updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Si riapre un altro fronte nello scontro Usa-Russia. L'Ucraina denuncia: "Truppe di Mosca al confine". Da Washington parte un avvertimento

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese. Gli americani diffidano i russi dall'intimidire Kiev. La replica del Cremlino: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno". Ma la tensione sale e partono cannonate nel Donbass


Volodymyr Zelensky: Ukraine Won't Interfere in the US Elections

Si rialza la tensione ai confini tra Ucraina e Russia dove ci sono movimenti militari: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese e Washington ha già messo in guardia Mosca contro ogni tentativo di "intimidire" Kiev.

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov comunque ha già liquidato la questione: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e che questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno".

L'accusa di Zelensky a Mosca è arrivata attraverso una nota: la Russia "cerca di creare un ambiente minaccioso" con "esercitazioni militari e possibili provocazioni al confine". E il portavoce della diplomazia statunitense, Ned Price, è intervenuto subito per avvertire Mosca di astenersi dal compiere "azioni aggressive per intimidire, minacciare il nostro partner, l'Ucraina".

Secondo Ucraina e Stati Uniti, i movimenti di truppe russe sono stati rilevati al confine russo-ucraino, vicino ai territori controllati dai separatisti filo-russi e anche in Crimea, la penisola annessa da Mosca nel 2014.

Dopo la tregua siglata nell 2020, il conflitto in Ucraina orientale in realtà non si è mai del tutto sopito, ci sono stati diversi scontri armati e sono morti almeno una ventina di 20 soldati ucraini. Entrambe le parti si incolpano a vicenda per l'escalation.

Prima di Zelensky, in una sessione straordinaria della Verkhovna Rada (il Parlamento), aveva parlato il comandante in capo delle forze armate ucraine, Ruslan Jomchak: parlando di "minaccia alla sicurezza militare" ucraina, aveva detto che i separatisti hanno 28mila combattenti e "più di 2mila istruttori e consiglieri militari russi".

"Al 30 marzo lungo il confine ucraino, nelle aree temporaneamente occupate e in Crimea conteniamo 28 gruppi tattici nemici a livello di battaglione". In particolare, dopo l'occupazione della penisola della Crimea nel 2014, "la Russia ha aumentato il suo raggruppamento militare (in quel territorio), che attualmente conta circa 32.700 soldati".

Dopo che la Russia ha iniziato ad aumentare gradualmente il numero del suo personale militare anche lungo il confine con l'Ucraina, "è stata presa la decisione di rafforzare il raggruppamento di forze congiunte sul territorio delle regioni di Donetsk e Luhansk (confine con la Russia) e nel settore della Crimea".

"Le nostre forze armate - questo l'avvertimento del comandante in capo ucraino- sono pronte a dare una risposta adeguata sia all'escalation del conflitto che al peggioramento della situazione politico-militare e strategico-militare al confine ucraino".

Nell'est dell'Ucraina è in vigore un cessate il fuoco dal 2015, ma è stato continuamente violato e nel luglio 2020 sono state adottate misure per rafforzarlo; e la missione speciale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa continua a registrare violazioni della tregua.

In questo clima di tensione, giovedì il servizio diplomatico dell'Unione europea ha denunciato la campagna militare lanciata dalla Russia in Crimea, definendola una "violazione del diritto internazionale umanitario".

Secondo Kiev, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha anche telefonato al suo collega ucraino Andrei Taran: secondo il ministero della Difesa a Kiev, Austin ha assicurato che Washington non lascerà sola l'Ucraina "in caso di escalation dell'aggressione russa".


Cannonate dell'esercito ucraino contro la milizia indipendentista nel Donbass

Ukraine conflict: Front-line troops begin pullout - BBC News

Cannonate dell'esercito ucraino contro le postazioni della milizia dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk (Lpr). Almeno 16 colpi di artiglieria da 120 millimetri sono stati sparati fuori dall'abitato di Kalynove-Borshchevate per la prima volta da quando sono state introdotte le misure aggiuntive per garantire il cessate il fuoco nel Donbass.

Il portavoce della milizia, Yakov Osadchy ha detto che le unità della Lpr "per garantire la sicurezza della popolazione civile della repubblica, sono state costrette a rispondere al fuoco con armi che non sono proibite dagli accordi di Minsk contro le posizioni nemiche utilizzate per l'attacco".

Per poi aggiungere: "Chiediamo agli osservatori internazionali e alla direzione dell'Osce di registrare un altro caso di grave violazione del cessate il fuoco da parte ucraina". 

(Fonte: Agi)

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Vaccini, dubbi Usa su AstraZeneca: "Dati vecchi e fuorvianti". La replica: "Entro 48 ore ne forniremo di più recenti"

Il vaccino anti-Covid Astrazeneca fa ancora discutere. Dopo che la società farmaceutica anglosvedese ha pubblicato lo studio relativo alla fase tre della sperimentazione in America, che mostra una efficacia del 79% nella prevenzione dei casi asintomatici e del 100% nella prevenzione della malattia grave e del ricovero ospedaliero, oggi le autorità americane hanno messo in dubbio quei dati. Pronta la risposta della casa


La società AstraZeneca potrebbe avere incluso dati "obsoleti" nell'informativa inviata alle autorità americane durante le sperimentazioni del proprio vaccino anti Covid condotte negli Stati Uniti: lo ha reso noto nella tarda serata di ieri l'Istituto nazionale per le malattie infettive e le allergie citando le preoccupazioni di un consiglio di monitoraggio.

Il consiglio di monitoraggio, ha reso noto in un comunicato l'Istituto nazionale per le malattie infettive e le allergie, "ha espresso la preoccupazione che AstraZeneca possa avere incluso informazioni obsolete da quello studio, che potrebbero avere fornito una visione incompleta dei dati sull'efficacia" del suo vaccino. AstraZeneca ha subito annunciato che "entro 48 ore" fornirà agli Stati Uniti altri dati sul su vaccino anti-coronavirus.

In un comunicato la società farmaceutica ha spiegato di aver utilizzato dati risalenti a un periodo antecedente il 17 febbraio per risultati delle sperimentazioni cliniche negli Stati Uniti e di voler mettersi in contatto "immediatamente" per fornire al Data and Safety Monitoring Board "informazioni più aggiornate possibile".

Il vaccino AstraZeneca è "probabilmente molto buono" ma i dati inviati dalla società "sono fuorvianti", ha dichiarato il dottor Anthony Fauci dopo i dubbi sollevati dalla commissione indipendente sull'attendibilità delle informazioni fornite agli Stati Uniti. "Questo è probabilmente un ottimo vaccino", ha detto alla ABC News il principale consigliere della Casa Bianca sulla pandemia. Ma il comitato di monitoraggio dei dati e della sicurezza "si è preoccupato" del fatto che i dati forniti da AstraZeneca "fossero in qualche modo obsoleti e potrebbero in effetti essere un po' 'fuorvianti", ha aggiunto.

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Ue-Russia, è gelo totale. Lavrov: "Non ci sono più rapporti". Mosca rafforza l'asse con la Cina mentre resta alta la tensione con gli Usa

Parla il ministro degli Esteri russo: "L'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles". Sul fronte dello scontro con la Casa Bianca non c'è stato alcun chiarimento tra Putin e Biden. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Nessuna disponibilità da parte degli Stati Uniti". E sulla valigetta nucleare: "Il presidente ha sempre tutto con sé"


Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha fatto il punto sullo stato delle relazioni con la Ue. "Con l'Unione europea non ci sono rapporti come organizzazione, l'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles - ha detto -. Se e quando Bruxelles riterrà possibile eliminare questa anomalia, allora la Federazione russa sarà pronta".

La Russia guarda a Oriente - Lavrov ha parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo cinese Wang Yi, al termine dell'incontro di due giorni tenuto a Guilin, nel Guangxi. Il ministro degli Esteri russo ha parlato di Mosca come del "più grande vicino" dell'Europa per cui "se e quando sarà ritenuto opportuno dagli europei eliminare questa anomalia" di rapporti diplomatici, "saremo pronti a costruire queste relazioni sulla base della parità di diritti e della ricerca di un equilibrio di interessi. Non ci sono cambiamenti sul fronte occidentale, a mio avviso, abbiamo un'agenda molto intensa sul fronte orientale, che diventa ogni anno più ricca", ha detto. 

Le tensioni con gli Usa - La Russia deve fare i conti anche con le tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, dopo le parole poco concilianti che si sono rivolti Putin e Biden. Nella giornata di lunedì, da Mosca non sono arrivati segnali di distensione. Prima il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva spiegato che non era in programma nessun contatto tra Putin e il presidente Usa poiché non vi è "nessuna disponibilità da parte degli Usa". Poi lo stesso Peskov, in riferimento alla "valigetta nucleare", ha ribadito che "Putin ha sempre con sé gli strumenti di comunicazione necessari, compresi quelli strategici, ovunque si trovi". 

 

(Fonte: Tgcom24)

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Trump tornerà sui social con una sua piattaforma. Così The Don vuole beffare le big tech che lo hanno bandito

L'annuncio di Jason Miller, consigliere dell'ex presidente americano: "Ci sono molte società interessate. Sarà qualcosa di grande"


Donald Trump, bandito da Twitter da gennaio, farà il suo ritorno sui social media entro tre mesi con "una sua piattaforma": lo ha annunciato un consigliere dell'ex presidente americano. "Penso che vedremo il presidente Trump tornare sui social media probabilmente in due o tre mesi con la sua propria piattaforma", ha detto Jason Miller su Fox News. Il consigliere non ha voluto fornire ulteriori dettagli sui contorni di questa "piattaforma", riferendosi solo a numerosi incontri a Mar-a-Lago, la residenza del miliardario repubblicano in Florida.

"Molte società in pista"

"Non è solo una società che si è avvicinata al presidente, ci sono molte società" e "questa nuova piattaforma sarà qualcosa di grande, tutti la vogliono, porterà milioni e milioni, decine di milioni di abbonati a questa nuova piattaforma", ha ulteriormente assicurato. Twitter, che è stato, in campagna elettorale e durante la sua amministrazione, il principale strumento di comunicazione di Trump, ha cancellato l'account @realDonaldTrump e i suoi 88 milioni di iscritti dopo l'assalto dei suoi sostenitori, il 6 gennaio, al Campidoglio.

Le messe al bando

L'ex presidente, che ha lasciato la Casa Bianca il 20 gennaio, è stato anche temporaneamente o permanentemente bandito dalla maggior parte delle altre principali reti sociali o piattaforme internet, tra cui Facebook, Instagram, Youtube o Snapchat. Da allora, l'uomo i cui messaggi hanno spesso scosso la vita politica americana negli ultimi anni e' molto meno udibile, anche se rimane molto influente all'interno del partito repubblicano e non esclude di correre di nuovo per la presidenza nel 2024.

 

(Fonte: Agi)

Putin replica a Biden: "Gli auguro buona salute. Collaborare ancora con gli Usa? Solo alle nostre condizioni"

Il presidente americano aveva risposto affermativamente alla domanda se il capo del Cremlino fosse un "assassino". La crisi diplomatica generata dalle affermazioni del nuovo inquilino della Casa Bianca - e che ha già portato al richiamo dell'ambasciatore russo a Washington per consultazioni - rischia di acuire il divario tra i due Paesi


Joe Biden e Vladimir Putin: torna il gelo tra Usa e Russia

Joe Biden accusa Vladimir Putin e lo definisce un assassino. La risposta? "Stia bene". Rapporti sempre più tesi tra Russia e Stati Uniti dopo che il presidente Biden ha definito ieri Putin "un killer" e ha affermato che la Russia "pagherà un prezzo" per le interferenze nelle elezioni Usa. "Una risposta a Biden? Gli direi, 'stia bene. Le auguro buona salute! Lo dico senza ironia, senza scherzare", ha affermato oggi Putin.

Mentre "molto male" è stato il commento secco del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a chi gli chiedeva un commento alle parole di Biden. "Mi tratterrò dal rilasciare un commento articolato - ha detto il portavoce secondo quanto riporta il sito della Tass - dirò una sola cosa: queste sono parole molto negative da parte di un presidente degli Stati Uniti".

Il richiamo dell'ambasciatore "per il tempo necessario"

Già ieri Mosca aveva reagito con il richiamo dell'ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, per "consultazioni". "Quanto dureranno? Esattamente il tempo necessario per le consultazioni stesse", ha fatto sapere oggi la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. "Le consultazioni - ha chiarito - non si terranno solo al ministero degli Esteri, ma anche in varie agenzie governative".

"Gli Usa si scusino o non finirà qui"

"Ho il sospetto che non finirà qui se gli Usa non daranno spiegazioni e non si scuseranno", ha scritto in un post su Faceboook il vice presidente del Consiglio della Federazione russa, la camera alta del Parlamento, Konstantin Kosachev. "Simili dichiarazioni non possono essere tollerate in nessuna circostanza e porteranno inevitabilmente a un aumento delle tensioni tra i nostri Paesi. Il richiamo dell'ambasciatore negli Usa per consultazioni - ha scritto Kosachev - è una risposta immediata, adeguata e l'unica ragionevole in una situazione del genere".

Tutto era gelato anche il rumore » Pensalibero.it

L'analista: "Così Biden colpisce la politica estera di Trump"

Le aspre accuse mosse a Vladimir Putin dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, dimostrano la volontà di "marcare il cambio di approccio rispetto a Donald Trump anche nel campo della politica estera, colpendone uno dei tratti più controversi, ovvero l'apertura alla Russia, che era stata pensata anche in chiave anti-cinese", spiega in un'intervista all'Adnkronos Germano Dottori, consigliere scientifico di Limes. "Biden ha fatto la stessa cosa anche in politica interna", emanando già nella prima settimana del suo mandato decine di ordini esecutivi per smantellare alcune delle misure "meno gradite" varate da Trump, sottolinea Dottori, secondo cui il nuovo capo di Stato americano vuole dimostrare che l'ex presidente è stato "un'anomalia rispetto alla tradizione wilsoniana della politica americana, che è condivisa anche dalla destra neoconservatrice".

Quanto alle conseguenze a breve-medio termine delle dichiarazioni di Biden, "in politica estera le parole sono pietre", sottolinea, ed il presidente "sta negando legittimità politica agli interlocutori esteri che non gradisce. Diventerà più difficile sedersi al tavolo con i russi, questo è praticamente certo - dichiara Dottori - Peraltro, rispetto ad altri conclamati killer si osserva maggiore indulgenza. Il presidente afghano Ghani, ad esempio, viene sollecitato a reintegrare i Talebani nel governo del suo Paese. Si punta anche ad un negoziato con il regime di Teheran, che pure ha soffocato nel sangue le proteste dei giovani che chiedevano più libertà". Secondo il consigliere scientifico di Limes, Biden ha voluto reagire a quanto emerso a proposito del sostegno dato dai russi a Trump lo scorso autunno. "È del tutto legittimo, poiché l'America ha tutto il diritto di proteggere la propria sovranità, se la ritiene minacciata. Ma qui pare esserci anche dell'altro - conclude - Dal momento che Trump non è uscito di scena, ma agisce da capo dell'opposizione, è forte la sensazione che Biden stia attaccando tutti coloro che ritiene vicini al proprio predecessore, circostanza che non mancherà di complicare la gestione della politica estera statunitense".

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"Putin assassino": Biden riapre la Guerra fredda. Mosca furiosa: "Un attacco alla Russia"

Il presidente degli Stati Uniti nel corso di un'intervista si scaglia contro il capo del Cremlino accusato anche di aver cercato di interferire nelle elezioni americane del 2020: "Pagherà un prezzo". La replica arriva dal Presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin: "Ha insultato i cittadini del nostro Paese con la sua dichiarazione"


Il pericoloso delirio di Joe Biden: «Putin è un assassino. Pagherà un  prezzo molto alto» - Secolo d'Italia

Lei pensa che Vladimir Putin sia un assassino? "Sì". Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha risposto così ad una domanda specifica nell'intervista a Good Morning America. E le parole del numero uno Usa scatenano la dura reazione di Mosca, che parla di "attacco alla Russia".

Putin, ha aggiunto Biden, "pagherà un prezzo" per aver cercato di interferire anche nelle elezioni del 2020. Il presidente americano ha commentato il rapporto di intelligence appena declassificato secondo il quale Putin avrebbe diretto la campagna di disinformazione russa tesa a colpire l'allora candidato democratico. Ed alla domanda di George Stephanopoulos su quali saranno le conseguenze, il presidente ha risposto: "lo vedrete a breve".

Nell'intervista Biden ha fatto riferimento al colloquio telefonico avuto con il presidente russo dopo il suo insediamento, durante il quale lo ha confrontato sulla questione delle interferenze elettorali e sulla vice da di Aleskey Navalny. "Abbiamo avuto un lungo colloquio, lo conosco relativamente bene - ha detto Biden, che ha avuto rapporti con Putin quando era vice presidente di Barack Obama - e la nostra conversazione è iniziata così: 'Io ti conosco e tu mi conosci, se stabilisco che questo è successo, allora preparati'".

Biden, comunque, ha sottolineato che Washington può "camminare e masticare il chewing gum" allo stesso tempo, intendendo che pur adottando misure nei confronti di Mosca, manterrà "spazio per lavorare insieme dove ci sono aree di reciproco interesse", come il rinnovo dell'accordo Start sul nucleare.

La conferma delle nuove interferenze elettorali di Mosca è arrivata con il rapporto pubblicato nei giorni scorsi dall'Office of Director of National Intelligence, in cui si afferma che sia la Russia che l'Iran hanno cercato di interferire, anche se non ci sono prove che abbiano cercato di cambiare i risultati elettorali. Anche la Cina aveva valutato un'operazione di disinformazione, ma poi avrebbe rinunciato.

Il rapporto è un diretto atto d'accusa a Putin: "Abbiamo stabilito - si legge nel documento - che il presidente russo ha autorizzato e diverse agenzie governative condotto un'operazione di influenza tesa a minare la candidatura del presidente Biden e il partito democratico, sostenendo l'ex presidente Trump, minando la fiducia pubblica nel processo elettorale ed esacerbando le divisioni negli Stati Uniti".

Il rapporto evidenza poi delle differenze rispetto al 2016, dal momento questa volta "non si è assistito ad un persistente tentativo russo di violare le infrastrutture informatiche elettorali americane". Ma l'operazione ha visto il coinvolgimento di individui legati all'intelligence russa che passato disinformazione a persone vicine a Trump ed ai media.

La replica di Mosca: "Un attacco alla Russia"

Putin e il dubbio della Merkel

Le parole del Presidente degli Stati Uniti Biden costituiscono "un attacco alla Russia", ha dichiarato il Presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin. Il contenuto dell'intervista, ha aggiunto, è frutto di "isteria provocata dalla debolezza". "Biden ha insultato i cittadini del nostro Paese con la sua dichiarazione", ha scritto Volodin sul suo canale Telegram. "Putin è il nostro Presidente e gli attacchi contro di lui sono attacchi contro il nostro Paese", ha aggiunto.

Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, le accuse degli Stati Uniti sulla presunta interferenza nelle elezioni presidenziali del 2020, "sono prive di fondamento, di prove e sono sbagliate".

"Non siamo d'accordo con le conclusioni dell'Intelligence nazionale Usa sul nostro Paese. La Russia non ha interferito nelle elezioni precedenti e non lo ha fatto in quelle del 2020 a cui fa riferimento il rapporto. La Russia non è coinvolta in campagne contro alcuno dei candidati", ha aggiunto Peskov.

"In generale, possiamo ancora una volta esprimere rincrescimento per tali accuse, che sono ben lontane dall'essere sostanziali, e sono usate come scusa per introdurre la questione di nuove sanzioni contro il nostro Paese". Queste accuse inoltre "danneggiano le relazioni bilaterali già sofferenti e scoraggiano gli sforzi politici per uscire da questa impasse", ha concluso Peskov prima della diffusione del contenuto dell'intervista di Joe Biden alla Abc.

 

(Fonte: Adnkronos)

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SAPERE DI BELLEZZA - Crypto art, asta da record da Christie’s

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


La notizia è di qualche giorno fa, con l’aggiudicazione da Christie’s dell’opera Everydays: the first 5000 days dell’artista americano Beeple per oltre 69 milioni di dollari.

La vera rivoluzione sta nel fatto che l’opera appartiene alla categoria della Crypto art, protetta da un NFT.

L’NFT, acronimo per Non Fungible Token, è stato utilizzato da tempo per proteggere le opere d’arte digitali, fornendo una sorta di “certificato” digitale che documenta l’unicità e la proprietà dell’opera stessa.

L’acquisto è avvenuto con una transazione in Ethereum, una delle più famose criptovalute, e anche questo rappresenta una prima volta per la famosa casa d’aste (mai in 255 anni di storia aveva accettato pagamenti in questa modalità).

All’asta virtuale hanno partecipato più di 22 milioni di utenti nella fase finale, e l’acquirente è stato il famoso crypto-investitore Metakovan, fondatore del fondo crypto di Singapore Metapurse.

Il portavoce dell’investitore, TwobadourPanaar, ha spiegato che il fondo da molti anni acquisisce opere arte digitale, e possiede probabilmente la più vasta collezione di NFT art al mondo.

La sua idea è quella di creare una sorta di museo virtuale, dove sarà possibile vedere la nuova opera della sua collezione.

Già in passato ha acquisito una serie di 20 opere dell’artista Beeple, e le ha poi esposte in “musei” e “monumenti” virtuali.

Resta la perplessità riguardo all’incredibile valore (potremmo dire speculativo) raggiunto da queste opere, e al fatto che la crypto art possa diventare la nuova frontiera del mercato dell’Arte.

Molte gallerie hanno già provato a prendere contatti con i cryptoartists, ma sembra che questi vogliano rimanere indipendenti e fuori dal sistema attuale dell’Arte, per potersi auto sostentare.

 

Claudio Scaccabarozzi

 

 © ANSA

Media, Facebook pagherà le notizie ai giornali: Murdoch la spunta in Australia. Si va verso una svolta epocale?

Accordo triennale con l'editore News Corp (di testate come l’Australian, il Daily Telegraph e l’Herald Sun) di cui è proprietario Rupert Murdoch concluso poche settimane dopo l'approvazione in Australia di una discussa legge che obbliga le piattaforme online, come Facebook e Google, a pagare gli editori per l'utilizzo dei loro contenuti


News Corp - Company Information - Market Business News

Facebook ha accettato di pagare News Corp Australia di Rupert Murdoch (che oltre ai molti giornali australiani pubblica nel mondo alcuni importanti quotidiani come il Wall Street Journal, il Times e il Sun) per le notizie che rilancia sulle sue piattaforme. Si tratta del secondo accordo del genere dall'approvazione in Australia di una legge storica mirata a far pagare ai giganti del Tech i contenuti che pubblicano.

Una misura che all'inizio era stata fortemente contestata da Facebook che aveva temporaneamente oscurato tutte le notizie in Australia causando l'ira del governo. Il mese scorso News Corp aveva concluso un'intesa simile con Google. Il valore del contratto con Facebook, riporta la Bbc, non è stato rivelato. News Corp controlla circa il 70% dei giornali in Australia con le testate più diffuse nel Paese tra le quali The Australian, The Daily Telegraph e The Herald Sun. Il gruppo di Murdoch possiede anche la rete televisiva Sky News Australia, che è diventata la più condivisa su Facebook. 

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