updated 3:54 PM UTC, Jan 18, 2021

Il turismo italiano verso un'estate da incubo: 56 milioni di presenze in meno. Mai così male negli ultimi 20 anni

E la chiamano estate... Il turismo italiano piange ilComizio.it E la chiamano estate... Il turismo italiano piange

Le prenotazioni non decollano. Per i prossimi tre mesi si prevede un calo senza precedenti: pesa soprattutto l'emorragia di turisti stranieri. La  mobilità tra confini è ripresa ma gli arrivi nel nostro Paese sono ancora centellinati. Cst Firenze per Assoturismo Confesercenti prevede 12,8 milioni di viaggiatori e 56 milioni di pernottamenti in meno rispetto alla stagione 2019


Così l'Europa prova a salvare la stagione turistica estiva - Startmag

Il turismo italiano, alle prese con le conseguenze dell'emergenza Covid, si prepara all'estate peggiore degli ultimi 20 anni, con prenotazioni che non decollano - nonostante la ripresa della mobilità nazionale ed internazionale- e una stima di 12,8 milioni di viaggiatori e 56 milioni di pernottamenti in meno rispetto all’estate 2019.

È quanto emerge da uno studio condotto da CST Firenze per Assoturismo Confesercenti, su un campione di 2.118 imprenditori della ricettività, e che disegna una brusca frenata che potrebbe cancellare oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato, di cui il 52% per le attività extralberghiere e il 48% per il comparto alberghiero.

A pesare è soprattutto il calo dei visitatori stranieri: sui 56 milioni di pernottamenti perduti, ben 43 milioni sono di turisti esteri che quest’anno non giungeranno nelle località del nostro Paese, con un crollo del -43,4% rispetto all’estate 2019: quasi un dimezzamento. La flessione sarà invece più contenuta per la domanda interna dei viaggiatori italiani (-11,6%).

I risultati peggiori saranno registrati dal comparto alberghiero con una flessione del -28,7%, mentre l’extralberghiero si attesterà al -23,7%. La tendenza negativa interesserà tutte le aree, anche se gli andamenti peggiori sono stati segnalati dagli imprenditori del Nord Ovest (-32,9% di pernottamenti). Valori negativi più o meno omogenei sono attesi per il Nord Est (-28,7%) e Centro (-25,8%) mentre meno pesante, ma comunque rilevante, sarà la riduzione per il Sud e le Isole (-19,3%). Analizzando le destinazioni italiane per tipologia, ipotizziamo un calo delle presenze turistiche del -38,3% per le località lacustri e del -36% per quelle termali. La flessione si attesta al -34,3% per le città d’arte e affari, del -31,4% per mete rurali e collinari, del -21,8% per le località montane e del -20,9% per quelle marine.

Alla riduzione della domanda corrisponderà anche un netto calo dell’offerta del settore ricettivo: Saranno infatti circa 23mila le strutture che quest’estate non apriranno affatto, di cui 3mila nel comparto alberghiero. Molte altre – per ragioni di sostenibilità e di distanziamento sociale – hanno ridotto le disponibilità. Secondo le indicazioni ricevute, è prevedibile per l’estate 2020 una riduzione complessiva di 1,8 milioni di posti letto.

La riduzione concomitante della domanda e dell’offerta avrà anche un importante effetto occupazionale: si stima infatti che ad oggi siano oltre 82 mila gli addetti (fissi e stagionali) del sistema ricettivo rimasti senza posto di lavoro, di cui solo una parte protetta dalle misure economiche messe in atto dal Governo. Il 66% degli addetti era attivo nel comparto extra alberghiero e il 34% nelle imprese alberghiere.

Ultima modifica ilGiovedì, 18 Giugno 2020 18:56

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.