updated 10:10 AM UTC, Nov 27, 2020

Blocco dei licenziamenti e cig, nessun accordo tra governo e sindacati. I consulenti lavoro: servono misure straordinarie a sostegno delle imprese

Sindacati, su cig e licenziamenti distanti dal governo Sindacati, su cig e licenziamenti distanti dal governo

Si è concluso la notte scorsa con un "nulla di fatto" il confronto tra Cgil, Cisl, Uil e il Governo, con la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ed il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, sulla proroga della cassa integrazione ed il blocco dei licenziamenti. "Molto distanti", affermano i sindacati, le posizioni espresse dalle parti.

Dopo alcune ore di trattativa, Cgil, Cisl e Uil hanno "valutato insufficiente la proposta del Governo" ed hanno "proposto una soluzione in cui le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione annunciate dal Governo e il blocco dei licenziamenti devono camminare di pari passo".
A questo punto, proseguono, "ritengono necessaria e utile una convocazione da parte del presidente del Consiglio e attendono l'avvio, in tempi brevissimi, di un tavolo a Palazzo Chigi" su questo capitolo e in generale sulla riforma degli ammortizzatori sociali, sulle politiche attive del lavoro, sulla manovra economica e sui fondi europei. 


Studio Gabellone Studio Professionale di Consulenza del Lavoro

La situazione di difficoltà in cui versano già moltissime piccole e medie imprese richiede misure straordinarie a loro sostegno, in grado di supportarle economicamente e salvaguardarne i livelli occupazionali. E' uno degli aspetti che emergono dall'indagine 'Crisi, emergenza sanitaria e lavoro nelle pmi', che sarà presentata al Festival del Lavoro, in programma oggi e domani, e condotta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro tra gli iscritti.

Il 56,6% dei consulenti intervistati indica al primo posto l’urgenza di fornire contributi a fondo perduto per sostenere l’attività; a seguire, il 53,2% la proroga degli ammortizzatori sociali e il 51,9% la sospensione delle scadenze fiscali. Interventi importanti, a fronte dei quali altre possibili misure di incentivo e supporto, quali contributi per sostenere i costi della sicurezza o riorganizzare le aziende in modalità agile appaiono del tutto residuali.

Secondo la ricerca dei consulenti del lavoro l'esigenza di convogliare le risorse in interventi rilevanti da un punto di vista economico, per consentire il necessario afflusso di liquidità, rappresenta lo stato di forte criticità con cui le piccole e medie imprese si apprestano ad affrontare la seconda ondata pandemica. È indicativo che al Sud, prima ancora che contributi e ammortizzatori sociali, si indichi come prioritaria la sospensione delle scadenze fiscali, segnalando l’impossibilità totale delle aziende di far fronte ai propri adempimenti. Di contro al Nord, l’attenzione è posta soprattutto sugli ammortizzatori sociali, per rendere sostenibile il proseguimento delle attività, anche in condizione di forte criticità, puntando quanto possibile alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

 

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

Ultima modifica ilGiovedì, 22 Ottobre 2020 15:37

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