Scuola, la previsione del ministro Bianchi: "Tra 10 anni 1,4 milioni di studenti in meno" (VIDEO)

Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, in audizione in commissioni Cultura congiunte: "Abbiamo bisogno di prof per avere classi più piccole e aumentare il tempo a scuola". Il grosso problema della dispersione - (VIDEO)


Dati e supercalcolo nella transizione economica. Intervista a Patrizio  Bianchi - Pandora Rivista

Le Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato, presso la Sala del Mappamondo, svolgono l'audizione del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, sulle linee programmatiche del suo dicastero

"Il ministero così come è oggi, non è più in grado di organizzare la specificità e la complessità dei compiti. Stiamo ampliando l'età dell'educazione dai 0 anni fino alla formazione continua: serve un dipartimento che si occupi di formazione tecnica superiore, dobbiamo mettere mano all'organizzazione del ministero e degli organi decentrati", ha detto il ministro dell'Istruzione.

Il ministro ha parlato della necessità di una riforma del ministero dell'Istruzione e della governance complessiva. "Poi vanno rafforzate le strutture del sistema scolastico: il Piano di ripresa e resilienza ci aiuta moltissimo basta pensare agli investimenti per la fascia dei più piccoli", ha aggiunto.

"Il Mef ci ha riconosciuto gli organici del passato e ha dato qualcosa in più. Nei prossimi 10 anni avremo 1 milione e 400 mila ragazzi in meno, avremmo quindi dovuto avere tanti insegnanti in meno. Abbiamo bisogno di prof per avere classi più piccole e aumentare il tempo scuola. Dobbiamo uscire dalla meccanica lineare tot docenti-tot studenti. Abbiamo bisogno anche di più dirigenti. I dirigenti hanno una funzione fondamentale, non abbiamo dato il giusto peso alla gravosità degli impegni che hanno avuto, va e andrà riconosciuto di più nel confronto contrattuale".

"La pandemia come choc esterno ha esasperato le diversità e messo a nudo delle situazioni non più sostenibili come il diritto allo studio: abbiamo un indice insostenibile di dispersione scolastica. C'è una dispersione esplicita, di chi non riesce a raggiungere titolo di studio, e chi lo consegue ma non ha le competenze adeguate. Dobbiamo iniziare fin dall'estate a fare un ponte verso l'anno prossimo usando fondi già in carico al ministero, 150 milioni. Altri 320 milioni li metteremo a disposizione per una struttura di supporto che dall'estate si proietti all'anno prossimo: inizieremo ad avere una scuola più aperta e interattiva col territorio, come parte di una nuova fase di scuola. Altri 40 milioni li dedichiamo alla povertà educativa" con progetti che "si rivolgono alle aree periferiche e marginali: è una azione che va vista nella logica di un riequilibrio". 

"Abbiamo il tema del transitorio: come recuperare coloro che hanno accumulato esperienza e che hanno bisogno di stabilità - ha detto il ministro dell'Istruzione -, su quasi 500 mila posti comuni, abbiamo oltre 200 mila docenti a tempo determinato con situazioni diverse: la cosa sbagliata e trattarli tutti allo stesso modo, sono persone con esperienze, titoli e esperienze diverse. Stiamo ragionando col Mef per capire come riconoscere titoli e merito diversi e permettere di far confluire queste persone all'interno di una visione stabile per far partire la macchina di una assunzione regolare e continua". 

"Bisogna programmare - ha detto Bianchi - le uscite degli insegnanti: con l'Inps siamo riusciti ad avere per tempo le previsioni di uscita di quest'anno e dei prossimi 10 anni e ci vuole anno per anno la possibilità di reclutamento che tenga conto delle uscite per garantire continuità e stabilità nei processi di reclutamento. Inoltre la professione del docente va riconosciuta anche in termini salariali, servono carriere più articolate per i docenti e tutto il personale delle scuole". 

 

(Fonte: Ansa)

Omofobia, si sblocca la legge Zan. Calendarizzata in Senato, esulta il Pd. Ma i vescovi: "Affiorati troppi dubbi sul testo, dialogo ma non si metta in dubbio la differenza tra uomo e donna"

"Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l'approvazione definitiva", afferma su Twitter il deputato dem Alessandro Zan da cui prende il nome il Ddl. La presidenza della Cei: "Un provvedimento che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l'obiettivo con l'intolleranza"


Senato della Repubblica: 4 tirocini presso il Servizio Tecnico ed  Immobiliare | Sapienza Università di Roma

Si sblocca il disegno di legge Zan contro l'omotransfobia al Senato: è stato incardinato nella commissione Giustizia dopo settimane di polemiche, rimpalli pressing e resistenze. La calendarizzazione è passata con 13 sì e 11 no. A chiedere da tempo l'avvio della discussione sono Pd, M5s, Leu e Italia viva. Contrario il centrodestra. Il provvedimento è stato approvato in prima lettura alla Camera il 4 novembre 2020. 

"La legge contro l'omotransfobia, misoginia e abilismo e' stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l`approvazione definitiva", afferma su Twitter Alessandro Zan, deputato Pd.

"Il Ddl Zan Finalmente è stato calendarizzato. Abbiamo votato a favore in 13. 11 i contrari", scrive sempre su Twitter il senatore Sandro Ruotolo.

Cei: "Troppi dubbi, serve dialogo aperto e non pregiudiziale" - "In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identita' di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo cosi' importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative".

Lo comunica la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana sul Ddl Zan. "Auspichiamo che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale", si aggiunge. "una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l'obiettivo con l'intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna". 

Pd, Letta difende le sue priorità e rilancia: "Avanti con forza su ius soli e omofobia"

Cittadinanza agli stranieri nati in Italia e approvazione del disegno di legge Zan: il segretario del Partito democratico tira dritto sui temi al centro del suo discorso di insediamento e rafforza l'asse col M5S in chiave futura: "Le amministrative arrivano come un banco di prova significativo per la costruzione di un'alleanza politica vincente per le elezioni del 2023"


Ius soli, news sulla riforma della cittadinanza

"Mi sono sentito dire: ma come, c'è la pandemia e tu parli di Ius Soli e ddl Zan? Il tema dei diritti è fondamentale oggi e domani, è un tema di modernità del Paese. La nostra battaglia su questi temi la continueremo con grande forza".

Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, parlando di ius soli.

Il Pd "non sarà il partito del potere. Se alle elezioni "saremo mandati all'opposizione, faremo opposizione e ci rigenereremo. Troppo spesso il Pd è associato al partito del potere e del sistema, non lo saremo più, saremo il partito della gente", ha detto il segretario del Pd. 

"Ai nostri iscritti e tesserati bisogna dare quella centralità e quel ruolo che è l'unica condizione di un partito vivo. Il partito che voglio proporre è un partito in cui gli iscritti saranno il cuore, perché saranno loro a decidere sulle grandi questioni, come sta succedendo in questi giorni con il vademecum. Se uno si iscrive conterà, starà in una comunità in cui la sua voce conterà", ha spiegato Letta.

"La nostra forza è questo: la base, i circoli, gli iscritti, una partecipazione sui territori. Gli altri hanno costruito partiti sulla leadership carismatica, noi siamo diversi. Noi siamo e dobbiamo essere il partito dell'intelligenza collettiva, questa è la vera differenza fra noi e gli altri. Noi scommettiamo sul fatto che l'intelligenza collettiva è meglio della leadership carismatica e individuale". 

"Le agorà democratiche saranno un percorso che andrà dal primo luglio al 31 dicembre - ha detto il segretario del Pd -, sei mesi di discussione che toccheranno tutti i circoli, che saranno aperti anche a chi non è del partito, per discutere della democrazia e del partito, decisioni e idee concrete sul nostro futuro".

"Le amministrative arrivano come un banco di prova significativo per la costruzione di un'alleanza politica vincente per le elezioni del 2023. Per noi saranno partecipazione. Per me la via maestra è quella delle primarie, sono sempre stato contrario agli accordi in stanze chiuse. Le primarie sono sempre una spinta energetica".

 

(Fonte: Ansa)

Omofobia, scontro Pd-Lega sul ddl Zan. Il Carroccio non lo vuole in agenda: "Tema divisivo e ideologico". I dem: "Non accettiamo ricatti, su questa legge andremo avanti"

Cresce la tensione tra i due partiti di governo, divisi su tante questioni, una delle quali è il disegno di legge che prevede misure specifiche e maggiormente repressive per gli atti legati all'orientamento sessuale 


Scontro tra Lega e Pd sul ddl Zan sull'omotransfobia, fermo a Palazzo Madama dopo l'approvazione da parte della Camera e di cui Pd-M5s-Italia viva-gruppo Misto e Autonomie hanno chiesto la calendarizzazione nella commissione Giustizia del Senato. "La Lega - dice il presidente dei senatori del Carroccio Massimiliano Romeo interpellato dall'Ansa - è assolutamente contraria alla calendarizzazione.

E' un tema divisivo e ideologico che non fa parte dell'agenda politica. Forzature su temi così divisivi rischiano di compromettere quei rapporti all'interno del Parlamento e quel clima di sostegno e unità nazionale che si è creato e potrebbero avere riflessi sul governo". "Sarebbe cosa buona e saggia concentrarsi su questioni a cui i cittadini danno maggiore attenzione come la sanità e la gestione economica della crisi Covid. Le altre sono bandiere politiche. Sia noi che Forza Italia siamo contrari alla calendarizzazione", ha aggiunto Romeo e concluso: "Già oggi chi aggredisce e insulta delle persone per il loro orientamento sessuale, può e deve essere punito".

Al capogruppo leghista al Senato Romeo, che ha dichiarato di essere contrario alla calendarizzazione della legge contro l'omofobia, già approvata alla Camera, vorrei spiegare che una cosa è l'agenda di governo e altra cosa è l'agenda delle iniziative parlamentari sulla quale non ci sono ovviamente vincoli di maggioranza. Consiglierei, inoltre, alla Lega di abbandonare la strada dei ricatti su questi temi. Il Partito democratico non accetta ricatti, e su questa legge, come abbiamo già detto, andremo avanti". Lo dichiara il deputato Pd Michele Bordo.

Il Pd non accetta ricatti "anche perché - sostiene Bordo - purtroppo nel nostro Paese continuano a ripetersi aggressioni legate all'orientamento sessuale di nostri concittadini ed è assurdo che l'Italia, al pari di altri Paesi europei, non si doti di strumenti legislativi per combattere questi odiosi crimini di stampo omofobico".

"Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari ha ieri sconvocato per una seconda volta l'Ufficio di presidenza, temendo che si possa calendarizzare il ddl Zan come richiedono Pd, M5s, LeU, Iv e Autonomie. Anziché essere super partes, il leghista Ostellari cede a tal punto ai diktat del suo partito da ricorrere a simili mezzucci ostruzionistici. Vergognoso e imbarazzante, poi, che abbia ventilato l'ipotesi di nominare Simone Pillon a relatore della legge. Si teme a tal punto il libero confronto politico in Senato su tale tema di civiltà?". A dichiararlo in una nota il comitato di Dá voce al rispetto, la campagna nazionale del basso per sensibilizzare la pubblica opinione sull'approvazione del ddl contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo. "Per questo motivo - continua il comitato promotore - plaudiamo alla ferma volontà del senatore Pietro Grasso (LeU), che con una lettera formale, condivisa dai capigruppo Pd, M5s, Iv e Autonomie in Commissione Giustizia, ha oggi sollecitato Ostellari a convocare l'Ufficio di presidenza, ribadendo che 'sui diritti non si arretra di un millimetro'".

 

(Fonte: Ansa)

Arriva l'assegno unico per i figli: come fare per averlo e chi ne ha diritto. Intanto Bankitalia lancia l'allarme: il 40% delle famiglie fatica a pagare l'affitto

Via libera dal Senato al ddl delega, ora mancano solo i decreti attuativi. L'assegno scatterà al settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d'imposta e modulato in base all'Isee: dal primo luglio fino a 250 euro al mese per figlio. Questo mentre la Banca d'Italia segnala le difficoltà sempre più acute delle famiglie ai tempi del Covid, in particolare quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate.


 Famiglie numerose, per il bonus bastano tre figli - La Nuova Sardegna

A essere più in crisi le famiglie indebitate e quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate

L'assegno universale per i figli diventa lo strumento unico per il sostegno della natalità e delle famiglie: con 227 sì, nessun no e 4 astenuti il Senato ha dato l'ultimo via libera praticamente unanime al ddl delega, licenziato quasi un anno fa dalla Camera, che diventa legge. Ora manca solo l'ultimo miglio, i decreti attuativi, per far scattare l'assegno fino a 250 euro al mese per figlio dal primo luglio.

"E' un passo storico" e il governo "conferma l'impegno ad attuare la delega" in tempi strettissimi, dice in Aula il ministro della Famiglia, Elena Bonetti, sottolineando che si tratta di un "giorno buono per l'Italia, di un tempo nuovo, della ripartenza", proprio mentre la Banca d'Italia segnala le difficoltà sempre più acute delle famiglie ai tempi del Covid, in particolare quelle che vivono in affitto.

"Ringrazio la tenacia, la convergenza e l'unità del Parlamento" che ha "rimesso al centro le giovani generazioni" dice ancora Bonetti. I provvedimento, ricorda il ministro di Italia Viva, si completerà con il Family Act e apre la strada a una serie di misure per combattere il calo demografico "che ha raggiunto livelli drammatici" ma anche per rilanciare "la dignità del lavoro delle donne". Il Family Act, all'esame della commissioni Affari sociali della Camera, prevede anche la riforma dei congedi parentali che saranno "paritari tra uomo e donna", e poi incentivi al lavoro femminile e sviluppo dei servizi educativi, a partire dalla prima infanzia.

Intanto si parte con l'assegno unico che diventa un aiuto "universale" per le famiglie perché arriverà anche ad autonomi e incapienti, ad oggi esclusi dai principali sostegni ai nuclei familiari. L'assegno scatterà al settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d'imposta e modulato in base all'Isee: a stabilire i dettagli, a partire dall'entità dell'assegno (che Mario Draghi ha quantificato in media a 250 euro al mese) saranno i decreti attuativi, su cui il ministero della Famiglia, insieme al Mef, è già al lavoro. La delega impone comunque che venga diviso in parti uguali tra i genitori, e di prevedere una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili. Non solo, fino a 18 anni l'aiuto economico andrà ai genitori poi potrà proseguire fino ai 21 anni e andare direttamente ai figli, su richiesta, "per favorirne l'autonomia". Il sostegno dopo la maggiore età sarà corrisposto però solo se i ragazzi studiano, fanno un tirocinio o hanno primi lavori a basso reddito.

Per finanziare questa riforma la legge di Bilancio ha stanziato i primi 3 miliardi per il 2021 (tra 5 e 6 a regime a partire dal 2022), che si sommano ai circa 15 miliardi attualmente dedicati ad altri 8 strumenti che andranno gradualmente 'in soffitta', dai vari bonus (nascita, bebe' ), alle detrazioni per i figli a carico e l'assegno familiare. Mentre i sindacati chiedono di essere coinvolti nella messa a punto dei decreti attuativi e la politica già reclama più fondi, soprattutto per evitare che con i nuovi parametri qualche famiglia ci rimetta ("serve un miliardo forse due dice il Dem Tommaso Nannicini), la Banca d'Italia dà la misura dell'impatto della seconda ondata della pandemia sulle famiglie che temono per il futuro riduzioni di reddito e rischi per il lavoro (soprattutto gli autonomi) e nel frattempo non spendono, soprattutto per timore del contagio.

A essere più in crisi le famiglie indebitate e quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate.

 

(Fonte: Ansa)

Draghi alla Camera: "Pensiamo alle riaperture, a cominciare dalla scuola". Al Senato aveva ammonito le Regioni: "Differenze sui vaccini difficili da accettare, seguano il piano nazionale" (VIDEO)

L'aula del Senato ha approvato con 231 voti favorevoli, 25 contrari e 11 astenuti la risoluzione depositata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo. "Abbiamo quattro vaccini sicuri e efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson". Lo ha detto il presidente del Consiglio, parlando dell'emergenza Covid. "E' bene cominciare a pianificare le riaperture: speriamo di riaprire le scuole fino alle primaria dopo Pasqua", ha aggiunto - (VIDEO Camera - VIDEO Senato)


Dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio al Senato, il premier Mario Draghi interviene alla Camera dei Deputati. "Il governo renderà pubblici questa settimana tutti i dati" sui vaccini "sul sito della Presidenza del Consiglio, Regione per Regione, categoria di età per categoria di età". Lo dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. "Quello che abbiamo da imparare è che una volta che abbiamo una logistica efficiente, e l'abbiamo, con meno requisiti formali e con un maggior pragmatismo - ovvero, quello che si dice con una "brutta parola", con una sburocratizzazione del processo - si arriva anche ad una maggiore velocità", dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.

L'Aula del Senato ha approvato con 231 voti favorevoli, 25 contrari e 11 astenuti la risoluzione depositata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo di domani.

Il documento ha le firme dei capigruppo di Pd, M5s, Lega, Forza Italia, gruppo Misto, Italia viva, Europeisti-Maie-Centro democratico e il gruppo delle Autonomie. Bocciate le altre 4 risoluzioni sottoscritte - in ordine di presentazione - da tre senatori del gruppo Misto (Elena Fattori, Gianluigi Paragone e Mattia Crucioli) e dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Luca Ciriani.

LE COMUNICAZIONI DI DRAGHI AL SENATO

Agli scranni del governo, accanto al premier i ministri della Pubblica Istruzione Renato Brunetta quello dell'Innovazione tecnologica Vittorio Colao, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D'inca', la ministra degli Interni Luciana Lamorgese e quello dell'Agricoltura Stefano Patuanelli.

"Le comunicazioni alle Camere consentono un pieno coinvolgimento del Parlamento. Si tratta di un passaggio importante" e "prima di tutto vorrei esprimere forte soddisfazione per la partecipazione del presidente degli Usa Biden a un segmento del Consiglio ", presenza che "conferma la volontà di imprimere un forte slancio alle relazioni con l'Ue", ha detto il premier.

"A un anno di distanza dobbiamo fare tutto il possibile per la soluzione della crisi. Sappiamo come farlo, abbiamo 4 vaccini sicuri e efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson. L'obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile", ha detto Draghi parlando di un "messaggio di fiducia".

"Siamo già all'opera per compensare il ritardo di questi mesi. L'accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno". "Accelerare con la campagna vaccinale è essenziale per frenare il contagio, per tornare alla normalità e per evitare il sorgere di nuove varianti", sottolinea Draghi. E il premier argomenta: "se paragonate al resto d'Europa, le cose qui già ora vanno abbastanza bene. Per vaccini fatti, l'Italia è seconda dopo la Spagna, ma per i noti motivi l'Unione Europea si colloca dietro molti altri Paesi. Nel Regno Unito, giusto per fare un esempio, la campagna vaccinale procede più rapidamente, anche se bisogna dire che le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi in numero sono paragonabili a quelle dell'Italia. Però vediamo cosa abbiamo da imparare da quell'esperienza e anche da quella di altri Paesi". "Ovviamente hanno iniziato due mesi prima, anche questo per i noti motivi. Ma lì si utilizza un gran numero di siti vaccinali e un gran numero di persone è abilitato a somministrare i vaccini. Nonché ovviamente il richiamo della seconda dose è stato spostato nel tempo rispetto a quanto avviene in Europa", conclude. 

Le differenze tra le Regioni nella somministrazioni delle dosi "sono difficili da accettare. Le Regioni seguano le priorità del piano nazionale", ha detto ancora Draghi nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue. "Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell'uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti", ha detto ancora Draghi.

"Si parla molto di autonomia strategica, in riferimento alla sicurezza e al mercato unico, ma la prima autonomia strategica è quella dei vaccini, oggi".  

"Mentre stiamo vaccinando è bene cominciare a pianificare le aperture", ha detto ancora Draghi. "Noi stiamo guardando attentamente i dati sui contagi, ma insomma se la situazione epidemiologica lo consentirà la scuola aprirà in primis, anche nelle zone rosse", aggiunge. "Cominceremo a riaprire le scuole primarie e la scuola dell'infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo subito dopo Pasqua". 

"Il governo intende assicurare la massima trasparenza sui vaccini e e renderà pubblici i dati sul sito della presidenza del Consiglio".

"Dobbiamo chiedere alle case farmaceutiche il pieno rispetto degli impegni, in sede europea. Dobbiamo ricostruire una filiera che non sia vulnerabile agli choc e alle decisioni che avvengono all'esterno", ha spiegato ancora Draghi.

"Finora Covax ha assicurato quasi 30 milioni di dosi, il nostro auspicio è renedere sempre più efficace questo meccanismo", ha detto il premier. "Sulla campagna vaccinale è necessario rafforzare la credibilità dell'Ue", aggiunge.

Il processo di digitalizzazione in Ue "non sarà facile. In Italia il programma Next Generation Ue offre un'enorme possibilità, il 20% dei fondi riguarda proprio la trasformazione digitale, ma lo sviluppo di questi settori non può prescindere dall'equa distribuzione dei proventi. Riteniamo che il Consiglio Ue debba procedere ad una soluzione globale su una tassazione digitale entro la metà del 2021 e credo sia possibile grazie all'apporto degli Usa con la nuova amministrazione".  

"Un futuro migliore per l'Europa unita passa attraverso un'azione concreta sull'occupazione, soprattutto giovanile, sulle pari opportunità, sui diritti sociali. Vogliamo organizzare e occuparci di questi temi in un "Vertice Sociale" che sarà organizzato il 7-8 maggio dalla Presidenza di turno portoghese del Consiglio dell'Unione europea". "Ed è il tema che dobbiamo mettere al centro della Conferenza sul Futuro dell'Europa che prenderà il via il 9 maggio. I giovani e l'occupazione giovanile: questo è al centro del futuro dell'Europa. Per questo appuntamento sollecitiamo la partecipazione attiva di tutti i cittadini europei e dei parlamenti nazionali", aggiunge Draghi concludendo: "L'uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i governi europei, ma non è l'unica. E noi abbiamo ora un atteggiamento di coloro che spronano gli altri partner e sono essi stessi consapevoli della necessità di agire urgentemente, con efficacia, senza perdere un attimo."

Poi un passaggio sulla Turchia: "L'abbandono turco della Convenzione di Istanbul rapprensenta un grave passo indietro", ha detto il presidente del Consiglio. 

"Il coordinamento europeo va sempre cercato e va rafforzato, ma se non funziona in questi momenti dove il tempo è prezioso, occorre anche trovare del risposte da soli", ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi. "Noi pretendiamo il rispetto dei contratti da parte delle multinazionali produttrici dei vaccini". "Dalle esperienze degli atri Paesi impariamo una logistica efficiente può perseguire i propri obiettivi molto più velocemente se si attua un certo pragmatismo nella sburocratizzazione del processo di amministrazione dei vaccini. E lì abbiamo da imparare". 

"Noi per primi dobbiamo cominciare a pensare alle riaperture, in particolare e a cominciare dalla scuola", ha ribadito il premier.

Poi il presidente del Conisglio ha detto: "Io farò una visita in Libia il 6 o 7 aprile, nella prima settimana del mese. E' chiaro che l'Italia difende in Libia i propri interessi internazionali e la cooperazione. Se vi fossero interessi contrapposti l'Italia non deve avere alcun dubbio a difendere i propri interessi internazionali, né deve avere timori reverenziali verso qual che sia partner. Ho sempre dimostrato estrema indipendenza nella difesa dei valori fondamentali dell'Europa e della Nazione". 

Riecco Donald Trump: "Ricandidarmi nel 2024? Troppo presto per dirlo, ma abbiamo enorme sostegno". Da Twitter "noioso" a Biden che "mente" sui vaccini, si vede che le armi non le ha mai deposte (VIDEO)

Dopo che la scorsa settimana il Senato lo ha assolto nel secondo processo di impeachment, Trump in un'intervista a Newsmax ha ammesso che gli "manca essere presidente", ma non rivela se si candiderà alla Casa Bianca nel 2024. "E' troppo presto per dirlo, ma vedo grandi sondaggi", ha dichiarato. "Non lo dirò ancora, ma abbiamo un enorme sostegno", ha affermato, aggiungendo che "sono l'unico che viene messo sotto accusa ed i cui consensi salgono". Sulla Cnn, il suo successore aveva detto di non aver "trovato nulla nei frigoriferi", riferendosi alla scarsa quantità di dosi: Trump ha ricordato come Biden in persona sia stato vaccinato il 21 dicembre e come abbia fatto anche il secondo richiamo a gennaio - (VIDEO)


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Donald Trump non si sbilancia sulla sua ricandidatura alla presidenza tra quattro anni ma sottolinea come il suo consenso sia alto. 

"2024? Troppo presto per dirlo", dichiara l'ex presidente in un'intervista all'emittente Newsmax, sottolineando come anche con l'impeachment (da quale è stato assolto per la seconda volta) le sue quotazioni salgano.

"Mi manca essere presidente", ha affermato. Trump ha dichiarato che non tornerà su Twitter da cui è stato bandito, ma sta valutando una piattaforma alternativa al social: "Sappiamo come far sentire la nostra voce". 

L'ex presidente degli Stati Uniti riferisce di aver guardato parte del townhall su Cnn con Joe Biden e accusa il successore di "mentire o essere fuori di testa" per aver detto che non c'era il vaccino contro il Coronavirus prima del suo insediamento alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio. Sulla Cnn, Biden ha detto di non aver "trovato nulla nei frigoriferi", riferendosi alla scarsa quantità di dosi: Trump ha ricordato come Biden in persona sia stato vaccinato il 21 dicembre e come abbia fatto anche il secondo richiamo a gennaio.


"Non tornerò su Twitter". Lo ha annunciato l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in realtà è stato bandito dalla piattaforma di microblogging dopo l'irruzione dei suoi sostenitori all'interno del Congresso. "Twitter è diventato molto noioso e milioni di persone lo stanno abbandonando perché non è più lo stesso, posso capirli", ha dichiarato Trump in un'intervista a 'Newsmax'.

L'ex presidente ha quindi aperto alla possibilità di creare una propria piattaforma social. "C'è anche l'altra opzione di costruire un nostro sito", ha aggiunto ribadendo il "grande consenso" di cui gode tra l'elettorato repubblicano.

Dopo che la scorsa settimana il Senato lo ha assolto nel secondo processo di impeachment, Trump ha quindi ammesso che gli "manca essere presidente", ma non rivela se si candiderà alla Casa Bianca nel 2024. "E' troppo presto per dirlo, ma vedo grandi sondaggi", ha dichiarato l'ex presidente. "Non lo dirò ancora, ma abbiamo un enorme sostegno", ha detto Trump, aggiungendo che "sono l'unico che viene messo sotto accusa ed i cui consensi salgono".

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Ecco Mario Draghi, l'esordio in Senato tra pandemia ed emergenza economica. Tutti i passaggi del suo primo discorso da premier

"Avviare una Nuova Ricostruzione, come nel Dopoguerra". L'ex presidente della Bce ha parlato per 53 minuti toccando le tematiche più varie citando Cavour e Papa Francesco


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"Il primo pensiero che vorrei condividere riguarda la nostra responsabilità nazionale, il principale dovere a cui siamo chiamati tutti io per primo". E' questo uno dei primi passaggi del discorso del premier Mario Draghi al Senato.  "Il Governo farà le riforme ma affronterà anche l'emergenza.

Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell'insegnamento di Cavour:'… le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l'autorità, la rafforzano'. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività". "Nostro dovere è combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare le vite dei cittadini: una trincea dove combattuiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti. E' nel commosso ricordo di chi non c'è più che cresce il nostro impegno".
 

IL VIRUS E LA CRISI ECONOMICA - "Prima di illustrarvi il mio programma, vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni", aggiunge. "Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole", osserva. "Un esecutivo come quello che ho l'onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti", prosegue. "Questo è lo spirito repubblicano di un governo che nasce in una situazione di emergenza raccogliendo l'alta indicazione del capo dello Stato", sottolinea il premier. "La crescita di un'economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese". E ancora: "Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d'accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell'avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità", osserva Draghi che ha ringraziato il suo predecessore Giuseppe Conte per il lavoro fatto. "La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull'occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento", continua. "Il numero totale di ore di Cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1 aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 milioni. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444 mila unità ma il calo si è accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209). La pandemia ha finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato". 

LA NUOVA RICOSTRUZIONE - "Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell'immediato dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione" attraverso "la fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale", incalza Draghi. "A quella ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa nuova ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti".

POLITICA ESTERA - "Questo governo nasce nel solco dell'appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all'Unione europea, e come protagonista dell'Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori". "Sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro, significa condividere la prospettiva di un'Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa".  "Questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell'Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale. Profonda è la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite". "Proprio la pandemia ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. Per l'Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania. "L'avvento della nuova Amministrazione USA prospetta un cambiamento di metodo, più cooperativo nei confronti dell'Europa e degli alleati tradizionali. Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intesificarsi". "L'Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati."

ORGOGLIO NAZIONALE E UNITA'-  "Nell'appartenenza convinta al destino dell'Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell'Unione europea. Senza l'Italia non c'è l'Europa. Ma, fuori dall'Europa c'è meno Italia. Non c'è sovranità nella solitudine. C'è solo l'inganno di ciò che siamo, nell'oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere", afferma il presidente del consiglio. "Mi sono sempre stupito e un po' addolorato in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi, più giusti e più generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano", afferma Draghi. Draghi, unità non è opzione ma dovere per amore Italia. E ancora: "Questo è il terzo governo della legislatura. Non c'è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. E' un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l'ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull'entusiasmo dei giovani che vogliono un paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l'unità non è un'opzione, l'unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l'amore per l'Italia". 

LA SCUOLA -  "La diffusione del Covid - spiega - ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze". "Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà".  "Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall'esperienza vissuta dall'inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza". "E' necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l'offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo", aggiunge. "E' stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell'area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l'attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate", aggiunge.

 I VACCINI - "Il piano di vaccinazione. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private". "La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuire" il vaccino "rapidamente ed efficientemente". Bisogna fare "tesoro dell'esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparare da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus". "Nostro dovere - è un altro dei passaggi del discorso programmatico - è combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare le vite dei cittadini: una trincea dove combattuiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti. E' nel commosso ricordo di chi non c'è più che cresce il nostro impegno". "Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così.

L'AMBIENTE - Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall'inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all'innalzamento del livelllo dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili".  Proteggere il futuro dell'ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori , biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l'ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane", dichiara ancora Draghi.

IL LAVORO - "Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce - sottolinea Draghi -  questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi". "Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l'assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l'impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito". "La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l'innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l'accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create. Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta".

LE DONNE - Uno dei passaggi dell'intervento più applauditi, soprattutto dalle senatrici, riguarda le donne: "L'Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievoUna vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro". 

IL TURISMO - "Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un'attività che prima della pandemia rappresentava il 14% del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d'arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato".

INFRASTRUTTURE - "In tema di infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza". "Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti".

RECOVERY FUND - "La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata. Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, non solo dispiegando tutte le tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che "ogni azione ha una conseguenza". "Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica".  "Vi sono poi strumenti specifici" per il Mezzogiorno "quali il credito d'imposta e altri interventi da concordare in sede europea". "Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all'esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza". "La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell'Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull'impianto complessivo, sia sulle politiche di settore". "Il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR). Dobbiamo approfondire e completare quel lavoro che, includendo le necessarie interlocuzioni con la Commissione Europea, avrebbe una scadenza molto ravvicinata, la fine di aprile". "Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale". "Le missioni del programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente. Dovremo rafforzare il programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano".

 FISCO - "Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all'altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli". "Va studiata una revisione profonda dell'Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell'azione di contrasto all'evasione fiscale". "Le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un'imposta". "Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l'architrave della politica di bilancio".

LA GIUSTIZIA - "Nelle Country Specific Recommendations indirizzate al nostro Paese negli anni 2019 e 2020, la Commissione ci esorta ad aumentare l'efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l'applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell'arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione".

LA RIFORMA DELLA P.A. - "L'altra riforma che non si può procrastinare è quella della pubblica amministrazione. La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati".

I MIGRANTI -  "Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell'equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati".

LE CITAZIONI - Mario Draghi nel suo intervento, dopo aver ribadito lo spirito repubblicano del suo nuovo governo, cita Cavour e il Papa. "Il Governo farà le riforme ma affronterà anche l'emergenza. Non esiste un prima e un dopo - dichiara - siamo consci dell'insegnamento di Cavour: 'Le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l'autorità, la rafforzano'". Per quanto riguarda Francesco, il premier osserva: "Come ha detto papa Francesco 'Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l'opera del Signore'", afferma. 

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