updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Berlusconi: "Draghi al Quirinale? Meglio come premier". Poi stronca la Gelmini sul futuro di Forza italia: "Fuori dalla realtà"

Silvio Berlusconi parla a margine del prevertice del Ppe a Bruxelles, dove ha incontrato anche Angela Merkel: "L'ho salutata, lei ha ringraziato me per il mio lavoro in favore dell’Europa"


Merkel incontra Berlusconi, una foto consacra la pace - La Stampa

Mario Draghi "sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica. Mi domando se il suo ruolo attuale, continuando nel tempo, non porterebbe più vantaggi al nostro Paese". Lo dice il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, a margine del prevertice del Ppe a Bruxelles. E a chi gli chiede come si vedrebbe nel ruolo di Capo dello Stato risponde: "Berlusconi lo vedo in forma, dopo un po' di acciacchi dovuti al Covid. Per il momento non ha idee a riguardo".

"Non credo proprio" che certe posizioni di alcuni partiti del centrodestra rischino di 'regalare' Mario Draghi alla sinistra, "a parte che Draghi ha con me un rapporto antico e solidissimo. Sono stato io che, vincendo le obiezioni forti di un mio ministro, Giulio Tremonti, l'ho portato a fare il governatore della Banca d'Italia". "Sono stato io - aggiunge - che, vincendo le voglie della Germania, attraverso la signora Merkel, che voleva presentare come presidente della Bce il presidente della banca centrale tedesca", ho fatto in modo che diventasse presidente della Bce. Insomma, continua, "credo di aver partecipato in maniera pragmatica e concretissima alla sua carriera. E sono ancora io che ho pensato a lui per un governo di coalizione, che potesse mettere insieme anche destra e sinistra in Italia, per superare l'emergenza Covid".

Nel Ppe non c'è "nessuna preoccupazione" per eventuali derive estremiste nel centrodestra italiano, perché "sono tutti fiduciosi in me, mi conoscono da tantissimi anni. I miei alleati hanno la metà della mia età. E quindi capirai, se devo preoccuparmi....sono il professore in cattedra" e loro "gli allievi".

GELMINI

"Io non so cosa è successo al ministro Mariastella Gelmini: le dichiarazioni di ieri sono contrarie alla realtà" dice Berlusconi. Alla prima domanda sulle dichiarazioni di Gelmini sul futuro di Forza Italia, Berlusconi risponde: "Ma no, parliamo di problemi concreti e di cose serie". Poi, dopo un'altra domanda, replica, sostenendo che il ministro dice cose "contrarie alla realtà. Per esempio, per quanto riguarda i rapporti con i ministri al governo, c'è sempre stata una riunione dei tre ministri con i vertici di Forza Italia ogni settimana. Oggi i giornali parlano di separazione: tutte cose esagerate, non c'è nulla di cui io mi debba preoccupare". In Forza Italia non succede "niente, adesso torno indietro io...non succede assolutamente niente, nella maniera più assoluta. Sono veramente sereno al 100%. Non so cosa gli è preso a questi qua".

MERKEL

"Ho incontrato Angela Merkel a margine del summit del Ppe di Bruxelles", scrive Silvio Berlusconi sulla sua pagina Facebook, postando due foto che lo ritraggono con la cancelliera tedesca al summit Ppe. "L’ho salutata e ringraziata per tutti gli anni di collaborazione e del supporto che ha dato sempre alle mie richieste per l’Italia, compresa l'ultima, quando sono stati attribuiti con il Next Generation Eu più fondi. Lei ha ringraziato me per il mio lavoro in favore dell’Europa".

GREEN PASS

"Il Green Pass è uno strumento di tutela della vita e della libertà" aggiunge sempre su Fb. "Grazie al Green Pass e ai vaccini stiamo tornando verso una vita normale, nella quale si può lavorare nelle fabbriche e negli uffici, si può andare a scuola in presenza, si possono frequentare cinema e teatri, ristoranti e centri sportivi".

 

(Fonte: Adnkronos)

Caricabatterie universale, la proposta europea costringerà Apple ad adeguarsi? Il futuro comunque è senza fili

Bruxelles richiede a tutti i produttori di utilizzare un punto di ricarica comune USB-C e di rendere i protocolli software di ricarica interoperabili tra marchi. Il colosso della Mela dovrebbe modificare il suo attuale sistema di cavo Lightning


La Commissione Ue presenterà giovedì 23 settembre una proposta legislativa per l'introduzione di un caricabatterie universale per tutti i dispositivi mobili. Lo riferiscono fonti vicine al dossier.

Bruxelles richiede a tutti i produttori di utilizzare un punto di ricarica comune USB-C e di rendere i protocolli software di ricarica interoperabili tra marchi. In base alla proposta, Apple dovrebbe modificare il suo attuale sistema di cavo Lightning. Nell'ottica di ridurre i rifiuti elettronici, le aziende dovrebbero anche smettere di vendere caricabatterie nuovi per ogni dispositivo dando ai consumatori la possibilità di usare i loro vecchi cavi. 

L’USB-C è già uno standard condiviso nel panorama dei dispositivi mobili. Tutti i principali produttori di smartphone al mondo, da Samsung a Xiaomi e Huawei, hanno adottato la porta di nuova generazione da qualche anno, per consentire ai consumatori di ricaricare i loro dispositivi con gli stessi accessori.

Da febbraio 2021, Samsung ha fatto un passo importante nella direzione di riduzione dell'inquinamento tecnologico, eliminando l'alimentatore a muro dalla confezione dei Galaxy S21 e lasciando nel box il solo cavetto. Per ora è la sola ad aver intrapreso tale mossa. Da parte sua, Apple fa lo stesso a partire dagli iPhone 12 lanciati a ottobre 2020, sebbene questi conservino ancora la porta di alimentazione proprietaria lightning. La probabile proposta dell'UE, di uniformare lo scenario delle ricariche, porterebbe il colosso di Cupertino a seguire la stessa strada intrapresa con gli iPad, compresi i Mini 2021,
che già presentano un ingresso USB-C.

Ad ogni modo, il futuro dell'alimentazione dei telefonini è sempre più 'senza fili'. Oramai tutti, sia Android che Apple, supportano la ricarica wireless, condivisa e interoperabile, basata sulla tecnologia Qi, che permette di sfruttare basette di vari marchi per alimentare lo smartphone, seppur con tempistiche maggiori rispetto alla modalità cablata.

L'Italia non manda giù il "Prosek" croato: si muove il governo. E Fratelli d'Italia scende in piazza: "Giù le mani dal Prosecco"

Zagabria presenta all'Ue la domanda di protezione dell'etichetta di quattro vini così denominati. Il ministro Patuanelli: "Già attivato un tavolo tecnico per opporci. Grazie a Centinaio che si è subito impegnato in prima persona". Flash mob dei parlamentari di Giorgia Meloni


Da Prosek a Consecco fino a Perisecco, il Prosecco è il vino più imitato  nel mondo - Economia

Continua la battaglia tra Italia e Croazia sul Prosecco. La Commissione europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ue la domanda di protezione della menzione tradizionale "Prosek", presentata dalla Croazia.

La pubblicazione era stata anticipata dall'Esecutivo Ue nella risposta data dal commissario all'agricoltura Janusz Wojciechowski a un'interrogazione di europarlamentari di diversi paesi e schieramenti. La Croazia vuole utilizzare la menzione tradizionale "Prosek" per quattro vini a denominazione d'origine protetta. La pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda entro un termine di due mesi.

"Non spetta a me dirlo ma pare indubbiamente che il termine Prosek per affinità fonetica e visiva evochi nella mente del consumatore medio europeo proprio il Prosecco italiano. Pertanto ritengo che non ci siano le condizioni giuridiche affinché esso possa essere registrato", ha detto il ministro Stefano Patuanelli.

 "E' stato già attivato un Tavolo tecnico per predisporre una dichiarazione debitamente motivata relativa alle condizioni di ammissibilità al fine di opporci a a quanto proposto dalla Croazia. E permettetemi a tar riguardo un ringraziamento al Sottosegretario Gian Marco Centinaio che, oltre ad aver seguito immediatamente in prima persona la questione anche in forza alla sua delega, oggi è voluto essere presente proprio per rappresentare l'unità del Governo e di come ci muoviamo in modo sincrono". "Fin da subito il Sottosegretario ha attivato un dossier - ha precisato il ministro - e a lui ho personalmente chiesto il coordinamento necessario a rendere proficua ed efficace l'azione ministeriale nel suo complesso". 

Flash mob di Fratelli d'Italia sotto il Senato a piazza San Luigi dei francesi per la difesa dell'italianità del prosecco e denunciare "il rischio che l'ennesima eccellenza italiana venga travolta dai furbi e dai falsificatori". In piazza i parlamentari di Giorgia Meloni, a spiegar il motivo della protesta il senatore Luca De Carlo responsabile nazionale del dipartimento agricoltura di FdI.

Sulla questione Prosek l'Unione italiana vini (Uiv) farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinchè le federazioni vini di questi paesi "presentino anch'esse mozioni contrarie all'indicazione della Commissione. Tra l'altro il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek". Lo annuncia la Uiv, condividendo la linea tracciata dal ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, oggi al Senato nel corso di un'informativa sulla tutela della denominazione di origine controllata del Prosecco.

L'Ue vede l'Italia in crescita: Pil 2021 su del 5%. L'Ocse: "Occupazione italiana a livelli pre-crisi nel 2022"

La Commissione Ue rivede al rialzo le stime di crescita dell'Italia: il Pil nel 2021 salirà del 5% e nel 2022 del 4,2%. "La previsione è significativamente superiore a quella precedente. Ciò è dovuto alla consistente revisione al rialzo del Pil nel primo trimestre e alla risposta dell'attività economica più forte del previsto", scrive Bruxelles. In primavera era stata prevista una crescita del 4,2% nel 2021 e 4,4% nel 2022


 Il Pil cresce più delle attese, +16,1% nel terzo trimestre

"Gli investimenti del Pnrr principale motore di crescita dell'Italia

" Secondo la Commissione Ue, "il miglioramento della situazione sanitaria" pone le basi "per un'espansione solida e sostenuta" e "gli investimenti pubblici e privati, sostenuti dalla diminuzione dell'incertezza delle imprese circa le prospettive della domanda e dall'attuazione del Pnrr, sono destinati a rimanere il principale motore di crescita. I consumi dovrebbero rimbalzare notevolmente, aiutati dal miglioramento delle prospettive del mercato del lavoro e dalla graduale riduzione dei risparmi accumulati", ma "è probabile che il ritorno delle entrate dal turismo sia più graduale".

In rialzo anche le stime Ue: a fine anno si torna al Pil pre-crisi

La Commissione, inoltre, rivede al rialzo le stime sull'economia dell'Unione europea. Le previsioni economiche estive 2021 stimano infatti che l'economia Ue si espanderà del 4,8% nel 2021 e del 4,5% nel 2022. Nelle precedenti previsioni di primavera erano del 4,2% e 4,4%, il tasso di crescita per il 2021 è significativamente più elevato nell'Ue (+0,6%) e nell'area dell'euro (+0,5 punti percentuali), mentre per il 2022 è leggermente superiore in entrambe le aree (+0,1%). Si prevede che il Pil reale tornerà al livello pre-crisi nell'ultimo trimestre del 2021 sia nell'Ue sia nell'area dell'euro. Per l'area dell'euro, con un trimestre in anticipo rispetto alle previsioni di primavera.

Gentiloni: "Revisione al rialzo più alta degli ultimi dieci anni"

 "Erano decenni che l'economia dell'Ue non aveva previsioni di crescita così rapide, alimentate da una forte domanda sia a livello nazionale che globale e da una riapertura più rapida del previsto dei settori dei servizi". E' il commento del commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni.

PIL Italia, Prometeia: crescita più sostenuta delle attese, +5,3% nel 2021

Ocse: "Tasso occupazione italiano a livelli pre-crisi nel 2022"

In Italia il tasso di occupazione ritornerà ai livelli antecedenti la crisi legata al coronavirus solo nel terzo quadrimestre del 2022, prima della media Ocse, più tardi che in Germania, ma in linea con la Francia: è quanto si legge nella scheda dedicata all'Italia delle previsioni dell'Ocse sull'occupazione presentate a Parigi. In Italia, afferma l'organismo, il tasso di disoccupazione è aumentato da 9,5% nel quarto trimestre 2019 ed al 10,5% nel maggio 2021.

"Allarme sulla disoccupazione giovanile" In Italia, ammonisce però l'Ocse, "il tasso di disoccupazione giovanile è salito ulteriormente da un livello già molto alto di 28,7%, raggiungendo il 33,8% nel gennaio 2021. L'Italia è uno dei pochi Paesi Ocse in cui il tasso di disoccupazione giovanile è rimasto vicino al suo livello massimo per tutta la primavera del 2021". "A livello Ocse, invece, il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato dall'11,4% fino ad un picco del 19% - raggiunto già nell'aprile 2020 - per poi scendere al 15% ad aprile 2021".

 

(Fonte: tgcom24)

Stop alle vendita di auto diesel e benzina, l'Ue pensa al 2035. L'indiscrezione che fa discutere

Nel pacchetto clima del 14 luglio, la Commissione europea potrebbe proporre il 2035 come l'ultimo anno in cui sarà possibile vendere auto a benzina o diesel in Europa. Secondo le indiscrezioni che circolano a Bruxelles, riportate da diversi media, nella proposta sui nuovi standard CO2 la Commissione potrebbe non fermarsi a fissare target per il 2030.
In un'intervista all'Ansa il direttore generale clima della Commissione Mauro Petriccione, aveva menzionato la possibilità di un target al 2030 di 40 grammi di CO2 al chilometro, che significherebbe una riduzione delle emissioni per le auto nuove del 60% rispetto a oggi. Aggiungere un target del 100% al 2035 significherebbe la fine dei motori diesel e benzina.
Per la neutralità climatica al 2050 "secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia tutte le nuove auto immesse sul mercato globale dovranno essere a emissioni zero entro il 2035 - spiega il presidente della Commissione ambiente dell'Europarlamento Pascal Canfin - e i produttori europei hanno bisogno di un chiaro segnale politico". "Sono solo indiscrezioni - è il commento da Acea, l'associazione Ue dei costruttori - aspettiamo la proposta". 

 

(Fonte: Ansa)

Ue-Russia, è gelo totale. Lavrov: "Non ci sono più rapporti". Mosca rafforza l'asse con la Cina mentre resta alta la tensione con gli Usa

Parla il ministro degli Esteri russo: "L'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles". Sul fronte dello scontro con la Casa Bianca non c'è stato alcun chiarimento tra Putin e Biden. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: "Nessuna disponibilità da parte degli Stati Uniti". E sulla valigetta nucleare: "Il presidente ha sempre tutto con sé"


Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha fatto il punto sullo stato delle relazioni con la Ue. "Con l'Unione europea non ci sono rapporti come organizzazione, l'intera struttura di queste relazioni è stata distrutta da decisioni unilaterali di Bruxelles - ha detto -. Se e quando Bruxelles riterrà possibile eliminare questa anomalia, allora la Federazione russa sarà pronta".

La Russia guarda a Oriente - Lavrov ha parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo cinese Wang Yi, al termine dell'incontro di due giorni tenuto a Guilin, nel Guangxi. Il ministro degli Esteri russo ha parlato di Mosca come del "più grande vicino" dell'Europa per cui "se e quando sarà ritenuto opportuno dagli europei eliminare questa anomalia" di rapporti diplomatici, "saremo pronti a costruire queste relazioni sulla base della parità di diritti e della ricerca di un equilibrio di interessi. Non ci sono cambiamenti sul fronte occidentale, a mio avviso, abbiamo un'agenda molto intensa sul fronte orientale, che diventa ogni anno più ricca", ha detto. 

Le tensioni con gli Usa - La Russia deve fare i conti anche con le tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, dopo le parole poco concilianti che si sono rivolti Putin e Biden. Nella giornata di lunedì, da Mosca non sono arrivati segnali di distensione. Prima il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva spiegato che non era in programma nessun contatto tra Putin e il presidente Usa poiché non vi è "nessuna disponibilità da parte degli Usa". Poi lo stesso Peskov, in riferimento alla "valigetta nucleare", ha ribadito che "Putin ha sempre con sé gli strumenti di comunicazione necessari, compresi quelli strategici, ovunque si trovi". 

 

(Fonte: Tgcom24)

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Vaccini, Putin: "L'Ue dice no a Sputnik? Difende gli interessi delle case farmaceutiche e non le persone"

Il presidente russo, che si vaccinerà domani, definisce "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo incaricato per la campagna di vaccinazione, secondo cui l'Unione "non ha assolutamente bisogno di Sputnik V". L'Ema andrà comunque a Mosca: "Noi andiamo avanti con le valutazioni"


Il vaccino è pronto”, la Russia brucia tutti. I dubbi degli scienziati - La  Stampa

Sono "strane" le dichiarazioni di Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno incaricato per la campagna di vaccinazione contro il coronavirus, che ieri sera in un'intervista a 'Tf1' ha affermato che l'Ue "non ha assolutamente bisogno dello Sputnik V", il vaccino russo. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, intervenendo in video-conferenza a una riunione con gli sviluppatori dei vaccini russi, secondo quanto riferito dai media locali. "Non costringiamo nessuno a fare nulla - ha affermato Putin - ma ci interroghiamo sugli interessi difesi da queste persone, quelli delle case farmaceutiche o quelli dei cittadini europei?".

Le parole di Breton hanno suscitato la reazione anche del Russian Direct Investment Fund (Rdif), fondo sovrano che ha finanziato la ricerca su Sputnik, che ha accusato il commissario europeo di "faziosità".

Sputnik V è "uno dei vaccini più efficaci al mondo" ha affermato il premier russo Mikhail Mishustin in dichiarazioni riportate dall'agenzia Tass. "Lo sai, e molti, compresi i nostri stimati colleghi stranieri, stanno scrivendo che è uno dei vaccini più efficaci al mondo", ha detto durante un incontro con il premier del Kazakistan, Askar Mamin. Mishustin ha poi aggiunto che il vaccino Sputnik V contribuirà "a far fronte alle minacce e ai rischi che derivano dalla pandemia di coronavirus".

Oggi in un colloquio telefonico il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e il presidente russo Putin hanno parlato anche della rolling review, la revisione a blocchi dei dati, del vaccino Sputnik V da parte dell'Ema. Lo riferiscono fonti Ue. Attualmente l'Ema ha in rolling review tre vaccini: Sputnik V o Gam-Covid Vac dell'Istituto Gamaleya di Mosca; l'Nvx-CoV2373 di Novavax e il CVnCoV di CureVac. I leader, informa il Consiglio, si sono scambiati vedute "sulla pandemia di Covid-19, sui vaccini e su questioni globali e regionali".

Putin ha intanto annunciato che ha intenzione di vaccinarsi domani, sottolineando che ''vaccinarsi è una scelta individuale''.

Cavaleri (Ema): "Su Sputnik andiamo avanti, il punto a fine aprile"

Su Sputnik V "noi andiamo avanti con la valutazione dei dati disponibili e con le ispezioni ai siti produttivi, che sono in programma il mese prossimo. A fine aprile faremo il punto della situazione e capiremo meglio la tempistica di una potenziale autorizzazione, qualora i dati la supportassero" ha detto all'Adnkronos Salute Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell'Agenzia europea del farmaco Ema.

 
(Fonte: Adnkronos)
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Il Parlamento europeo revoca l'immunità a Puigdemont e altri due indipendentisti catalani. La Lega aveva lasciato libertà di voto ai suoi

Il voto dell'Aula di Bruxelles apre la strada ad un nuovo esame da parte della giustizia belga delle richieste di estradizione emesse dalla Spagna contro Carles Puigdemont e Antoni Comin che vivono in Belgio. Clara Ponsati Obiols invece vive in Scozia, paese che ha sospeso tale esame, in attesa della decisione degli eurodeputati. Ora rischiano di finire nella mani della giustizia iberica per le accuse legate al referendum del 2017. Solidarietà da Gianna Gancia del Carroccio che però ha al suo interno sia autonomisti sia sovranisti nazionalisti


Puigdemont: EU parliament lifts ex-Catalan leader's immunity - BBC News

Il Parlamento Europeo ha votato per togliere l'immunità parlamentare agli eurodeputati indipendentisti catalani Carles Puigdemont, Antoni Comin e Clara Ponsatì Obiols, di Junts per Catalunya (Non Iscritti). I risultati della votazione sono stati annunciati in Aula a Bruxelles, all'avvio dei lavori della plenaria di oggi. La richiesta di rimuovere l'immunità nei confronti dei tre esponenti indipendentisti, promotori di una via non armata alla secessione culminata nel referendum del primo ottobre 2017, mai riconosciuto dal governo spagnolo, è stata approvata, nel caso di Puigdemont, con 400 voti favorevoli, 248 contrari e 45 astenuti; per Comin e Ponsatì i numeri sono simili (404 favorevoli, 247 contrari, 42 astenuti).

L'approvazione della rimozione dell'immunità nei confronti dei tre eurodeputati catalani è avvenuta a voto segreto, come prevede il regolamento del Parlamento, quindi la composizione dei voti favorevoli alla rimozione dell'immunità non è nota. Popolari più Socialisti arrivano a 320 seggi (posto che tutti abbiano votato a favore), ma il tema dell'indipendenza della Catalogna è trasversale ai gruppi politici e alle nazionalità.

Basti pensare che nel gruppo dell'Ecr, i Conservatori e Riformisti Europei, siedono fianco a fianco i nazionalisti spagnoli di Vox, ferocemente contrari all'indipendenza catalana, e gli indipendentisti fiamminghi belgi dell'N-Va, che hanno dato accoglienza agli esuli catalani, con i quali hanno antichi rapporti di fratellanza (nelle Fiandre non è insolito vedere esposte bandiere catalane fuori dalle case).

Alla delegazione degli eurodeputati della Lega, partito che ha un passato autonomista quando non indipendentista (Luca Zaia e Roberto Maroni si erano pubblicamente schierati contro la repressione del movimento pacifico indipendentista catalano) e un presente con un orientamento maggiormente sovranista o nazionalista, era stata lasciata libertà di voto.

La rimozione dell'immunità parlamentare dei tre eurodeputati indipendentisti catalani decisa oggi dall'Aula è "una vittoria della democrazia e dello Stato di diritto" e "sono molto soddisfatta per questo risultato" ha commentato la presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici nel Parlamento Europeo, Iratxe Garcìa Perez (Psoe, Spagna), in conferenza stampa a Bruxelles, nel corso della plenaria.

"Questo Parlamento - ha aggiunto - non ha fatto altro che dimostrare l'importanza che ha la collaborazione con la giustizia. Non potevamo fare altro, se non collaborare e non bloccare il corso della giustizia. Al Parlamento Europeo non spetta giudicare nessuno, bensì garantire che la giustizia possa fare il suo lavoro".

"E in questo caso - ha proseguito Garcìa Perez - una chiara maggioranza ha appoggiato il fatto che la giustizia spagnola faccia il suo lavoro. E' una vittoria della democrazia e dei democratici. Alla fine siamo riusciti a far sì che la ragione prevalesse".

Garcìa Perez ha risposto con durezza sulla posizione di Unidas Podemos, alleato di governo del Psoe, che ha votato contro la rimozione dell'immunità. "Come presidente dei Socialisti - ha detto - non sprecherò un solo minuto per spiegare il voto di un altro gruppo politico. Sarà Podemos che dovrà spiegare i motivi della sua decisione di non collaborare con la giustizia. E' loro responsabilità: sono loro - ha concluso - che devono dare spiegazioni alla cittadinanza europea e spagnola".

Gianna Gancia, europarlamentare della Lega, ha invece espresso "piena solidarietà ai colleghi deputati catalani che, con il voto di ieri del Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria, sono stati privati dell’immunità parlamentare". Per Gancia, si tratta di "un precedente pericoloso per la democrazia in Europa, perché si fa passare l'idea che le controversie politiche possano essere risolte per vie giudiziarie e non attraverso il dialogo nelle sedi istituzionali preposte".

"Il mio auspicio è che il tribunale belga non conceda l’estradizione e che sia fatto valere il principio dell’autodeterminazione dei popoli, così come sancito dalla carta delle Nazioni Unite", conclude Gancia.

 
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