updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Lavoro, in un anno perso quasi un milione di posti. Occupazione stabile a febbraio. L'emorragia si fermerà o siamo solo all'inizio?

Covid e occupazione, in un anno perso quasi un milione di posti di lavoro Covid e occupazione, in un anno perso quasi un milione di posti di lavoro

La fotografia dai dati Istat. Nei giorni scorsi lo studio di Unimpresa che avvertiva: "Dieci milioni di italiani a rischio povertà. Subito nuovi ristori"


Occupazione in Emilia-Romagna: dopo il lockdown, ripartenza a maggio –  ART-ER

Un milione di posti di lavoro persi in un anno. E' il quadro che si delinea dai dati Istat. A febbraio 2021 gli occupati erano 22.197.000, ovvero 945.000 in meno rispetto a febbraio dello scorso anno. "Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione - registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021 - hanno determinato un crollo dell’occupazione rispetto a febbraio 2020 (-4,1% pari a -945mila unità) - rileva l'Istat - La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-590mila) e autonomi (-355mila) e tutte le classi d’età". Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 2,2 punti percentuali, toccando il 56,5%.

Nell’arco dei dodici mesi, crescono le persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +21mila unità), ma soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a +717mila).

Il tasso di disoccupazione a febbraio diminuisce di 0,1 punti rispetto a gennaio e aumenta di 0,5 punti su febbraio 2020. Lo rileva l'Istat spiegando che nel mese è al 10,2%.

Diminuisce lievemente anche il numero di inattivi (-0,1% rispetto a gennaio, pari a -10mila unità) per effetto, da un lato, della diminuzione tra le donne e chi ha almeno 25 anni e dall’altro della crescita tra gli uomini e i 15-24enni. Il tasso di inattività è stabile al 37,0%.

Il livello dell’occupazione nel trimestre dicembre 2020-febbraio 2021 è inferiore dell’1,2% rispetto a quello del trimestre precedente (settembre-novembre 2020), con un calo di 277mila unità -prosegue l'Istat. Nel trimestre aumentano sia le persone in cerca di occupazione (+1,0%, pari a +25mila), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,3%, pari a +183mila unità).


Povertà, allarme Unimpresa: "Dieci milioni di italiani a rischio"

BANKITALIA: AUMENTANO LE DISUGUAGLIANZE

A chi già si trova in condizione di estremo disagio economico potrebbero aggiungersi presto i disoccupati e i tanti lavoratori a rischio, in situazioni estremamente precarie. "Subito nuovi ristori"

L'ultima rilevazione Istat parlava di 5,6 milioni di persone in povertà, ma secondo Unimpresa gli italiani a rischio a causa della crisi innescata dal Covid sono molti di più, 10,4 milioni. Tra di loro si contano infatti i 4 milioni di disoccupati e i 6,3 milioni di occupati in situazioni instabili o economicamente deboli: il dato, calcolato dal Centro studi di Unimpresa, si riferisce a fine 2020 e conta oltre 1,2 milioni di soggetti in più rispetto a un'analoga rilevazione relativa al 2015, con una crescita significativa del 13%.

Secondo Unimpresa la crisi economica innescata dall'emergenza sanitaria ha contribuito a estendere il perimetro delle persone in difficoltà: ai 4,1 milioni di persone disoccupate bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (776mila persone) sia quelli a orario pieno (1,9 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (711mila), i collaboratori (225mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,7 milioni). Questo gruppo di persone occupate - ma con prospettive incerte circa la stabilità dell'impiego o con retribuzioni contenute - ammonta complessivamente a 6,3 milioni di unità: "in condizioni precarie o economicamente deboli, - spiega l'organizzazione - contribuiscono a estendere la platea degli italiani in crisi, che vivono sull'orlo del baratro, sempre più vicini alla povertà".
 
Unioncamere lancia dunque l'allarme: per evitare che dalla attuale situazione di rischio si passi a una situazione di vera difficoltà bisogna che il governo intervenga, andando "ben oltre quei 32 miliardi di euro stanziati col decreto Sostegni, che non bastano". "C'è un fattore tempo che è fondamentale: -  dice il vicepresidente di Unimpresa, Salvo Politinoo - il decreto che stanzia quei fondi è del 19 marzo e i primi bonifici, assicura il governo, dovrebbero arrivare intorno alla metà di aprile. Vuol dire oltre 100 giorni per un pacchetto di aiuti che, in ogni caso, risponde solo parzialmente alle drammatiche esigenze che stiamo affrontando".
 

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