Nuovo Bando talenti per assumere profili altamente qualificati
Un ponte tra ricerca e sistema produttivo per accelerare l’innovazione nelle Pmi lombarde
Da oggi, mercoledì 15 luglio 2026, le imprese lombarde possono presentare le domande per il Bando talenti – Trasferimento delle conoscenze’, la misura con cui Regione Lombardia mette a disposizione 7 milioni di euro per assumere giovani ricercatori e professionisti altamente qualificati. L’obiettivo è rafforzare il legame tra ricerca e impresa, sostenendo l’innovazione nelle piccole e medie imprese del territorio.
Un investimento strategico per la crescita delle Pmi
Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi e dell’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, mira a colmare il divario tra il patrimonio di competenze sviluppato negli atenei e centri di ricerca e le esigenze concrete delle aziende lombarde. Una sfida che Regione Lombardia affronta con strumenti concreti, come sottolinea Guidesi: «Vogliamo fare incontrare i giovani talenti con le imprese, trasformando l’innovazione in crescita e sviluppo».
Chi può partecipare al Bando talenti e come funziona l’agevolazione
Il Bando talenti è rivolto alle Pmi lombarde regolarmente costituite, con almeno una sede operativa in Regione. Ogni impresa potrà beneficiare del contributo per una sola assunzione a tempo indeterminato o determinato, purché il contratto sia stipulato dopo l’entrata in vigore della misura. I lavoratori ammessi devono essere in possesso di un dottorato di ricerca e aver concluso, da non oltre dodici mesi, una collaborazione con un organismo di ricerca su progetti scientifici.
L’agevolazione copre fino al 70% dei costi per le assunzioni a tempo indeterminato e al 60% per quelle a tempo determinato. Il contributo, calcolato sul costo lordo annuo del personale, può arrivare fino a 56.000 euro per i contratti a tempo indeterminato (sostenuti per un massimo di 24 mesi) e a 48.000 euro per quelli a tempo determinato (con sostegno fino a 12 mesi).
Il valore dell’innovazione «Un ponte tra università e imprese»
«Regione Lombardia intende sostenere il trasferimento delle conoscenze e valorizzare il patrimonio di competenze che nasce dalla ricerca», afferma l’assessore Fermi. «Si tratta di un investimento in capitale umano che mira a trattenere e attrarre talenti in Lombardia, rafforzando la capacità delle aziende di innovare e affrontare le sfide future». Il Bando talenti, infatti, non si limita a finanziare assunzioni, ma punta a creare un ecosistema virtuoso in cui ricerca, formazione e impresa collaborano per lo sviluppo economico del territorio.
Le figure chiave sono profili altamente qualificati per l’innovazione
Le aziende potranno assumere professionisti in grado di accompagnare processi di digitalizzazione, transizione ecologica e sviluppo di nuovi prodotti. Tra i requisiti richiesti, oltre al dottorato, c’è l’aver partecipato a progetti di ricerca recenti. «Questi profili rappresentano un valore aggiunto per le imprese», spiega un imprenditore lombardo coinvolto nella misura. «Portano competenze che spesso mancano all’interno delle Pmi, accelerando l’innovazione e migliorando la competitività».
Come presentare la domanda per il Bando talenti: procedure e scadenze
Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La procedura è a sportello, le richieste verranno valutate in ordine cronologico fino all’esaurimento delle risorse disponibili. «L’accesso al Bando talenti è semplice e trasparente», rassicura una nota della Regione. «L’obiettivo è rendere il processo il più snello possibile, evitando inutili complicazioni per le imprese».
Un’iniziativa che si inserisce in un quadro più ampio di politiche regionali per l’innovazione. Negli ultimi anni, Regione Lombardia ha stanziato risorse significative per sostenere la transizione digitale e green delle Pmi, con bandi che hanno già registrato un alto tasso di adesione. «Questo Bando talenti sui talenti è un tassello fondamentale», conclude Guidesi. «Perché senza capitale umano qualificato, nessuna impresa può davvero innovare».












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