updated 9:44 AM UTC, Sep 16, 2021

Covid, Israele potrebbe raggiungere l'immunità di gregge entro due mesi

Secondo il ministero della Salute, nelle prossime settimane decine di migliaia di israeliani risulteranno positive al Covid-19 mentre in molti riceveranno la terza dose di vaccino. Il combinato disposto, sostengono le fonti, renderà oltre l'80% della popolazione relativamente protetta dal virus


Covid, Israele lancia test sierologici per bambini 3-12 anni

Israele potrebbe raggiungere l'immunità di gregge contro il Covid-19 entro due mesi. Ne sono convinti funzionari del ministero israeliano della Salute, citati dall'emittente pubblica Kan, che legano l'obiettivo alla capacità del Paese di mantenere alto il ritmo delle vaccinazioni. In quel caso "c'è una buona probabilità che entro il prossimo mese o due raggiungeremo una situazione che è molto simile all'immunità di gregge", hanno dichiarato.

Secondo i funzionari, nelle prossime settimane decine di migliaia di israeliani risulteranno positive al Covid-19 mentre in molti riceveranno la terza dose di vaccino. Il combinato disposto, sostengono le fonti, renderà oltre l'80% della popolazione relativamente protetta dal virus, riportando il Paese a una situazionale analoga a quella di inizio giugno, ovvero prima della diffusione della variante delta. Gli ultimi studi riferiti da Channel 13 sostengono che le persone che hanno ricevuto la terza dose sono protette al 96% dal Covid-19.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Francia, prete cattolico ucciso in Vandea. Il killer aveva incendiato la cattedrale di Nantes l'estate scorse

L'uomo, un ruandese irregolare mai espulso, da allora era stato messo sotto controllo giudiziario, non molto efficacemente a quanto pare. L'ira di Marine Le Pen: "Quello che succede nel nostro Paese è di una gravità senza precedenti: è il fallimento completo dello Stato e del ministro dell'Interno Darmanin"


Prete ucciso in Francia, sospettato il rifugiato che incendiò la Cattedrale  di Nantes - Giornale di Sicilia

Un prete è stato ucciso in Francia. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin che si è recato sul posto, in Vandea. "Tutto il mio sostegno ai cattolici del nostro Paese dopo il drammatico assassinio di un prete in Vandea" ha twittato. Il responsabile dell'omicidio si è consegnato questa mattina alla polizia d'Oltralpe. Secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, si tratta dell'uomo di origine ruandese che nel 2020 aveva dato fuoco alla cattedrale di Nantes. E che da allora era stato messo sotto controllo giudiziario.

Dopo aver ricevuto la confessione dell'uomo, i gendarmi francesi si sono recati nel luogo da lui indicato ed hanno trovato il cadavere del sacerdote. Secondo France 3, il corpo della vittima è stato scoperto questo lunedì a Saint-Laurent-sur-Sèvre, a una ventina di chilometri da Cholet.

"In Francia si può essere clandestino, incendiare la cattedrale di Nantes, non essere mai espulso, ed essere recidivo con l'assassinio di un prete" ha twittato Marine Le Pen. "Quello che succede nel nostro Paese è di una gravità senza precedenti: è il fallimento completo dello Stato e di Darmanin", conclude la leader di Rassemblement National riferendosi al ministro dell'Interno.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Covid, è allerta per i viaggi in Grecia. La Farnesina avverte società: "Rischi per 400 ragazzi italiani in partenza"

"Qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio sanitario: in molte isole greche, inclusa Corfù, la presenza di stranieri risultati positivi è significativa e sta comportando rallentamenti e difficoltà alle autorità sanitarie locali nel reperire alloggi adeguati nei Covid-hotel". Lo scrive l'Unità di crisi della Farnesina ad una società che ha organizzato un viaggio in Grecia, con partenza il 23 luglio, di 400 ragazzi italiani.
Nella missiva - secondo quanto appreso - si invitano gli organizzatori ad informare "anche i familiari dei ragazzi" dei rischi e "dei possibili costi aggiuntivi" legati a questi viaggi. 

Covid, "Freedom Day" in Inghilterra: via le ultime restrizioni e stop all'obbligo di mascherina. L'ultima scommessa di Boris Johnson

Malgrado il Regno Unito registri 54.674 nuovi casi di Covid, il premier britannico Boris Johnson, criticato dagli scienziati, conferma le riaperture a partire dal 19 luglio, "il giorno della libertà". Si prevede il via libera ad attività come i locali notturni, l'allentamento di ciò che rimane delle limitazioni per cinema, teatri, eventi pubblici, matrimoni o funerali e la fine dell'uso della mascherina al coperto e il distanziamento


Boris Johnson :: Notizie su Today

In Inghilterra revocate tutte le ultime restrizioni legali anti-Covid, in quello che è stato chiamato il Freedom Day, strenuamente difeso dal premier britannico Boris Johnson nonostante l'allarme degli esperti. Club e altri locali dalla mezzanotte possono lavorare a pieno regime, senza limiti al numero di avventori e senza l'obbligo della mascherina.

Johnson, costretto all'isolamento dopo essere entrato in contatto con il ministro della Salute Sajid Javid risultato positivo, ha mantenuto il piano previsto ma ha esortato gli inglesi a restare prudenti, di fronte all'impennata di casi registrati, arrivati a superare i 50 mila al giorno. Grazie al successo della campagna vaccinale, le ospedalizzazioni sono gestibili, hanno sostenuto le autorità. Ma Neil Ferguson, scienziato dell'Imperial College di Londra, ha avvertito che è "quasi inevitabile" per la Gran Bretagna raggiungere i 100 mila casi al giorno e mille ricoveri perché la variante Delta è fuori controllo.

"La vera domanda è, possiamo raddoppiare (il numero) o addirittura di più? Ed è qui che la sfera di cristallo comincia a non funzionare", ha affermato alla Bbc. "Potremmo arrivare a 2 mila ricoveri al giorno e 200 mila casi, ma è molto meno certo", ha aggiunto. 

 

(Fonte: Agi)

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Vaccino anti-Covid, in Francia linea durissima: "Niente stipendio a medici e infermieri non vaccinati". Green pass per negozi, musei e mezzi di traporto. E ora è boom di prenotazioni

Il discorso del presidente Macron e l'annuncio del ministro della Salute sanciscono una svolta. Misure stringenti e ultimatum al personale sanitario: così Parigi non vuole farsi sorprendere dalla variante Delta


Covid-19, Macron: "Scuole chiuse". Ma sì alle municipali - MasterX

Il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha annunciato che il personale sanitario che non si sarà completamente vaccinato entro il 15 settembre non potrà più lavorare e non verrà più pagato. Quanto all'estensione dell'obbligo di pass sanitario in bar ristoranti, treni, aerei annunciato dal presidente Macron, Véran ha ribadito che "non è un ricatto" ma una misura necessaria per evitare di "chiudere il Paese".

Pass sanitario per cinema, bar, ristoranti - Da fine luglio quindi il pass sanitario, che certifica il ciclo vaccinale completo, la recente guarigione o il test negativo,  diventerà obbligatorio per entrare nei luoghi di cultura, nei musei e nei cinema. A inizio agosto la misura sarà estesa a bar, ristoranti, centri commerciali, tratte lunghe in treno o pullman, aerei. Davanti all'inquietante avanzata della variante Delta, la Francia sceglie dunque la linea dura per convincere i cittadini a vaccinarsi al più presto. 

Effetto Macron: un milione prenotano il vaccino - E l'effetto si è subito visto: dopo il discorso di Macron si è registrato un boom di richieste di vaccinazione nel Paese: il capo del sito di prenotazione online Doctolib, Stanislas Niox-Chateau, ha detto che lunedì sera sono stati "926mila i francesi che hanno preso appuntamento per il vaccino". Ci sono stati duemila appuntamenti al minuto, un record assoluto dall'inizio della campagna. 

 

(Fonte: tgcom24)

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La reggia del Sultano, vacanze extralusso per Erdogan: la villa da 60 milioni con 300 stanze, parco, piscina e spiaggia privata scatena le polemiche (FOTO)

Monta l'indignazione per la residenza che il discusso presidente turco si è fatto costruire nella località di Marmaris, sulla costa egea meridionale della Turchia. Ribattezzata il "Palazzo d'estate", è dotata anche di una pista per elicotteri


La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Un edificio da 300 stanze, che si estende su circa 90mila metri quadrati, con tanto di piscina, parco, e spiaggia con accesso privato al mare: è la villa extralusso da 60 milioni di euro che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è fatto costruire per le sue vacanze estive a Marmaris, una delle località più esclusive sulla costa egea meridionale della Turchia. Una reggia, che sta suscitando forti critiche nell'opinione pubblica.    

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Le immagini del "Palazzo d'estate", come è stato ribattezzato evocando il cosiddetto "Palazzo bianco" che il capo dello Stato si è fatto costruire nella capitale Ankara,  sono state diffuse dal quotidiano di opposizione laica Sozcu. Nelle riprese dall'alto della residenza, completata nel 2019, si vede anche una pista per elicotteri. 

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Fortissima l'ondata di indignazione, per diversi motivi: anzitutto per il costo eccessivo in un periodo di difficoltà economiche e pesante svalutazione della lira turca dovute alla pandemia,  ma anche per la massiccia deforestazione dell'area necessaria per l'ampliamento dell'edificio sorto sul sito che ospitava già la residenza estiva dell'ex presidente Turgut Özal.

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

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Francia, alle regionali vince il partito dell'astensione. Male Macron e Le Pen, risorgono destra e sinistra tradizionali

Due elettori su tre hanno disertato le urne. Delusione per l'ex Front National che non si aggiudica nessuna regione (20,5%).  Schiaffo anche anche alla maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, ferma al 7%, una conferma dello scarso radicamento di En Marche a livello locale. Grande ritorno per la destra neogollista dei Républicains, prima forza politica del Paese con 38% delle preferenze. Bene anche l'unione della gauche e degli ecologisti (34,5%)


 Marine Le Pen n'a même plus les moyens de se payer des affiches - Capital.fr

Flop per Marine Le Pen ed Emmanuel Macron alle elezioni regionali francesi, mentre volano i Républicains e l'unione di gauche ed ecologisti. 

Il primo partito tuttavia resta l'astensione, pari al 66% dei 48 milioni di aventi diritto al voto, di poco inferiore a quella del primo turno (66,7): in sostanza non hanno votato due elettori su tre.

A meno di un anno dalle presidenziali del 2022, la batosta più dura e inattesa è quella inferta al Rassemblemement National, il partito nazionalista di Marine Le Pen, che non conquista neanche una regione, ferma al 20,5% delle preferenze secondo dati su scala nazionale diffusi dall'istituto Ifop-Fiducial.

Una vera delusione per l'ex Front National che molti sondaggi davano invece come in forte progressione in questo voto test a dieci mesi dalla corsa all'Eliseo. Secondo gli esperti, il Rassemblement National è il partito che più di tutti sconta l'astensionismo record. Come nel primo turno di domenica 20 giugno, circa due elettori su tre hanno snobbato le urne.

Macron threatens to withdraw French troops from Mali - BBC News

Schiaffo anche alla maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, ferma al 7%, una conferma dello scarso radicamento di En Marche a livello locale. Non ci sarà nessun rimpasto di governo ma degli "aggiustamenti necessari e limitati", hanno fatto sapere fonti dell'esecutivo a Bfm-tv. Questo scrutinio segna invece il grande ritorno della destra neogollista. Con il 38% delle preferenze, Républicains e alleati appaiono come la prima forza politica del Paese, pronti a lanciarsi nella corsa presidenziale. Al momento, il più determinato sembra essere Xavier Bertrand, presidente uscente della regione Hauts-de-France, che è stato riconfermato piazzandosi primo davanti al candidato lepenista, e che già parla da candidato presidenziale: "Questo risultato mi dà la forza per venire incontro a tutti i francesi", ha dichiarato subito dopo la chiusura dei seggi. Bene anche l'unione della gauche e degli ecologisti, con il 34,5% delle preferenze, in quello che sembra un ritorno dei partiti più tradizionali, del "vecchio mondo", dopo il bipolarismo Macron-Le Pen.

 

(Fonte: Ansa)

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Industria, sorride il fatturato: "Ben al di sopra dei livelli precedenti la crisi". Italia ora più attraente per gli investitori stranieri

Ad aprile è cresciuto del 3,3% sul mese precedente rafforzando un andamento già positivo. Secondo l'Istat ci sono  "segnali di accelerazione" sia sul mercato domestico che fuori dai confini nazionali


Servizi - Innovazione e Industria 4.0

Quinto mese di rialzo consecutivo per il fatturato dell'industria italiana, che ad aprile sale "ben al di sopra dei livelli precedenti la crisi". L'Istat rintraccia "segnali di accelerazione" sia sul mercato domestico che fuori dai confini nazionali, "con la componente interna che mostra una maggiore vivacità rispetto a quella estera". Così l'Istituto commenta gli ultimi dati sul fatturato dell'industria, che ad aprile è cresciuto del 3,3% sul mese precedente (sintesi di un +4% sul mercato interno e +1,7% rispetto a quello estero). Dato che rafforza l'andamento nella media del trimestre febbraio-aprile: nel periodo, l'indice complessivo è cresciuto del 4,8% rispetto al  trimestre precedente.

Un altro segnale, dunque, di ripartenza dell'attività economica che si auspica si possa rafforzare in estate con la riattivazione anche del settore dei servizi, che ha sofferto maggiormente le restrizioni imposte per combattere l'emergenza sanitaria. Ottimismo che fa il paio con quanto tracciato dai consulenti di EY nella Europe Attractiveness Survey, studio che analizza l’andamento degli investimenti esteri in Europa e che sonda le percezioni dei player internazionali con l’obiettivo di indagare quale sia il livello di attrattività di ciascun Paese. I dati pubblicati in contemporanea con l'Istat dicono infatti che il 48% dei manager ha intenzione di investire in Italia in futuro ed il 60% è convinto che nei prossimi tre anni il Paese sarà più attrattivo.

Per il momento, la consistenza della ripresa industriale è ben rappresentata dai numeri dell'indice destagionalizzato del fatturato che si trovano nelle tabelle dell'Istat: ad aprile l'indicatore totale (nazionale più estero) si è portato a 114,2 punti (la quota 100 è il livello del 2015). Nel febbraio 2020, prima dunque dello scoppio della pandemia, era a 108,1 punti, a gennaio 2020 era a 110,3. Durante la scorsa estate, ad agosto in particolare quando il Covid aveva allentato la presa, era risalito ma al massimo a 106,5 punti.

Nei dati Istat c'è anche il raffronto con l'aprile del 2020, ma la crescita del 105,1% è ovviamente poco rappresentativa visto il paragone con il periodo del lockdown. Con riferimento al comparto manufatturiero, si rilevano aumenti tendenziali per tutti i settori di attività economica e solo i farmaceutici segnano un risultato negativo (-1,0%).

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