updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Draghi il freddo diventa poco diplomatico: "Erdogan dittatore". I turchi furibondi convocano l'ambasciatore italiano: "Parole inaccettabili da un premier nominato sul nostro presidente eletto" (VIDEO)

Mario Draghi, presidente del Consiglio Mario Draghi, presidente del Consiglio

"La forte condanna" del ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu, che è intervenuto reagendo alle affermazioni del presidente del Consiglio a proposito del "sofagate" che ha visto coinvolta la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen


Il SofaGate dimostra che per Erdogan non c'è posto in Europa. Scrive Gancia  (Lega) - Formiche.net

Draghi-Erdogan, si apre il caso diplomatico dopo le parole di ieri del premier italiano in riferimento al 'sofagate' di von der Leyen. Il presidente del Consiglio ha infatti definito il presidente turco "un dittatore" di cui però "si ha bisogno per collaborare" scatenando le proteste di Ankara, che ha quindi convocato l'ambasciatore italiano. "Condanniamo con forza le inaccettabili parole del premier nominato italiano sul nostro presidente eletto", ha tuonato su Twitter il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu, sulle dichiarazioni definite "impudenti" di Draghi.

"Non condivido assolutamente il comportamento di Erdogan nei confronti della presidente Von der Leyen, credo non sia stato appropriato. Mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione che Von der Leyen ha dovuto subire", ha detto ieri sera il premier Draghi in conferenza stampa, riferendosi all'episodio che ha visto la presidente della Commissione Europea rimanere senza sedia durante l'incontro avvenuto ad Ankara tra il presidente turco e i leader Ue. "La considerazione da fare - ha affermato Draghi scatenando l'ira dei turchi - è che con questi dittatori di cui però si ha bisogno per collaborare, o meglio cooperare, uno deve essere franco nell'esprimere la diversità di vedute, di comportamenti, di visioni, ma pronto a cooperare per gli interessi del proprio Paese". Dunque trovare l'"equilibrio giusto".

"In queste ore sto per sentire il presidente Draghi e poi coordineremo tutte quelle che sono le iniziative che si devono coordinare. Ovviamente non anticipo alcunché", ha commenta il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di 'Dritto e rovescio' su Retequattro.

GIORGIA MELONI PLAUDE AL PREMIER: "SU ERDOGAN PAROLE FERME E CHIARE"

"Fratelli d'Italia denuncia da anni la deriva autoritaria e islamista della Turchia di Erdogan e chiede alla Ue di ritirare ad Ankara lo status di Paese candidato. Bene le parole ferme e chiare del presidente Draghi. Pretendiamo rispetto e ci auguriamo che le dichiarazioni del presidente del Consiglio siano solo il primo passo del Governo per difendere con forza gli interessi italiani nel Mediterraneo e arginare l'espansionismo politico e culturale del regime islamista di Ankara". Lo afferma Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia.

"La Turchia è un rischio, è ai nostri confini, sta ricattando l'Europa e penso che un'Europa con un po' di spina dorsale non può subire il ricatto di un signore che usa milioni di rifugiati per portare a casa miliardi di euro", le parole del segretario della Lega, Matteo Salvini, ospite di 'Radio anch'io' su Radiouno Rai.

"E' lo stesso discorso della Cina -ha aggiunto- dobbiamo decidere se noi stiamo con le libertà, con le democrazie e con i diritti civili. Come si fa da sinistra a combattere per alcune leggi in Italia e poi a fregarsene e a fare accordi commerciali o politici con alcuni Paesi come la Turchia e la Cina che i diritti civili non li rispettano? Dal mio punto di vista la libertà vale in Italia ma vale in Turchia e vale in Cina".

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