updated 3:21 PM UTC, Nov 26, 2020

Il grido di dolore degli operatori turistici: "Il nostro settore nel dramma, servono aiuti subito"

Settore turistico in ginocchio Settore turistico in ginocchio

Una folta rappresentanza di agenzie di viaggio, commerciali, consulenti turistici, tour operator, autisti di bus e pullman ha manifestato davanti a Palazzo Lombardia perché le istituzioni non si dimentichino di un settore che in questa fase di emergenza sta soffrendo come e più di altri - (VIDEO)


Le agenzie di viaggi fanno sentire la propria voce e tornano in piazza. Si sono date appuntamento a Milano, davanti a Palazzo Lombardia. Ad organizzare la manifestazione il Maavi, il movimento autonomo delle adv guidato da Enrica Montanucci e nato proprio durante la pandemia globale. L’obiettivo della protesta? Dare un ulteriore allarme alle istituzioni, in un momento di crisi senza precedenti che rischia seriamente di compromettere il futuro di numerosissime realtà del turismo.

“Per il 90% siamo piccole micro-imprese di imprenditoria femminile, ad alta specializzazione e professionalità, un settore che era sanissimo nonostante i grossi portali delle multinazionali del web, spinto dalla passione e dalla voglia di fare sempre meglio. Con un’agenzia viaggi non si diventa ricchi materialmente ma di esperienze, conoscenze ed empatia – si legge nella nota divulgata dalla delegazione lombarda di Maavi – Ogni anno muoviamo milioni di passeggeri per lavoro e per turismo, riempiamo i centri storici delle città con i suoi ristornati, bar, negozi, musei, siti archeologici, spiagge e montagne.  Siamo assicurate, abbiamo fondo di garanzia, contribuiamo a una fetta importante del Pil regionale e nazionale. Le agenzie viaggi lombarde sono quelle che movimentano più passeggeri in Italia”.

Come ricordano gli agenti, ci si è fermati prima del lockdown conclamato e “non sappiamo quando potremo ripartire con il nostro lavoro, abbiamo dato assistenza continua e gratuita ai nostri connazionali bloccati all’estero durante la primavera ancora prima che si muovesse la Farnesina. Rispettosissime dei protocolli sanitari e limitazioni ai viaggi. Il Bonus Vacanze ci ha ulteriormente penalizzate, grazie a una comunicazione istituzionale non idonea, in ogni caso non è stato un successo come lo dimostrano i dati: sugli oltre 2 miliardi stanziati ne sono stati usati 400/500 milioni. In questi mesi abbiamo riempito i tavoli governativi e regionali di proposte, per ora solo ascoltate. Per noi non ci sono orari di lavoro, noi non lavoriamo da febbraio e non sappiamo quando potremo riprendere”.

Maavi non intende minimizzare il dramma sanitario, “ma non possiamo permettere che diventi anche un dramma sociale settoriale – conclude – Alcune regioni hanno aiutato nei mesi scorsi i nostri colleghi con piccoli e significativi aiuti. Chiediamo anche alla nostra Regione Lombardia, che è la più ricca e operosa, di sostenerci velocemente”.

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