updated 10:10 AM UTC, Nov 27, 2020

Gran Bretagna, Johnson alleggerisce le misure anti-Covid. Dai pub ai ristoranti, dai negozi alle palestre, cosa cambia in vista di un Natale che "non sarà del tutto normale"

Il lockdown nazionale bis anti-coronavirus, imposto in Inghilterra dai primi di novembre per contrastare la seconda ondata di contagi, scadrà come previsto il 2 dicembre, ma sarà sostituito da uno schema complessivamente rafforzato di restrizioni parziali locali - graduate territorio per territorio a seconda dei dati - rispetto al periodo precedente.

Lo riporta la Bbc, anticipando l'annuncio del premier Boris Johnson previsto oggi in video collegamento con la Camera dei Comuni, che comunque delinea un alleggerimento dello scenario, con ok alla riapertura di negozi non essenziali e palestre (se garantito il distanziamento fra le persone e l'uso obbligato della mascherina al chiuso), oltre che di ristoranti e pub: questi ultimi con ripristino del coprifuoco alle 22 in vigore a ottobre come orario limite per le ultime ordinazioni, ma con diritto a rinviare la chiusura alle 23 per consentire agli avventori di consumare ciò che si sia già ordinato. Le nuove norme accompagneranno il Regno fino al periodo di Natale: periodo per il quale il governo Johnson ha concordato ieri con quelli locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord uno schema ad hoc valido per l'intero Regno Unito che dovrebbe prevedere un ulteriore rilassamento limitato a 5 giorni festivi in cui i contatti familiari torneranno a essere autorizzati fra nuclei non conviventi. Sebbene con un tetto massimo di persone e la precisazione di vari ministri che comunque "non sarà un Natale del tutto normale". 

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Covid, Natale, zone colorate e parametri: il governo incontra le Regioni. Attesa per cittadini, imprese e commercianti

Oggi il confronto tra l'esecutivo e gli Enti locali. Il ministro Speranza: "Sacrifici duri ma necessari a piegare la curva". Il piemontese Cirio avverte: "No al Natale come l'estate". Fontana per la Lombardia: "Nostri numeri da zona arancione. Raggiunto il picco, presto la discesa". La sindaca di Torino, Chiara Appendino: "Per fine mese stop alla zona rossa"


Covid, il coprifuoco a Natale sarà deciso dopo il 3 dicembre in base ai  dati sui contagi | La Nuova Riviera

Proposte per la revisione sulla classificazione delle zone e misure variabili a seconda delle province, premiando quelle virtuose anche all'interno di regioni rosse o arancioni e chiudendo in anticipo quelle più a rischio. E c'è anche chi aumenta la stretta ora, per scongiurare le Feste in lockdown.

E' partita la mediazione tra l'Esecutivo e i governatori, che puntano ad un graduale allentamento delle misure in vista del Natale: una data a ridosso della quale potrebbe essere previsto un Dpcm ad hoc.

Anche se il coordinatore del Cts, Angelo Miozzo precisa che "un Natale tradizionale ce lo dobbiamo scordare". E' ormai certo che resteranno ancora chiusi i circoli e le strutture sportive, le palestre i cinema e i teatri mentre uno spiraglio ci potrebbe essere per i negozi e i ristoranti, che potranno tornare "in semilibertà" se rispetteranno le regole che già hanno. E non sarà - spiega Miozzo - un "liberi tutti". Sono ancora tanti i punti interrogativi in vista del vertice con i territori convocato dal ministro per le Autonomie Francesco Boccia nelle prossime ore, a cui parteciperanno anche l'Iss e il ministro della Salute. La linea del Governo resta quella dell'ascolto, ma senza alcuna intenzione di modificare il sistema di monitoraggio. Regioni che sono state interpellate anche dal Commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri, il quale ha inviato loro le richieste per il Piano vaccini: riguarderà prima gli ospedali e le Rsa, per un totale di circa 1,7 milioni di persone. Per le successive somministrazioni su larga scala, invece, il piano prevede l'utilizzo di drive-through.

Lo stesso premier, Giuseppe Conte, è tornato sui 21 indicatori che determinano la classificazione in zone rosse, arancioni o gialle, chiarendo: "il sistema per parametri ci consente interventi mirati e di introdurre misure restrittive che siano limitate nel tempo e ben dosate sull'effettivo livello di rischio dei territori". I criteri non dovrebbero dunque subire modificazioni, così come avevano chiesto gli stessi governatori in una Conferenza delle Regioni, chiedendo un incontro urgente con il Governo. Il confronto ci sarà ma è lo stesso Boccia a spiegare che "non bisogna politicizzare i parametri perché sarebbe un errore renderli discrezionali senza il conforto della comunità scientifica".

La mano tesa dell'Esecutivo potrebbe arrivare con un dialogo più aperto nella Cabina di regia per il monitoraggio dei dati che arrivano dai territori, a cui partecipano tutte le componenti, esperti compresi. "Se in quella sede - aggiunge Boccia - dovesse venir fuori una valutazione scientifica che può consentire a un parametro di essere ponderato meglio o in maniera diversa, chiaramente la Cabina di regia può dare un contributo". Con il countdown in vista delle feste natalizie, non si può escludere che il Dpcm in scadenza il 3 dicembre possa essere prolungato per qualche altra settimana. Poi, potrebbe avvicendarsi un nuovo decreto ad hoc a ridosso del Natale. Tra le ipotesi - per non mortificare i consumi - ci sarebbe la possibilità di tenere i negozi per lo shopping aperti anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti e favorire comunque il commercio. Nel frattempo sul tavolo, tra le iniziative lanciate dalle Regioni c'è l'accelerazione dei tempi sulla revisione dell'assegnazione delle zone, in particolare per la promozione verso quelle meno restrittive (attualmente la forbice di tempo minimo è due settimane) e l'allentamento delle misure in quelle province dei territori della 'red zone' che hanno però dati più confortanti. C'è anche chi va in senso opposto anticipando chiusure per non rischiare di restare tra i bocciati a Natale. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, ha inviato una lettera al ministro Speranza per chiedere "l'adozione di un provvedimento che inserisca esclusivamente i territori delle province di Foggia e di Bat nella cosiddetta "zona rossa", in quanto caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto".

Anche per il governatore lombardo, Attilio Fontana, "è meglio un po' di cautela all'inizio che dover poi rincorrere una ripartenza della corsa del virus. Meglio un po' di cautela iniziale e cercare di metterci in sicurezza. Anche perché dobbiamo fare il Natale e dobbiamo farlo con una certa libertà. Noi abbiamo già iniziato una fase di leggero ma significativo miglioramento. Il nostro Rt è sceso in maniera sostanziale, tanto che in base ai numeri noi rientreremmo oggi in una zona arancione". Avere un Natale "il più normale possibile" è anche l'obiettivo del presidente della Liguria, Giovanni Toti. Ma - avverte il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, "se immaginiamo di farlo come qualcuno ha vissuto le settimane dell'estate, a gennaio o febbraio ritorneremo in questa situazione e non possiamo permettercelo". 

 

(Fonte: Ansa)

CHI ASSAGGIA? - Alla scoperta dei "Chakra" di Giovanni Aiello, enologo per amore del vino e della Puglia

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Giovanni Aiello: i vini

Giovanni Aiello è un giovane enologo e fondatore della omonima azienda vinicola in Puglia, la sua terra di origine. “Enologo per amore” è come lui si definisce e lo stile dei vini sono in grado di trasmettere in maniera chiara la sua passione nel produrli ed il territorio dal quale provengono. I vigneti sono a 300 m sul livello del mare tra i territori di Castellana, Putignano e Fasano. Il dislivello permette di avere una buona escursione termica tra giorno e notte, inoltre il vento fresco della Murgia crea un eccezionale microclima importante per il carattere aromatico e la maturazione delle varietà autoctone utilizzate da Giovanni Aiello. I vini prodotti in azienda iniziano con il termine Chakra”, centri energetici, riferito al percorso energetico nel quale si può scoprirei profumi e il gusto della Puglia attraverso i vini.

Giovanni Aiello - Enologo per amore | DoctorWine

Chakra Verde 2018 – Valle d’Itria IGT

Tipologia: Vino bianco fermo Uva: Verdeca

Produzione: Acciaio, Affinamento sulle fecce fini

Prezzo: 15 euro

Vino bianco paglierino con riflessi argentati e cristallino nella limpidezza. Il profilo olfattivo immediatamente sprigiona sentori di pompelmo giallo e pesca bianca; delicate sensazioni di aneto e acqua di cetriolo. Concludendo con toni di lievito di birra. Il vino al palato è vivace con fantastica tensione acida-minerale ma non manca la parte frutta in chiusura.

Chakra Rosso 2018 – Primitivo Gioia del Colle DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Uva: Primitivo

Produzione: Grappoli interi, Barrique e Tonneaux (1° e 2° passaggio)

Prezzo: 20 euro

Vino rosso  dal  carattere  rubino  acceso  e  di  buona  concentrazione. La chiave del vino è l’assoluta eleganza  con  toni  di  susina  e  ciliegia  maturi, insieme  ad  accenni  di  caffè  tostato, concentrato  di pomodoro e mirto. Il vino al palato è avvolgente con sensazioni tanniche non marcate e l’acidità marca un sorso dinamico. Il finale è lungo e saporito.

 Chakra: l'energia nei vini pugliesi di Giovanni Aiello enologo per amore

Altri vini da provare:

Chakra Blu 2018 – Valle d’Itria IGT

Tipologia: Vino spumante “Metodo Ancestrale”

Uve: Verdeca, Maruggio, Marchione

Prezzo: 15 euro

Chakra Essenza 2018 –Valle d’Itria IGT

Tipologia: Vino bianco fermo

Uva: Verdeca (vigne centenarie)

Prezzo: 18 euro

Chakra Rosato 2018 – Puglia IGT

Tipologia: Vino rosato fermo

Uva: Primitivo

Prezzo: 15 euro

Andrea Sala

Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier

Lombardia "zona rossa", la locomotiva d'Italia paga ancora il prezzo più alto. L'ira di Fontana: "Schiaffo in faccia alla gente. Noi nemmeno ascoltati"

"Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all'ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile. A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata – tuona il presidente Fontana –: informazioni vecchie di 10 giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica. Le richieste formulate dalla Regione Lombardia, negli ultimi giorni, non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita"


Zona rossa, ecco le misure da rispettare

- Vietato ogni spostamento, anche all'interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una Regione all'altra e da un Comune all'altro.

- Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. Asporto consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

- Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità.

- Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici.

- Didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado, per le classi di seconda e terza media. Restano aperte, quindi, solo le scuole dell'infanzia, le scuole elementari e la prima media. Chiuse le università, salvo specifiche eccezioni.

- Sono sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI e CIP. Sospese le attività nei centri sportivi. Rimane consentito svolgere attivita' motoria nei pressi della propria abitazione e attivita' sportiva solo all'aperto in forma individuale.

- Sono chiusi musei e mostre; chiusi anche teatri, cinema, palestre, attività  di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Per i mezzi di trasporto pubblico è consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico.

Gli ritirano la patente, torna con una ruspa e ribalta auto dei Carabinieri: arrestato e denunciato per tentato omicidio. Aveva partecipato a "4 ristoranti" di Alessandro Borghese

Alessio Madeddu, 51 anni, ristoratore di Teulada (Sud Sardegna) protagonista di un fatto ai limiti dell'incredibile. Nel 2018 fu tra i concorrenti della nota trasmissione tv condotta dal famoso chef in una puntata dedicata alla cucina marinara sarda


  

Ha rifiutato di sottoposi al test con l'etilometro e gli è stata ritirata la patente e lui per ripicca è tornato sul posto con una ruspa e ha ribaltato l'auto dei carabinieri, cercando anche di travolgerli. È accaduto durante la notte a Teulada, dove è stato arrestato Alessio Madeddu, 51 anni, ristoratore conosciuto anche per aver partecipato alla trasmissione di Alessandro Borghese "4 Ristoranti".

L'uomo è accusato di tentato omicidio, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio è avvenuto lungo la provinciale 71 a Teulada. I carabinieri transitando in zona hanno visto un uomo che camminava al centro della carreggiata. Lo hanno fermato per chiedergli cosa fosse accaduto e lui ha risposto di aver perso il controllo del suo Fiat Ducato perché abbagliato da un altro veicolo ed essere finito fuori strada. I militari non hanno creduto alla storia, sia per il tipo di tracce sull'asfalto, ma anche per il comportamento del 51enne.

Gli hanno chiesto di sottoporsi al test con l'etilometro, ma lui ha rifiutato. È stato quindi denunciato e gli è stata ritirata la patente. Il 51enne, dopo aver minacciato i militari, si è allontanato con un'auto che intanto era venuto a prenderlo. Poco dopo è tornato in zona a bordo di una ruspa, con la quale, nonostante i carabinieri gli intimassero di fermarsi, ha sollevato l'auto dell'Arma, ribaltandola. Infine ha anche tentato di travolgere i militari che si sono rifugiati nel boschetto vicino. L'uomo si è poi allontanato e mentre i carabinieri avviavano le ricerche è tornato accompagnato dal padre, consegnandosi ai militari.

L'auto dei carabinieri distrutta (foto Pili)

Nuovo Dpcm, lo schiaffo dell'Alto Adige a Conte: ristoranti aperti fino alle 22 e si potrà sciare liberamente. Uno Stato nello Stato?

Locali aperti, stesso discorso per funivie e impianti sciistici, non solo per atleti professionisti, ma per chiunque voglia trascorrere una giornata in montagna. Approvata e destinata a far discutere l'ordinanza della Provincia autonoma di Bolzano, che nonostante le restrizioni dell'ultimo Dpcm in materia di Covid, ha deciso di remare in direzione opposta. I comprensori montani di Solda e Val Senales resteranno fruibili a tutti, coerentemente con le disposizioni contenute nel provvedimento del presidente Arno Kompatscher. I bar chiuderanno alle 20 e i ristoranti alle 22, coprifuoco dalle 23 alle 5


Kompatscher on tour a Bolzano | Salto.bz

In Alto Adige fino al 24 novembre è in vigore un'ordinanza "anti-Dpcm": coprifuoco tra le 23 e le 5; chiusura anticipata per bar e ristoranti rispettivamente alle 20 e alle 22; da mercoledì 50% di didattica a distanza alle scuole superiori. "Il numero delle persone positive al Covid-19 sta rapidamente aumentando in tutta Europa, in tutta Italia e in tutto l'Alto Adige. Dobbiamo intervenire subito, cercando comunque di salvaguardare il più possibile scuole e attività economiche", ha spiegato il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher.

L'ordinanza della Provincia autonoma di Bolzano -  Dopo la seduta in video-conferenza della giunta provinciale sul nuovo Dpcm emanato dal governo, l'esecutivo di Palazzo Widmann ha deciso di elaborare una nuova ordinanza che sarà in vigore in tutto il territorio provinciale  sino al 24 novembre.

"Di fatto - spiega Kompatscher - recepiremo gran parte del nuovo Dpcm nazionale con alcuni adattamenti alla realtà locale in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia e dalla legge provinciale sulla fase 2 dello scorso maggio".

Diversamente dal livello nazionale, in Alto Adige i bar dovranno chiudere alle ore 20 e i ristoranti alle ore 22, ma dalle ore 18 la somministrazione di cibi e bevande potrà avvenire solamente al tavolo, con posti assegnati e un massimo di 4 persone per tavolo, eccezion fatta per i famigliari conviventi.

Tassativo, inoltre, il divieto di consumazione in piedi, sia nei pressi dei locali, sia sul suolo pubblico. "Comportandoci in maniera responsabile possiamo tenere la situazione sotto controllo dal punto di vista sanitario, evitare misure ancora più drastiche e tornare in tempi più rapidi a una vita il più possibile normale", conclude Kompatscher. 

Alpe di Siusi - il migliore comprensorio sciistico in Trentino Alto Adige

Bond (Fi): Alto Adige? Stato nello Stato colpisce ancora - "Cosa possono fare gli inermi baristi e ristoratori di tutti quei territori bellunesi confinanti con l'Alto Adige? Niente. Di qua dal confine saranno costretti a chiudere alle 18 e rispettare il coprifuoco previsto dall'ultimo Dpcm, dall'altra parte invece faranno come vogliono, lavorando fino alle 22". Lo dice in una nota il deputato di Forza Italia Dario Bond, intervenendo sulla nuova ordinanza provinciale firmata dal governatore altoatesino Kompatscher, che lascia aperti i bar fino alle 20 e i ristoranti fino alle 22, oltre a limitare l'uso della didattica a distanza.

"Uno schiaffo alle regole. Se è vero che tutti dobbiamo rispettare il Dpcm per la salute collettiva, non è tollerabile che Bolzano faccia, come sempre, quello che vuole. Nella Provincia autonoma il virus può circolare liberamente fino alle 22? Pensiamo alla concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori di Cortina, di Arabba, di altre località bellunesi di confine, costretti a chiudere alle 18, mentre i loro competitor, a qualche chilometro di distanza, possono continuare a lavorare. Lo Stato nello Stato ancora una volta colpisce e crea danni enormi".

 

Nuovo Dpcm, il dramma di ristorazione e agroalimentare. Anche chi aveva successo ora dice: "In queste condizioni meglio chiudere"

Perso il 98% degli affari. Così è meglio chiudere”. Sui giornali di oggi le reazioni, comprensibilmente dure, al nuovo Dpcm in vigore da oggi che ferma bar e ristoranti alle 18.00


I locali possono restare aperti tutti i giorni -domenica compresa - fino alle 18.00 con limitazioni per numero di persone anche al singolo tavolo (più di quattro solo se conviventi) e poi fare asporto fino a mezzanotte (salvo diverse disposizioni regionali). Una misura che mortifica e abbatte un intero settore già fortemente provato e, come sottolinea Coldiretti, avrà ripercussioni su tutto il settore agroalimentare.

Il Dpcm, su questo punto, ha incontrato l’opposizione di diversi Governatori, come Zaia e Toti, oltre che di molti nomi di riferimento del settore. Da leggere Mariella Tanzarella che su Repubblica Milano dà un primo quadro delle strategie messe in campo dagli operatori: chi cambia orario invertendo il pranzo con la cena, chi punta su take away e delivery ma c’è anche chi ha deciso di chiudere (“Perché ora in una città come Milano non ha senso tenere aperto” come dichiarato da Diego Rossi del Trippa locale che fino a prima delle chiusure registrava il sold out ogni sera).

Così ci rovinano” è il laconico pensiero di Knam mentre su QN interviene Iginio Massari: “Così a rischio anche il Natale” perché la gente, spaventata e scoraggiata, potrebbe decidere di chiudersi in casa. @ Intanto tra le “vittime” eccellenti della nuova peggiorata situazione si annovera anche la Fiera del Tartufo di Alba che sospende gli eventi in presenza e il mercato e si affiderà unicamente alla propria proposta digitale come l’Alba Digital Truffle Lab e Langhe Digital Wine Lab.

 

(Fonte: ilgolosario.it)

Nuovo Dpcm, Toti: "Colpiti sempre i soliti, la protesta rischia di crescere"

Secondo il presidente della Regione Liguria il rischio "è che il prezzo più salato di questa seconda ondata lo paghino ristoratori, proprietari e lavoratori di bar e locali"


"Colpiti sempre i soliti e la protesta rischia di crescere". Il governatore della Liguria Giovanni Toti si dice “preoccupato dallo sviluppo della pandemia e dalla mole di pazienti negli ospedali” e in un’intervista a Repubblica dichiara: “La pressione sulle terapie intensive non è emergenziale e il tasso di mortalità è più basso” ma “alla fine il rischio è che il prezzo più salato di questa seconda ondata lo paghino sempre gli stessi: ristoratori, proprietari e lavoratori di bar e locali”.

E aggiunge: “Si fa presto a dire cancelliamo il superfluo”. In una seconda intervista alla Stampa, Toti osserva: “Resto convinto che sarebbero più utili misure per proteggere o lasciare a casa le persone più fragili, gli anziani e chi convive con varie patologie” e a tale proposito propone di “segmentare la popolazione per proteggere quelle persone” come se si facessero dei lockdown a carattere anagrafico. Ma ammette: “Non siamo mai arrivati a questo punto di discussione”.

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