Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

updated 10:21 AM UTC, Oct 29, 2020

Sgarbi sempre più scatenato in tv. Brutalizza la Costamagna: "Dici solo cazz... Vaff...". E poi si mangia Telese: "Io non me ne vado, te ne vai tu, taci!"

L'ultima tele-rissa del vulcanico critico d'arte è andata in scena al "Bianco e Nero", su La7. Tra i temi della trasmissione c'era la legittima difesa alla luce della vicenda del ristoratore di Lodi che ha sparato a un ladro, uccidendolo. I toni si fanno presto accesi, conduttore in imbarazzo, gli altri ospiti lasciano lo studio - (GUARDA IL VIDEO)


"Non vorrei polemizzare con la Costamagna, ma...". Vittorio Sgarbi non rispetta la premessa e parte l'infervoro nel corso dell'ultima puntata di 'Bianco e Nero', trasmissione condotta su La7 da Luca Telese. Oggetto del contendere, la vicenda del ristoratore di Lodi che ha recentemente sparato contro a un ladro, uccidendolo.

A scatenare l'ira del critico d'arte, l'appello di Luisella Costamagna - in studio insieme a Luciana Castellina, Mauro Corona e Simona Izzo - a non considerare chi spara un eroe: "Allo stato attuale - contesta Sgarbi -, contrariamente a quanto dice la Costamagna, lui è un assassino volontario. Così lo chiama lo Stato che punisce chi si difende, quindi non è un eroe". E alle rimostranze della giornalista, Sgarbi sbotta: "Dici delle balle! Dici solo caz....! Non si possono accettare le tue caz.... quotidiane! E allora vaff.....!".

Ma non solo: a Telese che prova a ristabilire un po' di ordine in studio, bacchettando il critico d'arte ("Se devi continuare così, ti alzi e te ne vai. Quando ti sarai calmato potrai finire la frase"), Sgarbi replica alzandosi dalla sedia e andandogli incontro: "Io non me ne vado, te ne vai tu! Vuoi vedere che non la finisci tu la frase? Stai zitto! Taci! Ti faccio tacere perché non sei un conduttore, sei un uomo che interrompe!".

Tra le incitazioni del pubblico e lo sbigottimento degli ospiti, a chiudere il caso ci pensa Luciana Castellina, che propone la fuga di massa poco prima della pubblicità, lasciando in studio Vittorio Sgarbi in compagnia di un imbarazzatissimo Mauro Corona.

Sky, si parla dell'inchiesta su Juve, ultrà e 'ndrangheta: Leonardo mima una pistola e scatta la curiosità

Nel programma post partita della pay tv si discute del deferimento del presidente bianconero Andrea Agnelli da parte della procura della Figc per presunti illeciti sportivi commessi nell'ambito dei rapporti tra società e tifoseria per la distribuzione di biglietti stadio, in relazione a quanto emerso nell'inchiesta "Alto Piemonte" della Direzione distrettuale antimafia. Mentre il conduttore Caressa e il commentatore Mauro dicono la loro, Bergomi e l'ex allenatore di Milan e Inter bisbigliano qualcosa e il brasiliano fa un gesto tutto da interpretare... - (GUARDA IL VIDEO)


Sky Calcio Club, domenica notte. Il programma post partita della domenica condotto da Fabio Caressa è da sempre vetrina di siparietti interessanti. La maggior parte delle volte riguardano interviste molto simpatiche o uscite ironiche da parte di qualche allenatore o di qualche giocatore ai microfoni degli inviati. Questa volta, invece, a fare notizia è ciò che non si è sentito. Il conduttore e Massimo Mauro parlano di Agnelli, ma è il primo piano a destare particolare interesse: Bergomi sussurra qualcosa a Leonardo e l'ex allenatore di Inter e Milan gli fa la pistola con le dita. Di cosa stavano parlando? Cosa avrà voluto dire Leonardo? (Fonte liberoquotidiano.it)

Crozza diventa Emiliano e spiega la sua volontà di restare nel Pd: "Una parte del mio corpo ama Renzi"

Imitazione del governatore della Puglia che ha annunciato di volersi candidare alla segreteria, dopo la spaccatura che porterà con una buona probabilità a una scissione con una parte della minoranza interna. Il video è un’anticipazione del nuovo show del comico genovese "Fratelli di Crozza" che andrà in onda sul canale Nove a partire da venerdì 3 marzo. Crozza, da gennaio, ha lasciato La7 per approdare a Discovery - (VIDEO)


"Una parte del mio corpo ama Renzi", e poi fa il gesto dell'ombrello. Così Maurizio Crozza, si è calato per la prima volta nei panni del governatore della Puglia, Michele Emiliano, che ieri ha annunciato la decisione di candidarsi alla segreteria del Pd, sfidando così Renzi.

"Io rimango nel Pd a sfidare Renzi, il Pd è casa mia - dice Crozza-Emiliano - ci sono nato qui, io Renzi l'ho sostenuto, ve lo ricordate? Ma con commozione, c'era un trasporto e una commozione. Ora lo sfido, sono un ex magistrato, la lealtà è il mio simbolo, la mia bandiera".

Il nuovo personaggio, presentato sulla pagina Facebook di Crozza, entrerà a far parte del suo repertorio a partire dal 3 marzo prossimo, quando il comico tornerà in tv con il nuovo show in onda sul canale Nove.

L'ufficio del governo, le orge e la prostituzione gay: il presidente dell'Unar si dimette, ma non si piega: "Mi hanno messo in mezzo"

Dopo il servizio di denuncia delle Iene, Francesco Spano lascia l'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali del Dipartimento Pari opportunità di Palazzo Chigi, ma polemizza: "E' una bufala, i fondi non sono stati ancora spesi e non ho violato la legge. Contro di me una macchina del fango, tutelerò la mia onorabilità". E sulla tessera dell'associazione Anddos al centro del presunto scandalo: "Non ho capito come è successo, non so perché ce l'ho". Il mondo Lgbt in rivolta: "Montatura cavalcata da omofobi" - (VIDEO)


Lo scandalo creato intorno al giro di prostituzione gay finanziato con fondi pubblici "è infondato, mi hanno messo in mezzo". E' quanto ha dichiarato Francesco Spano, l'ex direttore dell'Unar (Ufficio antidiscriminazioni razziali) dimessosi dopo la video inchiesta de "Le Iene" sull'uso improprio di 55mila euro statali. "Non ho violato la legge: la procedura è trasparente, quei soldi si trovano in cassa e non sono stati ancora spesi", ha aggiunto.

"Non so perché ho la tessera di quel circolo gay" - In un'intervista al Corriere, Spano ha affermato che le sue dimissioni non erano "dovute, ma opportune nel rispetto del lavoro che ho svolto con passione e abnegazione. L'incontro con il ministro Boschi l'ho chiesto io stesso". E sulla tessera dell'associazione gay Anddos ha rivelato: "Non ho capito come è successo, non so perché ho quella tessera. Potrei aver fornito i miei dati per l'ingresso in un locale di tutt'altro tipo, ma associato a quel circuito".

"Macchina del fango contro di me, valuterò difesa" - Francesco Spano ha poi annunciato possibili azioni di difesa legale. "Per quanto mi riguarda valuterò nelle prossime settimane come procedere a tutela della mia onorabilità - ha dichiarato -. Resta la spaventosa considerazione su come la cosiddetta 'macchina del fango' resti l'arma di persone vigliacche che non esitano a denigrare chi compie con lealtà e correttezza il proprio dovere, come sarà presto totalmente evidente anche in questa vicenda".

Per quanto riguarda la procedura di distribuzione dei fondi, l'ex direttore dell'Unar ha spiegato che "il finanziamento viene concesso in base al progetto" e che "funziona come rimborso spese". Il progetto presentato da Anddos "prevedeva la realizzazione di centri di ascolto e supporto contro la violenza omofobica" e si era "classificato tra i primi 31 su 297, se non ricordo male".

L'Unar dovrebbe promuovere la parità tra i sessi e le etnie e per realizzare questo obiettivo elargisce contributi anche ad associazioni no profit terze. Dopo aver scoperto l'effettivo utilizzo dei fondi pubblici da parte dell'associazione, Spano ha detto di aver denunciato il fatto presso il posto di polizia di Palazzo Chigi. Dalla "parte" di Spano si è schierata anche l'Arcigay, che tramite il suo segretario nazionale, Gabriele Piazzoni, ha accusato "Le Iene" di aver "montato il servizio in malafede".

Il calcio in fuorigioco? Gli stadi italiani sono mezzi vuoti. Scopriamo perché

L'indagine realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "Si chiama disaffezione. Il distacco dei tifosi nel nostro Paese, allo stadio e davanti alla tv, dipende da fattori etici ed economici che non hanno eguali in Europa". L'intervista de ilComizio.it al sociologo Piermarco Aroldi - (VIDEO)


Anche nel 2016 l'Inter si conferma leader italiana nelle presenze allo stadio con una media di 43.595 spettatori

 


Gli stadi italiani sono semivuoti ma non e' colpa solo della tv: nel girone d'andata della Serie A, gli spettatori per partita sono stati in media 21.457, una copertura del 55% dei posti disponibili, con un calo del 4% rispetto al 2010-2011. Cifre che fanno preoccupare se paragonate alla situazione in Inghilterra e Germania, ma anche in Spagna e Francia, in cui si arriva a riempire piu' del 90% degli stadi. E' il dato che emerge dalla ricerca 'Il calcio in fuorigioco? Indagine sulla disaffezione del pubblico italiano nei confronti del sistema calcio' realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Il calo degli spettatori, secondo l'indagine, non e' dovuto solo alla massiccia copertura mediatica del calcio. Perche', negli ultimi anni, si registrano cali del 4% anche nell'audience del campionato italiano sulle Pay Tv. Restano i picchi d'ascolto in occasione dei match più importanti come Juventus-Inter, vista su Sky e Mediaset da oltre 3 milioni e 700 mila persone, pari al 13,53% di share. La ricerca ha indagato i motivi della disaffezione verso il calcio, formulando tre ipotesi. La prima e' quella 'estetica', dovuta al peggioramento della qualita' dello spettacolo in campo e alla mancanza di servizi adeguati negli stadi che per il 44% sono stati costruiti prima del 1949. La seconda e' di natura 'organizzativa': le società calcistiche italiane non si sono dimostrate all'altezza dell'organizzazione dello spettacolo e le istituzioni di controllo non avrebbero saputo garantire una efficace vigilanza sul sistema calcio. In Italia l'anomalia, rispetto al resto d'Europa, e' rappresentata dal fatto che i ricavi dipendano per il 60% dai diritti televisivi e media. Una circostanza che si e' rivelata fattore di rischio per la tenuta del sistema stesso. Aumentano i fatturati ma anche i casi di società professionistiche che non vengono iscritte o subiscono penalizzazioni per mancato rispetto delle norme sul fair play economico (56 punti di penalità nel 2014/15 rispetto ai 28 del 2013/14 e ai 24 del 2012/13). La terza e ultima ipotesi, avanzata dalla ricerca, e' quella 'etica': i ripetuti scandali, come ad esempio Calciopoli e Scommessopoli, hanno prodotto una crisi di credibilità del sistema e una perdita di fiducia del pubblico. Lo studio documenta attraverso le interviste i diversi atteggiamenti e reazioni degli appassionati verso quello che è ancora considerato lo spettacolo più bello del mondo. "Sono sempre appassionato di calcio ma sono cambiati i punti di vista e il modo", dichiara uno spettatore. "Gli scandali che si sono susseguiti negli anni - racconta un altro intervistato - insieme ai cambiamenti nel mondo del calcio, sono uno la conseguenza dell'altro e i principali motivi che hanno determinato il mio allontanamento da questo sport. Si è perso il senso di appartenenza alla maglia, gli interessi sono fare un fuorigioco in più o un gol particolare perché magari si hanno altri fini che vanno contro la propria squadra. È un totale decadimento di valori che diventa un circolo vizioso". E ancora: "C'è come un muro. Da una parte le persone che seguono il calcio come passione, speranza, autorealizzazione; dall'altra le società sono aziende che badano al bilancio e al profitto", "Il calcio è diventato marketing, lo è sempre stato ma oggi di più. Il calcio è un po' come la musica. E' regolato dal business soprattutto a livello televisivo, con sponsor e quant'altro".

Scandalo Unar: i guardiani che censurano il pensiero finanziano orge gay e prostituzione. Meloni: "Va chiuso oggi stesso"

Dopo un clamoroso servizio delle Iene si scatenano le polemiche sull'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali (che fa riferimento al dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri); la furia della leader di Fratelli d'Italia che nel 2014 ricevette dall'oscuro ente governativo una lettera di richiamo in cui le si consigliava "di voler considerare per il futuro, l’opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore" in materia di immigrazione - (GUARDA IL VIDEO)


Nel mirino della iena Filippo Roma è finito un finanziamento di 55mila euro ad un'associazione di "promozione sociale" dietro cui, secondo la trasmissione televisiva, si nasconderebbe il business del sesso a pagamento per omosessuali.

"Chiediamo che l'Unar, il sedicente 'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali' della Presidenza del Consiglio dei ministri, venga chiuso oggi stesso. L'Italia non ha alcun bisogno di un 'ufficio' che con una mano finanzia un'associazione gay nei cui circoli si consumerebbero rapporti sessuali a pagamento e con l'altra scrive lettere ai parlamentari per censurare il loro pensiero". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a proposito del servizio delle 'Iene' relativo ai 55mila euro della Presidenza del Consiglio - tra quelli stanziati per il contrasto delle discriminazioni sessuali e razziali - "assegnati a un'associazione di circoli in cui si pratica sesso e prostituzione", si legge su un post Facebook della trasmissione di Italia 1.

"Non un euro in più delle tasse degli italiani - aggiunge Meloni sul social network - deve essere buttato per pagare lo stipendio a dei signori, come il direttore dell'Unar Spano, che in evidente conflitto d'interessi assegnano decine di migliaia di euro di soldi pubblici ad associazioni di cui sono soci. Fratelli d'Italia presenterà oggi stesso un'interrogazione urgente al Governo per chiedere la chiusura immediata dell'Unar e le dimissioni del suo direttore Spano".

Area C a Milano, Daniela Reho: "Chiamiamola col suo nome, è una tassa. Sta facendo morire il commercio e il lavoro"

L'esponente di Forza Italia, ospite di Ivan Filannino nella trasmissione "Ore 7" di Estenews, commenta senza mezzi termini l'entrata in vigore delle nuove regole per la viabilità nella Cerchia dei Bastioni. Misure che restringono ulteriormente la possibilità per le auto di circolare in centro e che introducono il pagamento del ticket di 5 euro a ingresso anche per i veicoli a Gpl e Metano


"Chiamiamola con il suo nome, senza girarci intorno e prendere in giro i milanesi: l'Area C è una tassa. La giunta Sala vuol farci credere che le misure adottate per regolare la circolazione nel centro città vanno a beneficio dei cittadini, ma non è così. Le nuove regole che prevedono il divieto d'accesso alla Cerchia dei Bastioni per i diesel di vecchia generazione, ma soprattutto il pagamento del ticket da 5 euro per i veicoli a metano e Gpl, sono una grossa ingiustizia. Pensiamo a coloro che pochi anni fa hanno cambiato l'auto, acquistando un mezzo che tutti ritenevano poco inquinante, per poter circolare liberamente e ora si ritrovano a dover pagare. Questi provvedimenti stanno uccidendo il commercio; la gente per lavorare ha bisogno di muoversi. Vogliamo impedirglielo?". Questo il commento di Daniela Reho, esponente di Forza Italia, ospite della trasmissione di Estenews "Ore 7", condotta da Ivan Filannino, sulla nuova normativa sull'Area C del Comune di Milano, entrata in vigore lunedì 13 febbraio 2017. 

Calcio, Bergomi: "Pioli ha dato mentalità e organizzazione all'Inter che è cresciuta tantissimo. La Juve ha superato l'ostacolo più grande. Ora..."

Ai microfoni de ilComizio.it l'ex campione nerazzurro ora commentatore di Sky Sport, a margine di un'iniziativa per la diffusione del giornale della Caritas Ambrosiana "Scarp de tenis", commenta l'andamento del campionato alla luce delle ultime partite della squadra di cui per tutta la sua carriera professionistica ha vestito la maglia. Sui bianconeri dice: "Ha un vantaggio talmente ampio che può permettersi anche di perdere contro Roma e Napoli senza rischiare di perdere lo scudetto. Per il bene del campionato però mi auguro che giallorossi e partenopei possano tenere il passo fino in fondo" - (VIDEO) 

Da sinistra, Stefano Lampertico (direttore di Scarp de' tenis), Beppe Bergomi e Fabio Pizzul (consigliere regionale lombardo) - foto ilComizio.it

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS