updated 9:44 AM UTC, Sep 16, 2021

Lavoro, in sei mesi aggiunti quasi un milione di nuovi occupati. Ma è boom di contratti a termine, tempo indeterminato in netta minoranza

A giugno del 2021 i lavoratori in cassa integrazione Covid scendono sotto quota un milione, per la prima volta dall'inizio della pandemia a marzo 2020. Tutti i segnali di una ripresa incoraggiante, ma la stabilità è un ricordo del passato


Nei primi sei mesi dell'anno l'Inps ha registrato oltre 3,3 milioni di attivazioni di rapporti di lavoro e quasi 2,4 milioni di cessazioni con un saldo positivo nel periodo per 925.408 unità. La gran parte delle attivazioni sono state per contratti non standard (a termine, stagionali, in somministrazione ecc) e le assunzioni a tempo indeterminato sono state 552.440, il 16,63% del totale (vanno poi aggiunte le trasformazioni).

Il saldo tra entrate e uscite per i contratti a tempo indeterminato è stato di 118.694 unità. Fino a giugno era in vigore il blocco dei licenziamenti per tutte le imprese.

A giugno del 2021 i lavoratori in cassa integrazione Covid scendono sotto quota un milione, per la prima volta dall'inizio della pandemia a marzo 2020. Lo si legge sull'Osservatorio Inps sul precariato che calcola che i lavoratori in cassa nel mese siano stati 987.000 per una media di 65 ore a testa. Nel picco della prima ondata, ad aprile 2020, sono stati messi in cassa integrazione Covid dalle aziende 5.620.000 lavoratori per una media di 107 ore a testa. Le ore usate a giugno 2021 sono quindi poco più di un decimo di quelle del momento di massimo utilizzo dell'ammortizzatore.

 

(Fonte: Ansa)

Lavoro, segnali incoraggianti: nel secondo trimestre +338.000 occupati. Crescita sia nel tempo pieno che in quello parziale. Il tasso di disoccupazione cala al 9,8%

Nel secondo trimestre 2021 si registra un aumento di 338 mila occupati (+1,5%) rispetto al trimestre precedente e una crescita di 523.000 unità sullo stesso periodo del 2020. Lo rileva l'Istat


Tasso di Occupazione | Macroeconomia

La crescita congiunturale è legata soprattutto alla crescita dei dipendenti a termine (+226.000, +8,3) a fronte di una crescita di 80.000 unità a tempo indeterminato (+0,5%) e di 33.000 indipendenti (+0,7%). Il tasso di occupazione nel secondo trimestre è del 58% (+1 punto sul primo trimestre ).

Nel secondo trimestre 2021, sottolinea l'Istat, l'input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra un aumento del 3,9% rispetto al trimestre precedente e del 20,8% rispetto al secondo trimestre 2020; anche il Pil è aumentato, del 2,7% in termini congiunturali e del 17,3% in termini tendenziali. Rispetto al primo trimestre si osserva un calo sia del numero di disoccupati (-55.000, -2,2%) sia di quello degli inattivi di 15-64 anni (-337 mila, -2,4%). I dati mensili provvisori di luglio 2021 mostrano un arresto del trend in crescita registrato tra febbraio e giugno 2021, con un lieve calo dell'occupazione rispetto a giugno (-23 mila, -0,1%) che si associa a quello dei disoccupati (-29 mila, -1,2%) e all'aumento degli inattivi di 15-64 anni (+28 mila, +0,2%). Rispetto al secondo trimestre 2020, l'aumento dell'occupazione (+523 mila unità, +2,3%) coinvolge soltanto i dipendenti a termine (+573 mila, +23,6%);. Continua il calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-29 mila, -0,2%) e degli indipendenti (-21 mila, -0,4%).

Crescono sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale (+1,8% e +4,8%, rispettivamente). Rispetto al secondo trimestre del 2020 crescono i disoccupati (+514 mila in un anno), mentre si riducono marcatamente gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1 milione 253 mila, -8,5%), dopo cinque trimestri di crescita progressiva. I dati risentono anche delle nuove regole sulla classificazione che considerano disoccupate ne persone in cassa integrazione da oltre tre mesi.

Offerte di lavoro 2020: male ma non malissimo -

Dal lato delle imprese, nel secondo trimestre 2021 prosegue la crescita delle posizioni lavorative dipendenti che, in termini congiunturali, segnano un aumento dello 0,7% nel totale. Il segnale positivo caratterizza sia la componente a tempo pieno (+0,6%) sia quella a tempo parziale (+0,9%). Rispetto al trimestre precedente, le ore lavorate per dipendente crescono del 3,4%; su base tendenziale, anche per questo indicatore, si osserva un incremento eccezionalmente marcato (+29,2% rispetto al secondo trimestre 2020), associato a una riduzione altrettanto straordinaria del ricorso alla cassa integrazione, che si abbassa a 78,7 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,6 punti percentuali su base congiunturale e di 1,0 su base annua. Il costo del lavoro, per unità di lavoro, cresce dello 0,6% in termini congiunturali, con un aumento più sostenuto delle retribuzioni (+0,7%) e di minor intensità degli oneri sociali (+0,3%), quale effetto del persistere delle misure di sostegno all'occupazione attuate attraverso gli sgravi contributivi. Su base annua si rileva, invece, un calo del costo del lavoro del 3,1%. A diminuire sono entrambe le componenti: le retribuzioni scendono del 2,3% rispetto al secondo trimestre 2020, quale effetto di riflesso della crescita straordinaria registrata nello stesso trimestre dell'anno precedente, quando la ricomposizione dell'occupazione provocata dai provvedimenti di sospensione delle attività economiche aveva privilegiato la presenza delle componenti a profilo retributivo più alto; parallelamente, la riduzione più intensa degli oneri sociali (-5,4%) è conseguenza, da un lato, della riduzione della componente retributiva e, dall'altro, del persistere degli effetti delle misure di decontribuzione.

Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre cala al 9,8%

Il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 74 anni cala nel secondo trimestre del 2021 al 9,8% con una diminuzione di 0,3 punti sul primo e di 1,7 punti sullo stesso periodo del 2020. I disoccupati nel periodo sono 2.459.000 in calo del 2,2% sul trimestre precedente e del 27% sullo stesso periodo del 2020. Si considera senza lavoro anche chi è in cassa integrazione da oltre tre mesi. 

Lavoro: crolla domanda di occupazione, chi non si specializza è fuori -

Sono 678.000 gli occupati in meno rispetto al periodo della pre pandemia

Nel secondo trimestre 2021 l'occupazione è cresciuta di 523.000 unità sul secondo trimestre 2020 ma all'appello rispetto allo stesso trimestre del 2019 mancano 678.000 occupati.  In particolare sono al lavoro 370.000 donne in meno (-3,7% a fronte del -2,3% degli uomini. Gli occupati tra i 15 e i 34 anni sono 199.000 in meno sul secondo trimestre del 2019. (-3,8%). Nel secondo trimestre 2021 la fascia tra i 15-34 anni al lavoro ha avuto una crescita sul 2020 maggiore rispetto alla media. 

 

(Fonte: Ansa)

In Danimarca il Covid-19 non è più una malattia socialmente pericolosa

In Danimarca tutte le restrizioni sociali, imposte in relazione alla pandemia da Coronavirus, sono state revocate. Secondo la decisione delle autorità locali, il COVID-19 non è più classificato come malattia socialmente pericolosa.


Il successo della campagna di vaccinazione della popolazione (al momento, oltre il 73 percento dei residenti di età superiore ai 12 anni è vaccinato), ha permesso di ammorbidire gradualmente le restrizioni e ora sono state finalmente cancellate. Ciò significa che non è più necessario esibire i Green Pass COVID, per partecipare a eventi pubblici (ad esempio partite di calcio), discoteche, ristoranti. Non si applica nemmeno più l'obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici. Gli asili nido e le  scuole di ogni grado non chiuderanno se uno dei bambini o un insegnante verrà contagiato dal Covid-19. Vengono revocate le restrizioni legate alla chiusura di alcuni attività commerciali che ad oggi dovevano chiudere entro e non oltre le 2 del mattino.

Secondo il ministro della Sanità Magnus Choinike, la pandemia da COVID-19 è "sotto controllo". Ci sono solo poco più di 100 persone negli ospedali, mentre in tutto il territorio è partita la campagna per la somministrazione della terza dose di vaccino, alle persone considerate "più vulnerabili". "Non pensiamo che avremo bisogno di introdurre più forti restrizioni in futuro", ha detto a sua volta il primo ministro Mette Frederiksen.

  • Pubblicato in Salute

Economia, il commissario Ue Gentiloni: "Italia in ripresa sorprendente, ma il vero test sarà in autunno. Fiducia in Draghi"

Per l'ex premier, ora a Bruxelles, "a questa vitalità deve corrispondere una consapevolezza della missione, appunto, altrimenti l'ottimismo può portarci a sottovalutare le sfide che abbiamo davanti e magari a pensare - sbagliando - che le risorse non sono da conquistare mese per mese, semestre dopo semestre, ma sono già acquisite". Resta la questione del debito


Gentiloni: «Per Italia nessun allarme sui mercati e per lo spread» - Il  Sole 24 ORE

"I dati di crescita dell'area euro nel secondo trimestre, +2,2%, sono anche meglio delle prime stime" e ora "andiamo verso l'autunno più importante per l'economia italiana da mezzo secolo, un autunno storico perché ci giochiamo l'ingresso in questo piano europero che può dare qualità, durata e spinta per la ripresa": ad affermarlo è il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, in un'intervista al Corriere della Sera. "Il grande ottimismo, i segnali positivi sono una prima parte di ciò che ci serve" perchè ci vuole "la consapevolezza che qualche problema c'è e della sfida del piano europeo".

Per l'ex premier "a questa vitalità deve corrispondere una consapevolezza della missione, appunto, altrimenti l'ottimismo può portarci a sottovalutare le sfide che abbiamo davanti e magari a pensare - sbagliando - che le risorse non sono da conquistare mese per mese, semestre dopo semestre, ma sono già acquisite". "Può farci pensare che la questione del debito sia svanita", ha insistito.

Ma il Patto di stabilità è sospeso, no? "A Bruxelles il mio pane quotidiano è evitare le strette premature e permettere che si continui con le politiche espansive, finché serviranno. Ma è chiaro che nei Paesi con debito più alto il problema non è svanito. Ora abbiamo dei risultati, c'è una risposta dinamica di tantissime imprese. Il punto è che, per una volta, questa società molto frammentata e individualista che noi siamo ritrovi il senso di una missione nazionale. È fondamentale per reggere la sfida nella sua complessità. E ho fiducia perché Mario Draghi su questi obiettivi ha una leadership riconosciuta".

Per il commissario Ue va bene il taglio cuneo nella delega fiscale, ma "nei Paesi ad alto debito serve una cautela particolare" nel ricorrere al deficit: "Se un Paese ad alto debito usasse l'occasione del piano di Recovery per avere un aggravio permanente nel bilancio sarebbe un errore", ha spiegato. "Dopo la pandemia e con il traguardo della transizione climatica è giusto discutere il patto di stabilità per evitare ritorni all'austerità e studiare nuove regole che abbiano ragionevolezza, realismo e gradualita'", ha spiegato Gentiloni, "ma nei Paesi ad alto debito serve una cautela particolare".

 

(Fonte: Agi)

Aiuti alle imprese, istituito un Fondo da 400 milioni di euro per le aziende in difficoltà. Giorgetti: "Condizioni eccezionali richiedono risposte speciali"

Il decreto attuativo del ministro dello Sviluppo economico, Giancalo Girogetti prevede la concessione di finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni: "E' una risposta concreta e immediata che abbiamo voluto dare al mondo dell’industria che ce l’ha chiesto con determinazione"


Decreto Sostegni, gli aiuti alle grandi imprese: 200 milioni di prestiti  per aziende non decotte già prima della crisi - Il Fatto Quotidiano

E' stato istituito al ministero dello Sviluppo economico un Fondo da 400 milioni di euro per il sostegno delle grandi imprese che si trovano in situazione di temporanea difficoltà a causa dell'emergenza Covid. Lo prevede il decreto attuativo del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che è stato firmato di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze e inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Si tratta di una norma, l’art.37 del decreto Sostegni, che ha l’obiettivo di sostenere la ripresa e la continuità dell’attività di imprese che operano sul territorio nazionale e che si trovano anche in amministrazione straordinaria.

La norma consente, infatti, al Mise di intervenire, attraverso il Fondo gestito da Invitalia, con la concessione di finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni, al fine di garantire continuità alle imprese con un numero pari o superiore a 250 dipendenti e che abbiano un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni. La concessione del finanziamento agevolato è vincolata alla presentazione di un piano di rilancio dell’impresa, anche al fine di tutelare l'occupazione.

Per la misura è infine prevista l’autorizzazione della Commissione Ue nel rispetto delle norme su aiuti di Stato.

"Condizioni eccezionali richiedono risposte speciali: è quello che ho sostenuto fin dal primo giorno al Mise rispetto alle conseguenze disastrose subite dal mondo dell’impresa a causa della pandemia", ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. "Per indole, natura e formazione non credo nelle misure assistenziali fine a sé stesse - aggiunge - ma ritengo che in un momento come questo, che ormai dura da un anno e mezzo, nessuno può essere lasciato solo. Il fondo speciale previsto dal decreto sostegni, il famoso articolo 37 che ho fortemente voluto, vuole proprio essere un ponte per tutte quelle imprese che si trovano in momentanea difficoltà ma che sono in grado di camminare sulle loro gambe nei momenti di normalità".

Nel rispetto delle regole in vigore, la possibilità di prestiti agevolati, conclude il ministro, "è una risposta concreta e immediata che abbiamo voluto dare al mondo dell’industria che ce l’ha chiesto con determinazione".

 

(Fonte: Adnkronos)

Gioco d'azzardo, preoccupa la ripresa a pieno regime dopo l'astinenza. Il boom on line durante il lockdown

Ispezioni preventive nei locali da gioco e gradualità nella rimessa in funzione per evitare un effetto boomerang dopo mesi di astinenza. Sono alcune delle "raccomandazioni stringenti" contenute in una nota del ministero della Salute, firmata dal direttore della Prevenzione Gianni Rezza, che sottolinea le preoccupazioni per la ripresa a regime delle attività di gioco d'azzardo che si andranno a sommare all'incremento del gioco on line durante il lockdown. "Dopo la forzosa astinenza si ritiene necessario adottare con urgenza misure a tutela della salute pubblica" in quanto potranno produrre "un impatto negativo sulla salute". 

 

(Fonte: Ansa)

Il ritratto dell'Italia nella pandemia: meno consumi e crollo (ulteriore) delle nascite. Ma la ripresa è già cominciata e cresce l'ottimismo

Il rapporto 2021 dell'Istat sulla situazione del Paese. Il reddito primario delle famiglie è sceso di 92,8 miliardi di euro (meno 7,3%) ma i massicci interventi pubblici per 61 miliardi hanno compensato due terzi della caduta


CONSUMI: LA RIPRESA "ZOPPICA" ASPETTANDO IL RITORNO DEL TURISMO

"Nel 2020 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici si è ridotto del 2,8% (meno 32 miliardi), quasi azzerando la crescita del biennio precedente. Ma gli italiani si sono comportati da 'formiche': i consumi finali hanno subito una caduta di dimensioni molto più ampie (meno 10,9%) e mai registrate dal dopoguerra" e la propensione al risparmio è salita dall'8,1 al 15,8%.

Lo rileva l'Istat nel rapporto 2021 sulla situazione del Paese. Il reddito primario delle famiglie è sceso di 92,8 miliardi di euro (meno 7,3%) ma i massicci interventi pubblici per 61 miliardi hanno compensato due terzi della caduta.

Minimo storico delle nascite, boom di decessi. Nel 2020 si registra il "nuovo minimo storico di nascite dall'Unità d'Italia" e il numero massimo "di decessi dal secondo dopoguerra". Lo dice l'Istat nel rapporto annuale sulla situazione del Paese. I nati da popolazione residente sono stati 404.104 in diminuzione del 3,8% rispetto al 2019, e di quasi il 30% sul 2008 (anno più recente con il massimo delle nascite). A marzo del 2021 si osserva "una prima inversione di tendenza" (+3,7% rispetto allo stesso mese del 2020, soprattutto da genitori non sposati). Nel 2020 il totale dei decessi è stato di 746.146. Rispetto alla media 2015-2019 i decessi in più sono 100.526 (+15,6%)".

Crescita della povertà assoluta. Nel 2020 la povertà assoluta è in forte crescita; interessa oltre 2 milioni di famiglie, pari al 7,7% (era al 6,4% nel 2019), e più di 5,6 milioni di individui, il 9,4% (era al 7,7%). Lo afferma l'Istat nel rapporto annuale 2021 sulla situazione del Paese. La condizione peggiora di più al Nord, ma nel Mezzogiorno c'è ancora l'incidenza più alta (9,4% quella familiare), al Centro la più bassa (5,4%). Le famiglie più colpite sono state quelle con persona di riferimento occupata; dove c'è almeno uno straniero l'incidenza di povertà arriva al 25,3%. Più di una persona su cinque ha avuto difficoltà a fronteggiare impegni economici.

Crollo dei matrimoni. Nel 2020 si sono celebrati meno di 97mila matrimoni, quasi la metà rispetto al 2019 (-47,5%). Così l'Istat che parla di "calo eccezionale", e guarda anche "ai riflessi sui progetti di vita individuali": questi primi dati "rafforzano la convinzione che la crisi abbia amplificato gli effetti del malessere demografico strutturale che da decenni spinge sempre più i giovani a ritardare le tappe della transizione verso la vita adulta, a causa delle difficoltà che incontrano nella realizzazione dei loro progetti". La diminuzione delle nozze è stata più marcata nel Mezzogiorno (-55,1%) e più contenuta nel nord-est (-38%).

Dad non seguita dall'8% degli studenti. "Tra aprile e giugno 2020, l'8% degli iscritti (600mila studenti) delle scuole primarie e secondarie non ha partecipato alle video lezioni, con un minimo di esclusi al Centro (5%) e un massimo nel Mezzogiorno (9%). Più alta la quota di esclusi nella scuola primaria (12%), più bassa nella secondaria di primo (5%) e secondo grado (6%)". Lo afferma l'Istat nel rapporto annuale sulla situazione del Paese nella parte dedicata a 'pandemia e partecipazione scolastica'. Secondo l'Istituto di statistica "circa 430mila ragazzi, pari al 6% degli studenti, hanno fatto richiesta di dispositivi informatici tra aprile e giugno 2020, con punte in Basilicata e in Calabria (rispettivamente 15% e 11%)". "Tra marzo e giugno 2020 - dice l'Istata - solo 1,7 milioni bambini e ragazzi di 6-14 anni (33,7%) hanno fatto lezione tutti i giorni e con tutti gli insegnanti; si arriva a 2 milioni 630mila (circa il 52%) se si includono quelli che hanno dichiarato lezioni con la maggioranza dei docenti". "Gli alunni con disabilità che non hanno partecipato alle video lezioni - prosegue - raggiungono il 23,3% (29% nel Mezzogiorno); la quota di non partecipazione è più elevata nelle scuole primarie (quasi il 26%) e minore per le secondarie di secondo grado". Nel 2020 - conclude l'Istat - è "forte l'aumento dei giovani con meno di 14 anni che hanno utilizzato Internet almeno una volta a settimana".

Consumi culturali. "Si riducono ulteriormente le già scarse risorse che le famiglie destinano ai consumi culturali, solo il 2,1% della spesa totale nel 2020". Così l'Istat nel rapporto annuale sulla situazione del Paese. "Cinema e spettacoli dal vivo - osserva l'Istituto di statistica - hanno avuto 67 giorni di funzionamento ordinario, 134 di riaperture contingentate e 165 di chiusura totale. Per Musei e biblioteche ci sono stati 173 giorni di riaperture parziali e 126 giorni di chiusura totale". 

Impatto del Pnrr sul Pil tra 2,3 e 2,8% nel 2026. E' possibile "misurare", attraverso una "simulazione", l'impatto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con un "innalzamento del livello del Pil, rispetto allo scenario base, compreso tra il 2,3 e il 2,8% nel 2026". Lo dice l'Istat nel rapporto annuale 2021 sulla situazione del Paese, facendo presente che questo "impatto" aumenta "al crescere dell'intensità della componente immateriale della spesa" (ricerca e sviluppo, software, altri prodotti della proprietà intellettuale).

"Nel 2020 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici si è ridotto del 2,8% (meno 32 miliardi), quasi azzerando la crescita del biennio precedente. Ma gli italiani si sono comportati da 'formiche': i consumi finali hanno subito una caduta di dimensioni molto più ampie (meno 10,9%) e mai registrate dal dopoguerra" e la propensione al risparmio è salita dall'8,1 al 15,8%  

Lo rileva l'Istat nel rapporto 2021 sulla situazione del Paese. Il reddito primario delle famiglie è sceso di 92,8 miliardi di euro (meno 7,3%) ma i massicci interventi pubblici per 61 miliardi hanno compensato due terzi della caduta.

Minimo storico delle nascite, boom di decessi. Nel 2020 si registra il "nuovo minimo storico di nascite dall'Unità d'Italia" e il numero massimo "di decessi dal secondo dopoguerra". Lo dice l'Istat nel rapporto annuale sulla situazione del Paese. I nati da popolazione residente sono stati 404.104 in diminuzione del 3,8% rispetto al 2019, e di quasi il 30% sul 2008 (anno più recente con il massimo delle nascite). A marzo del 2021 si osserva "una prima inversione di tendenza" (+3,7% rispetto allo stesso mese del 2020, soprattutto da genitori non sposati). Nel 2020 il totale dei decessi è stato di 746.146. Rispetto alla media 2015-2019 i decessi in più sono 100.526 (+15,6%)".

Crescita della povertà assoluta. Nel 2020 la povertà assoluta è in forte crescita; interessa oltre 2 milioni di famiglie, pari al 7,7% (era al 6,4% nel 2019), e più di 5,6 milioni di individui, il 9,4% (era al 7,7%). Lo afferma l'Istat nel rapporto annuale 2021 sulla situazione del Paese. La condizione peggiora di più al Nord, ma nel Mezzogiorno c'è ancora l'incidenza più alta (9,4% quella familiare), al Centro la più bassa (5,4%). Le famiglie più colpite sono state quelle con persona di riferimento occupata; dove c'è almeno uno straniero l'incidenza di povertà arriva al 25,3%. Più di una persona su cinque ha avuto difficoltà a fronteggiare impegni economici.

Crollo dei matrimoni. Nel 2020 si sono celebrati meno di 97mila matrimoni, quasi la metà rispetto al 2019 (-47,5%). Così l'Istat che parla di "calo eccezionale", e guarda anche "ai riflessi sui progetti di vita individuali": questi primi dati "rafforzano la convinzione che la crisi abbia amplificato gli effetti del malessere demografico strutturale che da decenni spinge sempre più i giovani a ritardare le tappe della transizione verso la vita adulta, a causa delle difficoltà che incontrano nella realizzazione dei loro progetti". La diminuzione delle nozze è stata più marcata nel Mezzogiorno (-55,1%) e più contenuta nel nord-est (-38%).

Dad non seguita dall'8% degli studenti. "Tra aprile e giugno 2020, l'8% degli iscritti (600mila studenti) delle scuole primarie e secondarie non ha partecipato alle video lezioni, con un minimo di esclusi al Centro (5%) e un massimo nel Mezzogiorno (9%). Più alta la quota di esclusi nella scuola primaria (12%), più bassa nella secondaria di primo (5%) e secondo grado (6%)". Lo afferma l'Istat nel rapporto annuale sulla situazione del Paese nella parte dedicata a 'pandemia e partecipazione scolastica'. Secondo l'Istituto di statistica "circa 430mila ragazzi, pari al 6% degli studenti, hanno fatto richiesta di dispositivi informatici tra aprile e giugno 2020, con punte in Basilicata e in Calabria (rispettivamente 15% e 11%)". "Tra marzo e giugno 2020 - dice l'Istata - solo 1,7 milioni bambini e ragazzi di 6-14 anni (33,7%) hanno fatto lezione tutti i giorni e con tutti gli insegnanti; si arriva a 2 milioni 630mila (circa il 52%) se si includono quelli che hanno dichiarato lezioni con la maggioranza dei docenti". "Gli alunni con disabilità che non hanno partecipato alle video lezioni - prosegue - raggiungono il 23,3% (29% nel Mezzogiorno); la quota di non partecipazione è più elevata nelle scuole primarie (quasi il 26%) e minore per le secondarie di secondo grado". Nel 2020 - conclude l'Istat - è "forte l'aumento dei giovani con meno di 14 anni che hanno utilizzato Internet almeno una volta a settimana".

Consumi culturali. "Si riducono ulteriormente le già scarse risorse che le famiglie destinano ai consumi culturali, solo il 2,1% della spesa totale nel 2020". Così l'Istat nel rapporto annuale sulla situazione del Paese. "Cinema e spettacoli dal vivo - osserva l'Istituto di statistica - hanno avuto 67 giorni di funzionamento ordinario, 134 di riaperture contingentate e 165 di chiusura totale. Per Musei e biblioteche ci sono stati 173 giorni di riaperture parziali e 126 giorni di chiusura totale". 

Impatto del Pnrr sul Pil tra 2,3 e 2,8% nel 2026. E' possibile "misurare", attraverso una "simulazione", l'impatto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con un "innalzamento del livello del Pil, rispetto allo scenario base, compreso tra il 2,3 e il 2,8% nel 2026". Lo dice l'Istat nel rapporto annuale 2021 sulla situazione del Paese, facendo presente che questo "impatto" aumenta "al crescere dell'intensità della componente immateriale della spesa" (ricerca e sviluppo, software, altri prodotti della proprietà intellettuale).

 

(Fonte: Ansa)

L'Ue vede l'Italia in crescita: Pil 2021 su del 5%. L'Ocse: "Occupazione italiana a livelli pre-crisi nel 2022"

La Commissione Ue rivede al rialzo le stime di crescita dell'Italia: il Pil nel 2021 salirà del 5% e nel 2022 del 4,2%. "La previsione è significativamente superiore a quella precedente. Ciò è dovuto alla consistente revisione al rialzo del Pil nel primo trimestre e alla risposta dell'attività economica più forte del previsto", scrive Bruxelles. In primavera era stata prevista una crescita del 4,2% nel 2021 e 4,4% nel 2022


 Il Pil cresce più delle attese, +16,1% nel terzo trimestre

"Gli investimenti del Pnrr principale motore di crescita dell'Italia

" Secondo la Commissione Ue, "il miglioramento della situazione sanitaria" pone le basi "per un'espansione solida e sostenuta" e "gli investimenti pubblici e privati, sostenuti dalla diminuzione dell'incertezza delle imprese circa le prospettive della domanda e dall'attuazione del Pnrr, sono destinati a rimanere il principale motore di crescita. I consumi dovrebbero rimbalzare notevolmente, aiutati dal miglioramento delle prospettive del mercato del lavoro e dalla graduale riduzione dei risparmi accumulati", ma "è probabile che il ritorno delle entrate dal turismo sia più graduale".

In rialzo anche le stime Ue: a fine anno si torna al Pil pre-crisi

La Commissione, inoltre, rivede al rialzo le stime sull'economia dell'Unione europea. Le previsioni economiche estive 2021 stimano infatti che l'economia Ue si espanderà del 4,8% nel 2021 e del 4,5% nel 2022. Nelle precedenti previsioni di primavera erano del 4,2% e 4,4%, il tasso di crescita per il 2021 è significativamente più elevato nell'Ue (+0,6%) e nell'area dell'euro (+0,5 punti percentuali), mentre per il 2022 è leggermente superiore in entrambe le aree (+0,1%). Si prevede che il Pil reale tornerà al livello pre-crisi nell'ultimo trimestre del 2021 sia nell'Ue sia nell'area dell'euro. Per l'area dell'euro, con un trimestre in anticipo rispetto alle previsioni di primavera.

Gentiloni: "Revisione al rialzo più alta degli ultimi dieci anni"

 "Erano decenni che l'economia dell'Ue non aveva previsioni di crescita così rapide, alimentate da una forte domanda sia a livello nazionale che globale e da una riapertura più rapida del previsto dei settori dei servizi". E' il commento del commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni.

PIL Italia, Prometeia: crescita più sostenuta delle attese, +5,3% nel 2021

Ocse: "Tasso occupazione italiano a livelli pre-crisi nel 2022"

In Italia il tasso di occupazione ritornerà ai livelli antecedenti la crisi legata al coronavirus solo nel terzo quadrimestre del 2022, prima della media Ocse, più tardi che in Germania, ma in linea con la Francia: è quanto si legge nella scheda dedicata all'Italia delle previsioni dell'Ocse sull'occupazione presentate a Parigi. In Italia, afferma l'organismo, il tasso di disoccupazione è aumentato da 9,5% nel quarto trimestre 2019 ed al 10,5% nel maggio 2021.

"Allarme sulla disoccupazione giovanile" In Italia, ammonisce però l'Ocse, "il tasso di disoccupazione giovanile è salito ulteriormente da un livello già molto alto di 28,7%, raggiungendo il 33,8% nel gennaio 2021. L'Italia è uno dei pochi Paesi Ocse in cui il tasso di disoccupazione giovanile è rimasto vicino al suo livello massimo per tutta la primavera del 2021". "A livello Ocse, invece, il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato dall'11,4% fino ad un picco del 19% - raggiunto già nell'aprile 2020 - per poi scendere al 15% ad aprile 2021".

 

(Fonte: tgcom24)

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