updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

L'insufficienza venosa cronica (IVC), le cause e come curarla (VIDEO)

L'insufficienza venosa cronica o detta IVC, è l'incapacità del sangue di ritornare al cuore dopo aver raggiunto gli arti inferiori del nostro corpo


Abbiamo chiesto al Dott. Fernando Marastoni specialista in chirurgia generale, angiologia e chirurgia vascolare, di spiegarci quali sono le cause che portano a questo fastidioso problema, quali sono le malattie che l'insufficienza venosa cronica può provocare e come curarla.

Tenendo le gambe in posizione rialzata, il sangue accumulatisi a causa della pressione defluiscono nuovamente. Le gambe si sgonfiano e si produce una sensazione di leggerezza. Questo permette di eliminare i sintomi acuti, ma non la causa. Allora sentiamo dalla sua voce come comportarsi quando si soffre di questo fastidioso problema. (VIDEO)

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Vaccini, il caso AstraZeneca complica i piani. Perplessità su indicazioni e contraddizioni, fioccano le disdette. Regioni in agitazione, ma Draghi tira dritto sulle 500 mila dosi al giorno

L'uso del vaccino AstraZeneca in Italia è raccomandato sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La decisione è arrivata dopo il responso dell'Ema che ha parlato di un possibile nesso tra questo vaccino e rare forme di trombosi. Ma le regioni vanno all'attacco e chiedono indicazioni chiare a governo e Cts. In alcune regioni si sono riscontrate disdette del vaccino anglo-svedese da parte dei cittadini fino al 40%


Covid, Locatelli: "Siamo a ridosso del picco, la crescita decelera. Vaccino  Astrazeneca usato su milioni di persone, è sicuro ed efficace" - Il Fatto  Quotidiano

Franco Locatelli, presidente del Cts: "Via libera alla seconda dose"

E' un nuovo stop and go, che rischia però di far deragliare il piano vaccinale. La decisione dell'Europa, dunque del governo italiano, di raccomandare le dosi del vaccino AstraZeneca agli over 60, 'scudando' i più giovani con Pfizer, Moderna e J&J, rischia di alimentare lo scetticismo verso il vaccino di Oxford. Con circa due milioni di dosi AstraZeneca che ancora giacciono nei frigo e oltre un milione e duecentomila persone, tra docenti e forze dell'ordine, che attendono la seconda dose a maggio e che ora non sanno come andrà a finire.

A chiedere chiarezza per loro, durante l'incontro con le Regioni, il governatore veneto Luca Zaia, che vuole "indicazioni certe", "no a confusione o fai da te", intima. Il ministro della Salute Roberto Speranza rassicura, una circolare con delle indicazioni chiare verrà scritta a breve. Le Regioni, è il messaggio del governo, non procederanno in ordine sparso. Il cambio di rotta segna, comunque, un'innegabile inversione a U, visto che a inizio campagna AstraZeneca veniva riservato proprio ai meno anziani. Anche la Gran Bretagna è stata costretta a tornare sui suoi passi, seppur parzialmente. Dopo aver difeso a spada tratta il vaccino di Oxford ora eviterà di darlo agli under 30. Dagli States, invece, il virologo della Casa Bianca Anthony Fauci mette in chiaro che gli Usa non hanno bisogno del vaccino anglo-svedese perché dispongono di tre sieri eccellenti che basteranno per tutti.

A Palazzo Chigi non si scompongono. Il premier Mario Draghi, assicurano i beninformati, è deciso a centrare l'obiettivo delle 500mila dosi al giorno entro fine aprile. Il piano vaccinale andrà rimodulato, ma lo sarà in modo da non subire rallentamenti, è il messaggio di fiducia che rimbalza. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo mette in chiaro: la raccomandazione su AstraZeneca non avrà impatto sul piano vaccinale. Da domani le dosi del vaccino anglo-svedese andranno alla fascia tra i 60 e i 79 anni. Insomma, nella war room del piano vaccinale si tira dritto. La nuova raccomandazione per AstraZeneca "non dovrebbe incidere più di tanto: di fatto è un incentivo a vaccinare di più gli over 60", fanno notare all'Adnkronos fonti di governo. Ma le Regioni chiedono a gran voce "più dosi e certezze sulle forniture", e il piano vaccinale torna ad infiammare il dialogo tra i governatori e Palazzo Chigi.

Si tratta di un tema, per giunta, legato a doppio nodo con un altro dossier sensibile, quello delle riaperture, oggi al centro di un nuovo confronto con le Regioni a cui parteciperà anche il presidente del Consiglio. All'ordine del giorno, in realtà, c'è il Recovery plan, ma i governatori hanno già fatto sapere che chiederanno chiarimenti e certezze sulle date per tornare a tirare su le saracinesche. E la condizione sine qua non per farlo - ribadiscono da Palazzo Chigi - è innanzitutto che la campagna vaccinale sia a buon punto, soprattutto per anziani e fragili, le categorie più a rischio. Il report delle vaccinazioni, al momento, segna un totale di quasi 11,7 milioni di somministrazioni, per un totale di 3,6 milioni di cittadini che hanno ricevuto le due dosi. Di queste quasi 4 milioni sono targate AstraZeneca.

Covid, Ilaria Capua: "E' plausibile che il virus sia nato in laboratorio". E sul vaccino: "Potrà essere anche spray o in cerotto"

La virologa parla in un'intervista al Corriere della Sera: "Di soldi per la ricerca non ce n’è mai abbastanza e prima che sia troppo tardi riflettiamoci bene perché questo momento di consapevolezza non ripasserà fino alla (ahimè) prossima pandemia"


Ilaria Capua: "Vi spiego perché il virus non sparirà con i vaccini" -  IlGiornale.it

Esiste “l’ipotesi che Sars-Cov-2 possa essere figlio di un virus generato in laboratorio” ed “è ritenuta plausibile al punto tale da dover mandare una squadra di esperti a verificare cosa è successo in quel laboratorio”. E' quanto afferma la virologa Ilaria Capua, in un'analisi sul Corriere della Sera.

“Se l’Oms, oltre un anno dopo il fatto, decide di spedire un gruppo di esperti in Cina per cercare di stabilire che cosa è successo - fa notare Capua - un motivo c’è”. “E il motivo che serpeggia nel fondo – spiega – è che è accettato e risaputo che in alcuni laboratori del mondo esista la tecnologia per alterare virus naturali più o meno innocui e trasformarli in stipiti virali potenzialmente pandemici”.

“Questi esperimenti detti Gof (Gain of fuction, acquisizione di funzioni) - prosegue la scienziata - mirano a far acquisire a virus naturali o di laboratorio alcune caratteristiche come la virulenza o la trasmissibilità per poi studiarne i meccanismi in sistemi di ricerca artificiali” tanto che di questi stessi esperimenti “si parlò molto nel 2012 quando alcuni gruppi di scienziati finanziati da enti pubblici trasformarono virus influenzali aviari H5N1 in una variante più contagiosa”. 

Secondo Capua si tratta di scegliere oggi cosa fare per la salute mondiale: “in futuro vogliamo investire sul potenziamento dei virus o dei vaccini?”.

Affrontare il rapporto rischio-beneficio di moltiplicare i laboratori che possono generare virus con potenziale patogeno rafforzato - si domanda - oppure spingersi nell’immaginare un mondo che grazie al Covid-19 avrà presto vaccini in formato cerotto, spray, chip che possono arrivare a destinazione anche senza un involucro gigantesco e refrigerante, che a oggi si è mostrato uno dei principali colli di bottiglia della logistica?".

"Si tratta solo di pensarci bene e scegliere - sottolinea Capua - perché questo dibattito plasmerà il futuro delle nostre società e proprio per questo motivo al tavolo ci devono stare tutti”. 

“Di soldi per la ricerca - conclude - non ce n’è mai abbastanza e prima che sia troppo tardi riflettiamoci bene perché questo momento di consapevolezza non ripasserà fino alla (ahimè) prossima pandemia”.

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Sileri: "Riaperture possibili dopo il 30 aprile. Vaccini? Fattibile mezzo milione al giorno"

Da oggi tutta Italia in zona rossa e arancione per contrastare la diffusione del coronavirus. Ma dopo il 30 aprile saranno "possibili delle riaperture". Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri parlando ospite di '24Mattino' su Radio24. "Credo che i dati miglioreranno grazie al sistema rigido di chiusure, la possibilità di riaperture sarà dopo il 30 aprile anche per consolidare i risultati", ha detto. In merito alle vaccinazioni, Sileri ha ricordato che "per fine mese l'obiettivo del mezzo milione di dosi al giorno è fattibile".

Rossa e arancione, l'Italia riparte dalle scuole: da mercoledì tutti in classe fino alle medie. Lo scenario di questo mese

Cosa cambia per i colori delle Regioni. Fino al 30 aprile abolito il giallo. Le valutazioni sull'incidenza delle varianti rispetto alla popolazione


Regole Covid: scuola e restrizioni dopo il 6 aprile - PMI.it

Da martedì 6 aprile termina la zona rossa entrata in vigore in tutta Italia per le festività pasquali. Le singole Regioni saranno sottoposte, quindi, alle restrizioni previste in base al colore assegnato dalla cabina di regia, ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, secondo l’andamento dell’epidemia a livello regionale.

In particolare l’ultimo monitoraggio dello scorso venerdì ha stabilito che rimarranno in zona rossa 9 regioni (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Campania, Calabria e Puglia), mentre in ‘zona arancione’ torneranno Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Trentino Alto Adige, Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento.

Il decreto del 12 marzo scorso ha stabilito, infatti, che dal 6 al 30 aprile 2021 ‘in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni’.

È prevista anche l’estensione delle misure della ‘zona rossa' in caso di incidenza di contagi, superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con una consistenza di circolazione delle varianti. Le regole della ‘zona arancione’ prevedono la possibilità di spostarsi all’interno del proprio comune tra le 5 e le 22 mentre gli spostamenti verso altri comuni e verso altre Regioni, sono consentiti esclusivamente per ‘comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute’. 

Restrizioni previste nelle 'zone arancioni'

In zona arancione, inoltre, resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, quando per spostarsi è necessario dimostrare ‘comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e situazioni di necessità’. Per i residenti in comuni che hanno una popolazione fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 km dal confine del proprio Comune.

Per tutto il mese di aprile l’attività di ristoranti e pizzerie potrà essere svolta solo con l’asporto di cibo e bevande dalle 5 del mattino alle 22. Per i bar, e quei locali che non hanno una cucina, l’asporto è consentito solo fino alle 18. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive ma per i soli clienti che alloggiano nella struttura.

Coronavirus e scuola, bambini e adolescenti verso le aule. Gli studi:  "Covid meno frequente nei piccoli", "Sotto i 20 anni meno suscettibili" -  Il Fatto Quotidiano

Misure  per le scuole

È prevista da mercoledì 7 aprile la riapertura delle scuole anche nella ‘zona rossa’ dove solo gli alunni dell’infanzia, delle elementari e della prima media, potranno frequentare le lezioni in presenza.

Il decreto del 1 aprile ha stabilito per la zona rossa la didattica a distanza per i ragazzi dalla seconda media in poi ma garantendo la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali.

In zona arancione, invece, la didattica in presenza dovrà svolgersi per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e di tutte le classi fino alla terza media. Per gli alunni delle scuole superiori dovrà essere garantita la didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento

 

(Fonte: Agi)

2 aprile, Giornata mondiale di consapevolezza sull'Autismo. Le politiche sanitarie, educative e sociali, i servizi: tutto quello che manca e c'è ancora da fare

In Italia 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico. Di cosa stiamo parlando, oltre i numeri, e l'importanza di non smettere di parlare delle tante famiglie che hanno a che fare con il problema


Si celebra oggi 2 aprile la 'Giornata mondiale di consapevolezza sull’Autismo', WAAD – World Autism Awareness Day, che l’Assemblea Generale dell’Onu ha istituito nel 2007 per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disturbi dello spettro autistico e su quelli delle loro famiglie.

COSA SONO I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO

I disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD) sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da una compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione, e da modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività. I sintomi e la loro severità possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, conseguentemente i bisogni specifici e la necessità di sostegno sono variabili e possono mutare nel tempo,

La prevalenza del disturbo, si legge sul sito del ministero della Salute, è stimata essere attualmente di circa 1 su 54 tra i bambini di 8 anni negli Stati Uniti, 1 su 160 in Danimarca e in Svezia, 1 su 86 in Gran Bretagna. In età adulta pochi studi sono stati effettuati e segnalano una prevalenza di 1 su 100 in Inghilterra. In Italia si stima che 1 bambino su 77, nella fascia di età 7-9 anni, presenti un disturbo dello spettro autistico.

I DATI DELL'OSSERVATORIO NAZIONALE

In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi, che sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Questi dati sottolineano la necessità di politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare i servizi e migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie, sottolinea il ministero della Salute.

 

(Fonte: Adnkronos)

Vaccini anti-Covid, Ema su AstraZeneca: "Nessun nesso con i casi di trombosi". Pfizer: "Sicurezza ed efficacia del 100% su 12-15enni"

L'agenzia europea del farmaco: "L'età non è un fattore specifico di rischio". Israele pronto a vaccinare gli adolescenti


Vaccino AstraZeneca sospeso in Italia dall'Aifa: stop anche in Emilia  Romagna - Cronaca

"Un nesso causale con il vaccino" anti-Covid di AstraZeneca, per i casi di trombosi rare segnalati dopo la somministrazione, "non è dimostrato, ma è possibile e ulteriori analisi stanno continuando". Lo ribadisce l'Agenzia europea del farmaco Ema, informando che il comitato di farmacovigilanza Prac si riunisce oggi nell'ambito della revisione su questi episodi "molto rari di trombosi insolite associate a un basso numero di piastrine, in persone vaccinate con Vaxzevria", il nuovo nome attribuito al farmaco. "Sulla base di tutti i dati attualmente disponibili", il Prac dovrebbe emettere una raccomandazione aggiornata" sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca "durante la sua riunione plenaria di aprile, in programma dal 6 al 9"

"Al momento la revisione" in corso sulla sicurezza del vaccino "non ha identificato alcun fattore di rischio specifico, come l'età, il sesso o una precedente storia medica di disturbi della coagulazione", per gli "eventi molto rari" di trombosi anomale segnalate dopo la somministrazione del prodottoì

"Lunedì 29 marzo l'Ema ha convocato una riunione del gruppo di esperti" costituito "ad hoc per fornire ulteriori contributi alla valutazione in corso - ricorda l'ente regolatorio Ue - Esperti esterni indipendenti", afferenti a un'ampia "gamma di specialità mediche, inclusi ematologi, neurologi ed epidemiologi, hanno discusso aspetti specifici come possibili meccanismi" di queste trombosi rare, "se è possibile identificare fattori di rischio sottostanti, e quali dati aggiuntivi sono necessari per caratterizzare ulteriormente gli eventi osservati e il rischio potenziale. Il risultato di questa riunione sarà discusso dal Prac e contribuirà alla valutazione in corso".

"Come comunicato il 18 marzo, l'Ema ritiene che i benefici del vaccino di AstraZeneca nella prevenzione di Covid-19, con il pericolo associato di ospedalizzazione e morte, superino i rischi di effetti collaterali". Ciò confermato, "maggiori informazioni e consigli per gli operatori sanitari e la popolazione sono disponibili nelle informazioni sul prodotto" rivolte sia al pubblico nel foglietto illustrativo sia ai sanitari nella scheda tecnica, chiarisce l'agenzia, sottolineando che "le persone vaccinate dovrebbero essere consapevoli della remota possibilità che si verifichino" episodi "molto rari" di trombosi anomale.

"Se presentano sintomi indicativi di problemi di coagulazione, come descritto nelle informazioni sul prodotto", i vaccinati "devono rivolgersi immediatamente a un medico e informare gli operatori sanitari della loro recente vaccinazione".


Vaccino Pfizer "sicuro su 12-15enni, efficacia al 100%"

HSA Approves Pfizer Vaccine In S'pore, They'll Be Free For S'poreans &  Long-Term Residents

I dati del trial clinico in corso. L'Ad Pfizer: "Nessuna evidenza di calo protezione contro le varianti"

Il vaccino Pfizer - BionTech si è rivelato "sicuro ed efficace" negli adolescenti dai 12 ai 15 anni, secondo i dati del trial clinico in corso su circa 2-300 giovani. Tanto che le due aziende puntano al suo possibile utilizzo già dal prossimo anno scolastico. Ad annunciare i risultati sono stati Pfizer e BionTech, spiegando, in una nota congiunta, che sottometteranno i dati all'ente regolatore Usa, la Food and Drug Administration (Fda), nelle prossime settimane.

Il vaccino, sottolineano, è risultato "efficace del 100% nel prevenire la malattia sintomatica, emerge dal trial, e ha innescato una risposta immunitaria anche più robusta di quella vista nei giovani adulti". Al momento il vaccino è autorizzato per l'uso di emergenza dai 16 anni in su.

Ad Pfizer: "No segni calo protezione vaccino contro varianti"

"Sappiamo che la corsa di Covid continua e che potremmo dover ottimizzare ulteriormente i vaccini. Riguardo alle varianti, le ricerche continuano. Abbiamo letto della comunicazione del presidente dei virologi italiani, Arnaldo Caruso, secondo cui il vaccino è in grado di neutralizzare tutte le varianti. E' quello che stiamo leggendo anche da ricerche indipendenti, ma le nostre ricerche continuano. Anche se non abbiamo evidenze che le varianti circolanti esitino in una perdita di protezione da parte del nostro vaccino, vogliamo essere pronti per diversi scenari". Lo ha assicurato Paivi Kerkola, presidente e amministratore delegato di Pfizer, amministratore delegato di AstraZeneca Italia, parlando del vaccino anti Covid prodotto dall'azienda anglo-svedese oggi durante un webinar promosso dall'American Chamber of Commerce in Italia (AmCham).

"Stiamo facendo i passi necessari, facendo i giusti investimenti e avviando discussioni anche per un richiamo del vaccino se necessario. Stiamo lavorando per quello che il futuro potrebbe portarci. Ed è il motivo per cui Pfizer e BioNTech hanno scelto la tecnologia mRna perché è flessibile, e le modifiche al vaccino sono possibili anche entro cento giorni". L'impegno, ha ripetuto più volte Kerkola, è enorme sul fronte produttivo. "Pensate che fino all'anno scorso Pfizer sviluppava circa 200 milioni di vaccini nel mondo. Ora la promessa per quest'anno è di produrre 2 miliardi di dosi di vaccino. Sarebbe un salto enorme per qualunque azienda".

Vaccinazioni anti-Covid a rilento, i sindacati presentano esposto in  Procura | Calabria7

Israele: dopo ok Fda vaccinerà adolescenti

Israele prevede intanto di somministrare il vaccino anti-Covid messo a punto da Pfizer/BioNTech ai giovani di età compresa tra 12 e 15 anni previa approvazione della Food and Drug Administration (Fda). Lo ha annunciato sui social il ministro israeliano della Salute, Yuli Edelstein, dopo l'annuncio di Pfizer e Biontech, precisando che la richiesta di autorizzare il vaccino per l'uso di emergenza sarà sottoposta alla Fda nelle prossime settimane.

"L'annuncio della Pfizer è una notizia fantastica - ha dichiarato Edelstein, citato dal 'Jerusalem Post' - Ora non resta altro da fare che una rapida approvazione di più acquisti di vaccini (da parte di Israele, ndr), così da poter essere pronti a vaccinare immediatamente dopo l'approvazione della Fda".

 
(Fonte: Adnkronos)
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Covid, Curcio: "Siamo in guerra, servono norme da guerra". Il generale Figliuolo sui vaccini: "Per raggiungere i numeri sono disposto a qualsiasi cosa che rientri nella legalità"

Il capo della Protezione civile e commissario per l'emergenza oggi a Genova. Confermato l'arrivo per fine mese di 3 milioni di dosi


"Non fermiamoci ai numeri ma utilizziamoli per fare un salto in avanti". Lo ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile oggi a Genova per l'apertura del maxi-hub vaccinale della Fiera.

"Non siamo qua - ha detto facendo riferimento anche alla presenza del Commissario Francesco Figliuolo - a fare classifiche. Non ci interessa. A noi interessa che ci si vaccini".

"Noi - ha sottolineato - siamo in guerra. Servono norme da guerra. E mi pare che qui lo si stia facendo, a cominciare dall'impiego delle farmacie che vedrà in Liguria uno dei punti di prima attivazione, così come la norma che sblocca l'operatività degli infermieri e tante altre cose fatte e recepite per favorire sia la parte tecnica che politica". "Fateci vedere cosa sapete fare - ha concluso - così che noi possiamo trasferirlo a livello nazionale come best practice da mettere in atto tutti insieme".

"Il piano vaccinale - ha detto il commissario Francesco Figliuolo - non deve cambiare ogni due settimane: le Regioni hanno la programmazione bimensile delle aziende più grandi. Di Pfizer e AstraZeneca sanno già cosa arriva fino a fine aprile. Di Pfizer sanno addirittura le date". Il generale ha confermato l'arrivo di circa tre milioni di dosi per fine mese, che "ci porteranno a un totale da inizio campagna di 14 milioni e 170.000 dosi, rispetto allo stimato iniziale di 15,6 milioni, ma che è di più rispetto ai cali che inizialmente avevano paventato le aziende. E di questo ritengo si debba dare atto all'intervento del nostro primo ministro". "E' chiaro - ha aggiunto il commissario - che le aziende produttrici, che si stanno allineando, non lavorando con scorte ma mettono sul mercato tutto ciò che producono. Hanno difficoltà oggettive a dare un calendario che abbia un orizzonte superiore alle due settimane. Anche perché - ha concluso - una volta infialati i vaccini hanno più di 180 controlli e se uno non va a buon fine, tutto il lotto viene fermato. Nelle ultime settimane, non abbiamo avuto alcun ritardo di questo tipo". 

"Le Regioni hanno i loro modelli, a me interessa che raggiungano i numeri e per raggiungere i numeri sono disposto a qualsiasi cosa che rientri nella legalità". Lo ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo oggi a Genova rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul coinvolgimento della sanità privata nella campagna di vaccinazione. "Certamente questa è una buona pratica - ha detto - e ne abbiamo anche altre".

Mercoledì prossimo, 31 marzo, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all'emergenza Covid. e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, saranno in Lombardia. Lo ha detto il commissario lombardo Guido Bertolaso al termine della visita al nuovo hub vaccinale nell'ex tribunale di Crema (Cremona). "Verranno a vedere che cosa stiamo facendo - ha detto Bertolaso - verranno a vedere i nostri programmi, faremo il punto sulla situazione e non nasconderemo loro i problemi che abbiamo avuto e stiamo affrontando e risolvendo".

 

(Fonte: Ansa)

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