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updated 3:05 PM UTC, Jan 23, 2021

Milano, al via la Settimana del Lavoro Agile. Madia: "Conta il risultato non le ore d'impiego". Boeri: "Aiuta le donne a conciliare carriera e famiglia"

Da oggi al 26 maggio l'iniziativa voluta dal Comune di Milano per promuovere l'armonia tra impegno lavorativo e qualità della vita. Coinvolte 148 aziende e 72 coworking, 10mila dipendente potenzialmente interessati. Le interviste alla ministra della Funzione pubblica e al presidente dell'Inps - (VIDEO)


Immagine correlata Marianna Madia, ministra della Funzione Pubblica 

Immagine correlata Tito Boeri, presidente dell'Inps


 

Ad oggi sono 148 le aziende tra private e pubbliche, 72 i coworking coinvolti, 18 gli enti aderenti, con 33 tra workshop, tavole rotonde e incontri e oltre 10mila dipendenti potenzialmente interessati a scoprire i vantaggi di poter conciliare impegno lavorativo e qualità della vita. Con questi numeri prende il via, da oggi sino al 26 maggio, la Settimana del Lavoro Agile voluta e promossa dal Comune di Milano, i cui contenuti sono stati illustrati oggi a Palazzo Marino.  

Quest’anno, al contrario delle scorse edizioni, si potrà sperimentare il lavoro agile non un giorno solo ma nell’arco di 5 giornate feriali. La Settimana del Lavoro Agile è l’occasione per fare di Milano un modello di riferimento nazionale per le buone pratiche del lavoro agile all’interno delle pubbliche amministrazioni e delle aziende private favorendo lo sviluppo dei coworking, delle politiche di conciliazione e dello smart working.

 All’iniziativa  hanno  aderito 238 realtà di ogni dimensione, tra aziende, enti, associazioni e sindacati  interessati a far sperimentare ai propri lavoratori le modalità del lavoro agile.

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra, da un ufficio decentrato o da una postazione in coworking. È una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

 Tra le  148 aziende che hanno scelto di partecipare alla Settimana del Lavoro Agile  troviamo nomi come: Doxa, Fastweb spa, Gruppo PSA Peugeot Citroen, Mars Italia, Mellin, Sanofi, Siemens, Philips, Tamoil, Tim, Vodafone, Unicredit e Nestlè, solo per citarne alcune. Aderiscono inoltre tutte le società partecipate del Comune di Milano: MM spa, SEA, AMAT, A2A, ATM, Milano Ristorazione, Fondazione Welfare e Capholding.

 Grande partecipazione anche da parte dei coworking che sono 72 (+65%, erano 44 nel 2016) di cui 34 attivi sul territorio milanese e della Città metropolitana e 9 in Lombardia. Giunte adesioni anche al di fuori dei confini regionali tra cui 4 adesioni da Toscana e Veneto, 2 da Piemonte, Sicilia e Emilia Romagna, 1 da Marche, Umbra e Friuli.

Tre le modalità con le quali le aziende possono partecipare alla settimana: “Sperimenta il lavoro agile”, che offre al dipendente la possibilità di sperimentare per un massimo di 5 giorni un lavoro al di fuori della sede abituale con una flessibilità oraria o attraverso una postazione di coworking; con “Adotta un‘impresa”, si è data la possibilità alle aziende che hanno già avviato azioni di smart working di offrire la propria competenza ad aziende interessate a sperimentare questa nuova modalità lavorativa, diventando così vere e proprie mentor del lavoro agile; “Organizzare un evento”, presso la propria sede o presso uno spazio comunale, è volto a diffondere e ampliare la conoscenza del lavoro agile e dei vari aspetti del welfare aziendale.

I dati del 2016

Secondo una indagine condotta dal Comune, in occasione della Giornata del lavoro agile 2016, su un campione di 2.299 lavoratori che  hanno aderito rispondendo al questionario,  1.073 sono uomini (47%), 1.226 donne (53%). 

Tra i partecipanti, la fascia compresa tra 25 e 39 anni costituisce il 30%, tra 39 e 55 anni il 60%, mentre gli over 55 sono il 10%.

I laureati rappresentano il 54%, i diplomati il 43%.

Tra gli aderenti, il 59% è impiegato, il 35% è quadro e solo l’1% dirigente.

Il luogo preferito per provare l’esperienza del lavoro agile per l’87% del campione è stata la propria casa, il 9% ha scelto altre sedi distaccate dell’azienda rispetto all’abituale, solo l’1% ha optato per  una postazione in un coworking.

Tempo risparmiato per gli spostamenti casa-lavoro da chi ha praticato il lavoro agile: 234.937 minuti, pari a circa 163 giorni e 4 ore. L’incremento del tempo risparmiato nel 2016 è risultato pari a +32% rispetto al 2015 e +52% rispetto al 2014. Tempo impiegato nel 43% dei casi per prendersi cura della famiglia, nel 20% dei casi per dedicarsi alla cura della casa e attività domestiche,  al lavoro nel 15% dei casi, al riposo il 10%, alle proprie passioni e hobby il 6% e il 5% ad altro.

Dal punto di vista ambientale il lavoro agile fa bene: in un solo giorno sono stati evitati 58.438 km percorsi con mezzi privati a motore. Erano 35.752 km nel 2015 e 38.282 km nel 2014. Nella sola giornata del 2016 si è evitato di immettere nell’ambiente  1.93 kg di  PM10, 26,6 kg di ossidi di azoto, 9,5 kg di biossido d’azoto e 11,7 tonnellate di anidride carbonica oltre a un risparmio di 5.080 litri di carburante.

Il  palinsesto completo degli appuntamenti della settimana del Lavoro Agile è consultabile www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/qualitavita/lavoro_agile

Tutto Renzi a Milano: attacco ai Cinque Stelle e parole forti sulle intercettazioni. Il sospetto di un complotto istituzionale?

Nei video de ilComizio.it l'intervento del segretario del Pd alla Scuola di partito Pier Paolo Pasolini alla fondazione Feltrinelli, nata da un'idea del professor Massimo Recalcati. Dalla giustizia all'economia, dalla comunicazione all'idea di "potere", il leader dem a 360 gradi. Da ascoltare bene... - (VIDEO)


 

"Il vero tema non è l'intercettazione, il rapporto padre e figlio. L'intercettazione è illegale per chi la pubblica. Il tema è capire se negli ultimi mesi un pezzo delle istituzioni ha fabbricato prove false verso rappresentanti delle istituzioni".

Il dibattito sulle intercettazioni "è una gigantesca arma di distruzione di massa".

"Il  Pd deve essere sempre dalla parte della giustizia. Che non può essere giustizialismo, subalternità culturale, per cui si chiedono le dimissioni dei politici se arriva un avviso di garanzia. Facendo passare il messaggio che l’avviso di garanzia è attestato di colpevolezza. Noi siamo dalla parte dell’onestà e della giustizia. Non abbiamo niente da temere e vogliamo solo che si rispettino le leggi. Da parte di tutti". 

Così Matteo Renzi intervenendo a Milano alla Scuola di partito Pier Paolo Pasolini

 

La lotta non è più di classe, addio operai e borghesi. Comunisti e padroni uniti per i "diritti civili", ma qualcuno non ci sta

Riceviamo e pubblichiamo il commento di un lettore che prende spunto da un'analisi statistica che traccia una mappa socio-economica dell'Italia che può suggerire diverse riflessioni. Un contributo di parte e certamente provocatorio, ma non per questo privo di interesse


E' impietoso il quadro che emerge dal Rapporto Annuale dell'Istat: un milione e 600 mila famiglie in stato di povertà assoluta, il 28,7% a rischio, il 70% degli under 35 vive con i genitori in un Paese dove resiste un ceto impiegatizio che fa da maggioranza insieme ai pensionati. In ogni caso crescono le diseguaglianze.

Poco di cui rallegrarsi dunque. Eppure le vecchie battaglie, le rivendicazioni "proletarie" da un lato e la difesa di un rigore capitalistico votato allo sviluppo dall'altro, si sono pressoché esaurite. A fargli spazio multinazionali straripanti che condividono campagne culturali e ideologiche con le truppe che dicevano di volerle combattere, cioè i progressisti eredi del socialismo e del comunismo.

Questi, evidentemente, condizionati dai loro geni internazionalisti, non hanno retto più di tanto nel contrastare la globalizzazione. Troppo simili per essere nemici per davvero; allora eccoli tutti insieme a glorificare migrazioni di massa e perseguire sostituzioni di popoli, a imporre incontestabili campagne in difesa di questa o quella categoria di temporanea minoranza, minacciata sempre da una qualche "fobia".

Così ci ritroviamo a non poter comprare una casa ma possiamo sposarci con chiunque, i bambini non hanno un futuro ma possono fare a meno del logoro schema familiare che partiva da mamma e papà. Un giorno ci diranno che due-tre pasti al giorno sono troppi, ma ci spiegheranno che mezzo e multietnico è una grande conquista.

"Dio è morto, Marx è morto e anch'io non mi sento tanto bene" (cit.). Nemmeno io, ma proprio per niente, "mortacci vostri!" (cit.).

Franco Bertarelli


Che cosa dice l'Istat

In stato di povertà assoluta 1,6 milioni di famiglie, il 28,7% a rischio di povertà o esclusione sociale. Il 70% degli under35 vive ancora con i genitori

Italia Paese di impiegati e pensionati con sette giovani su dieci ancora a casa con i genitori e con la classi sociali che 'esplodono'. E' l'impietoso ritratto del Belpaese fatto dall'Istat nel Rapporto annuale.

L'Istat traccia una nuova mappa socio-economica dell'Italia, dividendo il Paese in nove gruppi in base al reddito, al titolo di studio, alla cittadinanza e non guardando così più solo alla professione, come nelle tradizionali classificazioni. I due sottoinsiemi più numerosi sono quelli delle 'famiglie di impiegati', appartenete alla fascia benestante (4,6 milioni di nuclei per un totale di 12,2 milioni di persone) e delle 'famiglie degli operai in pensione', fascia a reddito medio (5,8 milioni per un totale di oltre 10,5 milioni di persone). Per l'Istat il gruppo più svantaggiato economicamente è quello delle 'famiglie a basso reddito con stranieri' (1,8 milioni pari a 4,7 milioni di persone), seguono le 'famiglie a basso reddito di soli italiani' (1,9 milioni che comprendono 8,3 milioni di soggetti), le meno numerose 'famiglie tradizionali della provincia' e il gruppo che riunisce 'anziane sole e giovani disoccupati'. A reddito medio sono invece considerate oltre alle famiglie di operai in pensione, quelle di 'giovani blu collar' (2,9 milioni, pari a 6,2 milioni di persone). Nell'area dei benestanti, l'Istat inserisce oltre alle 'famiglie di impiegati', quelle etichettate 'pensioni d'argento' (2,4 milioni, per 5,2 milioni di persone). Il primo posto sul podio dei più ricchi spetta alla 'classe dirigente' (1,8 milioni di famiglie, pari a 4,6 milioni di persone).

L'Istat fa notare come nel gruppo leader dal punto di vista numerico, quello degli impiegati, il capofamiglia, la persona di riferimento, sia donna in quattro casi su dieci. La nuova mappa nasce dall'esigenza di tenere conto anche della popolazione non occupata, a differenza delle classiche tassonomie che prendono in considerazione solo i lavoratori, e soprattutto dalla necessità di ricalibrare le stratificazioni socio-economiche, viste le frammentazioni in atto. Oggi infatti, fa notare l'Istituto, la "classe operaia ha perso il suo connotato univoco" e "la piccola borghesia si distribuisce su più gruppi sociali.

Più disuguaglianze, classi sociali 'esplodono' - "La diseguaglianza sociale non è più solo la distanza tra le diverse classi, ma la composizione stessa delle classi". E' questa l'analisi contenuta nel Rapporto dell'Istat. Per l'Istat "la crescente complessità del mondo del lavoro attuale ha fatto aumentare le diversità non solo tra le professioni ma anche all'interno degli stessi ruoli professionali, acuendo le diseguaglianze tra classi sociali e all'interno di esse".

Giovani tanguy - Quasi sette giovani under35 su dieci vivono ancora nella famiglia di origine. L'Istituto spiega che nel 2016 i 15-34enni che stanno a casa dei genitori sono precisamente il 68,1% dei coetanei, corrispondenti a 8,6 milioni di individui.

Crescono le famiglie senza lavoro - In Italia nel 2016 si contano circa 3 milioni 590 mila famiglie senza redditi da lavoro, ovvero dove non ci sono occupati o pensionati da lavoro. Si tratta del 13,9% del totale, con la percentuale più alta che si registra nel Mezzogiorno (22,2%) Si tratta di tutti nuclei 'jobless' dove si va avanti grazie a rendite diverse, affitti o aiuti sociali. Nel 2008 queste famiglie erano 3 milioni 172 mila, il 13,2% del totale.

Non è un Paese per giovani - L'Italia è un Paese sempre più vecchio: al 1 gennaio 2017 la quota di individui di 65 anni e più ha raggiunto il 22%, collocando il nostro Paese al livello più alto nell'Unione Europea e "tra quelli a più elevato invecchiamento al mondo". Con questo dato l'Italia supera anche la Germania che per anni si è collocata ai vertici della classifica europea per quota di over-65 sulla popolazione complessiva. Sono in 13,5 milioni gli italiani che hanno più di 65 anni; gli ultraottantenni sono 4,1 milioni.

Quanto pesa il carrello della spesa - La spesa per consumi delle famiglie ricche, della 'classe dirigente', è più che doppia rispetto a quella dei nuclei all'ultimo gradino della piramide disegnata dall'Istat, ovvero 'le famiglie a basso reddito con stranieri'. L'Istituto per le prime rileva esborsi mensili pari a 3.810 euro, contro i 1.697 delle fascia più svantaggiata economicamente. Una capacità di spesa ridotta significa anche meno opportunità. "Malgrado una maggiore partecipazione al sistema di istruzione delle nuove generazioni dei gruppi svantaggiati rispetto a quelle più anziane, le differenze sono ancora significative", fa notare l'Istat. Ecco che "i giovani con professioni qualificate sono il 7,4% nelle famiglie a basso reddito con stranieri e il 63,1% nella classe dirigente". Le fratture che caratterizzano il Paese vengono confermate: "persiste il dualismo territoriale: nel Mezzogiorno sono più presenti gruppi sociali con profili meno agiati". D'altra parte, spiega il Rapporto, "la capacità redistributiva dell'intervento pubblico è in Italia tra le più basse in Europa".

Gli stranieri - Sono 5 milioni gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2017, e prevalentemente vivono al Centro-nord. La collettività rumena è di gran lunga la più numerosa (quasi il 23% degli stranieri in Italia); seguono i cittadini albanesi (9,3%) e quelli marocchini (8,7%). Nel 2016 l'incremento degli stranieri residenti è stato però molto modesto, 2.500 in più rispetto all'anno precedente: ciò - spiega l'istituto di statistica - si deve soprattutto all'aumento delle acquisizioni di cittadinanza (178mila nel 2015). Di queste, quasi il 20% ha riguardato albanesi e oltre il 18% marocchini. I permessi per asilo e motivi umanitari attualmente rappresentano quasi il 10% dei permessi con scadenza (esclusi quindi quelli di lungo periodo), il doppio rispetto al 2013.

Lavori di casa - Le casalinghe "con il loro lavoro producono beni e servizi per 49 ore a settimana". Guardando agli occupati, ovvero a quanti svolgono sia il lavoro retribuito che familiare, le donne superano le 57 ore mentre gli uomini le 51. Tra casa e lavoro è quindi evidente il carico in più per le donne.

(Fonte: Ansa)

Elezioni a Legnano, i volti nuovi della politica: scopriamo Francesco Toia

La nostra intervista a un giovanissimo candidato consigliere nel Comune dell'Alto Milanese che andrà alle urne il prossimo 11 giugno. Il profilo e le proposte di uno studente universitario di 21 anni che sembra già avere le idee chiare sugli interventi necessari alla sua città: "E' arrivato il momento di impegnarmi per migliorare l'amministrazione. Come Movimento per Legnano, con la nostra candidata sindaco, Ornella Ferrario, abbiamo individuato alcuni temi che riteniamo importanti, a cominciare da una biblioteca moderna e attiva che possa unire davvero i ragazzi che studiano e dalle misure per sostenere le iniziative giovanili che porteranno innovazione nel commercio" - (VIDEO)


"Il tradimento del capitale" secondo l'Ugl: parla il segretario generale

La nostra intervista a Francesco Paolo Capone a margine della conferenza programmatica organizzata a Milano dall'Unione generale del lavoro, il sindacato a forte vocazione "nazionale" nato nel 1950 come Cisnal. Ai microfoni de ilComizio.it una dettagliata analisi sull'attuale assetto economico e finanziario del nostro Paese, la condizione dei lavoratori, il quadro politico e l'Euro - (VIDEO)


“Il giudizio espresso oggi dall’agenzia di rating S&P sul Pil e sulla politica italiana dimostra quanto sia urgente da parte della politica riappropriarsi del suo ruolo e della sua supremazia sull’economia, ancora di più sulla finanza”.

Lo afferma Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, a margine della conferenza programmatica organizzata a Milano, intitolata ‘Il tradimento del Capitale’, commentando il rapporto di S&P sull’Eurozona in cui si sottolinea quanto il clima politico incerto possa incidere negativamente sulle aspettative di crescita.

“L’Ugl – sottolinea Capone – non ha mai lesinato critiche nei confronti degli ultimi governi più appoggiati dall’UE che votati dal popolo italiano, ma ce ne corre da qui ad accettare critiche e giudizi da parte di agenzie la cui imparzialità e capacità previsionale può e deve essere messa in discussione”.

“La verità – conclude Capone – è che l’Italia, e ancora di più l’Europa, ha bisogno più che mai di politica, ma di una buona politica che metta al primo posto l’interesse nazionale, la società e il lavoro, così da conquistarsi senza dubbio e senza strumentali ‘appoggi esterni’ i quali a tutto si interessano tranne che al bene supremo della Nazione”.

In barca e in bici dal Canton Ticino a Venezia: un viaggio da sogno unico al mondo

Presentata a Milano la "Locarno-Venezia  Bike and Boat Adventure", un progetto che vuole recuperare l'antico collegamento commerciale e turistico tra la Svizzera e l'Italia, unendo le Alpi al mare Adriatico con una linea d'acqua navigabile fatta di laghi, canali, fiumi, delta, lagune; un unico bacino d'acqua dolce di 540 chilometri, l'idrovia più antica d'Europa e che si svolgerà dal 20 al 27 maggio. La nostra intervista all'ex ciclista professionista Andrea Noè e l'intervento del presidente di "Orizzonte Eventi", Renato Zocchi - (VIDEO)


L'assessore all'Economia, Crescita e Semplificazione di Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, è intervenuto alla presentazione della prima edizione di "Locarno-Venezia, bike and boat adventure"

"È un'opportunità – ha commentato l'assessore – per capire che il Naviglio Grande è un'infrastruttura. Adesso come Regione Lombardia, faremo l'ultimo sforzo per chiudere il cerchio e realizzare i sette ponti necessari per rendere navigabile anche il Naviglio Pavese".

"È importante - ha aggiunto Garavaglia - che si moltiplichino manifestazioni di questo tipo, perché la Lombardia non è solo lavoro, ma anche turismo. Siamo la prima Regione in Italia per turisti stranieri e il settore della mobilità dolce ha certamente ancora dei margini di crescita assai significativi".

Fava: "Milano torni capitale mondiale del cibo. E i mercati interni non bastano più, il Made in Italy va comunicato in modo efficace"

L'assessore lombardo all'Agricoltura ha inaugurato, insieme al sindaco Sala e al ministro Martina, Milano Food City la settimana dedicata al gusto e alla cultura della sana alimentazione in programma in città dal 4 all'11 maggio


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MILANO CAPITALE DEL CIBO - "Milano deve riappropriarsi di un ruolo che e' proprio, quello di capitale del cibo. Milano capoluogo della prima regione agricola italiana e, probabilmente, della prima regione agroalimentare d'Europa. Per troppo tempo aveva dimenticato questa vocazione, propria non della citta' ma del territorio che rappresenta, dove dieci milioni di abitanti vedono nelle proprie articolazioni territoriali 50 mila aziende agricole ai vertici delle produzioni mondiali sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo". Lo ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, intervenendo oggi all'inaugurazione di Milano Food City, la settimana dedicata al cibo e alla cultura della sana alimentazione in programma nel capoluogo lombardo dal 4 all'11 maggio. Sono intervenuti tra gli altri il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.

NOSTRA GRANDE QUALITA' VA COMUNICATA IN MODO APPROPRIATO - "Un ruolo naturale viene riconsegnato alla citta' - ha aggiunto - che lo declina nel miglior dei modi parlando di sostenibilita'. Che diventa fondamentale se e' sostenibilita' economica, per le nostre attivita' agricole. Il cibo costa meno di quanto costi produrlo, - e questa differenza e' sostanziale tra costi di produzione e commercializzazione soprattutto per quello che riguarda le commodities -, mentre noi siamo passati alla distintivita' che ha migliorato il rapporto tra mondo agricolo e consumatori; le aziende devono fare i conti con quello che realizzano, spesso e' mancata una vera campagna promozionale e comunicativa nonostante prodotti distintivi e di grande qualita'" 

DOPO EXPO CIBO DIVENUTO ELEMENTO CULTURALE - "Da Expo in poi - ha ricordato Fava - la modalita' comunicativa e' cambiata; il tema di oggi lo dimostra, cosi' come l'attenzione di una grande fondazione culturale: il cibo e' divenuto elemento culturale. Se a questo faremo seguire adeguate politiche di promozione, che spieghino ai consumatori quali siano le qualita' dei prodotti per loro disponibili, uscendo da alcuni stereotipi che condizionano la percezione del consumatore stesso, avremo compiuto un atto importante e utile dal punto di vista delle politiche generali".

PER IMPRESE INDISPENSABILE AVERE MARGINI - "Oggi - ha aggiunto l'assessore - l'obiettivo comune e' dare alla nostra agricoltura una dimensione che consenta sostenibilita' ambientale ed economica, e che possa garantire nel tempo a queste attivita' di continuare a offrire cibo ai consumatori mondiali".

MERCATI INTERNI NON SONO PIU' NOSTRA FRONTIERA - "La nostra frontiera si chiama internazionalizzazione - ha ribadito Fava -, le aziende puntano a cercare quei mercati che possano intercettare la domanda e che i prodotti siano pagati il giusto.
Per far cio' servono serie azioni di promozione e comunicazione, insieme a grandi iniziative culturali. Buona parte della capacita di penetrare nella testa dei consumatori prima italiani e poi internazionali con messaggi corretti sono l'unica frontiera che ci resta. Avremo la possibilita' di avere un mercato libero e trasparente, e di mantenere la buona reputazione del nostro 'Made in Italy' solo se potremo comunicarlo in modo efficace. Con questa iniziativa si puo' farlo da Milano, l'obiettivo e' riportare la citta' a essere la capitale mondiale del cibo come puo' ambire a esserlo, in modo naturale".

Milano, arriva la "Settimana del lavoro agile". L'assessore Tajani: "Scopriamo come conciliare impegni lavorativi e qualità della vita"

L'iniziativa, che è rivolta ad aziende di ogni dimensione, enti e liberi professionisti, associazioni, sindacati, quest'anno non sarà su una sola giornata ma si svilupperà su cinque giorni feriali: dal 22 al 26 maggio. Benefici anche per l'ambiente. La nostra intervista - (VIDEO)


Risultati immagini per milano settimana del lavoro agile

Milano crede nello sviluppo delle opportunità offerte dalle nuove forme di lavoro. Quest’anno infatti si potrà sperimentare il lavoro agile non un giorno solo ma nell’arco di ben 5 giornate feriali. Durante “La Settimana del Lavoro Agile”, dal 22 al 26 maggio, si potranno scoprire i vantaggi di poter conciliare impegno lavorativo e qualità della vita.

Ma l’obiettivo del 2017 è anche raddoppiare le adesioni rispetto alla scorsa edizione e fare di Milano un modello di riferimento per buone pratiche del lavoro agile all’interno delle pubbliche amministrazioni e delle aziende private favorendo lo sviluppo dei coworking, delle politiche di conciliazione e dello smart working.

Promosso dall’assessorato alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, è stato firmato oggi a Palazzo Marino dai partner dell’iniziativa il protocollo d’intesa per l’adesione e la promozione alla settimana del lavoro agile. Il documento è stato sottoscritto dai rappresentanti di: Cgil -  Cisl - Uil - Assolombarda - ABI - Unione Artigiani – Città metropolitana – API – ANCI Lombardia – Camera di Commercio di Milano -  Apa Confartigianato – Valore D – Federdistribuzione – Confcommercio Milano – SDA Bocconi.

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra, da un ufficio decentrato o da una postazione in coworking. È una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

L’adesione all’iniziativa è rivolta ad aziende di ogni dimensione, enti e liberi professionisti, associazioni, sindacati e a chiunque desideri far sperimentare ai propri lavoratori modalità di lavoro agile. Tre le modalità con le quali si potrà aderire all’iniziativa: “Sperimenta il lavoro agile”, offre la possibilità al dipendente di provare per un massimo di 5 giorni un lavoro al di fuori della sede abituale con  una flessibilità oraria o attraverso una postazione di coworking. “Adotta un‘impresa”, consente ad aziende che hanno già avviato lo smart working di offrire la propria competenza ad aziende interessate a sperimentare questa nuova modalità lavorativa. Infine “Organizza un evento”, in sede o presso uno spazio comunale, sul tema per diffondere e ampliare la conoscenza del lavoro agile a tutti gli interessati.

Secondo una indagine condotta dal Comune, in occasione della terza edizione della giornata del lavoro agile 2016, su un campione di 2.299 lavoratori che hanno aderito rispondendo al questionario, 1.073 sono uomini (47%) 1.226 donne (53%). Tra i partecipanti la fascia compresa tra 25 e 39 anni costituisce il 30%, tra 39 e 55 anni il 60%, gli over 55 il 10%. I laureati rappresentano il 54%, i diplomati 43%. Tra gli aderenti alla giornata del lavoro agile il 59% è impiegato, il 35% è quadro e solo 1% dirigente. Il luogo preferito per provare l’esperienza del lavoro agile per l’87% del campione è stato il lavoro da casa, il 9% ha scelto altre sedi distaccate dell’azienda rispetto all’abituale, solo 1% ha optato per una postazione in un coworking. Tempo risparmiato per gli spostamenti casa-lavoro da chi ha praticato il lavoro agile: 234.937 minuti, pari a circa 163 giorni e 4 ore. L'incremento del tempo risparmiato nel 2016 è risultato pari a +32% rispetto al 2015 e +52% rispetto al 2014. Tempo impiegato nel 43% dei casi per prendersi cura della famiglia, dedicarsi alla cura della casa e attività domestiche 20%, al lavoro 15%, al riposo 10%, alle proprie passioni e hobby il 6% e il 5% ad altro.

Dal punto di vista ambientale il lavoro agile fa bene, in un solo giorno sono stati evitati 58.438 km percorsi con mezzi privati a motore. Erano 35.752 km nel 2015 e 38.282 km nel 2014. Nella sola giornata del 2016 si è evitato di immettere nell’ambiente 1.93 kg di PM10, 26,6 kg di ossidi di azoto, 9,5 kg di biossido d’azoto e 11,7 tonnellate di anidride carbonica oltre a un risparmio di 5.080 litri di carburante.

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