updated 10:21 AM UTC, Oct 29, 2020

Giulio Tarro, il virologo controcorrente: "Il coronavirus sparirà. Non so perché tutti vogliono rivederlo in autunno..."

L'esperto napoletano, mediaticamente noto come l'anti-Burioni, sostiene in un'intervista che, essendo il Covid-19 in gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars, avrà il suo stesso decorso e, pertanto scomparirà. Quindi il consiglio, in polemica con i colleghi meno ottimisti: "Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all'aria aperta in buona compagnia"


Il virologo Giulio Tarro: "Vi spiego perché l'immunità di gregge ...

"Tutti vogliono rivedere il coronavirus in autunnoNon capisco perché…”. Scherza così il virologo Giulio Tarro durante la trasmissione Radio Punto Nuovo, mentre parla dell’emergenza sanitaria e della possibilità che possa arrivare una seconda ondata dell’epidemia. “Questa in corso è la terza epidemia da Sars nel ventennio. Oltre alla prima Sindrome respiratoria acuta, che ha dato il nome a questa tipologia di coronavirus, abbiamo infatti assistito alla Mers e adesso alla Covid.

Il vaccino non c’è, non l’abbiamo a portata di mano”, nonostante l’accelerazione della ricerca, con test clinici sugli esseri umani in molti Paesi. “In piena epidemia vanno utilizzati altri farmaci. Quando il vaccino sarà pronto, lo terremo in considerazione. Certamente molti laboratori stanno provando a produrlo, se si riuscirà, allora si potrà utilizzare”.

“Mi auguro che per quel momento non staremo neppure pensando più a Covid-19”, ha dichiarato ancora il medico. Giulio Tarro in un’intervista della Fondazione Pietro Nenni ha più esplicitamente detto che il “Sars-Cov-2 o si adatta o è destinato a morire“.

“Uno studio fatto a Singapore” e pubblicato prima dell’approvazione della comunità scientifica su Biorxiv “dimostra che coloro che hanno avuto la prima Sars e sono guariti, hanno sviluppato un’immunità cellulare tale da renderli immuni anche al Sars-Cov-2. E questo perché i beta-coronavirus, categoria alla quale il Sars-Cov-2 appartiene, sono in grado di sviluppare un’immunità di tipo cellulare, addirittura più importante di quella derivante dalla produzione di Igg”, ha spiegato il medico.

“Si tratta di un risultato fondamentale, perché sta a dimostrare che il Sars-Cov-2 è per gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars e, quindi, avrà il suo stesso decorso”, cioè quello di sparire dopo poco tempo. Il virus della Sars si diffuse in Cina a novembre 2002, causando un’epidemia che venne dichiarata conclusa a luglio 2003, nonostante alcuni cluster rilevati anche nell’anno successivo. Nessun pericolo per una seconda ondata di Sars-Cov-2, insomma.

Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all’aria aperta in buona compagnia”, ha sottolineato Giulio Tarro. Riguardo la riapertura degli stadi, l’esperto si è detto assolutamente favorevole. “In Germania si gioca da un mese e prossimamente si darà anche la possibilità di accedere agli stadi. Bisogna allinearsi agli altri Paesi”.

Riguardo la polemica nata in seguito alle parole di Maria Van Kerkhove (Oms) sulla contagiosità degli asintomatici, il virologo è stato chiaro davanti ai microfoni della Fondazione Pietro Nenni. “Come al solito si spara a zero senza cercare di capire quello che una persona vuole effettivamente dire, specialmente se alcune dichiarazioni non collimano con un’opinione corrente”.

“Da un punto di vista scientifico, ha ragione. Un asintomatico infettivo non esiste. Non avendo sintomi, in quanto non ha una grande quantità di virus al suo interno, non può infettare proprio per questa ragione”. Giulio Tarro ha spiegato che la rappresentante Oms ha detto che sarebbe più corretto parlare di sintomatico lieve. “Lei ha tenuto a fare questa distinzione, che io trovo corretta sul piano scientifico”

Sulla possibilità che un sintomatico lieve possa contagiare, “bisogna sempre contestualizzare le varie situazioni. Se ci troviamo in una condizione di massima carica virale da parte del virus, in un certo periodo dell’anno, a determinate temperature, in alcuni luoghi chiusi sovraffollati. In questi casi, allora, le misure di distanziamento sociale e di protezione individuale hanno un senso anche nell’eventualità di incontrare un sintomatico lieve. Ma se la situazione è quella in cui ci troviamo adesso, non hanno proprio ragione di esistere“, ha concluso l’esperto.

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Lotta al Covid-19, Regione Lombardia finanzia la ricerca con 7,5 milioni di euro. In campo tutte le eccellenze del territorio. Il vicepresidente Sala: "Dispiace che il nostro modello sia stato messo in discussione"

"Stiamo parlando della vera lotta al Covid, stiamo finanziando ciò che può sconfiggerlo": così il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala ha presentato il  bando "Covid 19" che prevede uno stanziamento di 7,5 milioni di euro per la ricerca di base e la ricerca applicata. Un'iniziativa in collaborazione con Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi


Test e tamponi sempre più rapidi e precisi; dispositivi portatili per rilevare Covid-19 sulle superfici; efficacia dei farmaci per trovare la cura al Coronavirus.

Questi gli obiettivi dei progetti finanziati da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi con il Bando congiunto da 7,5 milioni di euro 'Covid-19: insieme per la ricerca di tutti'. il bando è stato presentato a fine marzo, ha aperto il 6 aprile e si è chiuso il 20 aprile.

Li ha illustrati il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese, intervenuto in diretta sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie online.

"La ricerca - ha sottolineato il vicepresidente - è una chiave fondamentale per contrastare il Covid-19, per una maggior conoscenza del virus e dei suoi effetti e per incrementare la capacità di risposta anche alle emergenze future".

Due le linee di attività previste dal bando: 3,5 milioni per progetti di ricerca fondamentale (Linea 1), sostenuti da Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi (rispettivamente con 2 e 1,5 milioni di euro); 4 milioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (Linea 2), finanziati da Regione Lombardia a valere su risorse del Programma Operativo Regionale (POR) - Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2014-2020.

"Un sincero ringraziamento - ha aggiunto Sala - va a Fondazione Cariplo e a Fondazione Umberto Veronesi, che hanno deciso di co-investire in questo bando che apre prospettive fondamentali non solo a livello locale ma anche sul panorama internazionale" ha detto ancora Sala.

Finanziati 27 progetti

In totale sono 27 i progetti finanziati. Coinvolgono Università, IRCCS, Aziende Socio Sanitarie Territoriali, enti ed istituti di ricerca, che si sono uniti in partenariato tra loro e - per i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale - con imprese di ogni dimensione, dalle micro alle grandi aziende.

Il contributo di fondazione Cariplo

"Di fronte alla pandemia la Fondazione Cariplo è subito intervenuta a sostegno della ricerca scientifica sia per dare un contributo nella risposta all'emergenza sanitaria, sia per promuovere conoscenza sia per lo sviluppo del territorio. Sono stati messi a disposizione 2 milioni di euro all'interno del Bando in collaborazione con Regione Lombardia e Fondazione Veronesi ed è stato avviato un ulteriore finanziamento da 550 mila euro per progetti di autocandidatura, che stanno dando risultati molto importanti" ha aggiunto Giovanni Fosti,presidente di Fondazione Cariplo.

Il contributo di Fondazione Umberto Veronesi

"Da sempre Fondazione Umberto Veronesi finanzia progetti scientifici nel campo dell'oncologia, neuroscienze e cardiologia, con particolare attenzione alla capacità di trasferire velocemente i risultati dal laboratorio alla pratica clinica sui pazienti" ha precisato Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi.

"Abbiamo deciso di scendere in campo attivamente anche nella lotta contro il Coronavirus, con questo importante finanziamento pari a 1,5 milioni di euro - ha detto ancora - per sviluppare nuove misure di protezione per le persone più a rischio di complicazioni gravi, per implementare protocolli terapeutici e innovativi e determinare i reali tassi di letalità e diffusione del virus".

Occasione per riportare Lombardia al centro sistema sanitario

"Dispiace che sia stata messa in discussione - ha commentato - l'eccellenza sanitaria lombarda. Questa è l'occasione per dare risposte da parte Regione Lombardia che la riportino al centro del sistema sanitario italiano come è stato negli ultimi 20 anni"

Tutte le eccellenze del mondo lombardo della ricerca - pubbliche e private - sono scese in campo, affiancate anche da importanti organismi di ricerca extra-lombardi.
I contributi concessi, sempre a fondo perduto, variano da progetto a progetto: si parte da un minimo di circa 100.000 euro per arrivare ad oltre 770.000 euro.

I risultati

Dei 27 progetti, 15 riguardano la ricerca fondamentale (Linea 1). L'obiettivo prioritario è progredire nella conoscenza della Sars-CoV-2 e della più ampia famiglia dei Coronavirus.

Gli ambiti operativi dei progetti finanziati da Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi sono: 7 studi dedicati alle cause di insorgenza, di contagio e di analisi delle risposte immunitarie in pazienti fragili o con patologie pregresse; 4 studi di virologia; 2 progetti per lo sviluppo di terapie e procedure; 2 studi di popolazione. A condurre gli studi, 15 capofila affiancati da 30 partner: IRCCS, Ospedali, Università, Fondazioni e Istituti di ricerca. 18 i mesi previsti per la realizzazione dei progetti.

Alla ricerca industriale e sviluppo sperimentale (Linea 2) sono invece dedicati i 12 progetti finanziati da Regione Lombardia con 4 milioni di euro (risorse POR FESR 2014-2020).

Permetteranno, tra l'altro, di attivare percorsi innovativi di assistenza domiciliare per i pazienti fragili affetti da Covid, riducendo il carico sugli ospedali (virtual hospital).

Obiettivi ambiziosi, ma da concretizzare rapidamente: tutte le attività dovranno essere completate entro il 30 ottobre 2020.
I 12 progetti selezionati (su un totale di 75 presentati) coinvolgono 17 imprese e 32 organismi di ricerca. I 4 milioni di Regione Lombardia finanzieranno il 60% dei costi sostenuti dagli organismi di ricerca e il 40% di quelli delle imprese: i 12 progetti attiveranno così investimenti complessivi per 8,5 milioni di euro.

 

Ecco i 27 progetti finanziati con il bando 'Covid-19: insieme per la ricerca di tutti' 

Il bando si articola in due differenti linee di azione. La Linea 1, plafond di 3,5 milioni, dedicata ai progetti di ricerca fondamentale, sostenuti da Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi (rispettivamente con 2 e 1,5 milioni di euro); la Linea 2, con una dotazione di 4 milioni finanziati da Regione Lombardia a valere su risorse POR FESR 2014-2020 riguarda progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Di seguito i nomi dei progetti, con i partner coinvolti, una breve descrizione e l'importo finanziato, suddivisi per Linea di azione.

LINEA 1

COVIDinPET
PTP Science Park (Lodi); Università degli Studi di Milano; Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro' e Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna 'Bruno Ubertini'
Sorveglianza della SARS-Cov-2 negli animali per aiutare a eliminare il Covid negli esseri umani
Contributo: 249.999 euro

CoroNAId
Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (MILANO); Università degli Studi di Milano e Università degli Studi di Brescia
Intelligenza artificiale e tecniche avanzate di immunogenetica per contrastare il virus
Contributo: 249.985 euro

CORONA
Associazione La Nostra Famiglia (Com); Università degli Studi di Milano e Università degli Studi di Milano - Bicocca
Le proteine accessorie come chiave per comprendere il salto di specie del SARS-CoV-2
Contributo: 249.000 euro

INNATE-CoV
Fondazione Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (Milano); Università degli Studi di Milano - Bicocca e International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology - ICGEB
La risposta del sistema immunitario innato nei pazienti con pochi sintomi e in quelli con sintomatologia severa
Contributo: 250.000 euro

BioTher19 (Biological bases, prognostic consequences and therapeutic implications of the immune response in the fragile COVID19 patients)
Humanitas Mirasole s.p.a. (Milano) e Università del Piemonte Orientale Avogadro
Attività immunitaria innata nei pazienti COVID-19 con malattie cardiovascolari
Contributo: 250.000 euro

PANDEMIA Trial (Prophylactic ApixabaN for reDuction of clinical Events in COVID-19 patients Managed at home In collaboration with general prActitioners (PANDEMIA). A randomized clinical trial)
Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lecco; Università degli Studi di Milano e Asst Santi Paolo e Carlo, Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ASST FBF Sacco e Asst Rhodense
Studio clinico farmacologico in collaborazione con i medici di medicina generale
Contributo: 249.375 euro

BURDEN OF SARS-COV-2 INFECTION IN POPULATIONS WITH HIGH OR LOW RISK OF INFECTION
Università degli Studi dell'Insubria (Varese) e Irccs Istituto Neurologico Mediterraneo NEUROMED di Pozzilli (IS)
Effettiva prevalenza dell'infezione SARS-Cov-2 in gruppi di popolazione ad alto o basso rischio
Contributo: 246.750 euro

The Vo' Euganeo COVID-19 cohort: comprehensive assessment of the clinical, genomic and pathogenetic features of symptomatic and asymptomatic patients
Ospedale San Raffaele (Milano) e Università degli studi di Padova
Valutazione completa delle caratteristiche cliniche, genomiche e patogenetiche dei pazienti sintomatici e asintomatici della coorte di Vo' Euganeo
Contributo: 250.000 euro

FRACOVID
Ospedale San Raffaele (Milano); Fondazione Irccs Istituto Neurologico 'Carlo Besta' e Università degli Studi di Milano - Bicocca
Impatti della fragilità immunitaria su rischio e severità del Covid-19
Contributo: 250.000 euro

COVISKIN
Università Humanitas (MILANO); Università degli Studi di Verona e Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico
Impatto del Covid-19 su pazienti con malattie infiammatorie croniche cutanee
Contributo: 240.000 euro

covIBD
Policlinico San Donato (Milano); Università del Piemonte Orientale 'Amedeo Avogadro' e Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico
Infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti con malattie infiammatorie intestinali
Contributo: 236.350 euro

CoVIM
Trapiantami un sorriso - Pavia per i trapianti; Fondazione Irccs Policlinico San Matteo; Fondazione Istituto di Ricerca in Biomedicina
La risposta immunitaria alla SARS-CoV-2 nei pazienti immunocompetenti, immunocompromessi o fragili
Contributo: 250.000 euro

FraCOVID
Università degli Studi di Milano - Bicocca e Università degli Studi di Brescia
Gli effetti della fragilità sugli esiti clinici dei pazienti Covid-19
Contributo: 175.600 euro

DigiCOVID
Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico (Milano); Università degli Studi di Milano e Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri'
Piattaforma digitale per pazienti Covid-19 e caregiver
Contributo: 249.900 euro

IMMU-COV-AGING
Fondazione Humanitas per la Ricerca (Milano); Università degli Studi di Milano e Asst Fatebenefratelli Sacco
Risposte immunitarie innate e adattive in pazienti con età, sesso e decorso clinico diverso
Contributo: 98.150 euro

LINEA 2

COVES (Sviluppo e validazione di una metodica rapida per la rilevazione di Sars-Cov-2 su superfici ambientali)
Hyris limited (Milano); Consiglio nazionale delle ricerche e Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna 'Bruno Ubertini'.
Dispositivo portatile per rilevare su qualsiasi superficie il virus Covid-19
Contributo: 148.400 euro

BIOSCREEN (Dispositivi bioelettronici con limite di rilevazione di una singola molecola per screening rapido affidabile e a basso costo di soggetti sintomatici e asintomatici al Covid-19)
Intersail engineering srl (Brescia); Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro' e Università degli Studi di Brescia
Dispositivi bioelettronici per screening rapido e a basso costo
Contributi: 190.294,57 euro

CARDIO-COV (Effetti dell'infezione da Covid-19 sull'infiammazione e la fibrosi cardiaca. Modellizzazione in vitro
Centro cardiologico Monzino (Milano); Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs e React4life srl
Effetti del Covid-19 su cuore e sistema cardiocircolatorio e appropriati interventi farmacologici
Contributo: 217.276,64 euro

AI-SCORE (Artificial intelligence - Sars Covid risk evaluation - AI-SCORE)
Università Vita-Salute San Raffaele (Milano); Asst di Bergamo est; Centro cardiologico Monzino; Orobix srl e Porini srl
Piattaforma intelligente a supporto della diagnosi e prevenzione
Contributo: 406.840 euro

NON INVASIVE RAPID CORONAVIRUS INFECTION DETECTION, NIRCID (Messa a punto di un test rapido ed automatizzato per la diagnostica di IgA ed antigene Sars-CoV-2 da saliva)
Humanitas Mirasole (Milano) e Diasorin spa
Dispositivi per effettuare test sierologici affidabili IgA nella saliva
Contributo: 373.964,46 euro

CO-IMMUNITY (Caratterizzazione della risposta immunitaria protettiva in pazienti affetti da Covid-19 e realizzazione di un saggio immuno-diagnostico)
Fondazione Istituto nazionale genetica molecolare - INGM (Milano); Consorzio Italbiotec; Dia.pro diagnostic bioprobes srl; Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico e Università degli Studi di Milano - Bicocca
Studio finalizzato alla stratificazione della popolazione su Covid-19: maggiore o minore vulnerabilità ad una ri-esposizione al virus
Contributo: 778.794,90 euro

MAINSTREAM (Impatto dell'infezione di Covid-19 nelle malattie reumatiche croniche trattate con farmaci immunosoppressori)
Azienda sociosanitaria territoriale (Asst) Centro specialistico ortopedico traumatologico Gaetano Pini-CTO (Milano); Consorzio Italbiotec; Dia.pro diagnostic bioprobes srl e Fondazione Istituto nazionale genetica molecolare - INGM
Valutazione della risposta immunitaria in pazienti trattati con farmaci usati per malattie reumatiche
Contributo: 401.402,67 euro

NOVHO (Neuro virtual hospital: modello per la gestione dei pazienti neurologici fragili durante l'emergenza Covid19 ed eventuali epidemie future)
Fondazione Irccs Istituto neurologico 'C. Besta' (Milano); Asst Nord Milano; Asst Spedali Civili di Brescia; Fondazione Irccs Policlinico San Matteo; Irccs Fondazione Istituto neurologico nazionale Casimiro Mondino e Lanava srl
Presa in carico a domicilio dei pazienti fragili affetti da Covid-19: Virtual Hospital
Contributo: 304.449,01 euro

FAST AND SIMPLE SARS-COV-2 DETECTION (FASE 2) (Metodo innovativo per la ricerca rapida e a basso costo di Sars-Cov-2 in campioni respiratori: validazione con sistemi diagnostici multipli ed
automazione del processo)
Università degli Studi di Milano; Azienda socio sanitaria territoriale - Asst di Monza; Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII; Copan Italia spa; Hiantis srl; Lutech spa e Università degli Studi di Milano - Bicocca
Messa a punto di nuovi tamponi rapidi, semplici e sicuri
Contributo: 333.419,32 euro

PAN-ANTICOVID19 (Librerie di anticorpi neutralizzanti ad uso terapeutico da pazienti Covid-19)
Genomnia srl (Milano); Azienda ospedaliero universitaria pisana; European Brain Research Institute (Ebri) e Scuola Normale Superiore
Librerie di anticorpi neutralizzanti come terapia
Contributo: 282.197,81 euro

ALFABETO SARS-COV2 (All faster, better, togheter Sars-CoV2)
Santer Reply spa (Milano); Istituti clinici scientifici Maugeri spa e Università degli Studi di Pavia
Piattaforma intelligente a supporto diagnosi e preventiva
Contributo: 323.798,79 euro

EPICO (Terapia epigenetica per il trattamento delle infezioni da Coronavirus)
Italfarmaco spa (Milano); Istituto europeo di oncologia; Istituto superiore di sanità e Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna 'Bruno Ubertini'. 

Usura, Saviano choc: "Commercialisti segnalano alla criminalità potenziali vittime". Categoria in rivolta: "Lesa la nostra onorabilità". Meloni: "Parole ingiuriose e indegne"

"Le parole ingiuriose pronunciate a 'Che tempo che fa' da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico. Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

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Categoria in rivolta

«Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese». Così Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, reagisce alle affermazioni fatte ieri sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione di Rai Due  Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, giudicate da Miani «di una gravità assoluta. Già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere il buon nome della nostra professione».

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Il fatto

Durante la trasmissione di Rai Due “Che tempo che fa”, alla domanda del conduttore, che gli chiedeva, a proposito di usura, come fa la criminalità organizzata a trovare i propri “clienti”, lo scrittore ha risposto: «Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice “c’è quella società, c’è quella persona che è interessata”. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro».

Protesta di tutta la categoria alle parole di Saviano
 
«Siamo letteralmente travolti - dice Miani - da migliaia di mail e messaggi di colleghi indignati per le dichiarazioni di Saviano. Una indignazione che sta inondando chat e social. Affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili. Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura. Per il momento non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti».
«Per quanto detto – conclude Miani – ci aspettiamo che il Dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni. Siamo perfettamente consapevoli che anche la nostra realtà, come tutte le realtà, ha a volte al suo interno qualche mela marcia. Ma non siamo più disposti a tollerare offese generiche che risultano ancor più incredibili in mesi come questi drammaticamente segnati dall'emergenza economica legata alla pandemia, nei quali la nostra professione, giudicata “essenziale” dal Governo, non ha mai sospeso la sua attività, fornendo ad imprese e contribuenti il suo insostituibile contributo».
 
Altre proteste
 
Dello stesso tenore la lettera della giunta dell’Ungdcec (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) indirizzata a Saviano: «Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell'usura ci sia anche qualche soggetto bravo (forse in senso manzoniano!!!) che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano. Nel dubbio di aver capito male e in attesa di una tua smentita che crediamo debba essere rapida, noi commercialisti ci teniamo a spiegarti che da sempre siamo baluardo di legalità, da sempre esplichiamo una funzione sociale che serve a prendere per mano il Paese».
Anche la politica si muove contro le parole di Saviano. «Le parole ingiuriose pronunciate a “Che tempo che fa” da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole».
 
(Fonte: ilSole24Ore)

Calcio, il campionato riprenderà davvero il 13 giugno? Spadafora resta prudente: "Solo se scenderà la curva dei contagi"

Quando potrà ripartire in sicurezza il campionato? Speriamo tutti il prima possibile, ma al momento non abbiamo ancora certezze, come ha ben ricordato il presidente Conte. Se, come speriamo, le curve dei contagi continueranno a scendere allora sarà possibile confermare quella data per la ripresa della Serie A". Lo ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora all'agenzia Italpress facendo riferimento alla data del 13 giugno. "Dobbiamo però arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità, come abbiamo fatto fino ad ora"


 Redivivo Spadafora - Il Foglio

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha parlato così all'Italpress della possibile ripresa della Serie A: "Quando potrà ripartire in sicurezza il campionato? Speriamo tutti il prima possibile, ma al momento non abbiamo ancora certezze, come ha ben ricordato il presidente Conte. Se, come speriamo, le curve dei contagi continueranno a scendere allora sarà possibile confermare quella data per la ripresa della Serie A. Dobbiamo però arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità, come abbiamo fatto fino ad ora, con grande sacrificio di tutti gli italiani".

"Se un caso di positività tra giocatori potrebbe compromettere la continuità del campionato? Potrebbe compromettere - ha detto Spadafora - in primis la loro salute e quella delle persone vicine, compresa quella dei tanti lavoratori legati alla squadra. Non si tratta quindi solo di un tema squisitamente sportivo. Capisco che in caso di positività tra i giocatori un ulteriore stop potrebbe incidere in maniera determinante sul prosieguo delle partite, per questo stiamo prendendo in considerazione tutte le soluzioni possibili e validate dai medici. L’obiettivo che dobbiamo realizzare non è solo quello di far ripartire il campionato, bensì di riuscire a farlo terminare".

Calcio, Spadafora fa ancora catenaccio: "Il campionato riprenderà solo se in sicurezza". E le curve d'Europa vanno in contropiede: "Stop finché non potranno tornare i tifosi. Non conta solo il business"

"Sulla riapertura del campionato - se riprenderà - è perché arriveremo a una successione ordinata di protocolli che garantiranno la sicurezza per tutto e tutti". Lo ha detto Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, nell'informativa al Senato, senza sciogliere dunque i dubbi sulla ripartenza della Serie A. Il documento di 350 tifoserie italiane (con importanti autoesclusioni) ed europee: "In questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica. Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un'industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv"


Il ministro Spadafora agita il Movimento e il governo

"Il campionato di calcio riprenderà solo se in sicurezza, dopo che saranno verificati alcuni protocolli e ci possa essere la certezza di garantire la salute per tutti i protagonisti. L'incertezza ha caratterizzato tutti i Paesi, chi ha già scelto lo ha fatto chiudendo in anticipo". Lo ha detto il ministro dello sport e delle politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, nel corso dell'informativa in Senato, in merito alla ripresa del campionato di calcio di Serie A.

"Abbiamo sempre mantenuto la linea di prudenza e se il campionato riprenderà - sottolinea ancora il ministro - dovranno essere adempiuti alcuni compiti fondamentali. Nel calcio non ci può essere distanza ed è fondamentale ci sia l'autoisolamento in caso di positività", ha ribadito Spadafora in merito all'obbligo di quarantena di tutta la squadra nel caso di una sola positività al coronavirus deciso dal Cts.

E proprio dal Comitato tecnico scientifico, continua il ministro, "sono arrivate le osservazioni sul protocollo. Il comitato chiede la quarantena di squadra in caso di un calciatore positivo, chiede di affidare la responsabilità ai medici dei club per l'attuazione del protocollo e chiede che l'enorme numero di tamponi per i calciatori non vada a impattare sui cittadini. Le osservazioni saranno prese in considerazione dalla Figc che riadatterà il protocollo per la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio".

"Sono consapevole dell'importanza sociale del calcio e della passione che c'è in questo Paese. Ne riconosco l'importanza, rappresenta una grande industria nel nostro Paese. Ma - commenta ancora - ho trovato eccessivo l'inasprimento del dibattito".

Per quanto riguarda i fondi a favore del comparto, "tra risorse ordinarie e straordinarie il governo stanzierà nel decreto circa 1 miliardo di euro di risorse per il sostegno allo sport". Nel decreto sarà inoltre "prevista anche una riduzione del 50% degli affitti degli impianti sportivi privati da marzo a luglio 2020".


“Stop Football. No football without fans”

Coro ultrà di tutto il mondo: "Il calcio non riparta, sono solo ...

Dalla Gazzetta.it

L'Internazionale delle curve si schiera: 350 tifoserie contro la ripresa del calcio

Lo avevano già chiesto con decine di striscioni fuori dagli stadi, da Bergamo a Roma, da Torino a Lecce, da Genova a Napoli. Ma ora lo hanno messo nero su bianco. “Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un’industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv. Business e interessi personali porteranno alla morte del calcio”. E ancora: “Tutta l’Europa affronta una crisi senza precedenti, in questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica”. È il succo del lungo comunicato sottoscritto da circa 350 tifoserie di tutta Europa (italiane, soprattutto, ma anche di Germania, Francia, Spagna, Belgio, Romania), contrarie alla ripartenza dei campionati di calcio, fermati tra febbraio e marzo per l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus.

 

I firmatari - Hanno aderito alla protesta gli ultras di Atalanta, Brescia, Bologna, Genoa, Juventus, Napoli, Sampdoria, Spal e Udinese, solo per citare le tifoserie italiane di Serie A (con decine di B, C e dilettanti), assieme a quelle spagnole di Real Madrid, Valencia, Siviglia, alle francesi di Olympique Marsiglia, Nantes, Metz, agli ultrà tedeschi di Bayern Monaco, Kaiserslautern, Stoccarda, ai belgi di Liegi e Anderlecht. Hanno aderito anche le tifoserie italiane di basket (Bologna e Cantù, tra le altre) e di hockey (Milano): “Il campionato non deve ripartire. No al calcio senza i tifosi. Chiediamo lo stop alle competizioni finché tornare allo stadio non sarà un’abitudine priva di rischi per la salute”.

"Faccio Sanremo e chiudo la carriera". Fiorello vuole già andare in pensione? (VIDEO)

"È pesante, non ho il carattere giusto. Ti misurano tutto, le parole, le battute". Con le mani tra i capelli e l'aria abbattuta Fiorello commenta una scelta difficile. Ad Amadeus sono serviti più di 40 minuti di diretta Instagram per convincere Rosario Fiorello a prendere in considerazione la possibilità di replicare l'esperienza sanremese che tanto successo ha avuto nella passata edizione. Alla fine Amadeus sembra averla spuntata, ma Fiorello, rimasto collegato si mostra scoraggiato e preoccupato all'idea di affrontare di nuovo l'Ariston.  Poi, dopo un lungo silenzio, la soluzione (forse): "Ho avuto un'idea: faccio Sanremo e chiudo la carriera. Mica devo arrivare a 80 anni. Largo ai giovani" - (VIDEO)


Fiorello dice no ad un “Sanremo bis” | Radio Bruno 

"Che faccio? E' pesante fare Sanremo... Te ne dicono di tutti i colori... Non ho il carattere giusto, eppure l'ho fatto. Amadeus mi ha convinto e mi convincerà pure stavolta... Potrebbe essere l'ultima cosa. Faccio Sanremo, come va va, e chiudo la carriera": con la testa tra le mani, dopo aver chiuso una lunga diretta su Instagram con Amadeus, Fiorello si lascia andare a questa riflessione e aggiunge: "Mica devo andare avanti fino ad 80 anni. Ho fatto pure troppo. Largo ai giovani. Chiudo e basta".

E Fiorello annuncia: "L'ultimo Sanremo con lui poi stop"

Riflessioni da clausura forzata per l'emergenza coronavirus, pensieri intorno ai 60 anni imminenti (il compleanno sarà il 16 maggio) o una delle sue boutade? A Fiorello piace sorprendere e cambiare continuamente le carte in tavola. Già nel 2017, in un'intervista esclusiva, annunciò la chiusura di Edicola Fiore su Sky e il ritorno in Rai parlando dell'idea di fare "un ultimo show", un varietà di seconda serata intitolato 'L'Ora del Rosario'. Poi il progetto saltò e nacque una nuova idea sperimentale, "Viva RaiPlay", prima del Sanremo dei record al fianco di Amadeus.

E su Instagram Fiorello e Ama scherzano sugli ospiti

Ora il palco dell'Ariston potrebbe rivedere i due amici ancora insieme per il Festival 2021. A sentirli su Instagram sembra già cosa fatta. Fiore chiede una promozione all'Ariston: "Tu sei il presidente del Consiglio, io sono il Di Maio del festival". E poi: "Sarebbe bellissimo avere Vasco Rossi la prima sera che fa un'irruzione sul palco con 'Vita spericolata'" ma anche "richiamare Bugo e Morgan", dice Fiorello, prima di lanciare, dopo la reunion dei Ricchi e Poveri, la proposta di "ricongiungere Benji & Fede, gli 883 e i Lunapop". Anche Vincenzo Mollica non potrà mancare con il suo "balconcino", si dicono i due amici, pronti a candidare al ritorno all'Ariston il giornalista del Tg1, decano del Festival, in pensione da poco.

Amadeus racconta di avere partecipato ieri ad una riunione per presentare l'inaugurazione del Ponte di Genova a luglio. La metafora del ponte è il 'la' per iniziare a parlare del Festival, "un ideale collegamento - dice Ama - tra l'ultimo momento felice di aggregazione e il prossimo". 

Coronavirus, l'amarezza di Gallera per lo sciacallaggio politico e mediatico: "Assisto disgustato a una gigantesca deformazione della realtà. Ho sempre agito per salvare la vita alle persone"

Nessuna critica al governo Conte, dimostratosi inadeguato e insensibile su molti fronti, e contemporanea aggressione alla Lombardia investita dall'emergenza. E' questa la percezione che ha in questi giorni la Regione retta da Attilio Fontana. Le reazioni da parte dell'amministrazione lombarda sono state finora molto contenute e sobrie, stante una situazione ancora tutta da risolvere in una quasi assoluta solitudine, ma ora si fa intendere che la misura è colma. Lo sfogo social dell'assessore al Welfare, "omaggiato" di un tiro al bersaglio personale che non si aspettava e che crede in cuor suo di non meritare


 Bollettino Lombardia Coronavirus 22 marzo/ Diretta video: 27206 ...

"Leggo stupito e molto amareggiato gli articoli che appaiono in questi giorni su importanti giornali. Assisto poi disgustato a molteplici azioni di gigantesca deformazione della realta' e di sciacallaggio politico e mediatico". A scriverlo su Facebook l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

"Dal 20 febbraio - ha aggiunto - viviamo la piu' grande emergenza sanitaria che la Lombardia abbia mai vissuto. Nel mio ruolo di assessore al Welfare dal primo momento ho dedicato tutto le mie forze, le mie capacita', le mie energie fisiche e psichiche a fronteggiarla e a combatterla. Sono stati e sono ancora momenti pieni di tensione, rabbia, frustrazione e sofferenza. Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili in tempi ristretti ma bisognava salvare la vita alle persone. Trovare un respiratore o una CPAP per far respirare chi non ce la faceva piu', recuperare mascherine e camici per i nostri operatori sanitari, fare in modo che le autoambulanze trovassero un pronto soccorso dove portare i pazienti e una barella su cui sdraiare chi soffriva, organizzare le visite domiciliare delle unita' speciali di continuita' assistenziale, attivare il telemonitoraggio dei pazienti a domicilio, cercare di ampliare il piu' possibile la capacita' di fare tamponi per soddisfare al massimo le tantissimi esigenze diagnostiche". 

I dati "sono in miglioramento" ma non è finita. "Io continuo il mio lavoro con immutata determinazione e motivazione - ha aggiunto - e guardo con distacco a quanti 'col senno di poi' dalle comode scrivanie o dai divani di casa sputano sentenze e veleno. Noi siamo stati e siamo in trincea e non agiamo ne abbiamo mai agito per compiacere i 'professori del giorno dopo' ma sempre e solo per soffocare la diffusione del Coronavirus e salvare la vita ai lombardi".

Coronavirus, gli Usa indagano su origine in laboratorio? Cnn e Fox News: "Intelligence ipotizza che sia nato in struttura militare di Wuhan e diffuso a causa di un incidente"

Secondo la Cnn dirigenti dell'intelligence Usa e della sicurezza nazionale americana avrebbero aperto un fascicolo sull'origine del nuovo coronavirus e tra le ipotesi al vaglio starebbero esaminando la possibilità che, più che in un mercato, sia nato in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente. La rete allnews cita varie fonti a conoscenza del dossier, che ritengono però prematuro trarre qualsiasi conclusione. Anche la Fox News ha riportato la notizia, citando fonti bene informate, secondo cui il nuovo coronavirus abbia avuto origine nel laboratorio militare di Wuhan, ma non come arma biologica


Germania, la quarantena dei bambini - IlGiornale.it

Gli Stati Uniti indagano sulla possibilità che il coronavirus, che si è inizialmente manifestato in Cina e che ha fatto più di 137.000 morti nel mondo secondo la Johns Hopkins University, sia 'nato' in un laboratorio di Wuhan, non in un mercato, e che si sia poi diffuso per un incidente. Lo riporta la Cnn, che cita varie fonti ben informate che invitano comunque alla cautela. E' prematuro trarre conclusioni. Gli Stati Uniti, riporta la Cnn citando una fonte dell'intelligence, non ritengono che il virus sia associato a ricerche su armi biologiche.

Secondo altre fonti interpellate dalla Cnn, l'intelligence americana non è stata sinora in grado di confermare la teoria della nascita del virus in laboratorio, ma si sta cercando di capire se qualcuno sia stato infettato in laboratorio a causa di un incidente o negligenze nella gestione dei materiali. Altre persone potrebbero poi essere state contagiate.

L'origine reale della pandemia, avvertono alcuni funzionari dell'intelligence, potrebbe comunque non essere mai accertata. Ieri Donald Trump ha confermato che è in corso un "esame molto approfondito di questa orribile situazione".

La notizia arriva dopo che due giorni fa il Washington Post scriveva di cablogrammi diplomatici che nel 2018 avevano già nero su bianco i timori per le misure di sicurezza e la gestione dell'Istituto di virologia di Wuhan.

L'appello cadde nel vuoto. L'autore dell'articolo del Wp scrive che un alto dirigente dell'amministrazione Usa gli ha riferito che i cable forniscono un ulteriore elemento di prova della possibilità che la pandemia sia frutto di un incidente nel laboratorio di Wuhan. E sostiene che la versione di Pechino che il virus è emerso dal wet market di Wuhan è debole, citando ricerche di esperti cinesi su Lancet secondo cui il primo paziente noto di coronavirus, identificato il primo dicembre, non aveva legami col mercato e neppure oltre un terzo dei contagiati nel primo grande cluster. Il mercato inoltre non vendeva pipistrelli.

  • Pubblicato in Esteri
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