updated 4:22 PM UTC, Jan 20, 2021

Il viceministro all'Economia: "Lavoratori autonomi e professionisti tra i più colpiti dalla crisi pandemica"

"Il mondo del lavoro autonomo e dei professionisti è tra i più colpiti dalla crisi" pandemica, avendo sofferto "le maggiori difficoltà, sia per le misure restrittive che siamo stati costretti ad assumere, a più riprese, sia per una generale crisi economica che ha colpito tutte le economie avanzate, compreso, purtroppo, il nostro Paese". Così si è espresso il viceministro dell'Economia Antonio Misiani, intervistato al forum di ItaliaOggi di questa mattina, aggiungendo che occorre "continuare a sostenere" nell'emergenza le famiglie, i lavoratori e le imprese, "per metterli in condizione di reggere il più possibile i colpi della recessione", ha proseguito.

 

(Fonte: Ansa)

Il lockdown fa male alla famiglia: "Nel 2020 boom di richieste di divorzio, +60%"

Secondo l'Associazione nazionale divorzisti nel 2020, con il lockdown, c'è stato un aumento annuo delle separazioni del 60%. "Sono cresciute tantissimo le richieste dovute principalmente alla convivenza forzata", spiega Matteo Santini, presidente dell'Associazione. "La pandemia ha creato l'emergenza familiare non solo quella economica", afferma l'avvocato matrimonialista, Gian Ettore Gassani, che denuncia un incremento di violenze all'interno della famiglia.

Lavoro, i danni del Covid: colpite 12 milioni di persone. L'allarme del Cnel: "Con la fine della Cig e del blocco dei licenziamenti situazione esplosiva"

Pandemia e lockdown hanno messo in crisi un numero impressionante di lavoratori dipendenti e autonomi. Donne e giovani pagano il prezzo più alto. Previsto un aumento dell'economia sommersa e del lavoro nero. Treu: "Sono aumentate le diseguaglianze, serve più coesione sociale"


Coronavirus: il protocollo di sicurezza dei lavoratori aggiornato

Il mercato del lavoro "all’inizio del 2021 presenta più ombre che luci" e "la situazione è destinata molto probabilmente ad accentuarsi e diventare ‘esplosiva’ con l’interruzione della cassa integrazione e la fine del blocco dei licenziamenti". È la fotografia allarmante che emerge dal 'Rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione 2020' del Cnel.

Si teme, sottolinea il Cnel, "che una parte degli esuberi verrà sicuramente ‘assorbita’ dall’economia sommersa non riuscendo a trovare un’occupazione in regola andando ad aumentare la quota già aumentata negli ultimi anni di lavoro nero".

"La crisi conseguente alla pandemia ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, per i quali l’attività lavorativa è stata sospesa o ridotta, in seguito al lockdown deciso dal Governo per limitare l’aumento esponenziale dei contagi". 

Giovani e donne pagano il prezzo più alto della crisi innescata dalla pandemia di Covid.

"Lo scarso investimento pubblico sulle nuove generazioni (in particolare la parte che va efficacemente a rafforzare la loro formazione e l’inserimento solido nel mondo del lavoro) è il principale nodo che vincola al ribasso le possibilità di crescita italiane, da sciogliere prima ancora che sul piano del rapporto tra giovani e lavoro, su quello più alto del ruolo delle nuove generazioni nel modello di sviluppo del Paese. Se non si inverte questa tendenza non solo si pregiudicano le prospettive economiche del Paese, ma si rischia di alterare in profondità il patto fra le generazioni che è un elemento costitutivo dell’assetto sociale, della sua equità e stabilità", si legge nel rapporto.    

Con la chiusura delle scuole e l’adozione della didattica a distanza inoltre non è stata bloccata "la frequenza delle lezioni" ma è ne stata ridotta "complessivamente la qualità e ha esposto ad una forte crescita del rischio di dispersione scolastica. Con la conseguenza di inasprire non solo le diseguaglianze generazionali ma anche quelle sociali", dice ancora il Cnel.      

Quanto invece alle donne, per il Cnel hanno pagato il prezzo più alto della crisi "in quanto impegnate a ricoprire ruoli e a svolgere lavori più precari, soprattutto nei servizi.

Il Cnel ha più volte sottolineato "come per promuovere la occupazione femminile non bastino politiche di incentivazione economica alle assunzioni, ma serva anzitutto allargare la offerta di servizi, non soltanto asili nido, ma scuola a pieno tempo e servizi per gli anziani, nonché promuovere forme organizzative del lavoro più favorevoli alla conciliazione". 

Dalla crisi generata dalla pandemia dobbiamo trarre insegnamenti per guardare avanti, ha detto il presidente del Cnel Tiziano Treu.

Con il Covid - ha sottolineato - abbiamo scoperto quanti "buchi ci sono nella rete di sicurezza, del welfare: sanita', ammortizzatori, sostegno alla poverta'". In questo anno - ha riconosciuto Treu - si sono moltiplicati gli interventi di carattere generale universalistico: una cosa ottima ma le diseguaglianze sono aumentate".

"Le fondamenta del mondo del lavoro sono ancora fragili - ha fatto notare Treu - ed esposte ancora agli impatti esterni". Le politiche del lavoro devono essere universalistiche ma va fatta un'analisi sulle distorsioni. Questa riflessione dovra' essere centrale nei prossimi mesi".

Secondo Treu, va ricalibrato il sistema del welfare e la protezione del reddito ma va anche perseguita la connessione tra politiche attive e configurazione di un mercato lavoro più resistente agli shock. E' quindi necessario - ha concluso - rafforzare gli strumenti di coesione sociale altrimenti lo squilibrio non si correggerà".

 

(Fonte: Agi)

 

Meteo, weekend prenatalizio all'insegna del maltempo: piogge da Nord a Sud

Secondo gli esperti de iLMeteo.it tra sabato e domenica una perturbazione atlantica porterà instabilità e precipitazioni su quasi tutto il territorio nazionale. Le temperature non subiranno sostanziali variazioni se non fisiologiche diminuzioni in presenza di pioggia. Neve sopra i 1.400 metri. I dettagli

Weekend 19-20 dicembre, temporali su mezza Italia

Nel corso del weekend del 19 e 20 dicembre, una perturbazione atlantica riporterà la pioggia su mezza Italia mentre la neve tornerà a cadere sull'arco alpino. Tra sabato e domenica l'anticiclone invernale verrà temporaneamente indebolito dall'arrivo di gran carriera di un fronte instabile. Le piogge torneranno a cadere su Liguria, Piemonte e Lombardia, mentre rovesci e alcuni temporali interesseranno Sicilia, Calabria e settori ionici. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che fino a venerdì la situazione meteo rimarrà pressoché invariata con cielo spesso coperto al Nord e lungo le coste, a tratti molto nuvoloso altrove. Qualche pioviggine potrà interessare la Liguria di levante e l’alta Toscana, più occasionale in Emilia. Da sabato un fronte nuvoloso più compatto e instabile comincerà ad avvicinarsi all’Italia. Tempo in ulteriore peggioramento in Liguria con piogge più moderate, peggiora anche al Sud con cielo via via più coperto e prime piogge sulla Sicilia ionica e sul reggino. Domenica, la perturbazione avanza ulteriormente verso l’Italia. Piogge al Nordovest con neve sopra i 1400 metri circa, piogge e locali temporali andranno a interessare Sicilia, Calabria e meno diffusamente Campania, Basilicata e Puglia. Al Centro e al Nordest il tempo sarà più asciutto anche se con cielo coperto. Le temperature non subiranno sostanziali variazioni se non fisiologiche diminuzioni in presenza di pioggia.

NEL DETTAGLIO

 
Giovedì 17. Al nord: cielo coperto in Pianura Padana, pioviggine su Liguria di Levante. Al centro: piovaschi sull’alta Toscana, sole altrove. Al Sud: bel tempo.

Venerdì 18. Al nord: cielo a tratti coperto in pianura, pioviggine in Emilia. Al centro: cielo coperto su coste adriatiche e poi anche in Sardegna. Al sud: cielo da molto nuvoloso a coperto.

Sabato 19. Al nord: cielo nebbioso al Nordovest, coperto altrove, piogge in arrivo sulla Liguria. Al centro: cielo spesso molto nuvoloso o coperto, piovaschi sull’alta Toscana. Al sud: cielo spesso coperto, peggiora in serata sulla Sicilia ionica.

Domenica 20. Piogge al Nordovest, in Sicilia, Calabria, Campania e Basilicata meridionali e Puglia.

Vaccini e nuovo Dpcm, le mosse del governo. Speranza in Senato annuncia un piano massiccio per il 2021 e schiera l'esercito. Boccia: "Italia tutta gialla da metà dicembre. Dall'Epifania il Paese ripartirà"

"Il vaccino dal 2021 e gratis, in campo anche l'esercito. La distribuzione avverrà con il coinvolgimento delle forze armate", dice a Palazzo Madama il ministro Speranza, che aggiunge: "L'obiettivo è piegare la curva senza lockdown generale"


Ecco la nuova mappa a zone: cosa si può fare adesso - IlGiornale.it

"Ore decisive per questo Dpcm, probabilmente il più lungo per durata della storia recente tra questi provvedimenti per regolare le nostre azioni. Parte il 4 dicembre, c'è un dibattito alle Camere e non è corretto anticipare le conclusioni, ma andrà sicuramente oltre l'Epifania, se un giorno dopo o una settimana dopo si stabilirà nel dibattito". Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia intervenendo al webinar "5G Italy e il Recovery Fund".

Il ministro Boccia in Calabria per la conferenza Stato-Regioni

"Dicembre dev'essere il mese che ci fa mettere in sicurezza il Paese senza fare un lockdown nazionale. Da qui a 15 giorni tutta Italia o gran parte d'Italia sarà gialla, pensiamo a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci fanno allentare i nostri comportamenti", ha detto Boccia. "Il 7 gennaio il Paese ripartirà, incrociando una grande campagna di vaccini", ha aggiunto. 

"Il vaccino non sarà obbligatorio, ma certo consigliato. Certe categorie dovranno essere messe in sicurezza, come anziani, forze dell'ordine, ospiti delle Rsa, sanitari. Gli studenti? E' una riflessione che si sta facendo in Parlamento", ha aggiunto Boccia. "La distribuzione del vaccino sarà capillare, affidata al commissario Arcuri, grazie all'intervento delle forze armate", ha detto.

Nuovo Dpcm e vaccini, informativa del ministro della Salute Speranza al Senato

Le ordinanze sono scelte ispirate dal principio di precauzione che hanno aiutato a ridurre il contagio e il numero dei nuovi casi. Il governo si è assunto la responsabilita' di scelte difficili ma necessarie. Senza di esse la pressione sugli ospedali diverrebbe insostenibile. Dall'analisi dei dati nel loro quadro evolutivo emerge che le misure adottate iniziano a dare primi incoraggianti risultati e tutto lascia prevedere che prossimo monitoraggio dovrebbe confermare il calo di rt . Sono fiducioso che a breve l'indice possa scendere sotto1, ha affermato Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un decreto che regola  il monitoraggio delle regioni nella fase 2 - Il Post

Per la stabilizzazione dei primi risultati c'è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una cura di mantenimento. L'onda resta ancora molto alta quindi attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con scampato pericolo. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l'angolo, ha proseguito il ministro. 

L'obiettivo del governo è piegare la curva senza un lockdown generalizzato - ha proseguito il ministro -. L'esperienza di queste settimane ci dice che la scelta di un modello su gradi di rischio appare essere in grado di appiattire la curva del contagio senza un lockdown. La situazione pero è seria e non puo' essere sottovalutata.

Da oggi Lombardia, Piemonte e Calabria arancioni. Passano al giallo Liguria  e Sicilia - Rai News

Dobbiamo disincentivare gli spostamenti tra regioni il 25, 26 e primo gennaio e limitare anche gli spostamenti tra comuni. Dobbiamo affrontare le feste con massima serieta' se non vogliamo nuove chiusure a gennaio. Per le feste le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche nel quadro di un coordinamento europeo. Bisogna limitare il piu' possibile i contatti tra persone.

"L'orientamento del Governo è che durante le feste natalizie vanno disincentivati gli spostamenti internazionali e limitati gli spostamenti tra le Regioni. Bisognerà poi evitare potenziali assembramenti nei luoghi di attrazione turistica legati in modo particolare alle attività sciistiche. È opportuno, più in generale, ridurre i rischi di diffusione del contagio connessi ai momenti di aggregazione durante le festività del Natale e del Capodanno", ha spiegato il ministro della Salute.

ITALIA A COLORI - Avanti

"Nel prossimo dpcm l'intenzione del governo sarà di riconfermare l'impianto a tre colori per le regioni, con fasce arancioni, rosse e gialle, che ha creato le condizioni per rimettere sotto controllo l'epidemia. I risultati hanno portato nella direzione giusta e dobbiamo riconfermare questo modello che prevede il tentativo di piegare la curva senza un lockdown generalizzato in questa seconda ondata", ha spiegato.

"Le misure stanno funzionando e l'auspicio è che le prime tendenze anche in termini di occupazioni di posti letto ospedalieri possano darci ulteriori elementi nei prossimi giorni che vadano verso la riduzione del contagio. Ma se stiamo andando nella direzione giusta, l'altra verità è che c'è ancora una situazione moto complicata nel paese, perchè contagi e decessi sono ancora elevati, così come la pressione sui posti letto. Oggi abbiamo 320 casi ogni 100mila abitanti, un dato alto, la cifra per riportare sotto controllo la curva è 50 casi per 100mila", ha detto inoltre Speranza.

Compatibilmente con l'evoluzione del quadro epidemiologico è obiettivo del governo riportare in presenza le scuole superiori.

L'acquisto del vaccino è centralizzato e sara' somministrato gratuitamente a tutti gli italiani, ha detto ancora Speranza. "E' probabile che saranno necessarie due dosi per ogni vaccinazione, l'Italia ha opzioni 202 milioni di dosi. Le prime dosi - ha affermato ancora - potranno cominciare ad essere disponibili da gennaio".

Meningite, vaccino gratuito a tutti i cittadini fino a 60 anni nei comuni  vicini a Villongo e Predore. Elaborato un piano operativo con Ats di  Bergamo e Brescia - Araberara

Ad oggi sono state indicate due date da Ema: 209 dicembre per vaccino Pfizer e 12 gennaio per vaccino Moderna. da queste aziende avremo 8mln di dosi da Pfizer e 1,346mila dosi da Moderna. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l'estata, ha detto il ministro della salute al Senato.

Le categorie da vaccinare con priorita', per primi, sono gli operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani, persone in età avanzata per ottenere una maggiore copertura vaccinale e coprire persone con maggiori fattori di rischio. Lo ha detto il ministro Speranza con l'aumento delle dosi si vaccineranno anche le altre categorie, come le persone dei servizi essenziali come personale scolastico e forze dell'ordine. Nel caso poi di focolai in aree del paese, saranno destinate scorte di vaccini rispetto ai territori in difficolta'.

La distribuzione dei vaccini avverra' con il coinvolgimento delle forze armate. lo ha detto il ministro Speranza al Senato. Per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard ci sara' un sito nazionale di stoccaggio e siti territoriali, per i vaccini con catena del freddo estrema questi saranno consegnati da aziende presso 300 punti vaccinali. Il confezionamento dei vaccini multidose richiede un numero di siringhe e diluente e il commissario straordinario assicurera' materiale necessario. 

Da uno studio Sicilia-Usa la speranza di un vaccino per il Coronavirus |  BlogSicilia - Ultime notizie dalla Sicilia

Nella fase iniziale ci saranno vaccinazioni centralizzate presso gli ospedali o con unita' mobili. Si stima un fabbisogno di circa 20mila persone per attuare la campagna. Si ricorrera' a professionalita' esistenti nel paese anche con la pubblicazione di 'invito' per partecipare alla campagna di vaccinazione nonche' a stipula di accordi con il ministero della Ricerca per contatti con le scuole di specializzazione medica. E per questo ringrazio il Ministro Manfredi. Migliaia di iscritti alle scuole di specializzazione parteciperanno alla campagna vaccinale, ha detto Speranza.

Con l'ampliarsi della campagna saranno coinvolti ambulatori vaccinali, medici di famiglia, sanità militare. inoltre si sta predisponendo un sistema informativo efficiente con interfacce regionali e ci sarà una sorveglianza immunologica sulla sicurezza dei vaccini monitorando eventuali eventi avversi. Le attività di sorveglianza saranno organizzate accuratamente e l'Aifa, oltre alla farmacovigilanza, promuoverà alcuni studi indipendenti su vaccini covid e si doterà di un comitato scientifico per la campagna vaccinale, ha aggiunto Speranza al Senato.

 

(Fonte: Ansa)

 
 
 

 

Covid, Natale, zone colorate e parametri: il governo incontra le Regioni. Attesa per cittadini, imprese e commercianti

Oggi il confronto tra l'esecutivo e gli Enti locali. Il ministro Speranza: "Sacrifici duri ma necessari a piegare la curva". Il piemontese Cirio avverte: "No al Natale come l'estate". Fontana per la Lombardia: "Nostri numeri da zona arancione. Raggiunto il picco, presto la discesa". La sindaca di Torino, Chiara Appendino: "Per fine mese stop alla zona rossa"


Covid, il coprifuoco a Natale sarà deciso dopo il 3 dicembre in base ai  dati sui contagi | La Nuova Riviera

Proposte per la revisione sulla classificazione delle zone e misure variabili a seconda delle province, premiando quelle virtuose anche all'interno di regioni rosse o arancioni e chiudendo in anticipo quelle più a rischio. E c'è anche chi aumenta la stretta ora, per scongiurare le Feste in lockdown.

E' partita la mediazione tra l'Esecutivo e i governatori, che puntano ad un graduale allentamento delle misure in vista del Natale: una data a ridosso della quale potrebbe essere previsto un Dpcm ad hoc.

Anche se il coordinatore del Cts, Angelo Miozzo precisa che "un Natale tradizionale ce lo dobbiamo scordare". E' ormai certo che resteranno ancora chiusi i circoli e le strutture sportive, le palestre i cinema e i teatri mentre uno spiraglio ci potrebbe essere per i negozi e i ristoranti, che potranno tornare "in semilibertà" se rispetteranno le regole che già hanno. E non sarà - spiega Miozzo - un "liberi tutti". Sono ancora tanti i punti interrogativi in vista del vertice con i territori convocato dal ministro per le Autonomie Francesco Boccia nelle prossime ore, a cui parteciperanno anche l'Iss e il ministro della Salute. La linea del Governo resta quella dell'ascolto, ma senza alcuna intenzione di modificare il sistema di monitoraggio. Regioni che sono state interpellate anche dal Commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri, il quale ha inviato loro le richieste per il Piano vaccini: riguarderà prima gli ospedali e le Rsa, per un totale di circa 1,7 milioni di persone. Per le successive somministrazioni su larga scala, invece, il piano prevede l'utilizzo di drive-through.

Lo stesso premier, Giuseppe Conte, è tornato sui 21 indicatori che determinano la classificazione in zone rosse, arancioni o gialle, chiarendo: "il sistema per parametri ci consente interventi mirati e di introdurre misure restrittive che siano limitate nel tempo e ben dosate sull'effettivo livello di rischio dei territori". I criteri non dovrebbero dunque subire modificazioni, così come avevano chiesto gli stessi governatori in una Conferenza delle Regioni, chiedendo un incontro urgente con il Governo. Il confronto ci sarà ma è lo stesso Boccia a spiegare che "non bisogna politicizzare i parametri perché sarebbe un errore renderli discrezionali senza il conforto della comunità scientifica".

La mano tesa dell'Esecutivo potrebbe arrivare con un dialogo più aperto nella Cabina di regia per il monitoraggio dei dati che arrivano dai territori, a cui partecipano tutte le componenti, esperti compresi. "Se in quella sede - aggiunge Boccia - dovesse venir fuori una valutazione scientifica che può consentire a un parametro di essere ponderato meglio o in maniera diversa, chiaramente la Cabina di regia può dare un contributo". Con il countdown in vista delle feste natalizie, non si può escludere che il Dpcm in scadenza il 3 dicembre possa essere prolungato per qualche altra settimana. Poi, potrebbe avvicendarsi un nuovo decreto ad hoc a ridosso del Natale. Tra le ipotesi - per non mortificare i consumi - ci sarebbe la possibilità di tenere i negozi per lo shopping aperti anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti e favorire comunque il commercio. Nel frattempo sul tavolo, tra le iniziative lanciate dalle Regioni c'è l'accelerazione dei tempi sulla revisione dell'assegnazione delle zone, in particolare per la promozione verso quelle meno restrittive (attualmente la forbice di tempo minimo è due settimane) e l'allentamento delle misure in quelle province dei territori della 'red zone' che hanno però dati più confortanti. C'è anche chi va in senso opposto anticipando chiusure per non rischiare di restare tra i bocciati a Natale. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, ha inviato una lettera al ministro Speranza per chiedere "l'adozione di un provvedimento che inserisca esclusivamente i territori delle province di Foggia e di Bat nella cosiddetta "zona rossa", in quanto caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto".

Anche per il governatore lombardo, Attilio Fontana, "è meglio un po' di cautela all'inizio che dover poi rincorrere una ripartenza della corsa del virus. Meglio un po' di cautela iniziale e cercare di metterci in sicurezza. Anche perché dobbiamo fare il Natale e dobbiamo farlo con una certa libertà. Noi abbiamo già iniziato una fase di leggero ma significativo miglioramento. Il nostro Rt è sceso in maniera sostanziale, tanto che in base ai numeri noi rientreremmo oggi in una zona arancione". Avere un Natale "il più normale possibile" è anche l'obiettivo del presidente della Liguria, Giovanni Toti. Ma - avverte il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, "se immaginiamo di farlo come qualcuno ha vissuto le settimane dell'estate, a gennaio o febbraio ritorneremo in questa situazione e non possiamo permettercelo". 

 

(Fonte: Ansa)

Covid, come salvare il Natale? Ipotesi negozi aperti fino a tardi e spostamenti liberi per i parenti stretti

Dagli acquisti durante le feste alle raccomandazioni sul cenone, la nuova linea temporale di confine sulle nuove disposizioni anti-Covid è il 3 dicembre, giorno in cui scade l'attuale Dpcm


L'ultima di Conte: ora parla direttamente con Babbo Natale – Il Tempo

Negozi per lo shopping aperti a dicembre fino a tardi nelle regioni gialle o arancioni, per "diluire le presenze". Ma anche "tutela degli affetti" con la possibilità di spostarsi da una zona rossa, solo per ricongiungersi con i parenti più stretti a ridosso dei giorni di festa.

Sarà un Natale diverso ma non cancellato, quello che emerge dalle ipotesi che circolano nel Governo in queste ore.
Qualche timido allentamento delle misure ad hoc, dunque, ma solo in previsione di dati più confortanti. E nessuno sconto alle Regioni, con il Paese che si tinge progressivamente verso il rosso. Dagli acquisti durante le feste alle raccomandazioni sul cenone, la nuova linea temporale di confine sulle nuove disposizioni anti-Covid è il 3 dicembre, giorno in cui scade l'attuale Dpcm. Tutto dovrebbero essere deciso comunque non prima dell'inizio di dicembre.

Lo sguardo è soprattutto rivolto alla ripartenza dei consumi, con le dovute cautele. L'unica possibile deroga per chi si trova nelle zone rosse potrebbe essere quella di una "tutela degli affetti", affinché le persone sole non "siano abbandonate": che tradotto significa la possibilità di festeggiare il Natale con i propri parenti spostandosi in una qualsiasi altra regione. Una 'riflessione', quest'ultima, che al momento è al vaglio degli esperti e del Governo.

Impossibile invece stabilire "norme" su chi dovrà stare a tavola per il cenone: in questo caso ci saranno 'raccomandazioni' che terranno conto solo del numero massimo di persone al tavolo (al momento è sei) e di prevedere soltanto la presenza di familiari che si frequentano abitualmente. Restano proibiti feste e balli, così come i cenoni in albergo, mentre le piazze saranno chiuse o a numero ristretto, laddove sarà possibile rispettare le distanze. Tra le novità, l'ipotesi di un allungamento degli orari, con i negozi aperti fino alle 22 o alle 23 e sempre con accessi contingentati dei clienti. Negli ultimi giorni erano anche emerse le ipotesi di 'allungare' il coprifuoco a mezzanotte, almeno nei giorni di festività, e un accesso 'a numero chiuso' nei centri commerciali, per evitare assembramenti.

Tutto resterà comunque legato ai territori con le diverse disposizioni per le varie zone - rossa, arancione o gialla - e non tutti festeggeranno dunque allo stesso modo. "Le regole si rispettano sempre e in ogni occasione, nella speranza che in quei giorni di fine dicembre le misure siano meno restrittive e la situazione meno drammatica di quanto non lo sia oggi", spiega la sottosegretaria al ministero della Salute, Sandra Zampa. A chiedere "cautela" è anche il direttore aggiunto dell'Oms, Ranieri Guerra. E il virologo dell'Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, commenta: "è chiaro che si dovrà attuare un allargamento delle possibilità di movimento per il Natale, ma dovrà essere un Natale abbastanza sobrio, perché un liberi tutti ci porterebbe, appunto, a una terza ondata".

Adesso, tra i governatori, c'è chi spera di poter recuperare in vista dei giorni clou di fine anno: riportare la Toscana in zona gialla entro Natale "è l'obiettivo che io mi propongo", ma "risalire è dura", annuncia Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, ricordando che risalire dalla zona rossa o arancione "è dura, perché devi avere dati migliori per 14 giorni in continuità: basta che sballi qualcosa e riparti nel conteggio". 

 

(Fonte: Ansa)

Covid, Pregliasco: "Verso il superamento dell'emergenza. In Lombardia primi segnali di miglioramento"

Parla il professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano: "Ritengo comunque che l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto vada mantenuto almeno fino a Natale: insieme a igiene e distanziamento è infatti un'arma importante per ostacolare la diffusione del virus"


Istituto Ortopedico Galeazzi | Gruppo San Donato

"La curva è in crescita ma è lineare, il picco potrebbe arrivare tra 7 giorni. L'emergenza negli ospedali non è scavallata ma quasi, siamo nella fase di picco. E se le cose andranno avanti così, ci aspettiamo un calo per la prossima settimana". Sono le parole del professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano a Sky Tg24. "In Lombardia si vedono i primi segnali di miglioramento della situazione. Bisogna insistere con il rispetto delle misure. Più lavoriamo bene adesso - spiega - più saremo sereni a Natale".

Quanto alle pressioni per allentare le misure nelle regioni che hanno adottato quelle più rigide per prime, "penso che forse nelle prossime settimane potrebbe essere avviato un allentamento nelle province meno colpite. Ma ritengo sia opportuno assumere una decisione univoca e condivisa su questo tema, in modo da non generare incomprensioni", continua Pregliasco. "Ritengo comunque che l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto vada mantenuto almeno fino a Natale: insieme a igiene e distanziamento è infatti un'arma importante per ostacolare la diffusione del virus".

Quanto alle speranze suscitate dagli ultimi annunci sui vaccini in sperimentazione, "si tratta di dati interessanti. Ma dobbiamo avere ben chiaro che questi vaccini non sono stati ancora autorizzati, e che per vedere gli effetti delle vaccinazioni dovremo aspettare dei mesi", conclude Pregliasco.
 
(Fonte: adnkronos)
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