updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Covid in Uk, prima il disastro poi il riscatto con il piano vaccini. Il rapporto a due facce sull'emergenza

La gestione della prima fase della pandemia da coronavirus è stata ''uno dei peggiori fallimenti della salute pubblica nella storia del Regno Unito'', dato che i ministri e gli scienziati hanno adottato un approccio "fatalistico" che ha aggravato il bilancio delle vittime, oltre 150mila da fine gennaio 2020. E' quanto emerge dalle 115 pagine del rapporto intitolato 'Coronavirus: le lezioni apprese fino ad oggi'


Coronavirus digest: London declares major incident over soaring cases |  News | DW | 08.01.2021

La gestione della prima fase della pandemia da coronavirus è stata ''uno dei peggiori fallimenti della salute pubblica nella storia del Regno Unito'', dato che i ministri e gli scienziati hanno adottato un approccio "fatalistico" che ha aggravato il bilancio delle vittime, oltre 150mila da fine gennaio 2020. L'approccio del governo britannico, sostenuto dai suoi scienziati, è stato quello di ottenere un'immunità di gregge tramite l'infezione, ritardando l'introduzione di un lockdown che avrebbe potuto salvare diverse vite. E' quanto emerge dalle 115 pagine del rapporto intitolato 'Coronavirus: le lezioni apprese fino ad oggi', redatto dal Comitato per l'assistenza sanitaria e sociale e dal Comitato per la scienza e la tecnologia, dove viene sottolineato che l'approccio volutamente "lento e graduale" all'emergenza pandemica abbia fatto sì che il Regno Unito se la sia cavata "decisamente peggio" rispetto ad altri Paesi. Una nota positiva, invece, arriva dal programma di vaccinazione. Il percorso avviato con la ricerca e arrivato alla produzione di un vaccino anti Covid-19 viene descritta come "una delle iniziative più efficaci nella storia del Regno Unito".

I due deputati conservatori che hanno redatto il rapporto, Jeremy Hunt e Greg Clark, concordano sul fatto che "il Regno Unito ha ottenuto alcuni grandi risultati con alcuni grandi errori. E' fondamentale imparare da entrambi". Un portavoce del governo britannico, citato dalla Bbc, ha risposto che "non abbiamo mai evitato di intraprendere azioni rapide e decisive per salvare vite umane e proteggere il nostro Sistema sanitario nazionale, compresa l'introduzione di restrizioni e lockdown. Grazie a uno sforzo nazionale collettivo, abbiamo evitato che i servizi del Sistema sanitario nazionale venissero sopraffatti". Ma il tentativo di raggiungere l'immunità di gregge, consigliato dallo Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage) e sostenuto dal governo, dimostra ''un approccio condiviso''.

Nelle prime settimane della pandemia, quindi, in Gran Bretagna è stato fatto troppo poco per fermare la diffusione del Covid-19, nonostante le prove dalla Cina e poi dall'Italia che si trattasse di un virus altamente infettivo, che causava malattie gravi e per il quale non esisteva una cura. "Questo approccio ha fatto sì che sono continuati eventi potenzialmente super diffusori, come la partita di calcio tra Liverpool Fc e Atletico Madrid che ha riunito oltre 50mila persone l'11 marzo, il giorno in cui il coronavirus è stato classificato come pandemia dall'Oms. E il Cheltenham Festival of Racing tra il 10 e il 13 marzo, che ha attirato più di 250mila persone", afferma il rapporto.

Critiche vengano anche mosse rispetto all'approccio ''lento, incerto e spesso caotico'' del sistema di test e tracciamento del Covid-19, nonostante la Gran Bretagna sia stata uno dei primi Paesi al mondo a sviluppare il test nel gennaio del 2020. Allo stesso tempo, però, il rapporto elogia l'obiettivo fissato dal segretario alla Salute Matt Hancock di arrivare a 100mila test al giorno entro la fine di aprile, affermando che questo ha svolto un ruolo importante. L'elogio più grande però è stato riservato al programma di vaccinazione e al modo in cui il governo ha sostenuto lo sviluppo di una serie di vaccini, tra cui il vaccino Oxford-AstraZeneca. L'intero programma di vaccinazione è stata una delle iniziative più efficaci della storia e alla fine aiuterà a salvare milioni di vite in Gran Bretagna e in tutto il mondo, afferma il rapporto.

 
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Cervo bianco raro per le strade di Liverpool, ucciso dalla polizia. Proteste e polemiche: poteva essere riportato nel suo ambiente

Secondo gli agenti l'animale "era un pericolo per automobilisti, pedoni e ciclisti". Animalisti in rivolta


Abbattuto in strada perché pericoloso per automobilisti e pedoni. E' questa la sorte che è toccata a un raro esemplare di cervo bianco, che nella notte si era spinto fino alla città di Bootle, vicino Liverpool. Fattosi giorno, è stato avvistato e ripreso mentre vagava per i viali ed è subito scattato l'allarme. La polizia si è messa al suo inseguimento e ha preferito ucciderlo, invece di catturarlo o seguire le indicazioni della Rspca (Società per la protezione animali britannica) per riportarlo nel suo ambiente. Ed è scoppiata la polemica.

Durante le concitate fasi di caccia al cervo bianco, era stato chiamato anche un veterinario per monitorare il benessere dell'animale e assistere ai tentativi di braccarlo. Alla fine la decisione di sopprimerlo, perché il cervo, sempre più spaventato, "era un pericolo per automobilisti, pedoni e ciclisti".

Sotto shock la popolazione di Bootle e dura la condanna degli animalisti. Una pioggia di commenti contro l'uccisione del cervo bianco anche sui principali siti di informazione britannica, che ne hanno dato notizia.

 

(Fonte: tgcom24)

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Russia e Youtube, è guerra. Canali tedeschi chiusi e rappresaglie

Il sito di streaming video, che fa capo a Google, ha cancellato i canali tedeschi di DFP di RT per la violazione delle linee guida contro la "disinformazione sul coronavirus". Mosca bloccherà i media tedeschi sul suo territorio. Ecco cosa sta succedendo


Russia threatens to block YouTube | News | DW | 29.09.2021

Attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, il governo russo ha denunciato la decisione di YouTube di cancellare i canali in lingua tedesca dell'emittente RT, finanziata dallo Stato. Mosca ha detto che bloccherà i media tedeschi in Russia per rappresaglia. Il sito di streaming video, che fa capo a Google, ha cancellato i canali tedeschi di DFP di RT per la violazione delle linee guida contro la "disinformazione sul coronavirus".

"I progetti in lingua tedesca della holding russa RT sono stati sottoposti a un atto di aggressione informativa senza precedenti da parte di YouTube, commesso con l'evidente connivenza, se non su insistenza, della parte tedesca", si legge in una nota pubblicata sul sito del ministero degli Esteri russo. "L'obiettivo dell'aggressione contro i progetti di RT è ovvio: annegare le fonti di informazione che non si adattano a uno sfondo mediatico comodo per le autorità tedesche. Così, in nome di interessi opportunistici che hanno prevalso sui proclamati 'norme e valori' liberali, la piattaforma americana e le autorità tedesche, con le loro azioni, hanno portato al fatto che i 700mila spettatori di lingua tedesca, abbonati ai canali menzionati, hanno improvvisamente perso la loro fonte di informazione", prosegue la nota.

Il leader indipendentista catalano Puigdemont arrestato in Sardegna. Polemica sull'estradizione, la Spagna: "Deve sottoporsi alla giustizia". Proteste a Barcellona, grana per l'Italia

Ad Alghero, unica città italiana di cultura e lingua catalana, il leader indipendentista doveva partecipare ad un incontro con il movimento autonomista sardo ed incontrare il presidente della Regione, Christian Solinas, e il presidente del consiglio regionale, Michele Pais. Autorità in imbarazzo


Tribunale Ue revoca l'immunità da eurodeputato a Puigdemont e agli ex  ministri catalani Comin e Ponsati - La Stampa

L'arresto in Sardegna dell'ex leader indipendentista catalano Carles Puigdemont è avvenuto nel rispetto di un procedimento giudiziario in corso che "si applica a qualsiasi cittadino dell'Unione Europea che deve rispondere delle proprie azioni in tribunale". E' quanto afferma in una nota la segreteria di stato spagnola per le Comunicazioni, secondo cui il governo di Madrid esprime "rispetto per le decisioni delle autorità e dei tribunali italiani", sottolineando che l'ex presidente della Catalogna "deve sottoporsi all'azione della giustizia come qualsiasi altro cittadino".

"Puigdemont è molto tranquillo. Crediamo che le autorità giudiziarie lo rimetteranno in libertà, è la quarta volta che succede". Lo ha assicurato a Cadena Ser il legale dell'ex leader indipendentista catalano, Gonzalo Boye, secondo cui l'ordine di arresto della Corte suprema spagnola "non è eseguibile". Boye, che si trova a Sassari, ha poi riferito che "c'erano poliziotti spagnoli tra quelli che lo hanno arrestato e che non c'è stato un controllo alle frontiere, sono andati direttamente ad arrestarlo".

Uno dei punti da sciogliere del caso Puigdemont – che oggi pomeriggio comparirà davanti al Presidente della Corte d’Appello di Sassari per la convalida dell’arresto e l’eventuale applicazione delle misure cautelari - è il passaggio dell’ordinanza con cui il 30 luglio 2021 il vicepresidente del Tribunale generale della Corte di giustizia dell’Ue ha respinto la richiesta di sospensione della revoca dell’immunità parlamentare del leader indipendentista catalano. Provvedimento che- tra l’altro – richiede il requisito dell’urgenza. E' quanto si apprende da fonti di via Arenula. E a proposito del requisito dell’urgenza, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea scriveva che “non vi è motivo di ritenere che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d'arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole".

L'arresto di Carles Puigdemont "non è un tema politico, bilaterale con la Spagna, è un tema la cui valutazione spetta ai giudici". E' quanto ha detto il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola, parlando a Sky Start della vicenda dell'ex leader indipendentista catalano. "E' una vicenda che va avanti da tempo, con la revoca dell'immunità dell'Europarlamento, con la sentenza del 30 luglio della Corte di Lussemburgo che ha sospeso la revoca e altri atti conseguenti", ha sottolineato Amendola, secondo cui "l'autorità giudiziaria locale sta valutando tutti gli atti".

"Noi rispettosamente aspettiamo le valutazioni", ha affermato il sottosegretario, chiarendo che "non è un tema politico, non è un tema bilaterale con la Spagna, è più un tema di valutazione rispetto alle sentenze ed agli atti su cui un giudice dovrà esprimersi in queste ore".

LA REAZIONE DEI CATALANI

Se Puigdemont sarà estradato in Spagna "verrà superata una linea rossa". L'indipendentista catalano Quim Torra, ex capo della Generalitat (il governo di Barcellona), si è scagliato oggi contro il tavolo di dialogo con il governo di Madrid, dopo l'arresto in Sardegna del leader indipendentista. "Sono molto critico con il tavolo di dialogo. A me sembra difficile negoziare se una parte continua le ostilità. Spero che la Generalitat dica di non voler proseguire con il tavolo", ha detto Torra in un'intervista a Tv3, attaccando il processo di dialogo che il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha voluto avviare in giugno con l'indulto ai leader secessionisti in carcere.

"Confido nella giustizia europea, non in quella spagnola", ha proseguito Torra, chiedendosi "se si può continuare con la tregua di questi ultimi due anni". "Dicono che c'è separazione dei poteri, non è così. La Spagna li usa tutti. La risposta deve essere contro lo stato spagnolo e spero che sarà così", ha aggiunto Torra, che milita nello stesso partito JxCat di Puigdemont.

Arrestando in Sardegna l'eurodeputato catalano leader di Junts per Catalunya (Insieme per la Catalogna), le autorità italiane hanno agito "contro il diritto Ue", fermando "un eurodeputato in attività", cosa che è "scioccante". C'è da sperare che sia solo "un grosso errore". A dirlo all'Adnkronos è Aleix Sarri i Camargo, responsabile per le Relazioni internazionali di Junts per Catalunya.

La Corte di Giustizia dell'Ue, ricorda Sarri, "ha prima sospeso la revoca dell'immunità" parlamentare degli eurodeputati catalani, il 2 giugno, poi, il 30 luglio, "ha ritirato le misure provvisorie, perché non c'era il rischio che Carles Puigdemont venisse arrestato". Arrestando Puigdemont ad Alghero, continua, "le autorità italiane hanno agito contro lo spirito della sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue, Di base significa andare contro il diritto Ue. Hanno arrestato un eurodeputato in attività", cosa che "è abbastanza scioccante".

"O è un grosso errore fatto da qualcuno - prosegue Sarri - oppure sarà un grosso imbarazzo per tutti i democratici, specialmente per l'Italia, perché c'è il rischio che qualcuno, nella catena di comando dello Stato italiano, sia stato 'catturato' dalle autorità spagnole". "Se Carles Puigdemont verrà estradato in Spagna - aggiunge - sarà un errore storico. Se finisse in carcere in Spagna in conseguenza del suo arresto, sarebbe davvero imbarazzante per tutti". Vi aspettate che il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli intervenga? "Il presidente ora è in ospedale, non so se è in condizioni di dire qualcosa", risponde Sarri. In ogni caso, conclude, "il Parlamento Europeo" dovrebbe "proteggere i suoi deputati".

Il presidente dell'Erc, Oriol Junqueras, parla dell'arresto di Carles Puigdemont come "di un'ennesima prova della repressione di alcuni apparati dello Stato", ma esorta anche a non chiudere il tavolo del negoziato con Madrid.

"E' evidente che il tavolo del dialogo è stato l'obiettivo di tutto l'indipendentistmo catalano. Per anni abbiamo portato avanti il tema del sedersi e discutere. Abbiamo ottenuto che il governo spagnolo ci ascolti... Ora si tratta di dimostrare maggior forza, serve unità. Senza dubbio il tavolo di negoziato è una opportunità. Ma siamo anche scettici", ha detto all'emittente Tv3 il leader della sinistra Repubblicana della Catalogna, partito storicamente più aperto al dialogo con Madrid rispetto alla coalizione JuntsXCat di Puigdemont.

Vice di Puigdemont nel governo catalano che indisse il referendum indipendentista illegale del 2017, Junqueras non è fuggito all'estero per evitare l'arresto. Condannato a 13 anni di carcere è stato liberato in giugno assieme ad altri leader secessionisti, grazie all'indulto voluto dal premier spagnolo Pedro Sanchez per aprire un dialogo sul futuro della Catalogna. L'arresto di Puigdemont in Sardegna, "è una prova della repressione di alcune parti dello stato ... possiamo superarla solo con un'amnistia, che lo stato non vuole negoziare e concedere. Ma siamo convinti che dobbiamo renderla inevitabile. Vogliamo un'amnistia e un referendum di autodeterminazione", afferma Junqueras, sottolineando che "la repressione continua".

UE: "RISPETTIAMO INDIPENDENZA AUTORITA' GIUDIZIARIE"

Alla Commissione Europea "abbiamo visto le informazioni" riguardanti l'arresto in Sardegna dell'eurodeputato catalano "sui media. E' una questione che riguarda le autorità giudiziarie e noi rispettiamo la loro indipendenza". Lo dice il portavoce della Commissione per la giustizia, Christian Wigand, ribadendo, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la linea che l'esecutivo Ue ha sempre tenuto sulla questione catalana.

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Gran Bretagna, Boris Johnson fa fuori i ministri criticati e si prepara alle prossime battaglie. La campagna anti-Covid invernale e le possibili elezioni anticipate

Clamoroso rimpasto nel governo del premier conservatore che sta sostituendo o degradando le figure attaccate dalla stampa e penalizzate dai sondaggi. Intanto il Telegraph riporta che BoJo avrebbe intenzione di anticipare il voto a maggio o giugno del 2023


Boris Johnson calls surprise Cabinet meeting as general election  speculation mounts

Boris Johnson prosegue nell'azione di rimpasto del suo governo avviata ieri e, come sottolinea la stampa britannica, prepara il terreno per le prossime elezioni. L'operazione compiuta da Johnson, scrive il Guardian, è stata "spietata". Il premier si sarebbe liberato dei ministri che godevano di cattiva stampa ed erano in caduta libera nei sondaggi, per rafforzare l'esecutivo in vista della 'campagna d'inverno' contro il Covid, gettando le basi per il voto, che potrebbe essere anticipato al 2023, come rivela il Telegraph, rispetto alla scadenza naturale del 2024.

Nel frattempo, stamani il premier ha bocciato anche Penny Mordaunt, 'degradata' dal ruolo di Paymaster General e co-presidente della commissione per i negoziati con la Ue a sottosegretario al Commercio. Anche l'esperto sottosegretario alla Cultura, John Whittingdale, ha annunciato con un tweet di avere lasciato il suo incarico.

Tra le vittime più illustri della giornata di ieri il ministro degli Esteri Dominic Raab, finito al centro delle polemiche per essersi fatto trovare in vacanza allo scoppio della crisi afghana, con la conseguente caotica evacuazione da Kabul. Raab è stato costretto a cedere la poltrona di capo del Foreign Office a Liz Truss, molto popolare tra la base elettorale dei Tories, per le sue posizioni ultraliberiste. Altro nome di peso finito sotto la scure di Johnson è quello del ministro dell'Istruzione Gavin Williamson, che si era conquistato fama di gaffeur. Per lui nessun incarico di consolazione, ma un ritorno diretto ai backbenches, i banchi secondari dove siedono i deputati semplici.

Al posto di Williamson, Johnson ha scelto Nadhim Zahawi, imprenditore di origini irachene emigrato nel Regno Unito da bambino, considerato dal premier persona di grande affidabilità, dopo la sua ottima gestione della campagna vaccinale. Altro posto chiave, quello del dipartimento della Casa, delle Comunità e degli enti locali, è stato assegnato al fidato Michael Gove. A lui spetterà il compito di attuare, in seno al governo, l'agenda "levelling up" del premier, quell'azione di riduzione delle disuguaglianze che, nelle intenzioni di Johnson, dovrebbe far guadagnare ai Tories anche i voti dell'elettorato di sinistra.

Altra nomina che fa discutere è quella di Nadine Dorries, scelta a sopresa al posto di Oliver Dowden per guidare il ministero della Cultura. La Dorries è nota per le sue critiche alla Bbc, giudicata troppo sbilanciata a sinistra, e per la proposta di privare l'emittente pubblica dei proventi del canone.

Ma quella di Dowden non è certo stata una bocciatura. Nel suo nuovo ruolo di Cabinet Office minister e, soprattutto, di co-presidente dei Conservatori, l'ex ministro dovrà preparare il partito per le prossime elezioni. Il Telegraph riporta che rivolgendosi allo staff del partito ieri sera, Dowden abbia invitato i Tories a tenersi pronti. "E' ora di mettersi al lavoro e prepararsi alle prossime elezioni", ha annunciato l'ex ministro. Sebbene la scadenza (fissata per legge) della legislatura sia prevista per la fine del 2024, il conservatore Telegraph riporta che Johnson avrebbe intenzione di anticipare il voto a maggio o giugno del 2023.

 

(Fonte: Adnkronos)

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In Danimarca il Covid-19 non è più una malattia socialmente pericolosa

In Danimarca tutte le restrizioni sociali, imposte in relazione alla pandemia da Coronavirus, sono state revocate. Secondo la decisione delle autorità locali, il COVID-19 non è più classificato come malattia socialmente pericolosa.


Il successo della campagna di vaccinazione della popolazione (al momento, oltre il 73 percento dei residenti di età superiore ai 12 anni è vaccinato), ha permesso di ammorbidire gradualmente le restrizioni e ora sono state finalmente cancellate. Ciò significa che non è più necessario esibire i Green Pass COVID, per partecipare a eventi pubblici (ad esempio partite di calcio), discoteche, ristoranti. Non si applica nemmeno più l'obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici. Gli asili nido e le  scuole di ogni grado non chiuderanno se uno dei bambini o un insegnante verrà contagiato dal Covid-19. Vengono revocate le restrizioni legate alla chiusura di alcuni attività commerciali che ad oggi dovevano chiudere entro e non oltre le 2 del mattino.

Secondo il ministro della Sanità Magnus Choinike, la pandemia da COVID-19 è "sotto controllo". Ci sono solo poco più di 100 persone negli ospedali, mentre in tutto il territorio è partita la campagna per la somministrazione della terza dose di vaccino, alle persone considerate "più vulnerabili". "Non pensiamo che avremo bisogno di introdurre più forti restrizioni in futuro", ha detto a sua volta il primo ministro Mette Frederiksen.

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Migranti, la Gran Bretagna respingerà le barche che attraversano la Manica. E' scontro con la Francia

Il governo di Boris Johnson ha approvato la nuova strategia dopo che il ministro dell'Interno britannico e quello francese si sono incontrati mercoledì senza riuscire a trovare un'intesa su come fermare i transiti. Per Parigi questa linea dura può mettere in pericolo vite umane


Gran Bretagna, record di sbarchi di migranti dalla Francia. Ma per  "riprendersi i confini" Johnson dipende dall'Europa - Il Fatto Quotidiano

Si inasprisce il braccio di ferro tra Francia e Gran Bretagna sui migranti che attraversano la Manica. Le barche potranno adesso essere respinte prima che raggiungano il Regno Unito: lo ha deciso il ministro dell'Interno, Priti Patel, che ha approvato la nuova strategia dopo che lei e il suo omologo francese, che si sono incontrati mercoledì, non sono riusciti a trovare un'intesa su come fermare i transiti.

Fallito il tentativo di accordo con la Francia, la Gran Bretagna dunque sceglie la linea dura. Gli uomini della Border Force britannica, la guardia costiera, sono stati allertati sul fatto che possono adottare tattiche di respingimento. La misura è già stata bocciata dal ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, sulla base del principio che "la salvaguardia delle vite umane in mare ha la priorità su considerazioni di nazionalità, status e politica migratoria". La Francia ha anche già avvertito che la nuova strategia potrà mettere in pericolo vite di esseri umani. 

Dalla fine del 2018, gli attraversamenti illegali della Manica da parte dei migranti che cercano di raggiungere il Regno Unito sono aumentati, nonostante le autorità avvertano della presenza di forti correnti, basse temperature e dei rischi nell'avventurarsi in una delle rotte marittime più trafficate del mondo. Tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2021, le autorità marittime francesi hanno registrato 12.148 traversate o tentativi di traversata, quasi tre volte il numero (4.192) per lo stesso periodo del 2020.

 

(Fonte: Agi)

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Il ministro delle Emergenze russo morto per salvare la vita a un cameraman. Era un uomo chiave dei servizi di sicurezza di Putin

Yevgeny Zinichev è deceduto in un incidente durante un'esercitazione della protezione civile nell'Artico. la ricostruzione dell'emittente RT: "Lui e il cameraman erano sul bordo di una scogliera. Il cameraman è scivolato ed è caduto in acqua. Zinichev si è lanciato dietro all'uomo caduto ed è morto dopo aver colpito una roccia sporgente"


Russian minister dies trying to save man during Arctic drills

Il ministro delle Emergenze russo Yevgeny Zinichev è morto in un incidente durante un'esercitazione della protezione civile nell'Artico. Secondo il ministero, Zinichev, che aveva 55 anni, è morto a Norilsk mentre cercava di salvare la vita un cameraman caduto da una scogliera durante un'intervista.

"Lui e il cameraman erano sul bordo di una scogliera. Il cameraman è scivolato ed è caduto in acqua", ha detto il capo dell'emittente russa RT, Margarita Simonyan. "Zinichev si è lanciato dietro all'uomo caduto ed è morto dopo aver colpito una roccia sporgente".

Zinichev era ministro delle Emergenze dal 2018 e per anni, secondo quanto riferito, è stato un membro chiave dei servizi di sicurezza del presidente Vladimir Putin. I media russi affermano che al momento dell'incidente stavano girando un documentario di formazione nella regione di Krasnoyarsk per il ministero.

Secondo i rapporti, anche un membro della troupe televisiva sarebbe deceduto dopo essere caduto in acqua. 

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