updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Gli Stati Uniti stanno cercando un modo per proteggere lo spazio aereo sopra l'Ucraina

Gli analisti offrono una varietà di soluzioni: dall'espansione della flotta ucraina fornendo velivoli americani usati allo sviluppo di capacità di difesa aerea. Tuttavia, la domanda come al solito è, quanto tempo servirà e quanto costerà "chiudere il cielo" sull'Ucraina.


L'aviazione da combattimento Ucraina è in uno stato molto deplorevole. I nuovi aerei non sono mai entrati in servizio la flotta esistente di vecchi aerei sovietici ha quasi esaurito le sue risorse, che è sempre più difficile da gestire. Una via d'uscita da questa situazione è stata suggerita da Steven Blank, ricercatore presso l'Institute for Foreign Policy Research, nel suo articolo per il sito web del centro analitico del Consiglio Atlantico, ha proposto di trasferire a Kiev fino a cento caccia F-15, aerei di preallarme e controllo E-2, aerei cisterna KC-135, nonché armi di precisione e sistemi di comunicazione. In questo modo si potranno controllare i cieli per bloccare gli eventuali sconfinamenti degli aerei russi.

Il giornalista di Forbes David Axe è entrato nella discussione con l'analista. Secondo lui, la proposta di Blank non potrà mai essere una via d'uscita alla complicata situazione diplomatica, "La fornitura di aerei da guerra americani usati a Kiev per creare zone di interdizione al volo non solo non aiuterà l'Ucraina, ma la porterà al disastro di una guerra", scrive. Secondo Axe, anche se gli Stati Uniti trasferissero gratuitamente tutti gli aerei in Ucraina, sarebbero comunque necessari costi enormi, per i quali Kiev semplicemente non ha i fondi. 

La conversione dell'aeronautica ucraina da aerei sovietici ad aerei americani, per una revisione completa delle infrastrutture e per la riqualificazione dei piloti richiederà anni e miliardi di dollari di spesa. Gli aerei stessi, rimossi dal deposito, devono essere portati in uno stato di prontezza al combattimento, modernizzati, equipaggiati con armi per l'aviazione e così via. L'Ucraina semplicemente non sarà in grado di permettersi tali spese, anche se deve pagare solo una piccola parte ed il resto l'America.

Per attuare tale idea (in termini di difesa aerea), saranno necessari non solo complessi sistemi missilistici antiaerei (a medio e lungo raggio), ma anche stazioni radar, truppe radio tecniche, sistemi automatizzati per l'elaborazione delle informazioni radar, comando e controllo delle truppe (armi). Va detto francamente che una parte significativa delle armi di difesa aerea ucraine sono francamente obsolete e non soddisfano più i requisiti moderni per condurre battaglie e battaglie antiaeree. Le condizioni tecniche dello stesso S-300PT / PS rimangono poco chiare, poiché superati i 30 anni di vita, queste armi sono fuori dal  supporto tecnico del produttore russo.

Per creare efficaci no-fly zone, sono necessarie molte più armi e solo armi moderne e promettenti: sia sistemi di difesa aerea, sia apparecchiature di localizzazione e sistemi di controllo automatizzati.

Ad esempio, per comprendere la complessità di questo compito nel suo insieme, consideriamo solo un problema particolare: il riequipaggiamento delle forze missilistiche antiaeree ucraine con il sistema missilistico antiaereo americano PAS-3 Patriot (unico sistema missilistico antiaereo sarà necessario per creare efficaci no-fly zone), significa equipaggiare e istruire personale militare per anni, va detto, non è un compito facile. E' necessario selezionare il personale, completare batterie e reggimenti missilistici antiaerei e inviarli negli Stati Uniti per la riqualificazione e cosa da non sottovalutare,  tutta la documentazione del sistema di difesa aerea PAS-3 Patriot (descrizioni tecniche, istruzioni operative, manuali per il lavoro di combattimento, regole di tiro) dovrà essere tradotta in ucraino. Un'operazione globale che necessita un tempo stimato tra i 12 e i 24 mesi, lavorando 24 ore/giorno per 7 giorni.

 

I problemi crescono in modo esponenziale con il passaggio dell'aeronautica militare ucraina agli aerei di fabbricazione occidentale. Oltre all'addestramento del personale di volo (volo pratico e tecnico) e allo sviluppo diretto degli aeromobili, sorgono problemi su larga scala nella riqualificazione degli aeroporti. È necessario ricreare praticamente l'intera logistica dell'aviazione, iniziando con il campo di volo-operativo, le suddivisioni, il servizio tecnico-aeronautico, il servizio di armamento aereo, missili e munizioni, e terminando con il servizio di rifornimento di carburante. E questo non è un elenco completo di ciò che l'Aeronautica Militare ucraina deve fare nella transizione agli standard della NATO.

Pertanto, gli Stati Uniti dovranno ancora attendere o creare altre strategie al fine di costruire velocemente un muro virtuale (ma non troppo), tra l'Europa e la Russia. La creazione di zone di interdizione al volo in Ucraina è teoricamente possibile. in pratica però non sarà fattibile nel breve...

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Vaccino Sputnik, l'Ue scioglie i dubbi: "Stati membri liberi di comprarlo". Germania già pronta a trattare con i russi

L'annuncio del portavoce capo della Commissione Europea, Eric Mamer: "Ci possono essere approcci autonomi alla questione" delle forniture di vaccini anti-Covid. "Abbiamo una strategia europea sui vaccini, che è basato sul negoziato con un certo numero di imprese che sono state identificate"


Il vaccino Sputnik arriverà in Italia? Chi lo produrrà? Cosa sappiamo  finora - 24+

Vaccino Sputnik, gli Stati membri dell'Ue sono liberi di comprarlo in autonomia. E' quanto ha detto il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, dopo che il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha annunciato stamani che la Germania potrebbe trattare in via bilaterale con Mosca l'acquisto di dosi del vaccino russo, se verrà autorizzato dall'Ema.

 

La strategia europea sui vaccini

Gli Stati membri dell'Ue sono liberi, ribadisce il portavoce, se credono, di acquistare autonomamente vaccini che non fanno parte del portafoglio di sieri anti-Covid ordinati dalla Commissione Europea per conto dei 27, come il russo Sputnik V, senza che questo comporti la "fine" della strategia Ue sui vaccini, che riguarda un certo numero di produttori chiaramente identificati e non tutti i vaccini contro il Coronavirus. "Ancora una volta - ricorda Mamer - ci possono essere approcci autonomi alla questione" delle forniture di vaccini anti-Covid. "Abbiamo una strategia europea sui vaccini, che è basato sul negoziato con un certo numero di imprese che sono state identificate".

Finora si tratta di Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca, J&J, CureVac e Sanofi/Gsk, con le quali sono stati siglati dei contratti, più Novavax e Valneva, con le quali sono stati conclusi i colloqui esplorativi. "Il fatto che degli Stati eventualmente decidano di acquistare dei vaccini da altri fornitori, come è già successo per esempio nel caso dell'Ungheria, non comporta la fine della strategia europea. Sono due cose diverse".

La scelta tedesca

Il governo federale tedesco parlerà con la Russia per la potenziale fornitura di vaccini Sputnik, se il prodotto verrà autorizzato dall'Ema, l'ente regolatorio europeo. Lo ha chiarito il ministro tedesco della Salute, Jens Spahn, dopo che alcune regioni hanno avviato iniziative autonome. Spahn ha comunque esortato alla prudenza, invitando a non farsi distrarre dal tema dello Sputnik, dato che la Russia deve ancora fornire all'Ema i dati per l'autorizzazione. Una volta che il vaccino avrà ricevuto luce verde, Berlino ne parlerà direttamente con Mosca, ha detto Spahn, ricordando che ieri la Commissione Europea ha detto di non voler far contratti per l'acquisto dello Sputnik. Il ministro ha anche fatto notare che per fare la differenza i vaccini russi dovrebbero poter arrivare nei prossimi mesi.

Intanto già due land tedeschi sono entrati in trattative per l'acquisto di vaccini russi. La regione settentrionale del Meclemburgo-Pomerania ha annunciato oggi di essersi assicurata un'opzione per un milione di dosi di Sputnik e di valutare un possibile ruolo di industrie locali nella produzione. Ieri la Baviera ha annunciato un'intesa per 2,5 milioni di dosi e la produzione locale del vaccino.

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Si riapre un altro fronte nello scontro Usa-Russia. L'Ucraina denuncia: "Truppe di Mosca al confine". Da Washington parte un avvertimento

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese. Gli americani diffidano i russi dall'intimidire Kiev. La replica del Cremlino: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno". Ma la tensione sale e partono cannonate nel Donbass


Volodymyr Zelensky: Ukraine Won't Interfere in the US Elections

Si rialza la tensione ai confini tra Ucraina e Russia dove ci sono movimenti militari: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese e Washington ha già messo in guardia Mosca contro ogni tentativo di "intimidire" Kiev.

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov comunque ha già liquidato la questione: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e che questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno".

L'accusa di Zelensky a Mosca è arrivata attraverso una nota: la Russia "cerca di creare un ambiente minaccioso" con "esercitazioni militari e possibili provocazioni al confine". E il portavoce della diplomazia statunitense, Ned Price, è intervenuto subito per avvertire Mosca di astenersi dal compiere "azioni aggressive per intimidire, minacciare il nostro partner, l'Ucraina".

Secondo Ucraina e Stati Uniti, i movimenti di truppe russe sono stati rilevati al confine russo-ucraino, vicino ai territori controllati dai separatisti filo-russi e anche in Crimea, la penisola annessa da Mosca nel 2014.

Dopo la tregua siglata nell 2020, il conflitto in Ucraina orientale in realtà non si è mai del tutto sopito, ci sono stati diversi scontri armati e sono morti almeno una ventina di 20 soldati ucraini. Entrambe le parti si incolpano a vicenda per l'escalation.

Prima di Zelensky, in una sessione straordinaria della Verkhovna Rada (il Parlamento), aveva parlato il comandante in capo delle forze armate ucraine, Ruslan Jomchak: parlando di "minaccia alla sicurezza militare" ucraina, aveva detto che i separatisti hanno 28mila combattenti e "più di 2mila istruttori e consiglieri militari russi".

"Al 30 marzo lungo il confine ucraino, nelle aree temporaneamente occupate e in Crimea conteniamo 28 gruppi tattici nemici a livello di battaglione". In particolare, dopo l'occupazione della penisola della Crimea nel 2014, "la Russia ha aumentato il suo raggruppamento militare (in quel territorio), che attualmente conta circa 32.700 soldati".

Dopo che la Russia ha iniziato ad aumentare gradualmente il numero del suo personale militare anche lungo il confine con l'Ucraina, "è stata presa la decisione di rafforzare il raggruppamento di forze congiunte sul territorio delle regioni di Donetsk e Luhansk (confine con la Russia) e nel settore della Crimea".

"Le nostre forze armate - questo l'avvertimento del comandante in capo ucraino- sono pronte a dare una risposta adeguata sia all'escalation del conflitto che al peggioramento della situazione politico-militare e strategico-militare al confine ucraino".

Nell'est dell'Ucraina è in vigore un cessate il fuoco dal 2015, ma è stato continuamente violato e nel luglio 2020 sono state adottate misure per rafforzarlo; e la missione speciale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa continua a registrare violazioni della tregua.

In questo clima di tensione, giovedì il servizio diplomatico dell'Unione europea ha denunciato la campagna militare lanciata dalla Russia in Crimea, definendola una "violazione del diritto internazionale umanitario".

Secondo Kiev, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha anche telefonato al suo collega ucraino Andrei Taran: secondo il ministero della Difesa a Kiev, Austin ha assicurato che Washington non lascerà sola l'Ucraina "in caso di escalation dell'aggressione russa".


Cannonate dell'esercito ucraino contro la milizia indipendentista nel Donbass

Ukraine conflict: Front-line troops begin pullout - BBC News

Cannonate dell'esercito ucraino contro le postazioni della milizia dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk (Lpr). Almeno 16 colpi di artiglieria da 120 millimetri sono stati sparati fuori dall'abitato di Kalynove-Borshchevate per la prima volta da quando sono state introdotte le misure aggiuntive per garantire il cessate il fuoco nel Donbass.

Il portavoce della milizia, Yakov Osadchy ha detto che le unità della Lpr "per garantire la sicurezza della popolazione civile della repubblica, sono state costrette a rispondere al fuoco con armi che non sono proibite dagli accordi di Minsk contro le posizioni nemiche utilizzate per l'attacco".

Per poi aggiungere: "Chiediamo agli osservatori internazionali e alla direzione dell'Osce di registrare un altro caso di grave violazione del cessate il fuoco da parte ucraina". 

(Fonte: Agi)

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Alta tensione Roma-Mosca, scoppia caso diplomatico. Arrestato ufficiale della Marina: documenti a militare russo in cambio di soldi. Espulsi due funzionari

Formale protesta del governo italiano. "In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia - riferisce in un post su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio - abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda". E ancora: "Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese", conclude Di Maio. Si attende la risposta russa


La Russia minaccia un giornalista italiano: "Chi scava la fossa ci cade  dentro" - la Repubblica

Un ufficiale della marina militare italiana è stato arrestato dai carabinieri del Ros, dopo essere stato fermato assieme ad un ufficiale delle forze armate russe: entrambi sono accusati di gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato. L'intervento è avvenuto in occasione di un incontro clandestino tra i due, che sono stati sorpresi mentre l'ufficiale italiano cedeva all'altro dei documenti 'classificati' in cambio di soldi.

La posizione del cittadino straniero è tuttora al vaglio in relazione al suo status diplomatico. 

Il capitano di fregata della marina militare e l'ufficiale accreditato presso l'ambasciata della federazione russa sono stati fermati ieri sera. L''intervento è stato effettuato dai carabinieri del Ros, sotto la direzione della Procura di Roma, e l'attività informativa è stata condotta dall'Agenzia Informazioni Sicurezza Interna, con il supporto dello Stato maggiore della Difesa.

Documenti classificati esclusivamente di natura militare. E' quanto il capitano di fregata ha consegnato all'ufficiale dell'esercito russo. Lo scambio, in base a quanto si apprende, è avvenuto in cambio di denaro in un parcheggio della Capitale dove i due sono stati bloccati dai carabinieri del Ros. Si tratta di copie di documenti che erano all'attenzione dello Stato Maggiore della Difesa.

Cinquemila euro in contanti. E' quanto il militare dell'esercito russo avrebbe dato al capitano di fregata in cambio di documenti militari classificati. Il denaro è stato sequestrato al momento dello scambio dopo l'intervento del Ros. In base a quanto si apprende i due si erano accordati anche su una cifra più bassa, circa quattromila euro, per la cessione di documenti avvenuta in passato. Nei confronti del militare italiano, attualmente detenuto, l'accusa è di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, diffusione di notizie di cui è vietata la divulgazione.

I documenti ceduti dall'ufficiale della Marina Militare al funzionario russo riguarderebbero i sistemi di telecomunicazione militare. Alle carte classificate, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il capitano di fregata avrebbe avuto accesso in quanto era in servizio allo Stato maggiore della Difesa.

La Procura militare di Roma aprirà oggi formalmente un fascicolo d'inchiesta sull'arresto degli ufficiali italiano e russo. Le ipotesi di reato astrattamente configurabili sono due: Rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e Procacciamento di notizie segrete, a scopo di spionaggio. Lo ha confermato all'ANSA il procuratore militare di Roma, Antonio Sabino.

In relazione a quanto riportato dagli organi di stampa circa l'operazione condotta dai carabinieri del ROS, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, la Farnesina rende noto che il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al Ministero questa mattina - su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio - l'Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov.

"Confermiamo il fermo il 30 marzo a Roma di un funzionario dell'ufficio dell'Addetto Militare. Si verificano le circostanze dell'accaduto. Per adesso riteniamo inopportuno commentare i contenuti dell'accaduto. In ogni caso ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l'Italia". Lo riferisce in una nota l'ambasciata russa a Roma.

"In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell'ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest'ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l'immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda. Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese". Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

La Russia spera che i legami con l'Italia possano essere "preservati" nonostante la vicenda di Roma. Lo auspica il Cremlino citato da RIA Novosti.

"Ci dispiace per l'espulsione da Roma di due dipendenti dell'ambasciata russa. Stiamo approfondendo le circostanze di questa decisione. Faremo un ulteriore annuncio sui nostri possibili passi in relazione a questa misura, che non corrisponde al livello delle relazioni bilaterali". Lo ha fatto sapere all'ANSA il ministero degli Esteri russo.

Mosca dovrà rispondere in modo simmetrico alla decisione di Roma di espellere due diplomatici russi dall'Italia: lo ha detto il vice presidente della Commissione della Duma per gli Affari internazionali, Alexiei Cepa, ripreso dall'agenzia Interfax. "Naturalmente saremo costretti a rispondere in modo analogo. Vi sarà una risposta simmetrica", ha detto Cepa a Interfax.

 

(Fonte: Ansa)

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Campania "zona russa", scontro De Luca-Bonaccini su Sputnik. Interviene Sileri, che dà ragione al secondo

Lite tra i due presidenti del Pd. Il governatore dell'Emilia-Romagna e rappresentante delle Regioni attacca il collega campano: "Nessuna regione può acquistare vaccini senza l'ok di Ema". La replica: "Siamo in guerra, si testi il siero russo in un mese"


Vaccino Sputnik, Bonaccini contro De Luca: “Nessuno può comprare dosi senza  l'ok di Ema” - Il Riformista

È polemica tra Stefano Bonaccini e Vincenzo De Luca sul vaccino russo Sputnik. Il governatore dell’Emilia-Romagna stigmatizza la decisione del suo compagno di partito, e governatore della Campania, di procedere all’acquisto del siero messo a punto dagli scienziati russi prima che arrivi l’autorizzazione dell’Ema o dell’Aifa. Una decisione contro la quale si è schierato poco dopo anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. 

"Nessuna regione italiana può acquistare vaccini senza l'autorizzazione di Ema o Aifa", ha attaccato Bonaccini intervistato a Mezz’ora in più, su Rai 3. "Se una Regione acquistasse da sola” i vaccini, ha aggiunto, “credo che il generale Figliuolo chiederebbe che i sieri in arrivo vengano suddivisi per tutti gli italiani. Siamo una nazione, non venti piccole patrie”. 

Poco prima De Luca aveva giustificato la sua decisione sostenendo che quelli in cui viviamo non sono tempi di “ordinaria amministrazione”, ma “siamo in guerra e siccome vi sono vaccini che sono stati già somministrati a milioni di cittadini si può tranquillamente testare l'efficacia del vaccino in un mese, non in sei mesi. Questo è quello che noi chiediamo al governo e all'Aifa e ovviamente ci atterremo alle raccomandazioni scientifiche sul vaccino”.

La sfuriata di Pierpaolo Sileri: "Lo vogliamo capire che siamo in  guerra..." - IlGiornale.it

Ma la mossa del governatore campano non è andata giù nemmeno al sottosegretario Sileri. "Il mercato ha due regole, nessun vaccino puo' essere acquistato senza il via libera dell'Aifa, anche volendolo prendere non si può né distribuire né acquistarlo”. 

De Luca quindi, ragiona Sileri, “non può dare un farmaco senza approvazione ai suoi pazienti, è un farmaco non validato. Secondo motivo è che non possiamo muoverci in ordine sparso".

Per Sileri, "l'Italia è fatta di 21 sistemi sanitari regionali ed è giusto che vengano coordinati a livello centrale e che l'acquisto sia centrale. Capisco la sensibilità del governatore De Luca", conclude, "ma il sistema di acquisto e di distribuzione è centrale ed è necessario che ciò che arriva sul nostro territorio sia validato. Non che il vaccino Sputnik non sia sicuro, ma se esiste un perimetro di un ente regolatorio, noi dobbiamo stare dentro quel perimetro". 

(da: Agi)

Ue-Russia, è gelo totale. Lavrov: "Non ci sono più rapporti". Mosca rafforza l'asse con la Cina mentre resta alta la tensione con gli Usa

Parla il ministro degli Esteri russo: "L'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles". Sul fronte dello scontro con la Casa Bianca non c'è stato alcun chiarimento tra Putin e Biden. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Nessuna disponibilità da parte degli Stati Uniti". E sulla valigetta nucleare: "Il presidente ha sempre tutto con sé"


Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha fatto il punto sullo stato delle relazioni con la Ue. "Con l'Unione europea non ci sono rapporti come organizzazione, l'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles - ha detto -. Se e quando Bruxelles riterrà possibile eliminare questa anomalia, allora la Federazione russa sarà pronta".

La Russia guarda a Oriente - Lavrov ha parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo cinese Wang Yi, al termine dell'incontro di due giorni tenuto a Guilin, nel Guangxi. Il ministro degli Esteri russo ha parlato di Mosca come del "più grande vicino" dell'Europa per cui "se e quando sarà ritenuto opportuno dagli europei eliminare questa anomalia" di rapporti diplomatici, "saremo pronti a costruire queste relazioni sulla base della parità di diritti e della ricerca di un equilibrio di interessi. Non ci sono cambiamenti sul fronte occidentale, a mio avviso, abbiamo un'agenda molto intensa sul fronte orientale, che diventa ogni anno più ricca", ha detto. 

Le tensioni con gli Usa - La Russia deve fare i conti anche con le tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, dopo le parole poco concilianti che si sono rivolti Putin e Biden. Nella giornata di lunedì, da Mosca non sono arrivati segnali di distensione. Prima il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva spiegato che non era in programma nessun contatto tra Putin e il presidente Usa poiché non vi è "nessuna disponibilità da parte degli Usa". Poi lo stesso Peskov, in riferimento alla "valigetta nucleare", ha ribadito che "Putin ha sempre con sé gli strumenti di comunicazione necessari, compresi quelli strategici, ovunque si trovi". 

 

(Fonte: Tgcom24)

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Vaccini, Putin: "L'Ue dice no a Sputnik? Difende gli interessi delle case farmaceutiche e non le persone"

Il presidente russo, che si vaccinerà domani, definisce "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo incaricato per la campagna di vaccinazione, secondo cui l'Unione "non ha assolutamente bisogno di Sputnik V". L'Ema andrà comunque a Mosca: "Noi andiamo avanti con le valutazioni"


Il vaccino è pronto”, la Russia brucia tutti. I dubbi degli scienziati - La  Stampa

Sono "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno incaricato per la campagna di vaccinazione contro il coronavirus, che ieri sera in un'intervista a 'Tf1' ha affermato che l'Ue "non ha assolutamente bisogno dello Sputnik V", il vaccino russo. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, intervenendo in video-conferenza a una riunione con gli sviluppatori dei vaccini russi, secondo quanto riferito dai media locali. "Non costringiamo nessuno a fare nulla - ha affermato Putin - ma ci interroghiamo sugli interessi difesi da queste persone, quelli delle case farmaceutiche o quelli dei cittadini europei?".

Le parole di Breton hanno suscitato la reazione anche del Russian Direct Investment Fund (Rdif), fondo sovrano che ha finanziato la ricerca su Sputnik, che ha accusato il commissario europeo di "faziosità".

Sputnik V è "uno dei vaccini più efficaci al mondo" ha affermato il premier russo Mikhail Mishustin in dichiarazioni riportate dall'agenzia Tass. "Lo sai, e molti, compresi i nostri stimati colleghi stranieri, stanno scrivendo che è uno dei vaccini più efficaci al mondo", ha detto durante un incontro con il premier del Kazakistan, Askar Mamin. Mishustin ha poi aggiunto che il vaccino Sputnik V contribuirà "a far fronte alle minacce e ai rischi che derivano dalla pandemia di coronavirus".

Oggi in un colloquio telefonico il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e il presidente russo Putin hanno parlato anche della rolling review, la revisione a blocchi dei dati, del vaccino Sputnik V da parte dell'Ema. Lo riferiscono fonti Ue. Attualmente l'Ema ha in rolling review tre vaccini: Sputnik V o Gam-Covid Vac dell'Istituto Gamaleya di Mosca; l'Nvx-CoV2373 di Novavax e il CVnCoV di CureVac. I leader, informa il Consiglio, si sono scambiati vedute "sulla pandemia di Covid-19, sui vaccini e su questioni globali e regionali".

Putin ha intanto annunciato che ha intenzione di vaccinarsi domani, sottolineando che ''vaccinarsi è una scelta individuale''.

Cavaleri (Ema): "Su Sputnik andiamo avanti, il punto a fine aprile"

Su Sputnik V "noi andiamo avanti con la valutazione dei dati disponibili e con le ispezioni ai siti produttivi, che sono in programma il mese prossimo. A fine aprile faremo il punto della situazione e capiremo meglio la tempistica di una potenziale autorizzazione, qualora i dati la supportassero" ha detto all'Adnkronos Salute Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell'Agenzia europea del farmaco Ema.

 
(Fonte: Adnkronos)
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Putin replica a Biden: "Gli auguro buona salute. Collaborare ancora con gli Usa? Solo alle nostre condizioni"

Il presidente americano aveva risposto affermativamente alla domanda se il capo del Cremlino fosse un "assassino". La crisi diplomatica generata dalle affermazioni del nuovo inquilino della Casa Bianca - e che ha già portato al richiamo dell'ambasciatore russo a Washington per consultazioni - rischia di acuire il divario tra i due Paesi


Joe Biden e Vladimir Putin: torna il gelo tra Usa e Russia

Joe Biden accusa Vladimir Putin e lo definisce un assassino. La risposta? "Stia bene". Rapporti sempre più tesi tra Russia e Stati Uniti dopo che il presidente Biden ha definito ieri Putin "un killer" e ha affermato che la Russia "pagherà un prezzo" per le interferenze nelle elezioni Usa. "Una risposta a Biden? Gli direi, 'stia bene. Le auguro buona salute! Lo dico senza ironia, senza scherzare", ha affermato oggi Putin.

Mentre "molto male" è stato il commento secco del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a chi gli chiedeva un commento alle parole di Biden. "Mi tratterrò dal rilasciare un commento articolato - ha detto il portavoce secondo quanto riporta il sito della Tass - dirò una sola cosa: queste sono parole molto negative da parte di un presidente degli Stati Uniti".

Il richiamo dell'ambasciatore "per il tempo necessario"

Già ieri Mosca aveva reagito con il richiamo dell'ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, per "consultazioni". "Quanto dureranno? Esattamente il tempo necessario per le consultazioni stesse", ha fatto sapere oggi la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. "Le consultazioni - ha chiarito - non si terranno solo al ministero degli Esteri, ma anche in varie agenzie governative".

"Gli Usa si scusino o non finirà qui"

"Ho il sospetto che non finirà qui se gli Usa non daranno spiegazioni e non si scuseranno", ha scritto in un post su Faceboook il vice presidente del Consiglio della Federazione russa, la camera alta del Parlamento, Konstantin Kosachev. "Simili dichiarazioni non possono essere tollerate in nessuna circostanza e porteranno inevitabilmente a un aumento delle tensioni tra i nostri Paesi. Il richiamo dell'ambasciatore negli Usa per consultazioni - ha scritto Kosachev - è una risposta immediata, adeguata e l'unica ragionevole in una situazione del genere".

Tutto era gelato anche il rumore » Pensalibero.it

L'analista: "Così Biden colpisce la politica estera di Trump"

Le aspre accuse mosse a Vladimir Putin dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, dimostrano la volontà di "marcare il cambio di approccio rispetto a Donald Trump anche nel campo della politica estera, colpendone uno dei tratti più controversi, ovvero l'apertura alla Russia, che era stata pensata anche in chiave anti-cinese", spiega in un'intervista all'Adnkronos Germano Dottori, consigliere scientifico di Limes. "Biden ha fatto la stessa cosa anche in politica interna", emanando già nella prima settimana del suo mandato decine di ordini esecutivi per smantellare alcune delle misure "meno gradite" varate da Trump, sottolinea Dottori, secondo cui il nuovo capo di Stato americano vuole dimostrare che l'ex presidente è stato "un'anomalia rispetto alla tradizione wilsoniana della politica americana, che è condivisa anche dalla destra neoconservatrice".

Quanto alle conseguenze a breve-medio termine delle dichiarazioni di Biden, "in politica estera le parole sono pietre", sottolinea, ed il presidente "sta negando legittimità politica agli interlocutori esteri che non gradisce. Diventerà più difficile sedersi al tavolo con i russi, questo è praticamente certo - dichiara Dottori - Peraltro, rispetto ad altri conclamati killer si osserva maggiore indulgenza. Il presidente afghano Ghani, ad esempio, viene sollecitato a reintegrare i Talebani nel governo del suo Paese. Si punta anche ad un negoziato con il regime di Teheran, che pure ha soffocato nel sangue le proteste dei giovani che chiedevano più libertà". Secondo il consigliere scientifico di Limes, Biden ha voluto reagire a quanto emerso a proposito del sostegno dato dai russi a Trump lo scorso autunno. "È del tutto legittimo, poiché l'America ha tutto il diritto di proteggere la propria sovranità, se la ritiene minacciata. Ma qui pare esserci anche dell'altro - conclude - Dal momento che Trump non è uscito di scena, ma agisce da capo dell'opposizione, è forte la sensazione che Biden stia attaccando tutti coloro che ritiene vicini al proprio predecessore, circostanza che non mancherà di complicare la gestione della politica estera statunitense".

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