Pensando a Palazzo Lombardia ti aspetti uffici, corridoi lunghi, aria condizionata e poco altro. Invece se entrando in piazza, passi l’ingresso di via Galvani, ti trovi davanti all’ingresso dello Spazio IsolaSET.
Lì, dal 4 agosto al 1° settembre, l’arte contemporanea ha preso possesso delle pareti. Due mostre insieme, gratuite, aperte dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19. E ti dico la verità, se passi di lì e non ci dai un’occhiata, stai davvero perdendo qualcosa.
L’assessore al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi ha inaugurato le due esposizioni. “L’inaugurazione delle mostre Oltre la forma e Spring Summer ’26 rappresenta un’importante occasione per valorizzare linguaggi artistici differenti e avvicinare il pubblico alle molteplici espressioni dell’arte contemporanea”. Parole da assessore, certo. Ma quando le ascolti mentre guardi le opere, hanno un senso diverso.
Si va oltre la forma, tre artiste, un’unica ricerca
Nella prima sala trovi Oltre la forma. Wally Bonafè, Amalia Caracciolo e Katalin Kollar. Tre percorsi diversi, tre modi di guardare il mondo, ma con un filo comune, la forma non è mai solo forma. È colore, è segno, è spazio che si allarga oltre ciò che vedi.
Bonafè lavora con composizioni essenziali, quasi silenziose. Caracciolo gioca di più con il gesto e la materia. Kollar porta una sensibilità che sa di Europa centrale, di luci filtrate e di astrazione che non dimentica mai il corpo. Insieme costruiscono un dialogo. Non è una collettiva messa lì per riempire le pareti. È un confronto vero tra linguaggi che, partendo dal figurativo o dall’astrazione, cercano qualcosa che sta oltre la semplice rappresentazione.
Cammini tra le opere e ti viene da rallentare. Non perché siano difficili. Perché ti costringono a guardare con calma. In un’epoca in cui scorriamo tutto a velocità doppia, qui il tempo si allunga un po’.
Spring Summer ’26, Alberto Peppoloni e la scomposizione della forma
Poi passi all’altra ala e trovi Spring Summer ’26 di Alberto Peppoloni. Titolo che sembra preso da una sfilata, ma qui non c’è nulla di fashion. Peppoloni continua la sua ricerca sulla scomposizione della forma. Luce, superfici, materia. Un linguaggio pittorico contemporaneo che ti fa oscillare continuamente tra ciò che riconosci e ciò che non riconosci più.
Le sue opere non ti dicono «guarda cosa ho dipinto». Ti dicono «muoviti, cambia angolazione, inventati il tuo significato». È un invito all’interpretazione personale. E in uno spazio istituzionale come lo Spazio IsolaSET di Palazzo Lombardia questo ha un peso particolare. Non è arte chiusa in una galleria privata. È arte messa a disposizione di chiunque entri, anche solo per caso.
Perché queste mostre contano (e non solo per gli addetti ai lavori)
Comazzi ha aggiunto una cosa che mi è rimasta impressa, “Crediamo nell’arte come strumento capace di stimolare il confronto, sollecitare le coscienze e aiutarci a osservare la realtà da prospettive diverse. Regione Lombardia conferma così la volontà di promuovere la cultura e di mettere a disposizione i propri spazi per iniziative capaci di sostenere il talento e il dialogo tra esperienze artistiche differenti”. Il tutto presso lo Spazio IsolaSET di Regione Lombardia.
Non è retorica vuota. Palazzo Lombardia non è un museo. È la sede della Regione. Eppure da anni lo Spazio IsolaSET ospita mostre, fotografie, pittura, progetti che portano gente dentro un edificio che altrimenti resterebbe solo di burocrati e funzionari. È un modo intelligente di usare gli spazi pubblici. E in un agosto milanese, quando metà città è in ferie e l’altra metà cerca un po’ di fresco e di bellezza, queste due mostre arrivano al momento giusto.
Ingresso libero. Niente biglietto, niente prenotazione. Solo tu, le opere e il silenzio relativo di un’ala di Palazzo Lombardia.
Le due esposizioni restano aperte dal 4 agosto al 1° settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19. Ingresso da via Galvani. Se ci vai all’ora di pranzo o nel tardo pomeriggio, magari trovi meno gente e puoi stare davanti a un’opera quanto vuoi senza sentirti in colpa.
Portati cinque minuti in più del necessario. Perché quando l’arte funziona davvero, non la consumi in fretta. La lasci sedimentare.
In un’estate in cui tutto sembra correre più veloce del solito, lo Spazio IsolaSET offre qualcosa di veramente raro, la possibilità di fermarsi. Di guardare. Di lasciare che tre artiste e un pittore ti dicano qualcosa senza alzare la voce.
Vale la pena passarci. Anche solo per ricordarsi che a Milano, tra un appuntamento e l’altro, c’è ancora uno spazio per l’arte, lo Spazio IsolaSET che non chiede niente in cambio se non un po’ della tua attenzione.












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