updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Industria, sorride il fatturato: "Ben al di sopra dei livelli precedenti la crisi". Italia ora più attraente per gli investitori stranieri

Ad aprile è cresciuto del 3,3% sul mese precedente rafforzando un andamento già positivo. Secondo l'Istat ci sono  "segnali di accelerazione" sia sul mercato domestico che fuori dai confini nazionali


Servizi - Innovazione e Industria 4.0

Quinto mese di rialzo consecutivo per il fatturato dell'industria italiana, che ad aprile sale "ben al di sopra dei livelli precedenti la crisi". L'Istat rintraccia "segnali di accelerazione" sia sul mercato domestico che fuori dai confini nazionali, "con la componente interna che mostra una maggiore vivacità rispetto a quella estera". Così l'Istituto commenta gli ultimi dati sul fatturato dell'industria, che ad aprile è cresciuto del 3,3% sul mese precedente (sintesi di un +4% sul mercato interno e +1,7% rispetto a quello estero). Dato che rafforza l'andamento nella media del trimestre febbraio-aprile: nel periodo, l'indice complessivo è cresciuto del 4,8% rispetto al  trimestre precedente.

Un altro segnale, dunque, di ripartenza dell'attività economica che si auspica si possa rafforzare in estate con la riattivazione anche del settore dei servizi, che ha sofferto maggiormente le restrizioni imposte per combattere l'emergenza sanitaria. Ottimismo che fa il paio con quanto tracciato dai consulenti di EY nella Europe Attractiveness Survey, studio che analizza l’andamento degli investimenti esteri in Europa e che sonda le percezioni dei player internazionali con l’obiettivo di indagare quale sia il livello di attrattività di ciascun Paese. I dati pubblicati in contemporanea con l'Istat dicono infatti che il 48% dei manager ha intenzione di investire in Italia in futuro ed il 60% è convinto che nei prossimi tre anni il Paese sarà più attrattivo.

Per il momento, la consistenza della ripresa industriale è ben rappresentata dai numeri dell'indice destagionalizzato del fatturato che si trovano nelle tabelle dell'Istat: ad aprile l'indicatore totale (nazionale più estero) si è portato a 114,2 punti (la quota 100 è il livello del 2015). Nel febbraio 2020, prima dunque dello scoppio della pandemia, era a 108,1 punti, a gennaio 2020 era a 110,3. Durante la scorsa estate, ad agosto in particolare quando il Covid aveva allentato la presa, era risalito ma al massimo a 106,5 punti.

Nei dati Istat c'è anche il raffronto con l'aprile del 2020, ma la crescita del 105,1% è ovviamente poco rappresentativa visto il paragone con il periodo del lockdown. Con riferimento al comparto manufatturiero, si rilevano aumenti tendenziali per tutti i settori di attività economica e solo i farmaceutici segnano un risultato negativo (-1,0%).

Berlusconi: "Partito unico del centrodestra entro il 2023". E lui resta in campo

Appello del leader di Forza Italia a Matteo Salvini e Giorgia Meloni: "Nessuna identità va sacrificata. Il nostro compito è quello di costruire un 'partito repubblicano' sul modello americano, nel quale il centro e la destra democratica si trovino insieme per governare il Paese". Per il rilancio dell'economia l'ex premier rilancia la riforma fiscale


Come sta Silvio Berlusconi: le novità sulle condizioni di salute del leader  di Forza Italia

È un duplice appello, quello che rivolgo ai nostri amici del centro destra, a Matteo Salvini e a Giorgia Meloni: dobbiamo costruire da qui al 2023 quel partito unico che rappresenti la maggioranza degli italiani e che dia stabilità al governo del centro-destra". Lo ha detto Silvio Berlusconi nel suo intervento da remoto alla convention organizzata da Forza Italia a Castione della Presolana.

"Non dobbiamo smettere di guardare avanti ed essere anche consapevoli che il nostro Paese non uscirà dalla crisi se non saprà riformare a fondo il sistema dei partiti, il sistema della rappresentanza politica - ha aggiunto Berlusconi - Il nostro compito è quindi quello di costruire un 'partito repubblicano' sul modello americano, nel quale il centro e la destra democratica si trovino insieme per governare il Paese. Questa è una condizione indispensabile - non meno dei provvedimenti economici - perche' l'Italia possa davvero ripartire". 

"Ci anima la passione civile, l’amore per il nostro Paese con il quale siamo scesi in campo 27 anni fa e con il quale guardiamo al futuro - ha proseguito il leader di Forza Italia - è la ragione per la quale sono ancora in campo e intendo rimanerci, nonostante tutto quello che mi è successo in questi anni, nonostante una strumentalizzazione di vicende giudiziarie del tutto infondate".

"Mi conoscete, non mi sono mai fatto scoraggiare dagli ostacoli di qualsiasi tipo, ho fatto e continuerò a fare tutto quello che considero giusto e utile per il mio Paese, per i nostri valori, per la libertà", ha aggiunto Berlusconi.

"Fino a oggi il centro-destra si è dimostrato unito e spesso vincente nelle occasioni elettorali, ma non sempre ha saputo governare unito o rimanere unito all'opposizione fra un'elezione e l'altra - ha spiegato - questo non accadrebbe se fossimo un solo partito, capace di riassumere storie e identità diverse senza sacrificarne nessuna". 

"Proprio per questo, perché nessuna identità va sacrificata - ha spiegato - invito tutti i nostri azzurri a non preoccuparsi: questo progetto non significa affatto la smobilitazione o la liquidazione di Forza Italia. Al contrario, noi di Forza Italia dobbiamo rafforzarci, organizzarci ancora meglio, estendere la ricerca del consenso, sapendo che un centro-destra unito sara' un centro destra di governo solo se la nostra area, l'anima liberale, cristiana, europeista, garantista, sarà ampiamente e fortemente rappresentata".

"I miei figli con la politica non c'entrano niente", dato che "per scelta loro e mia nessuno di loro si occupa di Forza Italia". ha detto Berlusconi.

"Questa mattina ho letto con sconcerto su alcuni quotidiani e un periodico che la mia famiglia e alcuni miei collaboratori si starebbero adoperando sulle vicende che riguardano Forza Italia, i rapporti con la Lega e il progetto del centrodestra italiano - sottolinea - sono notizie assolutamente inventate che travisano radicalmente il senso della nostra iniziativa politica".

"Mi spiace che ancora una volta la mia famiglia sia chiamata in causa - ha aggiunto - i miei figli con la politica non c'entrano niente. Ho un rapporto di profondo affetto con i miei cari ma per scelta loro e mia nessuno di loro si occupa in alcun modo di politica e tanto meno del futuro di Forza Italia e lo stesso vale per i manager che continuano ad occuparsi brillantemente delle aziende che ho fondato".

"Qualsiasi decisione su Forza Italia la prendo io, facendo sintesi con il nostro gruppo dirigente", dice tra gli applausi.

Berlusconi è poi tornato a insistere sulla "riforma fiscale, indispensabile perché il Paese possa ripartire, una riforma basata su un deciso taglio delle aliquote".

È anche per questo che gli azzurri sostengono il governo Draghi, per "portare - ha spiegato Berlusconi - il nostro contributo di idee e di proposte, con spirito costruttivo e responsabile".

Secondo il leader di FI, la proposta di riforma fiscale da lui promossa "consentirà di non pagare nulla a chi guadagna meno di 12.000 euro l'anno e per tutti i redditi medio bassi di risparmiare dai 100 ai 400 euro di tasse ogni mese".

Berlusconi ha poi ribadito la "richiesta di sospensione di tutte le cartelle esattoriali fino al 31 dicembre e la richiesta di composizione in termini ragionevoli del contenzioso degli anni passati".

Infine, ha affermato, "è scontata la nostra assoluta opposizione ad ogni forma di tassazione patrimoniale e di tassa di successione".

 

(Fonte: Agi)

Avvocati Rispondono; il blocco dei licenziamenti subisce una nuova modifica

I nostri avvocati rispondono alle vostre domande, oggi ci occupiamo del blocco dei licenziamenti. Nel particolare vedremo le nuove date inserite dal decreto sostegni e in quali casi si applicano.


Confermata la possibilità per le imprese di ricorrere alla Cassa integrazione ordinaria Covid, dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, senza l’onere di versare i contributi addizionali purché non licenzino. Marcia indietro sulla proroga generalizzata del blocco dei licenziamenti, il termine resta fissato al 30 giugno 2021.

  • al 30 giugno 2021 in linea generale;
  • al 31 ottobre 2021 per le aziende che accedono agli ammortizzatori sociali con causale COVID-19
  • al 31 dicembre 2021 per le aziende che accedono agli ammortizzatori sociali CIGO

Licenziamenti? Non nelle imprese meccaniche, anzi hanno bisogno di personale ma non lo trovano

Nessun rischio di massicci licenziamenti da parte delle imprese meccaniche in caso di cessazione del blocco in vigore fino al 30 giugno: sono infatti, più le aziende che prevedono di dover aumentare l’occupazione rispetto a quelle che pensano di doverla ridurre, l'8% in più tra gennaio e marzo 2021 rispetto ai dati pesantemente negativi registrati negli scorsi trimestri. Quello che invece manca e che determinerà una difficoltà nel creare nuova occupazione è la mancanza di competenze necessarie.

A registrare il clima sul fronte occupazione dell'industria meccanica è l'indagine congiunturale presentata da Federmeccanica. "Per il nostro settore la paura legata allo sblocco dei licenziamenti è ingiustificata. Noi abbiamo bisogno di personale che lavori in fabbrica, alle macchine e non per un tempo limitato", spiega Fabio Astori, Vice Presidente Federmeccanica. E i dati sembrano confortare il quadro: più della metà delle imprese, circa il 56%, si è detta pronta ad assumere ma evidenziando anche difficoltà nel reperire i profili professionali necessari per lo svolgimento dell’attività aziendale.

 

(Fonte: Adnkronos)

Imprese, Giorgetti: "Lo Stato può essere azionista in certi settori strategici"

"Lo Stato può essere azionista delle imprese in modo discreto e intelligente senza condizionare il management". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, visitando il cantiere del nuovo impianto R3 di Agrate Brianza. "Qui - ha sottolineato riferendosi a Stm - c'è lo Stato azionista e significa che in certi settori strategici lo può fare in modo intelligente e con qualche forma di intervento o di aiuto", ha aggiunto.

Economia oltre la pandemia, un altro sorriso: la produzione industriale cresce oltre i livelli pre-Covid

Rivelazione Istat: ad aprile aumento dell'1,8% con rimbalzo del 79,5% nel confronto annuo con il lockdown


Ad aprile 2021 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell'1,8% rispetto a marzo: si tratta del quinto mese consecutivo di crescita congiunturale e il livello "supera i livelli prepandemici di febbraio 2020". Lo comunica l'Istat, indicando anche il fortissimo rimbalzo tendenziale.

Nel confronto annuo e corretto per gli effetti di calendario l'indice complessivo aumenta infatti del 79,5%, "in ragione del dato eccezionalmente basso di aprile 2020", quando ebbero luogo le maggiori restrizioni all'attività produttiva per il contenimento del Covid, con il lockdown.

Nella media del periodo febbraio-aprile, indica inoltre l'Istat, il livello della produzione industriale cresce dell'1,9% rispetto ai tre mesi precedenti.

L'indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie: variazioni positive caratterizzano, infatti, i beni strumentali (+3,1%), l'energia (+2,4%), i beni intermedi (+1,1%) e, in misura meno rilevante, i beni di consumo (+0,5%). Nel confronto annuo, incrementi "straordinariamente ampi" caratterizzano tutti i comparti: l'aumento, meno pronunciato per l'energia (+14,2%), risulta elevatissimo per i beni strumentali (+119,5%), i beni intermedi (+98,1%) e quelli di consumo (+62,2%). Tutti i principali settori di attività economica registrano aumenti su base tendenziale, ad esclusione della produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,2%). La crescita più ampia caratterizza i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+363,2%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+327,3%), delle altre industrie (+160,9%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+149,3%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+132,8%).

 

(Fonte: Ansa)

Economia oltre la pandemia: riparte la domanda di lavoro, a giugno oltre i livelli pre-Covid

E' quanto mostra il bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Manifatturiero, turismo, commercio e costruzioni i settori trainanti


Come diventare consulente del lavoro

Riparte la domanda di lavoro: sono oltre 560mila le opportunità offerte dalle imprese a giugno che salgono a quasi 1,3 milioni avendo come orizzonte l'intero trimestre giugno-agosto. Sebbene con dinamiche eterogenee a livello settoriale e territoriale, le imprese provano a ripartire, tanto che la ricerca di personale dovrebbe superare questo mese anche quella registrata a giugno 2019, in epoca pre-Covid.

E' quanto mostra il bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Manifatturiero, turismo, commercio e costruzioni i settori trainanti. 

Secondo il bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, in particolare, l'industria programma a giugno 163mila entrate (36mila assunzioni in più rispetto al mese scorso) e 378 mila nel trimestre; circa 397mila i contratti di lavoro che saranno offerti dal settore dei servizi nel mese in corso (+134mila assunzioni) e oltre 900mila quelli previsti per il trimestre. Si tratterà nel 56% dei casi di contratti a tempo determinato, nel 19% a tempo indeterminato, nel 10% in somministrazione e nel 5% in apprendistato; altre tipologie riguarderanno il restante 10% dei contratti. Aumenta anche la quota di imprese che programmano assunzioni passando dal 12% di maggio al 15% di giugno.

A trainare la domanda di lavoro sono i principali comparti dell'industria manifatturiera con circa 106mila entrate complessive programmate per giugno: le industrie alimentari (67mila entrate, +60,1% sul mese scorso), le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (55mila entrate, +49,1%) e le industrie meccaniche ed elettroniche (52mila entrate, +15,4%), tra i comparti più dinamici. In decisa ripresa anche la filiera turistica con 99mila entrate (+48,2% sul mese precedente), grazie anche ai contratti stagionali da attivare per il periodo estivo, il commercio, che prevede 84mila assunzioni (+83,2% in un mese), i servizi alle persone con 73mila assunzioni (+46,6%) e le costruzioni con 58mila ingressi programmati (+25,6%).

Con le previsioni sul recupero dell'economia italiana, il quadro - viene sottlineato - favorisce "un cambio di passo" nei programmi di assunzione che arrivano a superare anche i livelli pre-Covid: rispetto a giugno 2019 sono 87mila le entrate complessive programmate in più (pari a +18,4%). Fanno però eccezione le imprese del turismo che formulano previsioni ancora lontane dai livelli occupazionali pre-crisi (-26mila ingressi a giugno) e -77mila nel trimestre giugno-agosto) e quelle della comunicazione (-2mila assunzioni a giugno e -6mila nel trimestre). A livello territoriale sono le regioni del Nord Ovest a mostrare un maggior dinamismo (+31.110 entrate programmate rispetto a giugno 2019), seguite dal Nord Est (+20.290), Sud e isole (+18.650) e Centro (+16.860).

 

(Fonte: Ansa)

Turismo, l'estate dell'ottimismo. La difficile rimonta sul pre-Covid. Vaccini in vacanza, Garavaglia: "Sì, ma serve buon senso. Applicare subito il green pass"

Assoturismo prevede tra giugno e agosto 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del 20,8% sul 2020 e un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro


Garavaglia attacca Speranza: "stagione finita, ora ristori" - Rai News

Prospettive rosee per l'estate. Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia (nella foto) è ottimista, certo che recupereremo una buona parte dei 27 miliardi persi l'anno scorso.

Anche Assoturismo prevede tra giugno e agosto 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del 20,8% sul 2020 e un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro.

Una ‘rimonta’ che però non basta a raggiungere i livelli pre-Covid: l’estate 2019, l’ultima prima della pandemia, aveva registrato 73,5 milioni di presenze in più.

Secondo il ministro la ripresa del turismo porterà ad un rialzo delle stime sul Pil contenute nel Def perché "avremo una stagione turistica molto più interessante e avremo una stagione lunga perché abbiamo i vaccini", a differenza dell'anno scorso. Aver tolto una serie di regole, come la quarantena, consente di far ripartire il flusso turistico straniero. L'auspicio di Garavaglia è di recuperare la metà dei miliardi persi ma - ha detto - anche se ne recuperiamo un terzo è "un balzo notevole". A questo si aggiunge che il 54,5% degli italiani ha prenotato o vuole prenotare una vacanza, 10 punti in più dello scorso anno. "L'insieme di queste cose - ha sottolineato - ci fa pensare molto positivamente"

Garavaglia si è poi mostrato favorevole alle vaccinazioni in vacanza, seguendo "il buon senso". Le Regioni hanno raggiunto una percentuale di copertura molto importante e potranno avere dei margini per trattare delle "eccezioni", come permanenze turistiche lunghe. "Però - ha avvertito - non offrire questo servizio se qualcun altro lo fornisce vuol dire che hai un servizio di qualità inferiore. Con buon senso - ha precisato- si può aprire a questa possibilità".

Il ministro si è poi espresso a favore dell'applicazione da subito del green pass europeo, che sarà pronto nel giro di settimane, e ha indicato la necessità di seguire l'esempio francese: "Il green pass è la cosa più semplice del mondo: circoli tranquillamente se vaccinato, se hai fatto il tampone o sei guarito e hai anticorpi. Le regole sono queste, noi spingiamo che partano da domani". 

"Oggi la Francia dice che se vaccinati da loro possono andare tutti: ieri - ha riferito il ministro - ho chiamato Speranza e ho detto che se lo fa la Francia dobbiamo farlo anche noi. La Grecia fa arrivare con il tampone che dura 72 ore, da noi 48: lo dobbiamo fare anche noi a 72 altrimenti siamo in difficoltà".

Garavaglia, infine, ha ricordato che una grossa spinta verrà al settore dal Pnrr, che stanzia 2,4 miliardi, una cifra che "per effetto leva può arrivare a più di 5 miliardi". Componente importante è legata alla riqualificazione delle strutture ricettive: 1,8 miliardi più l'effetto leva. Una misura a cui il ministro tiene "particolarmente" per migliorare non solo alberghi, anche b&b e agriturismo. 

Guardando ai flussi estivi, Assoturismo riferisce che a segnalare gli andamenti migliori sono gli imprenditori del Sud e delle Isole (+23,9%). Valori più o meno omogenei sono attesi per il Nord Est e il Nord Ovest (rispettivamente +20,5 e +20,1%), mentre per le regioni del Centro la crescita si ferma al +18,6%. A recuperare presenze sono soprattutto le strutture extralberghiere (+21,6%), anche se il comparto alberghiero segue a breve distanza (+20,2%).

Nonostante la riapertura dei collegamenti aerei, il turismo di prossimità resterà centrale anche quest’anno. Le località balneari rimangono le più gettonate, con 66,6 milioni di presenze; ma a registrare la rimonta più veloce saranno le città d’arte. Per queste mete, praticamente azzerate lo scorso anno, lo studio prevede un aumento del +24,3%, agevolato anche dalla riduzione dei prezzi, in alcuni casi fino al -30%.

 

(Fonte: Agi)

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