Log in
updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

Via ai saldi in tutta Italia: 6 su 10 faranno acquisti, ma il budget scende del 20% (116 euro a persona)

Saldi estivi al via ufficialmente in tutta Italia. Dopo l'apertura anticipata di Sicilia e Calabria (il primo luglio), Campania (21 luglio) e Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (la scorsa settimana), oggi le vendite di fine stagione partono in tutte le restanti regioni d'Italia. Lo ricorda Confesercenti in una nota nella quale riporta i dati del sondaggio realizzato con Swg, condotto su un campione dimille consumatori e di 6000 imprese dell'abbigliamento e delle calzature - (LEGGI TUTTO)


Bennet Saldi | Ipermercati Bennet

Saldi estivi finalmente al via. Dopo l’apertura anticipata di Sicilia e Calabria (il primo luglio), Campania (21 luglio) e Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (la scorsa settimana), oggi sabato primo agosto le vendite di fine stagione partono in tutte le restanti regioni d’Italia. Stando a un'analisi di Confesercenti-Swg il pubblico è in crescita, 6 italiani su 10 faranno acquisti ma il budget previsto scende a 116 euro a persona con un calo del 20%.

Secondo il consueto sondaggio Confesercenti-Swg sui saldi di fine stagione, condotto su un campione di mille consumatori e di 600 imprese del commercio di abbigliamento e calzature, le prospettive sono timidamente positive, con un interesse dei consumatori in crescita: 6 italiani su 10 hanno già deciso di acquistare (o già acquistato, nelle regioni in cui le vendite sono già partite). Un dato quasi doppio rispetto al 33% registrato in occasione dei saldi estivi dello scorso anno. In calo, invece, il budget medio previsto per gli acquisti, che passa a 116 euro, il 20% in meno di quanto allocato lo scorso anno (146 euro).

Il confronto con lo scorso anno è condizionato dallo spostamento delle date di partenza. Solitamente, infatti, segnala la Confesercenti, i saldi estivi prendono il via il primo weekend di luglio, mentre quest’anno la Conferenza Stato Regioni ha deciso di posticipare l’apertura delle vendite a saldo al primo agosto, vista la ripartenza difficile: nei due mesi di riapertura piena delle attività (giugno e luglio) le imprese del settore hanno registrato un calo medio del 26% del fatturato. La scelta di posticipare i saldi, però, ha diviso i commercianti: il 50% condivide lo spostamento, mentre il 33% si è detto contrario. Due negozi su dieci, proprio per questo, hanno praticato promozioni pre-saldo nel mese di luglio.

Anticipi o no, i consumatori sembrano comunque orientati a sfruttare l’occasione dei saldi su più canali di vendita. Con buone previsioni per i negozi indipendenti: il 29% segnala di voler compiere qui i propri acquisti, una quota di poco inferiore a chi sceglie le grandi catene (33%). Il 26% comprerà anche in un outlet, mentre il 16% si rivolgerà ad un negozio di un brand in franchising. Farà shopping online, invece, un quarto (25%) degli intervistati.

Sono le scarpe e le magliette i prodotti più ricercati negli acquisti che oggi vedono l'avvio definitivo, in tutt'Italia, dei saldi estivi. Stando alla ricerca Confesercenti-Swg, le calzature sono nella lista degli acquisti da fare del 56% dei consumatori che parteciperanno ai saldi, il 48% per le magliette. Percentuali più alte del solito, indice forse di ‘acquisti rimandati’ negli ultimi mesi. Seguono, nei desideri dei clienti, camicie e camicette (indicate dal 32%), intimo (26%) e costumi (18%).

Covid, cosa sta succedendo in Italia. Tra nuovi focolai e calo dei ricoverati con sintomi, pochi in terapia intensiva. Pesa l'importazione del contagio dall'estero

L'Istituto Superiore di Sanità: Rt sopra 1 in otto regioni. Il Veneto ha l'indice più alto. Poi Sicilia e Campania. Lombardia e Piemonte entrambe sotto 1. Fontana: mascherine al chiuso fino al 10 settembre


La Campania potrebbe uscire dall'emergenza Covid il 9 maggio, la ...

Continua la risalita dei contagi da coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore i casi di positività sono aumentati di 379 (ieri erano stati 386 in più), secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 9 (ieri erano state 3). I tamponi effettuati sono stati 68.444, in ulteriore aumento di quasi 7 mila rispetto a ieri. I nuovi casi si registrano soprattutto in Veneto (+117) e in Lombardia (+77). Una sola regione senza nuovi contagiati, la Valle d'Aosta.

Tornano a diminuire i pazienti in terapia intensiva che in 24 ore passano da 47 a 41 (-6). Calano anche i ricoverati con sintomi (-32), che sono ora 716. Le persone in isolamento domiciliare sono 11.665 (+230), gli attualmente positivi 12.422 (+192). I dimessi e guariti sono 199.974 (+178). I casi totali sono ora 247.537, i deceduti 35.141.

"Persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, talvolta associati all'importazione di casi da Stati esteri. Il numero di nuovi casi di infezione sebbene rimanga nel complesso contenuto mostra una tendenza all'aumento. Si ribadisce di rispettare i provvedimenti quarantenari, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena e sia a seguito di richiesta dell'autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale". E' quanto si legge nel monitoraggio settimanale condotto dall'Iss e dal ministero della Salute.

"Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da SARS-CoV-2 in Italia - prosegue la nota dell'Iss-Ministero della Salute - sebbene non in una situazione critica, mostra dei segnali che richiedono una particolare attenzione. A livello nazionale, si osserva un aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale = 0.98, sebbene sia maggiore ad 1 nel suo intervallo di confidenza maggiore.

LA SITUAZIONE NELLE REGIONI

"Le stime Rt tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in otto Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante". È quanto emerge dal monitoraggio Iss-ministero della Salute in cui si sottolinea che "persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali"In quasi tutte le Regioni/PPAA sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente. Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 736 focolai attivi di cui 123 nuovi. E' quanto fotografa il monitoraggio Iss-Ministero Salute. Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell'infezione,vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l'origine. Questo evidenzia - prosegue l'Iss - come ancora l'epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si segnala in alcune Regioni/PA la presenza di nuovi casi di infezione importati da altra Regione e/oda Stato Estero. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida. Negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in otto Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo - conclude l'iss - deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante. E' il Veneto la regione con l'indice Rt piu' alto in Italia secondo il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanita' e del Ministero della Salute, con un valore di 1.66. Seguono la Sicilia (1.55), la Campania (1.44), entrambe la scorsa settimana sotto il valore soglia di 1. La Lombardia e il Piemonte invece si attestano ad un valore inferiore: 0.96 per la prima e 0.87 per la seconda.

IL VENETO. Per il governatore del Veneto Luca Zaia  "clinicamente in questo momento non siamo in emergenza". "Abbiamo beccato i 131 positivi - spiega Zaia riferendosi ai nuovi casi di positività al Covid, tra i quali i 132 positivi (131 migranti e un mediatore culturale) riscontrati nel Centro di accoglienza dell'ex Caserma Serena di Casier, nel Trevigiano. - perché avevamo trovato tre sintomatici". Zaia sottolinea che i focolai in Veneto sono complessivamente 45. La comunità "deve avere la tranquillità" che dal Centro migranti di Casier "non si può uscire e non si può entrare per andarsi a prendere il virus" ha precisato Zaia. "I veneti hanno trascorso mesi chiusi in casa - puntualizza, alludendo alle proteste di alcuni migranti per l'isolamento - non capisco perchè questi signori stiano già alzando la voce perchè vogliono uscire. Qui si vede se esiste lo Stato oppure no". Per Zaia "resta sottinteso che strutture come l''ex caserma Serena e altre che ha il Veneto devono essere dismesse. E' ormai certificato che questo sistema di ospitalità è fallimentare, lo è socialmente, culturalmente, sanitariamente, economicamente, in tutti i sensi".

IL PIEMONTE- Preoccupa anche la situazione in Piemonte dove nell'ultima settimana i nuovi casi di positività al Covid-19 sono quasi raddoppiati a causa del focolaio fra gli stagionali di Saluzzo e dei casi importati da altre Regioni e dall'estero come ha riferito il presidente della Regione, Alberto Cirio, in occasione della firma del protocollo con i sindacati per la nascita di un Tavolo permanente sulla sanità. I dati saranno contenuti nel report sull'ultima settimana che il ministero della Salute trasmetterà oggi sul monitoraggio della Fase due.

LA SARDEGNA- In Sardegna intanto salgono a 1.404 i casi di positività al Covid-19 accertati dall'inizio dell'emergenza. Nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale si registrano 10 casi positivi, riconducibili a migranti arrivati nell'Isola nei giorni scorsi. Resta invariato il numero delle vittime, 134. In totale sono stati eseguiti 106.345 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono tre, nessuno in terapia intensiva, mentre 30 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.234 pazienti guariti, più altri 3 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 1.404 casi positivi complessivamente accertati, 261 sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 116 nel Sud Sardegna, 61 a Oristano, 83 a Nuoro, 883 a Sassari.

LA LOMBARDIA-  In Lombardia permane l'obbligo di utilizzare la mascherina al chiuso fino al 10 settembre mentre all'aperto è necessaria nel caso in cui non sia possibile garantire il distanziamento sociale. E' comunque indispensabile averla sempre con sé e indossarla anche sui mezzi di trasporto pubblico. Lo prevede la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in vigore dal primo agosto al 10 settembre.

 

(Fonte: Ansa)

 

  • Pubblicato in Salute

Migranti in Sicilia, da Musumeci un allarme e un atto d'accusa: "Rischi per l'ordine pubblico, lo Stato intervenga. Situazione prevista già a marzo, c'era tutto il tempo per una strategia, invece si vive alla giornata"

"Lancio un allarme serio, senza pregiudizi politici: ho il dovere di rappresentare al Comitato la preoccupazione diffusa tra i cittadini, se alimentiamo la tensione senza dimostrare che lo Stato ha intenzione di cambiare metodo trasformiamo una situazione sanitaria in un situazione di ordine pubblico". E' uno dei passaggi più duri dell'audizione del governatore della Sicilia, Nello Musumeci, al Comitato Schengen


Immigrati: non si fermano gli sbarchi in Sicilia - IlSudOnLine

"L’arrivo di migliaia di migranti sulle coste siciliane era già previsto lo scorso mese di marzo, c’era tutto il tempo per definire una strategia che fosse compatibile con l’esigenza di salvaguardare la salute di tutti. Invece ancora oggi si vive alla giornata". E' l’atto di denuncia del governatore siciliano Nello Musumeci che sta parlando alla commissione Schengen in Parlamento.

C'è approssimazione, superficialità e impotenza da parte degli organi di Stato nell'affrontare il fenomeno migratorio”, ha continuato Musumec. "L'arrivo di migliaia di migranti era prevista - ha ribadito - invece non c’è un protocollo che metta insieme le competenze dello Stato e quelle della Regione. Senza il sistema sanitario regionale, pur fortemente provato dall'emergenza Covid, lo Stato non sarebbe in grado di accertare le reali condizioni di salute dei migranti al momento dello sbarco. Il personale dello Stato resta sottodimensionato rispetto alle attuali esigenze del fenomeno che appare fuori ogni controllo”.

"Qui nessuno crea allarme, men che meno il sottoscritto", ha detto ancora Musumeci aggiungendo: "Non si può parlare di mancanza di collaborazione, più di quello che facciamo non possiamo fare. E se aumentano gli sbarchi non potremo più fare quello che già stiamo facendo con difficoltà". E ricorda: "Sono stato io a chiedere l’intervento dell’esercito- dice - ma nessuno può pensare e la Regione possa sostituirsi a compiti attenenti allo Stato".

"Non è vero che sia sotto controllo l'hotspot di Lampedusa. Il sindaco dell'isola ha chiesto lo stato d'emergenza non solo per le condizioni di salute, ma anche per quelle sociali ed economiche”, ha sottolineato Musumeci durante l’audizione al Comitato Schengen. “La Regione siciliana ha accolto la delibera del consiglio comunale, l'ha fatta propria e l'ha inviata al governo centrale per ottenere lo stato d'emergenza per Lampedusa, ma Roma non ha risposto- commenta -Anche la sindaca del M5s di Porto Empedocle ha detto 'Siamo esasperati’”. “Noi più di quello che facciamo, non possiamo fare e temo che se dovessero aumentare gli sbarchi non saremmo in grado di garantire neppure quanto attualmente operiamo”, afferma.

"Non si può chiedere ai cittadini di tenere mascherina, guanti, mantenere un metro di distanza" e poi consentire "che in un locale di mille, ottocento o settecento metri stiano 300-500 persone delle quali non si conosce lo stato di salute. Questa condizione, così come viene gestita, non può assolutamente continuare", ha affermato poi il governatore siciliano.

"Questo fenomeno non è gestibile dalla Sicilia che ha larghe fasce di povertà e gravi difficoltà economiche e vive di turismo. Non possiamo farci carico solo noi di tutto questo. La pazienza e la sopportazione sono nel nostro codice genetico, ma anche queste hanno un limite", dice ancora Musumeci che aggiunge: "L’Europa cinica che si gira dall’altra parte ogni tanto dovrebbe guardare anche verso il Mediterraneo".

Gioco d'azzardo patologico, in Lombardia si combatte così. Lo sportello all'ospedale Niguarda di Milano per le vittime e i loro familiari. Dalla Regione 12 milioni negli ultimi due anni per la lotta alla ludopatia (VIDEO)

"Iniziative come ‘Spazio Gio’ ci permettono di 'fare squadra' per aiutare chi cade nel tunnel del gioco d’azzardo patologico a rialzare la testa e a riguadagnare il controllo della propria vita, liberandosi una volta per tutte dalla schiavitù della scommessa". Così l'assessore di Regione Lombardia  alle Politiche sociali, Abitative e Disabilità, Stefano Bolognini, a margine di una visita effettuata  allo sportello per la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico, allestito all'Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda - (VIDEO)


Monza, controlli alle slot machine non a norma: in sei mesi ...

Un punto di riferimento

“Il presidio allestito al Niguarda – ha detto Bolognini – è stato pensato per intercettare quei casi ancora allo stadio intermedio della patologia e orientarli verso i servizi di sostegni. Si tratta di un corner temporaneo, operativo per alcuni giorni al mese, nelle aree di maggior afflusso dell’ospedale. La sua presenza aiuta a sensibilizzare sulla reale dimensione del fenomeno e contribuisce anche a formare gli operatori sanitari dell’ospedale”.

 Dati allarmanti

“Secondo i primi dati 2019 forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – ha aggiunto – in Italia il fenomeno è in crescita del 3,5% rispetto al 2018. La raccolta pro-capite è pari a 2.180 euro. Nel complesso siamo a valori intorno ai 110,5 miliardi di euro: 74,1 miliardi da gioco su rete fisica e 36,4 dall’online. Se la prima risulta in calo per la seconda si prospetta una ascesa importante, influenzata purtroppo anche dal ‘lockdown’ e dalle condizioni di isolamento imposte dalle misure per limitare il contagio. In Lombardia gli ultimi dati disponibili evidenziano per la raccolta da gioco su rete fissa 14,5 miliardi di euro. La ‘spesa’, cioè le perdite dei giocatori, si attesta provvisoriamente a 3,3 miliardi di euro”.

Un primato preoccupante, in testa Como e Sondrio

Nel 2018 erano 10.718 gli esercizi con apparecchi newslot attivi in Lombardia e circa 44.000 gli apparecchi in esercizio (17% del totale nazionale).

“I dati provvisori per il 2019 – ha continuato – mettono in evidenza che la nostra regione è la seconda d’Italia, dopo l’Abruzzo, per consumo pro-capite di gioco d’azzardo legale. Siamo a una media di 1.725 euro a persona. Le province di Como con 2.032 euro a testa, Sondrio con 1.877 euro, Brescia con 1.850 euro e Bergamo con 1.805 euro sono quelle con valori superiori alla media regionale. Per la provincia di Milano il dato pro-capite è di 1.774 euro”.

Impegno concreto anche dal punto di vista economico

“A questo proposito, Regione Lombardia – ha sottolineato – ha messo a disposizione dal 2018 a oggi complessivamente 12 milioni di euro, oltre ai quasi 2 milioni destinati ai progetti realizzati dagli Enti locali, per azioni di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico. Tra questi ‘Spazio Gio’ – ha aggiunto Bolognini – rappresenta un progetto che vogliamo replicare anche in altri ospedali e in differenti contesti. La messa a sistema di queste realtà è una sfida e anche una grande opportunità. Permetterà un migliore utilizzo delle risorse e il potenziamento delle attività di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico nelle comunità”.

L’importanza di fare sistema con le realtà locali

“Dal 2018 – conclude l’assessore – abbiamo dato una decisa accelerata nella programmazione, organizzazione e impostazione degli interventi per il contrasto di questo fenomeno. Al finanziamento diretto di singoli progetti abbiamo preferito interventi e progettualità in cornici di programmazione locale, con importanti sinergie anche con il mondo del volontariato”.

(Fonte: Lombardia Notizie)

E' Luca Zaia il governatore più amato d'Italia, Zingaretti il peggiore. Il barese Decaro guida la classifica dei sindaci. Ma c'è una tendenza politica chiara

Il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Bari (e presidente dell'Anci) Antonio Decaro sono gli amministratori locali più popolari in Italia. Entrambi, anche sotto la spinta dell'emergenza Covid-19, ottengono un consenso quasi plebiscitario: se si votasse in questo momento otterrebbero il 70% delle preferenze. I quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra (secondo Fedriga del Friuli Venezia Giulia). Lo rivela il Governance Poll 2020, un'indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Noto Sondaggi


Massimiliano Fedriga - Informazioni | Facebook

Luca Zaia, tra i governatori, e Antonio Decaro, tra i sindaci, sono gli amministratori locali più popolari, secondo quanto emerge dai risultati del 'Governance poll 2020', pubblicati oggi sul 'Sole 24 Ore', un’indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per 'Il Sole 24 Ore del Lunedì' da Noto Sondaggi.

quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra con al primo posto Zaia, seguito da quelli del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dell'Umbria Donatella Tesei e della Calabria Jole Santelli. Al quinto posto, primo presidente di centrosinistra, c'è il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il cui gradimento risulta in aumento. A seguire i presidenti del centrodestra di Abruzzo Marco Marsilio, al sesto posto, seguito da quello del Piemonte Alberto Cirio, da Giovanni Toti (Liguria) che ottiene lo stesso gradimento di Christian Solinas (Sardegna). E ancora il governatore di centrosinistra della Toscana, Enrico Rossi, della Campania Vincenzo De Luca. Al 12esimo posto, Sebastiano Musumeci presidente della Sicilia, seguito dal governatore della Lombardia Attilio Fontana, del Molise Donato Toma e della Basilicata Vito Bardi, tutti e quattro di centrodestra.

Alla fine della classifica, tre presidenti di centrosinistra: il governatore delle Marche Luca Ceriscioli e il presidente della Puglia Michele Emiliano che ottengono lo stesso indice di gradimento mentre in fondo alla classifica c'è il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "L'onda di piena della pandemia investe anche la politica locale", osserva 'Il Sole 24 Ore' commentando i dati parlando di "un doppio dualismo che nella Lega esalta il presidente veneto Zaia e schiaccia il lombardo Fontana, e nel Pd innalza l’emiliano-romagnolo Bonaccini e fa sprofondare il laziale Nicola Zingaretti. Che, però, è il segretario Dem".

DECARO SUL PODIO DEI SINDACI - La classifica sul livello di gradimento dei sindaci incorona Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, con un ampio 69,4%, affiancato sul podio dal messinese Cateno De Luca e da Giorgio Gori, sindaco della Bergamo martoriata dall’epidemia, ex aequo con Marco Bucci sindaco di Genova.

Al contrario agli ultimi posti della classifica ci sono Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e Virginia Raggi, prima cittadina di Roma, appaiati con un solo decimale di scarto (38,1% contro 38,2%). A far loro compagnia a fondo classifica ci sono Salvo Pogliese a Catania, Giuseppe Falcomatà a Reggio Calabria, Rinaldo Melucci a Taranto e Luigi De Magistris a Napoli. La classifica va male anche per Chiara Appendino, che dopo i primi mesi a Palazzo di Città alla guida di Torino vinceva di slancio la corsa del Governance Poll, mentre ora sprofonda alla casella numero 97: un po’ meglio della collega del Campidoglio e un poco peggio rispetto al Nisseno Roberto Gambino, che al 91esimo posto chiude la non esaltante terna a Cinque Stelle alla guida dei capoluoghi di Provincia.

Coronavirus, in Italia criticità bassa ma l'emergenza non è finita: tre regioni con indice di contagio Rt sopra 1. Attenzione ai nuovi focolai

Il quadro generale dell'infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità - secondo il monitoraggio settimanale dell'Iss - con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (dall'8 al 21 giugno) di 5.98 casi per 100.000 abitanti. In lieve diminuzione i nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. In aumento alcune stime dell'indice di contagio Rt, in linea con il lieve aumento dei casi nella scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati focolai


"In quasi tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana in alcune Regioni e province autonome. Tale riscontro in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Tuttavia, la presenza di focolai, anche di una certa rilevanza numerica, mostra come il virus continui a essere in grado, nelle attuali condizioni, di trasmettersi in modo efficace. Questo conferma che l’epidemia da Sars-Cov-2 non è affatto conclusa in Italia". E' quanto riporta il monitoraggio del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità, relativo alla settimana 15-21 giugno.

Sono tre le Regioni con indice di contagio Rt sopra 1: Emilia Romagna (1.01), Lazio (1.24) e Lombardia (1.01) secondo i dati relativi alla settimana dal 15 al 21 giugno. La Toscana sfiora l'Rt 1 fermandosi a 0.96. L'Umbria unica con Rt a zero.

"Alcune stime" per l'indice di contagio "Rt questa settimana sono in aumento, riflettendo il lieve aumento nel numero di casi" di Covid-19 "diagnosticato la scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati alcuni focolai", rileva il monitoraggio secondo cui "persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali".

"La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda fase di transizione, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Sebbene questo descriva una situazione epidemiologicamente fluida che richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico", si legge ancora.

"E' essenziale mantenere elevata l'attenzione - ribadisce il report - e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l'epidemia" di Covid. "E' anche fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull'importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico".

  • Pubblicato in Salute

Scuola, c'è l'accordo con le Regioni: si riparte il 14 settembre, l'1 per i recuperi. Confermato il distanziamento di un metro, didattica a distanza solo per le superiori

Regioni ed enti locali hanno dato parere positivo alle linee guida sul rientro in classe. L'unica a dire no è stata la Campania del governatore Vincenzo De Luca, che ha espresso polemicamente il suo "disaccordo con le misure" e ribadito la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione, per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" - (LEGGI TUTTO)


A settembre tutti a scuola, anche all'aperto se necessario ...

Regioni ed Enti Locali hanno dato il via libera alle nuove linee guida per il rientro a scuola da settembre. "Un ottimo risultato" e "le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali". E' il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

"Le scuole riapriranno l'1 settembre per i corsi di recupero e il 14 c'è la riapertura vera e propria". Lo ha ufficializzato il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro, intervenuto a SkyTg24. "Il 20 settembre - ha aggiunto - spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell'occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente".

"La didattica a distanza sotto i quattordici anni non si fa - ha detto De Cristofaro -, si fa soltanto per la scuola secondaria di secondo livello ma in condizioni assolutamente residuali, quando è proprio impossibile dare vita alla didattica normale. L'impegno e l'obiettivo del Governo è riportare dal 14 settembre tutti gli studenti in aula in presenza e immaginare la didattica a distanza come vera e propria extrema ratio".

Nella bozza del documento è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. "Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione", si legge nella bozza.

La nuova bozza del Piano sul rientro a scuola prevede l'istituzione di "Conferenze dei servizi, su iniziativa dell'Ente Locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze".

"Lo scopo - si legge nella bozza - sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi".

Grande soddisfazione" è stata espressa dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.

"Un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali", afferma  il ministro della Salute Roberto Speranza. "È essenziale - aggiunge - investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito".

"Non daremo l'intesa, non diremo che siamo d'accordo con le misure che saranno prese". Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla conferenza Stato-Regioni sulla scuola, che ribadisce la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" "Non daremo l'intesa perché consideriamo irresponsabile il voto il 20 settembre e non è stato definito l'organico dei docenti", ha aggiunto.

L'autonomista che non ti aspetti. Il "rosso" Bonaccini avverte il governo: "O dà due miliardi alle Regioni o interrompiamo le relazioni istituzionali". E intanto studia da leader...

Brusco ultimatum a Conte da Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, in una videoconferenza sull'assestamento al bilancio 2020 della Giunta emiliana. Il governatore è accreditato da più parti come uno di quelli maggiormente accreditati alla guida del Pd e forse a qualcosa di più a livello nazionale. Lui non si nasconde, anzi, si fa sentire e incalza la sua parte politica


"Col Governo bisogna che arriviamo un accordo, o stanzia altri 2 miliardi di euro per le Regioni a statuto ordinario o interrompiamo le relazioni istituzionali". Così Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, in una videoconferenza sull'assestamento al bilancio 2020 della Giunta emiliana.

Sulla scuola "le Regioni pretendono di trovare un accordo insieme ai Comuni e alle Province. Stiamo lavorando per questo, abbiamo lavorato intensamente tutta la notte. Vediamo", spiega. "Mi auguro si possa trovare" un accordo, aggiunge, "altrimenti noi non potremmo dare l'intesa, ovviamente".

"Quelle linee guida che erano state presentate" sulla scuola "per noi non erano ricevibili. Abbiamo fatto delle controproposte che mi auguro il Ministero possa recepire e ho trovato grande disponibilità del ministro Azzolina", aggiunge Bonaccini.

AMBIZIONI DA LEADER - Come fa notare Affari italiani: Si tratta di un ulteriore segnale delle ambizioni da leader di Bonaccini. "Per battere la destra bisogna vincere le elezioni. Per vincere le elezioni bisogna avere un progetto e una visione di futuro, attraverso i quali aggregare un campo di forze politiche e civiche. Punto", aveva scritto su Facebook. Bonaccini non ha ancora sciolto le riserve su una sua discesa in campo. E mentre non nega di pensare alla leadership del Partito democratico su Twitter manda un chiaro messaggio alla sua forza politica in vista del voto di settembre. Proprio lui che a gennaio aveva interrotto la striscia negativa per il centrosinistra assicurandosi un secondo mandato in Emilia Romagna, una delle regioni più colpite dal Coronavirus. Una gestione della pandemia che l’ha fatto schizzare in cima alle preferenze dei governatori, secondo gli ultimi sondaggi.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS