updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Si riapre un altro fronte nello scontro Usa-Russia. L'Ucraina denuncia: "Truppe di Mosca al confine". Da Washington parte un avvertimento

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese. Gli americani diffidano i russi dall'intimidire Kiev. La replica del Cremlino: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno". Ma la tensione sale e partono cannonate nel Donbass


Volodymyr Zelensky: Ukraine Won't Interfere in the US Elections

Si rialza la tensione ai confini tra Ucraina e Russia dove ci sono movimenti militari: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di concentrare le truppe al confine con il suo Paese e Washington ha già messo in guardia Mosca contro ogni tentativo di "intimidire" Kiev.

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov comunque ha già liquidato la questione: "La Russia sta spostando le sue forze armate sul suo territorio come meglio crede" e che questo "non rappresenta una minaccia per nessuno e non dovrebbe interessare nessuno".

L'accusa di Zelensky a Mosca è arrivata attraverso una nota: la Russia "cerca di creare un ambiente minaccioso" con "esercitazioni militari e possibili provocazioni al confine". E il portavoce della diplomazia statunitense, Ned Price, è intervenuto subito per avvertire Mosca di astenersi dal compiere "azioni aggressive per intimidire, minacciare il nostro partner, l'Ucraina".

Secondo Ucraina e Stati Uniti, i movimenti di truppe russe sono stati rilevati al confine russo-ucraino, vicino ai territori controllati dai separatisti filo-russi e anche in Crimea, la penisola annessa da Mosca nel 2014.

Dopo la tregua siglata nell 2020, il conflitto in Ucraina orientale in realtà non si è mai del tutto sopito, ci sono stati diversi scontri armati e sono morti almeno una ventina di 20 soldati ucraini. Entrambe le parti si incolpano a vicenda per l'escalation.

Prima di Zelensky, in una sessione straordinaria della Verkhovna Rada (il Parlamento), aveva parlato il comandante in capo delle forze armate ucraine, Ruslan Jomchak: parlando di "minaccia alla sicurezza militare" ucraina, aveva detto che i separatisti hanno 28mila combattenti e "più di 2mila istruttori e consiglieri militari russi".

"Al 30 marzo lungo il confine ucraino, nelle aree temporaneamente occupate e in Crimea conteniamo 28 gruppi tattici nemici a livello di battaglione". In particolare, dopo l'occupazione della penisola della Crimea nel 2014, "la Russia ha aumentato il suo raggruppamento militare (in quel territorio), che attualmente conta circa 32.700 soldati".

Dopo che la Russia ha iniziato ad aumentare gradualmente il numero del suo personale militare anche lungo il confine con l'Ucraina, "è stata presa la decisione di rafforzare il raggruppamento di forze congiunte sul territorio delle regioni di Donetsk e Luhansk (confine con la Russia) e nel settore della Crimea".

"Le nostre forze armate - questo l'avvertimento del comandante in capo ucraino- sono pronte a dare una risposta adeguata sia all'escalation del conflitto che al peggioramento della situazione politico-militare e strategico-militare al confine ucraino".

Nell'est dell'Ucraina è in vigore un cessate il fuoco dal 2015, ma è stato continuamente violato e nel luglio 2020 sono state adottate misure per rafforzarlo; e la missione speciale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa continua a registrare violazioni della tregua.

In questo clima di tensione, giovedì il servizio diplomatico dell'Unione europea ha denunciato la campagna militare lanciata dalla Russia in Crimea, definendola una "violazione del diritto internazionale umanitario".

Secondo Kiev, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha anche telefonato al suo collega ucraino Andrei Taran: secondo il ministero della Difesa a Kiev, Austin ha assicurato che Washington non lascerà sola l'Ucraina "in caso di escalation dell'aggressione russa".


Cannonate dell'esercito ucraino contro la milizia indipendentista nel Donbass

Ukraine conflict: Front-line troops begin pullout - BBC News

Cannonate dell'esercito ucraino contro le postazioni della milizia dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk (Lpr). Almeno 16 colpi di artiglieria da 120 millimetri sono stati sparati fuori dall'abitato di Kalynove-Borshchevate per la prima volta da quando sono state introdotte le misure aggiuntive per garantire il cessate il fuoco nel Donbass.

Il portavoce della milizia, Yakov Osadchy ha detto che le unità della Lpr "per garantire la sicurezza della popolazione civile della repubblica, sono state costrette a rispondere al fuoco con armi che non sono proibite dagli accordi di Minsk contro le posizioni nemiche utilizzate per l'attacco".

Per poi aggiungere: "Chiediamo agli osservatori internazionali e alla direzione dell'Osce di registrare un altro caso di grave violazione del cessate il fuoco da parte ucraina". 

(Fonte: Agi)

Ultima modifica ilSabato, 03 Aprile 2021 14:25

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