updated 10:03 AM UTC, Dec 4, 2020

Fontana ribadisce: "Lombardia zona gialla dall'11 dicembre". Il rischio è l'esodo da Nord a Sud come nella notte tra il 7 e l'8 marzo: "Ma possiamo attrezzarci" (VIDEO)

"La Lombardia, se i dati continueranno a essere quelli delle ultime due settimane, dall'11 dicembre diventerà gialla. Se non ci sarà, e io ne sono convinto, alcun tipo di peggioramento". Lo ha ribadito il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, in collegamento con Mattino Cinque, dopo quanto affermato ne punto stampa di ieri sera che il Comizio vi ripropone integralmente - (VIDEO)


"Nel meccanismo previsto dal precedente Dpcm - ha spiegato il governatore lombardo - bisogna entrare in una nuova valutazione, quindi passa una settimana per entrarci, dopodiché per due settimane bisogna confermare quella valutazione. Noi abbiamo concluso ieri la seconda delle tre settimane. Se la prossima settimana i dati saranno sempre coerenti con queste valutazioni, noi l'11 dovremmo entrare in zona gialla".

"Rischio esodo dal Nord? Possiamo attrezzarci"

"Il 19 dicembre", quando, nel weekend alla vigilia del blocco agli spostamenti tra regioni, ci potrebbe essere un esodo di persone da Milano verso familiari, seconde case e luoghi di villeggiatura (mentre il rientro verso domicilio, residenza e abitazione resta consentito anche dopo il 21 dicembre), "rischiamo di rivivere la notte tra il 7 e l'8 marzo. Il rischio è quello. Ma visto che lo possiamo prevedere dobbiamo attrezzarci in modo che ci sia più attenzione in aeroporto e in stazione. Bisognerà parlare con le prefetture, forze dell'ordine per evitare che in quei giorni si creino più danni  rispetto a quelli che si cercano di evitare con il Dl Natale". 

"Decreto discriminante verso piccoli Comuni"

La parte del nuovo Dpcm in cui "si impedisce il passaggio da comune a comune" nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno "è una limitazione discriminante, nei confronti di chi vive in un piccolo comune ma anche di quelle attività commerciali, ristoranti e bar che se si trovano in un piccolo comune non hanno la possibilità di ricevere ospiti, rispetto a quelli che si trovano in una grande città e questa possibilità ce l'hanno", ha detto ancora Attilio Fontana. "Questa valutazione soprattutto l'abbiamo fatta nei confronti dei tanti anziani che magari non hanno la possibilità di incontrare i propri cari nelle festività natalizie. Questo è l'aspetto sul quale abbiamo puntato le nostre critiche", ha aggiunto Fontana. 

"Accelerare conversione Dpcm per modificarlo"

"Io penso che sarebbe stato più opportuno non inserire questa norma - ha ribadito Fontana parlando del divieto di spostamenti tra comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno -, tanto è vero che ho chiesto di accelerare il processo di conversione in Parlamento in modo da poterla modificare in quella sede. Volendo, se tutte le forze politiche sono d'accordo lo si può fare prima di Natale, in modo che non ci siano dubbi interpretativi". Per andare a trovare gli anziani vale l'autocertificazione della necessità? "Conte lo ha detto, ma allora è una regola inapplicabile, perché la necessità la si può trovare sempre. Se è necessità andare a trovare un parente allora lo si dica chiaramente", ha osservato Fontana. 

"Giusto riaprire scuole ma serve piano dei trasporti"

In vista della riapertura dei licei dal 7 gennaio Fontana ha poi sottolineato che bisogna "concentrarsi" sui trasporti pubblici. "E' dal 4 maggio - ha detto a Mattino 5 - che chiedo al Governo un piano per dilazionare nell'arco della giornata l'inizio della scuola e delle attività lavorative. Bisogna preparare un piano che consenta di evitare che ci siano delle ore di punta durante le quali i mezzi pubblici vengono presi d'assalto, dato che in certi casi è impossibile aumentare il numero dei mezzi". L'auspicio del governatore è che "in questi 15 giorni si possa riprendere in mano questo discorso e riuscire ad evitare ogni tipo di assembramento". "In fondo - ha concluso - è giusto che si ricominci a mandare i ragazzi a scuola. E' una di quelle situazioni che dovranno convivere con il virus finché non sarà diffuso il vaccino su tutta la popolazione".

 

La "Tazza della solidarietà", l'idea regalo dell'Associazione lombarda dei giornalisti per i colleghi in difficoltà (VIDEO)

L'annuncio dell'Alg, il sindacato dei giornalisti lombardo, che celebra i suoi 130 anni di vita: "Un modo, forse un po’ artigianale, ma speriamo proficuo, per avviare un crowdfounding, totalmente destinato a un fondo straordinario di aiuto a free lance, collaboratori e disoccupati che si trovino in particolare difficoltà a causa dell’emergenza Covid - (VIDEO)


Una “Tazza della solidarietà” è l’idea che quest’anno, in tempo di pandemia e di emergenza economica per tanti di noi, l’Associazione Lombarda Giornalisti ha varato per celebrare i suoi 130 anni di vita. In questo modo, l’ALG ha voluto coniugare la celebrazione del proprio anniversario con l’idea di solidarietà tra i colleghi e di presenza in prima linea del sindacato nell’aiuto ai giornalisti in difficoltà.

La Tazza, bianca e rossa, ha impresso il vecchio simbolo del sindacato giornalisti lombardo - il più vecchio d’Italia - ma anche il logo nuovo dell’Associazione, quello che i nostri iscritti di oggi conoscono. Un altro logo celebra poi i 130 anni, 1980/2020 di vita della ALG.

Le tazze sono un modo, forse un po’ artigianale, ma speriamo proficuo, per avviare un crowdfounding, totalmente destinato a un fondo straordinario di aiuto a free lance, collaboratori e disoccupati che si trovino in particolare difficoltà a causa dell’emergenza Covid.

Le tazze possono essere acquistate da chiunque con un’offerta minima di 10 euro a pezzo. Per chi volesse riceverla a casa, all’offerta vanno aggiunte le spese di spedizione (si invita a prendere contatto con la segreteria della Lombarda).

 

(da: alg.it)

La micromobilità conquista anche le case automobilistiche: è arrivato il monopattino elettrico di Audi

Ecco l'eScooter del marchio tedesco: 65 chilometri di autonomia e 25 km/h di velocità massima. Il prezzo? Alto ma non sconvolgente


European Commission: the LED lights of your Audi A6 shall save our planet –  The European Sting - Critical News & Insights on European Politics,  Economy, Foreign Affairs, Business & Technology - europeansting.com

Le Case automobilistiche (e anche motociclistiche) ormai inseriscono sempre più spesso a listino anche monopattini elettrici. Quasi come un vezzo, un gadget, o comunque un elemento a integrazione della propria offerta di mobilità. Se parliamo di auto, il monopattino è la naturale prosecuzione per raggiungere la destinazione finale magari parcheggiando la macchina fuori dalle zone a traffico limitato: ma non è solo così, perché l'eScooter è ormai anche un oggetto di divertimento slegato dalle necessità di commuting, oppure un'alternativa più leggera.

Anche Audi in quest'ottica si è lasciata attrarre dalla micromobilità, e ha presentato un monopattino elettrico brandizzato con i celebri "quattro anelli": un mezzo "powered by Segway", che ad un primo sguardo potrebbe essere il MAX G30 (leggi la prova di moto.it). Supposizione confermata anche dai pochi dati diffusi da Audi: il più eclatante ovviamente è l'autonomia dichiarata: 65 km. Oltre al raggio d'azione impressionante, però, il G30 è anche un monopattino estremamente stabile e sicuro, con una velocità massima di 25 km/h.

Il prezzo è di 899 euro. eScooter Audi può essere acquistato anche online.

 

(da: moto.it)

Il premier polacco: "L'Ue in crisi si sfoga con Polonia e Ungheria. Faccia un esame di coscienza"

"L'Ue sembra un matrimonio in crisi. Ha alle spalle la crisi finanziaria, la Brexit, sta vivendo crescenti disuguaglianze. E quando sorgono problemi, si sfoga su Polonia o Ungheria. È ora di un esame di coscienza: cosa è andato storto? Ad esempio, l'euro non ha portato a differenze sempre più profonde? Che cosa ha portato in Italia che ristagna da più di vent'anni?". Lo ha detto il premier polacco Mateusz Morawieczki in un'intervista alla Faz. Sulla proposta di condizionalità legate al bilancio Ue, "la nostra principale preoccupazione - ha aggiunto - è che il meccanismo possa essere usato arbitrariamente e per motivi politici".

Orbán Viktor és Mateusz Morawieczki közös bejelentése - Blikk

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Nuovo Dpcm e decreto di Natale, Regioni del Nord in rivolta. Fontana: "Un fatto lunare". Zaia: "Lascia perplessi". Toti: "Assurdità sproporzionate"

Nuovo Dpcm e decreto di Natale sullo stop agli spostamenti "da rivedere", "lunare", "scorretto". Ira delle Regioni sulla misura con le regole anti Covid che sarà approvata dal premier Conte in giornata e, soprattutto, sul dl che ha incassato il via libera questa notte. A tuonare per primi sono i governatori di Veneto, Lombardia e Liguria


VENETO - "E' un Dpcm che lascia non poche perplessità, io penso e spero che in queste ore il governo riveda alcuni aspetti", protesta Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. "Questa bozza mi è arrivata alle 2.30 di stamattina", spiega Zaia, sottolineando che "è un Dpcm talmente incisivo su alcuni aspetti, soprattutto sugli spostamenti, che il governo si è visto costretto nottetempo ad approvare anche un decreto legge che va a legittimare i vincoli agli spostamenti".

Ed è proprio sul nodo degli spostamenti che Zaia si sofferma in particolare: "Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono bloccati quelli fra le regioni ma soprattutto, il 25, 26 dicembre e 1 gennaio non ci si sposta più tra i comuni. Così si aprono due scenari: quello di natura umana, più importante, perché non è permessa nessuna ricongiunzione tra parenti se non abitano nello stesso comune".

"Il governatore della Liguria Giovanni Toti ritiene scorretto il governo che non ha coinvolto le regioni, in effetti a noi è arrivata la bozza alle 2.30 di questa notte. Evito commenti ma concordo con Toti", ha quindi aggiunto, tornando a spiegare che "non si possono mettere sullo stesso piano piccoli comuni, come i nostri del Veneto e i grandi comuni per limitare gli spostamenti: la salute pubblica è in pericolo se si spostano i 120 abitanti del comune di Laghi, il più piccolo del Veneto, così come se lasci spostarsi liberamente 3 milioni di abitanti del comune di Roma, che sono il doppio di quelli del Friuli Venezia Giulia. Questo non è giusto. E vorrei che me lo spiegassero i tecnici del Cts. Non è una polemica con Roma, voglio solo dimostrare che la norma non sta in piedi", ha sottolineato.

"Nel decreto - continua il governatore - non si fa cenno ai ristori, che mancano completamente, ed invece era possibile inserirli. Non capisco, alcune attività sono disperate e tanti settori in crisi nera". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa in cui è tornato anche sul tema dell'apertura delle piste da sci: "Vietarle durante le feste di Natale vuol dire far perdere a quel comparto oltre il 70% del fatturato dell'anno. E di conseguenza lo stesso vale anche per le strutture alberghiere e tutte le attività connesse".

E anche sulle vacanze di Natale secondo Zaia non mancano le disparità: "Chi è proprietario di una seconda casa può partire prima del 21 dicembre e tornare il 7 gennaio", ha polemizzato.

LOMBARDIA - Le misure del nuovo Dpcm non piacciono nemmeno alla Lombardia, che dopo il via libera al decreto di Natale nella notte contesta le misure sugli spostamenti fra comuni per il 25 dicembre. A protestare nero su bianco in una nota è il governatore Attilio Fontana.

"Leggere un Decreto Legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra Comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è - si legge nella nota firmata da Fontana - un fatto ’lunare’; in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni”.

"Bene ha fatto la Conferenza delle Regioni ad assumere una posizione di forte critica verso contenuti e metodo imposti dal Governo con un decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile", aggiunge il governatore.

LIGURIA - E a protestare ancora una volta su Facebook è anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti: "La limitazione della libertà dei cittadini deve essere proporzionata al rischio del Covid. Ora qualcuno del Governo mi spiegherà perché, di fronte a dati in calo della Liguria, come di molte altre regioni, un fratello non potrà passare il Natale con la sorella, un genitore con i figli. Ma qualcuno a Roma ha mai viaggiato per l’Italia, o vivono tutti ai Parioli?".

"Perché se stai in una grande città puoi muoverti liberamente, se invece stai in un piccolo comune, probabilmente dovrai passare il Natale e il Capodanno da solo, anche se i parenti vivono a poche centinaia di metri ma in un altro comune. Magari - prosegue Toti - ci si infetta di più se si attraversa il confine tra un comune e l’altro, mentre se si va da un capo all’altro di una grande città, il virus ci risparmia? Questa non l’avevo ancora sentita! Lo stesso vale per ristoranti e bar: se uno ha un ristorante o un bar in un grande città, “buon per lui”, si fa per dire. Se la trattoria è in un piccolo paese, in una frazione, per chi starà mai aperta?"

"Se hai una casa a Cortina o Courmayeur e parti per le vacanze prima del 21 dicembre va tutto bene, ma se vuoi portare a Santo Stefano tuo figlio a fare una passeggiata nel parco, che è nel comune vicino al tuo, non puoi. Siamo riuniti come Regioni ma vorrei che fosse chiaro che il Decreto Legge del Governo con queste misure è già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Trovo assai scorretto che il Governo adotti una simile misura senza neppure parlarne con gli enti locali. Mentre noi discutiamo dei suggerimenti da dare al Governo, le legge è già stata fatta. Tutti in casa, a prescindere da dati, zone gialle, diffusione del virus. Ma deve essere chiaro di chi è la responsabilità di tutte queste assurdità”, conclude Toti.

 

Nuovo Dpcm, Capodanno, coprifuoco, scuola, negozi: cosa ha deciso Conte

Le misure del nuovo Dpcm, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà oggi, sono valide fino al 15 gennaio 2021, secondo quanto si legge in una bozza. Il testo prevede che a Capodanno il coprifuoco duri fino alle 7 del mattino. Per quanto riguarda la scuola, dal 7 gennaio gli studenti delle scuole superiori frequenteranno in presenza al 50%. Ecco cosa prevedono


CAPODANNO - Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute". "È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi", viene spiegato.
Per chi la notte di San Silvestro si trova in albergo, il cenone di Capodanno sarà consentito solo col servizio in camera. "Dalle ore 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del 1° gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera", si legge infatti nella bozza del nuovo Dpcm.

SCUOLA - "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 50 per cento della popolazione studentesca sia garantita l'attività didattica in presenza". "Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali", si legge ancora.

NEGOZI - "Fino al 6 gennaio 2021, l’esercizio delle attività commerciali al dettaglio è consentito fino alle ore 21 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, ed edicole".

CENTRI COMMERCIALI - "Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, ed edicole". E' quanto si legge nella bozza del nuovo Dpcm, inviata alle Regioni.

IMPIANTI SCIISTICI - "A partire dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti". Lo si legge nella bozza del nuovo dpcm che il governo ha trasmesso alle Regioni.

CROCIERE - "A decorrere dal 21 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021 sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana, aventi come luoghi di partenza, di scalo ovvero di destinazione finale porti italiani". E' quanto si legge nella bozza del nuovo Dpcm, che inoltre vieta "dal 20 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021 alle società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri di bandiera estera impiegate in servizi di crociera di fare ingresso nei porti italiani, anche ai fini della sosta inoperosa".

Covid, Ippolito (Spallanzani): "Chi ha avuto il virus non deve vaccinarsi". Ecco perché

"Chi ha avuto il Covid non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione". Lo ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, intervenuto a 'Radio anch'io' su Rai Radio 1 sul tema del vaccino contro il coronavirus


Vaccino Coronavirus, Ippolito: "Chi ha già avuto il Covid non dovrà farlo"  - Cronaca - quotidiano.net

"Chi ha avuto il Covid non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione". Lo ha spiegato Giuseppe Ippolito (nella foto), direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, intervenuto a 'Radio anch'io' su Rai Radio 1 sul tema del vaccino contro il coronavirus.

Il vaccino anti-Covid in sperimentazione allo Spallanzani di Roma "sarà disponibile all'inizio dell'estate, sempre che tutte le fasi vengano rispettate", ha aggiunto Ippolito, sottolineando che non ci si deve aspettare l'arrivo di tutti i vaccini allo stesso tempo: "Noi avremo dei vaccini opzionati entro l'estate, perché i vaccini non arrivano tutti insieme e non tutti hanno cominciato le fasi di sviluppo contemporaneamente".

"E' verosimile che le persone possano usare un vaccino" anti-Covid "diverso dopo essere state vaccinate" una prima volta senza successo, ha proseguito Ippolito. "Non è il primo caso. Abbiamo avuto esperienze con altri vaccini. Nelle persone che non rispondevano, o si raddoppiava la dose o si usava un altro vaccino. Tutti, alle conoscenze attuali, dovranno fare la seconda dose con lo stesso vaccino. Dopo però, per chi non risponde si farà probabilmente un altro vaccino".

"Ancora non abbiamo un criterio di scelta dei diversi vaccini - ha spiegato - Siamo già fortunati ad avere un vaccino che ha dimostrato, non su grandissimi numeri, ma su decina di migliaia di persone, di essere in grado di ridurre la malattia. Quando sapremo come la riduce, come rispondono e quale sarà l'mmunità delle singole persone, potremmo iniziare a dire 'questo vaccino è migliore per questa categoria'. Ora è ancora molto presto", ha concluso Ippolito.

 

(Fonte: adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Pelè scrive a Maradona: "Sei stato un genio che ha incantato il mondo, ma soprattutto un grande amico"

A una settimana dalla scomparsa del "Pibe de oro", l'altro immenso re del secolo calcistico, sempre messo a confronto con Diego, dedica un toccante messaggio sui social a quello che un suo rivale è stato solo per quelli che amavano discutere su chi fosse il più grande di tutti i tempi


Maradona è meglio e Pelè"? Di sicuro sono stati due grandi del calcio |  Torresette

"Sono già passati sette giorni da quando sei partito. Molta gente amava paragonarci, è stato così per una vita. Tu sei stato un genio che ha incantato il mondo, un mago con il pallone tra i piedi. Una vera leggenda. Ma prima di tutto, per me, tu sarai sempre un grande amico, con un cuore ancora più grande". A una settimana dalla scomparsa di Maradona, Pelé, l'altro 'calciatore del secolo', affida a ai social una sua riflessione sull'argentino del quale, in realtà, è stato rivale solo a parole ma mai davvero.

"Oggi il mondo sarebbe molto migliore - continua Pelé - se potessimo fare meno paragoni gli uni con gli altri e invece passassimo più tempo ad ammirarci di più, gli uni con gli altri. Per questo voglio dirti che tu sei incomparabile. La tua traiettoria e' sempre stata caratterizzata dall'onestà. Hai sempre dichiarato ai quattro venti ciò che amavi e ciò che detestavi. E questo tuo modo particolare insegna che dobbiamo amare e dire 'ti amò molte più volte. La sua dipartita così rapida non mi ha lasciato dire, allora lo scrivo: io ti amo, Diego".
"Mio grande amico, grazie - dice ancora Pelé, che posta anche varie sue foto assieme a Maradona - per le nostre giornate. Un giorno, lassù in cielo, giocheremo nella stessa squadra. E sarà la prima volta che daro' un pugno all'aria non per commemorare un gol ma per poterti dare ancora un abbraccio". 

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