Covid, virologi ed esperti fra tristi scenari e giusti richiami. Ma attenzione alla paura, altro virus pericoloso. Gismondo: "I tecnici diano dati, non ricette politiche"

"Un lockdown a Natale è nell'ordine delle cose", ha detto il virologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti. "Un lockdown a Milano? Bisogna ragionare", ha affermato da par suo il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dello stesso ospedale milanese però afferma: "E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza" - (LEGGI TUTTO)


Medici e virologi convinti: "Sì, è ora di tornare a giocare" - Corriere  dello Sport

GISMONDO: "Tecnici diano dati, non ricette politiche"

Parla Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "Nella lotta contro Covid-19 è il momento della responsabilità di tutti. Noi esperti sui quali si polarizza l'attenzione mediatica abbiamo un compito molto importante: dare poche indicazioni, la verità dei dati, senza cedere a interpretazioni personali con eccesso di pessimismo o ottimismo. E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza".

BASSETTI: "Parlare di lockdown a Natale mette solo paura"

"Pensare ad un lockdown a Natale mi pare francamente prematuro. Sparare dicendo che ci sarà una chiusura mette solo tanta paura nella popolazione e tanto allarme per uno dei momenti più belli in un anno che è stato molto difficile. Noi, clinici e medici, dobbiamo stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica, che deve decidere in base ai dati e all'andamento della curva epidemiologica". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, e componente della task force Covid-19 della Regione Liguria.

PREGLIASCO: "Non ci sono condizioni per lockdown Milano"

"In questo momento non ci sono le condizioni per un lockdown di Milano. Quando ho fatto questa ipotesi ho voluto immaginare degli scenari che possono essere anche pesanti". Lo chiarisce il virologo dell'Università degli studi Milano, Fabrizio Pregliasco.

"La città - spiega a Sky Tg24 - ha una densità di popolazione elevatissima, contesti abitativi molto di vicinanza, tantissime attività lavorative e una metropolitana che purtroppo è sotto il livello necessario e dovrebbe essere incrementata. C'è una situazione a rischio, ma ad oggi sotto controllo. Rimango ottimista - sottolinea - ma prepariamoci comunque a scenari che potrebbero essere negativi".

"Prima di parlare di lockdown iniziamo a vedere gli effetti che avrà il nuovo Dpcm nelle prossime settimane - prosegue Bassetti - Si stanno muovendo anche le Regione e le città con misure più strette, ad esempio a Genova da oggi verranno inasprite le norme. Se i numeri in alcune regioni o città dovessero aumentare, è evidente che si dovranno trovare delle strategie di contenimento, ma prima di arrivare alla chiusura vanno presi altri provvedimenti. In altri Paesi Ue non stanno procedendo con lockdown generalizzati, ma con chiusure molto circoscritte e limitate".

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La maledizione di Tutankhamon, dalla fantasia alla realtà

Il successo della leggenda è attribuito all'immaginazione di Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes e scrittore di grande influenza ai suoi tempi


Il filosofo scientifico Jorge Wagensberg aveva scritto in uno dei suoi aforismi che le lacune nella conoscenza sono solitamente piene di solide convinzioni. Una di quelle "credenze solide" è quella della maledizione di Tutankhamon, per la quale, chiunque si avvicini alla tomba di un faraone egizio sarà condannato a morire in breve tempo.

Tutto iniziò quando, nel novembre 1922, l'egittologo Howard Carter scoprì la tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re. Da quel momento in poi, le persone legate alla scoperta hanno cominciato a morire. Il caso più famoso è quello di Lord Carnarvon, il mecenate che finanziò lo scavo, morto dopo essere stato punto da una zanzara sulla guancia. Sembra che durante una rasatura, la puntura della zanzara si sia infettata, portando alla morte il mecenate. La morte di Carnarvon fu solo la prima di una strana sequenza. Suo fratello, Aubrey Herbert, suo assistente durante l'apertura della tomba morì in strane circostanze. Non si salvò neanche l'uomo che diede l'ultimo colpo al muro che blindava la camera dove era stato ritrovato il sarcofago. Allo stesso modo anche l'uomo che fece la prima radiografia alla mummia di Tutankhamon, non si salvò dalla maledizione . Si dice che al momento di fare l'autopsia, alla mummia sia stata trovata una ferita sulla stessa guancia dove Lord Carnarvon fù morso dalla zanzara.
In breve, la credenza nella maledizione di Tutankhamon divenne sempre più solida e i tabloid dell'epoca diffusero la leggenda per tutti gli anni '20, continuando fino ad oggi. Il successo di tale convinzione è attribuito all'immaginazione di Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes e scrittore di grande influenza in quei tempi.

Era il 2012 quando la maledizione colpì di nuovo duramente. Un virus trasmesso agli esseri umani attraverso i dromedari si stava muovendo lentamente ma inesorabilmente attraverso il Medio Oriente. Era una malattia simile alla SARS (sindrome respiratoria acuta grave segnalata per la prima volta in Asia nel 2003) e che stava causando il caos, diffondendosi in Arabia Saudita e lasciando dietro di sé una scia di morti. Si trattava di MERS, causata da un coronavirus tipico dei pipistrelli che popolano le tombe egizie. Ancora una volta, la maledetta leggenda delle mummie faraoniche stava guadagnando forza.

La MERS (Middle East Respiratory Syndrome), è una malattia respiratoria virale provocata da un coronavirus, per così dire, è cugina di quella che oggi sta causando la pandemia da covid-19. Tuttavia, la differenza tra covid-19 e MERS risiede nella capacità di adattarsi alla trasmissione umana. Mentre la MERS implica un contatto intimo, il COVID viene trasmesso molto più facilmente.

La cosa importante di tutto questo è che una credenza come la maledizione di Tutankhamon, nata negli anni '20, non ha trovato posto nel nostro secolo. Scartando le teorie magiche, la ricerca scientifica ha portato alla scoperta della MERS e con essa, alla scoperta del pipistrello come serbatoio naturale per la maggior parte dei coronavirus esistenti.

Sulla base di questo fatto fondamentale, si stanno compiendo progressi nell'attivazione dei diversi vaccini per alleviare l'epidemia che oggi sta devastando le nostre vite. Il segreto di questa epidemia sta nel nostro rapporto con l'ambiente, con l'habitat naturale degli animali, con un luogo sacro che abbiamo profanato senza riguardo.. Questa è la vera maledizione!.

Covid, la corsa americana per il vaccino. Fauci: "Potrebbe arrivare prima del previsto. Pressioni politiche? Non mi preoccupano"

 Il vaccino contro il coronavirus potrebbe essere pronto prima del previsto. Lo ha detto Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e membro della task force della Casa Bianca contro la pandemia, in un'intervista al sito Kaiser Health News


Il vaccino contro Covid-19 potrebbe essere disponibile prima del previsto se gli studi clinici in corso producessero risultati "straordinariamente positivi". Lo ha affermato il virologo americano Anthony Fauci, direttore del Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Diseases), in un'intervista a Kaiser Healtg News.

Due delle sperimentazioni cliniche in corso, su 30.000 volontari, dovrebbero concludersi entro la fine dell'anno, ma Fauci ha spiegato che un consiglio indipendente ha l'autorità di interrompere i trial in Usa con settimane di anticipo se i risultati provvisori saranno nettamente positivi o negativi. Il Data and Safety Monitoring Board potrebbe dire che "i dati sono così buoni in questo momento da affermare che" i vaccini "sono sicuri ed efficaci", ha detto Fauci. In tal caso, i ricercatori avrebbero "l'obbligo morale" di interrompere la sperimentazione in anticipo e rendere disponibile il vaccino a tutti i partecipanti allo studio, compresi quelli a cui era stato somministrato il placebo, e accelerare il processo per somministrare il vaccino a milioni di persone.

Fauci ha affermato anche di fidarsi dei membri indipendenti del Dsmb - che non sono dipendenti del governo - per mantenere le sperimentazioni dei vaccini su standard elevati. "Se stai prendendo una decisione sul vaccino, faresti meglio ad essere certo di avere ottime prove che sia sicuro ed efficace", ha detto Fauci, assicurando di non essere "preoccupato per la pressione politica".

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Covid-19; cosa dice la scienza della pandemia?

Riceviamo domande da amici, conoscenti, studenti e altri membri del pubblico in generale che sono indicative di una pandemia di confusione sulla scienza: domande come "perché dovremmo indossare maschere?" ; domande relative alla lettura e interpretazione dei dati COVID e, naturalmente, domande relative all'efficacia dei vaccini...


Queste domande (e molte altre) provocano domande più profonde:

  • Che cosa rappresenta la scienza?
  • Cosa cerca di ottenere e quali sono i suoi limiti?  

Gli infiniti video di Youtube mal progettati che vengono regolarmente postati, pretendono di "provare" o "smentire" qualcosa in modo "scientifico" (ad esempio livelli di ossigeno inferiori quando si indossa la maschera e altri punti senza senso), provocano subito una domanda: "chi ha insegnato fisica a questa persona?" o "hanno mai frequentato un corso di scienze?". Tali domande sono semplicemente sintomatiche di un diffuso analfabetismo scientifico tra il grande pubblico, nonostante il fatto che viviamo in un mondo dominato dalla scienza. E purtroppo, molte persone prendono sul serio queste affermazioni e cercano di ascoltarle (ad esempio inalando Lysol si rallenta il virus o usare l'aria calda dell'asciugacapelli per uccidere il virus) con conseguenze pericolose per la vita.

Nonostante questa disperata scarsità di informazioni e comprensione di questioni scientifiche critiche nel pubblico in generale, gli scienziati (compresi alcuni medici), vengono censurati da tutti i media. Questa triste usanza sta uccidendo la scienza che vive di sani dibattiti e discussioni per comprendere i fenomeni, valutare le prove e trovare soluzioni. Simile a un dibattito pubblico, hai il "diritto" di commettere "errori" nelle discussioni scientifiche. È così che gli scienziati risolvono i problemi non avendo paura di provare approcci diversi, alcuni dei quali potrebbero finire male. Ma tutti impariamo qualcosa dai loro passi falsi ci evolviamo e alla fine troviamo una soluzione.

Sfortunatamente, poiché ascoltiamo sempre meno veri scienziati, ma invece diamo più peso a non scienziati, stiamo assistendo a un'era tragica nella storia umana in cui abbiamo onnipresenti informazioni incontrollate ed errate che si propagano, circolano al velocità della luce in tutto il mondo e nessuno crede o si fida più di nessuno (scienziati compresi). Ciò ha portato a una grande confusione tra i nostri leader e il pubblico durante l'ultima pandemia da covid-19, esacerbazione della sofferenza umana e prolungamento della crisi attuale.

Come conseguenza di questa incomprensione della scienza e del suo ruolo fondamentale nella nostra società, i leader politici hanno drasticamente ridotto i finanziamenti scientifici. Questi tagli arrivano in un momento critico in cui dobbiamo mobilitare e sostenere gli scienziati per risolvere le numerose crisi in sospeso e in corso nel mondo, come i cambiamenti climatici, le pandemie, l'avvelenamento della nostra ecosfera e la diminuzione delle nostre risorse naturali (ad esempio l'acqua dolce), che minacciano non solo il nostro modo di vivere ma gran parte della vita su questo pianeta.

Per comprendere meglio la scienza, dobbiamo prima riconoscere che esistiamo in un universo dominato dal principio di indeterminazione di Heisenberg della meccanica quantistica: "l'errore è letteralmente e inestricabilmente incorporato nel nostro universo". La meccanica quantistica si basa su questa incertezza: statistica o probabilità a livello atomico e subatomico. Sebbene molti si aspettino che le teorie scientifiche siano "esatte", in realtà non esiste nulla di simile, così come non esiste un punto a dimensione zero nel nostro universo quadridimensionale. È un costrutto matematico astratto dalla geometria. Tutto ciò che possiamo fare è cercare di ridurre l'incertezza, ma l'errore non scomparirà completamente.

Le teorie valgono solo quanto l'accuratezza e la precisione delle misurazioni condotte per verificarle. Le ipotesi scientifiche sono spesso oggetto di accesi dibattiti e richiedono molti anni, decenni e persino secoli per "stabilirsi dopo essere dimostrate" completamente. Solo attraverso molti esperimenti, riprodotti in molti laboratori diversi è possibile testare e accettare ipotesi e teorie, migliorando la nostra comprensione di questo fantastico mondo in cui viviamo.

La scienza (filosofia naturale) al suo centro è empirica. Più dati in genere si traducono in statistiche migliori (con meno incertezza), in modo che le tendenze possano essere osservate (ad esempio, un vaccino specifico funziona effettivamente). Nel mondo medico, questo significa che più pazienti si ammalano, più i medici imparano cosa funziona e cosa no. È facile sviluppare teorie per tutto. La parte difficile è metterle alla prova nel mondo reale. In questo spirito, gli scienziati hanno sbagliato e continueranno a sbagliare sulle loro ipotesi in un universo di troppe variabili, che solitamente hanno poca capacità di controllare.

Nel caso della medicina, ci sono molti fattori che devono essere considerati, quando i medici sviluppano strategie per il trattamento dei pazienti: peso, età, razza, sesso, gruppo sanguigno, uso di altri farmaci (che possono interagire con i farmaci proposti ed esacerbare determinate condizioni), stato di salute generale, fattori soggettivi. Quindi, ciò che può aiutare un paziente può ferirne un altro o non fare nulla per un terzo. Questo è il motivo per cui è assolutamente fondamentale che i medici condividano le loro varie esperienze nel trattamento dei pazienti, per confrontare i dati e modificare gli approcci (sulla base di informazioni condivise).

A differenza dei campi scientifici "più puri" come la fisica e la chimica, dove gli esperimenti possono essere progettati e migliorati con alta precisione, accuratezza e accortezza, i medici hanno un compito più impegnativo cercando di aiutare i pazienti sofferenti in tempo reale e "sul campo" dove il tempo è critico, i pazienti possono morire improvvisamente e ogni paziente può avere reazioni diverse a farmaci e terapie. Devono risolvere i problemi utilizzando il metodo scientifico "al volo".

Sebbene gli scienziati facciano del loro meglio per ridurre al minimo le variabili e interpolare i loro dati con la minima incertezza, per quanto umanamente possibile, c'è sempre errore nei loro dati e spesso vengono commessi errori sia nella raccolta che nell'interpretazione dei dati. Questo è il modo in cui la scienza cresce man mano che vengono condotti più esperimenti e sviluppati miglioramenti nella tecnologia (ad esempio la risonanza magnetica, i raggi X, i raggi gamma, le fibre ottiche, le scansioni PET, ecc.). Come parte di questo processo di crescita, gli scienziati cercano di pubblicare regolarmente i loro risultati e di discutere attivamente questi risultati.

La divulgazione e la discussione dei risultati scientifici è assolutamente fondamentale affinché la scienza possa prosperare. In quanto creature di questo universo, tutto può essere soggetto a interpretazioni diverse "anche la scienza ha i suoi limiti" poiché continuiamo a scalfire a malapena la superficie della realtà. Solo l'indagine scientifica può risolvere metodicamente (anche se spesso lentamente), quale delle interpretazioni è la più vicina alla realtà. Ciò significa che non dovremmo ascoltare scienziati con i quali non siamo d'accordo a favore di non scienziati che hanno una dotazione finanziaria e che quindi riscuotono più interesse. Assolutamente no! Questo è il motivo per cui censurare gli scienziati è assolutamente sbagliato. Lascia che parlino e discutano le loro opinioni. Più sono e meglio è. La scienza è la nostra migliore speranza per ridurre la nostra incertezza (non abolirla completamente), senza la quale saremmo ancora nel Medioevo. Il problema chiave oggi è che la scienza non viene sempre utilizzata per il bene pubblico, ma piuttosto per arricchire un piccolo gruppo di "élite" umane a spese di tutti gli altri.

La maggior parte delle più grandi scoperte scientifiche sono state scoperte per caso - non attraverso un'indagine preparata - ma attraverso menti preparate pronte a pensare "fuori dagli schemi" e ad accettare la natura fortuita della realtà. "Valori anomali" come Ludwig Boltzmann fondarono interi campi della scienza (nel suo caso la meccanica statistica), ma inizialmente non furono creduti dagli scienziati "tradizionali". Il lavoro di Gregor Mendel sulle piante di piselli che stabiliscono il campo della genetica, non fu ampiamente conosciuto fino a decenni dopo la sua morte, quando fu riscoperto. Copernico si assicurò che il suo lavoro di dimostrazione che la Terra gira intorno al Sole fosse pubblicato dopo la sua morte per paura di rappresaglie. Galileo fu imprigionato e denunciato come eretico per aver promosso in modo simile la teoria di Copernico.

Il Dr. Fauci ha in diverse occasioni ha cambiato le sue opinioni su varie questioni mediche (ad esempio nella controversia sulla maschera), ciò accade in genere quando raccogliamo più dati e utilizziamo più scienza per comprendere e sviluppare strategie, basate sugli studi scientifici per migliorare questa crisi. In questo caso, tuttavia, migliaia di persone muoiono tragicamente ogni giorno a causa di questo orribile virus, a causa della mancanza di inerzia e di finanziamenti adeguati per la ricerca su una soluzione che vada solo per il benessere globale . Vaccino o no, le soluzioni per sconfiggere il coronavirus e le future pandemie deriveranno probabilmente da trattamenti non convenzionali e idee fuori dagli schemi che dovrebbero essere attivamente e dibattute, non censurate. Facciamo un disservizio all'intera umanità censurando gli scienziati e uccidendo i fondi scientifici per aiutarli a trovare le risposte.

L'umanità è in profonda crisi. Non abbiamo mai avuto una tale capacità di distruggere così tanta vita su questo pianeta a causa dei nostri enormi progressi nella scienza. Come disse una volta Nikola Tesla:

                                                 "La scienza è inutile se non è al servizio di tutta l'umanità"

Che si tratti di intelligenza artificiale, raccolta di informazioni (Grande Fratello), tecnologia a microonde 5G, cambiamento climatico, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, avvelenamento della nostra ecosfera, OGM e sovrappopolazione, ecc., dobbiamo tutti rivalutare dove stiamo andando, come specie e come usare la scienza a beneficio dell'intero pianeta - non solo di "élite" esorbitanti che stanno invece usando la scienza come mezzo di controllo, ulteriore accumulo di ricchezza e feudalesimo moderno.

Più che mai, abbiamo bisogno che scienziati e pubblico si impegnino insieme in questa discussione.

 

FONTE: Michael Pravica (la scienza oggi)

Coronavirus, cinque domande ancora senza risposta. I misteri del SarsCov2 tormentano la scienza

Dopo circa sei mesi in cui il Covid-19 ha contagiato nel mondo oltre 11,6 milioni di persone uccidendone poco meno di 540mila (in Italia infettati e vittime sono rispettivamente 241.819 e 34.869) gli interrogativi sul virus pandemico sono ancora diversi. La prestigiosa rivista scientifica Nature ha pubblicato un elenco di cinque quesiti ancora irrisolti 


Nature Research (Publishing) | LinkedIn

Da quando a fine dicembre è emersa quella che era una misteriosa polmonite a Wuhan, che poi si è scoperto essere causata dal coronavirus SarsCov2, 10 milioni di persone si sono ammalate in sei mesi. La pandemia da Covid-19 si è trasformata nella peggiore crisi di salute pubblica degli ultimi 100 anni, con oltre 500.000 persone morte finora. Ma nonostante ciò che si è scoperto, rimangono ancora 5 questioni aperte, quali l'immunità, i requisiti per il vaccino, le origini del virus e le sue mutazioni. A fare il bilancio è la rivista Nature sul suo sito (leggi l'articolo. Lingua: inglese).

La prima domanda è perché le persone rispondono in modo così diverso al virus. Alcuni rimangono asintomatici mentre altri sviluppano una polmonite grave, a volte letale. Il consorzio internazionale della COVID-19 Host Genetics Initiative, che ha studiato il genoma di circa 4000 malati di Italia e Spagna, è riuscito a far emergere alcune mutazioni collegate alle forme gravi di Covid-19, tra cui una nella regione del genoma che determina il gruppo sanguigno. Tuttavia si tratta di mutazioni che hanno un ruolo modesto nell'evoluzione della malattia. Alcuni ricercatori della Rockefeller University di New York stanno cercando mutazioni con un impatto maggiore, studiando il genoma di persone sane sotto i 50 anni che hanno avuto forme gravi di Covid-19.

Secondo interrogativo da risolvere è quanto dura l'immunità da Covid. Il livello di anticorpi neutralizzanti il virus rimane alto per due settimane dopo l'infezione, per poi calare. In chi ha avuto forme più gravi, il livello degli anticorpi a livelli più alti dura più a lungo. Ma non si sa qual è livello di anticorpi neutralizzanti necessario a evitare una nuova infezione da SarsCov2 o a ridurre i sintomi con un nuovo contagio.

Terza questione sono le mutazioni sviluppate dal virus. Tutti i virus mutano e il SarsCov2 non fa eccezione. I ricercatori stanno dibattendo se una mutazione nella proteina S del virus, emersa a febbraio in Europa e ora dominante nel mondo, oltre a rendere il virus più infettivo in laboratorio, abbia effetto sull'essere umano.

Quarta domanda riguarda il vaccino. Ora sono in sviluppo circa 200 vaccini nel mondo e 20 sperimentazioni cliniche. I primi test su larga scala dovrebbero iniziare nei prossimi mesi. Gli studi sui macachi dell'università di Oxford hanno mostrato che il vaccino previene l'infezione ai polmoni e la polmonite, ma non la blocca nel resto del corpo, come nel naso. I pochi dati sull'uomo suggeriscono che i vaccini contro il Covid-19 possano indurre il corpo a creare anticorpi neutralizzanti, capaci di impedire al virus di infettare le cellule. Ma non è chiaro se questo livello sia sufficiente a fermare nuove infezioni e quanto durino gli anticorpi.

Quinto e ultimo interrogativo riguarda l'origine del virus, un vero rompicapo. Si concorda sul pipistrello ferro di cavallo come punto di partenza, dato che ospita due coronavirus molto simili (per il 96%) al SARSCoV2. Ma un 4% di differenza tra i due genomi sono decadi di evoluzione. Si è pensato ad un ospite intermedio, come il pangolino, che però condivide fino al 92% del genoma con il nuovo coronavirus. Gli sforzi fatti finora in Cina e nel Sud-est asiatico per isolare il virus negli animali selvatici o d'allevamento sono stati finora infruttuosi.

 

(Fonte: Ansa)

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Coronavirus, dieci luminari parlano di crisi superata e contagio difficile. Ma Galli l'intransigente attacca: "Virus più buono? Grossolana sciocchezza. Illustri colleghi improvvisano competenze"

Un documento sul Covid-19 firmato da dieci scienziati, tra loro: Alberto Zangrillo, primario dell'Unità operativa e rianimazione del San Raffaele di Milano, Luciano Gattinoni, Direttore del Dipartimento di Terapia intensiva del Policlinico di Milano, e Matteo Bassetti, Direttore della clinica Malattie infette del Policlinico San Martino di Genova. Nel manifesto si parla del crollo dei nuovi casi positivi in Italia è inequivocabile e che la crisi dovrebbe essere superata. Il documento afferma che: "Evidenze cliniche segnalano una riduzione della sintomatologia e della possibilità di aggravamento. Molti casi hanno una carica virale molto bassa e il contagio sarebbe sempre più difficile". Ma non tutti sono d'accordo: come Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, e Massimo Galli dell'ospedale Sacco di Milano che continuano a invitare alla prudenza, sostenendo che: "Il virus è ancora tra noi". In particolare Galli è stato protagonista di una dura polemica televisiva, ospite di Bianca Berlinguer - (LEGGI TUTTO)


Massimo Galli a #Cartabianca risponde a Zangrillo: "Coronavirus ...

Intervenuto nella trasmissione Cartabianca di Bianca Berlinguer, su Rai 3, il professor Massimo Galli ha fatto chiarezza sul contagio da coronavirus. Lo ha fatto criticando aspramente i colleghi, a suo dire meno qualificati, che nei salotti televisivi e sulle pagine dei quotidiani hanno parlato di un “virus diventato buono”.  Il direttore del reparto di Malattie Infettive ha sottolineato che si tratta del “solito virus, magari con qualche mutazione, che non lo rende più tranquillo”.

“Quarant’anni di studi, qui si continua a parlare. Gli esperti dicono una cosa e l’opposto. I miei illustri colleghi stanno improvvisando competenze su virus e epidemia, venendo magari da fantastici curricula da altri campi. Io non mi metto a fare l’oncologo o il nefrologo, non mi metto a fare altri mestieri in termini di valutazioni di elementi e di esperienza, santo cielo”, ha sbottato Massimo Galli.

“Questi illustri colleghi, che magari hanno posizioni sul virus diventato buono, mi devono giustificare i nuovi focolai di Covid in giro per l’Italia. Mi devono giustificare i pazienti che in questo momento a Tor Vergata hanno purtroppo una ventilazione meccanica, venendo dal focolaio del San Raffaele”. Così il direttore del reparto di Malatti infettive dell’ospedale Sacco di Milano ha sfidato i colleghi.

“Dobbiamo distinguere tra la coda di un’epidemia, con casi di minore gravità perché quelli che dovevano andar male sono già andati male, e la continua volontà di andare a dire in giro che il virus è diventato buono. È una grossolana sciocchezza, vale la pena di dirlo una volta per tutte“, ha sottolineato ancora Massimo Galli a Cartabianca.

Sfatiamo il mito che gli asintomatici ci siano solo ora. C’erano anche all’inizio. Su 100 casi, quelli gravi sono 10, forse anche meno. Non stravolgiamo i criteri dell’epidemiologia per favore”, ha aggiunto. In un documento firmato da 10 esperti si legge proprio che i sintomi sembrerebbero più lievi nella maggior parte dei nuovi positivi.

“Trovo demenziale e irresponsabile dire che il virus si sia rabbonito. È smentito dai nuovi focolai, da quello che succede in Germania” nei mattatoi, dove il virus si diffonde maggiormente per diversi fattori, “in Cina, in Brasile. Nella compagine di coloro che sostengono certe posizioni temo ci siano molti neofiti. Bisogna parlare sulla base di dati, non sulla base di opinioni. Sono veramente stanco di dover contrastare posizioni di colleghi basate su impressioni e non su numeri”, ha concluso Massimo Galli.

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Giulio Tarro, il virologo controcorrente: "Il coronavirus sparirà. Non so perché tutti vogliono rivederlo in autunno..."

L'esperto napoletano, mediaticamente noto come l'anti-Burioni, sostiene in un'intervista che, essendo il Covid-19 in gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars, avrà il suo stesso decorso e, pertanto scomparirà. Quindi il consiglio, in polemica con i colleghi meno ottimisti: "Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all'aria aperta in buona compagnia"


Il virologo Giulio Tarro: "Vi spiego perché l'immunità di gregge ...

"Tutti vogliono rivedere il coronavirus in autunnoNon capisco perché…”. Scherza così il virologo Giulio Tarro durante la trasmissione Radio Punto Nuovo, mentre parla dell’emergenza sanitaria e della possibilità che possa arrivare una seconda ondata dell’epidemia. “Questa in corso è la terza epidemia da Sars nel ventennio. Oltre alla prima Sindrome respiratoria acuta, che ha dato il nome a questa tipologia di coronavirus, abbiamo infatti assistito alla Mers e adesso alla Covid.

Il vaccino non c’è, non l’abbiamo a portata di mano”, nonostante l’accelerazione della ricerca, con test clinici sugli esseri umani in molti Paesi. “In piena epidemia vanno utilizzati altri farmaci. Quando il vaccino sarà pronto, lo terremo in considerazione. Certamente molti laboratori stanno provando a produrlo, se si riuscirà, allora si potrà utilizzare”.

“Mi auguro che per quel momento non staremo neppure pensando più a Covid-19”, ha dichiarato ancora il medico. Giulio Tarro in un’intervista della Fondazione Pietro Nenni ha più esplicitamente detto che il “Sars-Cov-2 o si adatta o è destinato a morire“.

“Uno studio fatto a Singapore” e pubblicato prima dell’approvazione della comunità scientifica su Biorxiv “dimostra che coloro che hanno avuto la prima Sars e sono guariti, hanno sviluppato un’immunità cellulare tale da renderli immuni anche al Sars-Cov-2. E questo perché i beta-coronavirus, categoria alla quale il Sars-Cov-2 appartiene, sono in grado di sviluppare un’immunità di tipo cellulare, addirittura più importante di quella derivante dalla produzione di Igg”, ha spiegato il medico.

“Si tratta di un risultato fondamentale, perché sta a dimostrare che il Sars-Cov-2 è per gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars e, quindi, avrà il suo stesso decorso”, cioè quello di sparire dopo poco tempo. Il virus della Sars si diffuse in Cina a novembre 2002, causando un’epidemia che venne dichiarata conclusa a luglio 2003, nonostante alcuni cluster rilevati anche nell’anno successivo. Nessun pericolo per una seconda ondata di Sars-Cov-2, insomma.

Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all’aria aperta in buona compagnia”, ha sottolineato Giulio Tarro. Riguardo la riapertura degli stadi, l’esperto si è detto assolutamente favorevole. “In Germania si gioca da un mese e prossimamente si darà anche la possibilità di accedere agli stadi. Bisogna allinearsi agli altri Paesi”.

Riguardo la polemica nata in seguito alle parole di Maria Van Kerkhove (Oms) sulla contagiosità degli asintomatici, il virologo è stato chiaro davanti ai microfoni della Fondazione Pietro Nenni. “Come al solito si spara a zero senza cercare di capire quello che una persona vuole effettivamente dire, specialmente se alcune dichiarazioni non collimano con un’opinione corrente”.

“Da un punto di vista scientifico, ha ragione. Un asintomatico infettivo non esiste. Non avendo sintomi, in quanto non ha una grande quantità di virus al suo interno, non può infettare proprio per questa ragione”. Giulio Tarro ha spiegato che la rappresentante Oms ha detto che sarebbe più corretto parlare di sintomatico lieve. “Lei ha tenuto a fare questa distinzione, che io trovo corretta sul piano scientifico”

Sulla possibilità che un sintomatico lieve possa contagiare, “bisogna sempre contestualizzare le varie situazioni. Se ci troviamo in una condizione di massima carica virale da parte del virus, in un certo periodo dell’anno, a determinate temperature, in alcuni luoghi chiusi sovraffollati. In questi casi, allora, le misure di distanziamento sociale e di protezione individuale hanno un senso anche nell’eventualità di incontrare un sintomatico lieve. Ma se la situazione è quella in cui ci troviamo adesso, non hanno proprio ragione di esistere“, ha concluso l’esperto.

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Mascherina sì, mascherina no. Università della California: "Se indossata correttamente riduce la diffusione aerea del virus"

Le mascherine correttamente indossate forniscono una barriera fisica essenziale, riducendo il numero di particelle virali nel respiro di individui asintomatici che sono stati infettati dal nuovo coronavirus. E' quanto sottolineano in un articolo su 'Science' Kimberly Prather e i colleghi della University of California San Diego


Ormai è noto: Sars-CoV-2, il nuovo coronavirus, può essere diffuso da persone asintomatiche. Una realtà che sottolinea l'importanza di testare regolarmente e diffusamente la popolazione, di indossare mascherine e di praticare il distanziamento fisico. Le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità sul distanziamento sociale e il lavaggio delle mani per ridurre la diffusione virale si basano su studi sulle goccioline respiratorie condotti negli anni '30. Quando sono stati portati avanti questi studi, non esisteva la tecnologia per la rilevazione delle particelle diffuse via aerosol.

Più recentemente, le misurazioni mostrano che tosse intensa e starnuti che diffondono le goccioline di saliva e trasudato più grandi possono creare migliaia di particelle aerosol che possono viaggiare ancora di più lontano. Studi recenti su Sars-Cov-2 hanno dimostrato che oltre alle goccioline, esso può essere trasmesso anche attraverso queste piccolissime entità. Un recente lavoro ha stimato che un singolo minuto di conversazione ad alta voce può generare tra i 1.000 e i 100.000 particelle aerosol contenenti virioni o particelle di virus sospese nell'aria.

Queste particelle infettive possono accumularsi nell'aria non circolante per ore, dove possono essere più facilmente inalati in profondità nei polmoni. Questo rende difficile definire una distanza di sicurezza realmente efficace, affermano gli autori.

I paesi che sono stati più efficaci nel limitare la diffusione di Covid-19 hanno implementato l'uso universale delle mascherine, fanno notare in conclusione gli esperti . È particolarmente importante, quindi - sottolineano - indossare questi dispositivi in luoghi dove si possono accumulare alte concentrazioni di virus, come strutture sanitarie, aeroplani, ristoranti e altri luoghi affollati con ventilazione ridotta.

 

(Fonte: Adnkronos)

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