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updated 2:35 PM UTC, Sep 18, 2020

La Cina ha schedato 4mila italiani: in un mega database politici, imprenditori e criminali (famiglie comprese). Tutto per aumentare la sua influenza

Lo studio del Foglio su un enorme documento prodotto da una società privata per conto di Pechino: "Oltre quattromila nomi. Da Renzi a Ferrero, da Berlusconi a Merloni. E poi padri, madri, compagni e compagne di leader politici. Persino i loro figli appena maggiorenni. Tra le persone di "interesse speciale": il narcotrafficante Rocco Morabito, assieme a esponenti di camorra, 'ndrangheta e cosa nostra. Censiti anche presunti terroristi islamici residenti in Italia"


Oltre quattromila nomi. Da Renzi a Ferrero, da Berlusconi a Merloni. E poi padri, madri, compagni e compagne di leader politici. Persino i loro figli appena maggiorenni. Ma anche criminali e presunti terroristi residenti sul suolo italiano. Una società privata, la Zhenhua della città di Shenzhen, in Cina, "raccoglie informazioni dettagliate all'estero su politici, sui loro familiari, su persone di interesse pubblico, membri delle istituzioni, imprenditori e criminali. Tutto per conto di Pechino. E lo fa anche in Italia". E' quanto emerge dall'analisi di un mastodontico database ottenuto dal Foglio insieme con altre testate internazionali come il Telegraph, il Sunday Times, l'Indian Express, il Globe and Mail e l'Australian Financial Review.

L'Okidb, Oversea Key Information DataBase, stando all'analisi condotta da Foglio "raccoglie informazioni pubbliche analizzando tutti i big data disponibili online; ogni singolo social network, blog, articoli, qualunque pubblicazione su internet diventa fonte". I dati sono poi analizzati 'da numerosi ricercatori specializzati', viene ancora spiegato da Il Foglio. Un'altra sezione del database "monitora cargo via mare e via aerea, ma non sono spiegati i dettagli dell'attività. Se gran parte delle fonti del database sono raccolte dall'intelligenza artificiale attraverso internet, la lettura dei dati contenuti nel database mostra l'intervento persone fisiche, che inseriscono dati non pubblici, assegnano a ogni individuo un punteggio – che non è stato possibile interpretare in maniera indipendente – e ne tracciano una mappa di connessioni e interessi", spiega ancora Il Foglio nella sua inchiesta. Nel dettaglio, sotto alla chiave di ricerca 'Italia' compaiono 4.544 nomi e cognomi. La raccolta dei dati italiani sembra iniziare dal 2006, ben prima che la società esistesse. Tra le persone di 'interesse speciale' "figurano il narcotrafficante Rocco Morabito, assieme a esponenti di camorra, 'ndrangheta e Cosa nostra. Censiti anche presunti terroristi islamici residenti in Italia", rivela ancora il quotidiano.

Leggi l'articolo del Foglio: https://www.ilfoglio.it/esteri/2020/09/13/news/ecco-come-la-cina-scheda-migliaia-di-italiani-per-aumentare-la-sua-influenza-1058353/

  • Pubblicato in Esteri

Vuoi farti conoscere su ilComizio.it? Affrettati, c'è il Bonus Pubblicità! Chi può fruirne, come, le scadenze: contattaci per informazioni

E' online (qui) il nuovo modello di comunicazione per richiedere il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari (c.d. Bonus Pubblicità), che alla luce delle novità del Decreto Rilancio (articolo 186), per il solo 2020 è concesso a imprese, autonomi ed enti non commerciali. Nella misura del 50% della spesa effettuata nell'anno (e non per il 75% del valore incrementale almeno dell'1%) senza il requisito degli analoghi investimenti nell'anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.
Resta fermo il riconoscimento del beneficio nei limiti del regime "de minimis" e continuano ad applicarsi, per i profili senza deroga, le norme del regolamento di cui al Dpcm n. 90/2018.

Scadenza domande
Per consentire di accedere al beneficio con i nuovi requisiti, il Legislatore ha introdotto una nuova finestra temporale per l’invio delle comunicazioni telematiche che danno diritto al tax credit. Per il 2020, dunque, il modello di comunicazione va presentato dal 1° al 30 settembre 2020

Per informazioni Scrivici a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


Si è aperta il 1° settembre la finestra per presentare le domande per il Bonus pubblicità.

Dal 2018 è stato istituito un credito d'imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, ricordano le Entrate nella pagina dedicata al servizio.
 

Il bonus pubblicità per il 2020

Sull'impostazione di base (credito d'imposta al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, è concesso nei limiti massimi degli stanziamenti annualmente previsti e nei limiti dei regolamenti dell'Unione europea in materia di aiuti "de minimis"), è intervenuto il dl Rilancio che ha previsto, per il solo anno 2020, c"he il credito d'imposta sia concesso nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti effettuati, sempre nel rispetto dei limiti dei regolamenti dell'Unione europea in materia di aiuti "de minimis". Pertanto, per gli investimenti effettuati nel 2020, è venuto meno il presupposto dell'incremento minimo dell'1% dell'investimento pubblicitario rispetto all'investimento dell'anno precedente, quale requisito per l'accesso all'agevolazione". Inoltre, il beneficio è stato esteso anche agli investimenti sulle emittenti televisive nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.


Nell'ambito di questa innovazione, è stata prevista una nuova finestra temporale per l'invio delle comunicazioni per l'accesso al credito d'imposta, dal 1° al 30 settembre 2020. Restano comunque valide le comunicazioni presentate nel mese di marzo 2020. Con il dl Agosto, poi, il governo ha ampliato le risorse sul tavolo: fissate iniziamente a 60 milioni dal dl Rilancio, sono salite a 85 milioni di cui 50 milioni per gli investimenti sui giornali quotidiani e periodici, anche online  e 35 per quelli sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato).
 

Come fruire del credito

Per fruire del credito d'imposta, i soggetti interessati devono presentare:

  • la "Comunicazione per l'accesso al credito d'imposta", prevista dall'articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell'anno agevolato  
  • la "Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati" per dichiarare, ai sensi dell'articolo  47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l'accesso al credito d'imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell'anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all'articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018 e, per l'anno 2020, di cui all'articolo di cui all'articolo 57-bis, comma 1-ter, del D.L. n. 50 del 2017.

L'ammontare del credito d'imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento per l'informazione e l'editoria (articolo 5, comma 3, del D.P.C.M. n.  90 del 2018), pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso.
Il credito d'imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate.
 

Come presentare la comunicazione  

La comunicazione per l'accesso al credito d'imposta e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati sono presentate al Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati di cui ai commi 2-bis e 3 dell'articolo 3 del D.P.R. n. 322 del 1998.

Di Maio torna in Libia: visite a Tripoli e Tobruk. Obiettivo consolidare la tregua e rilanciare gli accordi economici. Ripresi i vecchi accordi siglati da Berlusconi con Gheddafi

Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, è stato ricevuto oggi a Tripoli dal presidente del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale della Libia, Fayez al SarrajTra i progetti più importanti in sospeso ci sono l'"autostrada della pace" e l'aeroporto internazionale di Tripoli. La missione ha anche lo scopo di rilanciare il dossier economico: la Farnesina preme per il rientro delle aziende italiane


PressReader - Corriere della Sera: 2020-09-01 - Di Maio in visita a Tripoli  rilancia l'autostrada promessa da Berlusconi

"L’Italia vede con favore l’accordo raggiunto con Saleh per la promozione di un cessate il fuoco e lo sosteniamo. Crediamo anche, come diciamo da sempre, che debba cessare ogni interferenza esterna”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in visita a Tripoli, al premier libico Fayez Serraj, parlando dell'intesa raggiunta il 21 agosto scorso con il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk Aguila Saleh.

Di Maio è arrivato questa mattina a Tripoli dove, oltre a Fayez Serraj, vedrà il ministro degli Esteri Mohamed Syala, il vice premier Ahmed Maitig, il presidente della Noc, Mustafa Sanalla e il presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled Meshri. Poi si sposterà a Tobruk per un incontro con il presidente della Camera dei rappresentanti Aguila Saleh.

Di Maio a Tripoli:

La Libia per noi è un attore importante, uno snodo cruciale per costruire un nuovo modello” di sviluppo nel Mediterraneo, “con scambi commerciali fiorenti e opportunità di crescita” per tutti i Paesi dell’area, ha detto ancora Di Maio.

"Istituiremo la commissione" per le questioni economiche tra Italia e Libia "il prima possibile, vogliamo che le imprese italiane vengano qui da noi per sostenere lo sviluppo e la crescita della Libia”, ha detto dal canto suo il premier del governo di accordo nazionale libico Fayez Serraj.

È il primo viaggio all’estero del ministro dalla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Il 17 agosto era stato in Tunisia. Di Maio oggi sarà accompagnato dal sottosegretario Manlio Di Stefano, delegato dal ministro a lavorare per istituire la commissione mista italo-libica per le questioni economiche. Nel piano di Di Maio c’è la ripresa dei vecchi accordi siglati da Silvio Berlusconi, con l’obiettivo di dare nuovo impulso agli investimenti italiani in Libia e offrire nuove opportunità di crescita alle nostre imprese e al popolo libico. Del tema il ministro Di Maio ne aveva discusso con Serraj già durante l’ultima visita a Tripoli il 24 giugno scorso.

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Covid, oltre metà delle imprese italiani ha usato la Cassa integrazione. Cosa è successo tra marzo e aprile

Nei mesi di marzo e aprile oltre la metà delle imprese italiane ha fatto uso della CIG-Covid: la cassa integrazione ha riguardato quasi il 40% dei dipendenti del settore privato. È quanto emerge dallo studio "Le imprese e i lavoratori in cassa integrazione Covid nei mesi di marzo e aprile", effettuato dalla Direzione Centrale Studi e Ricerche dell’Inps in collaborazione con la Banca d’Italia, e pubblicato nella sezione del sito Inps “Studi e Analisi”.  La quota pari al 45% nel Nord Est, al 48% nel Nord Ovest, al 52% nel Centro e al 55% nel Mezzogiorno


Nei mesi di marzo e aprile oltre la metà delle imprese italiane ha fatto uso della Cig-Covid. La cassa integrazione ha riguardato quasi il 40% dei dipendenti del settore privato. È quanto emerge dallo studio "Le imprese e i lavoratori in cassa integrazione Covid nei mesi di marzo e aprile", effettuato dalla Direzione Centrale Studi e Ricerche dell'Inps in collaborazione con la Banca d'Italia.

La quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cig-Covid è pari al 45% nel Nord Est, al 48% nel Nord Ovest, al 52% nel Centro e al 55% nel Mezzogiorno. Buona parte delle differenze tra macroaree è spiegata da eterogeneità nelle caratteristiche delle imprese, con riferimento in modo particolare al settore di attività, relativamente più sbilanciato nel Mezzogiorno a favore dei settori dell'alloggio e della ristorazione, delle costruzioni e del commercio al dettaglio non alimentare, che hanno maggiormente subito le conseguenze della crisi.

Nello studio si analizzano i dati relativi all'effettivo utilizzo, nei mesi di marzo e aprile, degli strumenti di integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro, così come modificati dal decreto Cura Italia (DL n.18/2020).

L'analisi è basata sui microdati presenti nell'archivio dell'Inps e si riferisce a tutti gli strumenti di integrazione salariale previsti per fronteggiare l'emergenza sanitaria Covid: Cassa integrazione guadagni (CIG) ordinaria, assegni dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale (FIS) e CIG in deroga, sia pagati direttamente dall'INPS sia portati a conguaglio dalle imprese.

I dati, aggiornati al 15 luglio, si riferiscono al mese di competenza del pagamento, cioè al periodo nel quale i lavoratori sono stati sottoposti alla riduzione dell'orario di lavoro e non al mese in cui la Cig-Covid è stata autorizzata dall'Inps: il decreto Cura Italia ha infatti riconosciuto alle imprese la facoltà di richiedere l'autorizzazione all'uso della Cig-Covid anche in un momento successivo all'effettivo utilizzo degli strumenti di integrazione salariale. Ciò comporta, precisa l'Inps, che i dati non possano essere ancora considerati come definitivi.

In leggero calo la fiducia dei consumatori, ma cresce quella delle imprese: l'economia post-Covid in Italia tra incertezza per il futuro e voglia di ripresa

A luglio la fiducia dei consumatori cala anche se lievemente, mentre continua salire per le imprese. Per i primi l'Istat, infatti, stima un indice in "leggera flessione" rispetto a giugno (da 100,7 a 100,0). Invece, per le aziende registra un nuovo rialzo, per il secondo mese consecutivo, (da 66,2 a 76,7). Anche se il livello resta, rimarca l'Istituto, "distante dai livelli precedenti l'emergenza sanitaria". Quanto alle famiglie, il passo indietro segue il "recupero" segnato nel mese precedente. Pesano, in questo caso, la diminuzione del clima economico, relativo alla situazione del Paese, e di quello futuro


A luglio 2020 si stima una leggera flessione del clima di fiducia dei consumatori, rispetto al mese di giugno 2020 (da 100,7 a 100,0); invece, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale per il secondo mese consecutivo, passando da 66,2 a 76,7. Lo rileva l'Istat. L'Istituto spiega che le componenti economica e futura del clima di fiducia dei consumatori sono in diminuzione (da 87,1 a 85,7 e da 105,6 a 104,2 rispettivamente), mentre cresce sia la componente personale ( da 104,5 a 105,2) sia quella corrente (da 96,4 a 97,3).

Con riferimento alle imprese, le stime dell'Istat evidenziano un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori seppur con intensità diverse. In particolare, nell’industria l’indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 80,2 a 85,2 e nelle costruzioni aumenta da 124,0 a 129,7. Per il comparto dei servizi, si evidenzia una marcata risalita dell’indice sia nei servizi di mercato (da 52,1 a 65,8) sia nel commercio al dettaglio (l’indice passa da 79,6 a 86,3).

L'Istituto di Statistica rileva inoltre che per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese di produzione. Le scorte di prodotti finiti sono giudicate in decumulo rispetto al mese scorso. Per le costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un deciso miglioramento dei giudizi sugli ordini a cui si unisce un peggioramento delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa.

Nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio, prosegue l'Istat, migliorano tutte le componenti dell’indice; in particolare, nei servizi si segnala il deciso recupero dei giudizi e delle attese sugli ordini e nel commercio l’aumento marcato sia dei giudizi sia delle aspettative sulle vendite.

Nella fase di rilevazione dei dati, effettuata tra il 1° e il 17 luglio 2020, non vi è stata alcuna riduzione del tasso di risposta delle imprese a causa dell’emergenza sanitaria. Nell’elaborazione dei dati, sono state comunque messe in atto delle azioni per gestire in modo adeguato le variazioni eccezionali presenti in questo periodo, conclude l'Istat.

"A luglio il clima di fiducia delle imprese migliora per il secondo mese consecutivo, pur rimanendo ancora distante dai livelli precedenti l’emergenza sanitaria. La crescita, diffusa a tutti i settori, è più marcata per i servizi. Peraltro, i livelli raggiunti dagli indici rimangono storicamente contenuti ad eccezione delle costruzioni, dove l’indice torna a collocarsi sui livelli storicamente elevati registrati all’inizio del 2018. L’indice della fiducia dei consumatori, invece, dopo il recupero mostrato nel mese di giugno 2020, registra una lieve flessione, determinata dalla diminuzione del clima economico e di quello futuro". E' il commento dell'Istat ai dati diffusi oggi dall'Istituto sulla fiducia di consumatori e imprese a luglio.

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

In Regione Lombardia la visita del nuovo console australiano a Milano: tutte le immagini e le interviste. Fontana: "Gli investitori apprezzano molto il nostro territorio" (VIDEO)

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia, Alan Christian Rizzi, ospite martedì dell'approfondimento sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie Online. Nello spazio video quotidiano dell'agenzia di stampa regionale interviste anche al governatore Attilio Fontana e al nuovo console generale dell'Australia a Milano, Naila Mazzucco, oggi in visita a Palazzo Lombardia Il sottosegretario Rizzi traccia un bilancio sull'attività dei rapporti internazionali svolti dalla Regione Lombardia anche in proiezione post-emergenza Covid - (VIDEO)


Agenzia Moody’s promuove la Lombardia: riconosciuta l’eccellenza regionale

Il presidente Fontana: avanti con cauto ottimismo

Coronavirus, Attilio Fontana: «Segnali positivi, penso inizi la ...

Robusta liquidità e flessibilità tributaria, basso profilo di debito, sistema sanitario in equilibrio ed economia forte. Sono questi gli elementi che caratterizzano la ‘Credit Opinion’ pubblicata dall’agenzia Moody’s che promuove e conferma per la Regione Lombardia un “giudizio Baa2 con outlook stabile, un notch al di sopra del rating sovrano (Baa3)”.

Una valutazione che evidenzia l’eccellenza lombarda largamente riconosciuta e consolidata ormai da anni.

Moody’s: ottima gestione

“Un giudizio – commenta il presidente Attilio Fontana – che ci conforta e che ci consente di guardare al futuro con cauto ottimismo. Moody’s sottolinea l’ottima gestione dell’Ente, elemento questo che ci consente di avere addirittura un giudizio superiore a quello dello Stato”.

Riguardo alla governance, “Moody’s – spiega ancora Fontana – evidenzia che è caratterizzata da alta trasparenza e processi di
gestione prudenti”.

Moody’s promuove la Lombardia

Nella valutazione di Moody’s è – ad esempio – apprezzata la gestione dei flussi di cassa che consente all’Ente di non ricorrere alle anticipazioni di cassa (come avviene ormai da 7 anni), che ha inoltre consentito di anticipare le necessità per fronteggiare l’emergenza covid in attesa della restituzione da parte dello Stato, nonché di assicurare il regolare pagamento dei fornitori.

Sistema sanitario

Relativamente al sistema sanitario, Moody’s indica che è stato pesantemente colpito dall’emergenza, con conseguente aumento dei
costi (che ci si aspetta saranno in gran parte coperti dallo Stato). Ma, secondo l’agenzia, l’efficienza e l’equilibrio raggiunto consentiranno comunque di mitigare l’impatto negativo dell’emergenza Covid.

Economia

Per ciò che attiene ai fattori macroeconomici la Regione si attesta tra le più ricche in Italia con un reddito pro-capite del 33% superiore alla media nazionale, un tasso di disoccupazione inferiore alla media nazionale (5,6 % rispetto al 10 % alla fine del 2019). A causa dell’emergenza Covid, Moody’s prevede un calo della produzione nel 2020-2021, ma non gravi danni a lungo termine e si aspetta una ripresa economica più veloce rispetto alle altre regioni.

(Fonte: Lombardia Notizie)

Lavoro, a luglio previste 263mila assunzioni: -38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Aumentano i contratti a termine. Comandano commercio e turismo

Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila, evidenziando in questa fase incertezza diffusa soprattutto per il mese di settembre. I contratti proposti dalle imprese a luglio sono prevalentemente contratti a termine, tipologia che cresce di 3 punti percentuali rispetto al 2019 (59,5% contro 56,3%)


Unioncamere Chieti-Pescara per le esperienze di alternanza scuola ...

Sono circa 263 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese di luglio 2020. Le figure professionali più richieste in questo periodo riguardano anzitutto le attività commerciali e del turismo a partire dagli addetti nelle attività di ristorazione (circa 57mila), dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34mila) e dagli addetti alle vendite (oltre 20 mila). Rispetto allo stesso periodo del 2019 si prospetta un calo complessivo delle entrate pari a -38,6% (più forte nell’industria che nei servizi). Si riducono anche le imprese che programmano assunzioni (sono il 10%, contro il 16% di un anno fa). Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila, evidenziando in questa fase incertezza diffusa soprattutto per il mese di settembre.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di luglio. I contratti proposti dalle imprese a luglio sono prevalentemente contratti a termine, tipologia che cresce di 3 punti percentuali rispetto al 2019 (59,5% contro 56,3%). Parallelamente in questa fase diminuiscono i contratti a tempo indeterminato (17% contro 20,2%). Leggero incremento per i contratti di apprendistato (5,4%, +0,3 punti), mentre diminuisce la previsione per i contratti di somministrazione (8,4%, -1,4 punti).

Il 52% delle entrate riguarda l’area aziendale della produzione, il 19% l’area commerciale e il 13% l’area tecnica e della progettazione. Perciò dopo il grande gruppo delle professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi e quello delle professioni non qualificate, le assunzioni di luglio riguardano soprattutto gli operai specializzati (circa 36mila) e le professioni tecniche (circa 27mila).

E anche in questo periodo di crisi economica si registra difficoltà di reperimento nel 37% delle ricerche per gli operai specializzati (in particolare operai e artigiani nel settore delle costruzioni, fonditori e saldatori, meccanici e montatori) e in circa il 40% delle ricerche per i tecnici (soprattutto tecnici informatici, tecnici della sanità, tecnici dei rapporti con i mercati). Il mismatch tra domanda e offerta, in questi casi, è qualitativo e riguarda soprattutto competenze ed esperienza, con radici nel mancato collegamento tra sistema formativo e imprese oltre che nelle carenze dell’orientamento e dei servizi per il lavoro.

Meglio della media nazionale si prospettano le assunzioni di luglio per le regioni del Nord-est (in particolare Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto che contengono la flessione tra -19% e -35% rispetto al 2019) e per quelle del Sud e Isole (in particolare Sardegna, Calabria e Puglia con una flessione compresa tra -30% e -34%), trainate dalla stagione turistica. Il Centro si assesta su una riduzione delle entrate del 37% rispetto a un anno fa, mentre più lenta risulta la ripresa nel Nord-ovest (-48,5% le entrate rispetto al 2019).

Peggiorano le aspettative delle imprese: difficoltà economiche per il 90%. Occupazione, accesso al credito, investimenti: tutte le ombre sul futuro

Nel secondo trimestre del 2020 la quota di imprese che ha segnalato un peggioramento della situazione economica generale rispetto al trimestre precedente è aumentata, quasi al 90% in tutte le aree geografiche (era 82 per cento nella media nazionale nella scorsa indagine). E' quanto emerge da una ricerca della Banca d'Italia condotta tra il 25 maggio e il 17 giugno 2020 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, le quali hanno riportato un'ampia flessione della domanda corrente


Peggiorano le aspettative delle imprese sulla situazione economica generale. Secondo l'indagine condotta dalla Banca d'Italia tra il 25 maggio e il 17 giugno 2020 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, i giudizi sulla situazione economica generale nel secondo trimestre del 2020 "sono peggiorati rispetto alla precedente indagine condotta in marzo". Le imprese riportano una ampia flessione della domanda corrente. Le attese a breve termine sulle vendite sono invece meno pessimistiche, così come quelle sulle proprie condizioni operative.    

La maggioranza delle imprese, rileva l'indagine, indica che il proprio fatturato ha subito una riduzione a causa della pandemia e prefigura che la propria attività torni ai livelli prevalenti prima della crisi sanitaria in poco meno di un anno; solo il 3 per cento delle aziende ritiene di non poter più tornare a livelli di fatturato pari a quelli precedenti la diffusione del Covid-19.

I giudizi delle imprese sulle condizioni di accesso al credito sono lievemente peggiorati rispetto al trimestre precedente. Circa metà delle imprese ha avanzato richiesta di liquidità nel quadro delle misure di supporto introdotte dai recenti decreti governativi, riuscendo ad accedervi in forma totale o parziale nel 70 per cento dei casi. Le condizioni per investire sono valutate in peggioramento. I piani di spesa prefigurano una riduzione degli investimenti nel complesso del 2020, riconducibile soprattutto alla caduta già registrata nella prima metà dell'anno. Le attese sull'occupazione restano sfavorevoli nel settore dell'industria in senso stretto e nei servizi, mentre sono tornate positive nell'edilizia. 

Ref, pil 2020 solo -9,3% ma futuro molto rischioso - I segnali di "una rapida normalizzazione dell'attività economica in molti comparti" spingono a quantificare per quest'anno "una contrazione del Pil italiano del 9,2% meno pronunciata rispetto alle stime indicate nei giorni scorsi negli scenari dei maggiori organismi internazionali, e più vicina alle indicazioni delle istituzioni italiane". E' quanto scrive il Ref nelle sue ultime previsioni sottolineando però i rischi legati all'accumulo di debito pubblico e dalla bassa crescita . Le previsioni per il 2021 ed il2022 indicano quindi una crescita del 5,4% e del 2,4%.

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