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updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

Via ai saldi in tutta Italia: 6 su 10 faranno acquisti, ma il budget scende del 20% (116 euro a persona)

Saldi estivi al via ufficialmente in tutta Italia. Dopo l'apertura anticipata di Sicilia e Calabria (il primo luglio), Campania (21 luglio) e Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (la scorsa settimana), oggi le vendite di fine stagione partono in tutte le restanti regioni d'Italia. Lo ricorda Confesercenti in una nota nella quale riporta i dati del sondaggio realizzato con Swg, condotto su un campione dimille consumatori e di 6000 imprese dell'abbigliamento e delle calzature - (LEGGI TUTTO)


Bennet Saldi | Ipermercati Bennet

Saldi estivi finalmente al via. Dopo l’apertura anticipata di Sicilia e Calabria (il primo luglio), Campania (21 luglio) e Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (la scorsa settimana), oggi sabato primo agosto le vendite di fine stagione partono in tutte le restanti regioni d’Italia. Stando a un'analisi di Confesercenti-Swg il pubblico è in crescita, 6 italiani su 10 faranno acquisti ma il budget previsto scende a 116 euro a persona con un calo del 20%.

Secondo il consueto sondaggio Confesercenti-Swg sui saldi di fine stagione, condotto su un campione di mille consumatori e di 600 imprese del commercio di abbigliamento e calzature, le prospettive sono timidamente positive, con un interesse dei consumatori in crescita: 6 italiani su 10 hanno già deciso di acquistare (o già acquistato, nelle regioni in cui le vendite sono già partite). Un dato quasi doppio rispetto al 33% registrato in occasione dei saldi estivi dello scorso anno. In calo, invece, il budget medio previsto per gli acquisti, che passa a 116 euro, il 20% in meno di quanto allocato lo scorso anno (146 euro).

Il confronto con lo scorso anno è condizionato dallo spostamento delle date di partenza. Solitamente, infatti, segnala la Confesercenti, i saldi estivi prendono il via il primo weekend di luglio, mentre quest’anno la Conferenza Stato Regioni ha deciso di posticipare l’apertura delle vendite a saldo al primo agosto, vista la ripartenza difficile: nei due mesi di riapertura piena delle attività (giugno e luglio) le imprese del settore hanno registrato un calo medio del 26% del fatturato. La scelta di posticipare i saldi, però, ha diviso i commercianti: il 50% condivide lo spostamento, mentre il 33% si è detto contrario. Due negozi su dieci, proprio per questo, hanno praticato promozioni pre-saldo nel mese di luglio.

Anticipi o no, i consumatori sembrano comunque orientati a sfruttare l’occasione dei saldi su più canali di vendita. Con buone previsioni per i negozi indipendenti: il 29% segnala di voler compiere qui i propri acquisti, una quota di poco inferiore a chi sceglie le grandi catene (33%). Il 26% comprerà anche in un outlet, mentre il 16% si rivolgerà ad un negozio di un brand in franchising. Farà shopping online, invece, un quarto (25%) degli intervistati.

Sono le scarpe e le magliette i prodotti più ricercati negli acquisti che oggi vedono l'avvio definitivo, in tutt'Italia, dei saldi estivi. Stando alla ricerca Confesercenti-Swg, le calzature sono nella lista degli acquisti da fare del 56% dei consumatori che parteciperanno ai saldi, il 48% per le magliette. Percentuali più alte del solito, indice forse di ‘acquisti rimandati’ negli ultimi mesi. Seguono, nei desideri dei clienti, camicie e camicette (indicate dal 32%), intimo (26%) e costumi (18%).

In leggero calo la fiducia dei consumatori, ma cresce quella delle imprese: l'economia post-Covid in Italia tra incertezza per il futuro e voglia di ripresa

A luglio la fiducia dei consumatori cala anche se lievemente, mentre continua salire per le imprese. Per i primi l'Istat, infatti, stima un indice in "leggera flessione" rispetto a giugno (da 100,7 a 100,0). Invece, per le aziende registra un nuovo rialzo, per il secondo mese consecutivo, (da 66,2 a 76,7). Anche se il livello resta, rimarca l'Istituto, "distante dai livelli precedenti l'emergenza sanitaria". Quanto alle famiglie, il passo indietro segue il "recupero" segnato nel mese precedente. Pesano, in questo caso, la diminuzione del clima economico, relativo alla situazione del Paese, e di quello futuro


A luglio 2020 si stima una leggera flessione del clima di fiducia dei consumatori, rispetto al mese di giugno 2020 (da 100,7 a 100,0); invece, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale per il secondo mese consecutivo, passando da 66,2 a 76,7. Lo rileva l'Istat. L'Istituto spiega che le componenti economica e futura del clima di fiducia dei consumatori sono in diminuzione (da 87,1 a 85,7 e da 105,6 a 104,2 rispettivamente), mentre cresce sia la componente personale ( da 104,5 a 105,2) sia quella corrente (da 96,4 a 97,3).

Con riferimento alle imprese, le stime dell'Istat evidenziano un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori seppur con intensità diverse. In particolare, nell’industria l’indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 80,2 a 85,2 e nelle costruzioni aumenta da 124,0 a 129,7. Per il comparto dei servizi, si evidenzia una marcata risalita dell’indice sia nei servizi di mercato (da 52,1 a 65,8) sia nel commercio al dettaglio (l’indice passa da 79,6 a 86,3).

L'Istituto di Statistica rileva inoltre che per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese di produzione. Le scorte di prodotti finiti sono giudicate in decumulo rispetto al mese scorso. Per le costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un deciso miglioramento dei giudizi sugli ordini a cui si unisce un peggioramento delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa.

Nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio, prosegue l'Istat, migliorano tutte le componenti dell’indice; in particolare, nei servizi si segnala il deciso recupero dei giudizi e delle attese sugli ordini e nel commercio l’aumento marcato sia dei giudizi sia delle aspettative sulle vendite.

Nella fase di rilevazione dei dati, effettuata tra il 1° e il 17 luglio 2020, non vi è stata alcuna riduzione del tasso di risposta delle imprese a causa dell’emergenza sanitaria. Nell’elaborazione dei dati, sono state comunque messe in atto delle azioni per gestire in modo adeguato le variazioni eccezionali presenti in questo periodo, conclude l'Istat.

"A luglio il clima di fiducia delle imprese migliora per il secondo mese consecutivo, pur rimanendo ancora distante dai livelli precedenti l’emergenza sanitaria. La crescita, diffusa a tutti i settori, è più marcata per i servizi. Peraltro, i livelli raggiunti dagli indici rimangono storicamente contenuti ad eccezione delle costruzioni, dove l’indice torna a collocarsi sui livelli storicamente elevati registrati all’inizio del 2018. L’indice della fiducia dei consumatori, invece, dopo il recupero mostrato nel mese di giugno 2020, registra una lieve flessione, determinata dalla diminuzione del clima economico e di quello futuro". E' il commento dell'Istat ai dati diffusi oggi dall'Istituto sulla fiducia di consumatori e imprese a luglio.

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

Contrazione del reddito, l'allarme di Bankitalia: "Un terzo delle famiglie ha riserve economiche solo per tre mesi e il 30% degli italiani non andrà in vacanza"

Oltre metà della popolazione lamenta danni al reddito familiare dall'emergenza Covid. Impatto del lockdown più severo per i lavoratori autonomi. Un terzo delle famiglie ha riserve per soli 3 mesi, il 40% in difficoltà con il mutuo


"Oltre la metà della popolazione dichiara di aver subito una contrazione nel reddito familiare dopo le misure adottate per il contenimento" del coronavirus. E' quanto emerge dall'indagine straordinaria sulle famiglie condotta dalla Banca d'Italia. "Più di un terzo delle famiglie - si legge - dichiara di disporre di risorse finanziarie sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese essenziali della famiglia in assenza di altre entrate".

"L'impatto è stato particolarmente severo per i lavoratori indipendenti", spiega Bankitalia, sottolineando che "quasi l'80% ha subito un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare".

Quasi il 40% delle famiglie ha difficoltà a sostenere le rate del mutuo Quasi il 40% degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi. "La quota - si legge nell'indagine - è più elevata nel Centro e nel Mezzogiorno". 

Inoltre, secondo il report, "solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui. Fra coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è del 34%".

Niente vacanze per il 30% degli italiani L'emergenza sanitaria incide negativamente sulle aspettative di spesa degli italiani: circa il 30% della popolazione dichiara di non potersi permettere di andare in vacanza la prossima estate e quasi il 60% ritiene che anche quando l'epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle pre-crisi.

Cresce la pressione fiscale, crollano i consumi e aumenta la propensione al risparmio: la fotografia economica dell'Italia dell'emergenza

Le rilevazioni Istat: la pressione fiscale nel primo trimestre è stata pari al 37,1%, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Balza nel primo trimestre di quest'anno al 10,8% (dal 7,1) il rapporto tra deficit e Pil. L'incidenza dell'indebitamento sul Prodotto interno lordo "è sensibilmente aumentata" per "la riduzione delle entrate e l'aumento delle uscite". La spesa per consumi finali delle famiglie si è ridotta del 6,4%. Come conseguenza si registra un aumento considerevole del tasso di risparmio. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è, infatti, stimata al 12,5%, in rialzo di 4,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2019


Stipendi italiani, potere d'acquisto in caduta libera: persi 1.000 ...

La pressione fiscale è stata pari al 37,1% nel primo trimestre 2020, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rileva l'Istat. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali si è ridotta del 6,4%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata al 12,5%, in aumento di 4,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2019. Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dell’1,7%, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,2% la variazione del deflatore implicito dei consumi delle famiglie rispetto al trimestre precedente).

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,3%, è aumentata di 0,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2019. Il tasso di investimento, pari al 20,9%, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Le stime dei conti trimestrali delle AP, delle famiglie e delle società risentono dei problemi, dovuti all’emergenza sanitaria, legati alla raccolta dei dati di base che costituiscono l’input per l’elaborazione dei conti. Ove necessario, sono state sviluppate azioni correttive che hanno permesso di elaborare e diffondere i dati relativi al primo trimestre 2020. Come di consueto, le stime rilasciate oggi saranno oggetto di revisione nelle prossime diffusioni, man mano che si renderanno disponibili ulteriori informazioni. Tali revisioni potrebbero essere di entità superiore alla norma, conclude l'Istat.

AUMENTANO BENZINA E GASOLIO

Prezzi in leggero rialzo sulla rete carburanti italiana. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo che ieri hanno chiuso stabili, oggi le compagnie non sono intervenute sui prezzi raccomandati. I prezzi praticati sul territorio continuano comunque a salire gradualmente assorbendo gli aumenti decisi nei giorni scorsi. E’ quanto emerge, in base all’elaborazione di Quotidiano energia, dai dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all’osservaprezzi carburanti del Mise.

Il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è di 1,406 euro al litro (rispetto a 1,403 di ieri), con i diversi marchi compresi tra 1,402 e 1,428 euro/litro (no logo 1,381). Il prezzo medio praticato del diesel self è invece 1,288 euro/litro (1,286 ieri), con le compagnie posizionate tra 1,283 e 1,312 euro/litro (no logo 1,262).

Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è a 1,553 euro/litro (1,550 ieri), con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,519 e 1,619 euro/litro (no logo 1,436), mentre per il diesel la media è a 1,438 euro/litro (1,435 il livello rilevato ieri) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,409 e 1,504 euro/litro (no logo 1,318). Infine, il Gpl va da 0,575 a 0,599 (no logo 0,571).

 

Fase 2, Confcommercio: "Riaperto il 90% dei negozi di abbigliamento". Bar e ristoranti fanno i conti col crollo degli incassi e le spese per le misure di sicurezza

Nel secondo giorno della ripartenza post lockdown le città si rianimano, torna il traffico e c'è più gente sui mezzi pubblici. Gli esercizi commerciali, dai negozi di abbigliamento a quelli di calzature, dai parrucchieri ai centri estetici, ma anche ristoranti, bistrot, chiese, tutti si adoperano a predisporre la sanificazione dei locali e a distribuire gel igienizzanti, mascherine e guanti. Ma restano le difficoltà nel reperire con facilità il materiale previsto dalle normative vigenti per far fronte all'epidemia


Piemonte, Fase 2: la Regione apre MuoverSi, il portale per ...

Confcommercio: "Oltre il 90% dei negozi di abbigliamento ha riaperto in sicurezza: intimo, camicie e scarpe sono tra i prodotti più richiesti. Riprende ossigeno la ristorazione ma l'avvio è lento: il 70% dei bar e dei ristoranti hanno aperto tutti ben equipaggiati di mascherine e gel disinfettanti, ma con personale ridotto: infatti il 40% dei dipendenti è rimasto a casa, pari a circa 400.000 unità. Tanti sono i titolari che utilizzeranno i divisori all'interno del ristorante soprattutto nell'area cassa, quasi nessuno sui tavoli.  Nel Paese la percentuale dei mercati riaperti si aggira intorno al 50% - 60% del totale. Lo riferisce Confcommercio. A Roma sono aperti tutti i mercati coperti e su area attrezzata. I mercati periodici, diversamente dal resto della regione, sono ancora chiusi come in Piemonte, Sicilia e in parte della Lombardia, compresa Milano. In Campania consentita soltanto l'attività di vendita dei prodotti alimentari. Nel resto del Paese le aperture sono a macchia di leopardo./p>

Un crollo dei consumi pari a quasi l'80% si è registrato in ristoranti, pizzerie, trattorie e agriturismi per effetto delle mancate riaperture, ma anche per il ridotto afflusso della clientela che ha provocato un drastico taglio delle forniture alimentari rispetto alla norma. E' quanto emerge da una stima della Coldiretti sull'inizio della Fase 2 con la possibilità per gli italiani di tornare a mangiare fuori casa. A pesare sul calo delle ordinazioni di cibo e bevande, sottolinea la Coldiretti, è in molti casi la decisione di non riaprire ma anche il calo delle presenze per la chiusura degli uffici con lo smart working e l'assenza totale dei turisti italiani e stranieri. Meno impattante in questa fase è, invece, il vincolo del rispetto delle distanze con la riduzione dei posti a sedere disponibili. Un duro colpo per l'economia, visto che la spesa per il cibo 'fuori casa' era il 35% del totale dei consumi alimentari per un valore di 84 miliardi di euro. Le difficoltà della ristorazione, ricorda la Coldiretti, hanno un effetto a valanga sull'agroalimentare con il mancato acquisto di cibi e bevande in industrie e aziende agricole.

"Io credo che sicuramente i bar e i ristoranti vadano gestiti con estrema attenzione, perché sono uno dei luoghi in cui bisogna fare in modo che le regole vengano rispettate nel modo più rigoroso possibile: se ci si comporta bene, si può andare avanti con aperture, altrimenti si rischia di creare qualche pasticcio". E' l'avvertimento del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, a proposito della riapertura delle attività di ristorazione. "In alcune Regioni si dice che il distanziamento tra membri della stessa famiglia non è obbligatorio, noi invece questa regola l'abbiamo voluta lasciare per evitare scuse: il distanziamento all'interno dei ristoranti è fondamentale e noi pretendiamo che venga rispettato da tutti", ha affermato Fontana

Si entra così nel vivo della 'Fase 2'. Dal 15 giugno via ai centri estivi. E il ministro degli Esteri Luigi Di Maio vuol riportare i turisti in Italia. In un vertice Ue dedicato al turismo assicura che 'dal 3 giugno l'Italia ripartirà a 360 gradi. Ci si potrà muovere tra regioni e siamo pronti ad accogliere in sicurezza cittadini europei che vogliono passare le loro ferie in Italia. Le nostre strutture sono pronte'. Ma niente "black list" tra i Paesi europei. Fredda la risposta di Berlino: "Bisognerà parlare". Pieno accordo nel dire no ad "accordi bilaterali" tra Paesi Ue.

Intanto, gli Orafi e Orologiai della Cgia invitano i propri clienti, con un apposito cartello, di abbassare la mascherina e guardare a volto scoperto la telecamera. Questo per una questione di sicurezza, per poter così riconoscere il volto della clientela. Una questione molto importante per orafi e orologiai che spesso sono a rischio furti e rapine. "Abbiamo riaperto in totale sicurezza ed opportunamente attrezzati - rileva Claudio Dozzo, presidente Categoria Orafi Artigiani - Temiamo, tuttavia, un acuirsi degli episodi di furti con destrezza e rapine, complice anche il fatto che le persone hanno l'obbligo di utilizzare le mascherine. È per questo che rivolgiamo un invito a tutti i nostri clienti con un cartello apposito: fatti riconoscere in sicurezza". La mascherina resta naturalmente un obbligo di legge e va sempre indossata per la sicurezza di tutti, tuttavia permette ai malintenzionati (purtroppo non sono mancati in questi anni anche a Mestre episodi di furti con destrezza) di travisarsi ulteriormente. Magari ricorrendo anche all'uso di occhiali, berretti, parrucche e quant'altro permetta di nascondere e travisare in parte il proprio aspetto. "Le nostre attività - conclude Dozzo - non possono operare con le porte dei negozi aperte, purtroppo non possiamo fare altrimenti".

Riapre giovedì 21 maggio, dopo oltre dieci settimane di chiusura per l'emergenza coronavirus, il Giardino di Boboli di Firenze che sarà accessibile sia dall'ingresso di Palazzo Pitti, sia attraverso la porta di Annalena tutti i giorni della settimana (dalle 8,45 alle 18,15). In una nota, le Gallerie degli Uffizi ricordano che all'interno del Giardino valgono tutte le norme nazionali e regionali per contrastare la diffusione del coronavirus: è vietato l'ingresso a persone con la temperatura oltre 37,5 gradi, è obbligatorio l'utilizzo della mascherina, è necessario mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,80 m, sono vietati assembramenti, i gruppi non possono eccedere il numero di dieci persone e le guide turistiche devono sempre utilizzare microfono e auricolari. La Grotta Grande e il Museo delle Porcellane rimarranno chiusi.

Ludoteche e parchi gioco rischiano di non risollevarsi dopo l'emergenza Coronavirus e su una stima di oltre 2.500 realtà che muovono una forza lavoro di 20 mila persone, il 50% è a rischio chiusura. Lo sostiene, in una nota, il gruppo nazionale 'Parchi Gioco e Ludoteche Italia' che partito dalla Lombardia con un'ottantina di adesioni, riunisce ora 620 attività in tutta la Penisola. "Eppure potrebbero essere sfruttate - sostengono - proprio per aumentare l'offerta di servizi alle famiglie che, durante l'estate, dovranno fare i conti con le limitazioni ai centri estivi, mentre i genitori riprenderanno a lavorare". Per sensibilizzare sulle difficoltà del settore hanno inviato lettere prima al governatore della Lombardia Fontana, poi al premier Conte e alla ministra Bonetti.

 

(Fonte: Ansa)

Lombardia, partono i saldi invernali. Parolini: "Confidiamo in una buona partecipazione come segnale di fiducia da parte dei consumatori". Regole e tutele per gli acquisti scontati

Domani, venerdì 5 gennaio, in Lombardia partono i tanto attesi saldi invernali.  La stima delle vendite di FederModaMilano (Confcommercio Milano) è di 426 milioni di euro, con un acquisto medio a famiglia di 360 euro e, a persona, di 165 euro. Sconti anche per gli acquisti dei prodotti tipici delle feste di Natale, offerti con ribassi fino al 70%, dai cotechini ai pandori, dai panettoni ai torroni, fino alla frutta secca. Parla l'assessore regionale allo Sviluppo economico: "Durante il periodo natalizio si sono registrati alcuni interessanti segnali di dinamismo negli acquisti, che spero proprio si possano consolidare nei prossimi giorni. L'auspicio è infatti che questa stagione di saldi invernali possa contribuire a segnare la ripartenza del mercato interno, con una nuova fiducia da parte dei consumatori e una rinnovata occasione per i commercianti di cogliere gli incoraggianti segnali di ripresa che vengono dal mercato" - (LEGGI TUTTO)


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"Per i saldi di inizio 2018 confidiamo in una buona partecipazione sia sul fronte della domanda interna, sia di quella internazionale espressa dai 'turisti dello shopping' attratti dall'unicita' dei prodotti Made in Italy, dalle nostre citta' d'arte e dall'eccellenza espressa dai nostri commercianti". Lo ha detto Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, all'antivigilia dei saldi invernali, che partiranno domani, venerdi' 5 gennaio.

"Durante il periodo natalizio - ha aggiunto Parolini - si sono registrati alcuni interessanti segnali di dinamismo negli acquisti, che spero proprio si possano consolidare nei prossimi giorni. L'auspicio e' infatti che questa stagione di saldi invernali possa contribuire a segnare la ripartenza del mercato interno, con una nuova fiducia da parte dei consumatori e una rinnovata occasione per i commercianti di cogliere gli incoraggianti segnali di ripresa che vengono dal mercato".

TUTELA CONSUMATORI - L'assessore Parolini, in qualita' di Presidente del Comitato Regionale per la tutela dei diritti dei Consumatori e degli Utenti, ha inoltre sottolineato che "i saldi devono costituire una sana opportunita' per il rilancio della domanda in un rapporto collaborativo tra esercenti e clienti, che deve essere improntato alla trasparenza. In questa prospettiva di legalita' e rispetto della concorrenza leale rivestono un ruolo molto importante i Comuni, che hanno il compito di controllare e di verificare il rispetto delle regole".

LE REGOLE - Parolini ha infine ricordato le regole che disciplinano la materia: "I commercianti hanno l'obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso applicato (e' invece facoltativa l'indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso); i prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale e, se cio' non e' possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli; se il prodotto risulta difettoso, il consumatore puo' richiederne la sostituzione o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.

Tutte le normative sono pubblicate e consultabili sul portale di Regione Lombardia nella sezione dedicata al Commercio".

Occhio alla spesa! Si pagheranno anche i sacchetti per frutta e verdura

Scontrini più pesanti dal 1 gennaio 2018. Oltre all'importo dei prodotti acquistati sarà aggiunto il costo delle buste leggere, con e senza manici, quelle, per intenderci, usate per imbustare frutta e verdura sfusa ma anche per carne, pesce, gastronomia e prodotti di panetteria. Saranno di materiale biodegradabile e compostabile e si parla di un prezzo fino a 10 centesimi al pezzo. Un onere in più che rischia di avere un'incidenza non indifferente sui conti delle famiglie


Non più solo gli shopper per portare a casa la spesa, diventano a pagamento anche i sacchetti di plastica leggeri. Dal 1 gennaio 2018 chi si troverà a fare acquisti in supermercati o in negozi avrà una brutta sorpresa alla cassa. Sullo scontrino, oltre all'importo dei prodotti acquistati, ci sarà infatti anche il costo delle buste leggere, con e senza manici, quelle per intenderci usate per imbustare frutta e verdura sfusa ma anche per carne, pesce, gastronomia e prodotti di panetteria.

QUANTO COSTERANNO I SACCHETTI - Il prezzo di ciascun sacchetto, che dovrà essere biodegradabile e compostabile, ancora non si conosce ma dovrebbe ammontare, secondo i primi rumors, dai 2 centesimi fino a un massimo di 10, ovvero il costo degli shopper da spesa oggi in vendita alle casse dei supermercati. Considerando che usare lo stesso shopper non sarà possibile avendo i prodotti prezzi diversi, bisognerà aggiungere all'importo di ogni alimento acquistato il costo, seppure di pochi centesimi, di tutti i singoli sacchetti utilizzati. Una spesa in più alle casse di supermercati e negozi che, a conti fatti, rischia di avere un peso non indifferente sul budget delle famiglie.

COSA PREVEDE LA NORMA - Le nuove norme sugli shopper, contenute nella legge di conversione del decreto legge Mezzogiorno che ha avuto il via libera lo scorso agosto, prevedono che anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri, ovvero con spessore della singola parete inferiore a 15 micron, siano biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%, e che siano distribuiti esclusivamente a pagamento. Si punta così a reprimere pratiche illegali tanto dannose per l’ambiente come quella dell'uso, per eludere la legge sugli shopper, di diciture quali 'sacchetti a uso interno'.

MULTE SALATE - Per chi contravviene la legge sono previste pesanti multe. Un sacchetto utilizzato nei reparti gastronomia, macelleria, ortofrutta, etc., che con diciture o in altro modo tentasse di porsi al di fuori della normativa, rappresenterà un’elusione di legge per la quale scatteranno sanzioni da 2.500 euro fino a 100.000 euro se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure se il valore delle buste fuori legge è superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

COSA NE PENSANO GLI ITALIANI - Quasi 6 italiani su 10 (il 58%) si dichiarano favorevoli all'introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile. Per quanto riguarda il pagamento di tali shopper, il 71% ipotizza un esborso economico mentre circa un intervistato su tre (29%) si dichiara assolutamente contrario. In ogni caso, il 59% valuta il costo di 2 cent per sacchetto del tutto accettabile; mentre una minoranza (13%) si dichiara in disaccordo. I dati emergono dal rapporto di ricerca integrato 'I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta' realizzato da Ipsos Public Affairs e presentato oggi all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo da Nando Pagnoncelli e Luisa Vassanelli. Il rapporto è uno studio integrato composto da una ricerca qualitativa e una ricerca quantitativa, con 1.000 interviste Cawi (Computer-Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni.

(Fonte: Adnkronos)

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