updated 5:31 PM UTC, Jul 24, 2021

Alluvioni in Europa e devastanti incendi in Russia, gli effetti del cambiamento climatico

Mentre le piogge torrenziali lasciano un paesaggio coperto d'acqua in Germania e Belgio, con strade e case distrutte, in Siberia il presidente russo mobilita l'esercito per spegnere devastanti incendi che hanno già divorato 1,4 milioni di ettari di terreno


La devastante alluvione che ha colpito l'Europa centrale nei giorni scorsi, ha lasciato un paesaggio sprofondato nell'acqua e una brutale distruzione. Il bilancio delle vittime delle gravi alluvioni che hanno devastato principalmente la Germania ma anche il Belgio orientale nelle prime ore di giovedì, sale ad almeno 126. La maggior parte dei decessi confermati è registrata dalla Germania, con 106 persone decedute e ancora molti dispersi. 

Nubifragi, Germania sotto choc: oltre 100 morti e 1300 dispersi. Nei Paesi  Bassi si rompe una diga - La Stampa

Il più alto numero di vittime registrato in un disastro naturale, l'ultimo che la storia ricorda è l'alluvione mortale nel Mare del Nord nel 1962, che uccise circa 340 persone. Le forti piogge hanno colpito anche Lussemburgo, Paesi Bassi, Svizzera e Francia orientale. La distruzione si estende a numerosi comuni della Renania settentrionale-Vestfalia (il territorio più popoloso, con 18 milioni di abitanti) e della Renania-Palatinato (quattro milioni). I servizi di soccorso non sono ancora riusciti ad accedere ad alcune aree a causa di strade bloccate o danneggiate. 

Germany, Belgium floods toll passes 120, with many missing: Live | Floods  News | Al Jazeera  

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Ieri circa 100.000 persone erano ancora senza elettricità. La catastrofe è di "dimensioni storiche", ha affermato Armin Laschet, candidato conservatore alla Cancelleria alle elezioni di settembre. In Belgio, con 20 morti e grandi danni, soprattutto nel sud della Vallonia, la situazione è particolarmente grave nella provincia di Liegi. Sebbene si preveda un miglioramento della situazione meteorologica, la stabilità di molti edifici è a rischio. "Intere strade e autostrade sono scomparse. Ci vorranno mesi e anni per riprendersi ", ha affermato Fabien Beltran, sindaco di Trooz, una delle città che ha visto registrare il maggior numero di vittime.

Germany: Flood Disaster Could Become a Major Issue in Election - DER SPIEGEL

Germany floods LIVE: Over 125 dead and 1,300 missing as landslide adds to  disaster | World | News | Express.co.uk

Il caldo invece è la causa dei devastanti incendi che stanno colpendo in questi giorni il teritotio russo. Una densa foschia quasi gommosa copre Yakutsk, capitale della repubblica russa di Sakha-Yakutia, situata geograficamente in Siberia. Il fumo degli incendi che hanno già bruciato più di 1,4 milioni di ettari circonda quella che è considerata la grande città più fredda del mondo (il suo territorio è formato principalmente da permafrost), colorando l'ambiente di un triste tono ocra. 

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Le fiamme per ora non minacciano direttamente Yakutsk, secondo il Russian Forest Protection Service, ma gli oltre 300 incendi attivi hanno già raggiunto il Lena Pillars National Park, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, considerato unico per le sue formazioni rocciose, flora e fauna; anche la mitica strada delle ossa, una strada costruita decenni fa dai prigionieri condannati ai loro remoti gulag.

Un aereo lancia acqua per cercare di spegnere uno degli incendi che stanno interessando la regione russa della Yakutia.

 Sakha-Yakutia, la più grande regione della Russia (che comprende il 20% del territorio del paese eurasiatico) e che è stata inclusa amministrativamente nel distretto dell'Estremo Oriente russo, si trova per oltre il 50% sul territorio del circolo polare Artico, che secondo gli esperti, si sta riscaldando almeno due volte e mezzo più velocemente del tasso medio globale. La regione strategica si insedia anche sul suolo del permafrost, il secolare strato ghiacciato del sottosuolo, il cui disgelo, accelerato dal riscaldamento globale, sta già cominciando ad avere gravi conseguenze.
 
Siberia wildfires: Russia army planes and thousands of firefighters battle  blazes | Russia | The Guardian

Quest'anno la stagione degli incendi è stata devastante in questa parte della Siberia, che, come gran parte della Russia, sta vivendo un'ondata di caldo soffocante da settimane. Mosca pochi giorni fa ha raggiunto il suo giorno più caldo degli ultimi 120 anni, con 34,7 gradi Celsius. Yakutsk, a più di 8.000 chilometri dalla capitale russa e che in inverno sfiora i 50 gradi sotto zero, ha toccato i 35 gradi sopra lo zero.

Siberian Wildfires Spread 17.5% in 24 Hours - The Moscow Times

Questi gli effetti di un cambiamento climatico che troppo velocemente e senza controllo sta cambiando il nostro modo di vivere e distruggendo tutte le nostre certezze.

Vladimir Putin parla di una nuova Europa unita, "Essere aperti nonostante il passato"

Il 22 giugno 1941, esattamente 80 anni fa, i nazisti, dopo aver conquistato quasi tutta l'Europa, attaccarono l'URSS.  Per il popolo sovietico iniziò la Grande Guerra Patriottica, la più sanguinosa nella storia del paese. Morirono decine di milioni di persone e il potenziale economico culturale subì danni enormi.


Il settimanale tedesco Die Zeit ha dato ampio spazio in un'articolo alla lettera che il presidente russo Vladimir Putin, ha indirizzato a tutti gli stati europei, per ricordare quei tragici momenti, ma principalmente per lanciare la proposta di creare insieme una nuova Europa.

"Siamo orgogliosi del coraggio e della resilienza degli eroi dell'Armata Rossa e dei lavoratori del fronte interno, che non solo hanno difeso l'indipendenza e la dignità della Patria, ma hanno anche salvato l'Europa e il mondo dalla schiavitù. La verità è che il soldato sovietico è riuscito a entrare poi in Germania non per vendicarsi, ma per bloccare una terribile ideologia. La memoria degli eroi che hanno combattuto contro il nazismo è per noi sacra. Ricordiamo con gratitudine gli alleati nella coalizione antihitleriana, i membri della Resistenza e gli antifascisti tedeschi che hanno assecondato la Vittoria comune.

Sopravvissuti agli orrori della guerra mondiale, i popoli d'Europa hanno saputo superare l'alienazione e ripristinare la fiducia e il rispetto reciproci, hanno intrapreso un percorso d'integrazione per tracciare la linea finale sotto le tragedie europee della prima metà dell'ultimo secolo. E voglio sottolineare in particolare che la riconciliazione storica del nostro popolo e dei tedeschi che vivevano sia nell'est che nell'ovest dell'odierna Germania unita, ha svolto un ruolo colossale nella formazione di questa Europa.

Permettetemi di ricordarvi che sono stati gli imprenditori tedeschi a diventare i pionieri della cooperazione con il nostro Paese negli anni del dopoguerra. Nel 1970, l'URSS e la RFT firmarono l'"accordo del secolo" sulle forniture a lungo termine di gas naturale a tutta l'Europa. Un accordo che gettò le basi per un'interdipendenza costruttiva, che divenne l'inizio di molti successivi progetti ambiziosi, tra cui la il gasdotto Nord Stream 2.

Speravamo che la fine della Guerra Fredda fosse una vittoria comune per l'Europa. Sembrava più del sogno di Charles de Gaulle su un continente unico, "dall'Atlantico agli Urali", un progetto culturale, di civiltà, da Lisbona a Vladivostok, una realtà che il mondo sognava da tempo.

È in questa logica, nella logica della costruzione di una Grande Europa unita da valori e interessi comuni, che la Russia si è sforzata di sviluppare le sue relazioni con gli europei. Sia la Russia che l'Unione europea avevano fatto molto su questa strada.

Purtroppo ha prevalso un approccio diverso, che si basava sull'espansione dell'Alleanza Atlantica, che a sua volta era una reliquia della Guerra Fredda. infatti, la sua creazione si è voluta per poter affrontare i duri tempi di quell'epoca.

Fu il movimento del blocco verso est ad unirsi alla Germania nella NATO, che divenne la ragione principale della rapida crescita della sfiducia reciproca in Europa. Così si sono rapidamente dimenticate le promesse fatte allora "solo a parole", "questo non è diretto contro di te", "i confini del blocco non si avvicineranno a te". Ecco creato un precedente.

E dal 1999, sono seguite altre cinque ondate di espansione della NATO. L'organizzazione comprendeva 14 nuovi paesi, comprese le repubbliche dell'ex Unione Sovietica, che di fatto seppellivano le speranze per un continente senza linee di divisione. Uno stato di confusione che inaspriva i rapporti, a metà degli anni '80 uno dei leader della SPD, Egon Bar, capì prima di tutti il deterioramento e propose di ricostruire radicalmente l'intero sistema di sicurezza europeo dopo l'unificazione della Germania, sia con la partecipazione dell'URSS che gli Stati Uniti. Ma nessuno, né in URSS, né negli USA, né l'Europa, volle ascoltarlo.

Inoltre, molti paesi si sono trovati di fronte a una scelta artificiale: essere con l'Occidente collettivo o con la Russia. In effetti, era un ultimatum. Le conseguenze di una politica così aggressiva si possono vedere nell'esempio della tragedia ucraina del 2014.

Ora l'intero sistema di sicurezza europeo è gravemente degradato. Le tensioni crescono e i rischi di una nuova corsa agli armamenti stanno diventando reali. Stiamo perdendo le enormi opportunità che la cooperazione ci offre, tanto più che è così importante ora, quando tutti ci troviamo di fronte a sfide comuni: la pandemia e le sue terribili conseguenze socioeconomiche.

Perché sta succedendo? E, soprattutto, quali conclusioni siamo obbligati a trarre insieme? Quali lezioni di storia ricordare? Penso, prima di tutto, che l'intera storia del dopoguerra della Grande Europa confermi che la prosperità e la sicurezza del nostro continente comune sono possibili solo attraverso gli sforzi congiunti di tutti i paesi, compresa la Russia. Perché la Russia è uno dei più grandi stati europei. E sentiamo il nostro inseparabile legame culturale e storico con l'Europa.

Siamo aperti a un'interazione onesta e costruttiva. Ciò è confermato dalla nostra idea di creare uno spazio comune per la cooperazione e la sicurezza dall'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico, che includerebbe vari formati di integrazione anche economica, un vantaggio sia per l'Unione Europea, sia per  l'Unione Economica Eurasiatica.

Lo ripeto ancora: la Russia è a favore del ripristino di un partenariato globale con l'Europa. Abbiamo molti argomenti di reciproco interesse. Si tratta di sicurezza e stabilità strategica, sanità e istruzione, digitalizzazione, energia, cultura, scienza e tecnologia, risoluzione dei problemi climatici e ambientali.

Il mondo si sta sviluppando in modo dinamico, affrontando nuove sfide e minacce. E semplicemente non possiamo permetterci di trascinarci dietro il fardello di incomprensioni, lamentele, conflitti ed errori del passato. Un carico che ci impedirà di concentrarci sulla risoluzione di problemi urgenti. Siamo convinti che tutti dobbiamo riconoscere questi errori e correggerli. Il nostro obiettivo comune e indiscutibile è garantire la sicurezza continentale senza linee di divisione, uno spazio unico di cooperazione equa e di sviluppo universale per la prosperità dell'Europa e del mondo nel suo insieme.

 

Fonte: Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR)
          Arch. Giuseppe De Gaetano; Direttore CCIR di Novara Italia
          Dott. Maxim Ospovat; Direttore CCIR di San Pietroburgo Russia
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Summit Putin - Biden, "non ci sono illusioni e non possono esserci"

I presidenti degli Stati Uniti e della Russia hanno incontrato i giornalisti dopo i colloqui a Ginevra. Come previsto prima dell'incontro, non c'è stata una conferenza stampa congiunta; Biden ha voluto incontrare la stampa dopo Putin.


Tanti gli argomenti sul tavolo nell'incontro tra il presidente Putin e il presidente Biden, questioni di primaria importanza e che richiedono soluzioni urgenti. Tra gli argomenti dettati dalla parte americana vi era, il controllo degli armamenti, il cambiamento climatico, l'intervento militare russo in Ucraina, le attività degli hacker russi e persecuzione di Alexei Navalny. la controparte russa ha posto invece sul tavolo la stabilità strategico/militare, la lotta per contrastare la pandemia da Covid-19, la lotta contro la criminalità informatica, la situazione in Medio Oriente, in Ucraina e il grande problema Nagorno-Karabakh. La guerra del Nagorno-Karabakh del 2020 è stato un conflitto armato tra l'Azerbaigian, sostenuto dalla Turchia e l'autoproclamata Repubblica di Artsakh insieme all'Armenia, un conflitto partito nella regione contesa del Nagorno-Karabakh e nei territori circostanti. Un'escalation di contrasti politico culturali irrisolti su una regione parzialmente governata dall'Artsakh, uno stato separatista a maggioranza etnica armena. 

Durante la conferenza stampa del presidente russo, il problema sulla persecuzione di Navalny ha irrigidito Putin, che rispondendo a una domanda ha dichiarato, "Per quanto riguarda la nostra opposizione non sistemica e il cittadino che state citando, posso dire che: Primo quest'uomo sapeva che stava violando la legge in vigore in Russia, era obbligato a essere registrato come persona sottoposta a due condanne , per questo motivo aveva l'obbligo di non uscire dai confini della nazione. Lui, ignorando deliberatamente questo requisito di legge, è andato all'estero. Nulla è stato fatto durante la sua permanenza in ospedale, ma non appena ha lasciato l'ospedale e ha pubblicato i suoi video su Internet, senza la volontà di rientrare entro i confini russi, è stato messo sulla lista dei ricercati. Venutone a conoscenza Navalny è rientrato in patria decidendo deliberatamente di essere arrestato".

Biden, Putin Discuss Prickly Issues During First Summit - WSJ

Le parole di Putin secondo cui Navalny, "è andato deliberatamente all'estero" dopo l'avvelenamento, hanno suscitato sconcerto e indignazione tra la stampa americana, in particolare è stato ricordato che l'oppositore al governo di Mosca, è stato portato fuori da Omsk, in una speciale capsula medica in coma. Subito la reazione della moglie di Navalny, che in modo provocatorio scrive sui social, "Ho tenuto una fotografia di come Alexei, ignorando deliberatamente l'obbligo di , è andato all'estero per cure ", ha scritto la moglie di Navalny, Yulia.

 

Un'altra dichiarazione, che ha scatenato un'accesa discussione sui social network, è stata che le strutture di Navalny dichiarate estremiste, secondo Putin "hanno dato istruzioni su come preparare bottiglie molotov da utilizzare contro le forze dell'ordine, coinvolto i minori in eventi, pubblicato dati privati su agenti di polizia". Il presidente però non ha voluto rendere pubblica la fonte delle sue informazioni.
Il 9 luglio, il tribunale della città di Mosca ha riconosciuto le organizzazioni fondate da Navanly, come organizzazioni sotto il controllo di agenti stranieri, aprendo un dossier "Top Secret".

Archiviata la questione Navanly, il presidente Putin ha voluto sottolineare l'accordo raggiunto con Biden, riguardo i rispettivi ambasciatori e i prigionieri politici. "Gli Ambasciatori stanno tornando alle loro ambasciate in servizio permanente, il quando è solo una questione tecnica", ha detto, "inoltre il Ministero degli Esteri russo e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, risolveranno la questione del ritorno in patria di russi e americani, che stanno scontando pene nelle carceri americane e russe. Il presidente Biden ha sollevato il problema dei cittadini americani in carcere nella Federazione Russa. Ne abbiamo discusso. Alcuni compromessi si possono trovare", ha detto Putin, senza entrare nei dettagli.

Alcuni giornalisti hanno ricordato a Putin che Biden aveva risposto in modo affermativo, quando gli era stato chiesto se considerava il presidente russo un "assassino". Putin ha risposto, "Cosa posso dire: conosciamo tutti queste dichiarazioni. Dopodiché, il presidente Biden mi ha chiamato, abbiamo parlato e le sue spiegazioni mi andavano bene". Però non si è tirato indietro e ha aprerto una polemica diretta, "Chi è il" killer? Per le strade delle città americane ogni giorno qualcuno viene ucciso... Lì molte volte non hai il tempo di dire una parola, stanno già sparando...". Continuando, "In Afghanistan, i militari del contingente americano, hanno distrutto forse più di quello che era necessario...". "Diciamo che questo è un errore, in guerra succede anche questo, ma gli attacchi dei droni in Iraq?, chi è responsabile? Chi è il "killer"?" ha chiesto Putin.

 

Parlando degli attacchi informatici, secondo Putin, le parti hanno concordato di avviare consultazioni sulla questione della sicurezza informatica. Ha affermato che il maggior numero di attacchi informatici è stato registrato dagli Stati Uniti, seguiti dal Canada, e la Russia non è in questo elenco.

Ci sono state 10 richieste di informazioni su un attacco agli Stati Uniti dal cyberspazio russo e "i nostri colleghi hanno ricevuto una risposta esauriente a tutte. Siamo di fronte alle stesse minacce", ha detto Putin. Dozzine di richieste russe non hanno ricevuto risposta.

Situazione nell'est dell'Ucraina, in risposta alla domanda se sia stata discussa la situazione intorno all'Ucraina e la concentrazione delle truppe russe ai suoi confini, Putin ha affermato che Kiev dovrebbe contribuire all'attuazione degli accordi di Minsk. Ha nuovamente parlato del fatto che le elezioni si sono svolte nel paese, "Non è necessario essere un avvocato, non è necessario avere un'istruzione speciale per capire che gli accordi di Minsk non vengono attuati", ha affermato il presidente russo. Le esercitazioni militari, che hanno tanto destato preoccupazione in Occidente, Putin le considera normali, "l'attività militare degli Stati Uniti vicino ai confini della Russia dovrebbe essere una preoccupazione, non le esercitazioni russe", ha affermato il leader russo.

 

Secondo Putin, durante l'incontro "non c'è stata ostilità". Le valutazioni di Mosca e Washington su varie questioni differiscono, ma tuttavia entrambe le parti hanno mostrato il desiderio di capirsi e la conversazione si è rivelata costruttiva, ha affermato il presidente russo. "Ero convinto che il presidente Biden fosse una persona esperta e oggi so che avevo ragione", ha detto Putin. "Lev Tolstoj una volta disse: non c'è felicità nella vita, c'è solo il suo fulmine, adoralo. Quindi, mi sembra che in una situazione del genere non possa esserci una sorta di fiducia familiare. Ma mi sembra che sia il fulmine si sia balenato." ha concluso.

What They Want: Divergent goals for Biden, Putin at summit | National News  | heraldextra.com

Anche il presidente degli Stati Uniti si è detto generalmente soddisfatto dell'incontro. Nelle sue risposte, ha sottolineato che la Russia dovrebbe sforzarsi di preservare la propria reputazione nell'arena internazionale e che tale reputazione è incompatibile con gli attacchi informatici internazionali e le restrizioni alla libertà dei media. "Il tono di tutto l'incontro, credo sia durato circa quattro ore, è stato buono, positivo. Non ci sono stati tentativi di pressione. Quando non eravamo d'accordo, io ho espresso dissenso, ho detto per quale motivo. Quando lui non era d'accordo con me, ha fatto altrettanto"- ha detto il presidente americano.

"Abbiamo identificato aree di interazione pratica tra i nostri paesi al fine di promuovere i nostri interessi comuni per farne trarre beneficio al mondo intero. In secondo luogo, ho chiarito che gli Stati Uniti avrebbero risposto alle azioni, che danneggiano i nostri interessi e gli interessi dei nostri alleati. Ha sentito tutto direttamente da me", ha aggiunto Biden.

Come Putin, Biden ha affermato che Mosca e Washington sono responsabili della stabilità nucleare internazionale e negozieranno una possibile modifica del trattato di riduzione delle armi offensive strategiche recentemente esteso. "La recente estensione del Trattato START è una testimonianza del nostro impegno per il controllo delle armi nucleari. Oggi riaffermiamo il nostro impegno al principio che una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai essere scatenata. Per raggiungere questi obiettivi, Russia e Stati Uniti lanceranno presto un dialogo bilaterale globale sulla stabilità strategica, che sarà sostanziale ed energico " ha affermato.

La parte americana ha anche parlato della persecuzione dell'opposizione in Russia, compresa la situazione con Alexei Navalny, e dell'importanza del lavoro dei media liberi. "Gli ho detto che a differenza di altri paesi, inclusa la Russia, noi (gli Stati Uniti), siamo unici in quanto siamo il prodotto di un'idea. L'ho detto più di una volta e continuerò a dirlo, noi siamo nati a seguito dei diritti delle persone. Punto. E oggi li deleghiamo al governo. E gli ho detto che questo è il motivo per cui esprimeremo preoccupazione per casi come quello di Alexei Navalny. Ho chiarito al presidente Putin che solleveremo questioni sui diritti delle persone, perché fa parte della nostra essenza", ha detto il Presidente degli Stati Uniti.

A Biden la stampa americana ha più volte chiesto cosa sarebbe successo se Alexei Navalny fosse morto in prigione. Il presidente americano ha risposto che la morte di Navalny, avrebbe dato l'inizio a una serie di conseguenze disastrose per la Russia. "La Russia è una potenza che vuole mantenere il suo status sulla scena mondiale. La perdita di questo status è il prezzo da pagare, se la Russia continua a interferire nelle elezioni degli stati confinanti. Stesso discorso per la possibile morte in carcere di Navalny. Sarebbe una catastrofe per lo status della Russia nel mondo", ha avvertito il presidente degli Stati Uniti. 

Alla domanda se i due leader siano riusciti a stabilire un rapporto di fiducia, Biden ha risposto che era sbagliato porre la domanda in questo modo. "Ascolta, non si tratta di fiducia. Si tratta dei nostri interessi e della loro affermazione", ha detto il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo che "presto scopriremo la fiducia in una relazione. Vediamo cosa succede".

A Biden è stato anche chiesto cosa ha detto esattamente a Putin dopo una famosa intervista in cui il leader americano ha convenuto che il presidente russo era un "killer". "Le mie parole lo hanno soddisfatto", ha risposto Biden. "Perché dovrei tornare a questo argomento?"

In un accordo, per sotterrare l'ascia di guerra "fredda", tra le due super potenze "non ci sono illusioni e non possono esserci", ma un piccolo lampo, come diceva Lev Tolstoj, crediamo in lui... 

Ginevra, Putin e Biden mai soli al vertice: nessun faccia a faccia - la  Repubblica

 

Fonte: Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR)
          Arch. Giuseppe De Gaetano; Direttore CCIR di Novara Italia
          Dott. Maxim Ospovat; Direttore CCIR di San Pietroburgo Russia
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Il discorso di Putin allo SPIEF, il 24° forum economico internazionale di San Pietroburgo

L'attuale forum è uno degli eventi più ambiziosi dall'inizio della pandemia. Il motto del forum di quest'anno è "Di nuovo insieme per l'economia di una nuova realtà".


Capi di stato e di governo di paesi stranieri, capi di grandi associazioni russe e internazionali, aziende e banche, esperti di spicco e politici hanno preso parte allo SPIEF, sia di persona sia in videoconferenza. Nuove regole e nuove aperture economiche dovranno regolare i prossimi decenni. Maggiori cooperazioni internazionali, Green e forte ripresa dopo la grave recessione dello scorso anno, questi i temi principali temi su cui si è soffermato anche il Presidente russo Vladimir Putin, nel suo discorso di chiusura dei lavori. 

 

Così il presidente ha voluto salutare i presenti: 

"Saluto tutti i partecipanti e gli ospiti del 24° Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Sapete che, infatti, dall'inizio dello scorso anno, a causa della pandemia di coronavirus, gli incontri in molte sedi tradizionali sono stati cancellati o tenuti a distanza. E siamo lieti che dopo una pausa così lunga e forzata, sia qui, in Russia, che si sta svolgendo il primo grande evento internazionale di affari, nell'ambito del quale i rappresentanti della comunità imprenditoriale globale, possono comunicare tra loro non solo attraverso i moderni strumenti di comunicazione, ma anche direttamente, come si dice, dal vivo. Allo stesso tempo, ovviamente, abbiamo cercato di fare di tutto per garantire la sicurezza dei partecipanti, tenendo conto dei requisiti sanitari più severi. Ma, ripeto, il fatto stesso che si svolga un forum così rappresentativo è senza dubbio un segnale positivo, un'ulteriore prova che le partnership, i contatti tra imprenditori, investitori ed esperti stanno gradualmente riacquistando la loro forma familiare e normale. Stiamo assistendo alle stesse tendenze positive nell'economia globale. Nonostante la profondità della recessione dello scorso anno, che secondo gli esperti si è rivelata la più grande dalla seconda guerra mondiale, è già sicuro affermare che l'economia globale sta tornando alla normalità. Anche quest'anno si prevede che la crescita del PIL globale sarà insolitamente elevata, la più alta dagli anni '70 del secolo scorso: gli esperti parlano di una crescita del 6%. Questo, ovviamente, è stato influenzato dalle decisioni straordinarie e su larga scala prese dalle autorità economiche di tutto il mondo. Inoltre, la pratica ha dimostrato che le tradizionali misure di politica monetaria da sole non sarebbero sufficienti per superare l'attuale crisi. La politica di bilancio, che per la prima volta è stata così attivamente sostenuta dalle banche centrali dei paesi in via di sviluppo, svolge un ruolo chiave nella rapida ripresa economica. È chiaro che le principali economie hanno molte più risorse e strumenti per stimolare l'attività imprenditoriale. I numeri parlano da soli: se nei paesi sviluppati l'anno scorso l'aumento dei deficit di bilancio è stato in media del 10 per cento del PIL, nei paesi in via di sviluppo è stato di circa il 5 per cento. E sappiamo che sono proprio questi deficit che sono in gran parte responsabili del finanziamento delle soluzioni anticrisi. Il fatto che queste decisioni esistano, che siano finanziate è ovviamente positivo, è indubbiamente positivo, ma purtroppo ci sono anche aspetti negativi. Di conseguenza, vediamo che l'economia globale si sta riprendendo in modo non uniforme, tenendo conto delle diverse capacità dei diversi paesi. Ciò è irto di squilibri crescenti, che ampliano il divario nel tenore di vita sia all'interno dei singoli paesi che tra di essi. E questo comporta gravi rischi politici, economici e sociali per lo sviluppo del mondo moderno interconnesso, per la sicurezza comune". 

 

Altro tema non sottovalutato da Putin è quello della difficile diffusione a livello mondiale dei vaccini e la conseguente diffusione della pandemia, che prosegue a velocità diverse: 

"Un buon esempio è la lotta contro l'epidemia. Fino a quando non garantiremo un accesso ampio e onnipresente ai vaccini contro il coronavirus in tutti i continenti, il pericolo di un'epidemia e dei suoi nuovi focolai non scomparirà, rappresentando una minaccia per l'intero pianeta. Tuttavia, cosa vediamo ora? Secondo l'FMI, i paesi ad alto reddito, che ospitano il 16% della popolazione mondiale, rappresentano ora la metà dei vaccini contro il coronavirus prodotti. Di conseguenza, fino ad oggi, solo il 10% circa della popolazione mondiale è stato completamente vaccinato o ha ricevuto il primo componente della vaccinazione, mentre centinaia di milioni di persone semplicemente non hanno accesso a un vaccino a causa del fatto che questi paesi non lo producono. Non dispongono della tecnologia, della capacità produttiva o dei fondi per acquistare vaccini. E l'assistenza a questi paesi da parte di coloro che potrebbero farlo è ancora trascurabile. Ci sono divieti politicamente motivati ​​all'acquisto di vaccini testati, efficaci e provati.  Come sapete, la Russia sta contribuendo alla lotta contro il coronavirus. "Sputnik V" è già stato registrato in 66 paesi del mondo, dove vivono più di tre miliardi e duecento milioni di persone. Vorrei sottolineare: non solo abbiamo creato tecnologie uniche e stabilito rapidamente la produzione di vaccini in Russia, ma abbiamo anche aiutato i nostri partner stranieri a sviluppare tale produzione nei loro siti. Finora, ad eccezione della Russia, nessuno lo sta ancora facendo. Oggi, ogni cittadino adulto della Russia ha l'opportunità di vaccinarsi, volontariamente e gratuitamente. L'efficacia del nostro vaccino è superiore al 96 percento. E, secondo i nostri studi, non c'è stata una sola morte per l'uso del vaccino. Inoltre, chiedo al governo, alle regioni e alle imprese di elaborare insieme i problemi della vaccinazione delle persone che vengono in Russia per lavoro. Molti di questi specialisti sono impiegati con noi nei settori dell'edilizia, del commercio e dei servizi comunali. L'industria farmaceutica nazionale è pronta ad aumentare ulteriormente la produzione di vaccini, ovvero non solo soddisfiamo pienamente le nostre esigenze, ma possiamo anche fornire un'opportunità ai cittadini stranieri di venire in Russia e farsi vaccinare qui. So che, data l'efficacia dei nostri vaccini, questa domanda è piuttosto alta. Inoltre, la pratica si è diffusa quando persone di diversi paesi, inclusi uomini d'affari, capi di grandi aziende europee e di altro tipo, vengono appositamente in Russia per vaccinarsi contro il coronavirus. A tal proposito, chiedo al Governo di analizzare tutti gli aspetti della questione entro la fine del mese in modo che, tenendo conto delle esigenze di sicurezza, del controllo sanitario, si organizzino le condizioni corrette per i cittadini stranieri al fine che possano vaccinarsi a pagamento e in modo sicuro."

 

Altro punto toccato dal presidente il gasdotto Nord stream2, la tratta che dalla Russia alla Germania distribuirà il prezioso elemento in tutta l'Europa.

"Sono lieto di annunciare che oggi, esattamente due ore e mezza fa, si è conclusa con successo la posa delle tubazioni per la prima stringa del gasdotto Nord Stream 2. Il lavoro sulla seconda linea continua. L'intera opera lineare, compresa la sezione offshore, è completata. Anche dal lato tedesco l'opera si sta concludendo e prevedo che nel giro di poche settimane, le due tratte saranno collegate e ben saldate tra loro. Gazprom è pronta a riempire di gas il Nord Stream 2. Questa rotta collegherà direttamente i sistemi di trasporto del gas della Russia e della Repubblica federale di Germania e, come Nord Stream 1, servirà la sicurezza energetica dell'Europa e un approvvigionamento affidabile per i consumatori europei in generale. Aggiungo che questo progetto è molto conveniente e rispetta pienamente gli standard ambientali e i requisiti tecnici più rigorosi. Siamo pronti a continuare a realizzare progetti high-tech simili con i nostri partner europei e altri e speriamo che la logica del mutuo vantaggio prevalga inevitabilmente su ogni sorta di barriere artificiali dell'attuale ambiente politico."

 

L'ultimo punto veramente sentito dal premier russo è quello del cambiamento climatico. Putin nel suo discorso sottolinea quanto sia importante una cooperazione internazionale, smettendola con le distorsioni delle verità, tutti gli stati devono essere coinvolti in egual misura e con le stesse intenzioni:

"Serve una cooperazione internazionale per superare le conseguenze socio-economiche dell'epidemia. Inoltre, occorre unire gli sforzi di fronte a sfide comuni, sistemiche e di lungo periodo, che non dipendono dalle condizioni di mercato, dalle controversie politiche e dagli allineamenti, ma determinano in modo decisivo il futuro dell'intera civiltà. Di cosa sto parlando ora, cosa intendo? Prima di tutto, stiamo parlando dell'agenda per il clima. Secondo gli scienziati, a causa dell'attività economica umana, nell'atmosfera terrestre si sono accumulate oltre due trilioni di tonnellate di gas serra. Ogni anno, il loro volume aumenta di 50 miliardi di tonnellate, riscaldando gradualmente il pianeta. Abbiamo sentito spesso parlare del fatto che la Russia, non sia molto interessata a risolvere i problemi ambientali globali. Questa è una sciocchezza, questo è un mito, o addirittura una vera e propria distorsione. Come altri paesi, sentiamo i rischi e le minacce in quest'area, tra cui la desertificazione, l'erosione del suolo e lo scioglimento del permafrost. Molti dei presenti in sala conoscono e lavorano nell'Artico: abbiamo intere città lì, nell'Artico, costruite sul permafrost. Se tutto inizierà a sciogliersi, quali saranno le conseguenze per la Russia? Naturalmente, siamo preoccupati per questo. Sosteniamo costantemente l'attuazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, del Protocollo di Kyoto e dell'Accordo di Parigi. Vorrei sottolineare: non esiste un clima russo, europeo, asiatico o americano separato. Tutti i nostri paesi hanno una responsabilità comune per il mondo moderno, per la vita delle generazioni future. È necessario mettere da parte le divergenze politiche e di altro tipo, per non trasformare il passaggio alla “carbon neutrality” in uno strumento di concorrenza sleale quando, con il pretesto di una falsa strategia per l'interesse specifico di qualcuno, si cerca di rimodellare gli investimenti e il commercio limitando l'accesso alla tecnologia avanzata "verde" a tutti. Come vediamo il contributo del nostro Paese alla soluzione del problema del cambiamento climatico? Sono fiducioso che, a causa delle dimensioni, della posizione e del ruolo della Russia nel mondo, i progetti ambientali e climatici nel nostro paese svolgeranno un ruolo di primo piano negli sforzi globali per preservare il clima per molti decenni. Abbiamo fissato un obiettivo: nei prossimi 30 anni, il volume accumulato di emissioni nette di gas serra in Russia dovrebbe essere inferiore a quello in Europa. Sono convinto che si tratti di un compito ambizioso ma risolvibile, e chiedo al governo di elaborare un piano d'azione dettagliato al riguardo entro il 1° ottobre di quest'anno. Ma discuteremo questo problema in una riunione separata. A proposito, sulla base dell'industria nucleare, la Russia sta già creando un'infrastruttura per la produzione di idrogeno, che verrà utilizzata come materia prima, combustibile, vettore energetico, anche nella metallurgia, nella produzione di cemento e nei trasporti. La Russia ha un colossale potenziale di assorbimento di Co2 con le foreste, la tundra, i terreni agricoli, le paludi, il nostro paese rappresenta un quinto delle foreste del mondo, che occupano quasi 10 milioni di chilometri quadrati. Secondo esperti, scienziati, già adesso assorbono miliardi di tonnellate di anidride carbonica ogni anno".

 

Infine il presidente ha voluto personalmente ringraziare e salutare le delegazioni presenti al Forum, partendo dall'ospite d'onore...

"Cari colleghi, concludendo il mio intervento, vorrei ribadire che, nonostante tutte le prove legate alla pandemia globale, la vita sta gradualmente tornando alla normalità. Un esempio lampante di ciò, lo ripeto ancora una volta, è il nostro incontro a San Pietroburgo. E la prossima settimana la Russia ospiterà sei gare della fase a gironi, un quarto di finale proprio qui a San Pietroburgo. A questo proposito desidero rivolgere i miei migliori auguri al nostro grande amico, l'Emiro del Qatar. Ieri era il suo compleanno. Ci congratuliamo con voi, vostra altezza. Sono fiducioso che il Qatar ospiterà il Campionato mondiale di calcio il prossimo anno con grande successo. Questi grandi eventi e il forum uniscono davvero e avvicinano persone provenienti da diversi paesi. I rappresentanti delle imprese, numerosi in sala, sanno bene che è una comunicazione diretta basata sulla fiducia reciproca che, per molti aspetti, porta avanti progetti e iniziative imprenditoriali, e quindi l'intera economia mondiale. La Russia creerà tutte le opportunità per tale comunicazione, per lo scambio di esperienze, per la dimostrazione dei risultati più avanzati della scienza e della tecnologia. Grazie per la vostra pazienza, attenzione e vi auguro il successo."

        

Fonte: Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR)

          Arch. Giuseppe De Gaetano; Direttore CCIR di Novara Italia

          Dott. Maxim Ospovat; Direttore CCIR di San Pietroburgo Russia

Il presidente della Bielorussia difende dirottamento del volo Ryanair, sfidando le pressioni dell'ovest

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko cita la minaccia di una bomba, dicendo "Abbiamo risposto adeguatamente alle informazioni ricevute"; I leader occidentali rispondono chiedendo il rilascio del dissidente che era in fuga


Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha difeso la sua gestione del dirottamento del volo Ryanair durante il fine settimana e ha accusato i leader occidentali di tentare di interferire negli affari del paese, accusandoli di aver oltrepassato le "linee rosse" nei loro attacchi all'ex stato sovietico.

Il leader bielorusso ha detto che il suo paese ha agito nel rispetto delle regole internazionali quando ha obbligato l'atterraggio, era in possesso di rapporti dei servizi segreti che riportavano la presenza di esplosivi a bordo e così facendo ha tentato di evitare una tragedia. Ha detto di aver agito legalmente per proteggere la vita delle persone. "Abbiamo risposto adeguatamente alle informazioni ricevute", ha detto oggi Lukashenko in un discorso ai parlamentari UE, questi i suoi primi commenti dall'incidente di domenica. "Come reagirebbero gli Stati Uniti in una situazione del genere alla luce della loro triste esperienza?"

I leader dell'Unione europea e degli Stati Uniti si sono affrettati a condannare l'atterraggio forzato dell'aereo, che trasportava il giornalista dissidente Roman Protasevich, successivamente arrestato e lunedì hanno deciso di imporre un nuovo ciclo di sanzioni alla Bielorussia e di vietare alle sue compagnie aeree di entrare nel spazio aereo e aeroporti della Bielorussia.

Bagagli dell'aereo Ryanair perquisiti dopo l'atterraggio forzato in Bielorussia

Bagagli dell'aereo Ryanair perquisiti dopo l'atterraggio forzato in Bielorussia Le autorità bielorusse hanno arrestato l'attivista Roman Protasevich a bordo dell'aereo Ryanair che stava volando dalla Grecia alla Lituania, dopo averlo dirottato su Minsk. L'amministratore delegato di Ryanair Michael O'Leary ha definito l'incidente "un caso di dirottamento sponsorizzato dallo stato", sollevando ulteriormente l'allarme dell'industria aeronautica globale sulla deviazione. 

I leader occidentali hanno chiesto il rilascio di Protasevich, che è diventato uno degli attori principali dietro un'ondata di proteste antigovernative lo scorso anno, sulla scia delle elezioni presidenziali bielorusse di agosto. Lukashenko ha affermato di aver vinto in maniera schiacciante, ma i funzionari occidentali hanno definito il voto né libero né equo. Gli oppositori chiedevano e chiedono le dimissioni del leader bielorusso, al potere dal 1994.

 

"Come avevamo previsto, i nostri nemici esterni e interni ai nostri confini, stanno cambiando i metodi di attacco allo stato", ha detto Lukashenko. "Hanno attraversato i confini del buon senso e della moralità umana". "Non appena l'aereo è atterrato a Minsk, le accuse in copia carbone dall'Occidente e i divieti di volo hanno iniziato a piovere. Il presunto avvertimento di una bomba sull'aereo, che stava volando da Atene, proveniva dalla Svizzera". Il Dipartimento federale degli affari esteri della Svizzera, ha risposto che le autorità svizzere non erano a conoscenza di una minaccia di bomba sul volo e non sono state in contatto con la Bielorussia in merito. 

Le autorità bielorusse a novembre hanno inserito il signor Protasevich in un elenco di persone coinvolte in attività terroristiche. Hanno anche avviato diversi procedimenti penali contro di lui per aver organizzato proteste illegali e sconvolto l'ordine sociale. Protasevich rispedito al mittente le accuse identificandole come come repressione politica. Subito il giorno dopo essere stato arrestato a Minsk, un video circolato su vari account di social media bielorussi, compresi quelli dell'opposizione, lo mostrava in una struttura di detenzione preventiva nella capitale bielorussa, mentre confessava di aver organizzato rivolte di massa. I suoi sostenitori e i genitori definiscono il video una perfetta montatura del governo, che in qualche modo deve aver obbligato Protasevich alla confessione. 

Il dirottamento dell'aereo ha sollevato interrogativi sulla legalità dell'atto. Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha condannato la mossa come "un assalto scioccante all'aviazione civile e un attacco al diritto internazionale", questa rappresenta un pericolo per i voli civili ovunque".

Lukashenko in conferenza ha ribadito la fermezza del suo governo: “Lo stato che non soccomberà alla pressione ibrida e può continuare il suo lavoro. Faccio appello all'intera comunità mondiale: non ha senso scuotere la Bielorussia". In risposta il leader dell'opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya, che vive in esilio in Lituania, ha dichiarato oggi che si sta preparando una nuova fase di proteste antigovernative attive. "Non c'è più niente da aspettare: il terrore deve essere fermato una volta per tutte", ha detto in una dichiarazione.

Tempi difficili post pandemia, si prospettano per il governo e la popolazione bielorussa.

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Il 2 giugno si apre il Saint Petersburg International Economic Forum, la "Davos russa" con l'Italia protagonista. Ecco perché è così importante

La politica economica internazionale russa, i mercati emergenti, gli equilibri globali, con un importante partecipazione dell'Italia. L'appuntamento con il Saint Petersburg International Economic Forum nella prima settimana di giugno assume un rilievo particolare nell'ottica dell'uscita dalla crisi pandemica. Attesa per l'intervento di Putin


Quest'anno dal 2 a 5 giugno a San Pietroburgo si terrà la 15esima edizione del Saint Petersburg International Economic Forum (SPIEF’21), che tutti conoscono ormai come la "Davos russa". Si tratta di una piattaforma di scambio per i rappresentanti dei circoli d'affari in cui avviene la discussione delle questioni economiche di maggiore rilevanza per la Russia, i mercati emergenti e l’economia mondiale in generale.


L’anno scorso il Forum, a causa della pandemia, si è svolto online, mentre quest'anno a San-Pietroburgo arriveranno delegazioni di almeno 8000 ospiti provenienti da oltre 140 paesi, Italia compresa.


Per l'occasione un ospite speciale di Forum sarà la delegazione della Puglia, mentre nel SPIEF 2019 questo ruolo era stato dedicato alle delegazioni di Genova e Regione Liguria, guidate dal sindaco Bucci ed dal governatore Toti. All'appuntamento di due anni fa non era mancata nemmeno la presenza del Teatro Carlo Felice.


Nell’ambito di SPIEF’19 erano stati siglati accordi importanti tra Ansaldo e Gazprom, Banca Intesa e Gazprom, Pirelli e Fondo di Investimenti Diretti Russo (quello che adesso promuove il vaccino Sputnik V nel mondo) ed altri.

Per quanto riguarda il prossimo appuntamento manifestazione sono già in programma due tavole rotonde tutte italiane: "Possibilità di sviluppo di collaborazione italo-russa economica e finanziaria dopo la pandemia” e “L’arte dell'innovazione strada facendo verso economia circolare”.


Il programma culturale prevede una performance del Teatro Petruzzelli di Bari e la mostra di pittura italiana da collezione di Banca Intesa a Palazzo degli Tzar Ermitage. Per l'aspetto gastronomico sarà a disposizione degli ospiti il ristorante “Stella d’Italia” con uno chef pugliese.

Si tratta di un evento dall'’importanza particolare anche perché tutti aspettano l'intervento del Presidente Vladimir Putin, che ormai per tradizione contiene una sorta di programma e vettore annuale per la politica economica internazionale russa.

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In Serbia se ti vaccini ti pagano. La battaglia del presidente Vucic: linea dura con i dipendenti pubblici che rifiutano di immunizzarsi

Promessi 3.000 dinari (25 euro) a chi si sottopone al vaccino. Ai lavoratori dello Stato che non lo faranno, se dovessero ammalarsi di Covid, niente ferie pagate. Belgrado ha comprato milioni di dosi, da aziende occidentali e da Cina e Russia. Ecco come sta andando


Serbia, vaccini ai vicini / Multimedia / Media - Osservatorio Balcani e  Caucaso Transeuropa

Soldi per il vaccino: il presidente serbo promette 3.000 dinari (25 euro) ai cittadini della Serbia che si faranno vaccinare entro maggio. Potrebbe essere il primo schema di denaro per i vaccini al mondo.

La Serbia ha comprato milioni di dosi - da ditte occidentali così come da Cina e Russia - ed è diventato presto un centro regionale di vaccinazione quando ha offerto agli stranieri la possibilità di essere vaccinati.   

Tuttavia, dopo che 1,5 milioni dei sette milioni di abitanti della Serbia hanno ricevuto due dosi di vaccino, con  1,3 milioni di cittadini completamente immunizzati, la spinta ha iniziato a bloccarsi.

"Tutti coloro... che hanno ricevuto il vaccino entro il 31 maggio riceveranno 3.000 dinari (25 euro, 30 dollari)", ha detto Aleksandar Vucic ai media locali, spiegando che in questo modo il Paese intende "premiare le persone che hanno mostrato responsabilità".

Ma ha anche aggiunto che i dipendenti pubblici che non si saranno fatti vaccinare non avranno ferie pagate se contraggono il virus. L'esperta di economia e redattrice della rivista Nova Ekonomija Biljana Stepanovic sottolinea che Vucic si sta "comportando come Babbo Natale" con i soldi dei contribuenti, e ha aggiunto che è "illegale" privare i lavoratori delle ferie pagate.     

La Serbia spera di aumentare ulteriormente la sua campagna vaccinale da domani offrendo i vaccini nei centri commerciali e premiando i volontari con dei buoni. "Non ho incontrato nella letteratura medica nessuno che sia stato pagato per le vaccinazioni Covid-19", ha detto l'epidemiologo serbo Zoran Radovanovic. "Quindi potremmo essere i primi non solo in Europa, ma anche nel mondo".     

Tuttavia, ha avvertito che stimolare le vaccinazioni con il denaro potrebbe essere un'arma a doppio taglio. "Spingerà alcuni di coloro che vivono in estrema povertà a farsi vaccinare, ma produrrà resistenza con alcuni degli altri", ha detto Radovanovic. "La logica è questa: se lo stato mi paga per fare qualcosa che mi dice essere per il mio bene, allora c'è qualcosa che non va". Alcune aziende hanno offerto incentivi ai dipendenti per ottenere il Covid, e i Paesi più poveri in Asia e Africa sono noti per aver offerto premi a coloro che si vaccinano in altre campagne - ma non da quando la pandemia ha preso piede. 

 

(Fonte: Agi)

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Spy story e crisi diplomatica Italia-Russia, cacciato nostro funzionario dell'ambasciata a Mosca. La Farnesina: "Scelta infondata e ingiusta"

Quasi un mese dopo la decisione di Roma di espellere dall'Italia due diplomatici russi coinvolti in un caso di spionaggio assieme all'ufficiale di Marina Walter Biot, arriva una forma di ritorsione da parte della Russia


La risposta russa per il caso Biot, espulso un diplomatico italiano

Un funzionario dell'ambasciata italiana a Mosca è stato espulso in conseguenza della crisi che si aperta un mese fa tra i due Paesi a causa di accuse di spionaggio nella vicenda che ha coinvolto l'ufficiale di Marina Walter Biot. Una misura che per la Farnesina non ha alcun fondamento giuridico ed è "ingiusta".

"Abbiamo appreso con profondo rammarico della decisione della Federazione Russa di espellere l'Addetto navale aggiunto dell'Ambasciata d'Italia a Mosca con un preavviso di 24 ore", si legge in una comunicato del ministero degli Esteri.

Oggi l'ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, è stato invitato presso il ministero degli Esteri russo dove gli è stata consegnata una nota in cui il funzionario Curzio Pacifici, assistente dell'addetto per la difesa e addetto alla Marina e all'Esercito dell'ambasciata italiana, veniva dichiarato 'persona non grata'. Nella nota si davano 24 ore di tempo all'attache' per lasciare il Paese. "Consideriamo la decisione infondata e ingiusta perché in ritorsione ad una legittima misura presa dalle Autorità italiane a difesa della propria sicurezza", si sottolinea nel comunicato della Farnesina.

La vicenda a cui si fa riferimento ha una trama da classica 'spy-story' dei tempi della Guerra Fredda. Lo scorso 30 marzo Biot è stato arrestato mentre consegnava documenti segreti relativi alle telecomunicazioni militari - sensibili per la sicurezza nazionale e della Nato - a Dmitri Ostroukhov, assistente dell'attache' navale dell'ambasciata russa a Roma Alexey Nemudrov. Dopo lunghi pedinamenti da parte del controspionaggio italiano, i due sono stati fermati, al buio di un parcheggio della capitale, mentre l'uno consegnava una pen drive e l'altro 5.000 euro divisi in piccole scatole. Due giorni dopo i due funzionari russi sono stati messi su un volo Aeroflot e rispediti a Mosca.

Spionaggio, ecco chi è Walter Biot, lavorava al III Reparto Stato Maggiore  Difesa. I soldi in una scatola - Secolo d'Italia

Per l'ufficiale di Marina la situazione è molto più complicata. E non solo perché rischia una condanna dai 20 anni all'ergastolo nonostante la sua linea difensiva sostenga che egli non abbia avuto accesso a documenti classificati, ma per la probabilità che il suo caso sfoci in un conflitto di giurisdizione tra procura ordinaria e quella militare. I pm militari contestano a Biot una serie di reati tra cui rivelazione di segreti militari a fini di spionaggio, procacciamento di notizie segrete e procacciamento e rivelazione di notizie di carattere riservato.

E' di oggi la notizia che sarebbero in totale 11, e non 113 come indicato inizialmente, i documenti segreti presenti nella scheda Sd trovata in possesso di Biot. Di questi, sette sarebbero classificati come 'Nato Secret', (dalla prima analisi erano indicati 47), due 'Nato Confidential' (in precedenza 57), uno 'Confidential' e uno classificato italiano di livello 'riservatissimo' (in precedenza 9). Sempre oggi Biot è stato trasferito dal carcere di Regina Coeli a quello militare di Santa Maria Capua Vetere. Il suo difensore, l'avvocato Roberto De Vita, ha fatto sapere di "aver rinnovato istanza per poter avere accesso ai documenti e copia dei video presenti in atti".

Intanto il Tribunale Militare ha fissato per domani un nuovo interrogatorio di garanzia. Nonostante sia prassi rispondere all'espulsione di funzionari del proprio Paese con una "reazione simmetrica", peraltro auspicata subito dopo la cacciata dei due diplomatici russi dal presidente della commissione Esteri della Duma Leonid Slutsky, la misura di Mosca arriva in un momento in cui la vicenda sembrava chiusa. Un gesto che rischia di far risalire la tensione tra Russia e Italia. 

 

(Fonte: Ansa)

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