Campi Flegrei: il gigante dormiente di Napoli

Avantgardia

Napoli, la città che danza tra il mare e il Vesuvio, è un gioiello di storia e cultura, un teatro a cielo aperto che racconta millenni di civiltà.

Ma sotto il suo suolo pulsante si nasconde un gigante dormiente, un supervulcano che potrebbe risvegliarsi in qualsiasi momento: i Campi Flegrei.

Questo colosso geologico, situato proprio di fronte al Vesuvio, è una bomba a orologeria sotto Napoli, dove quasi sei milioni di anime vivono. I Campi Flegrei, con la loro camera magmatica vasta mille volte più di quella di un vulcano ordinario, rappresentano una delle forze più potenti e imprevedibili del nostro pianeta. La caldera dei Campi Flegrei si è formata circa 39.000 anni fa, lasciando un’impronta indelebile nella storia geologica e, secondo alcune teorie, influenzando persino il destino dell’Homo di Neanderthal. Oggi, con i suoi 24 crateri, il supervulcano è un gigante silenzioso con un potere esplosivo che potrebbe eguagliare l’impatto devastante di un meteorite. Nonostante l’assenza di eruzioni dal 1969, la terra sotto Napoli non è mai stata completamente tranquilla. Recentemente, la zona ha registrato un’intensificazione dell’attività sismica, con scosse che hanno raggiunto una magnitudo di 4.4, la più forte degli ultimi 40 anni. Questi eventi hanno ovviamente scosso e creato paura nella comunità che vive su un territorio definito instabile, portando alla chiusura delle scuole e all’evacuazione di famiglie.

Il governo, ha già potenziato il monitoraggio dei Campi Flegrei, installando un nuovo osservatorio sottomarino per tenere sotto controllo i gas vulcanici.  Inoltre, i sindaci di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania e Napoli hanno incontrato il ministro della Protezione Civile per discutere le misure di sicurezza e i piani di evacuazione in caso di un peggioramento.

La Protezione Civile ha sviluppato piani di evacuazione specifici per far fronte al rischio bradisismo nei Campi Flegrei. Ecco cosa prevedono:

  1. Zona Rossa: Questa è l’area in cui l’evacuazione preventiva è l’unica misura di salvaguardia in caso di “allarme”. La zona rossa è esposta al pericolo di invasione di flussi piroclastici, che rappresentano il fenomeno più pericoloso per le persone. Circa 500.000 abitanti vivono in questa zona.
  2. Zona Gialla: In caso di eruzione, questa zona sarebbe esposta alla significativa ricaduta di ceneri vulcaniche. Potrebbero essere necessari allontanamenti temporanei per la popolazione che risiede in edifici vulnerabili. Oltre 800.000 abitanti vivono in questa area.
  3. Aree di Attesa: Queste aree sono punti di partenza per i pullman della Regione Campania che conducono i cittadini fuori dalla zona rossa. Le aree di attesa sono individuate nei Piani di protezione civile comunali.
  4. Aree di Incontro: Al di fuori della zona rossa, ci sono sei aree da cui partono i cittadini che scelgono il trasporto assistito (via pullman, treno o nave) per raggiungere le Regioni e le Province autonome gemellate con i propri Comuni.

Questi piani sono stati elaborati in base ai dati di pericolosità e agli studi geologici, e sono fondamentali per la sicurezza della popolazione. È importante che i residenti siano consapevoli di queste misure e partecipino alle esercitazioni di evacuazione per essere preparati in caso di emergenza.

Questo l’ultimo bollettino emanato dall’IGV:

LIVELLO DI ALLERTA GIALLO

Il sistema di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano evidenzia alcune variazioni nello stato di attività dei Campi Flegrei. Allo stato attuale il livello di allerta dei Campi Flegrei è GIALLO, come stabilito dal Dipartimento della Protezione Civile, sulla base dei risultati del monitoraggio e delle valutazioni espresse dalla Commissione Grandi Rischi. Tale livello, a differenza del livello di allerta “verde”, che corrisponde all’attività ordinaria del vulcano, è indice della variazione di alcuni dei parametri monitorati dall’INGV.

Gli abitanti di Napoli e dei Campi Flegrei vivono con la consapevolezza che la terra in cui vivono è una delle più pericolose.

Tutti noi speriamo che il gigante continui a dormire per molti anni ancora.

Comments: 0

Your email address will not be published. Required fields are marked with *