updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Manovra, il nodo delle pensioni agita il governo. Draghi incontra i sindacati. Salvini: no al ritorno della legge Fornero. Confindustria contro le "quote"

Cgil, Cisl e Uil non vogliono farsi scavalcare dalla Lega nella difesa dei diritti dei pensionandi e minacciano sciopero. Il premier tenta la mediazione e li incontra a Palazzo Chigi, ma la partita si annuncia molto dura per la tenuta dell'esecutivo e della maggioranza


Draghi incontrerà Salvini. Ecco perché la Lega è costretta a restare al  governo - Il Primato Nazionale

Manovra di bilancio 2022. Il premier, Mario Draghi ha convocato per oggi i leader di Cgil, Cisl e Uil. Per quanto riguarda le pensioni, quota 100 - è stato ribadito - verrà archiviata ma il giudizio dei sindacati sulle ipotesi avanzate in alternativa è stato categorico. ''La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal Governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione', ha affermato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

Lega

Intanto ieri il presidente del Consiglio ha incontrato il segretario della Lega Matteo Salvini. Nel lungo e positivo colloquio, Salvini - si legge in una nota - ha illustrato le sue proposte per rilanciare il Paese e difendere lavoro e pensioni. La Lega è al lavoro sul “salva pensioni”, per evitare il ritorno alla Fornero.

In mattinata era stato Claudio Durigon, responsabile del dipartimento Lavoro della Lega, a sottolineare che, "l’obiettivo è non tornare alla Fornero". "Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni media - si legge in una nota - la Lega non è 'verso il sì' alle nuove misure sulle pensioni. Stiamo ancora lavorando alla riforma, con buonsenso e determinazione”. A Durigon aveva fatto eco il sottosegretario al Mef della Lega, Federico Freni: "L’obiettivo della Lega è evitare un ritorno alla Fornero: la discussione per una riforma ragionevole è in corso. Inutile soffermarsi ora su numeri e quote: dobbiamo dare risposte concrete alle lavoratrici ed ai lavoratori che attendono di poter andare in pensione", aveva affermato.

Confindustria

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ribadisce il no alle quote sulle pensioni e chiede un intervento sui lavori usuranti. Lo fa a margine dell’assemblea dell’Unione Industriali di Torino, in cui ha sottolineato: "Siamo fortemente contrari a quota 100, 102 o 104 perché guardiamo i numeri da imprenditori e i numeri dicono che quota 100 non ha ottenuto l’effetto che ci aspettavamo". "Ricordo - ha aggiunto - che ci era stato detto che per uno che andava in pensione venivano assunti in tre, nella realtà l’effetto è di 0,4, quindi non abbiamo neanche l’effetto sostitutivo. Quindi stiamo pensionando chi un lavoro ce l’ha e non stiamo offrendo un lavoro ai giovani". "Noi riteniamo, invece, che si debba lavorare sui lavori usuranti, sui quali effettivamente c’è un problema. Va rivisto lavoriamo su quello", ha ribadito Bonomi.

Quota 102 e 104, spunta anche 'quota' Tridico

Tra le candidate a sostituire quota 100 - nell'ambito della Manovra 2022 - c'è una proposta sul tavolo del confronto in corso, assieme a quota 102 e 104 e a quella molto più flessibile dei sindacati. E' quella illustrata a più riprese in parlamento dal presidente Inps, Pasquale Tridico, che ancora la settimana scorsa la presentava come l'unica soluzione "davvero flessibile e finanziariamente compatibile" nei costi e dalla platea molto più consistente di quanto abbia mai portato a casa la sperimentazione leghista. Parliamo della cosiddetta pensione in due tempi: l'ipotesi è di anticipare, per chi abbia compiuto 63-64 anni e volesse lasciare il lavoro, solo la quota contributiva della pensione rinviando l'assegno totale, comprensivo anche della parte retributiva, al compimento dei 67 anni. Una volta raggiunta la pensione di vecchiaia invece al lavoratore spetterà l'assegno pieno, completo di quota retributiva e quota contributiva.

Nessuna 'gabbia' rigida dunque entro cui contenere i futuri pensionati solo l'opportunità della scelta con costi per le casse dello Stato, nel medio periodo, sostanzialmente azzerati. A conti fatti, stimava ancora l'Inps, sarebbero circa 203mila le pensioni aggiuntive attivabili tra il 2022 e il 2024 cui sommarne altre 129mila dal 2025 al 2027 per un totale complessivo di 332mila pensioni dal 2022 al 2027. E anche i costi si aggirerebbero intorno ai 4,2 mln di euro tra il 2022 e il 2027 che sarebbero poi recuperati da risparmi di spesa che dal 2027 al 2031 potrebbero ammontare a circa 2 mld di euro complessivamente.

Per accedere al pensionamento in due tempi, ricordava ancora Tridico, oltre al requisito di età, almeno 63-64 anni occorre essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione e aver maturato al momento della scelta una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale. Questo per circoscrivere la platea che potrà accedere al pensionamento anticipato ed evitare assegni poveri. La proposta prevede inoltre la cumulabilità della mini-pensione con i redditi da lavoro dipendente, autonomo e la possibilità di ancorare la prestazione a futuri meccanismi di staffetta generazionale, legati al part time mentre esclude categoricamente la possibilità di convivenza con il Rdc , l'ape sociale e l'indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

La proposta aveva raccolto le critiche di Cgil, Cisl e Uil e su questa il governo non si è di fatto espresso. La "decisione è politica", commentava ancora Tridico nei giorni scorsi.

 

(Fonte: Adnkronos)

Green pass. Beppe Grillo: "Lo Stato paghi i tamponi ai lavoratori"

"Servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021". Le stime e le considerazioni del garante del Movimento 5 Stelle in un post pubblicato sul suo blog dal titolo "Su green pass serve pacificazione"


Green pass, Beppe Grillo chiede tamponi gratis per i lavoratori: ecco  quanto costerebbe allo Stato

"I lavoratori senza vaccino potrebbero essere 3-3,5 milioni, su 23 milioni di lavoratori, il 13%-15% circa. Se lo stato decidesse, come auspicabile, di pagare i tamponi per entrare in azienda, per questi lavoratori, servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021". Lo propone Beppe Grillo in un post pubblicato sul suo blog dal titolo 'Su green pass serve pacificazione'.

"Ho sempre avuto una passione per i numeri e così, da buon ragioniere, in questi ultimi giorni ho preso carta e penna e ho buttato giù alcuni appunti che voglio condividere con voi - si legge - Ad oggi, sono circa 41 milioni gli italiani con vaccinazione completa, che corrisponde all’80% della popolazione over 12. Uno dei migliori dati in Europa, che dovrebbe suggerire quindi che il popolo no vax in Italia è molto contenuto. Sui 19 milioni mancanti circa 6 hanno meno di 12 anni, e altri 6 circa hanno tra 12 e 19 anni, e quindi sono in prevalenza studenti delle scuole superiori e non lavoratori. Si stima poi che ci siano circa 2,5 milioni di over 60enni senza vaccino, prevalentemente concentrati sui 60-69 anni. Tra questi oltre la metà sono pensionati e meno di 1 milione i lavoratori. Quindi dovremmo avere 19-12-1= 6 milioni circa in età attiva. Non tutti questi sono lavoratori: potrebbero essere disoccupati, inattivi e non occupati, almeno per i 2/3, quindi 2,5-3 milioni. Quindi i lavoratori senza vaccino potrebbero essere 3-3,5 milioni, su 23 milioni di lavoratori, il 13%-15% circa. Se lo stato decidesse, come auspicabile, di pagare i tamponi per entrare in azienda, per questi lavoratori, servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021".

Il fondatore del M5s suggerisce, tra l'altro, un meccanismo attraverso uno "scambio di dati tra Sogei che detiene i dati sui green pass, e INPS che detiene i codici fiscali dei lavoratori e le aziende dove lavorano. L’incrocio tra questi due dataset, con autorizzazione del garante, permetterebbe ad INPS di segnalare nel cassetto aziendale, i lavoratori senza Green pass a cui fare il tampone, e si dovrebbe prevedere nel cassetto aziendale un riconoscimento di un bonus sotto forma di sgravio contributivo, in modo che il costo del tampone sia solo anticipato dall’azienda ma pagato a conguaglio da Inps, come succede in genere per la cassa integrazione ordinaria sui versamenti dei contributi aziendali".

Per Grillo, "questo meccanismo, che non invaderebbe la privacy se non nei limiti strettamente necessari, avrebbe il doppio vantaggio: uno, di essere veloce, evitare file e controlli ai tornelli aziendali, durante i quali certamente ai lavoratori vedrebbero in quel caso violati i loro spazi di libertà, e due, di essere gratuito per i lavoratori, e di individuare il costo e coprirlo con un bonus apposito, pagato dallo stato. Il dibattito è aperto".

Reddito di cittadinanza, scontro e mediazione Lega-M5S. Giorgetti: "Trasformarlo in Lavoro di cittadinanza". La trincea di Conte e Fico: "Lo difenderemo"

Assistenzialismo improduttivo o misura di sostegno necessaria? Il provvedimento-bandiera dei 5Stelle agita governo e maggioranza. Il ministro dello Sviluppo economico propone modifiche in chiave occupazionale. L'ex premier su La7: "Dopo un anno di Covid, dire di abrogarlo è folle e vigliacco"


"Cosa fa il M5s se si cancella il Reddito di cittadinanza? Sarebbe la rottura di un patto di lealtà e di una logica di sostegno e collaborazione: ma il M5s sosterrà il governo dal momento che Draghi ha confermato che condivide la misura". Lo ha detto il leader M5s, Giuseppe Conte, a Coffe Break su La7. 

Parlare di abrogazione del reddito di cittadinanza significa fare "un ragionamento ed avere un comportamento vigliacco, fare un'aggressione vigliacca. Stiamo parlando anche di pensionati e di una platea di beneficiari che non ha di che mangiare. Spesso viene utilizzato l'argomento degli abusi: se anche ce ne fosse stato qualcuno non è normale abrogarlo, chiudere la questione per questo. Io dico però che i può migliorarlo, in Germania hanno impiegato tanto tempo per metterlo a punto. Ma ora, dopo un anno di Covid, dire di abrogarlo è folle e vigliacco", ha inoltre detto l'ex premier  a L'Aria che tira su La7.

 "Il reddito di cittadinanza è una misura importantissima per le persone in difficoltà. Il M5S lo difenderà". Così il presidente della Camera Roberto Fico, presente ad una manifestazione elettorale del M5S nel Rione Sanità, a Napoli "Se ci sono dei miglioramenti da fare - ha aggiunto Fico - si faranno, ma il reddito rimane ". Alle domande dei giornalisti sulle critiche al reddito del leader della Lega Matteo Salvini, il presidente della Camera ha replicato: "è una misura ottima che ha dato un contributo importante alle persone in difficoltà". 

"Dobbiamo cominciare a ragionare di lavoro di cittadinanza. La costituzione italiana recita che é il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo é di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza". Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, rispondendo ad una domanda sul reddito di cittadinanza a margine del Salone del Mobile.

 

(Fonte: Ansa)

Il Green pass alla francese stuzzica il governo e divide la politica. Salvini: "Non scherziamo". Meloni: "Follia incostituzionale". Il no dei ristoratori

Vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario e pass per accedere a ristoranti, bar, centri commerciali, treni ed aerei. Questa la linea voluta da Macron e annunciata dall'esecutivo di Parigi. E da noi si accende il dibattito. Sileri apre, favorevoli M5S, Pd e FI, contrari Lega e Fratelli d'Italia


Green pass obbligatorio": Figliuolo si associa alla Francia

L'uso allargato del green pass sulla scorta del modello adottato in Francia "sarà oggetto di discussione e valutazione nei prossimi giorni". E' questo - secondo quanto si apprende - il ruolino di marcia che si intende seguire.

Le stesse fonti ricordano che il green pass è già utilizzato in alcuni ambiti, come matrimoni, Rsa, stadi, eventi.

Fare subito come ha fatto la Francia, applicando 'sul serio' il Green pass, niente quarantena per chi ha ricevuto due dosi, rivedere i parametri nel giro di una o due settimane. La proposta arriva dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervistato dal Messaggero. 'Pensiamo alle discoteche - esemplifica -, se concedessimo ai locali di aprire per i clienti con il Green pass, avremmo la corsa di chi ha tra i 18 e i 40 anni a vaccinarsi'. Perché 'il Green pass oggi è un mezzo per non tornare indietro quando i contagi saranno più elevati'. I parametri: 'Dovremo aumentare l'importanza del tasso di riempimento degli ospedali'.

L'Italia tentata dal green pass alla francese. Dopo Macron - che ha annunciato l'obbligo del certificato verde per accedere a ristoranti e trasporti incassando in poche ore un milione di prenotazioni sui vaccini - parte il pressing da parte di alcune Regioni, categorie e forze politiche. In tanti stanno dando seguito al parere del Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, per il quale il sistema del green pass potrebbe dare una spinta agli indecisi del vaccino, anche se andrebbe comunque fornita l'alternativa del tampone per rispettare gli equilibri costituzionali. Vicini a questa linea sono diversi parlamentari del Pd e alcuni governatori, mentre la leader dell'opposizione, Giorgia Meloni, parla di "follia anticostituzionale" e di "idea raggelante". E' la stessa posizione di Salvini, che commenta: "non scherziamo". Anche le categorie sono divise: Fipe-Confcommercio paventa pesanti penalizzazioni per i ristoratori ma per Federalberghi sarebbe un provvedimento "sacrosanto".

Nel Partito democratico sta prendendo piede una linea favorevole all'obbligo del Green pass per gli eventi pubblici, sul modello francese, confermano in serata fonti del Nazareno.

Gli argomenti si intrecciano con una valutazione complessiva che il Governo farà su altre misure in scadenza, come lo stato di emergenza che terminerebbe a fine luglio ma potrebbe subire una proroga. Nonostante il dibattito e varie ipotesi, non si attendono decisioni nelle prossime ore, ma verranno fatte valutazioni a giorni - non si può escludere un incontro con il Cts nelle prossime ore - ed è difficile che una decisione possa essere presa prima del prossimo monitoraggio di venerdì, alla luce dei dati su vaccini e contagi. Che potrebbe riservare sorprese. "Già fra 4 o 5 giorni, se osserveremo dei picchi nelle città dove ci sono stati comportamenti a rischio, vedremo se con i festeggiamenti per la vittoria agli Europei abbiamo rischiato troppo", spiega Sergio Abrignani, membro del Cts, mentre in Sardegna la variante Delta fa segnare una preoccupante diffusione soprattutto tra i giovani.

"I parametri per le Regioni devono cambiare. Ma se non cambieranno, un modo per evitare chiusure - a fronte del rischio di un aumento dell'indice dei contagi - potrebbe essere il green pass. Io cambierei i parametri dando un peso maggiore a ospedalizzazione e vaccinazioni", ha detto in serata il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, alla presentazione a Roma del libro "Ci abbiamo messo la faccia" di Giovanni Lamberti.

Sul tema del pass restano di sicuro una serie di nodi da sciogliere, come quello della costituzionalità, appunto, oltre ai problemi di privacy che ne scaturirebbero e che poi andrebbero presi in esame dal Garante.

 

(Fonte: Ansa)

Sondaggi, la Lega torna primo partito davanti a Fratelli d'Italia e Pd (in calo). Crollo M5S dopo lo strappo Grillo-Conte

La Lega torna primo partito davanti a Fratelli d'Italia, il Movimento 5 Stelle crolla dopo lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Il sondaggio Swg per il Tg La7 colloca la Lega al top: il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,3% e sale al 20,6% scavalcando Fdi: la formazione di Giorgia Meloni cede lo 0,2% e ora vale il 20,5%. Passo indietro anche per il Pd, che scende al 18,7%. Tonfo del M5S che cede il 2% netto e scivola al 14,6%. Forza Italia è stabile al 7%, mentre Azione sale al 4%. Articolo 1 è al 2,7%, davanti a Italia Viva (2,5%).

Il punto politico: i dolori dei partiti, la guerra nei 5Stelle, i dubbi del centrodestra forte ma diviso e l'infinito casting per il sindaco di Milano (VIDEO)

Dallo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, che ha spaccato il Movimento 5 Stelle, alla proposta di un partito unico del centrodestra lanciata da Silvio Berlusconi, fino alla partita per i sindaci delle maggiori città italiane: il punto politico settimanale de ilComizio.it a cura del nostro direttore

Conte a un passo dall'addio al M5S: strappo con Grillo e big in campo per trattenerlo. Farà un suo partito?

All'interno del Movimento 5 Stelle la frattura sembra insanabile. Il leader in pectore Giuseppe Conte, dopo la strigliata di Beppe Grillo per ribadire la centralità della sua figura, sarebbe pronto per la scissione. Casaleggio: "Due visioni diverse"


C'è tutta la crisi grillina nel duello Grillo-Conte - Panorama

Il nuovo M5s di Giuseppe Conte è appeso a un filo, il sottilissimo filo della mediazione, che i big del Movimento stanno cercando di rafforzare per evitare lo strappo finale con Beppe Grillo. Ma il braccio di ferro sullo statuto tra il leader in pectore e il garante del Movimento, dopo l'intervento show del fondatore dei Cinque stelle alla Camera, si è trasformato in una frattura grave e forse insanabile.

Diversi parlamentari descrivono l'ex premier amareggiato e ad un passo dall'addio. Disdetti webinar e interviste, Conte si è chiuso nella sua abitazione romana a riflettere, ma forse - si mormora - ha già deciso e lunedì potrebbe spiegare le sue ragioni. Tra gli eletti del M5s serpeggia grande apprensione e la tensione è alle stelle. I rumors quotano sempre di più la nascita di un partito dell'ex presidente del Consiglio e il conseguente esodo in massa dei parlamentari contiani, soprattutto al Senato. Uno scenario che, se si concretizzasse, avrebbe ripercussioni non secondarie sia sugli equilibri della maggioranza che sostiene il governo Draghi, sia sul ruolo di diversi big pentastellati.


M5S, Grillo a Roma per incontrare Conte e i gruppi parlamentari | Sky TG24

"Mai come adesso serve compattezza all'interno del Movimento. Dialoghiamo con il massimo impegno e lavoriamo per unire", esorta il ministro Luigi Di Maio. Ma la strada per un accordo è strettissima, in quanto - si spiega - le visioni di Grillo e Conte sul rinnovamento del M5s sono molto diverse. Per il fondatore il ruolo del garante è fondamentale, per Conte una "diarchia" sarebbe ostica e insostenibile. "Un braccio di ferro tra prime donne", sintetizza qualcuno, con in ballo le sorti dei pentastellati. In giornata, Conte riceve a casa sua Paola Taverna, Ettore Licheri e Stefano Patuanelli, non a caso tre senatori, notano a Montecitorio. All'arrivo il capogruppo a Palazzo Madama ostenta ottimismo: "Se è tutto finito? No, dai...Siamo dentro un confronto fisiologico. Stiamo scrivendo un nuovo soggetto politico. Certamente non è facile. Dateci tempo". Dopo quasi tre ore di incontro, invece, bocche cucite e sguardi a terra. Il primo tentativo di mediazione non è andato a buon fine. L'unica certezza, in vista di lunedì, è che il pressing dei big per trovare un punto di caduta, sia con Beppe Grillo, sia con l'ex premier continuerà. Nel divario aperto dal discorso di Grillo ai parlamentari, si inserisce Davide Casaleggio: "Credo ci siano due visioni diverse del Movimento che stanno emergendo. Perché tengono segreto lo statuto? - l'affondo - Mi sembra un'organizzazione più basata su modelli partitici del 900 che su un movimento". Dopo 'l'arringa della discordia', tra proclami e sfottò, il garante dei 5 Stelle ha sentito Conte ma la chiamata non è stata risolutrice, poi in mattinata ha lasciato l'Hotel Forum e Roma.

M5S, Grillo fedele a Conte - La Stampa

"No alla psicosi da retroscena, parlerà Giuseppe Conte", sottolineano fonti di primo piano del Movimento, annunciando una probabile conferenza stampa lunedì. Fino ad allora, l'ex premier potrebbe avere altri contatti con i gruppi parlamentari e i ministri. Ad incrementare il caos imperante arrivano gli scontri intestini sui territori che puntano ad indebolire l'alleanza giallorossa. Alcuni pentastellati di Napoli, disconoscendo l'intesa con il Pd benedetta da Conte sulla candidatura di Gaetano Manfredi, hanno scritto direttamente a Beppe Grillo: "Ti chiediamo di poterci presentare ancora una volta come MoVimento 5 Stelle Napoli alle prossime elezioni amministrative, senza alleanze con i partiti politici, ma con il nostro programma costruito insieme con i cittadini - l'appello -. Ci mancano 10 giorni di tempo per provare a salvare 15 anni di storia. Non abbandonarci Beppe".

 

(Fonte: Ansa)

Conte, esordio da leader (in pectore) a Napoli: "Dialogo con il Pd, ma se è impossibile non mi straccio le vesti. Riporterò il M5S al primo posto"

Conferenza stampa dell'ex premier nel capoluogo campano per la campagna elettorale del candidato sindaco Gaetano Manfredi: alleanze, il suo ruolo di capo pentastellato e la difesa del reddito di cittadinanza


Il "dialogo" con il Pd e centrosinistra "ha dato già i suoi frutti, è normale continuare" per "realizzare il progetto di società che vogliamo". Lo ha detto il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte, aggiungendo. "Questo non significa che abbiamo un'alleanza strutturata. Laddove non sia possibile non mi straccio le vesti, perché le fusioni a freddo non funzionano".

"Se gli iscritti lo vorranno sarò il nuovo leader" - Ancora, sull'ipotesi chiarisce: "Queste operazioni forzate calate dall'alto non funzionano. Io sto ascoltando molto i territori tutti i giorni, per raccogliere sensibilità. E se gli iscritti lo vorranno, sarò il nuovo leader".  

"Il Movimento è unito" - Sul doppio mandato Conte spiega: "Deciderò io quando sarà il momento di parlarne, ma si deciderà tutti insieme con la comunità del Movimento 5 stelle. Il Movimento è unito, se qualcuno parla a titolo personale è perché ha una personale opinione fuori dal progetto Napoli", sottolinea a Napoli durante una conferenza stampa con il candidato sindaco Gaetano Manfredi sulle voci interne ai Cinquestelle critiche sull'accordo con il Pd a livello locale.

"Voglio portare il M5s al primo posto" - "Non mi sono mai definito un federatore - sottolinea l'ex premier -, sono etichette dei giornali che mi lasciano abbastanza indifferente. Sto lavorando per il Movimento 5 stelle e con il Movimento 5 stelle presenteremo a giorni questo progetto". Poi aggiunge: "Dove voglio portare il M5s? Al primo posto, partito di assoluta maggioranza". 

"Reddito di cittadinanza ha una funzione di inclusione sociale" - Rivendicando poi "appieno" la misura di sostegno al reddito di cittadinanza dal suo governo, sottolinea: "Il reddito di cittadinanza non è un ostacolo all'occupazione, ha un'altra funzione ossia rappresentare una cintura di protezione". E mette in chiaro: "Tanti professoroni, tanti abitanti delle Ztl avversavano il reddito di cittadinanza. Dicevano che era una misura assistenziale, ma io la rivendico appieno. E' una misura di inclusione sociale. Come possiamo amministrare il bene comune senza pensare a quelle fasce di popolazione che non  hanno di che mangiare, che sono al di sotto del contesto della vita politica economica e sociale del Paese?". 

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