

"La vera domanda è, possiamo raddoppiare (il numero) o addirittura di più? Ed è qui che la sfera di cristallo comincia a non funzionare", ha affermato alla Bbc. "Potremmo arrivare a 2 mila ricoveri al giorno e 200 mila casi, ma è molto meno certo", ha aggiunto. 

 

(Fonte: Agi)

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Vaccino anti-Covid, in Francia linea durissima: "Niente stipendio a medici e infermieri non vaccinati". Green pass per negozi, musei e mezzi di traporto. E ora è boom di prenotazioni

Il discorso del presidente Macron e l'annuncio del ministro della Salute sanciscono una svolta. Misure stringenti e ultimatum al personale sanitario: così Parigi non vuole farsi sorprendere dalla variante Delta


Covid-19, Macron: "Scuole chiuse". Ma sì alle municipali - MasterX

Il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha annunciato che il personale sanitario che non si sarà completamente vaccinato entro il 15 settembre non potrà più lavorare e non verrà più pagato. Quanto all'estensione dell'obbligo di pass sanitario in bar ristoranti, treni, aerei annunciato dal presidente Macron, Véran ha ribadito che "non è un ricatto" ma una misura necessaria per evitare di "chiudere il Paese".

Pass sanitario per cinema, bar, ristoranti - Da fine luglio quindi il pass sanitario, che certifica il ciclo vaccinale completo, la recente guarigione o il test negativo,  diventerà obbligatorio per entrare nei luoghi di cultura, nei musei e nei cinema. A inizio agosto la misura sarà estesa a bar, ristoranti, centri commerciali, tratte lunghe in treno o pullman, aerei. Davanti all'inquietante avanzata della variante Delta, la Francia sceglie dunque la linea dura per convincere i cittadini a vaccinarsi al più presto. 

Effetto Macron: un milione prenotano il vaccino - E l'effetto si è subito visto: dopo il discorso di Macron si è registrato un boom di richieste di vaccinazione nel Paese: il capo del sito di prenotazione online Doctolib, Stanislas Niox-Chateau, ha detto che lunedì sera sono stati "926mila i francesi che hanno preso appuntamento per il vaccino". Ci sono stati duemila appuntamenti al minuto, un record assoluto dall'inizio della campagna. 

 

(Fonte: tgcom24)

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La reggia del Sultano, vacanze extralusso per Erdogan: la villa da 60 milioni con 300 stanze, parco, piscina e spiaggia privata scatena le polemiche (FOTO)

Monta l'indignazione per la residenza che il discusso presidente turco si è fatto costruire nella località di Marmaris, sulla costa egea meridionale della Turchia. Ribattezzata il "Palazzo d'estate", è dotata anche di una pista per elicotteri


La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Un edificio da 300 stanze, che si estende su circa 90mila metri quadrati, con tanto di piscina, parco, e spiaggia con accesso privato al mare: è la villa extralusso da 60 milioni di euro che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è fatto costruire per le sue vacanze estive a Marmaris, una delle località più esclusive sulla costa egea meridionale della Turchia. Una reggia, che sta suscitando forti critiche nell'opinione pubblica.    

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Le immagini del "Palazzo d'estate", come è stato ribattezzato evocando il cosiddetto "Palazzo bianco" che il capo dello Stato si è fatto costruire nella capitale Ankara,  sono state diffuse dal quotidiano di opposizione laica Sozcu. Nelle riprese dall'alto della residenza, completata nel 2019, si vede anche una pista per elicotteri. 

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Fortissima l'ondata di indignazione, per diversi motivi: anzitutto per il costo eccessivo in un periodo di difficoltà economiche e pesante svalutazione della lira turca dovute alla pandemia,  ma anche per la massiccia deforestazione dell'area necessaria per l'ampliamento dell'edificio sorto sul sito che ospitava già la residenza estiva dell'ex presidente Turgut Özal.

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

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Francia, alle regionali vince il partito dell'astensione. Male Macron e Le Pen, risorgono destra e sinistra tradizionali

Due elettori su tre hanno disertato le urne. Delusione per l'ex Front National che non si aggiudica nessuna regione (20,5%).  Schiaffo anche anche alla maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, ferma al 7%, una conferma dello scarso radicamento di En Marche a livello locale. Grande ritorno per la destra neogollista dei Républicains, prima forza politica del Paese con 38% delle preferenze. Bene anche l'unione della gauche e degli ecologisti (34,5%)


 Marine Le Pen n'a même plus les moyens de se payer des affiches - Capital.fr

Flop per Marine Le Pen ed Emmanuel Macron alle elezioni regionali francesi, mentre volano i Républicains e l'unione di gauche ed ecologisti. 

Il primo partito tuttavia resta l'astensione, pari al 66% dei 48 milioni di aventi diritto al voto, di poco inferiore a quella del primo turno (66,7): in sostanza non hanno votato due elettori su tre.

A meno di un anno dalle presidenziali del 2022, la batosta più dura e inattesa è quella inferta al Rassemblemement National, il partito nazionalista di Marine Le Pen, che non conquista neanche una regione, ferma al 20,5% delle preferenze secondo dati su scala nazionale diffusi dall'istituto Ifop-Fiducial.

Una vera delusione per l'ex Front National che molti sondaggi davano invece come in forte progressione in questo voto test a dieci mesi dalla corsa all'Eliseo. Secondo gli esperti, il Rassemblement National è il partito che più di tutti sconta l'astensionismo record. Come nel primo turno di domenica 20 giugno, circa due elettori su tre hanno snobbato le urne.

Macron threatens to withdraw French troops from Mali - BBC News

Schiaffo anche alla maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, ferma al 7%, una conferma dello scarso radicamento di En Marche a livello locale. Non ci sarà nessun rimpasto di governo ma degli "aggiustamenti necessari e limitati", hanno fatto sapere fonti dell'esecutivo a Bfm-tv. Questo scrutinio segna invece il grande ritorno della destra neogollista. Con il 38% delle preferenze, Républicains e alleati appaiono come la prima forza politica del Paese, pronti a lanciarsi nella corsa presidenziale. Al momento, il più determinato sembra essere Xavier Bertrand, presidente uscente della regione Hauts-de-France, che è stato riconfermato piazzandosi primo davanti al candidato lepenista, e che già parla da candidato presidenziale: "Questo risultato mi dà la forza per venire incontro a tutti i francesi", ha dichiarato subito dopo la chiusura dei seggi. Bene anche l'unione della gauche e degli ecologisti, con il 34,5% delle preferenze, in quello che sembra un ritorno dei partiti più tradizionali, del "vecchio mondo", dopo il bipolarismo Macron-Le Pen.

 

(Fonte: Ansa)

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Israele volta pagina, ma non cambia linea. Via al governo Bennett: "Non permetteremo all'Iran di avere armi nucleari"

Finita la lunga era di Benjamin Netanyahu che lascia il potere dopo 12 anni, ecco il nuovo esecutivo di larghissime intese che va dalla destra più intransigente al partito arabo. Il nuovo premier è Yamina Naftali Bennett, che ha ottenuto la fiducia dalla Knesset e ha subito avvertito Teheran, storico nemico regionale


La Knesset, il Parlamento israeliano, ha votato la fiducia al nuovo governo di Israele, che per i primi due anni sarà guidato dal leader di Yamina Naftali Bennett, e che defenestra Benjamin Netanyahu dopo 12 anni al potere.

Si apre dunque una nuova pagina in Israele, una "coalizione del cambiamento" composta da partiti di diverso orientamento ideologico uniti solo dal comune intento di defenestrare Netanyahu, il primo ministro più longevo della storia israeliana (15 anni al governo, di cui 12 consecutivi). Il nuovo governo sarà composto da otto partiti: Yamina, del premier Yair Lapid, Yesh Atid, New Hope, il partito laburista, Meretz, la lista Araba Unita, Kahol Lavan e Yisrael Beiteinu. 

"Israele non permetterà all'Iran di ottenere armi nucleari", aveva detto Bennett, parlando alla Knessett prima del voto. "Israele non è parte di alcun accordo internazionale sul nucleare iraniano e si riserverà il diritto di agire se necessario", ha aggiunto il leader di Yamina. Bennett ha aggiunto che il programma nucleare iraniano è giunto "a un punto critico" e che rinnovare l'accordo di Vienna è "un errore".

 

(Fonte: Agi)

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La città più vivibile al mondo? E' la neozelandese Auckland. Osaka al secondo posto, crolla Vienna, Damasco ultima

Aucland premiata "per il suo approccio vincente nel contenimento della pandemia di Covid-19, che ha consentito di mantenere le attività aperte". La capitale austriaca finisce dodicesima dopo aver guidato la classifica per anni. L'australiana Adelaide conquista il "bronzo". La pandemia ha danneggiato l'Europa, mentre guerre, violenza e povertà fanno la differenza in negativo per luoghi come Lagos, Algeri, Caracas e Tripoli


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Auckland è stata nominata città più vivibile al mondo nel 2021 nella classifica stilata dall'Intelligence Unit dell'Economist (Eiu).

La città della Nuova Zelanda si è aggiudicata il primato "per il suo approccio vincente nel contenimento della pandemia di Covid-19, che ha consentito di mantenere le attività aperte", spiega l'Eiu.

In seconda posizione si è collocata la città giapponese di Osaka, mentre la terza classificata è l'australiana Adelaide. Da notare che in quarta posizione si trova la capitale della Nuova Zelanda: Wellington.

"In tutto il mondo le città sono adesso molto meno vivibili di quanto lo erano prima della pandemia e abbiamo osservato che regioni come l'Europa sono state particolarmente colpite" dal Covid, sottolinea l'Eiu precisando che "le città europee sono andate particolarmente male nell'edizione di quest'anno".

Vienna, per esempio, è passata dal primo posto al dodicesimo. La capitale austriaca aveva guidato la classifica per diversi anni.

L'Eiu evidenzia che è stata la pandemia a modificare profondamente la classifica, danneggiando in particolar modo le città del Vecchio Continente. La capitale siriana, Damasco, rimane invece la città del mondo dove la vita è più difficile a causa della guerra civile che continua. Fra le altre città in basso alla classifica spiccano Lagos, Algeri, Caracas e Tripoli.

 

(Fonte: Agi)

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Macron preso a schiaffi, la Francia ora teme la violenza politica (VIDEO)

Spiacevole fuori programma per Emmanuel Macron che, come mostra un breve video che sta circolando sui social, è stato schiaffeggiato da un da un uomo che si è definito "anarchico". L'incidente è avvenuto durante il viaggio del presidente francese nel dipartimento della Drome, quando Macron si è avvicinato a piedi ad alcune persone che lo stavano salutando, all'uscita dalla scuola alberghiera di Tain-l'Hermitage, intorno alle 13.40. L'autenticità del video, in cui si sente chiaramente "abbasso Macron", è stata confermata dall'entourage del presidente francese - (VIDEO)


EMMANUEL MACRON PRESO A SCHIAFFI/ Video, intervengono le guardie del corpo  e...

Due persone sono state fermate oggi nella Drome, nel sud-est della Francia, dopo che il capo dello stato, Emmanuel Macron, è stato aggredito con uno schiaffo durante un bagno di folla. Il presidente è impegnato in questi giorni in una serie di visite in diverse regioni del Paese.

Ripreso da alcuni presenti e postato sui social network, l'accaduto è stato confermato dall'Eliseo. 

Da quanto si può vedere dal video che circola sul web, Macron - che era in visita a Tain-l'Hermitage ed era appena uscito da una scuola alberghiera - si stava allontanando dalla folla trattenuta dietro le barriere e stava per rientrare nell'automobile che lo attendeva.

Vedendo le persone che lo chiamavano, si è riavvicinato alle transenne e il primo uomo verso il quale si è diretto lo ha afferrato per il braccio e colpito con uno schiaffo (mano destra contro guancia sinistra).

E' immediatamente stato bloccato e posto in stato di fermo - insieme a una seconda persona a lui vicina - dagli uomini della sicurezza del presidente. Le immagini riprendono poi il presidente che si riavvicina alla folla per continuare a parlare con i presenti. Macron, ha fatto sapere l'Eliseo, ha poi continuato la visita.

"Lancio un appello a un risveglio repubblicano, ci riguarda tutti, ne va delle basi della nostra democrazia": lo ha detto, in Parlamento, subito dopo l'episodio dello schiaffo al presidente Emmanuel Macron, il premier francese, Jean Castex. Coinvolto ieri in una polemica per aver evocato gravi violenze nella settimana che precederà le presidenziali del 2022, Jean-Luc Melenchon, leader della sinistra radicale de 'La France Insoumise', è stato il primo a reagire: "Solidarietà al presidente. Ora cominciate a capire che i violenti passano all'azione?".

Il fatto è stato condannato anche da Marine Le Pen: "E' inammissibile che si attacchi fisicamente il presidente della Repubblica"

La leader del National Rally ha dichiarato: "E' inammissibile aggredire fisicamente il Presidente della Repubblica. E' inammissibile attaccare leader politici ma ancor di più contro il Presidente della Repubblica perché Presidente della Repubblica". "Possiamo combatterlo politicamente, ma non possiamo permetterci di avere il minimo gesto, la minima violenza contro di esso", dice ancora.

 

(Fonte: Adnkronos, Ansa)

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Rischio Covid, l'ambasciata Usa: "Non viaggiate in Italia. E cautela per il pericolo terrorismo"

Gli Stati Uniti raccomandano ai connazionali di "non viaggiare" in Italia elevando a livello massimo il rischio Covid, così come fatto con l'80% dei Paesi mondiali. E' quanto si legge sul sito dell'ambasciata Usa a Roma, dove compare un "Travel Advisory" datato 20 aprile 2021. Nello stesso avviso si ricorda agli americani di usare "maggiore cautela" contro il potenziale pericolo di attentati terroristici sul suolo italiano


"Non viaggiate in Italia a causa del Covid 19 ed esercitate una cautela accresciuta a causa del terrorismo". E' quanto si legge nel 'travel advisory' con data di ieri pubblicato sul sito dell'ambasciata americana a Roma, che pone a 4 il livello di allerta per il nostro Paese.

Nell'advisory si legge che "i Centri di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc) hanno emesso un nota sanitaria di livello 4 per l'Italia a causa del Covid 19, indicando un livello molto alto di coronavirus nel Paese" e ricordando che "sono in vigore restrizioni che riguardano l'ingresso dei cittadini americani in Italia".

Quanto alla cautela sul terrorismo, l'ambasciata ricorda che "in Italia esiste un rischio di lunga data rappresentato dai gruppi terroristici, che continuano a pianificare possibili attacchi. I terroristi potrebbero attaccare con poco o nessun preavviso, colpendo le località turistiche, gli hub dei trasporti, i mercati e i centri commerciali, le sedi dei governi locali, hotel, club, ristoranti, luoghi di preghiera, parchi, eventi culturali e sportivi, istituzioni educative, aeroporti e altre aree pubbliche".

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