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Quello che nessuno dice...

Il Parlamento europeo chiede sanzioni più severe contro la Russia dall'UE, il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov afferma che il suo paese deve "prepararsi alla guerra" se vuole relazioni pacifiche con l'Unione europea


Il Parlamento europeo ha chiesto all'UE di adottare misure più severe contro la Russia, come risposta all'arresto di Alexei Navalni, fermato all'arrivo a Mosca dopo aver trascorso diversi mesi in Germania, dove si stava riprendendo dall'attacco chimico subito in estate.

In una risoluzione che ha avuto 581 voti a favore, contro 50 contrari e 44 astensioni, il Parlamento europeo ha chiesto di attivare "una posizione attiva sull'arresto di Navalni" e di "rafforzare in modo significativo le misure restrittive nei confronti della Russia".

I deputati sottolineano che le sanzioni dovrebbero essere estese anche agli oligarchi russi legati al regime, ai membri della cerchia più vicini al presidente, Vladimir Putin, e ai "propagandisti" russi. A tal proposito, chiedono agli Stati membri di considerare l'utilizzo del nuovo sistema di sanzioni contro le violazioni dei diritti umani, un nuovo strumento varato a fine anno che mira ad accelerare l'adozione di misure punitive. 

Un atteggiamento molto discusso e nato subito dopo l'insediamento di Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti D'America. 

La risposta russa non si è fatta attendere e suona come una vera e propria minaccia. Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov, ha dichiarato durante un'intervista che la Russia deve "prepararsi alla guerra" se vuole relazioni pacifiche con l'Unione europea. Lavrov ha affermato che l'UE è il più grande partner commerciale e di investimento della Russia, ma che il suo paese deve essere preparato nel caso in cui "vengano imposte sanzioni in alcune particolari aree, che arrivino a creare rischi per la nostra economia, anche nelle aree più sensibili". "Siamo pronti alla rottura totale di tutti i rapporti, se vuoi la pace prepara la guerra.", ha continuato.

Dopo la sua visita a Mosca, Josep Borrell, capo della politica estera dell'UE, ha detto al Parlamento europeo che l'UE deve assumere una posizione ferma nelle sue relazioni con la Russia, indicando i conflitti in corso in Ucraina, Bielorussia e nel Caucaso meridionale.

“Spetterà agli Stati membri decidere il passo successivo, e questo potrebbe includere sanzioni. E presenterò proposte concrete, utilizzando il diritto di iniziativa dell'alto rappresentante ", ha detto Borrell ai legislatori dell'UE.

Secondo portavoce del ministero degli Esteri tedesco, la Germania ha appena firmato un accordo di collaborazione con la Russia e per questo motivo in una nota afferma: "Posso solo dire che dal nostro punto di vista, o per noi, queste dichiarazioni sono davvero sconcertanti e incomprensibili".

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