updated 9:54 AM UTC, Oct 26, 2020

Incentivi auto, nessun rifinanziamento. Niente bonus per benzina e diesel di ultima generazione: così il governo spegne il motore del mercato

Incentivi auto, nessun rifinanziamento nel decreto Agosto ilComizio.it Incentivi auto, nessun rifinanziamento nel decreto Agosto

Fondi terminati e niente rifinanziamento nella conversione in legge del "decreto Agosto" per le automobili che inquinano tra i 61 e 110 grammi di CO2 al chilometro. In sostanza aiuti finiti per la maggior parte di macchine motorizzate a benzina o diesel di ultima generazione in vendita, oltre ad alcuni modelli Gpl. Unrae, l'Associazione delle case automobilistiche estere, e Federauto, che rappresenta i concessionari protestano: "Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al PIL"


Bonus auto, le novità per gli incentivi di Euro6, ibride ed elettriche -  MotorBox

Il programma di incentivi alla rottamazione sembra destinato a una fine prematura dopo poco più di due mesi dall’avvio delle agevolazioni. A dispetto delle indiscrezioni e anche di alcune dichiarazioni pubbliche, l’atteso rifinanziamento non è stato inserito nel testo di conversione in legge del decreto Agosto approvato settimana scorsa dal Senato. 

Il passaggio alla Camera. È ancora possibile una modifica del decreto durante il passaggio alla Camera, ma a oggi le chance sono esigue e alcune associazioni di settore hanno lanciato un allarme sugli effetti di uno stop alle agevolazioni, soprattutto alla luce degli effetti positivi finora riscontrati tra tante difficoltà e molti vincoli. Ad agosto le immatricolazioni sono risultate sostanzialmente stabili nel confronto con l’anno scorso e a settembre hanno messo a segno un consistente rimbalzo proprio grazie alla spinta degli incentivi alla rottamazione. Non sono mancate criticità, tra cui l’ammontare limitato di risorse destinate a particolari fasce di auto (quelle con emissioni di CO2 tra 91 e 110 g/km) e i vincoli imposti ai concessionari nella presentazione delle istanze per accedere al programma. Ecco perché negli ultimi giorni le associazioni di rappresentanza del settore automobilistico hanno spesso chiesto al Governo di intervenire, magari spostando fondi da una fascia all’altra dei veicoli incentivabili dopo l’esaurimento delle risorse. Ora da Roma è arrivato un sostanziale rifiuto ad accogliere le richieste del comparto con la decisione di non inserire il rifinanziamento degli incentivi per lo svecchiamento del parco auto.

L’autolesionismo del Governo. “Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al Pil. Le misure, che si sono complessivamente autofinanziate, hanno infatti fruttato ulteriori 58 milioni di euro incrementali in gettito Iva, oltre ai maggiori introiti legati all’immatricolazione dei veicoli, tra cui l’Ipt”, affermano Federauto e Unrae. “I dati diffusi nei giorni scorsi sulla confortante ripresa del mercato grazie agli incentivi - aggiungono le due associazioni - sono la dimostrazione tangibile di quanto sia stato efficace questo strumento. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno assistiamo, nello stesso periodo, all’immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% di auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/Km), circa l'11% in meno".

Necessario intervenire. Pertanto, secondo Federauto e Unrae, "è necessario un intervento urgente, da parte del governo e della politica", per sostenere un settore, quello dell’auto, che vale il 10% del Pil italiano e sostiene anche "migliaia di piccole e medie aziende, con decine di migliaia di posti di lavoro attualmente a rischio". "In questa fase particolarmente delicata per l’economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile. Vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all’acquisto e agli operatori del settore un'adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali”, proseguono le due associazioni lanciando, infine, un appello: "Chiediamo, pertanto, al governo di assicurare che i fondi esauriti o in via di esaurimento vengano rifinanziati per i restanti mesi del 2020 con l'obiettivo di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico fatto continuando anche il cammino virtuoso intrapreso di riduzione delle emissioni ambientali". Federauto e Unrae hanno inoltre ribadito la loro disponibilità a condividere con l’Esecutivo le proprie proposte per sostenere la decarbornizzazione del settore e per accompagnare la transizione verso la mobilità a zero emissioni.

 

(Fonte: quattroruote.it)

Ultima modifica ilMercoledì, 14 Ottobre 2020 10:58

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.