updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Francia, la mozzarella supera il camembert: la clamorosa vittoria in trasferta dell'eccellenza italiana

Per la prima volta il consumo del nostro celebre latticino sorpassa quello del formaggio simbolo d'Oltralpe. Scrive Le Figaro, che sottolinea come certi pregiudizi siano del tutto superati: "Non è un caso che Parigi pulluli di ristoranti italiani - sempre più distinti su base regionale - e che i supermercati della Francia abbondino di ogni tipo di prodotto italiano. I francesi, oltretutto, sono i primi consumatori di pizza al mondo"


In Francia la mozzarella batte il camembert: è sorpasso storico

Francia sempre più pazza per la cucina italiana. A testimonianza di questa dilagante passione, un sorpasso storico: i consumi di mozzarella superano per la prima volta quelli del camembert, il formaggio-simbolo del Paese d'oltralpe. Nella patria dei formaggi "la curva delle vendite di camembert, in calo regolare del 3% all'anno, è passata al di sotto delle vendite di mozzarella che conosce, da parte sua, una crescita annuale del 5%", spiega al quotidiano Le Figaro, Fabrice Collier, presidente di un sindacato che riunisce produttori di camembert della Normandia.

I volumi consumati nel 2020

"Dall'inizio dell'anno, fino all'11 settembre, sono state vendute 29.230 tonnellate di camembert contro le 33.170 tonnellate di mozzarella", aggiunge l'esperto. Contrariamente ad un pregiudizio diffuso in Italia, i francesi non provano alcuna rivalità nei confronti degli italiani ma, al contrario, moltissimi di loro nutrono nei confronti dell'Italia profondo amore ed ammirazione. A cominciare dalle specialità gastronomiche del Belpaese, di cui sono ghiotti: non è un caso che Parigi pulluli di ristoranti italiani - sempre più distinti su base regionale - e che i supermercati della Francia abbondino di ogni tipo di prodotto italiano. I francesi, oltretutto, sono i primi consumatori di pizza al mondo.

Sindacati francesi preoccupati per il futuro della filiera "Mai come oggi le specialità culinarie italiane sono state apprezzate nel mondo, in particolare, in Francia", sottolinea Le Figaro, secondo cui l'uso dei due formaggi - camembert e mozzarella - non è però lo stesso. "Il primo è più un formaggio da vassoio mentre il secondo è un formaggio da cucina", azzarda il presidente della SNFC, in questa sua teoria tutta da dimostrare. Per il giornale, il camembert verrebbe consumato al ristorante o durante pranzi a domicilio più tradizionali mentre la specialità italiana verrebbe usata per "numerosi piatti facili da preparare e più di tendenza". Collier è comunque preoccupato per l'avvenire: "Negli anni '80 producevamo in Francia 180.000 tonnellate di camembert di cui una parte veniva esportata, ovvero il doppio di oggi. Con il divieto di ogni riferimento alla Normandia per i camembert pastorizzati, siamo particolarmente preoccupati per il futuro della filiera".

 

(Fonte: tgcom24)

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L'Europa è minacciata da un inverno senza risorse energetiche

I prezzi dell'elettricità e del gas stanno aumentando rapidamente. Spagna e Francia l'intervento dell'UE per scongiurare rivolte di piazza. Tuttavia, un intervento centrale potrebbe avere solo risultati a lungo termine, nel breve termine, gli stati e i loro cittadini sono lasciati a se stessi.


I prezzi in rapido aumento di gas ed elettricità, non sono solo un peso per i consumatori e le industrie; stanno anche diventando un problema politico per molti governi in Europa. Soprattutto nei paesi più poveri dell'Europa meridionale, orientale e centrale, Italia compresa, i governi temono la povertà energetica, le tensioni sociali e le proteste. La Spagna ha già visto la rivolta sociale a causa dei forti aumenti dei prezzi: la gente è scesa in piazza questa estate a causa dei forti aumenti sui prezzi dell'elettricità.

Uno scenario horror che molti politici vedono come una ripetizione delle proteste dei gilet gialli francesi più di due anni fa. Le proteste, alcune delle quali molto violente, erano dirette contro la transizione energetica francese e l'aumento dei prezzi del carburante. Alla fine, il presidente Emmanuel Macron ha dovuto arrendersi e cancellare l'aumento del prezzo della benzina. Proteste che andrebbero ad aggiungersi a quelle dei no-green pass e dei no-vax.

La Francia è uno dei paesi dell'UE che chiedono un forte intervento centrale nell'attuale crisi energetica. Anche Spagna, Repubblica Ceca, Grecia e Romania spingono per un ruolo più forte dell'Unione. I prezzi dell'energia saranno quindi uno dei temi dominanti quando Angela Merkel, Macron e gli altri capi di Stato e di governo si incontreranno a Bruxelles alla fine della prossima settimana.

L'UE non potrà comunque fare nulla a breve termine, ma diversamente con misure a lungo termine potrebbe ristabilire degli equilibri. Dal punto di vista di alcune capitali nazionali, è urgente un ruolo più forte per l'UE a lungo termine, perché gli osservatori prevedono che i prezzi dell'energia rimarranno alti per un lungo periodo.
"Il gas naturale stoccato nelle riserve Europee non è sufficiente ad esaurire tutte le richieste, anche se si prevede un clima più mite, il condotto Nord Stream 2, che parte dalla Russia per raggiungere l'Europa, deve entrare subito in funzione per cambiare la situazione, non possiamo aspettare luglio 2022", afferma Trevor Sikorski, responsabile del gas naturale presso "Bank UniCredit". Altri osservatori di mercato prevedono addirittura che i prezzi dell'energia torneranno ai livelli precedenti alla pandemia solo nel 2024.

 

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha intanto annunciato di aver istituito una commissione per analizzare il progetto di realizzo di una riserva strategica comune di gas, gestita direttamente dall'UE. All'ordine del giorno anche il disaccoppiamento dei prezzi dell'elettricità e del gas. Finora il prezzo dell'energia elettrica sul mercato europeo si è basato sui prezzi delle centrali con i costi di generazione più elevati. Ciò infastidisce particolarmente la Francia, che produce molta energia nucleare a basso costo. 

Nel breve termine, i paesi dell'UE saranno lasciati da soli gestire i loro consumatori e le aziende, tuttavia, la Commissione europea fornirà loro assistenza con un cosiddetto "kit di strumenti", l'autorità vuole elencare i modi con cui i governi nazionali potranno aiutare le famiglie e le aziende senza violare le rigide regole dell'UE in materia di concorrenza e sovvenzioni. 

I governi nazionali potranno realizzare Bonus energetici diretti alle famiglie e a sostengono delle imprese, potranno sospendere per un periodo gli obblighi fiscali e costringere persino le compagnie elettriche a restituire parte dei loro profitti ai clienti. Una bozza del documento "Toolbox" che sta circolando a Bruxelles mostra che la Commissione è pronta a fare molte concessioni al riguardo.

I governi di Spagna, Francia, Italia e Grecia hanno già annunciato che aiuteranno le famiglie a basso reddito nel pagare le bollette dell'elettricità e del gas. Tale sostegno al reddito di emergenza sarebbe accettato dalla Commissione europea, a condizione che sia temporaneo e "mirato" ai poveri.

Un'ipotesi già formulata in modo simile la scorsa settimana il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni. Tuttavia, questo potrebbe escludere una procedura come quella in Grecia, dove tutte le famiglie riceveranno sussidi per l'elettricità.

La Commissione vuole anche consentire agevolazioni fiscali per i clienti di elettricità e gas. Dovrebbe essere possibile sospendere tasse e tributi vari (che normalmente superano il 40% dell'importo totale), ma sempre a condizione che la sospensione sia limitata nel tempo e sia rivolta alle famiglie più povere. 

In tal modo, l'autorità fornisce ai governi nazionali un potente mezzo di contromisure, anche se a spese del bilancio nazionale. Secondo i calcoli della Commissione, tasse e oneri sono responsabili del 41% dei costi delle materie energetiche a carico delle famiglie. Nell'industria invece costituiscono ancora il 34%.

Spreco alimentare, italiani i più virtuosi. Male gli Usa: un chilo e mezzo di cibo buttato a settimana

I risultati contenuti nel Primo rapporto 'G8 dello spreco alimentare' che ha coinvolto 8 Paesi, Stati Uniti, Cina, Canada, UK, Russia, Germania, Spagna e Italia


Sociale, Liguria approva piano Strategico Regionale di prevenzione dello spreco  alimentare e recupero delle eccedenze - Riviera24

Gli italiani guidano la classifica dei cittadini più virtuosi, con solo poco più di mezzo chilo (529 grammi) di cibo sprecato a testa nell'arco di una settimana. Gli statunitensi autodenunciano lo spreco di quasi un chilo e mezzo (1453 grammi) di cibo settimanale, seguiti dai cinesi con 1153 grammi, quindi i canadesi con 1144 grammi, seguono i tedeschi con 1081 grammi, e quindi, sotto il kg, arrivano i cittadini inglesi (949 grammi), spagnoli (836 grammi) e i russi, (672 grammi).

In termini di scelte alimentari, cibo della tradizione in prevalenza per russi e cinesi, italiani al top per la scelta del cibo mediterraneo, russi e tedeschi puntano all'economicità degli acquisti, 4 cittadini cinesi su 10 guardano invece alla qualità.

Questi alcuni dei risultati contenuti nel Primo rapporto 'G8 dello spreco alimentare' che ha coinvolto 8 Paesi, Stati Uniti, Cina, Canada, UK, Russia, Germania, Spagna e Italia. L'indagine è stata rivolta a un migliaio di cittadini per ogni Paese (campione rigorosamente statistico) per sensibilizzare sui temi dello spreco alimentare domestico in vista della 2/a Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, il 29 settembre, e presentata oggi a Roma.

Il rapporto, il primo a livello globale, realizzato dall'Osservatorio Waste Watcher International, e promosso dalla campagna Spreco Zero con Ipsos e l'Università di Bologna, evidenzia in generale la divisione tra Paesi europei e Paesi nordamericani/Cina: in termini di frequenza dello spreco gli intervistati europei segnalano livelli più bassi (una media del 68% degli intervistati dichiara di sprecare meno di una volta alla settimana) mentre i nordamericani segnalano livelli più alti di spreco alimentare (una media del 57% degli intervistati dichiara di sprecare meno di una volta a settimana). 

 

(Fonte: Ansa)

Eutanasia legale, superato il milione di firme per il referendum

Raddoppiato l'obiettivo delle 500.000 necessarie per il deposito in Cassazione. L'annuncio di Filomena Gallo, Segretario della Associazione Luca Coscioni: "E' l'unico strumento che abbiamo a disposizione dopo tanto tempo per affermare il principio di autodeterminazione della persona e garantire la possibilità di decidere il proprio fine vita. Senza le discriminazione che oggi ancora esistono"


Sono più di un milione gli italiani che hanno sottoscritto il Referendum Eutanasia Legale, a due settimane dalla consegna delle firme in Corte di Cassazione, prevista l'8 ottobre. L'obiettivo delle 500.000 firme necessarie per il deposito è stato dunque raddoppiato, con 640.621 firme cartacee raccolte ai tavoli in tutta Italia e 372.000 online tramite firma digitale.

Lo annuncia Filomena Gallo, Segretario della Associazione Luca Coscioni. Nelle stesse ore il Comitato Promotore del Referendum ha ufficialmente completato la certificazione della soglia minima richiesta da consegnare in Cassazione per poter indire il Referendum.

Sono 513.540 le firme già corredate di "certificato di iscrizione nelle liste elettorali" e dunque pronte per il deposito (311.540 cartacee e 202.000 digitali). Intanto, riferisce l'associazione, il lavoro per la certificazioni delle altre firme raccolte continua fino alla data del deposito. Si tratta di "un risultato straordinario che arriva esattamente 15 anni dopo la lettera di Piergiorgio Welby al Presidente Giorgio Napolitano per chiedere l'eutanasia. Era il 23 settembre 2006 e l'allora Presidente della Repubblica rispose augurandosi che il tema fosse affrontato nelle sedi più idonee. Ebbene da quel momento il Parlamento non è riuscito a riunirsi neppure un momento per discuterne", ha dichiarato Filomena Gallo ricordando che "per chiedere dopo 15 anni il motivo di questo silenzio, Mina Welby, Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, si è recata a Montecitorio, ricordando ai Parlamentari il tempo trascorso senza rispettare né il richiamo del Presidente Napolitano, né le sentenze della Consulta e nemmeno la minima discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita". "La notizia del milione di firme raggiunte e delle 500.000 pronte per la consegna rappresenta un traguardo importante. Il referendum sull'eutanasia legale è l'unico strumento che abbiamo a disposizione dopo tanto tempo per affermare il principio di autodeterminazione della persona e garantire la possibilità di decidere il proprio fine vita. Senza le discriminazione che oggi ancora esistono", ha concluso Filomena Gallo. 

 

(Fonte Ansa)

Il leader indipendentista catalano Puigdemont arrestato in Sardegna. Polemica sull'estradizione, la Spagna: "Deve sottoporsi alla giustizia". Proteste a Barcellona, grana per l'Italia

Ad Alghero, unica città italiana di cultura e lingua catalana, il leader indipendentista doveva partecipare ad un incontro con il movimento autonomista sardo ed incontrare il presidente della Regione, Christian Solinas, e il presidente del consiglio regionale, Michele Pais. Autorità in imbarazzo


Tribunale Ue revoca l'immunità da eurodeputato a Puigdemont e agli ex  ministri catalani Comin e Ponsati - La Stampa

L'arresto in Sardegna dell'ex leader indipendentista catalano Carles Puigdemont è avvenuto nel rispetto di un procedimento giudiziario in corso che "si applica a qualsiasi cittadino dell'Unione Europea che deve rispondere delle proprie azioni in tribunale". E' quanto afferma in una nota la segreteria di stato spagnola per le Comunicazioni, secondo cui il governo di Madrid esprime "rispetto per le decisioni delle autorità e dei tribunali italiani", sottolineando che l'ex presidente della Catalogna "deve sottoporsi all'azione della giustizia come qualsiasi altro cittadino".

"Puigdemont è molto tranquillo. Crediamo che le autorità giudiziarie lo rimetteranno in libertà, è la quarta volta che succede". Lo ha assicurato a Cadena Ser il legale dell'ex leader indipendentista catalano, Gonzalo Boye, secondo cui l'ordine di arresto della Corte suprema spagnola "non è eseguibile". Boye, che si trova a Sassari, ha poi riferito che "c'erano poliziotti spagnoli tra quelli che lo hanno arrestato e che non c'è stato un controllo alle frontiere, sono andati direttamente ad arrestarlo".

Uno dei punti da sciogliere del caso Puigdemont – che oggi pomeriggio comparirà davanti al Presidente della Corte d’Appello di Sassari per la convalida dell’arresto e l’eventuale applicazione delle misure cautelari - è il passaggio dell’ordinanza con cui il 30 luglio 2021 il vicepresidente del Tribunale generale della Corte di giustizia dell’Ue ha respinto la richiesta di sospensione della revoca dell’immunità parlamentare del leader indipendentista catalano. Provvedimento che- tra l’altro – richiede il requisito dell’urgenza. E' quanto si apprende da fonti di via Arenula. E a proposito del requisito dell’urgenza, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea scriveva che “non vi è motivo di ritenere che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d'arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole".

L'arresto di Carles Puigdemont "non è un tema politico, bilaterale con la Spagna, è un tema la cui valutazione spetta ai giudici". E' quanto ha detto il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola, parlando a Sky Start della vicenda dell'ex leader indipendentista catalano. "E' una vicenda che va avanti da tempo, con la revoca dell'immunità dell'Europarlamento, con la sentenza del 30 luglio della Corte di Lussemburgo che ha sospeso la revoca e altri atti conseguenti", ha sottolineato Amendola, secondo cui "l'autorità giudiziaria locale sta valutando tutti gli atti".

"Noi rispettosamente aspettiamo le valutazioni", ha affermato il sottosegretario, chiarendo che "non è un tema politico, non è un tema bilaterale con la Spagna, è più un tema di valutazione rispetto alle sentenze ed agli atti su cui un giudice dovrà esprimersi in queste ore".

LA REAZIONE DEI CATALANI

Se Puigdemont sarà estradato in Spagna "verrà superata una linea rossa". L'indipendentista catalano Quim Torra, ex capo della Generalitat (il governo di Barcellona), si è scagliato oggi contro il tavolo di dialogo con il governo di Madrid, dopo l'arresto in Sardegna del leader indipendentista. "Sono molto critico con il tavolo di dialogo. A me sembra difficile negoziare se una parte continua le ostilità. Spero che la Generalitat dica di non voler proseguire con il tavolo", ha detto Torra in un'intervista a Tv3, attaccando il processo di dialogo che il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha voluto avviare in giugno con l'indulto ai leader secessionisti in carcere.

"Confido nella giustizia europea, non in quella spagnola", ha proseguito Torra, chiedendosi "se si può continuare con la tregua di questi ultimi due anni". "Dicono che c'è separazione dei poteri, non è così. La Spagna li usa tutti. La risposta deve essere contro lo stato spagnolo e spero che sarà così", ha aggiunto Torra, che milita nello stesso partito JxCat di Puigdemont.

Arrestando in Sardegna l'eurodeputato catalano leader di Junts per Catalunya (Insieme per la Catalogna), le autorità italiane hanno agito "contro il diritto Ue", fermando "un eurodeputato in attività", cosa che è "scioccante". C'è da sperare che sia solo "un grosso errore". A dirlo all'Adnkronos è Aleix Sarri i Camargo, responsabile per le Relazioni internazionali di Junts per Catalunya.

La Corte di Giustizia dell'Ue, ricorda Sarri, "ha prima sospeso la revoca dell'immunità" parlamentare degli eurodeputati catalani, il 2 giugno, poi, il 30 luglio, "ha ritirato le misure provvisorie, perché non c'era il rischio che Carles Puigdemont venisse arrestato". Arrestando Puigdemont ad Alghero, continua, "le autorità italiane hanno agito contro lo spirito della sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue, Di base significa andare contro il diritto Ue. Hanno arrestato un eurodeputato in attività", cosa che "è abbastanza scioccante".

"O è un grosso errore fatto da qualcuno - prosegue Sarri - oppure sarà un grosso imbarazzo per tutti i democratici, specialmente per l'Italia, perché c'è il rischio che qualcuno, nella catena di comando dello Stato italiano, sia stato 'catturato' dalle autorità spagnole". "Se Carles Puigdemont verrà estradato in Spagna - aggiunge - sarà un errore storico. Se finisse in carcere in Spagna in conseguenza del suo arresto, sarebbe davvero imbarazzante per tutti". Vi aspettate che il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli intervenga? "Il presidente ora è in ospedale, non so se è in condizioni di dire qualcosa", risponde Sarri. In ogni caso, conclude, "il Parlamento Europeo" dovrebbe "proteggere i suoi deputati".

Il presidente dell'Erc, Oriol Junqueras, parla dell'arresto di Carles Puigdemont come "di un'ennesima prova della repressione di alcuni apparati dello Stato", ma esorta anche a non chiudere il tavolo del negoziato con Madrid.

"E' evidente che il tavolo del dialogo è stato l'obiettivo di tutto l'indipendentistmo catalano. Per anni abbiamo portato avanti il tema del sedersi e discutere. Abbiamo ottenuto che il governo spagnolo ci ascolti... Ora si tratta di dimostrare maggior forza, serve unità. Senza dubbio il tavolo di negoziato è una opportunità. Ma siamo anche scettici", ha detto all'emittente Tv3 il leader della sinistra Repubblicana della Catalogna, partito storicamente più aperto al dialogo con Madrid rispetto alla coalizione JuntsXCat di Puigdemont.

Vice di Puigdemont nel governo catalano che indisse il referendum indipendentista illegale del 2017, Junqueras non è fuggito all'estero per evitare l'arresto. Condannato a 13 anni di carcere è stato liberato in giugno assieme ad altri leader secessionisti, grazie all'indulto voluto dal premier spagnolo Pedro Sanchez per aprire un dialogo sul futuro della Catalogna. L'arresto di Puigdemont in Sardegna, "è una prova della repressione di alcune parti dello stato ... possiamo superarla solo con un'amnistia, che lo stato non vuole negoziare e concedere. Ma siamo convinti che dobbiamo renderla inevitabile. Vogliamo un'amnistia e un referendum di autodeterminazione", afferma Junqueras, sottolineando che "la repressione continua".

UE: "RISPETTIAMO INDIPENDENZA AUTORITA' GIUDIZIARIE"

Alla Commissione Europea "abbiamo visto le informazioni" riguardanti l'arresto in Sardegna dell'eurodeputato catalano "sui media. E' una questione che riguarda le autorità giudiziarie e noi rispettiamo la loro indipendenza". Lo dice il portavoce della Commissione per la giustizia, Christian Wigand, ribadendo, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la linea che l'esecutivo Ue ha sempre tenuto sulla questione catalana.

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L'Italia non manda giù il "Prosek" croato: si muove il governo. E Fratelli d'Italia scende in piazza: "Giù le mani dal Prosecco"

Zagabria presenta all'Ue la domanda di protezione dell'etichetta di quattro vini così denominati. Il ministro Patuanelli: "Già attivato un tavolo tecnico per opporci. Grazie a Centinaio che si è subito impegnato in prima persona". Flash mob dei parlamentari di Giorgia Meloni


Da Prosek a Consecco fino a Perisecco, il Prosecco è il vino più imitato  nel mondo - Economia

Continua la battaglia tra Italia e Croazia sul Prosecco. La Commissione europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ue la domanda di protezione della menzione tradizionale "Prosek", presentata dalla Croazia.

La pubblicazione era stata anticipata dall'Esecutivo Ue nella risposta data dal commissario all'agricoltura Janusz Wojciechowski a un'interrogazione di europarlamentari di diversi paesi e schieramenti. La Croazia vuole utilizzare la menzione tradizionale "Prosek" per quattro vini a denominazione d'origine protetta. La pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda entro un termine di due mesi.

"Non spetta a me dirlo ma pare indubbiamente che il termine Prosek per affinità fonetica e visiva evochi nella mente del consumatore medio europeo proprio il Prosecco italiano. Pertanto ritengo che non ci siano le condizioni giuridiche affinché esso possa essere registrato", ha detto il ministro Stefano Patuanelli.

 "E' stato già attivato un Tavolo tecnico per predisporre una dichiarazione debitamente motivata relativa alle condizioni di ammissibilità al fine di opporci a a quanto proposto dalla Croazia. E permettetemi a tar riguardo un ringraziamento al Sottosegretario Gian Marco Centinaio che, oltre ad aver seguito immediatamente in prima persona la questione anche in forza alla sua delega, oggi è voluto essere presente proprio per rappresentare l'unità del Governo e di come ci muoviamo in modo sincrono". "Fin da subito il Sottosegretario ha attivato un dossier - ha precisato il ministro - e a lui ho personalmente chiesto il coordinamento necessario a rendere proficua ed efficace l'azione ministeriale nel suo complesso". 

Flash mob di Fratelli d'Italia sotto il Senato a piazza San Luigi dei francesi per la difesa dell'italianità del prosecco e denunciare "il rischio che l'ennesima eccellenza italiana venga travolta dai furbi e dai falsificatori". In piazza i parlamentari di Giorgia Meloni, a spiegar il motivo della protesta il senatore Luca De Carlo responsabile nazionale del dipartimento agricoltura di FdI.

Sulla questione Prosek l'Unione italiana vini (Uiv) farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinchè le federazioni vini di questi paesi "presentino anch'esse mozioni contrarie all'indicazione della Commissione. Tra l'altro il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek". Lo annuncia la Uiv, condividendo la linea tracciata dal ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, oggi al Senato nel corso di un'informativa sulla tutela della denominazione di origine controllata del Prosecco.

Economia, il commissario Ue Gentiloni: "Italia in ripresa sorprendente, ma il vero test sarà in autunno. Fiducia in Draghi"

Per l'ex premier, ora a Bruxelles, "a questa vitalità deve corrispondere una consapevolezza della missione, appunto, altrimenti l'ottimismo può portarci a sottovalutare le sfide che abbiamo davanti e magari a pensare - sbagliando - che le risorse non sono da conquistare mese per mese, semestre dopo semestre, ma sono già acquisite". Resta la questione del debito


Gentiloni: «Per Italia nessun allarme sui mercati e per lo spread» - Il  Sole 24 ORE

"I dati di crescita dell'area euro nel secondo trimestre, +2,2%, sono anche meglio delle prime stime" e ora "andiamo verso l'autunno più importante per l'economia italiana da mezzo secolo, un autunno storico perché ci giochiamo l'ingresso in questo piano europero che può dare qualità, durata e spinta per la ripresa": ad affermarlo è il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, in un'intervista al Corriere della Sera. "Il grande ottimismo, i segnali positivi sono una prima parte di ciò che ci serve" perchè ci vuole "la consapevolezza che qualche problema c'è e della sfida del piano europeo".

Per l'ex premier "a questa vitalità deve corrispondere una consapevolezza della missione, appunto, altrimenti l'ottimismo può portarci a sottovalutare le sfide che abbiamo davanti e magari a pensare - sbagliando - che le risorse non sono da conquistare mese per mese, semestre dopo semestre, ma sono già acquisite". "Può farci pensare che la questione del debito sia svanita", ha insistito.

Ma il Patto di stabilità è sospeso, no? "A Bruxelles il mio pane quotidiano è evitare le strette premature e permettere che si continui con le politiche espansive, finché serviranno. Ma è chiaro che nei Paesi con debito più alto il problema non è svanito. Ora abbiamo dei risultati, c'è una risposta dinamica di tantissime imprese. Il punto è che, per una volta, questa società molto frammentata e individualista che noi siamo ritrovi il senso di una missione nazionale. È fondamentale per reggere la sfida nella sua complessità. E ho fiducia perché Mario Draghi su questi obiettivi ha una leadership riconosciuta".

Per il commissario Ue va bene il taglio cuneo nella delega fiscale, ma "nei Paesi ad alto debito serve una cautela particolare" nel ricorrere al deficit: "Se un Paese ad alto debito usasse l'occasione del piano di Recovery per avere un aggravio permanente nel bilancio sarebbe un errore", ha spiegato. "Dopo la pandemia e con il traguardo della transizione climatica è giusto discutere il patto di stabilità per evitare ritorni all'austerità e studiare nuove regole che abbiano ragionevolezza, realismo e gradualita'", ha spiegato Gentiloni, "ma nei Paesi ad alto debito serve una cautela particolare".

 

(Fonte: Agi)

Tasse, l'Ocse ammonisce l'Italia: "Serve un taglio permanente del cuneo fiscale. Con un livello così alto non cresce l'occupazione"

"Si prevede che l'economia recuperi i livelli del 2019 entro la prima metà del 2022", dopo una crescita per quest'anno stimata al 5,9%. "Il debito pubblico salirà quasi al 160% del Pil nel 2021". E' quanto prevede l'Ocse nella Economic Survey sull'Italia, invitando a "continuare a fornire sostegno fiscale, sempre più mirato, fino a quando la ripresa non sarà consolidata nei settori economico e occupazionale". L'Ocse auspica anche "un piano fiscale di medio periodo da attuare una volta che la ripresa sarà consolidata", per "ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil". 

"In Italia il livello del cuneo fiscale è il quinto più alto nell'area Ocse. Questo non aiuta l'occupazione, in un Paese in cui solo il 57% della popolazione è occupato contro una media Ocse del 67%",ha detto Laurence Boone, capo economista dell'Ocse. "Il governo ha riconosciuto l'impatto di questa situazione riducendo temporaneamente il cuneo fiscale per i giovani e le donne. Forse dovrebbe considerare una riduzione permanente per tutti i lavoratori, in particolare le donne", ha detto Boone riferendosi al piano di riforma fiscale che dovrebbe essere orientato alla riduzione dell'evasione e all'equità. 

 

(Fonte: Ansa)

 

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