updated 10:46 AM UTC, Apr 7, 2020

Zona rossa per la Valle Seriana, la Lombardia zittisce Conte: "Era compito del governo". E quella nota del 2 marzo che è stata ignorata: l'ira dei sindaci di Nembro e Alzano

Il presidente del Consiglio in un'intervista al Fatto Quotidiano aveva detto che "se la Regione voleva la zona rossa poteva disporla". Oggi è arrivata la replica dell'assessore al Welfare della giunta Fontana, Giulio Gallera: "Chiesta più volte, ma serviva un decreto da chi ha competenza su forse dell'ordine e forze armate". Oltretutto come emerso in questi giorni, l'Istituto superiore di sanità, in una nota tecnica del 2 marzo scorso, evidenziava l’incidenza di contagi da Covid-19 nei due Comuni seriani, raccomandandone l’isolamento immediato e la chiusura. "Raccomandazione che è stata colpevolmente ignorata, così come gli appelli a più voci che si levavano dagli amministratori di un territorio allo stremo", scrive il Giorno


Zona rossa ad Alzano e Nembro? ''Era lo Stato che doveva farla come ha fatto a Codogno''. Così l'assessore al Welfare Giulio Gallera interviene sui presunti ritardi negli interventi per mitigare l'espansione del coronavirus in una delle zone maggiormente colpite della bergamasca.

Secondo Gallera, la Regione non aveva i poteri per istituire una zona chiusa, serviva ''un decreto del presidente del Consiglio dei ministri''. La zona rossa "l'abbiamo chiesta più volte. Abbiamo salutato con successo il fatto che l'Istituto superiore della Sanità avesse fatto un verbale. Ci attendevamo da lì a pochi minuti l'avvio della zona rossa. E la zona rossa - sottolinea - per essere efficace deve essere blindata con le forze militari che a Codogno ad esempio hanno chiuso tutti gli accessi e hanno chiuso le attività produttive. Questi due elementi non rientrano nelle facoltà delle Regioni. Noi possiamo chiudere le attività commerciali''.
 
Quanto alle zone rosse di altre Regioni ''io non so come hanno fatto. Non rientra nelle nostre competenze disporre delle forze dell'ordine e delle forze armate. Noi ci siamo confrontati anche con i prefetti che ci hanno detto: non potete essere voi a dirci cosa dobbiamo fare. Se siamo in uno Stato ognuno ha le sue competenze. Questa non rientra nelle competenze istituzionali e costituzionali delle Regioni''.

Ad Agorà l'assessore al Welfare della Lombardia spiega poi il senso dell'ordinanza regionale che prevede l'uso della mascherina quando si esce da casa. ''Era importante dare un messaggio forte e preciso. I numeri sono più favorevoli, ma non bisogna allentare la tensione, si deve continuare a stare a casa - dice Gallera - Le stiamo iniziando a distribuire nei luoghi nevralgici, inizieremo con 3 milioni e mezzo ma continueremo. Chi non ce l'ha può usare un altro indumento idoneo, come una sciarpa".

 

(Fonte: Adnkronos)

Coronavirus, belle notizie dalla Regione Lombardia. Fontana: "Guarita Elena, l'infermiera-simbolo di Cremona che era risultata positiva". E arriva finalmente il via libera alle mascherine prodotte a Rho (VIDEO)

I lieti annunci del governatore lombardo nella diretta social di LombardiaNotzieOnline: la battaglia vinta da Elena Pagliarini, immortalata in una foto che ha commosso tutti stremata sul computer dopo un turno massacrante; la professionista, che aveva contratto il virus, dopo 23 giorni è tornata pienamente in salute. Ma c'è anche l'annuncio che le mascherine facciali ad uso medico, prodotte da una ditta del Milanese che ha riconvertito allo scopo la sua normale produzione di pannolini, hanno ricevuto l'autorizzazione alla distribuzione da parte dell'Istituto Superiore della Sanità. Le parole del presidente insieme all'assessore al Welfare, Giulio Gallera - (VIDEO)


"Elena, l'infermiera dell'Ospedale di Cremona, fotografata da un medico mentre appariva stremata sulla tastiera di un computer, dopo un turno infernale e' guarita". Lo ha annunciato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la diretta Facebook sulla pagina di LombardiaNotzieOnline. Il governatore ha ricordato che Elena, qualche giorno dopo la foto, era risultata infatti positiva al Covid-19, "ma che la sua battaglia e' giunta a lieto fine con la notizia della sua guarigione". "Elena - ha aggiunto - e' il simbolo di coloro che lottano in trincea da oltre 40 giorni contro questo virus. La ringrazio per tutto quello che fa e con lei voglio ringraziare tutti i meravigliosi infermieri che stanno combattendo quotidianamente".

ECCO LA TRASCRIZIONE DEL MESSAGGIO AUDIO INVIATO DA ELENA

"Stasera, dopo 23 giorni, finalmente ritorno in trincea, finalmente posso urlare sono guarita. La notorieta' partita da una fotografia che mi ritraeva addormentata sulla tastiera la voglio dedicare con tutto il cuore ai miei colleghi infermieri insostituibili e guerrieri. Mi hanno definita 'eroe' mai veri 'eroi' qui sono ben altri, sono tutti i pazienti che ce l'hanno fatta e ce la faranno. A loro auguro veramente di poter raccontare la loro esperienza. Oggi ritorno alla vita di tutti i giorni, piu' forte e guerriera di prima. Con il motto 'andra' tutto bene'".

L'ALTRA BELLA NOTIZIA: VIA LIBERA ALLE MASCHERINE PRODOTTE DA AZIENDA DI RHO (MILANO)

"Davvero una bella notizia. Un responso che attendevamo da giorni. E' infatti arrivato oggi pomeriggio il parere favorevole da parte dell'Istituto Superiore della Sanita' (ISS) alla produzione, all'utilizzo e alla commercializzazione delle mascherine prodotte in Lombardia dall'azienda Fippi di Rho in provincia di Milano". Lo ha comunicato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervenuto alla diretta Facebook trasmessa dalla pagina di Lombardia Notizie Online.
ISS, infatti, ha confermato la rispondenza del prodotto alla normativa tecnica e ai requisiti 'Mascherine facciali ad uso medico - requisiti e metodi di prova', a quelli di biocompatibilita' e di produzione implementata gestita secondo un sistema di gestione di qualita' e ha dichiarato la rispondenza del prodotto alla normativa tecnica ed ai requisiti richiesti.

Fino al termine dell'emergenza (datata dalla delibera del Consiglio dei Ministri al 31 dicembre 2020) Fippi potra' dunque produrre e commercializzare le mascherine. L'assessore all'Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo che ha
coordinato i lavori della task force da giorni impegnata su questo fronte ha espresso soddisfazione per questo risultato: "Siamo molto contenti dell'approvazione da parte di ISS alle mascherine prodotte da Fippi. Il lavoro svolto da Regione Lombardia, Politecnico di Milano e dall'azienda e' stato finalmente riconosciuto e le mascherine potranno essere utilizzate dai nostri sanitari all'interno degli ospedali e delle Rsa, categorie che piu' ne hanno bisogno. Con questa autorizzazione infatti le mascherine prodotte dalla Fippi sono equiparate alle mascherine chirurgiche certificate".

"La nostra perseveranza - ha concluso l'assessore al Bilancio Davide Caparini - e' stata premiata. Un pressing a tutto campo che ci consente di dotare la Lombardia, ma non solo la nostra regione, di una nuova e importante produzione di dispositivi di prevenzione individuale quanto mai importanti e necessari".

Coronavirus, il vicepresidente lombardo Fabrizio Sala fornisce i dati: "Il trend è buono, ma non va abbassata la guardia" (VIDEO)

Migliora la situazione legata al coronavirus in Lombardia. Sono 11.762 i ricoverati nella Regione non in terapia intensiva per coronavirus, 165 in meno di ieri: lo ha detto il vicepresidente Fabrizio Sala nella consueta diretta social di Lombardia Notizie, spiegando che i morti sono stati 367 (in tutto 7.960). Il totale dei positivi è 46.065, ovvero 1.292 in più di ieri, i ricoverati in terapia intensiva sono 1351, nove più di ieri. "Stiamo cominciando a uscire dalla più grave emergenza" ha sottolineato Sala anche se "con l'epidemia dovremo vivere per parecchio tempo" - (VIDEO)


I casi di coronavirus in Lombardia sono aumentati di 1.292 persone nelle ultime 24 ore, facendo aumentare a 46.065 i casi registrati nella regione dall’inizio dell’emergenza. Lo ha reso noto il vicepresidente della Lombardia, Fabrizio Sala, nell’aggiornamento quotidiano sull’emergenza coronavirus. Ieri l’incremento di positivi era stato di 1.565.

Sono 357 i morti risultati positivi al coronavirus registrati in Lombardia rispetto a ieri. Dall’inizio dell’emergenza il totale sale a 7.960. Ieri i decessi registrati erano stati 394.

Calano anche i ricoverati per coronavirus in Lombardia. Rispetto a ieri sono “165 in meno” per un totale di 11.762; in terapia intensiva ci sono 1.351 persone (+9). Infine i dimessi (sia quelli ricoverati che quelli non passati dagli ospedali) sono arrivati a quota 24.992. 

E’ in calo la crescita dei casi positivi nelle province lombarde maggiormente colpite dal coronavirus: in quella di Milano i positivi sono 10.004, con un aumento di 482, mentre ieri erano stati 611 in più, anche se a Milano città la crescita di 203 casi è maggiore di quella di ieri (+159).

Arriva a 9.171 il dato dei contagiati per coronavirus a Bergamo, la provincia più colpita dall’emergenza, con un incremento di 132 rispetto a ieri (quasi la metà, però, del dato incrementale rilevato ieri, quando si era registrato un + 236 rispetto al giorno prima).

Brescia, la seconda provincia lombarda più colpita, segna oggi quota 8.757 (+159; ieri 231). Restano alti i dati di Cremona (3.974; +33), Lodi (2.189; +32) e Pavia (2.285; +105); segue la provincia di Monza e Brianza (2.663; +90) e poi quella di Mantova (1.782; +46).

Meno colpite le province del nord lombardo con Lecco a quota 1.552 (+36), Como con 1.205 (+48), Varese, che segna 1.002 (+65) e Sondrio (517; +33). Il trend è “positivamente stabile” ha commentato il vicepresidente della Regione Sala.

Viene ribadita la necessità di non uscire, di mantenere fede alle misure di contenimento del contagio. Importantissimo rimanere a casa. Ieri purtroppo dall'analisi della mobilità delle persone in Lombardia abbiamo avuto un 37%, arrotondato per difetto. Sala, sui dati degli spostamenti delle persone in Lombardia, ottenuti analizzando le celle dei telefoni cellulari, considerando come riferimento (100%) il 20 febbraio, prima dello scoppio dell'epidemia. Lunedì e martedì la percentuale era stata del 36%. Oltre l'1% in più rispetto al giorno prima significa diverse migliaia di persone in giro. Dobbiamo assolutamente stare in casa e uscire solo per estrema necessità. L'unica arma che abbiamo è l'isolamento sociale

Superati i 475mila questionari con la app della regione Lombardia Allerta LOM con cui è possibile mappare il contagio. Fondametale farlo per fini statistici. Non sostituisce la diagnosi del medico. 

Coronavirus, inaugurato a Milano l'ospedale dei record in Fiera: "In 10 giorni realizzato ciò che si fa in anni". Fontana: "Grazie ai benefattori, sarà il simbolo della ripresa della Regione" (VIDEO)

Sono stati oltre 1.200 i donatori che hanno contribuito alla realizzazione della più grande terapia intensiva dʼItalia: in totale sono stati raccolto 21 milioni di euro. Subito aperti 8 reparti con 53 letti. "Abbiamo fatto una promessa e l'abbiamo mantenuta". E' il messaggio inviato dal consulente scelto dalla Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Il governatore: "E' stato realizzato un ospedale di altissima qualità e tecnologia che potrà diventare un punto di riferimento per la rianimazione per tutto il Paese, tanto è vero che il governo ha già detto di voler riprodurre ciò che è stato fatto in fiera al Centro e al Sud" come "garanzia, diga alle necessità che si dovessero verificare" - (VIDEO)


Pazzali presenta il nuovo ospedale in Fiera a Milano

"Avevamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta. Non abbiamo realizzato un ospedale da campo, come purtroppo a volte in emergenza ci siamo trovati costretti a fare in passato. Non abbiamo realizzato un lazzaretto, lo abbiamo detto fin dall’inizio. Qui in Fiera abbiamo creato un vero e proprio ospedale specialistico. Un ospedale ideato e costruito nel rispetto del paziente e di tutti gli operatori sanitari e non che li assistono. Perché è proprio la figura del paziente al centro di quest’opera. Chi entra qui avrà ambiente, struttura, attrezzature e assistenza ottimale per le proprie esigenze di salute". È quanto scritto nel messaggio di Guido Bertolaso letto da Gerardo Solaro del Borgo oggi durante la conferenza stampa di presentazione dell’ospedale Fiera Milano.

"Il motivo per cui ho accettato questo incarico l’ho detto più volte - spiega Bertolaso - la mia storia è questa, quando il mio Paese chiama io rispondo, perché io ci sento benissimo, e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi più che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine".

Coronavirus, inaugurato l'ospedale alla Fiera di Milano: è la più grande terapia intensiva d'Italia

All'ospedale Covid della Fiera di Milano, una volta a regime, ci saranno 200 posti di terapia intensiva e altrettanti medici anestesisti, che dovrebbero arrivare a 220, con circa 500 infermieri, secondo quanto emerso dalla conferenza stampa di inaugurazione della struttura. "Credo sia la terapia intensiva più grande d'Italia", afferma il presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali. L'ospedale, alla fine dei lavori, disporrà di 8 reparti con 53 letti. Tra 200 medici anestesisti rianimatori, 500 infermieri e altri 200 operatori sanitari di vario genere, si arriverà a un totale di 900 addetti che lavoreranno nel nuovo padiglione del Policlinico, Irccs che gestirà la struttura. Per ora "non è previsto l'arruolamento di medici dall'estero", è stato spiegato. 

L'ospedale servirà ad accogliere i nuovi contagiati 'gravi' non solo della Lombardia, ma di tutto il Paese. A regime, potrebbe servire a svuotare quegli ospedali in Italia che hanno messo in stand-by le sale operatorie. Dopo i primi 24 posti aperti tra domenica e lunedì, la seconda consegna riguarderà il primo blocco con 53 posti. "Questo è il primo obiettivo nella fase iniziale e a seguire gli altri". Alla domanda sul perché si è scesi a 200 posti dai 400 immaginati all'inizio, Pazzali ha chiarito: "I posti erano 400 perché quando abbiamo disegnato il primo layout si trattava di un ospedale da campo. Attraverso il supporto dei colleghi esperti della direzione generale sanità, abbiamo raffinato il progetto fino ad arrivare a oltre 200. Questi posti di terapia intensiva avranno a disposizione di centinaia di metri quadrati di servizi e della parte radiografica, che hanno occupato un certo spazio".

Come spiegato da Bertolaso "gli operai e le imprese si sono applicati con turni h24 durante le giornate, nessuno si è risparmiato, tutti hanno lavorato ventre a terra che è quello che avevo chiesto appena sono arrivato qui. Per primo ho cercato di dare l’esempio". Nel suo messaggio, Bertolaso ringrazia infine "il presidente Fontana per la fiducia, il presidente Pazzali per l’enorme collaborazione e capacità organizzative, i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e tutto il mio team di professionisti che in maniera volontaria sono venuti ad aiutarmi".

Coronavirus, inaugurato il nuovo ospedale alla Fiera di Milano

Pazzali si è commosso nel parlare degli ultimi dieci giorni. "E' stato molto duro ma abbiamo fatto un buon lavoro", ha detto durante l'inaugurazione dell'ospedale. "La prima parte dei lavori è finita, è iniziata la seconda e abbiamo l'obiettivo di arrivare a questo secondo risultato". I ringraziamenti vanno alle "500 persone che hanno lavorato qua, senza mai fermarsi e a volte senza neanche andare in bagno". Un grande grazie va anche a Guido Bertolaso, il consulente della Regione, che "si è ammalato perché è venuto ad aiutarci". Pazzali sottolinea che Bertolaso "è stato un esempio di come si deve dedicare parte della nostra vita al Paese, grazie per quello che ci ha dimostrato in questi giorni di difficoltà".

"Qui non è stato realizzato un ospedale da campo, ma un ospedale di altissima qualità e tecnologia. Secondo il mio parere potrà diventare un punto di riferimento per la rianimazione di tutto il nostro Paese, tanto è vero che il Governo ha già detto di voler riprodurre quello che abbiamo fatto in Fiera al Centro e al Sud d'Italia, proprio perché, se si dovessero ripetere emergenze di questo genere, ci possa essere la garanzia di una diga", ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana ringraziando poi Guido Bertolaso: "L'ho sottratto a un momento di riposo meritato e l'ho costretto a venire a Milano a sottoporsi a un tour de force, a lavorare e a correre dei rischi. Noi gli siamo vicini, siamo convinti che vincerà questa ulteriore battaglia senza problemi. Lui è stato un altro elemento catalizzatore e ha saputo trasformare un'idea in qualcosa di concreto". Per il governatore "questo ospedale sarà il simbolo della battaglia vinta sul coronavirus, sarà il simbolo della ripresa della regione. A una condizione: non abbiamo vinto ancora niente. Mi raccomando: non diffondiamo troppo entusiasmo perché non abbiamo vinto niente. Bisogna ancora rimanere a casa e rispettare le regole - ha esortato - Solo così potremo vincere definitivamente la nostra battaglia". Fontana ha quindi ricordato che sono stati i "benefattori", con le loro donazioni, a dare la possibilità alla Regione di costruire l'ospedale, "realizzato con tutte le loro risorse". E questo è "un bell'esempio della storia della Lombardia, fatta di gente operosa, proattiva e generosa. Questa è la rappresentazione della storia della Regione che prosegue la storia del Policlinico, l'ospedale dei milanesi". L'opera è stata "interamente finanziata da 1.200 donatori con il loro contributo da 10 euro a 10 milioni".

Perché costruire un ospedale in Fiera se c'è già l'ex nosocomio di ...

L'ospedale Fiera resterà in futuro anche per gestire nuove eventuali ondate di coronavirus, ha fatto sapere l'assessore della Lombardia Giulio Gallera a Mattino Cinque. "Qualcuno dice che a ottobre, dopo l'estate, dovrebbe esserci una seconda ondatata e quindi con l'ospedale in Fiera ci faremo trovare molto pronti: ciò che abbiamo realizzato oggi è chiaramente al servizio, sperando che tutto questo non avvenga", spiega. La struttura resterà a disposizione "della Lombardia, del Paese e dell'Europa", dice ancora Gallera parlando di quanto sta accadendo in Spagna e Gran Bretagna. Uno degli obiettivi dei posti in Fiera è quello di accogliere in futuro i pazienti portati fuori dalla Lombardia. "Abbiamo 82 concittadini in altre regioni e 20 in Germania. L'obiettivo è farli rientrare", sottolinea, "dopo aver accolto e ridotto i nuovi bisogni".

Coronavirus, Fontana: "Stiamo andando benino, siamo sulla buona strada ma non dobbiamo abbassare la guardia. Confermare le misure restrittive dopo il 3 aprile" (VIDEO)

Il consueto punto stampa del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, tra cauto ottimismo e consapevolezza che c'è ancora molto da fare per superare l'emergenza. L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, a Mattino Cinque: "Purtroppo non potremo allentare l'attenzione per molti mesi. Oggi bisogna continuare nell'azione determinata di stare in casa per evitare che il virus trovi un altro corpo da 'mangiare', da infettare, una volta che saremo riusciti a spegnerlo il rischio che ricominci è altissimo. Nessuno può chiamarsi fuori" - (VIDEO)


"Stiamo andando benino, manteniamoci ancora fermi negli obblighi che dobbiamo rispettare" Così il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana interviene sull'emergenza coronavirus nel consueto appuntamento con la stampa".

"Non ho ancora i numeri ufficiali, ma le indicazioni che mi arrivano è che stiamo proseguendo sulla buona strada: stiamo mantenendo quella specie di linea che non più in salita e non è ancora in discesa, ma non stiamo andando avanti nella progressione, questo è l'aspetto positivo a cui noi guardiamo con grande interesse e speranza. Questo non toglie che non si debba abbassare la guardia", aggiunge.

"Noi siamo della linea di poter mantenere le stesse misure dell'ordinanza che sono in vigore in Lombardia fino al 4 aprile. Stiamo ragionando con le altre Regioni per mandare al governo richieste che siano più condivise possibili: se il governo le accetterà benissimo, altrimenti noi abbiamo la possibilità di fare un'ordinanza. Noi chiediamo di mantenere queste chiusure. Sull'attività produttiva è una scelta che può essere fatta solo dal governo", spiega.

"Noi abbiamo mandato la nostra proposta al presidente della Conferenza delle Regioni, bisogna vedere se si può fare richiesta comune, noi siamo delle opinioni che si devono mantenere misure rigorose" contro il coronavirus, sottolinea Fontana. Per il prolungamento delle chiusure "sicuramente dovremmo concordarla con le altre regioni, io penso che comunque si debba parlare della metà di aprile anche perché siamo in un fase positiva ma dobbiamo solidificarla", evidenzia.

"Una grande opera che solo l'ingegno e la concretezza lombarda potevano realizzare in così poco tempo. A tutte le maestranze va il mio più sentito ringraziamento. Un pensiero particolare lo rivolgo all'amico Guido Bertolaso che, fin dal primo momento, ha creduto in questa missione e, nonostante sia stato colpito dal virus, continua a contribuire a distanza in maniera fattiva per rendere l'ospedale operativo", afferma al termine della visita all'ospedale allestito presso i padiglioni della Fiera di Milano per i malati di Covid-19.

E parole di orgoglio arrivano anche dall'assessore al Welfare, Giulio, Gallera che si dice "molto emozionato e orgoglioso di chi materialmente ci ha dato una mano a costruire tutto questo, di chi come il presidente Fontana per primo ha voluto gettare il cuore oltre l'ostacolo, dei medici e degli infermieri. E' il luogo plastico del sistema lombardo che dà speranza alle persone, è quello che faremo qui. E' un ospedale creato dalla Regione Lombardia, abbiamo ancora bisogno di medici e infermieri che hanno voglia venire a fare esperienza qui, in un ospedale che sarà al servizio del Paese e magari anche dell'Europa".

Coronavirus, in Lombardia numero dei decessi ancora alto ma crolla quello dei ricoveri. Il punto dell'assessore Gallera che chiarisce di nuovo la questione tamponi (VIDEO)

Come ogni giorno l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, fa il punto della situazione sull'emergenza coronavirus: il numero di contagi, il trend della diffusione, la progressione dei lavori per la realizzazione degli ospedali da campo e la tenuta della struttura sanitaria lombarda - (VIDEO)


Oggi in Lombardia è ancora alto il numero dei decessi: sono 542 i morti nelle ultime 24 ore, quasi 6mila i decessi totali a 5.944. Sono gli ultimi dati dell'assessore Giulio Gallera. I contagiati sono diventati 39.415, con un aumento di 2.117 casi.

"A oggi abbiamo fatto in Lombardia 102mila tamponi, siamo la regione che fatto più tamponi di tutti", ha fatto sapere durante la videoconferenza quotidiana. "Non facciamo tamponi a tappeto", sottolinea aggiungendo: "La scienza dice che non devono essere fatti tamponi a tutti, quindi in regione non abbiamo mai pensato di farlo. Noi abbiamo fatto i tamponi a chi aveva una sintomatologia". Quello a cui sta lavorando la Regione è "migliorare la velocità nel processare questi tamponi". Il 20 febbraio, spiega Gallera, "avevamo tre laboratori che processavano tamponi, oggi ne abbiamo 22 con una capacità giornaliera di 5mila tamponi al giorno. Oggi riusciamo a processare 5mila tamponi al giorno". 

A Milano e provincia 'migliora' rispetto a ieri la situazione dei nuovi contagiati con 314 risultati positivi per un totale di 7.783. Ieri era +547. In città la situazione migliora con la giornata di oggi, dove i nuovi contagi sono 150, e ieri erano +261. C'è una "netta riduzione", dice Gallera. A Bergamo e Brescia, con +41 e +61 in città "ci sono dati che non stanno più crescendo in maniera esponenziale".

 

Ecco i dati forniti da Regione Lombardia sabato 28 marzo 2020
I casi per provincia /ieri/oggi:

BG    8060/8349 + 289
BS     7385/7678 + 373
CO    816/903 + 87
CR     3496/3605 + 109
LC   1210/1316 + 106
LO    2006/2029 + 23
MB    1948/2086 + 138
MI      7469/7783. + 314
MN    1398/1484 + 86
PV     1712/1877 + 165
SO    362/388 + 26
VA    711/768 + 57
e 1149 in fase di verifica

Bollettino odierno Ieri/oggi:

Contagi 37298/39415 + 2117
Ricoveri non TI 11137/11152 +15
Ricoveri TI 1292/1319 +27
Decessi 5402/5944 + 542
Tamponi effettuati
24 marzo 76695
25 marzo 81666 + 4971
26 marzo 87713 +6047
27 marzo 95860 +8147
28 marzo 102503 + 6643

Coronavirus, la Lombardia torna a preoccuparsi: oggi 2.500 casi in più. Polemica sui tamponi, Fontana: "Speculazioni vergognose e infondate a danno dei cittadini" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore Attilio Fontana: "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". E in merito alla questione dei tamponi: "Si fanno speculazioni vergognose per i cittadini. La Regione Lombardia, e il ministro Roberto Speranza l'ha ribadito oggi, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Istituto superiore di sanità e dall'organismo scientifico che collabora con il Ministero" - (VIDEO)


"Oggi i numeri non sono belli, il numero di contagiati è aumentato un po' troppo rispetto alla linea dei giorni scorsi, siamo sui 2.500". Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus. "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". Rispondendo a chi gli chiedeva se i dati indicano che Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus., Fontana ha precisato: "Non sono in grado di dare valutazioni, devono essere date dai tecnici, io personalmente sono preoccupato. Non so se ci è sfuggito qualcosa". Quanto alla zone lombarde maggiormente colpire dai nuovi contagi, Fontana ha precisato che "il lavoro di analisi non è ancora concluso" e che i dati odierni verranno comunicati stasera dall'assessore al Welfare, Giulio Gallera.

"Qualcuno sta sollevando una serie di polemiche assolutamente infondate, che contribuiscono ad alimentare insicurezza e angoscia nei cittadini. Questo non mi va bene e non è accettabile. Faccio riferimento alla questione dei tamponi sui quali si stanno facendo delle speculazioni vergognose". "La Regione Lombardia - ha sottolineato Fontana - e oggi il ministro Speranza lo ha ribadito, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Iss e dall'organismo scientifico che collabora col ministero. Il 27 febbraio hanno mandato un'indicazione su come ci si doveva comportare e questa indicazione conclude che 'in assenza di sintomi il test non appare al momento sostenuto da un reazionale scientifico in quanto non fornisce un’informazione indicativa ai fini clinici e potrebbe essere addirittura fuorviante. Qualora dovessero emergere nuovi dati si procederà a una revisione del documento elaborato'". "Questo - ha rimarcato il governatore lombardo - ha un significato assolutamente univoco: la disposizione è che i tamponi devono essere riservati ai sintomatici. Tutti gli altri tamponi sono ritenuti addirittura fuorvianti. La Lombardia è stata la regione che ha fatto il maggior numero di tamponi nel nostro Paese e abbiamo rispettato rigorosamente quello che ci è stato dettato dai massimi istituti di sanità italiani".

Il numero dei test che vengono effettuati ai sanitari in Lombardia "è già aumentato". "Da lunedì abbiamo iniziato con i provvedimenti ad aumentare il numero dei tamponi ed esami da fare - ha sottolineato - e sempre lunedì abbiamo mandato all’organismo tecnico un’indicazione proprio perché dovevamo rispettare le indicazioni che ci avevano dato". "Visto però che c’è questo movimento tellurico in Lombardia - ha aggiunto Fontana - gli abbiamo chiesto se dobbiamo cambiare le regole. Se ci diranno di sì noi lo faremo, ribadendo che siamo la regione che ha fatto i maggior numero di tamponi in Italia". Sui tamponi, ha precisato Fontana, "siamo certamente pronti a cambiare strategia" ricordando che "noi ci siamo sempre attenuti alle indicazioni dell’Iss". Il governatore lombardo si è quindi detto "assolutamente pronto a fare quello che mi dice l’Iss" ma "a due condizioni: la prima è che mi dia tutto il necessario per eseguire le tamponature. La seconda è che si tenga che conto del fatto che i laboratori della Regione, che lavorano a tempo pieno, riescono a processare come massimo 5mila tamponi al giorno". "Tenendo conto che in Lombardia siamo più di 5mila persone - ha fatto notare Fontana - mi si deve mettere nelle condizioni di effettuare i tamponi. Perché farne 5mila al giorno per cinque milioni di persone richiede almeno 3 anni di tempo".

 

Coronavirus, la Lombardia sospende le tasse regionali fino al 31 maggio. L'assessore Caparini spiega tutto

Proroga al 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi, del bollo auto e dell'Irap, la tassa che riguarda le imprese. La delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta del presidente Attilio Fontana di concerto con l'assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini


È sospeso fino al 31 maggio in Lombardia il pagamento delle tasse regionali, comprese bollo auto e Irap. È quanto prevede la delibera approvata dalla giunta su proposta del governatore Attilio Fontana di concerto con l'assessore al Bilancio Davide Caparini. I pagamenti e i versamenti sospesi potranno essere effettuati in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020, senza l'applicazione di sanzioni ed interessi, salvo ulteriori proroghe legate allo sviluppo dell'emergenza coronavirus.

"Il provvedimento - specifica Caparini - riguarda gli adempimenti tributari e i termini dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 per chi ha il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Lombardia, limitatamente all'Irap, addizionale regionale Irpef, Bollo Auto, Ecotassa e Tassa sulle Concessioni (tributi regionali non amministrati in Convenzione con l'Agenzia delle Entrate). In caso l'emergenza si protrarrà prenderemo nuovi provvedimenti di proroga. Come sempre troverete tutte le informazioni sulla pagina Tributi del Portale di Regione Lombardia www.tributi.regione.lombardia.it". La delibera, chiarisce l'assessore, "sospende il pagamento dei tributi fino al 31 maggio mettendo al riparo dalla decadenza della eventuale rateizzazione degli importi dovuti"

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