updated 10:03 AM UTC, Dec 4, 2020

Il premier polacco: "L'Ue in crisi si sfoga con Polonia e Ungheria. Faccia un esame di coscienza"

"L'Ue sembra un matrimonio in crisi. Ha alle spalle la crisi finanziaria, la Brexit, sta vivendo crescenti disuguaglianze. E quando sorgono problemi, si sfoga su Polonia o Ungheria. È ora di un esame di coscienza: cosa è andato storto? Ad esempio, l'euro non ha portato a differenze sempre più profonde? Che cosa ha portato in Italia che ristagna da più di vent'anni?". Lo ha detto il premier polacco Mateusz Morawieczki in un'intervista alla Faz. Sulla proposta di condizionalità legate al bilancio Ue, "la nostra principale preoccupazione - ha aggiunto - è che il meccanismo possa essere usato arbitrariamente e per motivi politici".

Orbán Viktor és Mateusz Morawieczki közös bejelentése - Blikk

 

(Fonte: Ansa)

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Regno Unito, la rivoluzione green di Boris Johnson: dal 2030 stop alle auto diesel e benzina. Alberi, energia pulita e piste ciclabili, Downing Street stanzia 12 miliardi di sterline

Il traguardo delle "zero emissioni" nocive entro il 2050 passa per la circolazione di solo auto elettriche entro 10 anni. I veicoli ibridi liberi di circolare fino al 2035. La decisione è stata formalizzata dal governo di Londra nel quadro di un piano in 10 punti per "una rivoluzione industriale verde" del Paese


Auto elettrica, in UK diesel e benzina al bando dal 2030? - MotorBox

Il Regno Unito accelera nella politica ambientale e diventa il primo Paese ad annunciare già per il 2030, contro l'obiettivo del 2040 fissato finora, il bando dalla circolazione di tutte le automobili a benzina e diesel per incentivare l'uso di auto elettriche, motori diesel puliti HGV per il trasporto merci. La decisione è stata formalizzata dal governo del premier conservatore Boris Johnson nel quadro di un piano in 10 punti per "una rivoluzione industriale verde" del Paese.

Il piano dovrebbe stimolare la creazione nei prossimi anni di 250mila posti di lavoro e conferma l'impegno della Gran Bretagna verso il traguardo delle "zero emissioni" nocive entro il 2050. Stando a quanto anticipato da Downing Street, i veicoli ibridi potranno comunque continuare a circolare nel Regno fino al 2035.

 Gli investimenti del governo Fra i punti della sua promessa "rivoluzione" verso una nuova "green economy", Boris Johnson mette sul piatto investimenti per 1,3 miliardi di sterline nel prossimo decennio per finanziare l'installazione di postazioni diffuse per il caricamento delle batterie delle auto elettriche presso i caseggiati e lungo le strade, 582 milioni di prestiti a fondo perduto per l'acquisto nella fase intermedia di veicoli a bassa o nulla emissione, 500 milioni in stanziamenti per la riconversione di linee industriali soprattutto nelle fabbriche dell'auto e dell'indotto delle Midlands e del nord-est dell'Inghilterra.

Alberi, energia pulita e piste ciclabili Il governo intende sostenere inoltre lo sviluppo di motori diesel puliti HGV per il trasporto merci e la realizzazione d'impianti di riscaldamento a idrogeno destinati a coprire il fabbisogno di una prima intera città entro fine decennio, ma non senza rilanciare un programma d'impianti di ultima generazione per l'energia nucleare a scopi civili. Oltre a delineare progetti ecologici per piantare nuovi alberi a tappeto, per il risanamento di siti naturalistici e aree verdi, per la moltiplicazione di piste ciclabili e pedonali. Evocata infine pure una futura disponibilità d'impianti domestici alimentati da energia eolica in ogni casa di qui a 10 anni.

Trump conferma con ironia la vittoria di Biden alle elezioni

Con un tweet Trump consegna la vittoria al rivale Biden, "Ha vinto perché le elezioni sono state truccate"


Il presidente Donald Trump ha riconosciuto per la prima volta la vittoria a democratico Joe Biden nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Come sempre lo ha fatto a suo modo, con un tweet in cui rivendica ancora una volta l'invalidità di parte della votazione,"Ha vinto perché le elezioni sono state truccate", ha scritto sul suo account Twitter. Il presidente Usa, in modo molto duro parla anche della mancata concessione agli osservatori di essere presenti durante il conteggio dei voti e che la società di software utilizzata in alcuni stati per contare i voti, gode di una "cattiva reputazione".

Pochi minuti dopo, e prima del contraccolpo delle sue parole, è tornato a twittare: "Però non concedo nulla".

“La presenza di osservatori non era consentita. Il voto è stato contato dalla società privata Dominion, che in molti credono molto vicina alla sinistra repubblicana, in più gode di una cattiva reputazione e con una squadra che non è riuscita ad effettuare lo stesso lavoro nell Texas (dove ho vinto molto), il silenzio e la menzogna dei media e molto altro hanno fatto il resto", dice l'ormai ex Presidente.

Le prime parole sono state una svolta nella strategia di Trump, che fino ad ora non aveva nemmeno lontanamente pensato di riconoscere la sconfitta, aprendo fronti giudiziari e teorie di ogni genere. Le elezioni del 3 novembre hanno lasciato il posto a diversi giorni di riconteggio, per accaparrarsi i 270 voti elettorali necessari per conquistare la presidenza, cosa che finalmente è toccata a Biden, con ampio vantaggio.

Le successive affermazioni del magnate di New York, ancora una volta, sono tornate a concentrarsi sulle critiche dei media, chiarendo che la sua posizione nel concedere la vittoria a Joe Biden, "avrà un lungo viaggio".

Le elezioni hanno registrato una mobilitazione storica, la più grande in oltre 100 anni. Finora, dall'ambiente del presidente, sono state presentate presunte irregolarità che i giudici non hanno ancora considerato, indicazioni di un programma su larga scala per alterare il risultato elettorale, ma anche errori amministrativi o incidenti interpretati male a causa dell'ignoranza nel comprendere come funziona il sistema elettorale, si legge negli atti giudiziari.

In merito alla presunta manipolazione della Dominion Voting Systems, l'avvocato di Trump, Rudolph Giuliani, ha spiegato in un'intervista al programma Lou Dobbs Tonight , sul canale Fox Business, che questa società è di proprietà della società venezuelana Smartmatic, con la multinazionale spagnola Indra come intermediario. Interrogato da Dobbs sulle preoccupazioni che in alcuni stati la Dominion non abbia dato riscontri sulla sicurezza della tecnologia utilizzata nel conteggio, Giuliani ha affermato che è "indiscutibile" che "le macchine possano essere state hackerate".

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Elezioni USA in diretta; Il vantaggio di Biden in Pennsylvania arriva oltre i 28.800 voti

Trump annuncia lunghe battaglie mentre Biden aumenta il suo vantaggio e si incammina come nuovo Presidente degli Stati Uniti, sul viale della Casa Bianca (VIDEO LIVE)


Joe Biden prende il largo e si avvia verso l'ultimo giro di boa, nel conteggio dei voti degli stati di Pennsylvania e Georgia il suo vantaggio sembra aumentare, portandolo sull'orlo della vittoria delle elezioni negli Usa. Quattro giorni il via del 3 novembre, Biden ha chiuso con la vittoria in diversi stati chiave, mentre il paese è ancora in attesa della proclamazione di un vincitore. Con la sola Pennsylvania, Biden supererebbe già i 270 voti elettorali che garantiscono la vittoria.

Donald Trump, nel frattempo, ha dispiegato un'offensiva per "fermare il conteggio" in relazione al voto espresso per corrispondenza, su cui ha messo al centro le sue denunce di "frode".

L'affluenza è stata la più alta degli ultimi 120 anni e Biden sarebbe sulla buona strada per diventare il candidato più votato nella storia degli Stati Uniti, con quasi 80 milioni di voti. Imponenti misure di sicurezza per il timore che la tensione possa esplodere in episodi di violenza, sono state messe in campo.

Donald Trump non si arrenderà, per lui capitolare è qualcosa che è contro la tua natura. Sa che le sue opzioni si stanno esaurendo e che l'unica speranza che gli resta per rimanere alla presidenza, è quella di invalidare i risultati delle elezioni negli Stati Uniti, motivo per cui in queste ultime ore ha ripetuto instancabilmente una parola su tutte le Altri: "frode , frode dei Democratici, frode a Philadelphia, frode a Detroit, frode a Atlanta, frode ovunque si stia perdendo". Il presidente è stato tenuto in una Casa Bianca insolitamente tranquilla dalla notte delle elezioni. Passa dalla sua residenza allo Studio Ovale,  senza agenda, senza atti ufficiali, seguendo il conteggio sul suo telefono e sugli schermi televisivi permanentemente accesi, passando da un canale all'altro, scrutando mappe, contando voti, nervoso a volte, sull'orlo della rabbia. Nel momento decisivo, Trump ha chiesto una lealtà incrollabile. I suoi più stretti consiglieri e i suoi familiari si sono mobilitati in tutto il paese per diffondere il messaggio: frode, frode, frode e ancora frode.

Questo accanimento potrebbe portare Trump a non tenere il consueto "concession speech", un discorso in cui lo sconfitto riconosce in modo pubblico la littoria dell'antagonista e trasferisce in modo pacifico a lui i poteri del Presidente. Un discorso che anche se non previsto dalla Costituzione americana, di fatto apre le porte della Casa Bianca al vincitore delle elezioni. Qualora Trump si rifiuti di pronunciare il concession speech, la controversia legale potrebbe diventare ancora più accesa, portando le contese legali fino a Gennaio.

 

 

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Porno, rivolta contro il governo della Thailandia che ha oscurato 190 siti. In piazza e online monta la protesta contro la censura

L'hashtag #SavePornhub è subito dilagato su Twitter nel Paese del sud-est asiatico. In piazza protagonisti soprattutto i ragazzi che denunciano "la dittatura digitale di chi vorrebbe dire ai giovani cosa possono guardare, dire e fare online"


Una rivolta sui social e una manifestazione di piazza contro l'oscuramento di Pornhub e di altri 190 siti pornografici in Thailania: si è aperto un nuovo fronte nel Paese del sud-est asiatico, attraversato da mesi dalle proteste studentesche contro monarchia ed esercito. Il ministro dell'Economia digitale, Puttipong Punnakanta, ha annunciato lo stop nell'ambito della lotta alla pornografia e ai siti di scommesse online, illegali in base alla legge thailandese. In rete, però, si è scatenata una protesta contro quella che viene definita come un'inaccettabile censura.

I numeri da record di Pornhub

L'hashtag #SavePornhub è subito dilagato su Twitter in un Paese, la Thailandia, in cui il noto sito per adulti è tra i 20 più visitati con una media record mondiale di 11 minuti e 21 secondi al giorno per utente.
Decine di attivisti hanno protestato davanti alla sede del ministero con magliette e cartelli con scritte come "Liberate Pornhub". In rete qualcuno è arrivato a ipotizzare che ora la protesta studentesca è destinata ad allargarsi contro "la dittatura digitale di chi vorrebbe dire ai giovani cosa possono guardare, dire e fare online".

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Usa, Trump sarà brutto e cattivo ma con lui l'economia vola. I dati sorprendenti di Pil e occupazione in America

Si tratta della maggiore espansione di sempre e segue il tracollo del periodo aprile-giugno per la pandemia. Calano oltre le attese i sussidi di disoccupazione: 751.000. Il presidente uscente esulta per i numeri: "I più grandi e i migliori della storia del nostro paese... il prossimo anno sarà fantastico"


Nel terzo trimestre dell'anno il Pil Usa è balzato del 33,1% sopra le attese degli analisti che avevano previsto un +31%. Nel secondo trimestre il Pil era crollato del 31,4%. Si tratta della maggiore espansione di sempre e segue il tracollo del periodo aprile-giugno in cui l'economia statunitense è stata colpita dalla pandemia con molte imprese chiuse e molte persone costrette a stare a casa.

Ma buone notizie per gli States arrivano anche sul fronte lavoro: i sussidi settimanali di disoccupazione negli Usa restano sotto quota 800.000 unità e calano oltre le attese. Si attestano a 751.000 in flessione rispetto a 791.000 della precedente settimana (dato rivisto dall'iniziale 787.000) e più delle attese che stimavano un calo a 775.000 unità. Si tratta del miglior dato dall'inizio della crisi. Dopo i dati su Pil e sussidi i future di Wall Street invertono la rotta e diventano positivi. Quelli sul Dow Jones guadagnano lo 0,24%, sullo S&P 500 dello 0,34% e infine sul Nasdaq avanzano dello 0,74%.

I dati sul Pil sono "i piu' grandi e i migliori della storia del nostro paese... il prossimo anno sarà fantastico". Ha commentato il presidente Donald Trump su Twitter.

 

(Fonte: Agi)

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Islam, la guerra di Erdogan contro Macron: "Boicottare i prodotti francesi". Poi la spara grossa: "Musulmani in Europa come gli ebrei sotto il nazismo"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita a non comprare i prodotti francesi dopo il nuovo scontro con il capo dell'Eliseo sul trattamento dei musulmani in Francia, le vignette su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo e gli scontri delle scorse settimane sul Mediterraneo orientale. "E' diventato sempre più difficile essere musulmano e avere uno stile di vita islamico nei Paesi occidentali", ha sostenuto ancora Erdogan in un discorso da Ankara


Erdogan al Quirinale: colloquio "rispettoso e franco" con il presidente  Mattarella - Photogallery - Rai News

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha lanciato un appello a boicottare i prodotti francesi e ha inasprito lo scontro con il collega francese, Emmanuel Macron, che poche ore prima aveva condannato simili appelli circolati in alcuni Paesi islamici a causa delle vignette satiriche contro Maometto pubblicate in Francia.

Erdogan si appella ai leader politici

 "Non comprate prodotti francesi", ha chiesto Erdogan, continuando ad alimentare la polemica a distanza con il collega francese, a meno di 48 ore dalla decisione della Francia di richiamare a Parigi l'ambasciatore ad Ankara. Decisione arrivata dopo che Erdogan aveva dichiarato che Macron ha "problemi mentali". "In Francia hanno detto di non comprare prodotti turchi, mi rivolgo al mio Paese e chiedo di evitare assolutamente di comprare prodotti francesi", ha detto Erdogan, per poi tornare sulla polemica a sfondo religioso con il presidente francese. "Lo dico ai cristiani e agli ebrei. Prima di tutto siamo esseri umani e nella nostra religione (l'Islam, ndr), essere cristiani non è sicuramente una colpa, così come non lo è essere ebrei. Se i musulmani in Francia sono oppressi allora mi appello ai leader politici affinché intervengano", ha aggiunto il presidente turco. Dopo le frizioni in Libia negli scorsi mesi e nel Mediterraneo orientale la scorsa estate, Erdogan sta polemizzando ora con Macron i nome dell'Islam.

"Come gli ebrei sotto il nazismo"

Erdogan ha denunciato che i musulmani in Europa sono oggetto di una "campagna di linciaggio" come gli ebrei sotto il nazismo e ha accusato alcuni leader occidentali di sostenere l'islamofobia, chiamandoli "fascisti". "Voi siete fascisti nel senso vero, siete davvero gli anelli di una catena di nazismo", ha detto Erdogan senza fare nomi. "I musulmani oggi sono oggetto di una campagna di linciaggio simile a quella contro gli ebrei in Europa prima della Seconda guerra mondiale".

Le radici dello scontro

Il nuovo scontro è divampato sullo sfondo dell'onda emotiva in Francia per la decapitazione avvenuta il 16 ottobre nella banlieu di Parigi di un professore di storia che aveva mostrato le vignette su Maometto ai suoi alunni durante una lezione sulla libertà d'espressione. Ma già il 2 ottobre, presentando una legge per contrastare il "separatismo islamista", il titolare dell'Eliseo aveva fatto arrabbiare molti musulmani affermando che l’Islam ormai è "in crisi in tutto il mondo". Il presidente turco ha denunciato presunti "maltrattamenti" da parte del governo francese di "milioni di membri di diversi gruppi religiosi", alludendo alla campagna di secolarizzazione di Parigi in nome della laicità e dei valori repubblicani.

dovrebbe comprendere misure di contrasto alla povertà, nuovi investimenti per la scuola e una stretta sulle moschee e su tutte le associazioni che divulgano idee anti-repubblicane. L’enfasi sull’Islam ha turbato Erdogan, anche perché il leader turco ambisce apertamente ad essere se non il “Sultano”, come accusano i suoi detrattori, comunque una figura di riferimento per i musulmani in Medio Oriente.

L'Ue invita al dialogo

La Commissione europea è intervenuta sullo scontro affermando che il dialogo è "più necessario che mai". Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell, ha avvertito sul rischio di una "pericolosa spirale di non rispetto", comprovata dagli insulti da parte di Erdogan a Macron. "Se continuiamo a subire pressione e tensione dovremo prendere provvedimenti", ha aggiunto Stano, "ma dipende dal presidente del Consiglio europeo decidere se discutere il caso al vertice di dicembre", quando i governi Ue affronteranno nuovamente la posizione da mantenere nei confronti di Ankara. 

 

(Fonte: Agi)

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Cina; con il Covid-19 sotto controllo, l'economia avanza a grandi passi

Le esportazioni sono aumentate e le amministrazioni locali si sono impegnate in progetti di costruzione alimentati dal basso costo del denaro. Anche la spesa dei consumatori è finalmente in ripresa.

 
Mentre la maggior parte del mondo è ancora alle prese con la pandemia da coronavirus, la Cina sta dimostrando ancora una volta che una rapida ripresa economica è possibile, quando il virus è saldamente sotto controllo.
 

L'Ufficio nazionale di statistica del paese ha annunciato che l'economia cinese è aumentata del 4,9% nel trimestre da luglio a settembre rispetto agli stessi mesi dell'anno scorso. La robusta performance riporta la Cina quasi al ritmo di crescita di circa il 6% che registrava prima della pandemia.

Molte delle principali economie mondiali sono uscite dalle profondità di una contrazione la scorsa primavera, quando le interruzioni hanno causato un brusco calo della produzione. Ma la Cina è la prima a segnalare una crescita che supera significativamente il livello dello scorso anno nello stesso periodo. Anche gli Stati Uniti e altre potenze economiche, dovrebbero segnalare un aumento nel terzo trimestre, ma sono ancora indietro o stanno solo raggiungendo i livelli pre-pandemici.

Il vantaggio della Cina potrebbe aumentare ulteriormente nei mesi a venire. Non ha quasi nessuna trasmissione locale del virus, mentre gli Stati Uniti e l'Europa devono affrontare un'altra ondata di casi in accelerazione. 

La vigorosa espansione dell'economia cinese significa che è destinata a dominare la crescita globale, rappresentando almeno il 30 per cento della crescita economica mondiale di quest'anno e degli anni a venire. Le aziende cinesi stanno rappresentando la quota maggiore delle esportazioni mondiali, producendo elettronica di consumo, dispositivi di protezione personale e altri beni richiesti durante la pandemia. Allo stesso tempo, la Cina sta acquistando più ferro dal Brasile, più mais e maiale dagli Stati Uniti e più olio di palma dalla Malesia. Ciò ha in parte invertito il crollo dei prezzi delle materie prime la scorsa primavera e attenuato l'impatto della pandemia su alcuni settori. Tuttavia, la ripresa della Cina ha aiutato il resto del mondo meno che in passato, perché le sue importazioni non sono aumentate così tanto come le esportazioni. Questo modello ha creato posti di lavoro in Cina, ma ha frenato la crescita altrove.

La ripresa economica della Cina dipende da mesi anche da enormi investimenti in autostrade, linee ferroviarie ad alta velocità e infrastrutture. E nelle ultime settimane, con la ripresa della libera circolazione, il Paese ha visto l'inizio di una ripresa anche dei consumi interni.

L'attività sta riprendendo ora anche in luoghi come Wuhan, la città centrale della Cina dove è emerso per la prima volta il nuovo coronavirus.  

 

La crescita economica della Cina negli ultimi tre mesi è stata leggermente inferiore alle previsioni degli economisti, al 5,2% anziché al 5,5%, ma la performance è ancora forte, infatti i mercati azionari di Shanghai, Shenzhen e Hong Kong vedono un continuo e costante aumento del livello delle contrattazioni. Le vendite al dettaglio sono aumentate del 3,3% il mese scorso rispetto a un anno fa, mentre la produzione industriale è aumentata del 6,9%. Il modello cinese per ripristinare la crescita può essere efficace, ma potrebbe non essere attraente per altri paesi. Determinata a mantenere la trasmissione locale del virus uguale o prossima allo zero, la Cina è ricorsa a un monitoraggio cellulare completo della sua popolazione, blocchi per settimane di quartieri e città e costosi test di massa in risposta anche alle più piccole epidemie.

 
 
 
Il rimbalzo della Cina è accompagnato anche da alcune debolezze, in particolare un aumento del debito complessivo quest'anno di un importo pari a un terzo della produzione complessiva dell'economia. Gran parte del debito extra è costituito da prestiti da parte dei governi locali e delle imprese statali per pagare nuove infrastrutture o da mutui contratti da famiglie e aziende per pagare appartamenti e nuovi edifici. Il governo è consapevole del rischio di lasciare che il debito si accumuli rapidamente. Ma frenare il nuovo credito danneggerebbe l'attività immobiliare, un settore che rappresenta fino a un quarto dell'economia cinese.

Un altro rischio per la ripresa della Cina è la sua forte dipendenza dalle esportazioni. L'impennata delle esportazioni negli ultimi tre mesi, insieme ai prezzi più bassi per le importazioni di materie prime, ha rappresentato una fetta considerevole della crescita economica. Le esportazioni rappresentano ancora oltre il 17% dell'economia cinese, più del doppio di quelle che costituiscono l'economia americana.

I leader cinesi riconoscono che le esportazioni del paese sono sempre più vulnerabili alle tensioni geopolitiche, comprese le mosse che l'amministrazione Trump, mette in campo per sciogliere le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. I cambiamenti nella domanda globale potrebbero anche minacciare le esportazioni, poiché la pandemia colpisce le economie d'oltremare.

  

Xi Jinping, ha sempre più enfatizzato l'autosufficienza, con una strategia che richiede l'espansione delle industrie dei servizi e l'innovazione nella produzione industriale, oltre a consentire ai residenti di spendere di più.

"Dobbiamo fare dei consumatori il pilastro della nostra economia", ha detto Qiu Baoxing, consigliere di governo che è anche un ex vice ministro dell'edilizia abitativa. "Concentrandoci sulla circolazione domestica, stiamo effettivamente migliorando la nostra capacità di recupero". Ma responsabilizzare i consumatori è stata a lungo una sfida in Cina. In circostanze normali, la maggior parte dei cinesi è costretta a risparmiare per l'istruzione, l'assistenza sanitaria e la pensione a causa di una rete di sicurezza sociale debole. Il rallentamento economico e la pandemia hanno comportato la perdita di posti di lavoro, aggravando il problema, in particolare per i lavoratori a basso reddito e i residenti rurali.

 
 

 

I governi occidentali hanno sperimentato la fornitura di assegni di disoccupazione extra-large, pagamenti una tantum e persino pasti sovvenzionati nei ristoranti. Queste azioni sono state finalizzate ad aiutare le famiglie a sostenere un tenore di vita minimo durante la pandemia, che a sua volta ha alimentato la domanda di importazioni dalla Cina. Assisteremo a una recrudescenza del conflitto commerciale, e non solo tra gli Stati Uniti e la Cina, ma a livello globale.

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