updated 5:31 PM UTC, Jul 24, 2021

Carcerati svedesi prendono in ostaggio due guardie e chiedono della pizza come riscatto

Due guardie carcerarie svedesi sono state tenute in ostaggio per nove ore mercoledì da due detenuti che chiedevano una pizza come riscatto e sono state rilasciate quando il cibo è stato consegnato, ha dichiarato una portavoce del penitenziario all'AFP .


Nessuna delle due guardie "è rimasta ferita ed è riuscita a tornare sana e salva dalla propria famiglia", ha detto la portavoce della prigione Stina Lyles. I detenuti, entrambi condannati per omicidio e detenuti nel carcere di massima sicurezza di Hallby, vicino alla città di Eskilstuna, sono riusciti a entrare con la forza in un'area riservata solo alle guardie intorno alle 12:30, ha detto un altro funzionario della prigione, Torkel Omnell. Lì, hanno preso in ostaggio due guardie che si trovavano nella zona in quel momento. “Abbiamo inviato rapidamente un mediatore” e chiamato la polizia", ha detto Omnell. Secondo i resoconti dei media svedesi, i sequestratori hanno fatto due richieste: un elicottero per fuggire e 20 pizze per gli altri detenuti. "Le pizze sono state consegnate" così i due detenuti hanno liberato le guardie e si sono arresi. Ora al loro "palmares di accuse" si aggiunge una nuova denuncia, quella per sequetro di persona.

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"L'inizio della fine?" Biden avverte Cuba o si fermano le proteste o ci saranno nuove pesanti sanzioni

Decenni dopo aver posto Cuba sotto embargo, Washington ha avvertito l'Avana che è previsto un nuovo embargo sull'importazione delle merci provenienti dal territorio americano. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha inoltre ammonito diversi funzionari cubani, dichiarando, "questo è solo l'inizio".


Biden ha ammonito il ministro della Difesa cubano, Alvaro Lopez Miera, e i Boinas Negras o "Berretti Neri", una Brigata Nazionale Speciale all'interno del Ministero degli Interni, citando il loro presunto ruolo nella repressione delle proteste pacifiche e democratiche”, iniziate l'11 luglio su tutto il territorio cubano. L'amministrazione Biden ha avvertito che avrebbe continuato a imporre sanzioni come punizione, "perchè ritiene il governo di Cuba, responsabile di gravi azioni contro il popolo".

Secondo quanto riferito, questo mese si sono verificate proteste in circa 40 città. Migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere libertà, cambiamenti a Cuba, vaccini, la fine dei negozi a moneta liberamente convertibile (MLC), le dimissioni del presidente Miguel Diaz-Canel e miglioramenti generali alla situazione del paese. Il governo li ha definiti scoppiati, vandali e irresponsabili e li ha accusati di rispondere a interessi esterni, mentre ha dato un “ordine di marcia” ai “rivoluzionari” e alle forze di sicurezza per andare ad affrontare queste mobilitazioni popolari. La risposta degli Stati Uniti è stata organizzata, in coordinamento con gli attivisti cubano-americani a Miami che "hanno chiesto più azioni governative. L'instabilità sull'isola viene vista come un grave pericolo per la cittadina americana. 

"Questo è solo l'inizio: gli Stati Uniti continueranno a sanzionare gli individui responsabili dell'oppressione del popolo cubano", ha dichiarato Biden in un annuncio ufficiale. Mentre l'ambasciata cubana negli States, non ha risposto in veste ufficiale, il presidente cubano Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez, rivolgendosi hai manifestanti ha dichiarato che i problemi del paese sono meticolosamente amplificati da un grave terrorismo mediatico svolto dagli americani. Il governo cubano ha denunciato questa campagna come legata agli interessi interventisti del governo statunitense. Nega di essere chiuso a ricevere aiuti umanitari, anche se continua a chiedere che arrivino “attraverso i canali appropriati”. La pandemia è stato l'ultimo colpo ad affondare la delicata situazione economica del popolo cubano. La crisi sanitaria è stata accompagnata da una crisi economica, mentre tutti i paesi iniziano a riattivare la loro economia, a Cuba rimangono solo i danni derivanti dalla mancanza di turismo.

"Questo è solo l'inizio: gli Stati Uniti continueranno a colpire tutti i responsabili dell'oppressione del popolo cubano", ha dichiarato Biden in un annuncio ufficiale.

 

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Covid, è allerta per i viaggi in Grecia. La Farnesina avverte società: "Rischi per 400 ragazzi italiani in partenza"

"Qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio sanitario: in molte isole greche, inclusa Corfù, la presenza di stranieri risultati positivi è significativa e sta comportando rallentamenti e difficoltà alle autorità sanitarie locali nel reperire alloggi adeguati nei Covid-hotel". Lo scrive l'Unità di crisi della Farnesina ad una società che ha organizzato un viaggio in Grecia, con partenza il 23 luglio, di 400 ragazzi italiani.
Nella missiva - secondo quanto appreso - si invitano gli organizzatori ad informare "anche i familiari dei ragazzi" dei rischi e "dei possibili costi aggiuntivi" legati a questi viaggi. 

Covid, "Freedom Day" in Inghilterra: via le ultime restrizioni e stop all'obbligo di mascherina. L'ultima scommessa di Boris Johnson

Malgrado il Regno Unito registri 54.674 nuovi casi di Covid, il premier britannico Boris Johnson, criticato dagli scienziati, conferma le riaperture a partire dal 19 luglio, "il giorno della libertà". Si prevede il via libera ad attività come i locali notturni, l'allentamento di ciò che rimane delle limitazioni per cinema, teatri, eventi pubblici, matrimoni o funerali e la fine dell'uso della mascherina al coperto e il distanziamento


Boris Johnson :: Notizie su Today

In Inghilterra revocate tutte le ultime restrizioni legali anti-Covid, in quello che è stato chiamato il Freedom Day, strenuamente difeso dal premier britannico Boris Johnson nonostante l'allarme degli esperti. Club e altri locali dalla mezzanotte possono lavorare a pieno regime, senza limiti al numero di avventori e senza l'obbligo della mascherina.

Johnson, costretto all'isolamento dopo essere entrato in contatto con il ministro della Salute Sajid Javid risultato positivo, ha mantenuto il piano previsto ma ha esortato gli inglesi a restare prudenti, di fronte all'impennata di casi registrati, arrivati a superare i 50 mila al giorno. Grazie al successo della campagna vaccinale, le ospedalizzazioni sono gestibili, hanno sostenuto le autorità. Ma Neil Ferguson, scienziato dell'Imperial College di Londra, ha avvertito che è "quasi inevitabile" per la Gran Bretagna raggiungere i 100 mila casi al giorno e mille ricoveri perché la variante Delta è fuori controllo.

"La vera domanda è, possiamo raddoppiare (il numero) o addirittura di più? Ed è qui che la sfera di cristallo comincia a non funzionare", ha affermato alla Bbc. "Potremmo arrivare a 2 mila ricoveri al giorno e 200 mila casi, ma è molto meno certo", ha aggiunto. 

 

(Fonte: Agi)

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Vaccino anti-Covid, in Francia linea durissima: "Niente stipendio a medici e infermieri non vaccinati". Green pass per negozi, musei e mezzi di traporto. E ora è boom di prenotazioni

Il discorso del presidente Macron e l'annuncio del ministro della Salute sanciscono una svolta. Misure stringenti e ultimatum al personale sanitario: così Parigi non vuole farsi sorprendere dalla variante Delta


Covid-19, Macron: "Scuole chiuse". Ma sì alle municipali - MasterX

Il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha annunciato che il personale sanitario che non si sarà completamente vaccinato entro il 15 settembre non potrà più lavorare e non verrà più pagato. Quanto all'estensione dell'obbligo di pass sanitario in bar ristoranti, treni, aerei annunciato dal presidente Macron, Véran ha ribadito che "non è un ricatto" ma una misura necessaria per evitare di "chiudere il Paese".

Pass sanitario per cinema, bar, ristoranti - Da fine luglio quindi il pass sanitario, che certifica il ciclo vaccinale completo, la recente guarigione o il test negativo,  diventerà obbligatorio per entrare nei luoghi di cultura, nei musei e nei cinema. A inizio agosto la misura sarà estesa a bar, ristoranti, centri commerciali, tratte lunghe in treno o pullman, aerei. Davanti all'inquietante avanzata della variante Delta, la Francia sceglie dunque la linea dura per convincere i cittadini a vaccinarsi al più presto. 

Effetto Macron: un milione prenotano il vaccino - E l'effetto si è subito visto: dopo il discorso di Macron si è registrato un boom di richieste di vaccinazione nel Paese: il capo del sito di prenotazione online Doctolib, Stanislas Niox-Chateau, ha detto che lunedì sera sono stati "926mila i francesi che hanno preso appuntamento per il vaccino". Ci sono stati duemila appuntamenti al minuto, un record assoluto dall'inizio della campagna. 

 

(Fonte: tgcom24)

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La reggia del Sultano, vacanze extralusso per Erdogan: la villa da 60 milioni con 300 stanze, parco, piscina e spiaggia privata scatena le polemiche (FOTO)

Monta l'indignazione per la residenza che il discusso presidente turco si è fatto costruire nella località di Marmaris, sulla costa egea meridionale della Turchia. Ribattezzata il "Palazzo d'estate", è dotata anche di una pista per elicotteri


La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Un edificio da 300 stanze, che si estende su circa 90mila metri quadrati, con tanto di piscina, parco, e spiaggia con accesso privato al mare: è la villa extralusso da 60 milioni di euro che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è fatto costruire per le sue vacanze estive a Marmaris, una delle località più esclusive sulla costa egea meridionale della Turchia. Una reggia, che sta suscitando forti critiche nell'opinione pubblica.    

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Le immagini del "Palazzo d'estate", come è stato ribattezzato evocando il cosiddetto "Palazzo bianco" che il capo dello Stato si è fatto costruire nella capitale Ankara,  sono state diffuse dal quotidiano di opposizione laica Sozcu. Nelle riprese dall'alto della residenza, completata nel 2019, si vede anche una pista per elicotteri. 

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

Fortissima l'ondata di indignazione, per diversi motivi: anzitutto per il costo eccessivo in un periodo di difficoltà economiche e pesante svalutazione della lira turca dovute alla pandemia,  ma anche per la massiccia deforestazione dell'area necessaria per l'ampliamento dell'edificio sorto sul sito che ospitava già la residenza estiva dell'ex presidente Turgut Özal.

La super villa di Erdogan che scatena la polemica in Turchia

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Francia, alle regionali vince il partito dell'astensione. Male Macron e Le Pen, risorgono destra e sinistra tradizionali

Due elettori su tre hanno disertato le urne. Delusione per l'ex Front National che non si aggiudica nessuna regione (20,5%).  Schiaffo anche anche alla maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, ferma al 7%, una conferma dello scarso radicamento di En Marche a livello locale. Grande ritorno per la destra neogollista dei Républicains, prima forza politica del Paese con 38% delle preferenze. Bene anche l'unione della gauche e degli ecologisti (34,5%)


 Marine Le Pen n'a même plus les moyens de se payer des affiches - Capital.fr

Flop per Marine Le Pen ed Emmanuel Macron alle elezioni regionali francesi, mentre volano i Républicains e l'unione di gauche ed ecologisti. 

Il primo partito tuttavia resta l'astensione, pari al 66% dei 48 milioni di aventi diritto al voto, di poco inferiore a quella del primo turno (66,7): in sostanza non hanno votato due elettori su tre.

A meno di un anno dalle presidenziali del 2022, la batosta più dura e inattesa è quella inferta al Rassemblemement National, il partito nazionalista di Marine Le Pen, che non conquista neanche una regione, ferma al 20,5% delle preferenze secondo dati su scala nazionale diffusi dall'istituto Ifop-Fiducial.

Una vera delusione per l'ex Front National che molti sondaggi davano invece come in forte progressione in questo voto test a dieci mesi dalla corsa all'Eliseo. Secondo gli esperti, il Rassemblement National è il partito che più di tutti sconta l'astensionismo record. Come nel primo turno di domenica 20 giugno, circa due elettori su tre hanno snobbato le urne.

Macron threatens to withdraw French troops from Mali - BBC News

Schiaffo anche alla maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, ferma al 7%, una conferma dello scarso radicamento di En Marche a livello locale. Non ci sarà nessun rimpasto di governo ma degli "aggiustamenti necessari e limitati", hanno fatto sapere fonti dell'esecutivo a Bfm-tv. Questo scrutinio segna invece il grande ritorno della destra neogollista. Con il 38% delle preferenze, Républicains e alleati appaiono come la prima forza politica del Paese, pronti a lanciarsi nella corsa presidenziale. Al momento, il più determinato sembra essere Xavier Bertrand, presidente uscente della regione Hauts-de-France, che è stato riconfermato piazzandosi primo davanti al candidato lepenista, e che già parla da candidato presidenziale: "Questo risultato mi dà la forza per venire incontro a tutti i francesi", ha dichiarato subito dopo la chiusura dei seggi. Bene anche l'unione della gauche e degli ecologisti, con il 34,5% delle preferenze, in quello che sembra un ritorno dei partiti più tradizionali, del "vecchio mondo", dopo il bipolarismo Macron-Le Pen.

 

(Fonte: Ansa)

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Vladimir Putin parla di una nuova Europa unita, "Essere aperti nonostante il passato"

Il 22 giugno 1941, esattamente 80 anni fa, i nazisti, dopo aver conquistato quasi tutta l'Europa, attaccarono l'URSS.  Per il popolo sovietico iniziò la Grande Guerra Patriottica, la più sanguinosa nella storia del paese. Morirono decine di milioni di persone e il potenziale economico culturale subì danni enormi.


Il settimanale tedesco Die Zeit ha dato ampio spazio in un'articolo alla lettera che il presidente russo Vladimir Putin, ha indirizzato a tutti gli stati europei, per ricordare quei tragici momenti, ma principalmente per lanciare la proposta di creare insieme una nuova Europa.

"Siamo orgogliosi del coraggio e della resilienza degli eroi dell'Armata Rossa e dei lavoratori del fronte interno, che non solo hanno difeso l'indipendenza e la dignità della Patria, ma hanno anche salvato l'Europa e il mondo dalla schiavitù. La verità è che il soldato sovietico è riuscito a entrare poi in Germania non per vendicarsi, ma per bloccare una terribile ideologia. La memoria degli eroi che hanno combattuto contro il nazismo è per noi sacra. Ricordiamo con gratitudine gli alleati nella coalizione antihitleriana, i membri della Resistenza e gli antifascisti tedeschi che hanno assecondato la Vittoria comune.

Sopravvissuti agli orrori della guerra mondiale, i popoli d'Europa hanno saputo superare l'alienazione e ripristinare la fiducia e il rispetto reciproci, hanno intrapreso un percorso d'integrazione per tracciare la linea finale sotto le tragedie europee della prima metà dell'ultimo secolo. E voglio sottolineare in particolare che la riconciliazione storica del nostro popolo e dei tedeschi che vivevano sia nell'est che nell'ovest dell'odierna Germania unita, ha svolto un ruolo colossale nella formazione di questa Europa.

Permettetemi di ricordarvi che sono stati gli imprenditori tedeschi a diventare i pionieri della cooperazione con il nostro Paese negli anni del dopoguerra. Nel 1970, l'URSS e la RFT firmarono l'"accordo del secolo" sulle forniture a lungo termine di gas naturale a tutta l'Europa. Un accordo che gettò le basi per un'interdipendenza costruttiva, che divenne l'inizio di molti successivi progetti ambiziosi, tra cui la il gasdotto Nord Stream 2.

Speravamo che la fine della Guerra Fredda fosse una vittoria comune per l'Europa. Sembrava più del sogno di Charles de Gaulle su un continente unico, "dall'Atlantico agli Urali", un progetto culturale, di civiltà, da Lisbona a Vladivostok, una realtà che il mondo sognava da tempo.

È in questa logica, nella logica della costruzione di una Grande Europa unita da valori e interessi comuni, che la Russia si è sforzata di sviluppare le sue relazioni con gli europei. Sia la Russia che l'Unione europea avevano fatto molto su questa strada.

Purtroppo ha prevalso un approccio diverso, che si basava sull'espansione dell'Alleanza Atlantica, che a sua volta era una reliquia della Guerra Fredda. infatti, la sua creazione si è voluta per poter affrontare i duri tempi di quell'epoca.

Fu il movimento del blocco verso est ad unirsi alla Germania nella NATO, che divenne la ragione principale della rapida crescita della sfiducia reciproca in Europa. Così si sono rapidamente dimenticate le promesse fatte allora "solo a parole", "questo non è diretto contro di te", "i confini del blocco non si avvicineranno a te". Ecco creato un precedente.

E dal 1999, sono seguite altre cinque ondate di espansione della NATO. L'organizzazione comprendeva 14 nuovi paesi, comprese le repubbliche dell'ex Unione Sovietica, che di fatto seppellivano le speranze per un continente senza linee di divisione. Uno stato di confusione che inaspriva i rapporti, a metà degli anni '80 uno dei leader della SPD, Egon Bar, capì prima di tutti il deterioramento e propose di ricostruire radicalmente l'intero sistema di sicurezza europeo dopo l'unificazione della Germania, sia con la partecipazione dell'URSS che gli Stati Uniti. Ma nessuno, né in URSS, né negli USA, né l'Europa, volle ascoltarlo.

Inoltre, molti paesi si sono trovati di fronte a una scelta artificiale: essere con l'Occidente collettivo o con la Russia. In effetti, era un ultimatum. Le conseguenze di una politica così aggressiva si possono vedere nell'esempio della tragedia ucraina del 2014.

Ora l'intero sistema di sicurezza europeo è gravemente degradato. Le tensioni crescono e i rischi di una nuova corsa agli armamenti stanno diventando reali. Stiamo perdendo le enormi opportunità che la cooperazione ci offre, tanto più che è così importante ora, quando tutti ci troviamo di fronte a sfide comuni: la pandemia e le sue terribili conseguenze socioeconomiche.

Perché sta succedendo? E, soprattutto, quali conclusioni siamo obbligati a trarre insieme? Quali lezioni di storia ricordare? Penso, prima di tutto, che l'intera storia del dopoguerra della Grande Europa confermi che la prosperità e la sicurezza del nostro continente comune sono possibili solo attraverso gli sforzi congiunti di tutti i paesi, compresa la Russia. Perché la Russia è uno dei più grandi stati europei. E sentiamo il nostro inseparabile legame culturale e storico con l'Europa.

Siamo aperti a un'interazione onesta e costruttiva. Ciò è confermato dalla nostra idea di creare uno spazio comune per la cooperazione e la sicurezza dall'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico, che includerebbe vari formati di integrazione anche economica, un vantaggio sia per l'Unione Europea, sia per  l'Unione Economica Eurasiatica.

Lo ripeto ancora: la Russia è a favore del ripristino di un partenariato globale con l'Europa. Abbiamo molti argomenti di reciproco interesse. Si tratta di sicurezza e stabilità strategica, sanità e istruzione, digitalizzazione, energia, cultura, scienza e tecnologia, risoluzione dei problemi climatici e ambientali.

Il mondo si sta sviluppando in modo dinamico, affrontando nuove sfide e minacce. E semplicemente non possiamo permetterci di trascinarci dietro il fardello di incomprensioni, lamentele, conflitti ed errori del passato. Un carico che ci impedirà di concentrarci sulla risoluzione di problemi urgenti. Siamo convinti che tutti dobbiamo riconoscere questi errori e correggerli. Il nostro obiettivo comune e indiscutibile è garantire la sicurezza continentale senza linee di divisione, uno spazio unico di cooperazione equa e di sviluppo universale per la prosperità dell'Europa e del mondo nel suo insieme.

 

Fonte: Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR)
          Arch. Giuseppe De Gaetano; Direttore CCIR di Novara Italia
          Dott. Maxim Ospovat; Direttore CCIR di San Pietroburgo Russia
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