Donald Trump potrebbe bloccare l’allargamento della NATO

Avantgardia

Donald Trump sta valutando un accordo con la Russia per bloccare l’allargamento della NATO in Ucraina e Georgia, nel caso fosse rieletto presidente degli Stati Uniti.

Trump rimane l’unico candidato repubblicano che sfiderà il presidente in carica Joe Biden alle elezioni presidenziali 2024 di novembre. Durante la sua campagna elettorale non ha ancora nominato una squadra per la sicurezza nazionale, né ha pubblicato una nuova agenda per la NATO, ma il quotidiano “Politico LLc” che da sempre segue le strategie politico/economiche dei Presidenti americani, in un articolo appena pubblicato, ha ipotizzato un possibile piano strategico per stabilire nuovi equilibri geopolitici.

Come parte di un piano per l’Ucraina mai presentato, Donald Trump sta considerando un accordo in base al quale la NATO non si impegnerà in ulteriori espansioni verso est “specificamente in Ucraina e Georgia” e negozierà con il presidente russo Vladimir Putin su quanto territorio ucraino Mosca potà mantenere. L’articolo riporta queste informazioni anche citando due esperti di sicurezza nazionale molto vicini a Donald Trump. Una fonte anonima, presumibilmente a conoscenza delle intenzioni di Trump, ha fatto trapelare che l’ex presidente è “aperto a un accordo che fermi l’espansione della NATO e non riporti l’Ucraina ai confini del 1991“, ma non ha escluso altre opzioni, “inclusa una nuova fornitura di grandi quantità di armi a Kiev”, se l’accordo non vedesse una luce.  Nel 1991, con la sua nascita come nazione sovrana, l’Ucraina si è trovata a gestire i confini precedentemente appartenenti alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Questi confini, che una volta separavano semplicemente due regioni all’interno dell’Unione Sovietica, non erano mai stati definiti con precisione né fisicamente demarcati. Da quel momento, l’Ucraina ha intrapreso il percorso per delineare un confine chiaro e riconosciuto. Con la dissoluzione dell’URSS, il diritto internazionale ha interpretato l’evento come un caso di disgregazione: lo stato originario cessò di esistere, lasciando il posto alla creazione di nuovi stati, che furono successivamente accolti nell’ONU seguendo l’articolo 4 della Carta delle Nazioni Unite. Tra i nuovi stati emersi da questo processo, tutti furono accettati come membri a pieno titolo, fatta eccezione per l’Ucraina e la Bielorussia, che erano già stati membri fondatori dell’ONU. La Dichiarazione del 1942 aveva infatti riconosciuto come “Stati” alcune entità che non soddisfacevano il criterio dell’indipendenza, come appunto l’Ucraina e la Bielorussia, creando così una presunzione giuridica assoluta. La transizione fu portata a termine attraverso gli accordi di Minsk dell’8 dicembre 1991 e l’Intesa di Alma Ata del 21 dicembre dello stesso anno.

Mentre è “improbabile” che Trump lasci definitivamente la NATO, è più probabile che riveda le regole del blocco guidato dagli Stati Uniti, affinché i suoi membri europei si assumano maggiori responsabilità, cosa che gli esperti militalri americani dicono, non siano in grado di fare. Insomma un futuro presidente che gioca a testa o croce con una moneta dalle facce uguali; non potrebbe perdere mai…

Secondo Elbridge Colby, vice segretario alla Difesa di Trump per la strategia, i membri europei della NATO che non spendono almeno il 2% del loro PIL in difesa

non potranno godere della difesa NATO e la garanzia di sicurezza data dagli Stati Uniti.  Gli Stati Uniti non hanno abbastanza forze militari per coprire tutto,” ha detto  “Non possiamo impiegare tutte le nostre risorse in Europa contro i russi quando sappiamo che cinesi e russi stanno collaborando, e i cinesi rappresentano una minaccia più pericolosa e significativa. I membri europei del blocco devono produrre forze credibili in combattimento per affrontare un eventuale attacco russo” ha aggiunto Colby. “Come parte di un riorientamento radicale della NATO sotto Donald Trump, gli Stati Uniti manterrebbero le loro basi aeree e navali in Europa, ma lascerebbero la maggior parte della fanteria, dell’artiglieria e della logistica, agli alleati continentali.

Sempre secondo il quotidiano americano “Politico”, i paesi dell’UE “non sono semplicemente disposti ad assumere in poco tempo un ruolo militare notevolmente ampliato,” mentre il continente è più debole economicamente e più dipendente che mai dalle forniture energetiche statunitensi.

È importante ricordare che tutte queste opinioni non provengono da Donald Trump, ha detto Richard Grenell, suo ex direttore ad interim dell’intelligence nazionale, con un post su X in risposta all’articolo di Politico. Alla fine, solo Trump può dire fino a che punto si spingerà nel rivedere la NATO. A febbraio l’obiettivo di Trump non è rafforzare la NATO, ma gettare le basi per uscirne. Tuttavia, la maggior parte degli ex funzionari di Trump sembra credere che l’alleanza debba essere preservata e stanno già rivendicando il merito di averla rafforzata grazie agli ultimatum di Trump. L’ultimo consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, Robert O’Brien, in un nuovo saggio pubblicato su Affari Esteri, scrive che

“la sua pressione sui governi della NATO affinché spendessero di più per la difesa ha reso l’alleanza più forte. Centinaia di miliardi di dollari aggiuntivi sono stati destinati ai contributi della NATO in parte come risultato della pressione di Trump. Sono molto ottimista riguardo a un futuro positivo per la NATO se avrà le basi giuste.”

Se il fondamento è giusto può essere una questione di prospettiva. Se il benchmark è raggiungere l’obiettivo di spesa del 2%, l’Europa potrebbe essere sulla buona strada per diventare un’alleanza in cui Trump potrà contare e participare in modo attivo. Ma come hanno chiarito i suoi consiglieri, se Trump entra di nuovo nello Studio Ovale, sembra molto probabile che il solo raggiungimento del 2% del PIL non sarà sufficiente. In altre parole, gli obiettivi di sicurezza nazionale di Trump potrebbero cambiare. Quanto, non è chiaro, ma il futuro della NATO e dell’Europa, dipenderà solo dalla volonta Donald Trump  che come dicevamo prima gioca a testa o croce con una moneta dalla facce uguali.

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