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chi ama non abbandona Chi ama non abbandona gli animali, appello contro un gesto illegale Chi ama non abbandona Perche un animale non e un oggetto

Chi ama non abbandona gli animali, appello contro un gesto illegale

Ogni estate è la stessa storia. Arriva il caldo, le valigie si riempiono, le auto si caricano e qualcuno, da qualche parte, decide che il cane o il gatto “non può venire”. Lo lascia sul ciglio di una strada, in un parcheggio di area di servizio, dietro a un cespuglio. Poi accelera e sparisce.  È il gesto più vile che un essere umano possa fare a una creatura che gli ha dato fiducia. E purtroppo, nel 2026, succede ancora. Chi ama non abbandona

L’assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia, Gianluca Comazzi, ha rilanciato ancora una volta l’appello che conosce bene: “Chi ama non abbandona”. Parole semplici, quasi banali a forza di sentirle. Ma necessarie. Perché i numeri non mentono e la stagione estiva resta il momento più nero dell’anno per cani e gatti.

I numeri che fanno male (e non solo in estate)

Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 130.000 animali tra cani e gatti. Le stime più recenti parlano di 50-55 mila cani e 80 mila gatti lasciati per strada o consegnati in modo irresponsabile. L’80% di loro non sopravvive al primo mese. Muore di fame, di sete, di incidenti, di malattie o per mano di qualcuno ancora peggiore. Solo nel 2025 l’ENPA ha recuperato oltre 25 mila cani, con un aumento del 50% rispetto all’anno precedente. A giugno 2026 molte sezioni dell’associazione hanno già registrato un incremento dei recuperi rispetto allo stesso mese del 2025. Chi ama non abbandona

In Lombardia il quadro non è migliore. La regione è seconda per numero di abbandoni, oltre 6 mila ingressi nei canili sanitari e più di 2 mila nei canili rifugio nell’ultimo anno monitorato. Quasi 2,5 milioni di cani e gatti sono regolarmente microchippati, segno che l’amore per gli animali c’è. Eppure qualcuno continua a tradirlo.

Il picco è sempre lo stesso: estate (25-30% degli abbandoni annuali), stagione venatoria (oltre il 30% dei cani abbandonati sono cani da caccia “non più utili”) e periodo natalizio, quando i regali d’impulso diventano problemi. Circa un terzo degli animali abbandonati ha meno di un anno. Cuccioli. Lasciati perché “non sapevamo che crescessero così tanto” o perché “non riuscivamo più a gestirli”. Chi ama non abbandona

Non è solo un gesto crudele, è un reato

Comazzi lo ha ribadito con chiarezza, «Sembra assurdo nel 2026 parlare ancora di abbandono animali, ma purtroppo oggi c’è ancora chi lo fa. Credo sia importante battersi per ricordare che oltre ad essere un gesto riprovevole è anche punito dalla legge».

La normativa è chiara. L’articolo 727 del Codice penale punisce chi abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Dal luglio 2025 le sanzioni sono state inasprite, le pene per maltrattamento (articolo 544-ter) prevedono reclusione da sei mesi a due anni e multa da 5.000 a 30.000 euro. Se dall’abbandono deriva un incidente stradale, può scattare anche la sospensione della patente.

Non è un dettaglio. Ogni anno gli animali abbandonati causano incidenti. Cani e gatti terrorizzati che attraversano la carreggiata, auto che sterzano, vite umane messe a rischio. «Abbandonare un animale è estremamente pericoloso anche per la sicurezza collettiva», ha sottolineato Comazzi. «Ogni anno ci sono numerosi incidenti stradali causati dagli animali che scappano». Chi ama non abbandona

Cosa fare se trovi un animale abbandonato

Se vedi un cane o un gatto in difficoltà non girare la testa. Ecco cosa fare, secondo le indicazioni delle associazioni e delle autorità.

  • Su strade ordinarie: chiama immediatamente il canile o il gattile municipale del tuo Comune. Gli operatori verificheranno il microchip e tenteranno di rintracciare il proprietario.
  • Su autostrade o strade a lunga percorrenza: chiama il 112 o il numero verde ProntoAnas 800 841 148.
  • Se l’animale è ferito: contatta il servizio veterinario dell’Ats di competenza (reperibile 24 ore su 24) o la polizia stradale.
  • Per animali selvatici: 112 oppure 1515 del Corpo Forestale.

Segnalare è un dovere. Denunciare chi abbandona pure. «Segnalate se sapete che qualcuno vuole abbandonare il suo animale, se vedete questi episodi denunciate», ha detto Comazzi. Perché ogni denuncia può salvare una vita e fermare un reato. Chi ama non abbandona

Perché si abbandona ancora?

I motivi sono sempre gli stessi e sempre vergognosi. Problemi economici improvvisi, traslochi, nuove relazioni, “non sapevamo che costasse così tanto”, “i bambini si sono stancati”, “va in vacanza e non possiamo portarlo”. A volte è pure peggio, animali acquistati come status symbol o regalo di Natale e poi buttati via quando non sono più “di moda”. Come quel gatto persiano trovato senza un occhio in provincia di Como, probabilmente abbandonato perché non era più “bello” come quando era cucciolo.

C’è anche chi consegna l’animale a un rifugio e chiama la cosa “cessione”. Nel 2025 solo all’ENPA sono arrivate quasi 20 mila cessioni. Non è abbandono in senso stretto, ma spesso è la stessa mancanza di responsabilità.

Il costo (umano ed economico) di un gesto egoista

Oltre al dolore degli animali c’è un costo per tutti. Un cane in canile costa ai Comuni tra i 1.270 e i 1.900 euro all’anno. Con circa 100 mila cani nei rifugi italiani si parla di oltre 130 milioni di euro di soldi pubblici. Soldi che potrebbero essere usati meglio se gli abbandoni diminuissero.

La prevenzione passa da tre cose concrete, sterilizzazione, microchip obbligatorio (in Lombardia lo è già anche per i gatti) e adozione consapevole. Non prendere un animale d’impulso. Non regalarlo a Natale se non sei sicuro che la famiglia sia pronta. Non pensare che “si arrangia” se lo lasci in campagna. Non si arrangia. Muore. Chi ama non abbandona

Un appello che non dovrebbe servire più

Comazzi è un appassionato di animali da sempre. Il suo messaggio non è di circostanza. È la voce di chi sa che dietro ogni numero c’è un muso che guarda confuso mentre la macchina del padrone si allontana. «È importante che ognuno faccia la sua parte».

La prossima volta che vedi un annuncio di cuccioli “da regalare”, fermati. La prossima volta che un amico dice “non so più cosa fare di questo cane”, digli di chiamare un’associazione invece di lasciarlo per strada. La prossima volta che parti per le vacanze, porta il tuo animale o organizzati. Non esistono scuse.

Chi ama non abbandona. Non è uno slogan. È la differenza tra essere umani e essere mostri. E nel 2026, in una delle regioni più avanzate d’Europa, non dovrebbe più esserci bisogno di ricordarlo. Eppure c’è. Allora ricordiamolo. Ogni giorno. Ogni estate. Ogni volta che qualcuno è tentato di fare la cosa sbagliata.

Chi ama non abbandona Perché un animale non è un oggetto. Non si butta. Non si lascia. Si ama. Fino alla fine.