updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Migranti, la Gran Bretagna respingerà le barche che attraversano la Manica. E' scontro con la Francia

Il governo di Boris Johnson ha approvato la nuova strategia dopo che il ministro dell'Interno britannico e quello francese si sono incontrati mercoledì senza riuscire a trovare un'intesa su come fermare i transiti. Per Parigi questa linea dura può mettere in pericolo vite umane


Gran Bretagna, record di sbarchi di migranti dalla Francia. Ma per  "riprendersi i confini" Johnson dipende dall'Europa - Il Fatto Quotidiano

Si inasprisce il braccio di ferro tra Francia e Gran Bretagna sui migranti che attraversano la Manica. Le barche potranno adesso essere respinte prima che raggiungano il Regno Unito: lo ha deciso il ministro dell'Interno, Priti Patel, che ha approvato la nuova strategia dopo che lei e il suo omologo francese, che si sono incontrati mercoledì, non sono riusciti a trovare un'intesa su come fermare i transiti.

Fallito il tentativo di accordo con la Francia, la Gran Bretagna dunque sceglie la linea dura. Gli uomini della Border Force britannica, la guardia costiera, sono stati allertati sul fatto che possono adottare tattiche di respingimento. La misura è già stata bocciata dal ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, sulla base del principio che "la salvaguardia delle vite umane in mare ha la priorità su considerazioni di nazionalità, status e politica migratoria". La Francia ha anche già avvertito che la nuova strategia potrà mettere in pericolo vite di esseri umani. 

Dalla fine del 2018, gli attraversamenti illegali della Manica da parte dei migranti che cercano di raggiungere il Regno Unito sono aumentati, nonostante le autorità avvertano della presenza di forti correnti, basse temperature e dei rischi nell'avventurarsi in una delle rotte marittime più trafficate del mondo. Tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2021, le autorità marittime francesi hanno registrato 12.148 traversate o tentativi di traversata, quasi tre volte il numero (4.192) per lo stesso periodo del 2020.

 

(Fonte: Agi)

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Vaccino anti-Covid, in Francia linea durissima: "Niente stipendio a medici e infermieri non vaccinati". Green pass per negozi, musei e mezzi di traporto. E ora è boom di prenotazioni

Il discorso del presidente Macron e l'annuncio del ministro della Salute sanciscono una svolta. Misure stringenti e ultimatum al personale sanitario: così Parigi non vuole farsi sorprendere dalla variante Delta


Covid-19, Macron: "Scuole chiuse". Ma sì alle municipali - MasterX

Il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha annunciato che il personale sanitario che non si sarà completamente vaccinato entro il 15 settembre non potrà più lavorare e non verrà più pagato. Quanto all'estensione dell'obbligo di pass sanitario in bar ristoranti, treni, aerei annunciato dal presidente Macron, Véran ha ribadito che "non è un ricatto" ma una misura necessaria per evitare di "chiudere il Paese".

Pass sanitario per cinema, bar, ristoranti - Da fine luglio quindi il pass sanitario, che certifica il ciclo vaccinale completo, la recente guarigione o il test negativo,  diventerà obbligatorio per entrare nei luoghi di cultura, nei musei e nei cinema. A inizio agosto la misura sarà estesa a bar, ristoranti, centri commerciali, tratte lunghe in treno o pullman, aerei. Davanti all'inquietante avanzata della variante Delta, la Francia sceglie dunque la linea dura per convincere i cittadini a vaccinarsi al più presto. 

Effetto Macron: un milione prenotano il vaccino - E l'effetto si è subito visto: dopo il discorso di Macron si è registrato un boom di richieste di vaccinazione nel Paese: il capo del sito di prenotazione online Doctolib, Stanislas Niox-Chateau, ha detto che lunedì sera sono stati "926mila i francesi che hanno preso appuntamento per il vaccino". Ci sono stati duemila appuntamenti al minuto, un record assoluto dall'inizio della campagna. 

 

(Fonte: tgcom24)

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SAPERE DI BELLEZZA - L’Arco di Trionfo impacchettato, prende vita l’opera pensata da Christo

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dopo più di sessant’anni dalla prima ideazione, la città di Parigi si appresta a ospitare un’importantissima opera postuma del celebre artista Christo, venuto a mancare lo scorso anno a New York.

Tra gli artisti più importanti della Land Art, lui e la sua compagna Jean-Claude hanno creato opere e installazioni contemporanee in tutta Europa e nel mondo nel corso di più di 60 anni di carriera.

In questa installazione, curata dallo studio dell’artista e finanziata dalla fondazione che porta il suo nome, l’Arco di Trionfo verrà ricoperto da circa 25.000 metri quadrati di tessuto in polipropilene riflettente, legato da 3000 metri di corde rosse. Tutti i materiali utilizzati saranno riciclabili.

L’artista aveva affermato riguardo a quest’opera:

"Sarà come un oggetto vivente che si animerà nel vento e rifletterà la luce.

Le pieghe si muoveranno, la superficie del monumento diventerà sensuale. Le persone avranno voglia di toccarel'Arco di Trionfo"

Christo non è nuovo a “impacchettamenti”, avendo fatto un’operazione simile a Roma nel 1974, su alcuni archi delle Mura Aureliane, e sempre a Parigi nel 1985, coprendo per intero il Pont-Neuf (il ponte più antico della città).

 

Famosissima è stata anche l’opera FloatingPiers nel 2016 sul lago d’Iseo, con la creazione di passerelle galleggianti che collegavano Sulzano a Montisola, con un successo di pubblico incredibile.

L’installazione sarà visibile dal 18 settembre al 3 ottobre 2021.

Claudio Scaccabarozzi

Arrestati a Parigi sette ex terroristi rossi, c'è anche Pietrostefani. Tre in fuga. Sono responsabili di reati di sangue. Draghi: "Ferita aperta, memoria di quegli atti barbarici ancora viva"

Macron: "Risolto un problema come l'Italia chiedeva da anni". Salvini: "Grazie alla ritrovata autorevolezza del nostro Paese". L'avvocato degi ex terroristi: "Tradimento della Francia, sono indignata e senza parole", Dei 7 fermati, quattro hanno una condanna all'ergastolo: Capelli, Petrella, Tornaghi e Manenti. Per Alimonti e Calvitti, la pena da scontare è rispettivamente 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e 18 anni, 7 mesi e 25 giorni. Pietrostefani deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni


Da sinistra in alto: Giorgio Pietrostefani, Marina Petrella ed Enzo Calvitti; da sinistra in basso: Roberta Cappelli e Sergio Tornaghi

Sette ex membri delle Brigate Rosse sono stati arrestati stamani in Francia su richiesta dell'Italia, mentre altri tre sono in fuga e sono ricercati. Lo annuncia l'Eliseo.

I dieci sono accusati di atti di terrorismo risalenti agli anni '70 e '80. Sono in attesa di essere presentati al giudice per la comunicazione della richiesta di estradizione da parte dell'Italia. Secondo quanto apprende l'ANSA da fonti investigative francesi, gli arrestati sono Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, tutti delle Brigate Rosse; di Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua e di Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale. 

tre in fuga sono Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura. 

I sette sono stati arrestati tutti a Parigi. L'operazione, secondo quanto si apprende da fonti italiane, è stata condotta dall'Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat) in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol e con l'Antiterrorismo della Polizia italiana e con l'esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

La decisione di procedere all'operazione che ha portato all'arresto di 7 ex brigatisti italiani (altri 3 sono ricercati) è stata presa direttamente dal presidente francese Emmanuel Macron, secondo quanto riferito dall'Eliseo. La presidenza sottolinea che Macron ha deciso di "trasmettere alla Procura i 10 nomi sulla base di domande italiane che riguardavano in origine 200 persone.

'Ombre rosse': così è stato chiamato dalle autorità francesi e italiane il dossier riguardante gli ex terroristi italiani arrestati questa mattina in Francia. Dei 7 fermati, quattro hanno una condanna all'ergastolo: Capelli, Petrella, Tornaghi e Manenti. Per Alimonti e Calvitti, la pena da scontare è rispettivamente 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e 18 anni, 7 mesi e 25 giorni. Pietrostefani deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni.

L'Eliseo, in merito all'arresto degli ex brigatisti italiani, ha precisato che la decisione del presidente Macron "si colloca strettamente nella logica della 'dottrina Mitterrand' di accordare l'asilo agli ex brigatisti, eccetto ai responsabili di reati di sangue'". La compilazione della lista dei 10 nomi (7 arrestati e 3 in fuga) è il frutto "di un importante lavoro preparatorio bilaterale, durato diversi mesi - sottolinea l'Eliseo - che ha portato a prendere in considerazione i reati più gravi".

"Il governo esprime soddisfazione per la decisione della Francia di avviare le procedure giudiziarie, richieste da parte italiana, nei confronti dei responsabili di gravissimi crimini di terrorismo, che hanno lasciato una ferita ancora aperta". Lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Draghi. "La memoria di quegli atti barbarici - prosegue il premier - è viva nella coscienza degli italiani. A nome mio e del governo, rinnovo la partecipazione al dolore dei familiari nel ricordo commosso del sacrificio delle vittime", conclude Draghi.

"Sette brigatisti ricercati dall'Italia, catturati grazie alla collaborazione tra le due polizie italiana e francese, il Servizio di cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol e l'Esperto per la sicurezza della Polizia di Stato, cui va un plauso corale per lo storico risultato". E' quanto scrive su Twitter il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia dopo l'arresto degli ex terroristi in Francia.

Irene Terrel, storica avvocata degli ex terroristi italiani in Francia, ha denunciato stamattina un "tradimento senza nome da parte della Francia". "Sono indignata - ha detto la Terrel dopo l'arresto di 7 ex brigatisti - e non ho parole per descrivere questa operazione che assomiglia a una piccola retata". 

"Sette ex brigatisti arrestati in Francia su richiesta dell'Italia. Dopo aver sollevato il problema con la Lega al governo - tanto da aver dato la caccia a Cesare Battisti fino in Bolivia - ora la ritrovata autorevolezza del nostro Paese ci consente di festeggiare un altro successo. Grazie al governo e in primis al Presidente Mario Draghi, bene la collaborazione della Francia". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini

 

(Fonte: Ansa)

Incubo variante, la Francia sospende i voli dal Brasile. Intanto il Covid massacra Messico e India

In Brasile la crisi sanitaria è fuori controllo e sta affrontando la fase peggiore da inizio pandemia, complici le varianti che aggravano drasticamente il numero di morti e contagi. Una situazione che ha spinto il premier francese, Jean Castex, ad annunciare in Parlamento la sospensione di tutti i voli fra Brasile e Francia "fino a nuovo avviso". Messico terzo paese per numero di vittime, in India 14 milioni di contagiati


Charles De Gaulle Airport, Roissy-en-france | Halal Trip

La Francia sospenderà "fino a nuovo avviso" tutti i suoi voli con il Brasile a causa delle preoccupazioni generate dalla variante brasiliana del Covid-19. Lo ha annunciato il primo ministro Jean Castex. "Prendiamo atto che la situazione sta peggiorando e abbiamo quindi deciso di sospendere tutti i voli tra Brasile e Francia fino a nuovo avviso", ha detto. Fino ad ora, i viaggiatori dal Brasile - così come da altri paesi - dovevano presentare un test PCR negativo per entrare in Francia e dovevano impegnarsi a isolarsi per sette giorni. Questa misura è stata presa in considerazione della situazione sanitaria in Brasile, che da febbraio non ha cessato di peggiorare, a causa della comparsa di una nuova variante del virus, nota come P1, considerata più contagiosa e pericolosa. 

Coronavirus, in Brasile un milione di casi. Msf: “Incubo fuori controllo” -  La Stampa

Il Brasile ha registrato 3.808 decessi per Covid-19 nelle ultime 24 ore (358.425 dall'inizio della pandemia, poco più di un anno fa). Nel suo bilancio giornaliero, il ministero della Salute ha segnalato 82.186 nuovi contagi da coronavirus, con i quali il bilancio totale dei contagiati è salito a 13.599.994, in un momento in cui il Paese sta affrontando la fase peggiore della pandemia. Il Brasile è il secondo Paese per numero di morti dietro agli Stati Uniti, anche se attualmente è il luogo del pianeta dove la maggior parte delle persone muore di Covid-19, con una media che supera i 3.000 morti al giorno. 

Il mancato controllo della pandemia nel Paese ha destato preoccupazione internazionale e per questo anche la Francia è entrata a far parte della lista dei Paesi che hanno sospeso "fino a nuovo avviso" i voli dal Brasile per cercare di prevenire l'espansione del ceppo brasiliano del coronavirus. La sospensione deve essere approvata dall'Assemblea nazionale e dal Senato prima di entrare in vigore e il suo annuncio rappresenta un cambio di opinione del governo francese, che fino ad ora si era opposto alla sospensione dei collegamenti aerei.

Il ministero degli Esteri francese ha affermato all'Afp che tali restrizioni adottate da alcuni Paesi a causa delle nuove varianti del coronavirus "hanno colpito non solo il Brasile, ma anche Paesi come Regno Unito, Sudafrica e Giappone". "E' lo stesso criterio che giustifica il divieto, attualmente in vigore, e l'ingresso in Brasile di voli dal Regno Unito e dal Sud Africa", ha aggiunto. Sebbene in Francia questa variante sia ancora una minoranza (meno del 5% delle infezioni), gli operatori sanitari avvertono da alcuni giorni la diffusione di questo ceppo e l'opposizione ha chiesto al governo di interrompere i voli con il Paese sudamericano. "Non possiamo prendere alla leggera la variante brasiliana", ha stimato ieri Gilles Pialoux, capo dei servizi di infezione di un ospedale di Parigi.

Questo ceppo, che è apparso nello stato di Amazonas (nord), è particolarmente preoccupante per la sua resistenza ai vaccini contro Covid-19. Gli scienziati parlano di un fenomeno di "fuga immunitaria". "I vaccini funzionano molto bene con la mutazione inglese, ma vediamo una perdita di protezione con le varianti brasiliana e sudafricana", ha spiegato al quotidiano Le Parisien il virologo Bruno Lina. Entrambi i ceppi portano la stessa mutazione, E484K, che si sospetta riduca l'immunità acquisita, sia per infezione pregressa (con la conseguente maggiore possibilità di reinfezione) sia attraverso i vaccini. Sebbene siano ancora disponibili pochi dati sulla variante brasiliana, diversi studi in vitro del sudafricano mostrano questo rischio. La Francia, che dal 3 aprile è tornata in un isolamento nazionale parziale e ha sfiorato i 100 mila morti per Covid, ha registrato un forte aumento delle infezioni. Lunedì più di 5.900 pazienti con Covid sono stati registrati in terapia intensiva, un numero che non si vedeva da un anno.

Messico: terzo Paese per numero morti di Covid

Covid-19, il Messico balza verso il terzo posto - I&AL

Restando in America, in Messico si sono registrati 592 nuovi decessi a causa della pandemia Covid-19 nelle ultime 24 ore per raggiungere un totale di 210.294 decessi. Lo rende noto il ministero della Salute. Le autorità sanitarie hanno anche contato 4.293 nuovi contagi nel loro rapporto tecnico giornaliero sull'incidenza del coronavirus, per un totale di 2.286.133 casi confermati. Con questi dati, il Messico è il terzo paese al mondo con il maggior numero di morti, dietro Stati Uniti e Brasile, e il quattordicesimo per numero di infezioni, secondo la Johns Hopkins University. Tuttavia, i dati effettivi sarebbero più alti, poiché lo stesso governo ha ammesso a fine marzo che il Paese registra un eccesso di mortalità di quasi 300.000 persone dall'inizio della pandemia.

India: quasi 14 milioni di contagiati

Covid nel mondo: in India per la prima volta oltre 100mila casi in 24 ore.  In Inghilterra dal 9 aprile tamponi gratis per tutti due volte a settimana  - La Stampa

Nel resto del mondo da segnalare la situazione dell'India che ha aggiornato il proprio triste record giornaliero di casi di coronavirus con 184.372 contagi nelle ultime 24 ore. Sono i nuovi dati riferiti dal ministero della Salute, che portano il totale a 13,87 milioni di contagi. I nuovi decessi registrati sono 1.027, che portano il totale a 172.085. Con questi numeri l'India ha scalzato il Brasile dal posto di secondo Paese più colpito dalla pandemia dopo gli Usa per numero di contagi. L'impennata delle ultime settimane ha spinto il governo ad accelerare l'approvazione dei vaccini che hanno già ricevuto l'autorizzazione di emergenza all'estero. Ieri New Delhi ha dato il via libera al siero russo Sputnik V, del quale verrà avviata una produzione locale. 

 

(Fonte: Agi)

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SAPERE DI BELLEZZA - Le nuove grandi aperture museali internazionali del 2021

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


In questo anno 2021, che tutti speriamo sia quello della ripresa, sono previste numerose aperture di musei in tutto il mondo. Alcune di queste sono state posticipate dal 2020, per le chiusure legate alla pandemia.

 

Grand Egyptian Museum, Giza, Egitto

Il Grand Egyptian Museum (GEM) di Giza

Voluto dall’allora presidente egiziano Hosni Mubarak nel 2002, questo museo diventerà il più grande museo archeologico al mondo e il più grande incentrato su una sola civiltà.

I ritardi nella costruzione sono stati dovuti a mancanza di fondi oltre che problemi tecnici, e nell’ultimo anno dalla pandemia.

L’iconico edificio è stato progettato dallo studio irlandese HeneghanPengArchitects, mentre l’intera costruzione è arrivata a costare quasi un miliardo di dollari.

L’apertura è prevista per l’ultimo trimestre 2021.

 

Bourse de Commerce–Pinault Collection, Parigi

 Bourse de Commerce: inside the new Pinault Collection

Dopo Palazzo Grassi e punta della Dogana a Venezia, la fondazione Pinault decide di aprire uno spazio dedicato all’arte contemporanea a Parigi.

L’architetto giapponese Tadao Ando si è occupato di pensare la ristrutturazione di questo edificio, prima mercato del grano e poi Borsa del commercio, ed esporrà più di 5000 opere all’interno di sette gallerie, con un’architettura che mischia antico e moderno (un foyer cilindrico di cemento alla base, una cupola vetrata ottocentesca in cima).

L’apertura era prevista per il 23 gennaio 2021, ma è stata rimandata a causa delle chiusure dovute alla pandemia.

 

Munchmuseet, Oslo, Norvegia

This is MUNCH - Munchmuseet

Stando sempre in Europa, la nuova sede del Munchmuseet andrà a sostituire la precedente.

La nuova sede si trova presso la baia di Bjørvika, ha uno sviluppo verticale e una particolare superficie riflettente.

Grazie ai nuovi spazi, sarà possibile ospitare anche mostre temporanee di artisti sia nazionali che internazionali.

L’apertura è prevista per l’estate 2021.

 

Pudong Museum of Art, Shanghai, Cina

Museum of Art Pudong (MAP) - 浦东美术馆— Ateliers Jean Nouvel

Questo iconico museo è stato progettato da Jean Nouvel, già creatore del Louvre Abu Dhabi. E’ composto da sei piani che affacciano sul fiume Yangtze, e ospiterà diverse mostre internazionali (La Tate di Londra si è già proposta per collaborare alla prima).

Aprirà a metà 2021.

 

Depot Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

MVRDV - Depot Boijmans Van Beuningen

Ha la forma molto particolare, simile a una ciotola, ed è stato progettato dallo studio olandese MVRDV.

La particolarità di questo museo è che le 151.000 opere sono disposte come in un deposito di stoccaggio, permettendo ai visitatori di vedere le attività nascoste di restauro, stoccaggio, trasporto e ricerca delle opere stesse.

L’apertura è prevista nell’autunno 2021.

 

Claudio Scaccabarozzi

Il calcio, il razzismo, il vocabolario romeno e l'ombra di Erdogan. In Europa ne succedono di tutti i colori

Il quarto uomo accusato di razzismo, gli arbitri romeni ricusati, la partita sospesa e rinviata, l'intervento del presidente turco. Cosa c'è dietro e attorno alla bufera del Parco dei Principi: perché c'è di che riflettere, più che sulle isterie del calcio, sulla politica internazionale e su chi conta davvero in Europa. E poi "Black lives matter": attenzione alle traduzioni


Una serata di follia in Champions League. A Parigi si giocava l'ultima partita del girone tra il Psg e i turchi dell'Istanbul Baseksehir. Si è smesso di giocare in seguito delle pesanti accuse di razzismo nei confronti del quarto uomo del team arbitrale romeno all'ex calciatore camerunense Pierre Webo, uno degli assistenti dell'allenatore della squadra turca. Sebastian Coltescu, infatti, parlando con l'arbitro Hategan avrebbe infatti utilizzato il termine "negru", che significa nero nella sua lingua madre. Gli animi si sono surriscaldati con ospiti e padroni di casa concordi nel rimproverare al quarto uomo una terminologia offensiva e scorretta quindi nell'abbandonare il campo. Ma cosa ha detto davvero Coltescu e perché? Un membro dello staff dei turchi si agita, protesta vivacemente per questioni di arbitraggio, a quel punto per indicare al direttore di gara la persona per cui prendere provvedimenti disciplinari, gli descrive così Webo:"Quello nero laggiù, vai a controllare chi è. Quello nero laggiù, non è possibile faccia così". Queste parole hanno fatto scattare tutta la panchina dell'Istanbul Baseksehir con Demba Ba, ex attaccante del Chelsea, in prima linea. A loro si sono aggiunti altri giocatori, anche avversari come Neymar e Mbappé fino alla decisione estrema congiunta. 

L'Uefa ha aperto un'inchiesta sull'accaduto, mentre la partita riprenderà oggi alle 18.55, a partire dal minuto 14 con nuovi arbitri; fischierà l'olandese Danny Makkelie, coadiuvato dal connazionale Mario Diks come assistente, con il polacco Macrin Boniek sull'altro fianco e un altro polacco, Bartosz Frankowski, come quarto ufficiale. Gli italiani Marco Di Bello e Maurizio Mariani restano come assistenti in sala Var.

E che ne sarà di Sebastian Coltescu, arbitro con lunga esperienza inciampato nel vocabolario patrio? Facile ipotizzare che la sua carriera internazionale sia finita qui. Lui non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma ad amici e parenti avrebbe detto amareggiato: "Chi mi conosce sa che non sono razzista". Non gli basterà, con l'aria che tira.

Intanto emergono dettagli inquietanti che travalicano (come se ce ne fosse ulteriore bisogno) l'ambito sportivo. Il Basaksehir è considerato il club molto vicino al partito Akp del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ieri è subito intervenuto per condannare l’episodio avvenuto a Parigi chiedendo all’Uefa di provvedere a punire con durezza e tempestività. Ma da parte del controverso capo di Stato sarebbero anche arrivate pressioni sugli stessi giocatori della formazione di Istanbul perché lasciassero il campo. A titolo di coincidenza, solo pochi giorni fa Erdogan aveva nuovamente attaccato e insultato il presidente francese Emmanuel Macron mentre oggi ha detto che eventuali sanzioni da parte dell'Europa "non ci preoccupano più di tanto. L'Ue non è mai stata onesta". 

"Temevo un 'Italexit' quando Salvini ha governato"

Enrico Letta, ex Primo Ministro, oggi responsabile Affari internazionali presso il prestigioso Science Po di Parigi, presidente dell'Istituto Jacques Delors, dirige anche il forum Italia-Spagna. In un'intervista al quotidiano ElPais si apre parlando dell'attuale situazione politica Italia ed Europea


In un mondo in crisi, punito dalla pandemia, Italia e Spagna stanno vivendo un'intensa luna di miele. Letta, promotore di questo rinato amore mediterraneo, lo celebra e punta a un'alleanza da cui può emergere l'Europa del futuro.

 

Domanda. Credi che abbiamo imparato la lezione dei mesi di marzo e aprile?

Risposta. Sì, tutti i paesi europei cercano un coordinamento e adottano misure adeguate per proteggere la parte debole della società, ma per evitare un nuovo confinamento totale. Il costo economico è stato immenso, per l'Italia sono 30 punti di debito pubblico. Qualcosa che pagheremo per molti anni. Questo è il motivo per cui è necessario trovare un equilibrio tra il requisito sanitario e l'evitare il confinamento.

D. Quindi non applichereste misure più restrittive di quelle annunciate domenica dall'Italia?

R. La priorità deve essere data alle scuole e al lavoro. Il telelavoro dovrebbe essere sfruttato appieno, ma ciò è possibile solo se le scuole sono aperte e consentono alle persone di lavorare da casa. Ho fiducia in chi prende le decisioni e gestisce i dati. Adesso tutti criticano o suggeriscono cambiamenti, sono tutti allenatori della Nazionale.

P. Temeva che l'UE sarebbe stata toccata?

R. L' Europa stava per morire a marzo. Era un rischio reale e mortale. L'immagine più ovvia è stata l'affermazione di Jacques Delors che lo avverte: ha 95 anni e non parlava da cinque. Ma poi è nata l'Europa della solidarietà, che si esprime nella Next Generation EU. Sono molto ottimista sull'Europa del futuro, nata dalla leadership di Italia e Spagna. Insieme alla Francia, hanno acceso una linea che è stata successivamente accettata dalla Germania e seguita da tutta l'Europa.

P. Alcune risorse messe sul tavolo, soprattutto crediti e Mede (meccanismo europeo di stabilità), sono ancora viste con immenso sospetto. Nessuno sembra volerli toccare.

R. L' Europa ha gestito molto male l'episodio in Grecia e ha causato un grande problema di fiducia nell'opinione pubblica spagnola e italiana. L'immagine era quella di un Paese che nei momenti di difficoltà subiva imposizioni troppo dure e veniva abbandonato. Ciò ha danneggiato l'immagine dell'aiuto europeo.

D. Quindi, quegli aiuti non verranno usati?

R. Dobbiamo fare un passo avanti e riformare i Medi. Cambialo completamente, anche il nome e le regole. Rendilo comunitario e non solo per i paesi dell'euro, oltre a consegnarlo alla Commissione Europea. Altrimenti nessuno lo prenderà.

D. Ora sembra una caramella avvelenata. E in Italia avrebbe un prezzo politico molto alto per prenderlo.

R. La Mede è una cassaforte piena di soldi, ma per ragioni politiche non la usano. L'Italia e la Spagna insieme dovrebbero fare una proposta per riformarla. Ciò eviterà questo paradosso in cui nessuno vuole utilizzare i 400.000 milioni a causa della cattiva reputazione che ha a causa del caso greco. Dovrà chiamarsi altro, qualcosa come il Fondo europeo di solidarietà, e consegnarlo alla Commissione: dal Lussemburgo a Bruxelles.

P. Italia e Spagna si sono sempre guardate con sospetto nonostante condividessero un'agenda e interessi strategici. Cosa è successo in modo che non sia più così?

R. Non ricordo rapporti migliori di adesso, sono ottimi. Quando ero primo ministro, c'erano buoni rapporti con [Mariano] Rajoy, ma oggi sono più profondi. Credo sia dovuto principalmente alla crisi pandemica e alla risposta europea che Italia e Spagna hanno dato insieme. Il fatto di capire che contro i nordici possiamo solo essere uniti. Inoltre, Conte e Sánchez hanno lavorato molto bene per creare quell'intesa che si estende ad altri ministri. Penso che sia una situazione idilliaca.

D. Perché non è successo prima?

R. Per 20 anni la Spagna è stata tentata di immaginarsi come il principale partner mediterraneo dell'asse franco-tedesco. In altre parole, ha voluto sostituire un'Italia sempre in crisi offrendo maggiore affidabilità e un'economia che funzionasse meglio con una politica modulabile. L'Italia, invece, ha sempre ritenuto di avere uno status superiore perché apparteneva al G7. Ma l'unico modo è collaborare per creare un accordo che possa condizionare il resto delle decisioni. L'agenda italiana e spagnola in materia di immigrazione, Africa o Mediterraneo è molto simile.

P. Anche l'addio di Matteo Salvini e della Lega ha contribuito a migliorare i rapporti. E non solo con la Spagna. Temevi per il ruolo dell'Italia nel mondo in quel periodo?

R. Sì, avevo paura di un Italexit . Temevo che sarebbe accaduto un incidente come quello nel Regno Unito. La linea di Salvini in questi anni è stata antieuropea e civettuola con Italexit . Spero che cambi, ma in quell'anno di governo avevo molta paura.

D. Ho sentito dire che l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea presenta dei vantaggi.

R. Sì, naturalmente. E lo dico con tutta la forza: è necessario smettere di piangere dalla Brexit. È stato dimostrato che è positivo per l'Europa. Ora possiamo costruire progetti, come l'Europa sociale, che prima non potevamo fare con loro.

D. Pensa che l'ondata sovranista populista sia passata?

R. L' Europa ha il rischio interno che il denaro promesso contro la recessione non arrivi rapidamente. Molte aspettative si sono create e se i cittadini italiani e spagnoli non vedranno subito quei soldi, il messaggio di Salvini o Vox sarà facilitato. La seconda condizione a tal fine sono le elezioni negli Stati Uniti. Penso che il populismo in Europa sia cresciuto grazie alla legittimità che gli ha dato [Donald] Trump. Se perde, come spero, sarà un duro colpo per il populismo sovrano europeo.

P. In Spagna ultimamente si dice che la politica stia diventando italiana. Succede anche in altri paesi: parlamenti più frammentati, ripetizioni elettorali multiple, un certo caos. Quello che è successo?

R. È un problema di esaurimento delle democrazie occidentali. Ed è legato all'innovazione tecnologica. Grazie a Internet, ogni cittadino è connesso a tutte le decisioni e può esprimersi in un minuto. La democrazia rappresentativa, basata sulla delega di tale potere, ha problemi ad avanzare in questo settore. È molto importante riflettere su come modernizzarlo e Italia e Spagna hanno molto da fare insieme. Non è solo un'italianizzazione della politica europea, è un problema generale più importante.

D. In Spagna c'è un mito su una visita di Giulio Andreotti in piena transizione democratica. Gli hanno chiesto la sua opinione sui contorni della nuova politica. Mi ha risposto che mancava " finezza ", come è maturata in questi anni?

R. Hai vissuto l'impatto della crisi economica, come quella italiana. I toni si sono inaspriti molto perché la povertà è entrata con forza nelle famiglie, nelle strade. La politica è lo specchio del Paese, e anche in questo siamo simili, perché si è trasformata in seguito a questi disordini sociali. Insieme alla crisi della democrazia parlamentare, è un problema che richiede politici con uno sguardo lungo.

 

FONTE: (ELPAIS)

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