updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Italia verso la zona bianca, tre Regioni già da oggi. Decessi ai minimi da ottobre, campagna vaccinale al galoppo: si ricomincia a respirare

Zona bianca da oggi 31 maggio per Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise, senza coprifuoco e con regole per le riaperture secondo le linee guida del Cts. Entra in vigore l'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo una giornata caratterizzata da 2.949 contagi e 44 morti, il dato più basso per quanto riguarda i decessi dal mese di ottobre. Non sono state registrate vittime nelle province autonome di Bolzano e Trento, in Valle d’Aosta, Abruzzo e Basilicata. Cala anche l'occupazione delle terapie intensive, con 1.061 pazienti ricoverati (-34)


Accelera il conto alla rovescia verso la normalità nel Ponte del 2 giugno, un assaggio di vacanze ormai quasi vere per milioni di italiani. Oggi tocca a Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise - le prime tre regioni che diventano 'bianche' - dire addio al coprifuoco e salutare le riaperture di ristoranti e bar al chiuso, piscine coperte, parchi tematici, sale giochi, wedding, fiere, sagre, circhi, corsi di formazione, convegni.

L'1 giugno si potrà mangiare nei locali al chiuso ed assistere agli eventi sportivi al coperto (con capienza al 25%) in tutta Italia. Il 7 giugno il coprifuoco slitta alle 24 a livello nazionale (uscita libera, invece, per le regioni bianche).

La corsa alle riaperture è spinta dalla campagna vaccinale - anche ieri sopra le 500mila somministrazioni giornaliere dopo il record di venerdì - e dal continuo calo di contagi e vittime: ieri i morti sono stati 44, il numero più basso dallo scorso 14 ottobre. In continua diminuzione i ricoverati in terapia intensiva (sono 1.061), che si avviano a scendere sotto quota mille dopo mesi. In risalita il tasso di positività, all'1,8% (+0,5% rispetto a ieri) Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sparge ottimismo. "Non dobbiamo preoccuparci - assicura - dell'aumento di contagi in Inghilterra: lì ci sono stati seimila casi di variante indiana, di cui 5mila da persone non vaccinate. In Italia la variante indiana è all'1%. Noi dobbiamo correre con la vaccinazione, completare le seconde dosi, continuare con mascherine e distanze e insieme, noi e la popolazione, ci lasceremo questa situazione alle spalle". Intanto, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato la proroga dell'ordinanza, fino al 21 giugno, che vieta l'ingresso in Italia per chi proviene da India, Bangladesh e Sri Lanka. Le tre regioni bianche, dunque, oggi dicono addio a mesi di restrizioni (la Sardegna, in effetti, era diventata bianca già a fine febbraio ma poi era tornata rossa): continuano ad essere in vigore gli obblighi di mascherina e distanziamento, ma ripartono tutte le attività che erano state sospese dalla pandemia. Resta lo stop, invece, per le discoteche come attività di ballo. E Sileri si augura che "possano riaprire presto con il green pass e diventare un punto dove ci si possa anche vaccinare e raggiungere così i giovani che a volte sono più refrattari alle vaccinazioni".

Dal 7 giugno saranno in bianco - secondo l'attuale andamento dei contagi - anche Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto, mentre dal 14 dovrebbe toccare a Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e alla provincia di Trento.
Le ultime sette regioni ancora gialle potrebbero cambiare colore dal 21 giugno, con l'inizio dell'estate. Il calendario delle riaperture prevede (per le regioni non bianche) il via libera dal 15 giugno ai matrimoni con cerimonia, parchi tematici e congressi; dal 21 giugno via il coprifuoco; dall'1 luglio riprendono infine corsi di formazione, centri benessere, sale giochi, eventi sportivi al chiuso, piscine coperte. Per quest'ultima attività Anna Maria Bernini (Forza Italia) invita il Governo a valutare "con grande attenzione l'appello del presidente della Federazione Nuoto Paolo Barelli, che chiede di anticipare la riapertura". Sul fronte vaccini, giovedì prossimo si archivia definitivamente il sistema delle fasce di età (già bypassato in alcune Regioni dai vari open day organizzati) : chiunque, dai dodicenni in su, potrà vaccinarsi.

Per la fascia dei ragazzi tra i 12 ed i 15 anni l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) entro oggi dovrebbe esprimersi, dopo l'ok arrivato dall'Ema. "Pensare agli adolescenti e ai bambini - ha spiegato il presidente dell'Aifa, Giorgio Palù - è importante perchè sappiamo che se vogliamo limitare la catena della trasmissione questo è il meccanismo".

Le somministrazioni totali sono 34.234.814, le persone immunizzate sono 11.785.375 (un italiano su 5). E a giugno sono attese oltre 20 milioni di dosi. Mentre parte la vaccinazione 'universale' c'è il problema di raggiungere i soggetti in età vulnerabile finora sfuggiti alle punture: si tratta in primo luogo di 375mila over 80 (poco più dell'8% della popolazione complessiva di quella fascia d'età); poi 1 milione e 97mila tra i 70 ed i 79 anni (il 18%) e 2 milioni e 345mila tra i 60 ed i 69 anni (il 31%). Sempre dal 3 giugno, infine, le somministrazioni potranno avvenire anche nelle aziende: nelle scorse settimane oltre 700 avevano dato disponibilità.

 

(Fonti: Adnkronos e Ansa)

Covid, Galli: "Immunità di gregge possibile solo con bambini vaccinati"

Torna a parlare Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano: "Vaccinare i più piccoli perché, soprattutto con le nuove varianti, sono un serbatoio importante di infezione"


Impossibile ottenere l'immunità di gregge senza vaccinare i bambini contro il Covid. Così Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. "E' molto importante vaccinare anche i più piccoli" contro il coronavirus "perché è ormai chiaro che, soprattutto con le nuove varianti, sono un serbatoio importante di infezione. L'auspicio, un giorno, di avere l'immunità di gregge, crolla immediatamente se non hai la possibilità di vaccinare anche i bambini", ha spiegato Galli durante un incontro per il ciclo di alta formazione Horizon Academy.

In merito alla possibilità di somministrare negli Usa il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech anche ai 12-15enni, l'esperto ha commentato "finalmente. E' una cosa che assolutamente mancava ed era importante definire e stabilire", ha sottolineato.

Galli ha poi evidenziato che "siamo di fronte a un avvenimento epocale: la pandemia da coronavirus, ma anche il fatto che le misure di contenimento e protezione individuale hanno condizionato la circolazione di tutti i virus delle primavere", hanno prodotto "un anno con pochissima influenza, pochi raffreddori e pochissimi altri virus delle prime vie respiratorie. C'è stato un buco nella storia epidemiologica. Cosa vorrà dire non lo sappiamo, ma ci permetterà di capire molte cose".

In merito alla prossima campagna vaccinale anti-influenza, l'esperto ha sottolineato che la preparazione "segue delle regole ormai stabilite da anni" e che "non possono essere disattese". Ovvero: "Sapere quale vaccino fare per tempo è fondamentale, altrimenti le dosi non possono essere approntate per tempo. La scommessa, quest'anno ancora di più - ha osservato - sta a capire che cosa circolerà e se circolerà l'anno prossimo".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Affitti e pandemia, cosa posso fare se non riesco a pagare? Risponde l'avvocato (VIDEO)

Un tema di scottante attualità quello della difficoltà di adempiere agli obblighi contrattuali nei rapporti di locazione. Che diritti ha chi non riesce temporaneamente a pagare l'affitto. E a cosa è tenuto il proprietario? Lo abbiamo chiesto all'avvocato Carlo Bortolotti, civilista di Milano, esperto della materia - (VIDEO)


Ristoranti in crisi: i consumi fuori casa sono in picchiata
 
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Feste natalizie, il Viminale schiera 70mila poliziotti per controllare gli italiani. Lamorgese: "Ma non chiamatela militarizzazione"

Quanto all'immigrazione, per la ministra dell'Interno "è vero che negli ultimi mesi sono aumentati gli sbarchi di migranti in Italia. Arrivi soprattutto dalla Tunisia, martoriata dalla crisi pandemica, economica e sociale. Ma è altrettanto vero che siamo riusciti ad effettuare oltre 3000 rimpatri, con 10 voli aggiuntivi, in un momento, poi, dove gli spostamenti sono molto complicati vista la pandemia"


Conte frena anche Lamorgese sul blocco navale alla Tunisia

"Sarà un Natale di sacrifici per tutti. Per quest'anno è necessario allontanarci da quella che è la nostra tradizione vista la pandemia. Dobbiamo evitare una terza ondata. Per quanto riguarda i controlli, abbiamo stanziato oltre 70mila unità di polizia su tutto il territorio". Così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese su Sky Tg24, durante l'evento 'Live In Courmayeur'.

"Controlli sì, ma dico assolutamente no ad una militarizzazione delle città - ha detto Lamorgese - Ci vuole grande senso di equilibrio da parte nostra, ma grande senso di responsabilità da parte dei cittadini. Abbiamo tenuto aperti i negozi per dare un segnale, per salvaguardare l'economia. I titolari dei negozi devono però adottare tutte le precauzioni necessarie. Assembramenti non devono esserci".

"Le frontiere verranno tutte controllate - ha aggiunto - per evitare il diffondersi della pandemia. Ci saranno presidi sulle autostrade, su tutti i confini nazionali e non solo. Vogliamo sottolineare che da settembre ad oggi sono stati oltre 6 milioni i controlli fatti dalle nostre forze di polizia".

Lamorgese al capo della Polizia: apprezzamento per operazione contro  narcotraffico internazionale | Ministero dell'Interno

La ministra dell'Interno ha detto anche che "di segnali di stanchezza e disagio sociale ne abbiamo visti. Ci sono e capisco la rabbia dei cittadini, soprattutto quelli più in difficoltà economica. Sono state oltre 1000 le manifestazioni di protesta che si sono svolte in tutta Italia. Le abbiamo tutte autorizzate e diciamo che, a parte qualche caso in cui per le infiltrazioni di frange di estrema sinistra e destra hanno dato vita ad episodi di violenza, sono state tutte manifestazioni civili, pacifiche, lecite".

"Il governo - ha aggiunto - ha messo e sta mettendo in campo tutte risorse le risorse necessarie per venire incontro alle esigenze di tutti, per far fronte alle difficoltà economiche di ogni fascia, soprattutto per i più deboli".

Riguardo alla scuola, "siamo vicini alla riapertura delle scuole, almeno con il 75% degli studenti in presenza. Serve la collaborazione di tutti - ha sottolineato - I prefetti dovranno coordinare tutti gli attori in campo. Inevitabilmente questo porterà ad una serie di azioni, ivi compreso il controllo dei mezzi pubblici e la limitazione delle persone all'interno. Dobbiamo riaprire in totale sicurezza".

Immigrati, è nato il popolo degli apolidi - Inchieste - la Repubblica

Quanto all'immigrazione, "è vero che negli ultimi mesi sono aumentati gli sbarchi di migranti in Italia. Arrivi soprattutto dalla Tunisia, martoriata dalla crisi pandemica, economica e sociale. Ma è altrettanto vero che siamo riusciti ad effettuare oltre 3000 rimpatri, con 10 voli aggiuntivi, in un momento, poi, dove gli spostamenti sono molto complicati vista la pandemia".

Il governo blocca lo sci, le Regioni non ci stanno: "Sarebbe un danno irreversibile all'economia della montagna e dei nostri territori". Da Tomba a Federica Brignone, si mobilitano anche i campioni

Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Province di Trento e Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia chiedono di aprire gli impianti almeno per le festività: "Pronti a stabilire una data comune d'avvio"


La rabbia delle Regioni: "Stagione senza sci sarebbe un suicidio, Conte ci ripensi"

Gli assessori lombardi Caparini e Sertori: "Scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un governo disorientato"

E' scontro tra il governo e le Regioni per l'apertura degli impianti sciistici. Se da una parte l'esecutivo sembra deciso a non far partire la stagione per evitare che i contagi da coronavirus aumentino, dall'altra i governatori sono invece pronti a riavviare gli impianti. "Una stagione senza sci sarebbe un suicidio", ha detto Luca Zaia, mentre dalla Lombardia si parla di scelta "scriteriata, il governo ci ripensi".

"Sarebbe un danno irreversibile all'economia della montagna dei nostri territori", ha ribadito anche il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, dopo l'approvazione da parte dei presidenti delle linee guida sullo sci." La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - ha, infatti, annunciato il governatore della Liguria - ha approvato le linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte di sciatori amatoriali.

Piste sul ghiacciaio della Val Senales - Impianti sci aperti in Alto Adige

E` un documento che inviamo al governo come contributo propositivo per non compromettere la stagione sciistica e per non creare un danno irreversibile all'economia della montagna dei nostri territori". Tra i governatori in prima linea sulla questione c'è Luca Zaia (Veneto), che ha detto: "Una stagione senza sci sarebbe un suicidio, sul piano economico e social. Lo sci si pratica sulla cresta delle montagne ed è per questo che vorremo un coordinamento europeo perché pensare di vedere che da altre parti si scia mentre noi siamo chiusi è difficilmente giustificabile". Dello stesso avviso Alberto Cirio (Piemonte) che ha aggiunto: "Per lo sci invernale possiamo trovare un punto di equilibrio, come stanno facendo in altri Paesi. E' uno sport e lo si può praticare in sicurezza. Si potrebbe consentire l'attività sciistica, lasciando chiusi bar e ristoranti. E' una strada che dobbiamo percorrere insieme al governo". 

In polemica con il governo anche Davide Caparini e Massimo Sertori, rispettivamente assessore al Bilancio e alla Montagna della Lombardia, che chiedono al premier Conte di rivedere le scelte fatte perché "tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l'economia della montagna. E' una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un governo disorientato". Gli assessori lombardi hanno poi aggiunto che "mentre a Natale si andrà a sciare in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso". 

"E' necessario - si legge in una nota congiunta degli assessori con delega agli impianti di risalita delle Regioni alpine - darsi una data comune per l'avvio della stagione bianca, tenuto conto del quadro sanitario che andrà a delinearsi nelle prossime settimane". Gli assessori di Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno quindi sottolineato che "molte realtà imprenditoriali legate alla stagione bianca, tra cui scuole di sci, noleggi, aziende di trasporto, hotel e ospitalita' in genere, ecc., aspettano risposte per programmare la stagione invernale

Il Mondo dello sci si mobilita

Covid, Tomba e Brignone, appello al governo: «Le piste da sci devono essere  aperte a Natale»- Corriere.it

Alberto Tomba non ha dubbi. "Lo sci è per eccellenza sport all'aperto ed individuale: in più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non "è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso.

E sciando neppure c'è un problema di distanziamento". Suona come un appello alla riapertura degli impianti - tema al centro del dibattito in ambito covid, con gli operatori del settore che si oppongono alla chiusura voluta dal governo - quello del più famoso campione azzurro dello sci, secondo il quale "le piste dovrebbero dunque essere aperte, anche se ci sono ovviamente degli accorgimenti da prendere".

"Per gli impianti non vedo però problemi particolari: dove c'è un seggiovia a due o tre posti si va da soli, se "è da cinque si va in tre. E si possono benissimo diminuire e segnare anche i posti sulle cabinovie: non c'è dunque problema a mantenere il distanziamento sugli impianti", aggiunge Tomba dalla casa di famiglia di Castel de britti.

"Il problema è, semmai quello dell'apres ski e dei rifugi dove si va a bere e mangiare qualcosa dopo una sciata - spiega poi il bolognese - ma anche in questo caso, come avviene nei ristoranti, si può limitare gli accessi, con mascherina e distanziamento obbligatori".    

"E' molto importante che gli impianti sciistici aprano a Natale, perché sarebbe un segnale positivo per tutti. Altrimenti, con le stazioni chiuse, il danno sarebbe irreparabile". Parlando all'ANSA Federica Brignone, detentrice della coppa del mondo di sci, prende posizione in maniera forte sul dibattito del giorno sul fronte misure anticovid.

Covid, Pregliasco: "Verso il superamento dell'emergenza. In Lombardia primi segnali di miglioramento"

Parla il professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano: "Ritengo comunque che l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto vada mantenuto almeno fino a Natale: insieme a igiene e distanziamento è infatti un'arma importante per ostacolare la diffusione del virus"


Istituto Ortopedico Galeazzi | Gruppo San Donato

"La curva è in crescita ma è lineare, il picco potrebbe arrivare tra 7 giorni. L'emergenza negli ospedali non è scavallata ma quasi, siamo nella fase di picco. E se le cose andranno avanti così, ci aspettiamo un calo per la prossima settimana". Sono le parole del professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano a Sky Tg24. "In Lombardia si vedono i primi segnali di miglioramento della situazione. Bisogna insistere con il rispetto delle misure. Più lavoriamo bene adesso - spiega - più saremo sereni a Natale".

Quanto alle pressioni per allentare le misure nelle regioni che hanno adottato quelle più rigide per prime, "penso che forse nelle prossime settimane potrebbe essere avviato un allentamento nelle province meno colpite. Ma ritengo sia opportuno assumere una decisione univoca e condivisa su questo tema, in modo da non generare incomprensioni", continua Pregliasco. "Ritengo comunque che l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto vada mantenuto almeno fino a Natale: insieme a igiene e distanziamento è infatti un'arma importante per ostacolare la diffusione del virus".

Quanto alle speranze suscitate dagli ultimi annunci sui vaccini in sperimentazione, "si tratta di dati interessanti. Ma dobbiamo avere ben chiaro che questi vaccini non sono stati ancora autorizzati, e che per vedere gli effetti delle vaccinazioni dovremo aspettare dei mesi", conclude Pregliasco.
 
(Fonte: adnkronos)
  • Pubblicato in Salute

Covid, lockdown e mobilità: come cambia il nostro modo di spostarci

Studio rivela: cala il trasporto pubblico, aumenta l'uso dell'auto, incidenti in diminuzione, attenzione ai monopattini


Gli italiani continuano ad affidarsi all'auto per gli spostamenti e con il Covid ancora di più, come se l'auto fosse una 'grande mascherina' contro il contagio.

Arretra, invece, il trasporto pubblico, che viene percepito come pericoloso (-89% durante lockdown su stesso periodo 2019) mentre un italiano su due userebbe i monopattini per muoversi, ma tutti chiedono regole ferree. Questo il quadro di una mobilità profondamente modificata rispetto agli scorsi anni: la pandemia si è abbattuta sul sistema dei trasporti come la tempesta perfetta: -67% degli spostamenti giornalieri e -84% di passeggeri per km percorsi.

E' quanto emerge dal 17esimo 'Rapporto Audimob sulla Mobilità degli Italiani' realizzato da Isfort in collaborazione con il Cnel e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, con il contributo scientifico di Agens, presentato oggi durante il webinar "La mobilità in Italia tra la gestione del presente e le strategie per il futuro". 

Il rapporto evidenzia anche che gli incidenti nel 2019 sono calati ma restano comunque molti: sono stati in tutto 172.183, in leggerissimo calo rispetto al 2018 (-0,2%), le vittime sono state 3.173, ovvero - 4,8% e i feriti 241.384 (-0,6%). Il numero di morti è il più basso dell'ultimo decennio e il lockdown, solo in questo caso, ha avuto un effetto benefico: il calo degli incidenti stradali è stato di circa il 72% a marzo e dell'85% ad aprile.

 

(Fonte: Ansa)

Ducati, miglior trimestre di sempre nonostante il Covid. Vendite record per la casa di Borgo Panigale, ma preoccupa il nuovo scenario: "Proprio adesso che..."

"Nonostante il 2020 sia un anno burrascoso - ha affermato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati - il terzo trimestre ha registrato le performance migliori di sempre. La situazione sta nuovamente peggiorando, proprio quando stiamo per presentare al mondo le novità del 2021 cui abbiamo lavorato con grande determinazione nonostante le difficoltà introdotte dalla pandemia"


Ducati Superleggera V4, al via la produzione: due "experience" per i  possessori

Miglior terzo trimestre di sempre per le vendite di Ducati, nonostante la complessa situazione globale. La casa di Borgo Panigale ha infatti registrato il miglior terzo trimestre di vendite di sempre con 14.694 moto vendute e il mese di settembre ha confermato il trend di ripresa iniziato a giugno, con la consegna ai clienti di 4.468 moto.

Forte anche del trend positivo del mercato, Ducati ha iniziato il recupero del calo di performance registrato nei primi mesi dell'anno, andando da giugno a colmare parte del differenziale di vendite rispetto all'anno precedente. Nel complesso contesto 2020 Ducati, ha fin da subito adottato tutte le misure preventive necessarie (smart working e fermo produttivo di 6 settimane proprio nel picco di stagione) reagendo in modo flessibile e veloce ai cambiamenti imposti dalla pandemia. La casa motociclistica ha poi sfruttato i sistemi digitali per continuare a servire i propri appassionati (ad esempio con la presentazione virtuale dello Streetfighter V4 e dello Scrambler 1100 PRO). Dal mese di aprile 2020 ha inoltre introdotto un protocollo dedicato, il Ducati Cares, affinché i Ducatisti potessero tornare a visitare i propri concessionari Ducati di fiducia in tutta sicurezza, o potessero interagire digitalmente per prenotare un appuntamento o valutare l'acquisto di una moto da remoto.

"Nonostante il 2020 sia un anno burrascoso - ha affermato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati - il terzo trimestre ha registrato le performance migliori di sempre. La situazione sta nuovamente peggiorando, proprio quando stiamo per presentare al mondo le novità del 2021 cui abbiamo lavorato con grande determinazione nonostante le difficoltà introdotte dalla pandemia. Ancora una volta ci troviamo costretti a dover ridefinire modalità e processi lavorativi per mantenere alta l'attenzione alla sicurezza dei nostri dipendenti, fornitori e addetti ai lavori. Presentazioni digitali, utilizzo dello smart working e video meeting, ingresso in Azienda solo se strettamente necessario. Il tutto con l'obiettivo di stare il più vicino possibile, nel modo più sicuro, ai Ducatisti di tutto il mondo". I ducatisti ad oggi possono contare su una rete vendita globale che comprende circa 730 concessionari e service point in quasi 90 paesi, comprese le ultime aperture a Rio de Janeiro, Vienna, Wolfsburg e Antwerp.

Ducati Motor Holding conta oggi in totale 1.665 dipendenti.

 

(Fonte: Ansa Motori)

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