Log in
updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

La crisi del coronavirus spinge i media verso i licenziamenti

La forte crisi economica generata dai lockdown per Covid-19, sta mettendo in difficoltà molti media, che si tratti di carta stampata, radio o televisione, e aumentano i licenziamenti.


Cassa integrazione, licenziamenti e tagli agli stipendi dei manager si sono moltiplicati con la crisi portata dal coronavirus, nonostante un forte interesse da parte delle popolazioni per l'informazione, tutto il mondo soffre il crollo del mercato pubblicitario, mentre i social incalzano.

In Francia, il quotidiano regionale "La Marseillaise", è stato duramente colpito dal lockdown stabilito in tutta la Francia è stato messo in liquidazione. "Le Parisien", altro quotidiano francese, prevede di tagliare trenta posizioni e tutte le sue edizioni locali. Prevedendo tre anni di perdite, il quotidiano "L'Equipe" ha chiesto ai suoi dipendenti di ridurre i loro salari. Dopo la liquidazione di “Paris-Normandie”, il suo acquirente belga, il gruppo Rossel, ha annunciato il taglio del 20% della forza lavoro, ovvero 60 posizioni. L'acquirente di "Paris-Turf" ha anche previsto di licenziare un centinaio di dipendenti del gruppo ippico. 

In Italia il nuovo editore della rivista "Grazia" ha annunciato da parte sua l'eliminazione di 31 posizioni di diversi inquadramenti.

Nel Regno Unito, il "Guardian" ha annunciato 180 licenziamenti e la rivista "The Economist" 90. Negli Stati Uniti, il gruppo Conde Nast ("Vogue", "Wired" e "New Yorker"), ha annunciato il licenziamento di un centinaio di dipendenti su 6000. Vox Media ("The Verge", "New York Magazine") licenzierà 72 dipendenti, la maggior parte dei quali in disoccupazione parziale. Il "New York Times" ha licenziato 68 dipendenti del suo comparto commerciale.

Il gruppo familiare McClatchy, che pubblica venti giornali tra cui il "Miami Herald", è stato venduto a un fondo di investimento, dopo essere stato messo in liquidazione. Dall'inizio della crisi, secondo un'analisi del "New York Times", più di 36.000 addetti ai media americani, i cui numeri sono già stati ridotti negli ultimi anni, sono stati colpiti dalla riduzione degli stipendi o al licenziamento. In tutto il paese americano, una cinquantina di redazioni locali, a volte con una storia di oltre 100 anni, hanno chiuso, secondo un elenco aggiornato dal sito di Poynter.

Le informazioni online non vivono migliori momenti. Il gruppo Vice Media prevede di licenziare 55 dipendenti negli Stati Uniti e 100 all'estero. Al di là della crisi sanitaria, i colossi dei social vengono accusati di essere una "minaccia" per le informazioni online e di prendere "non solo la fetta più grande della torta ma l'intera torta", con la conseguente perdita di decine di migliaia di posti di lavoro nel giornalismo.

Il sito di notizie e intrattenimento Buzzfeed, che ha annunciato tagli salariali del 5-25% a seconda del livello di reddito dalla fine di marzo, terminerà anche la sua copertura giornalistica nel Regno Unito e in Australia, dopo aver già abbandonato il territorio francese. Per alcuni, la crisi è un'opportunità per accelerare la transizione verso un modello di business diverso basato prevalentemente su abbonamenti per l'invio del cartaceo o la lettura on-line. È il caso del sito americano di informazione economica Quartz, il cui titolare ha annunciato il licenziamento di circa il 40% della forza lavoro, principalmente nella rete pubblicitaria.

Anche l'industria audiovisiva ha avviato licenziamenti di fronte ai primi effetti della crisi sanitaria. Nel Regno Unito, la BBC ha annunciato che taglierà 520 posti di lavoro su un totale di 6.000 dipendenti, soprattutto nelle redazioni regionali. I giornalisti tratteranno meno argomenti e lavoreranno in team centralizzati invece di concentrarsi su un particolare programma, ha detto il direttore della BBC. Anche negli Stati Uniti, la NBC Universal ha tagliato i salari più alti del 20%.

Secondo Bloomberg il gigante Viacom CBS, prevede di licenziare il 10% dei suoi 35.000 dipendenti in capo alla produzione televisiva. In Francia, BFMTV / RMC ha annunciato un piano sociale che mira in particolare a dimezzare l'utilizzo di personale a tempo determinato, liberi professionisti e consulenti.

Possiamo aspettarci l'inizio di una rivoluzione nel mondo della comunicazione, incominciata alcuni anni fa e accelerata dalla pandemia da coronavirus, un cambiamento che porterà sempre meno notizie fondate e sempre più fake news. 

La guerra contro TikTok: l'app cinese è un pericolo per l'Occidente?

Il governo degli Stati Uniti lancia una campagna contro l'applicazione, che ha oltre 2 miliardi di download in tutto il mondo. TikTok chiusa anche in Italia?


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato venerdì scorso, l'intenzione di bloccare TikTok, l'app cinese che permette agli utenti di creare veloci cortometraggi e di postarli sul social. Non è ancora chiaro se l'intenzione è quella di consentire a qualche azienda americana l'acquisizione della piattaforma, in modo che non appartenga più a una società cinese. Secondo la Reuters e il The New York Times, Microsoft sarebbe già in trattativa per farloMa ciò che è evidente è che l'applicazione è al centro dei dibattiti in cui Washington e Pechino risolvono l'egemonia tecnologica nel 21° secolo.

L'India a giugno a posto un veto contro 59 app cinesi, considerate pericolose per la sicurezza nazionale, tra queste vi è anche TikTok. A questo proposito, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato di essere stato incaricato dal presidente, di considerare l'idea di attivare una campagna mediatica, che informi i cittadini americani sulla pericolosità dell'app TikTok e su come i dati privati presenti sui cellulari, possano finire nelle mani del "Partito comunista cinese". Il Pentagono ha notificato a dicembre che nessun appartenente alle forze militari americane, aveva accesso all'App. Amazon il mese scorso ha invitato un'e-mail (che in seguito ha corretto), ai suoi dipendenti per invitarli a cancellare l'app dai propri dispositivi mobile. Anche l'Agenzia europea per la protezione dei dati ha istituito una task force per effettuare degli studi su come TikTok gestisce dati sensibili degli utenti. 

Tutta questa paura di TikTok ha un'ovvia causa originale: il suo enorme successo. La breve app video è presenta in oltre 2 miliardi di telefoni in tutto il mondo. Tra aprile e giugno, ha ottenuto 300 milioni di download, una cifra superata da Zoom solo nel periodo di quarantena. Facebook e WhatsApp sono a poco  più di 150 milioni. 

TikTok è un sofisticato mix di video premium e Operation Triumph . Puoi creare un video per meno di un minuto in cui si danza e si canta, battute o messaggi sono combinati con piccole etichette. Il suo successo deriva in parte dalla capacità dell'algoritmo del paese in cui è meglio conosciuto, la Cina. 

Oltre al successo, l'altro grande problema di TikTok si unisce in una sola parola: la Cina. TikTok proviene dalla società cinese Bytedance, che ha fatto sforzi per prendere le distanze dal suo paese. Ha nominato un CEO americano che viene dalla Disney, Kevin Mayer. Dice che non ha un server TikTok in Cina e ha migrato a Hong Kong quando è stata emanata la nuova legge sulla sicurezza. La società nega di aver divulgato i dati degli utenti al governo di Pechino. Tuttavia, la controversia sopravvive e ha almeno tre fronti.

 

Via ai saldi in tutta Italia: 6 su 10 faranno acquisti, ma il budget scende del 20% (116 euro a persona)

Saldi estivi al via ufficialmente in tutta Italia. Dopo l'apertura anticipata di Sicilia e Calabria (il primo luglio), Campania (21 luglio) e Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (la scorsa settimana), oggi le vendite di fine stagione partono in tutte le restanti regioni d'Italia. Lo ricorda Confesercenti in una nota nella quale riporta i dati del sondaggio realizzato con Swg, condotto su un campione dimille consumatori e di 6000 imprese dell'abbigliamento e delle calzature - (LEGGI TUTTO)


Bennet Saldi | Ipermercati Bennet

Saldi estivi finalmente al via. Dopo l’apertura anticipata di Sicilia e Calabria (il primo luglio), Campania (21 luglio) e Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (la scorsa settimana), oggi sabato primo agosto le vendite di fine stagione partono in tutte le restanti regioni d’Italia. Stando a un'analisi di Confesercenti-Swg il pubblico è in crescita, 6 italiani su 10 faranno acquisti ma il budget previsto scende a 116 euro a persona con un calo del 20%.

Secondo il consueto sondaggio Confesercenti-Swg sui saldi di fine stagione, condotto su un campione di mille consumatori e di 600 imprese del commercio di abbigliamento e calzature, le prospettive sono timidamente positive, con un interesse dei consumatori in crescita: 6 italiani su 10 hanno già deciso di acquistare (o già acquistato, nelle regioni in cui le vendite sono già partite). Un dato quasi doppio rispetto al 33% registrato in occasione dei saldi estivi dello scorso anno. In calo, invece, il budget medio previsto per gli acquisti, che passa a 116 euro, il 20% in meno di quanto allocato lo scorso anno (146 euro).

Il confronto con lo scorso anno è condizionato dallo spostamento delle date di partenza. Solitamente, infatti, segnala la Confesercenti, i saldi estivi prendono il via il primo weekend di luglio, mentre quest’anno la Conferenza Stato Regioni ha deciso di posticipare l’apertura delle vendite a saldo al primo agosto, vista la ripartenza difficile: nei due mesi di riapertura piena delle attività (giugno e luglio) le imprese del settore hanno registrato un calo medio del 26% del fatturato. La scelta di posticipare i saldi, però, ha diviso i commercianti: il 50% condivide lo spostamento, mentre il 33% si è detto contrario. Due negozi su dieci, proprio per questo, hanno praticato promozioni pre-saldo nel mese di luglio.

Anticipi o no, i consumatori sembrano comunque orientati a sfruttare l’occasione dei saldi su più canali di vendita. Con buone previsioni per i negozi indipendenti: il 29% segnala di voler compiere qui i propri acquisti, una quota di poco inferiore a chi sceglie le grandi catene (33%). Il 26% comprerà anche in un outlet, mentre il 16% si rivolgerà ad un negozio di un brand in franchising. Farà shopping online, invece, un quarto (25%) degli intervistati.

Sono le scarpe e le magliette i prodotti più ricercati negli acquisti che oggi vedono l'avvio definitivo, in tutt'Italia, dei saldi estivi. Stando alla ricerca Confesercenti-Swg, le calzature sono nella lista degli acquisti da fare del 56% dei consumatori che parteciperanno ai saldi, il 48% per le magliette. Percentuali più alte del solito, indice forse di ‘acquisti rimandati’ negli ultimi mesi. Seguono, nei desideri dei clienti, camicie e camicette (indicate dal 32%), intimo (26%) e costumi (18%).

Covid, confermata la quarantena per chi viene da Romania e Bulgaria. Riviste le disposizioni per l'Algeria. Intanto impennata di contagi negli Stati Uniti

"Ho firmato l’ordinanza che conferma la misura della quarantena di 14 giorni per chi è stato in Romania e Bulgaria, come già previsto per tutti i Paesi extra Ue ed extra Schengen". Lo comunica il ministro della Salute, Roberto Speranza, su Facebook. Nella stessa ordinanza "si elimina l’Algeria dalla lista dei Paesi extra Ue che, seppur con disposizione di quarantena, hanno la possibilità di accesso in Italia senza comprovati motivi di urgenza", conclude.


USA - Negli Stati Uniti si sono registrati quasi 1379 decessi per il Covid nelle ultime 24 ore, secondo il bilancio della John Hopkins University. E' il terzo giorno consecutivo che il numero dei morti nel Paese supera la soglia dei 1200. E non si ferma la corsa dei contagi, con altri 72.238 nuovi casi registrati. Sono quindi quasi 4,5 milioni gli americani che si sono ammalati, con circa 1,4 milioni di guariti. Mentre le vittime dell'epidemia sono oltre 151mila.

Il fronte della diffusione del coronavirus si potrebbe allargare ad altri stati americani. E' l'allarme lanciato da Anthony Fauci che, in un'intervista a Abc News, ha esortato i governatori di Ohio, Tennessee, Kentucky e Indiana di adottare misure per controllare il virus.

Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases infatti ha sottolineato come, dopo "l'allarmante" impennata di casi di Covid in Florida, Texas, California ed Arizona, ora gli esperti si stanno concentrando su "un gruppo di altri stati" dove si sta registrando un, ancora contenuto, aumento della percentuale dei positivi. Questo, ha continuato il virologo, "è un segnale certo che ci si potrebbe trovare negli stessi problemi in cui si sono trovati gli stati del Sud" che ora sono l'epicentro dell'epidemia. Fauci ha spiegato che, insieme a Deborah Birx, la coordinatrice della task force della Casa Bianca, ha avuto nei giorni scorsi dei colloqui con i governatori di questi stati per esortarli a rafforzare le misure di prevenzione.


BOLSONARO - Jair Bolsonaro, da poco guarito dal Covid, afferma di sentirsi debole, di prendere ancora gli antibiotici, ma sostiene di avere "muffa nei polmoni" a causa dei 20 giorni di isolamento a cui si è dovuto sottoporre durante la malattia. "Ho appena fatto le analisi del sangue, ero un debole ieri, hanno anche trovato una piccola infezione - ha detto il presidente brasiliano in un video su Facebook - ora sto prendendo gli antibiotici, devono essere stati i 20 giorni trascorsi a casa, dove ci prendiamo altre cose. Ho preso la muffa, la muffa nei miei polmoni. Deve essere stato questo".
Bolsonaro ha dichiarato di essere risultato negativo al test lo scorso 25 luglio, ma ieri il suo ufficio stampa ha detto che la moglie Michelle ora risulta positiva. L'ultima volta che la first lady è stata vista in pubblico è stato mercoledì durante una cerimonia con il marito a Brasilia.
  • Pubblicato in Esteri

Traffico, le date critiche e le strade più complicate dell'esodo estivo. Occhio a quel bollino nero!

Iniziata a rilento, tra lockdown e parziali aperture, l'estate degli italiani sembra prendere il via da questa settimana. Bollino rosso domani e domenica, ma già da stasera via ai primi incolonnamenti. Secondo il piano dei servizi per l'esodo estivo 2020 di Viabilità Italia la giornata peggiore sarà l'8 agosto per chi dovrà spostarsi sulle strade e autostrade italiane in direzione Sud


Giornata da bollino nero sulle autostrade italiane il prossimo otto agosto. E' quanto prevdde il Piano dei servizi per lïesodo estivo 2020 di Viabilità Italia. I dati di traffico riferiti a questi ultimi due mesi hanno suggerito di contrassegnare con il "bollino rosso" i fine settimana del 24 - 26 luglio e del 31 luglio - 2 agosto prossimi. Il fine settimana del 7 - 9 agosto è quello in cui si prevedono i maggiori volumi di traffico, con una previsione di criticità da bollino nero per la mattina di sabato 8 agosto. 
   

I dati di traffico riferiti a questi ultimi due mesi hanno invece suggerito di contrassegnare con il 'bollino rosso' i fine settimana del 24 - 26 luglio e del 31 luglio - 2 agosto prossimi. Il fine settimana del 7 - 9 agosto e' quello in cui si prevedono i maggiori volumi di traffico.

Viabilità Italia segnala anche che il tratto della A10 tra Genova e Ventimiglia, quello della A12 tra Genova e Viareggio e della A15 tra Parma e La Spezia sono tra le direttrici che saranno maggiormente interessate dai flussi di traffico turistico nelle prossime settimane.

Viabilita' Italia segnala anche la A22, lungo l'intera tratta e in particolare in prossimita' delle uscite per le localita' di montagna; A4, in uscita da Milano, tra Sommacampagna e lïallacciamento con la A22, tra Padova e Quarto dïAltino, e piu' generalmente lungo lïintero tratto veneto e friulano fino alla Barriera di Lisert; A6 tra Torino e Savona; A8/A9, in prossimita' del confine di Stato con la Svizzera.

Sara' molto trafficata anche la A1, tra Piacenza e il bivio con la A15, nel nodo bolognese e in quello fiorentino, tra Roma e Cassino e tra Caserta e lïallacciamento con la A30; A3, tra Napoli e Salerno; A14, tra Bologna e Cattolica e tra Ancona e Vasto; A30 tra lïallacciamento con la A1 e il raccordo Salerno-Avellino; A23, in prossimita' del confine di Stato con lïAustria dallïintersezione con la A4.

Le Prefetture hanno inoltre elaborato piani di intervento e di gestione delle emergenze che prevedono da un lato il presidio h24 in punti strategici di mezzi di soccorso meccanico e sanitario, dallïaltro un rafforzamento dei servizi di polizia stradale e di protezione civile, sia lungo gli itinerari autostradali principali che lungo la viabilita' ordinaria alternativa, dove opereranno le forze di polizia.

 

 

Energia, anche Eni paga il conto Covid: semestre in rosso, ma porta a casa risultati sopra le attese. L'ottimismo di Descalzi e gli investimenti green: il Cane a sei zampe non molla l'osso

Eni ha comunicato i risultati del primo semestre 2020, che hanno risentito della forte volatilità registrata dal prezzo del petrolio nella prima metà dell’anno e della drastica riduzione della domanda, in conseguenza al lockdown deciso per frenare l pandemia da Covid-19. Il Cane a sei zampe ha deciso di modificare la politica dei dividendi, a fronte del mutato scenario di riferimento. Scelta non gradita dal mercato. I conti sono stati in calo anno su anno ma nettamente sopra le attese degli analisti. L'ad Claudio Descalzi ottimista: "Considero estremamente positiva la reattività mostrata da Eni nel semestre probabilmente più difficile che l’industria oil&gas abbia dovuto superare nella sua storia". E si gioca la carta degli investimenti "green" che aumentano di 800 milioni e saliranno al 26% del totale


ai domiciliari massimo gaboardi, ex tecnico eni che si era ...

L'Eni chiude i primi sei mesi del 2020 con una perdita netta pari a 7,34 miliardi di euro (contro un utile di 1,516 dello stesso periodo dello scorso anno) e una perdita netta di adjusted di 0,66 miliardi. Lo comunica il gruppo petrolifero dopo il cda. A fronte del mutato contesto, della sua elevata volatilità e delle azioni messe in atto per fronteggiarne gli effetti, Eni rivede la politica di remunerazione degli azionisti al fine di dare loro la massima visibilità sulla distribuzione di dividendi e piani di buy back futuri. Nel periodo che definisco il peggiore nella storia dell'industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della "guerra dei prezzi", la reazione di Eni è stata pronta e radicale". Questo il commento dell'Ad di Eni Claudio Descalzi ai risultati semestrali e alle nuove strategie messe in atto dal gruppo per far fronte alla crisi. "Abbiamo predisposto una revisione della nostra strategia di breve/medio termine riducendo di 8 miliardi di euro gli esborsi per costi ed investimenti nel biennio 2020-21 che ci aspettiamo sarà il più critico"

Chi riceverà i primi vaccini covidi-19?

Il personale sanitario e gli anziani dovrebbero essere una priorità nell'immunizzazione, ma ci sono discrepanze su quali saranno i gruppi che seguiranno


Soumya Swaminathan, capo scienziato dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha elogiato la velocità con cui gli esperti stanno sviluppando i vaccini e studiando il nuovo coronavirus. Ma allo stesso tempo, ha insistito sul fatto che non c'è bisogno di correre per avere un vaccino per tutti, poiché la sicurezza è la priorità. "Non ci affretteremo ad iniettare il primo vaccino in milioni di persone senza sapere se protegge davvero e se è abbastanza da usare su larga scala. Vogliamo essere sicuri che soddisferà ciò che stiamo cercando", ha detto. 

Swaminathan ricorda inoltre che l'efficacia richiesta è almeno del 70%. Per quanto riguarda la popolazione prioritaria, l'esperto ha sottolineato che è essenziale, prima di decidere qualsiasi cosa, testare i vaccini negli anziani, poiché non hanno la stessa risposta immunitaria e nelle persone con patologie come il diabete e le malattie croniche. "Dobbiamo raccogliere tutti questi dati e anche fare test in diverse regioni a seconda del movimento e dell'impatto dell'epidemia", ha aggiunto. 

Data la velocità in questa corsa contro il tempo in cui si trova il mondo, l'esperto confida che i regolatori di ciascun paese e delle diverse regioni armonizzeranno gli sforzi per accelerare il processo di approvazione. "Questo problema è attualmente in discussione. Stiamo stabilendo i criteri ”, ha assicurato. Forse invece di anni, sarà raggiunto in sei mesi. Quando il vaccino sarà pronto, l'esperto spiega dovremo avere delle logistiche perfette e funzionanti come cronometri. “Questo è insolito ed è una grande sfida. Il vaccino è destinato agli adulti, quando è normalmente per i bambini. I paesi devono pensare a un piano di impegno, ai frigoriferi per conservare il materiale e tutto ciò dipende dalle priorità di ciascun paese. È necessario anche pensare e prevedere come sarà accolto dalla popolazione”, precisa. 

In breve, per tutto questo, l'istituzione, insieme agli esperti consultati, richiede comunicazione e collaborazione globale. "Devi essere ottimista e paziente perché dobbiamo produrre milioni di dosi e ci vorrà del tempo. Il vaccino sarà la via d'uscita da questa pandemia, ma dobbiamo continuare ad adottare le misure necessarie fino a quando non accadrà ".

Una volta che il vaccino sarà disponibile, ogni paese riceverà il 20% della dose corrispondente alla sua popolazione, se aderirà all'iniziativa internazionale Covax facility (sistema Covax), che cerca di facilitare l'accesso globale alle dosi, prima di agosto. Il paese dovrà pagare in anticipo quel 20% e quindi promuove la produzione in base alle sue risorse e garantire la quantità di dosi necessarie al suo territorio.

L'obiettivo principale: essere il più equo possibile.

Una volta disponibili le prime dosi, la domanda immediata è: chi dovrebbe essere il primo a riceverle? Gli esperti hanno ancora dubbi, ma sembrano concordare sul fatto che il primo anello della catena sia il personale sanitario. È come nella logistica militare. Dobbiamo assicurarci che la nostra prima linea di attacco sia protetta e quindi saranno in grado di occuparsi dei malati. Le discrepanze sorgono nella seconda fase: gruppi a rischio. Alcuni ritengono che sia meglio vaccinare le persone di età superiore ai 60 anni o persone con patologie precedenti, come diabete o problemi cardiaci. Altri vogliono indirizzarsi sui bambini, poiché, specialmente se tornano a scuola, la loro immunizzazione eviterebbe il contagio degli anziani a loro vicini e il conseguente crearsi di nuovi focolai.

Tutto dipenderà dalla quantità di vaccino che sarà disponibile. Forse alcuni avranno un impatto maggiore su fascia di popolazione più debole rispetto agli anziani o che genera diversi tipi di immunità. Lì le strategie divergeranno.

Un altro gruppo prioritario sarà il gruppo di dipendenti che non possono svolgere il proprio lavoro da casa per fornire servizi essenziali, come i lavoratori dei supermercati, dell'agricoltura, della sanità farmaceutica e altre entità coinvolte in beni essenziali.

La strategia di vaccinazione dovrà inoltre essere stabilita in base alle regioni più colpite e in base alla loro densità di popolazione, mancanza di risorse e difficoltà logistiche. Se si agisce da una prospettiva globale, ha senso concentrarsi su quei luoghi in cui l'epidemia ha la più alta incidenza, poiché ciò rallenterà il tasso di contagio in tutto il mondo. 

L'importante sarà disporre di un'elevata scorta di dosi per le ondate di ritorno.

  • Pubblicato in Salute

Peggiorano le aspettative delle imprese: difficoltà economiche per il 90%. Occupazione, accesso al credito, investimenti: tutte le ombre sul futuro

Nel secondo trimestre del 2020 la quota di imprese che ha segnalato un peggioramento della situazione economica generale rispetto al trimestre precedente è aumentata, quasi al 90% in tutte le aree geografiche (era 82 per cento nella media nazionale nella scorsa indagine). E' quanto emerge da una ricerca della Banca d'Italia condotta tra il 25 maggio e il 17 giugno 2020 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, le quali hanno riportato un'ampia flessione della domanda corrente


Peggiorano le aspettative delle imprese sulla situazione economica generale. Secondo l'indagine condotta dalla Banca d'Italia tra il 25 maggio e il 17 giugno 2020 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, i giudizi sulla situazione economica generale nel secondo trimestre del 2020 "sono peggiorati rispetto alla precedente indagine condotta in marzo". Le imprese riportano una ampia flessione della domanda corrente. Le attese a breve termine sulle vendite sono invece meno pessimistiche, così come quelle sulle proprie condizioni operative.    

La maggioranza delle imprese, rileva l'indagine, indica che il proprio fatturato ha subito una riduzione a causa della pandemia e prefigura che la propria attività torni ai livelli prevalenti prima della crisi sanitaria in poco meno di un anno; solo il 3 per cento delle aziende ritiene di non poter più tornare a livelli di fatturato pari a quelli precedenti la diffusione del Covid-19.

I giudizi delle imprese sulle condizioni di accesso al credito sono lievemente peggiorati rispetto al trimestre precedente. Circa metà delle imprese ha avanzato richiesta di liquidità nel quadro delle misure di supporto introdotte dai recenti decreti governativi, riuscendo ad accedervi in forma totale o parziale nel 70 per cento dei casi. Le condizioni per investire sono valutate in peggioramento. I piani di spesa prefigurano una riduzione degli investimenti nel complesso del 2020, riconducibile soprattutto alla caduta già registrata nella prima metà dell'anno. Le attese sull'occupazione restano sfavorevoli nel settore dell'industria in senso stretto e nei servizi, mentre sono tornate positive nell'edilizia. 

Ref, pil 2020 solo -9,3% ma futuro molto rischioso - I segnali di "una rapida normalizzazione dell'attività economica in molti comparti" spingono a quantificare per quest'anno "una contrazione del Pil italiano del 9,2% meno pronunciata rispetto alle stime indicate nei giorni scorsi negli scenari dei maggiori organismi internazionali, e più vicina alle indicazioni delle istituzioni italiane". E' quanto scrive il Ref nelle sue ultime previsioni sottolineando però i rischi legati all'accumulo di debito pubblico e dalla bassa crescita . Le previsioni per il 2021 ed il2022 indicano quindi una crescita del 5,4% e del 2,4%.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS