updated 5:12 PM UTC, Jan 15, 2021

Conte sta con Tridico: "Stipendio adeguato, ma lavorare sulla cassa integrazione non pagata"

Il premier Giuseppe Conte difende il presidente dell'Inps Pasquale Tridico al centro di una polemica per la questione dello stipendio: "Posso dire, all'esito dell'informativa assunta, che il presidente dell'Inps all'atto dell'insediamento prendeva emolumenti di molto inferiori rispetto al precedente presidente. E' stato necessario, sulla base di provvedimenti normativi, adeguare gli emolumenti"


Sul caso dello stipendio del numero 1 dell'Inps, Pasquale Tridico,"io stesso nei giorni scorsi, quando mi è stata posta la domanda, vi ho detto 'permettetemi di verificare'. All'esito dell'informativa assunta, ho verificato che il presidente Inps prendeva emolumenti molto inferiori rispetto al precedente". Il premier Giuseppe Conte, a margine dell'incontro con la presidente della Confederazione svizzera Simonetta Sommaruga, risponde a una domanda sull'affaire Tridico.

"C'è stato un riassetto dei vertici dell'Inps e credo dell'Inail, sono stati insediati i cda, a quel punto, su base di procedimenti legislativi e regolamentari, è stato necessario adeguare gli stipendi. Questo ha portato a un adeguamento stipendiale" per Tridico che, "se guardate le tabelle comparative, ancor oggi risulta in linea o inferiore a quelli dei vertici di istituti paragonabile. Il tema non è questo, il tema è che ci sono cittadini che ancora aspettano la cassa integrazione in deroga. In questo momento quindi, il presidente Inps, i lavoratori e tutti coloro che hanno un ruolo, io per primo, dobbiamo lavorare giorno e notte" per far sì che tutti percepiscano la Cig nei tempi previsti e senza ritardi.

Il fatto che dei lavoratori non abbiano ancora percepito la cassa integrazione "è un problema per chi non ha mezzi di sostentamento. Non ha senso dire che milioni l'han presa" se "c'è ancora un piccolo numero che non lo ha percepito, perché si tratta di famiglie", ha rimarcato il premier ringraziando le aziende che hanno deciso di anticipare ai propri dipendenti la Cig.

ESCLUSIVO - Parla Paolo Pininfarina: "Pandemia come la crisi energetica degli anni '70. Dobbiamo puntare sul design italiano e fare sistema" (VIDEO)

Si è svolta il 25, 26 e 27 Settembre 2020, a Rho Milano Fiera, "AutoClassica", il grande appuntamento espositivo dedicato alle auto classiche e sportive; ilComizio.it era presente con le sue telecamere e un giornalista d'eccezione, GIORGIO BUNGARO. Nell'occasione abbiamo avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con PAOLO PININFARINA, un nome che non ha bisogno di presentazioni. Tema, ovviamente, il design italiano d'eccellenza, il momento attuale e il futuro che ci attende.

L'altra faccia della crisi da pandemia: riscoperti i negozi di quartiere, uno su due ha raddoppiato la clientela

L'Osservatorio Fida-Confcommercio: le imprese si sono adeguate con successo e tempestività alle nuove disposizioni sanitarie e di sicurezza. Accelerati i processi d’innovazione


Con il Covid-19 le imprese delle distribuzione alimentare al dettaglio sono state messe a dura prova e, soprattutto durante il lockdown, i punti vendita sono stati in prima linea per assicurare la spesa e continuare ad erogare, in condizioni di difficoltà, un servizio fondamentale per i cittadini facendo riscoprire anche il ruolo dei negozi di vicinato (come afferma il 70% delle imprese) e quasi un’impresa su due (47,3%) ha rilevato un aumento di nuovi clienti. È quanto emerge dall’Osservatorio della Fida, la Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione aderente a Confcommercio, realizzato in collaborazione con Format Research. 

Secondo l'analisi, il 31% delle imprese prevede un peggioramento della propria attività economica nei prossimi tre mesi, mentre per il 59% la situazione rimarrà stazionaria. Principalmente all’inizio e nella fase più acuta della pandemia le imprese hanno dovuto risolvere problemi di carattere organizzativo mai affrontati prima, con dispendio di energie e risorse, come il reperimento dei dispositivi di protezione individuale, ma si sono adeguate con successo e tempestività alle nuove disposizioni sanitarie e di sicurezza: dalla pulizia e sanificazione quotidiana di ambienti e strumenti, all’installazione dei pannelli separatori in plexiglass tra dipendenti e clienti.

L'emergenza sanitaria ha accelerato i processi di innovazione nel settore: il 40,7% delle imprese ha iniziato a fare consegne a domicilio, il 32,2%, di quelle che già lo facevano, ha intensificato questo servizio e il 14,2% ha attivato servizi di asporto. E anche sul fronte digitale crescono le imprese che hanno avviato servizi che prima non offrivano come la prenotazione spesa tramite email (per il 13,1%), tramite Social Network (per il 9%), il click & collect (per il 7,1%) e la vendita per mezzo di piattaforme online (per il 4,7%). Le imprese della distribuzione alimentare al dettaglio in Italia sono oltre 140 mila, pari a circa il 4% del totale complessivo delle imprese, di cui il 60% 'specializzate'.

La Casa del Quartiere è uno degli snodi di distribuzione di beni alimentari  e di prima necessità di Torino Solidale – Casa del Quartiere di San Salvario

Energia, anche Eni paga il conto Covid: semestre in rosso, ma porta a casa risultati sopra le attese. L'ottimismo di Descalzi e gli investimenti green: il Cane a sei zampe non molla l'osso

Eni ha comunicato i risultati del primo semestre 2020, che hanno risentito della forte volatilità registrata dal prezzo del petrolio nella prima metà dell’anno e della drastica riduzione della domanda, in conseguenza al lockdown deciso per frenare l pandemia da Covid-19. Il Cane a sei zampe ha deciso di modificare la politica dei dividendi, a fronte del mutato scenario di riferimento. Scelta non gradita dal mercato. I conti sono stati in calo anno su anno ma nettamente sopra le attese degli analisti. L'ad Claudio Descalzi ottimista: "Considero estremamente positiva la reattività mostrata da Eni nel semestre probabilmente più difficile che l’industria oil&gas abbia dovuto superare nella sua storia". E si gioca la carta degli investimenti "green" che aumentano di 800 milioni e saliranno al 26% del totale


ai domiciliari massimo gaboardi, ex tecnico eni che si era ...

L'Eni chiude i primi sei mesi del 2020 con una perdita netta pari a 7,34 miliardi di euro (contro un utile di 1,516 dello stesso periodo dello scorso anno) e una perdita netta di adjusted di 0,66 miliardi. Lo comunica il gruppo petrolifero dopo il cda. A fronte del mutato contesto, della sua elevata volatilità e delle azioni messe in atto per fronteggiarne gli effetti, Eni rivede la politica di remunerazione degli azionisti al fine di dare loro la massima visibilità sulla distribuzione di dividendi e piani di buy back futuri. Nel periodo che definisco il peggiore nella storia dell'industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della "guerra dei prezzi", la reazione di Eni è stata pronta e radicale". Questo il commento dell'Ad di Eni Claudio Descalzi ai risultati semestrali e alle nuove strategie messe in atto dal gruppo per far fronte alla crisi. "Abbiamo predisposto una revisione della nostra strategia di breve/medio termine riducendo di 8 miliardi di euro gli esborsi per costi ed investimenti nel biennio 2020-21 che ci aspettiamo sarà il più critico"

Covid, oltre metà delle imprese italiani ha usato la Cassa integrazione. Cosa è successo tra marzo e aprile

Nei mesi di marzo e aprile oltre la metà delle imprese italiane ha fatto uso della CIG-Covid: la cassa integrazione ha riguardato quasi il 40% dei dipendenti del settore privato. È quanto emerge dallo studio "Le imprese e i lavoratori in cassa integrazione Covid nei mesi di marzo e aprile", effettuato dalla Direzione Centrale Studi e Ricerche dell’Inps in collaborazione con la Banca d’Italia, e pubblicato nella sezione del sito Inps “Studi e Analisi”.  La quota pari al 45% nel Nord Est, al 48% nel Nord Ovest, al 52% nel Centro e al 55% nel Mezzogiorno


Nei mesi di marzo e aprile oltre la metà delle imprese italiane ha fatto uso della Cig-Covid. La cassa integrazione ha riguardato quasi il 40% dei dipendenti del settore privato. È quanto emerge dallo studio "Le imprese e i lavoratori in cassa integrazione Covid nei mesi di marzo e aprile", effettuato dalla Direzione Centrale Studi e Ricerche dell'Inps in collaborazione con la Banca d'Italia.

La quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cig-Covid è pari al 45% nel Nord Est, al 48% nel Nord Ovest, al 52% nel Centro e al 55% nel Mezzogiorno. Buona parte delle differenze tra macroaree è spiegata da eterogeneità nelle caratteristiche delle imprese, con riferimento in modo particolare al settore di attività, relativamente più sbilanciato nel Mezzogiorno a favore dei settori dell'alloggio e della ristorazione, delle costruzioni e del commercio al dettaglio non alimentare, che hanno maggiormente subito le conseguenze della crisi.

Nello studio si analizzano i dati relativi all'effettivo utilizzo, nei mesi di marzo e aprile, degli strumenti di integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro, così come modificati dal decreto Cura Italia (DL n.18/2020).

L'analisi è basata sui microdati presenti nell'archivio dell'Inps e si riferisce a tutti gli strumenti di integrazione salariale previsti per fronteggiare l'emergenza sanitaria Covid: Cassa integrazione guadagni (CIG) ordinaria, assegni dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale (FIS) e CIG in deroga, sia pagati direttamente dall'INPS sia portati a conguaglio dalle imprese.

I dati, aggiornati al 15 luglio, si riferiscono al mese di competenza del pagamento, cioè al periodo nel quale i lavoratori sono stati sottoposti alla riduzione dell'orario di lavoro e non al mese in cui la Cig-Covid è stata autorizzata dall'Inps: il decreto Cura Italia ha infatti riconosciuto alle imprese la facoltà di richiedere l'autorizzazione all'uso della Cig-Covid anche in un momento successivo all'effettivo utilizzo degli strumenti di integrazione salariale. Ciò comporta, precisa l'Inps, che i dati non possano essere ancora considerati come definitivi.

In leggero calo la fiducia dei consumatori, ma cresce quella delle imprese: l'economia post-Covid in Italia tra incertezza per il futuro e voglia di ripresa

A luglio la fiducia dei consumatori cala anche se lievemente, mentre continua salire per le imprese. Per i primi l'Istat, infatti, stima un indice in "leggera flessione" rispetto a giugno (da 100,7 a 100,0). Invece, per le aziende registra un nuovo rialzo, per il secondo mese consecutivo, (da 66,2 a 76,7). Anche se il livello resta, rimarca l'Istituto, "distante dai livelli precedenti l'emergenza sanitaria". Quanto alle famiglie, il passo indietro segue il "recupero" segnato nel mese precedente. Pesano, in questo caso, la diminuzione del clima economico, relativo alla situazione del Paese, e di quello futuro


A luglio 2020 si stima una leggera flessione del clima di fiducia dei consumatori, rispetto al mese di giugno 2020 (da 100,7 a 100,0); invece, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale per il secondo mese consecutivo, passando da 66,2 a 76,7. Lo rileva l'Istat. L'Istituto spiega che le componenti economica e futura del clima di fiducia dei consumatori sono in diminuzione (da 87,1 a 85,7 e da 105,6 a 104,2 rispettivamente), mentre cresce sia la componente personale ( da 104,5 a 105,2) sia quella corrente (da 96,4 a 97,3).

Con riferimento alle imprese, le stime dell'Istat evidenziano un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori seppur con intensità diverse. In particolare, nell’industria l’indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 80,2 a 85,2 e nelle costruzioni aumenta da 124,0 a 129,7. Per il comparto dei servizi, si evidenzia una marcata risalita dell’indice sia nei servizi di mercato (da 52,1 a 65,8) sia nel commercio al dettaglio (l’indice passa da 79,6 a 86,3).

L'Istituto di Statistica rileva inoltre che per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese di produzione. Le scorte di prodotti finiti sono giudicate in decumulo rispetto al mese scorso. Per le costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un deciso miglioramento dei giudizi sugli ordini a cui si unisce un peggioramento delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa.

Nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio, prosegue l'Istat, migliorano tutte le componenti dell’indice; in particolare, nei servizi si segnala il deciso recupero dei giudizi e delle attese sugli ordini e nel commercio l’aumento marcato sia dei giudizi sia delle aspettative sulle vendite.

Nella fase di rilevazione dei dati, effettuata tra il 1° e il 17 luglio 2020, non vi è stata alcuna riduzione del tasso di risposta delle imprese a causa dell’emergenza sanitaria. Nell’elaborazione dei dati, sono state comunque messe in atto delle azioni per gestire in modo adeguato le variazioni eccezionali presenti in questo periodo, conclude l'Istat.

"A luglio il clima di fiducia delle imprese migliora per il secondo mese consecutivo, pur rimanendo ancora distante dai livelli precedenti l’emergenza sanitaria. La crescita, diffusa a tutti i settori, è più marcata per i servizi. Peraltro, i livelli raggiunti dagli indici rimangono storicamente contenuti ad eccezione delle costruzioni, dove l’indice torna a collocarsi sui livelli storicamente elevati registrati all’inizio del 2018. L’indice della fiducia dei consumatori, invece, dopo il recupero mostrato nel mese di giugno 2020, registra una lieve flessione, determinata dalla diminuzione del clima economico e di quello futuro". E' il commento dell'Istat ai dati diffusi oggi dall'Istituto sulla fiducia di consumatori e imprese a luglio.

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

Economia, ora il decreto Rilancio è legge. Dall'ecobonus allo smart working, dai voucher agli incentivi per l'auto: così il governo vuole farci uscire dalla crisi

Previsti interventi per un valore di 55 miliardi di euro per fronteggiare la crisi economica causata dal coronavirus


Scostamento deficit: ok Camera e Senato/ Diretta voto: sì a ...

Il decreto Rilancio è diventato legge. Il Senato ha confermato la fiducia al governo sul provvedimento, con 159 voti a favore, 121 contrari e nessun astenuto. Approvato alla Camera il 9 luglio e in scadenza il 18 luglio, il dl prevede interventi per un valore di 55 miliardi di euro per limitare l'impatto economico dell'emergenza sanitaria causata dal coronavirus su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Ecco le misure principali:

Estensione ecobonus L'ecobonus 110% viene esteso fino al 30 giugno 2022 solo per interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare. SI potrà beneficiare della detrazione solo per interventi effettuati su un massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento, senza limitazioni, delle stesse detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio.

Pensioni di invalidità Passa anche la proposta di Giorgia Meloni di FdI, sottoscritta anche da tutti gli altri gruppi parlamentari, di istituire un apposito fondo per aumentare l'importo degli assegni di invalidità civile ad almeno 516 euro.

Smart working Esulta il ministro Fabiana Dadone: "La rivoluzione è in atto", assicura, sottolineando come la proposta approvata introduce il 'Piano organizzativo del lavoro agile' (Pola), con il quale "dal 1° gennaio 2021 la percentuale salirà ad almeno il 60%".

Voucher e rimborsi Diritto di rimborso per viaggi e vacanze, ma anche per concerti ed eventi al termine della validità del voucher (18 mesi) se la data dovesse saltare. Il testo prevede un fondo di Ristoro, di 10 milioni.

Scuola Sale a 300 milioni il fondo per le Paritarie, raddoppiando la cifra iniziale prevista. "La scuola pubblica è statale e paritaria e il nostro sistema educativo, soprattutto in questo momento, ha bisogno di tutti", commenta il viceministro Anna Ascani.

Centri estivi Il nuovo testo amplia la fascia di età dei beneficiari che in origine era da 3 a 14 anni e ora è da 0 a 16 anni.

Stretta sui servizi telefonici Nuovi poteri all'Antitrust che potrà "ordinare, anche in via cautelare la rimozione di iniziative o attività destinate ai consumatori italiani e diffuse attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione che integrano gli estremi di una pratica commerciale scorretta". Previste multe fino a 5 milioni "in caso di inottemperanza" degli operatori.

Incentivi per auto Euro 6 Con un emendamento voluto da Pd, Iv e Leu, oltre che per le auto ibride ed elettriche, ci saranno incentivi di 3.500 euro in caso di rottamazione di un veicolo con oltre 10 anni di vita per l'acquisto di vetture Euro 6 con limiti di emissioni tra 61 e 110 grammi a chilometro. Fino a 10 mila euro per passare all'ibrido o al full electric.

Congedi parentali fino al 31 agosto Il congedo parentale di 30 giorni, retribuito al 50%, per i genitori di bambini fino a 12 anni è stato esteso fino al 31 agosto.

Bergamo e Brescia capitali della culturaVia libera con il parere favorevole del governo, alla proposta che indica ufficialmente Bergamo e Brescia come capitali italiane della cultura per il 2023.

 

Fonte: Tgcom24

Produzione industriale in risalita dopo il lockdown: a maggio +42% rispetto ad aprile. Ma i livelli pre-Covid sono lontani

A maggio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 42,1% rispetto ad aprile. Lo rileva l'Istat. "Dopo la forte flessione registrata ad aprile, mese caratterizzato dalle chiusure in molti settori produttivi in seguito ai provvedimenti connessi all'emergenza sanitaria, a maggio si assiste ad una significativa ripresa delle attività: tutti i comparti sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione". E' il commento dell'Istat ai dati diffusi. "Il livello della produzione, peraltro, -rileva l'Istat- risente ancora della situazione generata dall'epidemia di Covid-19: l’indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l’emergenza sanitaria"


 Secondo l'Istat cala la produzione industriale. Bene il mercato ...

La produzione industriale a maggio schizza in alto, segnando un aumento del 42,1% rispetto ad aprile. Lo rileva l'Istat, parlando di una "significativa ripresa delle attività" dopo il lockdown. Il confronto congiunturale, infatti, è con un mese, l'Istituto di statistica lo ricorda, "caratterizzato dalle chiusure in molti settori produttivi in seguito ai provvedimenti connessi all'emergenza sanitaria". Su base annua il dato mostra ancora un calo ampio: corretto per gli effetti di calendario, a maggio l'indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 20,3%.

Maggio, inoltre, vede la produzione industriale in impennata ma il livello dell'attività, l'Istat lo sottolinea nel commento ai dati, "risente ancora della situazione generata dall'epidemia di Covid-19: l'indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20,0% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l'emergenza sanitaria". E ancora, viene fatto presente, "nella media del periodo marzo-maggio, il livello della produzione cala del 29,9% rispetto ai tre mesi precedenti".

La produzione industriale di autoveicoli a maggio mostra su base annua un calo del 50,8%, rende inoltre noto l'Istat, fornendo il dato tendenziale corretto per gli effetti di calendario. Il ribasso in termini grezzi è pari al -54,5%. In sostanza l'attività nel settore si è dimezzata rispetto a maggio dello scorso anno.

Sempre a maggio, rispetto ad aprile, "tutti i comparti" dell'industria italiana "sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, in leggera flessione", (-0,5%). Settore questo che però aveva retto durante la fase più acuta dell'emergenza Covid. Rimbalzi addirittura a tre cifre si evidenziano invece per le attività che più avevano risentito del lockdown: +142,5% per il tessile e +140,2% per i mezzi di trasporto. E' quanto emerge dalla nota dell'Istat sulla produzione industriale a maggio. Su base annua la situazione è capovolta, con ribassi in tutti i settori.

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