updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

Russia e Youtube, è guerra. Canali tedeschi chiusi e rappresaglie

Il sito di streaming video, che fa capo a Google, ha cancellato i canali tedeschi di DFP di RT per la violazione delle linee guida contro la "disinformazione sul coronavirus". Mosca bloccherà i media tedeschi sul suo territorio. Ecco cosa sta succedendo


Russia threatens to block YouTube | News | DW | 29.09.2021

Attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, il governo russo ha denunciato la decisione di YouTube di cancellare i canali in lingua tedesca dell'emittente RT, finanziata dallo Stato. Mosca ha detto che bloccherà i media tedeschi in Russia per rappresaglia. Il sito di streaming video, che fa capo a Google, ha cancellato i canali tedeschi di DFP di RT per la violazione delle linee guida contro la "disinformazione sul coronavirus".

"I progetti in lingua tedesca della holding russa RT sono stati sottoposti a un atto di aggressione informativa senza precedenti da parte di YouTube, commesso con l'evidente connivenza, se non su insistenza, della parte tedesca", si legge in una nota pubblicata sul sito del ministero degli Esteri russo. "L'obiettivo dell'aggressione contro i progetti di RT è ovvio: annegare le fonti di informazione che non si adattano a uno sfondo mediatico comodo per le autorità tedesche. Così, in nome di interessi opportunistici che hanno prevalso sui proclamati 'norme e valori' liberali, la piattaforma americana e le autorità tedesche, con le loro azioni, hanno portato al fatto che i 700mila spettatori di lingua tedesca, abbonati ai canali menzionati, hanno improvvisamente perso la loro fonte di informazione", prosegue la nota.

Il ministro delle Emergenze russo morto per salvare la vita a un cameraman. Era un uomo chiave dei servizi di sicurezza di Putin

Yevgeny Zinichev è deceduto in un incidente durante un'esercitazione della protezione civile nell'Artico. la ricostruzione dell'emittente RT: "Lui e il cameraman erano sul bordo di una scogliera. Il cameraman è scivolato ed è caduto in acqua. Zinichev si è lanciato dietro all'uomo caduto ed è morto dopo aver colpito una roccia sporgente"


Russian minister dies trying to save man during Arctic drills

Il ministro delle Emergenze russo Yevgeny Zinichev è morto in un incidente durante un'esercitazione della protezione civile nell'Artico. Secondo il ministero, Zinichev, che aveva 55 anni, è morto a Norilsk mentre cercava di salvare la vita un cameraman caduto da una scogliera durante un'intervista.

"Lui e il cameraman erano sul bordo di una scogliera. Il cameraman è scivolato ed è caduto in acqua", ha detto il capo dell'emittente russa RT, Margarita Simonyan. "Zinichev si è lanciato dietro all'uomo caduto ed è morto dopo aver colpito una roccia sporgente".

Zinichev era ministro delle Emergenze dal 2018 e per anni, secondo quanto riferito, è stato un membro chiave dei servizi di sicurezza del presidente Vladimir Putin. I media russi affermano che al momento dell'incidente stavano girando un documentario di formazione nella regione di Krasnoyarsk per il ministero.

Secondo i rapporti, anche un membro della troupe televisiva sarebbe deceduto dopo essere caduto in acqua. 

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Vladimir Putin parla di una nuova Europa unita, "Essere aperti nonostante il passato"

Il 22 giugno 1941, esattamente 80 anni fa, i nazisti, dopo aver conquistato quasi tutta l'Europa, attaccarono l'URSS.  Per il popolo sovietico iniziò la Grande Guerra Patriottica, la più sanguinosa nella storia del paese. Morirono decine di milioni di persone e il potenziale economico culturale subì danni enormi.


Il settimanale tedesco Die Zeit ha dato ampio spazio in un'articolo alla lettera che il presidente russo Vladimir Putin, ha indirizzato a tutti gli stati europei, per ricordare quei tragici momenti, ma principalmente per lanciare la proposta di creare insieme una nuova Europa.

"Siamo orgogliosi del coraggio e della resilienza degli eroi dell'Armata Rossa e dei lavoratori del fronte interno, che non solo hanno difeso l'indipendenza e la dignità della Patria, ma hanno anche salvato l'Europa e il mondo dalla schiavitù. La verità è che il soldato sovietico è riuscito a entrare poi in Germania non per vendicarsi, ma per bloccare una terribile ideologia. La memoria degli eroi che hanno combattuto contro il nazismo è per noi sacra. Ricordiamo con gratitudine gli alleati nella coalizione antihitleriana, i membri della Resistenza e gli antifascisti tedeschi che hanno assecondato la Vittoria comune.

Sopravvissuti agli orrori della guerra mondiale, i popoli d'Europa hanno saputo superare l'alienazione e ripristinare la fiducia e il rispetto reciproci, hanno intrapreso un percorso d'integrazione per tracciare la linea finale sotto le tragedie europee della prima metà dell'ultimo secolo. E voglio sottolineare in particolare che la riconciliazione storica del nostro popolo e dei tedeschi che vivevano sia nell'est che nell'ovest dell'odierna Germania unita, ha svolto un ruolo colossale nella formazione di questa Europa.

Permettetemi di ricordarvi che sono stati gli imprenditori tedeschi a diventare i pionieri della cooperazione con il nostro Paese negli anni del dopoguerra. Nel 1970, l'URSS e la RFT firmarono l'"accordo del secolo" sulle forniture a lungo termine di gas naturale a tutta l'Europa. Un accordo che gettò le basi per un'interdipendenza costruttiva, che divenne l'inizio di molti successivi progetti ambiziosi, tra cui la il gasdotto Nord Stream 2.

Speravamo che la fine della Guerra Fredda fosse una vittoria comune per l'Europa. Sembrava più del sogno di Charles de Gaulle su un continente unico, "dall'Atlantico agli Urali", un progetto culturale, di civiltà, da Lisbona a Vladivostok, una realtà che il mondo sognava da tempo.

È in questa logica, nella logica della costruzione di una Grande Europa unita da valori e interessi comuni, che la Russia si è sforzata di sviluppare le sue relazioni con gli europei. Sia la Russia che l'Unione europea avevano fatto molto su questa strada.

Purtroppo ha prevalso un approccio diverso, che si basava sull'espansione dell'Alleanza Atlantica, che a sua volta era una reliquia della Guerra Fredda. infatti, la sua creazione si è voluta per poter affrontare i duri tempi di quell'epoca.

Fu il movimento del blocco verso est ad unirsi alla Germania nella NATO, che divenne la ragione principale della rapida crescita della sfiducia reciproca in Europa. Così si sono rapidamente dimenticate le promesse fatte allora "solo a parole", "questo non è diretto contro di te", "i confini del blocco non si avvicineranno a te". Ecco creato un precedente.

E dal 1999, sono seguite altre cinque ondate di espansione della NATO. L'organizzazione comprendeva 14 nuovi paesi, comprese le repubbliche dell'ex Unione Sovietica, che di fatto seppellivano le speranze per un continente senza linee di divisione. Uno stato di confusione che inaspriva i rapporti, a metà degli anni '80 uno dei leader della SPD, Egon Bar, capì prima di tutti il deterioramento e propose di ricostruire radicalmente l'intero sistema di sicurezza europeo dopo l'unificazione della Germania, sia con la partecipazione dell'URSS che gli Stati Uniti. Ma nessuno, né in URSS, né negli USA, né l'Europa, volle ascoltarlo.

Inoltre, molti paesi si sono trovati di fronte a una scelta artificiale: essere con l'Occidente collettivo o con la Russia. In effetti, era un ultimatum. Le conseguenze di una politica così aggressiva si possono vedere nell'esempio della tragedia ucraina del 2014.

Ora l'intero sistema di sicurezza europeo è gravemente degradato. Le tensioni crescono e i rischi di una nuova corsa agli armamenti stanno diventando reali. Stiamo perdendo le enormi opportunità che la cooperazione ci offre, tanto più che è così importante ora, quando tutti ci troviamo di fronte a sfide comuni: la pandemia e le sue terribili conseguenze socioeconomiche.

Perché sta succedendo? E, soprattutto, quali conclusioni siamo obbligati a trarre insieme? Quali lezioni di storia ricordare? Penso, prima di tutto, che l'intera storia del dopoguerra della Grande Europa confermi che la prosperità e la sicurezza del nostro continente comune sono possibili solo attraverso gli sforzi congiunti di tutti i paesi, compresa la Russia. Perché la Russia è uno dei più grandi stati europei. E sentiamo il nostro inseparabile legame culturale e storico con l'Europa.

Siamo aperti a un'interazione onesta e costruttiva. Ciò è confermato dalla nostra idea di creare uno spazio comune per la cooperazione e la sicurezza dall'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico, che includerebbe vari formati di integrazione anche economica, un vantaggio sia per l'Unione Europea, sia per  l'Unione Economica Eurasiatica.

Lo ripeto ancora: la Russia è a favore del ripristino di un partenariato globale con l'Europa. Abbiamo molti argomenti di reciproco interesse. Si tratta di sicurezza e stabilità strategica, sanità e istruzione, digitalizzazione, energia, cultura, scienza e tecnologia, risoluzione dei problemi climatici e ambientali.

Il mondo si sta sviluppando in modo dinamico, affrontando nuove sfide e minacce. E semplicemente non possiamo permetterci di trascinarci dietro il fardello di incomprensioni, lamentele, conflitti ed errori del passato. Un carico che ci impedirà di concentrarci sulla risoluzione di problemi urgenti. Siamo convinti che tutti dobbiamo riconoscere questi errori e correggerli. Il nostro obiettivo comune e indiscutibile è garantire la sicurezza continentale senza linee di divisione, uno spazio unico di cooperazione equa e di sviluppo universale per la prosperità dell'Europa e del mondo nel suo insieme.

 

Fonte: Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR)
          Arch. Giuseppe De Gaetano; Direttore CCIR di Novara Italia
          Dott. Maxim Ospovat; Direttore CCIR di San Pietroburgo Russia
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Il 2 giugno si apre il Saint Petersburg International Economic Forum, la "Davos russa" con l'Italia protagonista. Ecco perché è così importante

La politica economica internazionale russa, i mercati emergenti, gli equilibri globali, con un importante partecipazione dell'Italia. L'appuntamento con il Saint Petersburg International Economic Forum nella prima settimana di giugno assume un rilievo particolare nell'ottica dell'uscita dalla crisi pandemica. Attesa per l'intervento di Putin


Quest'anno dal 2 a 5 giugno a San Pietroburgo si terrà la 15esima edizione del Saint Petersburg International Economic Forum (SPIEF’21), che tutti conoscono ormai come la "Davos russa". Si tratta di una piattaforma di scambio per i rappresentanti dei circoli d'affari in cui avviene la discussione delle questioni economiche di maggiore rilevanza per la Russia, i mercati emergenti e l’economia mondiale in generale.


L’anno scorso il Forum, a causa della pandemia, si è svolto online, mentre quest'anno a San-Pietroburgo arriveranno delegazioni di almeno 8000 ospiti provenienti da oltre 140 paesi, Italia compresa.


Per l'occasione un ospite speciale di Forum sarà la delegazione della Puglia, mentre nel SPIEF 2019 questo ruolo era stato dedicato alle delegazioni di Genova e Regione Liguria, guidate dal sindaco Bucci ed dal governatore Toti. All'appuntamento di due anni fa non era mancata nemmeno la presenza del Teatro Carlo Felice.


Nell’ambito di SPIEF’19 erano stati siglati accordi importanti tra Ansaldo e Gazprom, Banca Intesa e Gazprom, Pirelli e Fondo di Investimenti Diretti Russo (quello che adesso promuove il vaccino Sputnik V nel mondo) ed altri.

Per quanto riguarda il prossimo appuntamento manifestazione sono già in programma due tavole rotonde tutte italiane: "Possibilità di sviluppo di collaborazione italo-russa economica e finanziaria dopo la pandemia” e “L’arte dell'innovazione strada facendo verso economia circolare”.


Il programma culturale prevede una performance del Teatro Petruzzelli di Bari e la mostra di pittura italiana da collezione di Banca Intesa a Palazzo degli Tzar Ermitage. Per l'aspetto gastronomico sarà a disposizione degli ospiti il ristorante “Stella d’Italia” con uno chef pugliese.

Si tratta di un evento dall'’importanza particolare anche perché tutti aspettano l'intervento del Presidente Vladimir Putin, che ormai per tradizione contiene una sorta di programma e vettore annuale per la politica economica internazionale russa.

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Spy story e crisi diplomatica Italia-Russia, cacciato nostro funzionario dell'ambasciata a Mosca. La Farnesina: "Scelta infondata e ingiusta"

Quasi un mese dopo la decisione di Roma di espellere dall'Italia due diplomatici russi coinvolti in un caso di spionaggio assieme all'ufficiale di Marina Walter Biot, arriva una forma di ritorsione da parte della Russia


La risposta russa per il caso Biot, espulso un diplomatico italiano

Un funzionario dell'ambasciata italiana a Mosca è stato espulso in conseguenza della crisi che si aperta un mese fa tra i due Paesi a causa di accuse di spionaggio nella vicenda che ha coinvolto l'ufficiale di Marina Walter Biot. Una misura che per la Farnesina non ha alcun fondamento giuridico ed è "ingiusta".

"Abbiamo appreso con profondo rammarico della decisione della Federazione Russa di espellere l'Addetto navale aggiunto dell'Ambasciata d'Italia a Mosca con un preavviso di 24 ore", si legge in una comunicato del ministero degli Esteri.

Oggi l'ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, è stato invitato presso il ministero degli Esteri russo dove gli è stata consegnata una nota in cui il funzionario Curzio Pacifici, assistente dell'addetto per la difesa e addetto alla Marina e all'Esercito dell'ambasciata italiana, veniva dichiarato 'persona non grata'. Nella nota si davano 24 ore di tempo all'attache' per lasciare il Paese. "Consideriamo la decisione infondata e ingiusta perché in ritorsione ad una legittima misura presa dalle Autorità italiane a difesa della propria sicurezza", si sottolinea nel comunicato della Farnesina.

La vicenda a cui si fa riferimento ha una trama da classica 'spy-story' dei tempi della Guerra Fredda. Lo scorso 30 marzo Biot è stato arrestato mentre consegnava documenti segreti relativi alle telecomunicazioni militari - sensibili per la sicurezza nazionale e della Nato - a Dmitri Ostroukhov, assistente dell'attache' navale dell'ambasciata russa a Roma Alexey Nemudrov. Dopo lunghi pedinamenti da parte del controspionaggio italiano, i due sono stati fermati, al buio di un parcheggio della capitale, mentre l'uno consegnava una pen drive e l'altro 5.000 euro divisi in piccole scatole. Due giorni dopo i due funzionari russi sono stati messi su un volo Aeroflot e rispediti a Mosca.

Spionaggio, ecco chi è Walter Biot, lavorava al III Reparto Stato Maggiore  Difesa. I soldi in una scatola - Secolo d'Italia

Per l'ufficiale di Marina la situazione è molto più complicata. E non solo perché rischia una condanna dai 20 anni all'ergastolo nonostante la sua linea difensiva sostenga che egli non abbia avuto accesso a documenti classificati, ma per la probabilità che il suo caso sfoci in un conflitto di giurisdizione tra procura ordinaria e quella militare. I pm militari contestano a Biot una serie di reati tra cui rivelazione di segreti militari a fini di spionaggio, procacciamento di notizie segrete e procacciamento e rivelazione di notizie di carattere riservato.

E' di oggi la notizia che sarebbero in totale 11, e non 113 come indicato inizialmente, i documenti segreti presenti nella scheda Sd trovata in possesso di Biot. Di questi, sette sarebbero classificati come 'Nato Secret', (dalla prima analisi erano indicati 47), due 'Nato Confidential' (in precedenza 57), uno 'Confidential' e uno classificato italiano di livello 'riservatissimo' (in precedenza 9). Sempre oggi Biot è stato trasferito dal carcere di Regina Coeli a quello militare di Santa Maria Capua Vetere. Il suo difensore, l'avvocato Roberto De Vita, ha fatto sapere di "aver rinnovato istanza per poter avere accesso ai documenti e copia dei video presenti in atti".

Intanto il Tribunale Militare ha fissato per domani un nuovo interrogatorio di garanzia. Nonostante sia prassi rispondere all'espulsione di funzionari del proprio Paese con una "reazione simmetrica", peraltro auspicata subito dopo la cacciata dei due diplomatici russi dal presidente della commissione Esteri della Duma Leonid Slutsky, la misura di Mosca arriva in un momento in cui la vicenda sembrava chiusa. Un gesto che rischia di far risalire la tensione tra Russia e Italia. 

 

(Fonte: Ansa)

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Alta tensione Roma-Mosca, scoppia caso diplomatico. Arrestato ufficiale della Marina: documenti a militare russo in cambio di soldi. Espulsi due funzionari

Formale protesta del governo italiano. "In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia - riferisce in un post su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio - abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda". E ancora: "Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese", conclude Di Maio. Si attende la risposta russa


La Russia minaccia un giornalista italiano: "Chi scava la fossa ci cade  dentro" - la Repubblica

Un ufficiale della marina militare italiana è stato arrestato dai carabinieri del Ros, dopo essere stato fermato assieme ad un ufficiale delle forze armate russe: entrambi sono accusati di gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato. L'intervento è avvenuto in occasione di un incontro clandestino tra i due, che sono stati sorpresi mentre l'ufficiale italiano cedeva all'altro dei documenti 'classificati' in cambio di soldi.

La posizione del cittadino straniero è tuttora al vaglio in relazione al suo status diplomatico. 

Il capitano di fregata della marina militare e l'ufficiale accreditato presso l'ambasciata della federazione russa sono stati fermati ieri sera. L''intervento è stato effettuato dai carabinieri del Ros, sotto la direzione della Procura di Roma, e l'attività informativa è stata condotta dall'Agenzia Informazioni Sicurezza Interna, con il supporto dello Stato maggiore della Difesa.

Documenti classificati esclusivamente di natura militare. E' quanto il capitano di fregata ha consegnato all'ufficiale dell'esercito russo. Lo scambio, in base a quanto si apprende, è avvenuto in cambio di denaro in un parcheggio della Capitale dove i due sono stati bloccati dai carabinieri del Ros. Si tratta di copie di documenti che erano all'attenzione dello Stato Maggiore della Difesa.

Cinquemila euro in contanti. E' quanto il militare dell'esercito russo avrebbe dato al capitano di fregata in cambio di documenti militari classificati. Il denaro è stato sequestrato al momento dello scambio dopo l'intervento del Ros. In base a quanto si apprende i due si erano accordati anche su una cifra più bassa, circa quattromila euro, per la cessione di documenti avvenuta in passato. Nei confronti del militare italiano, attualmente detenuto, l'accusa è di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, diffusione di notizie di cui è vietata la divulgazione.

I documenti ceduti dall'ufficiale della Marina Militare al funzionario russo riguarderebbero i sistemi di telecomunicazione militare. Alle carte classificate, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il capitano di fregata avrebbe avuto accesso in quanto era in servizio allo Stato maggiore della Difesa.

La Procura militare di Roma aprirà oggi formalmente un fascicolo d'inchiesta sull'arresto degli ufficiali italiano e russo. Le ipotesi di reato astrattamente configurabili sono due: Rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e Procacciamento di notizie segrete, a scopo di spionaggio. Lo ha confermato all'ANSA il procuratore militare di Roma, Antonio Sabino.

In relazione a quanto riportato dagli organi di stampa circa l'operazione condotta dai carabinieri del ROS, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, la Farnesina rende noto che il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al Ministero questa mattina - su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio - l'Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov.

"Confermiamo il fermo il 30 marzo a Roma di un funzionario dell'ufficio dell'Addetto Militare. Si verificano le circostanze dell'accaduto. Per adesso riteniamo inopportuno commentare i contenuti dell'accaduto. In ogni caso ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l'Italia". Lo riferisce in una nota l'ambasciata russa a Roma.

"In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell'ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest'ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l'immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda. Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese". Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

La Russia spera che i legami con l'Italia possano essere "preservati" nonostante la vicenda di Roma. Lo auspica il Cremlino citato da RIA Novosti.

"Ci dispiace per l'espulsione da Roma di due dipendenti dell'ambasciata russa. Stiamo approfondendo le circostanze di questa decisione. Faremo un ulteriore annuncio sui nostri possibili passi in relazione a questa misura, che non corrisponde al livello delle relazioni bilaterali". Lo ha fatto sapere all'ANSA il ministero degli Esteri russo.

Mosca dovrà rispondere in modo simmetrico alla decisione di Roma di espellere due diplomatici russi dall'Italia: lo ha detto il vice presidente della Commissione della Duma per gli Affari internazionali, Alexiei Cepa, ripreso dall'agenzia Interfax. "Naturalmente saremo costretti a rispondere in modo analogo. Vi sarà una risposta simmetrica", ha detto Cepa a Interfax.

 

(Fonte: Ansa)

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Ue-Russia, è gelo totale. Lavrov: "Non ci sono più rapporti". Mosca rafforza l'asse con la Cina mentre resta alta la tensione con gli Usa

Parla il ministro degli Esteri russo: "L'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles". Sul fronte dello scontro con la Casa Bianca non c'è stato alcun chiarimento tra Putin e Biden. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Nessuna disponibilità da parte degli Stati Uniti". E sulla valigetta nucleare: "Il presidente ha sempre tutto con sé"


Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha fatto il punto sullo stato delle relazioni con la Ue. "Con l'Unione europea non ci sono rapporti come organizzazione, l'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles - ha detto -. Se e quando Bruxelles riterrà possibile eliminare questa anomalia, allora la Federazione russa sarà pronta".

La Russia guarda a Oriente - Lavrov ha parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo cinese Wang Yi, al termine dell'incontro di due giorni tenuto a Guilin, nel Guangxi. Il ministro degli Esteri russo ha parlato di Mosca come del "più grande vicino" dell'Europa per cui "se e quando sarà ritenuto opportuno dagli europei eliminare questa anomalia" di rapporti diplomatici, "saremo pronti a costruire queste relazioni sulla base della parità di diritti e della ricerca di un equilibrio di interessi. Non ci sono cambiamenti sul fronte occidentale, a mio avviso, abbiamo un'agenda molto intensa sul fronte orientale, che diventa ogni anno più ricca", ha detto. 

Le tensioni con gli Usa - La Russia deve fare i conti anche con le tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, dopo le parole poco concilianti che si sono rivolti Putin e Biden. Nella giornata di lunedì, da Mosca non sono arrivati segnali di distensione. Prima il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva spiegato che non era in programma nessun contatto tra Putin e il presidente Usa poiché non vi è "nessuna disponibilità da parte degli Usa". Poi lo stesso Peskov, in riferimento alla "valigetta nucleare", ha ribadito che "Putin ha sempre con sé gli strumenti di comunicazione necessari, compresi quelli strategici, ovunque si trovi". 

 

(Fonte: Tgcom24)

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Vaccini, Putin: "L'Ue dice no a Sputnik? Difende gli interessi delle case farmaceutiche e non le persone"

Il presidente russo, che si vaccinerà domani, definisce "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo incaricato per la campagna di vaccinazione, secondo cui l'Unione "non ha assolutamente bisogno di Sputnik V". L'Ema andrà comunque a Mosca: "Noi andiamo avanti con le valutazioni"


Il vaccino è pronto”, la Russia brucia tutti. I dubbi degli scienziati - La  Stampa

Sono "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno incaricato per la campagna di vaccinazione contro il coronavirus, che ieri sera in un'intervista a 'Tf1' ha affermato che l'Ue "non ha assolutamente bisogno dello Sputnik V", il vaccino russo. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, intervenendo in video-conferenza a una riunione con gli sviluppatori dei vaccini russi, secondo quanto riferito dai media locali. "Non costringiamo nessuno a fare nulla - ha affermato Putin - ma ci interroghiamo sugli interessi difesi da queste persone, quelli delle case farmaceutiche o quelli dei cittadini europei?".

Le parole di Breton hanno suscitato la reazione anche del Russian Direct Investment Fund (Rdif), fondo sovrano che ha finanziato la ricerca su Sputnik, che ha accusato il commissario europeo di "faziosità".

Sputnik V è "uno dei vaccini più efficaci al mondo" ha affermato il premier russo Mikhail Mishustin in dichiarazioni riportate dall'agenzia Tass. "Lo sai, e molti, compresi i nostri stimati colleghi stranieri, stanno scrivendo che è uno dei vaccini più efficaci al mondo", ha detto durante un incontro con il premier del Kazakistan, Askar Mamin. Mishustin ha poi aggiunto che il vaccino Sputnik V contribuirà "a far fronte alle minacce e ai rischi che derivano dalla pandemia di coronavirus".

Oggi in un colloquio telefonico il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e il presidente russo Putin hanno parlato anche della rolling review, la revisione a blocchi dei dati, del vaccino Sputnik V da parte dell'Ema. Lo riferiscono fonti Ue. Attualmente l'Ema ha in rolling review tre vaccini: Sputnik V o Gam-Covid Vac dell'Istituto Gamaleya di Mosca; l'Nvx-CoV2373 di Novavax e il CVnCoV di CureVac. I leader, informa il Consiglio, si sono scambiati vedute "sulla pandemia di Covid-19, sui vaccini e su questioni globali e regionali".

Putin ha intanto annunciato che ha intenzione di vaccinarsi domani, sottolineando che ''vaccinarsi è una scelta individuale''.

Cavaleri (Ema): "Su Sputnik andiamo avanti, il punto a fine aprile"

Su Sputnik V "noi andiamo avanti con la valutazione dei dati disponibili e con le ispezioni ai siti produttivi, che sono in programma il mese prossimo. A fine aprile faremo il punto della situazione e capiremo meglio la tempistica di una potenziale autorizzazione, qualora i dati la supportassero" ha detto all'Adnkronos Salute Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell'Agenzia europea del farmaco Ema.

 
(Fonte: Adnkronos)
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