updated 5:12 PM UTC, Jan 15, 2021

La guerra di Twitter a Trump diventa un boomerang. L'Europa condanna il ban, Merkel: "Decisione problematica". La Francia: "Oligarchie digitali". E il titolo crolla in borsa

Sono diverse le voci istituzionali europee a condannare lo "strapotere" delle piattaforme digitali. Anche la Francia "deplora" l'esclusione del presidente uscente da Twitter (che a Wall Street perde il 10.12%)


Twitter affonda a Wall Street all'avvio delle contrattazioni. I titoli della società che cinguetta perdono il 10,12% In calo anche Facebook, che cede il 3,30%. 

Venerdì scorso il social media ha escluso in modo permanente il presidente uscente degli Usa, Donald Trump. Il quale, ricorda Bloomberg, ha oltre 88 milioni di persone che seguono il suo account.

Asse Macron-Merkel per rilancio Ue: 5G, Green Deal e transizione digitale

 "La cancelliera Angela Merkel ritiene problematico che sia stato bloccato in modo completo l'account Twitter di Donald Trump". Lo ha detto il protavoce Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda specifica sull'argomento.

La Francia deplora la decisione di Twitter di escludere il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che regolamentare la rete non spetta ai colossi del web. "Ciò che mi sciocca è che sia Twitter a decidere di chiudere" il profilo di Trump, ha dichiarato il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, intervistato ai microfoni di radio France Inter. "La regolamentazione dei colossi del web - ha avvertito - non può avvenire attraverso la stessa oligarchia digitale". Una decisione che ha già suscitato numerose reazioni ai quattro angoli del pianeta, incluso nella classe politica francese.

L'Ue evidenzia necessità di nuove regole. "Vorremmo conciliare il rispetto dei diritti fondamentali con una maggiore responsabilità delle piattaforme social", per questo "c'è la necessità di una maggiore regolamentazione" del mondo online da parte dei governi. Così un portavoce della Commissione Ue sulla decisione delle principali piattaforme social di sospendere gli account di Trump. Lo scorso 15 dicembre, la Commissione Ue ha presentato la sua proposta per regolamentare i contenuti online (il Digital Services Act) che, ha ricordato il portavoce, prevede che le piattaforme spieghino "come moderano i contenuti", stabiliscano "in termini chiari quali sono le regole" e informino "sulla decisione di sospendere un account". Queste regole, se saranno adottate dagli Stati membri, "possono ispirare anche altri governi a livello internazionale". Anche l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, ieri si era espresso sul suo blog a favore della libertà d'espressione.

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Auto nasce Stellantis: dalla fusione Fca-Psa ecco il quarto produttore mondiale. John Elkann sarà presidente: "Ruolo di primo piano per il futuro della mobilità". La poltrona di ceo per Carlos Tavares. Ma l'Italia c'entra qualcosa o no?

Stellantis, il nuovo gruppo che nasce dalla fusione tra Fca e Psa, è un gigante da oltre 180 miliardi di euro. Nel 2019, l'azienda francese ha realizzato un fatturato di 74,7 miliardi di euro, mentre il Lingotto ha toccato quota 108,2 miliardi. Insieme nel mondo vendono ad oggi 7,9 milioni di auto. Ma il domani per quanto riguarda il settore in Italia, soprattutto per investimenti e occupazione, è ancora un'incognita


Speciale Stellantis, tutto quello che c'è da sapere -  investimentoefinanzaitaliano

Nasce Stellantis, dalla "più grande fusione nell'industria auto dall'origine del settore" come affermato da Louis Gallois, presidente del Consiglio di sorveglianza di Psa, in occasione della fusione con Fca.

A votare a favore del progetto il 99,85% degli azionisti presenti in Assemblea. "Vi ringrazio per la partecipazione a una Assemblea storica e per l'ampio via libera a sostegno di questo progetto di fusione. E' un buon inizio per Stellantis che nascerà su basi solide e che avrà tutte le qualità per essere un protagonista del settore. Il Consiglio di sorveglianza di Psa augura piena riuscita a Stellantis", sottolinea Louis Gallois, il presidente del Consiglio di sorveglianza di Psa concludendo i lavori dell'Assemblea. La fusione, ha spiegato ancora Gallois, "non era indispensabile nel breve periodo: nel 2019 il gruppo Psa ha registrato la più forte redditività dell'industria auto a livello mondiale. Fca era vicina, al quarto posto. E questo dimostra che i due gruppi sono in buona salute". Poi, rileva, "questa opportunità" di una fusione "si è presentata ed era importante cogliere questa opportunità in particolare per affrontare la sfida dei veicoli elettrici e del suo finanziamento. Sarà più facile fabbricare batterie competitive con un 'mercato interno' di circa 8 milioni di auto. Inoltre le due aziende hanno un'eccezionale complementarità geografica: Psa è forte in Europa, Fca è forte in America del Nord e del Sud".

Stellantis, la leadership mondiale in poche mosse: la strategia di Carlos  Tavares - Il Sole 24 ORE

"E' un momento storico", ha affermato il presidente del consiglio di gestione del gruppo Psa, Carlos Tavares, nel corso dell'assemblea degli azionisti di Psa. "Di fronte a noi c'è una sfida importante che è la difesa della libertà di mobilità dei nostri cittadini: sicurezza, prezzi convenienti e meno inquinante", ha aggiunto Tavares secondo il quale "l'obiettivo di Stellantis è 5 miliardi di sinergie l'anno".

 Per Gallois "bisognerà dimenticare la bandiera di Psa e quella di Fca e creare la bandiera Stellantis" : "non bisognerà far scomparire le due culture" dei due gruppi ma "trarre i vantaggi delle qualità dei due gruppi. Si è molto più forti quando sì è multiculturali".

"I gruppi Fca e Psa sono in buona salute e saranno più forti insieme", ha continuato Tavares, parlando di un gruppo che nascerà "con una posizione finanziaria solida già dalla sua creazione". I due gruppi Fca e Psa, ha spiegato, "hanno posizioni forti sui loro mercati" e "sono complementari a livello geografico e a livello tecnologico". Fca, ha rilevato Tavares, "è molto forte in America e Psa molto performante in Europa e insieme avranno un'opportunità di sviluppo nel più grande mercato mondiale che è la Cina". Questa fusione, aggiunge, "porta anche una forte complementarità a livello tecnologico e anche nei veicoli autonomi". Infine "per i due gruppi c'è anche una grande capacità nell'esecuzione dei piani". La dimensione del nuovo gruppo "ci permetterà di diluire i rischi sia in termini di ricerca e sviluppi che di investimenti".

"La forte complementarità tra Psa e Fca permette di creare il terzo costruttore mondiale del settore automobilistico in termini di fatturato e il quarto in termini di volume", ha affermato ancora Tavares. "Se consideriamo i dati del 2019 complessivamente il gruppo che nascerà dalla fusione produrrà 10 milioni di auto nel mondo e avrà un fatturato di 167 miliardi di euro", ha sottolineato.

Elkann: "Ruolo di primo piano per ridefinire la mobilità"

Automotive: John Elkann presidente di Stellantis | Siderweb - La community  dell'acciaio

"Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità, proprio come hanno fatto i nostri padri fondatori con grande energia negli anni pionieristici. Il prossimo decennio ridefinirà la mobilità. Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro, ed è stata quest'ambizione a unirci", ha affermato il presidente di Fca, John Elkann, aprendo l'assemblea degli azionisti. "Negli ultimi 10 anni abbiamo aumentato di 5 volte il valore del Gruppo Fiat, la fusione proposta con Groupe Psa è un ulteriore coraggioso passo avanti nel nostro viaggio", ha proseguito Elkann. "Nel corso dell'ultimo decennio, nel quale ho avuto il privilegio di ricoprire l'incarico di presidente della vostra società, il Gruppo Fiat si è trasformato. Questo rinnovamento ha portato non solo alla creazione di Fca, ma anche alla costituzione di Cnh Industrial, Gedi, Ferrari e Magneti Marelli come società indipendenti a pieno titolo", ha detto Elkann.

Il Covid tra i leader Ue: Macron positivo, Sanchez in isolamento. Record di contagi in Germania. Ma il vaccino fa sperare l'Europa

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "Via alle vaccinazioni nell'Ue nei giorni 27, 28 e 29 dicembre. Proteggiamo i cittadini, insieme siamo più forti"


Il presidente francese Emmanuel Macron positivo al coronavirus. "Il Presidente della Repubblica è risultato positivo al Covid-19 oggi", rende noto l'Eliseo, specificando che la diagnosi è stata effettuata con un tampone eseguito dopo "la comparsa dei primi sintomi. Secondo le norme sanitarie vigenti applicabili a tutti, il Presidente della Repubblica si isolerà per 7 giorni. Continuerà a lavorare e svolgere le sue attività a distanza".

A titolo di precauzione, il premier Jean Castex si è sottoposto ad un test PCR questa mattina stessa. Lo rende noto una fonte di Matignon, residenza ufficiale del primo ministro, citata da Bfmtv, precisando che il test è risultato negativo. Un nuovo test verrà effettuato a sette giorni di distanza, in conformità con il protocollo sanitario in vigore. Il capo del governo resta intanto in isolamento

Come spiegano fonti a Le Parisien, anche il presidente dell'Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, è stato messo in isolamento perché figura tra le persone entrate in contatto con il presidente.

La positività di Macron costringe all'isolamento anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Sanchez e Macron si sono incontrati lunedì a Parigi.

E anche Brigitte Macron, moglie del presidente francese, è in isolamento. Secondo quanto riferiscono fonti del suo ufficio, la signora Macron "non manifesta nessun sintomo", si legge sulla diretta di Le Parisien.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che in Ue le vaccinazioni contro il covid-19 cominceranno il prossimo 27 dicembre. "È il momento dell'Europa".

Ue, vaccino dal 27 dicembre - Il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione in tutta l'Ue. Proteggiamo i nostri cittadini insieme", ha scritto von der Leyen su Twitter.

L'Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario. È quanto si apprende a seguito di una riunione mattutina tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri. Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell'Unione Europea. 

In tutto il mondo il numero di contagi da coronavirus dall'inizio della pandemia ha superato quota 74 milioni, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins.

Il paese più colpito dal coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, che ieri hanno registrato un nuovo doppio record: oltre 250.000 contagi e 3.700 decessi in un giorno.

Record di contagi  in Germania dove si è superata la soglia dei 30mila nuovi casi in 24 ore. Lo riferiscono fonti ufficiali. 

"La pandemia di Covid-19 ha creato uno tsunami di problemi ma il virus ha colpito tutto il mondo, non solo la Russia. Anzi, noi possiamo dire di aver reagito molto meglio di altri Paesi, che pure si dicono orgogliosi per le loro economie. Il nostro Pil nel 2020 segnerà infatti -3,6% e questo è un dato migliore dei maggiori Paesi europei". Lo ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa. 

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Attraverso i social, l'Isis rilancia la sua minaccia all'Europa

Le tipologie degli attacchi in Francia e in Austria, riaccendono la paura di atti terroristici incontrollati e imprevedibili


Nel bel mezzo di una pandemia, il terrorismo jihadista colpisce in Europa. Ma è molto diverso da quello che, fino a quattro anni fa, era capace di provocare decine di morti con sofisticati attacchi, perpetrati da uomini con esperienza sui campi di battaglia in Medio Oriente e legati a gruppi internazionali. Oggi sono un pakistano di 25 anni che era in Francia da due anni, un ceceno di 18 anni che era venuto in Francia da bambino e aveva studiato nelle scuole francesi, poi un tunisino di 21 anni appena sbarcato nel continente attraverso la rotta dei migranti nel Mediterraneo, infine un austriaco di 20 anni, figlio di albanesi della Macedonia del Nord, che aveva tentato di andare in Siria, senza successo.

Gli autori degli attentati dell'ultimo mese e mezzo in Europa hanno un profilo comune: apparentemente hanno agito da soli, non sono stati registrati dai servizi segreti e hanno usato coltelli per attaccare. Solo il caso austriaco è diverso, il terrorista portava armi da combattimento, tra cui un fucile d'assalto, un kalashnikov segato e un machete, ed era noto agli organi di polizia. I recenti attacchi dimostrano che, nonostante l'annientamento del califfato dello Stato islamico (Isis) nell'estate del 2014, la minaccia persiste in una battaglia di idee, che è un terreno fertile per molti giovani. Il califfato fisico in Siria e Iraq è stato sostituito da un califfato virtuale.

"I seguaci dell'ISIS non sono mai scomparsi", spiega il ricercatore svedese Michael Krona, coautore di The Media World of ISIS, una ricerca in cui si stima che i seguaci del gruppo terroristico, siano presenti su circa 100 piattaforme online..“Al contrario”, aggiunge, “ci sono segnali che suggeriscono siano cresciuti di numero negli ultimi tempi. Dal 2018, la sopravvivenza e l'espansione del marchio ISIS è in gran parte dovuta all'aumento dell'attività dei suoi sostenitori sul Web. Ciò che è cambiato è il tipo di attacchi e la loro letalità. In Francia, tra il 2015 e il 2016 , gli anni degli attacchi legati all'ISIS contro Charlie Hebdo, contro il supermercato ebraico Hyper Cacher, contro il Bataclán, le terrazze di Parigi e il lungomare di Nizza, sono morte 239 persone. Dal 2017 ad oggi si contano 24 morti.

“A Madrid, nel 2004, a Bataclán nel 2015, a Barcellona nel 2017 erano gruppi strutturati che avevano una certa logistica. Tutto questo è finito”, spiega Olivier Roy, professore all'Istituto universitario di Firenze e specialista in islamismo. “Adesso abbiamo individui che vengono dal nulla, senza una formazione specifica, spesso non molto stabili psicologicamente e che attaccano con coltelli da cucina. I coltelli da cucina sono la prova che non c'è rete dietro. Perché se vuoi uccidere molte persone hai bisogno di un kalashnikov. L'obiettivo non è provocare il massimo numero di morti ma uccidere e morire”.

Roy allude ai tre attentati in Francia in poco più di un mese. Il 25 settembre, davanti all'ex quartier generale del settimanale satirico Charlie Hebdo (dove nel gennaio 2015 12 persone sono state uccise in un attacco jihadista), il pakistano Zaheer Hassan Mahmoud ha ferito due persone prima di essere arrestato. Il 16 ottobre, Abdouallakh Anzorov, nato a Mosca nel 2002 ed arrivato in Francia all'età di sei anni, ha decapitato l'insegnante di scuola Samuel Paty, per aver portato una lezione, sulle vignette di Maometto pubblicate su Charlie Hebdo, in classe. Successivamente Abdouallakh Anzorov è stato ucciso dai colpi della polizia.

Il 29 dello stesso mese, Brahim Aouissaou, che aveva lasciato la Tunisia a metà settembre ed entrato in Europa attraverso il Mediterraneo, ha tagliato la gola e pugnalato a morte tre persone nella basilica di Notre-Dame a Nizza. Oggi Aouissaou è ancora ricoverato in ospedale. Il 2 novembre Kujtim Fejzulai, che era stato rilasciato nel dicembre 2019 dopo un breve periodo in prigione perché avevacercato di unirsi all'ISIS in Siria, ha ucciso quattro persone per le strade del centro di Vienna, dove i viennesi trascorrono le ultime ore prima del lockdown, dovuto all'emergenza coronavirus. Fejzulai è stato ucciso subito dopo l'attacco.

La pubblicazione all'inizio di settembre, di nuove vignette su Maometto da parte di Charlie Hebdo, uscite in coincidenza con l'inizio del processo ai presunti complici degli attentati, è circolata in rete come nuovo argomento proprio di questi terroristi. A questo si è aggiunto, nelle settimane successive, il discorso del presidente francese, Emmanuel Macron, sul cosiddetto “separatismo islamista”, gli appelli al boicottaggio della Francia ai paesi musulmani e il polso geopolitico del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, con la sua controparte francese. Con l'Isis che riemerge tra Siria e Iraq, e in un contesto di reclusione globale, tremendamente aperto alla radicalizzazione dei giovani e all'uso massiccio di Internet.

“I profili degli aggressori rimangono simili: musulmani arrabbiati di discendenza immigrata, pieni di odio dopo aver assorbito i contenuti online dell'ISIS e, più recentemente, alimentati anche dalla ristampa delle vignette su Maometto, rispetto a quelli che portano avanti il gli attacchi contro la blasfemia, incitando all'odio", afferma Anne Speckhard, direttrice dell'International Center for the Study of Extremist Violence e professoressa oltre che di psichiatria alla Georgetown University.

Il progetto jihadista non è mai scomparso, nonostante le sconfitte in Medio Oriente e il fallimento nel tentativo di seminare discordia civile in Europa con gli attacchi.

Secondo gli esperti su Twitter, Facebook e persino Instagram si parla ancora di una guerra tra Occidente e Islam, con due banner fissi. Primo atto la vendetta, per la caduta di quel califfato fisico, impiantato tra Siria e Iraq da Al Baghdadi e il confinamento di migliaia di suoi militanti nelle prigioni curde. Secondo atto il vittimismo, per la presunta aggressione subita dalla religione di Maometto. La prospettiva dell'uscita in piazza di decine di jihadisti che si trovano oggi nelle carceri francesi aggiunge un'altra incognita. E persistono anche le circostanze che hanno descritto gli jihadisti degli ultimi cinque anni, come una generazione di ventenni con radici arabo-musulmane a rischio di emarginazione. Ma i terroristi di oggi sono diversi, secondo Olivier Roy, "la generazione che ha perpetrato gli attentati tra gli anni '90 e il 2015, maghrebini di seconda generazione in Francia o pakistani nel Regno Unito, sta uscendo di scena. Ora l'origine è varia o è figlia di nuovi arrivi di immigrati. E in futuro?" "Se la mia ipotesi è buona, ci sarà una radicalizzazione dei giovani dei Balcani e dei ceceni, e forse, a un certo punto, anche dei turchi, perché c'è qualcosa di strano nella gestione delle relazioni turche con l'Europa, proprio in tema di terrorismo. E poi ci saranno i globalizzati, ragazzi che vanno da un posto all'altro, come il pakistano o il tunisino".

Ritorno ai confini di stato, Macron cambia le regole sulla libera circolazione nell'area "Schengen"

Il presidente francese cerca leggi e regole più efficaci per combattere la minaccia terroristica e il traffico di persone e droga


Il presidente francese Emmanuel Macron ieri ha sostenuto la modifica "sostanziale" del Trattato di Schengen, per combattere meglio la minaccia terroristica e il traffico illegale di persone e droghe. "Rafforziamo la nostra sicurezza, riformuliamo Schengen", ha scritto su Twitter. Il presidente francese ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni la Francia raddoppierà il numero degli agenti di controllo delle frontiere con Spagna e Italia, per far fronte alla crescente minaccia terroristica.

Macron vuole che l'area Schengen, lo spazio comune per la libera circolazione delle persone, che copre gran parte del continente europeo, sia “più coerente” e “protegga meglio i nostri confini comuni”. Il capo di Stato francese ritiene che sia necessario farlo per combattere meglio l'immigrazione clandestina e impedire che questi flussi migratori vengano utilizzati da organizzazioni terroristiche per infiltrarsi agenti e compiere attentati in Europa.

Il capo di stato francese ha insistito sulla necessità di "articolare meglio la responsabilità di ciascuno di proteggere i confini comuni" e che ci sia solidarietà tra gli stati, affinché "il fardello" della migrazione, non ricada sui paesi di primo ingresso nello spazio Schengen, come l'Italia, la Spagna o la Grecia. Il presidente ha ricordato che la Francia è uno dei principali paesi dell'UE di arrivo dell'immigrazione secondaria.

Macron ha annunciato che porterà al prossimo Consiglio europeo di dicembre la sua proposta di "ripensare l'organizzazione" dell'area Schengen e "intensificare la protezione comune, con una vera polizia di sicurezza alle frontiere esterne". Il presidente, che aveva già parlato nel 2019 della necessità di rifondare Schengen, è fiducioso che si possa raggiungere un accordo durante la presidenza francese dell'Unione Europea nella prima metà del 2022.

Con l'accordo di Schengen, firmato nel 1985 nella città di Lussemburgo e in vigore dal 1995, diversi paesi europei hanno abolito i controlli alle frontiere e trasferito tali controlli ai confini esterni. Attualmente fanno parte dell'area Schengen 26 paesi europei, di cui 22 membri dell'UE.

Una settimana dopo l'attacco alla basilica di Notre Dame de Nice, Macron si è recato nella città di confine di El Pertús, vicino a La Jonquera (Spagna), per annunciare che Parigi raddoppierà, da 2.400 a 4.800, il numero di poliziotti e gendarmi destinati ai controlli alle frontiere. Il presidente insiste sul rafforzamento dei controlli all'interno dell'area Schengen di fronte all'intensificazione della minaccia terroristica.

"Oggi 2.400 poliziotti, gendarmi e soldati controllano il confine italiano e il confine spagnolo, quel numero raddoppierà nei prossimi giorni", ha spiegato su Twitter. Il presidente francese ritiene che "la lotta al terrorismo comporti un rafforzamento dei controlli alle frontiere interne dell'area Schengen".

Questo annuncio della duplicazione degli agenti di controllo delle frontiere arriva pochi giorni dopo una nuova ondata di attacchi in Francia, rilevatori che la minaccia jihadista è ancora presente cinque anni dopo gli attacchi di gennaio (dodici morti) e novembre 2015 (130 deceduti).

La Francia è stata teatro in un mese di tre attacchi terroristici: il 25 settembre presso l'ex sede del settimanale satirico 'Charlie Hebdo' a Parigi, il 16 ottobre con la decapitazione dell'insegnante di liceo Samuel Paty e il 29 ottobre al Basilica di Notre-Dame de Nice. Macron ritiene che questi attacchi e il recente attentato a Vienna dimostrino che "il pericolo del terrorismo può venire da ogni dove, anche da agenti inviati dall'estero".

Orrore a Nizza, attacco terroristico in chiesa: tre morti, decapitata una donna. Fermato assalitore: "Gridava Allah Akbar" (VIDEO)

Tre morti e diversi feriti. E' il bilancio di un attacco compiuto questa mattina all'interno della chiesa di Notre-Dame a Nizza. La polizia ha arrestato il responsabile - armato di coltello - e una squadra di artificieri si è recata sul posto. Una vittima è stata sgozzata e la seconda decapitata, ha reso noto una fonte della polizia citata da le Figaro - (VIDEO) (LIVE)


Attacco all'arma bianca nei pressi della chiesa di Notre-Dame, a Nizza (LA DIRETTA BFM-TV). Il deputato di zona, Eric Ciotti, parla su Twitter di attentato. 

Secondo informazioni di BFM-TV, il bilancio dell'attentato nella chiesa di Notre-Dame di Nizza sale a 3 morti e diversi feriti.

E' stato fermato l'autore dell'attacco: lo riferiscono fonti di polizia citate dall'agenzia France Presse. "Tutto lascia supporre un attentato terroristico in seno alla basilica di Notre-Dame", dice il sindaco Christian Estrosi.

"Una donna è stata decapitata", dice ai microfoni di BFMTV Laurent Martin de Fremont, ufficiale di polizia di Nizza. In un primo momento sembrava che ad essere decapitato fosse stato un uomo. Ci sono altri feriti nell'attentato. L'aggressore, ha detto i funzionario, è stato ferito e si trova in ospedale. Non si esclude la presenza di complici.

Il premier francese, Jean Castex, lascia l'Assemblea Nazionale per recarsi alla cellula di crisi in Place Beauvau, dopo l'attacco a Nizza. Dopo il minuto di silenzio osservato dai deputati, il presidente dell'Assemblea, Richard Ferrand, ha sospeso la seduta.

"L'autore dell'attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar": lo ha riferito il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, intervistato da BFM-TV. Per Estrosi, "non c'è alcun dubbio sulla natura dell'attacco". 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, si sta recando presso l'unità di crisi aperta al ministero dell'Interno di Parigi, in Place Beauvau, in seguito all'attacco alla basilica Notre-Dame di Nizza: è quanto afferma l'Eliseo.

L'inchiesta sull'attacco a Nizza è stata affidata alla procura antiterrorismo. Al momento si tratta di un'inchiesta per "omicidio" e "tentato omicidio".

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Islam, la guerra di Erdogan contro Macron: "Boicottare i prodotti francesi". Poi la spara grossa: "Musulmani in Europa come gli ebrei sotto il nazismo"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita a non comprare i prodotti francesi dopo il nuovo scontro con il capo dell'Eliseo sul trattamento dei musulmani in Francia, le vignette su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo e gli scontri delle scorse settimane sul Mediterraneo orientale. "E' diventato sempre più difficile essere musulmano e avere uno stile di vita islamico nei Paesi occidentali", ha sostenuto ancora Erdogan in un discorso da Ankara


Erdogan al Quirinale: colloquio "rispettoso e franco" con il presidente  Mattarella - Photogallery - Rai News

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha lanciato un appello a boicottare i prodotti francesi e ha inasprito lo scontro con il collega francese, Emmanuel Macron, che poche ore prima aveva condannato simili appelli circolati in alcuni Paesi islamici a causa delle vignette satiriche contro Maometto pubblicate in Francia.

Erdogan si appella ai leader politici

 "Non comprate prodotti francesi", ha chiesto Erdogan, continuando ad alimentare la polemica a distanza con il collega francese, a meno di 48 ore dalla decisione della Francia di richiamare a Parigi l'ambasciatore ad Ankara. Decisione arrivata dopo che Erdogan aveva dichiarato che Macron ha "problemi mentali". "In Francia hanno detto di non comprare prodotti turchi, mi rivolgo al mio Paese e chiedo di evitare assolutamente di comprare prodotti francesi", ha detto Erdogan, per poi tornare sulla polemica a sfondo religioso con il presidente francese. "Lo dico ai cristiani e agli ebrei. Prima di tutto siamo esseri umani e nella nostra religione (l'Islam, ndr), essere cristiani non è sicuramente una colpa, così come non lo è essere ebrei. Se i musulmani in Francia sono oppressi allora mi appello ai leader politici affinché intervengano", ha aggiunto il presidente turco. Dopo le frizioni in Libia negli scorsi mesi e nel Mediterraneo orientale la scorsa estate, Erdogan sta polemizzando ora con Macron i nome dell'Islam.

"Come gli ebrei sotto il nazismo"

Erdogan ha denunciato che i musulmani in Europa sono oggetto di una "campagna di linciaggio" come gli ebrei sotto il nazismo e ha accusato alcuni leader occidentali di sostenere l'islamofobia, chiamandoli "fascisti". "Voi siete fascisti nel senso vero, siete davvero gli anelli di una catena di nazismo", ha detto Erdogan senza fare nomi. "I musulmani oggi sono oggetto di una campagna di linciaggio simile a quella contro gli ebrei in Europa prima della Seconda guerra mondiale".

Le radici dello scontro

Il nuovo scontro è divampato sullo sfondo dell'onda emotiva in Francia per la decapitazione avvenuta il 16 ottobre nella banlieu di Parigi di un professore di storia che aveva mostrato le vignette su Maometto ai suoi alunni durante una lezione sulla libertà d'espressione. Ma già il 2 ottobre, presentando una legge per contrastare il "separatismo islamista", il titolare dell'Eliseo aveva fatto arrabbiare molti musulmani affermando che l’Islam ormai è "in crisi in tutto il mondo". Il presidente turco ha denunciato presunti "maltrattamenti" da parte del governo francese di "milioni di membri di diversi gruppi religiosi", alludendo alla campagna di secolarizzazione di Parigi in nome della laicità e dei valori repubblicani.

dovrebbe comprendere misure di contrasto alla povertà, nuovi investimenti per la scuola e una stretta sulle moschee e su tutte le associazioni che divulgano idee anti-repubblicane. L’enfasi sull’Islam ha turbato Erdogan, anche perché il leader turco ambisce apertamente ad essere se non il “Sultano”, come accusano i suoi detrattori, comunque una figura di riferimento per i musulmani in Medio Oriente.

L'Ue invita al dialogo

La Commissione europea è intervenuta sullo scontro affermando che il dialogo è "più necessario che mai". Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell, ha avvertito sul rischio di una "pericolosa spirale di non rispetto", comprovata dagli insulti da parte di Erdogan a Macron. "Se continuiamo a subire pressione e tensione dovremo prendere provvedimenti", ha aggiunto Stano, "ma dipende dal presidente del Consiglio europeo decidere se discutere il caso al vertice di dicembre", quando i governi Ue affronteranno nuovamente la posizione da mantenere nei confronti di Ankara. 

 

(Fonte: Agi)

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La Francia espelle cinque membri di una famiglia bosniaca per aver umiliato la loro figlia adolescente

La ragazza mussulmana bosniaca, aggredita dai componenti dalla sua famiglia, umiliata, picchiata e rasata a zero, perché colpevole di aver iniziato una relazione con un suo coetaneo serbo cristiano. 


La Francia ha espulso sabato cinque bosniaci, membri della famiglia di un'adolescente musulmana che è stata picchiata e rasata a zero allo scopo di umiliarla e renderla impotente, lo scorso agosto per punizione a causa della sua relazione con un ragazzo serbo cristiano.

Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, ha spiegato in una nota che l'espulsione è conseguenza del "comportamento inammissibile di questa famiglia" contro "una adolescente innamorata di un giovane serbo di un'altra confessione religiosa".

Darmanin ha precisato che i cinque membri della famiglia sono stati rispediti a Sarajevo e che i servizi sociali francesi si prenderanno cura della ragazza (che ha 17 anni), fino al raggiungimento della maggiore età, quando le sarà concessa la cittadinanza francese.

La decisione del ministro arriva il giorno dopo che il tribunale correttivo di Besançon, ha condannato i genitori e gli zii della ragazza a pene detentive ed espulsione dalla Francia, con esecuzione immediata, all'uscita dal tribunale gli imputati sono stati portati all'aeroporto militare e caricati su un cargo diretto a Sarajevo.

Il ministro dell'Interno aveva già annuncia alla famiglia della giovane bosniaca, arrivati in Francia nel 2016, a cui era stato concesso anche lo status di rifugiati, che "non avrebbero avuto più nessun rapporto con lo stato francese” e che sarebbero stati espulsi al termine. la procedura giudiziaria.

La ragazza aveva detto agli investigatori che i suoi parenti l'avevano seviziata, presa a pugni e calci perché si opponevano alla sua intenzione di sposare il suo fidanzato serbo, un accanimento solo  per "motivi religiosi", una tesi negata dagli imputati durante il processo.

La notizia dell'espulsione arriva a seguito di una sequenza di gesti decisi del governo francese contro il fondamentalismo islamico dopo l'attacco jihadista del 16 ottobre. Quel giorno un insegnante, Samuel Paty, fu decapitato da un giovane ceceno, vicino alla scuola dove insegnava. L'insegnante era stato vittima di una violenta campagna di odio sui social network, perché durante una lezione, dedicata alla libertà d'espressione, aveva mostrato ai suoi studenti le controverse vignette che ritraevano il profeta Maometto.

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