Elon Musk vince la battaglia legale contro l’Australia: libertà di espressione in primo piano

Avantgardia

In una decisione che ha riacceso il dibattito sulla libertà di espressione e la censura su internet, il magnate della tecnologia Elon Musk ha ottenuto una vittoria legale significativa contro il governo australiano.

La piattaforma X, ha sostenuto con successo che l’ordine del tribunale di Canberra che intimava di rimuovere dalla piattaforma un video che mostrava un’aggressione cruente, attuata con un coltello non fosse valido e quindi attuabile. Lunedì, il giudice della Corte Federale Australiana, Geoffrey Kennett, ha negato l’estensione del divieto di mostrare il video dell’attacco avvenuto in una chiesa a Sydney. Il video incriminato, ritraeva un attacco con coltello durante un sermone trasmesso in diretta in una chiesa cristiana assira nella periferia di Sydney il 15 aprile, ha portato al ferimento di quattro persone, tra cui il vescovo Mar Mari Emmanuel, che le autorità australiane hanno descritto come un “incidente terroristico”. Il filmato dell’attacco è stato ampiamente condiviso online anche sulla piattaforma X e avrebbe provocato accese proteste vicino alla scena del crimine.

Durante l’udienza di venerdì, l’avvocato del commissariato eSafety, Tim Begbie, ha sostenuto che il rifiuto di X di conformarsi all’ordine equivaleva a una beffa verso la Corte Federale. “Ciò che X dice sull’autorità della corte è piuttosto sorprendente”, ha affermato.

L’avvocato di X, Bret Walker, ha argomentato che la piattaforma non ha implementato il divieto sul video dell’attacco con coltello perché l’avviso di rimozione iniziale del commissario era invalido e “manifestamente inadeguato” a causa dell’assenza di una descrizione dettagliata delle ragioni del divieto.

La piattaforma di social media ritiene che “la rimozione globale sia ragionevole quando X lo fa perché vuole farlo, ma diventa irragionevole quando gli viene detto di farlo dalle leggi dell’Australia. La libertà di informare vince sempre”

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