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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Coronavirus, buone notizie per la Lombardia: meno di cento ricoverati in terapia intensiva e più di mille guariti. Fontana: "Guardiamo con speranza al futuro, ma non abbassiamo la guardia"

Oltre mille guariti e terapie intensive sotto quota cento. Sono le due buone notizie che emergono dal bollettino odierno sull'emergenza Covid in Lombardia. Calano anche i decessi: 15 contro i 32 di ieri e il rapporto tamponi/casi positivi scende dal 4,3% di ieri all'1,9%. Fontana: "Bella notizia ma non abbassiamo la guardia". Nella Città Metropolitana di Milano nelle ultime 24 ore si sono registrati 46 casi, 17 dei quali riguardano il Comune capoluogo


Dati del 9 giugno

Oltre mille guariti e terapie intensive sotto quota cento. Sono le due buone notizie che emergono dal bollettino odierno sull'ermegenza coronavirus in Lombardia. Con 11 posti letto in meno occupati rispetto a ieri sono infatti scesi a 96 i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Dall'altro lato c'è stata una impennata di guariti: 1.199 in un giorno, che portano a una diminuzione dei casi attualmente positivi di 1.022 unità, a 18.297. In calo anche i ricoveri nelle terapie non intensive: - 48, per un totale di 2.660 posti occupati. Per quanto riguarda i nuovi casi, nelle ultime 24 ore sono stati registrati  192 nuovi positivi contro i 194 di ieri a fronte di un numero piu' che raddoppiato di tamponi, 9848 contro i 4.488 di ieri. Il rapporto tamponi/casi positivi scende dal 4,3% di ieri all'1,9%. Cala inoltre il numero dei decessi che oggi sono 15 contro i 32 riportati ieri.  "Dai dati di oggi emerge che siamo scesi sotto quota 100 nei posti letto in terapia intensiva e continua ad aumentare il numero dei guariti. "È una bella notizia che ci deve spingere a guardare con fiducia al futuro, senza mai abbassare la guardia", ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Dati del 9 giugno

I dati nelle province

Calano ancora i numeri del contagio nelle province lombarde. Nela provincia di Milano i nuovi positivi sono 46 (per un totale di 23.483 casi), di cui 17 in città. I dati sono in aumento rispetto a ieri quando i nuovi contagi in tutta la provincia erano 29, di cui 15 in città. Supera i 50 il numero di nuovi positivi registrati a Bergamo (52). A Brescia i positivi sono 24, a Varese 14, a Como 11 e meno di dieci in tutte le altre Province.

Gallera: riapriamo Rsa, nessun positivo entrerà

"Con la delibera di oggi riprendiamo la riapertura delle Rsa con delle regole molto rigide: nessun positivo verrà collocato all'interno di una Rsa e verrà invece messo in una struttura sanitaria". Lo ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, parlando del provvedimento che sarà approvato oggi in Giunta che prevede la ripresa dei ricoveri sospesi durante l'emergenza Covid. Gallera ha anche affontato il tema della medicina territoriale, sottolineando che "ci sarà un piano importante di rafforzamento che oggi è possibile grazie al fatto che ci sono risorse nuove" e "un'attenzione diversa da parte del governo". Infine ha anticipato che entro il 17 giugno sarà presentato a Roma un piano di sviluppo dei posti letto di intensiva e sub intensiva secondo il decreto ministeriale del 19 maggio che "impone di implementate i posti da 861 a 1466" più "704 di sub intensiva di cui almeno la metà trasformabili subito in terapia intensiva". Il piano, che sarà approvato dalla Giunta lombarda all'inizio della prossima settimana, prevede che "in caso di passaggio dal livello di allerta 1 al livello superiore (livello 2) vengano attivate le due strutture temporaneamente realizzate presso gli Enti Fiera". 

Mini focolaio Covid al Niguarda

Un mini focolaio di Covid-19 è stato intercettato all’interno del reparto di Oncoematologia dell’ospedale Niguarda di Milano, che ora sarà sottoposto a bonifica.  I casi sono stati rilevati fra il personale della struttura, sottoposto a un ampio screening. "I numeri sono contenuti - assicurano dall'ospedale - e la situazione è sotto controllo". Per consentire la sanificazione degli ambienti, i pazienti sono stati spostati per le giornate di oggi e domani nei reparti adiacenti.

Lo studio sulla colchicina

L'efficacia dei trattamenti nei pazienti Covid dipende anche, e soprattutto, dalla precocità della loro somministrazione. Ecco perché i medici dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, per intercettare e spegnere la risposta infiammatoria scatenata dal nuovo Covid-19 nelle primissime fasi della malattia, hanno deciso di intervenire sul territorio somministrando a domicilio la colchicina, una molecola con effetti antinfiammatori nota fin dall'antichità. Lo studio, condotto da Emanuel Della Torre, ricercatore dell'Università Vita-Salute San Raffaele e immunologo presso l'Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare dell'IRCCS San Raffaele, e coordinato da Moreno Tresoldi, primario dell'Unità' di Medicina Generale e delle Cure Avanzate, descrive per la prima volta l'efficacia e la sicurezza del farmaco antinfiammatorio in pazienti Covid positivi e sottolinea l'importanza di agire tempestivamente, per ridurre il rischio che una possibile progressione in insufficienza respiratoria porti a un'eccessiva affluenza di casi critici negli ospedali. 

Coronavirus, superati i 22mila morti in Spagna, migliorano Francia e Regno Unito. Usa, Fauci: "Certo che l'epidemia tornerà in autunno, ma saremo più preparati"

Gli Usa fanno registrare altri 1.738 morti in 24 ore, con il totale di 47.681 persone che nel Paese hanno perso la vita a causa del Covid19. Sono i dati della Johns Hopkins University, che aggiorna a 849.092 il totale delle persone contagiate negli Stati Uniti. Nel dettaglio, sono 14.016 le persone che si trovano in gravi condizioni. Anthony Fauci, virologo della task force anti-coronavirus di Washington spaventa gli americani: "Sono certo che l'epidemia di coronavirus ci sarà anche in autunno, ma allora saremo più preparati. Se sarà grande o piccola, dipenderà dalla nostra risposta"


Usa, Covid-19. Anthony Fauci sotto scorta - Il Foglio

IL QUADRO AGGIORNATO SULLA PANDEMIA NEL MONDO

In Spagna sono stati superati i 22mila morti legati alla pandemia da coronavirus. Il numero dei decessi registrati nelle ultime 24 ore, infatti, è di 440, portando il totale delle vittime a 22.157. Il numero dei casi confermati è di 213.024, con 89.250 guariti. Un gruppo di scienziati dell'Instituto de Salud Carlos III, a Madrid, ha analizzato i 28 primi genomi del virus emerso in Spagna e la traccia che ne deriva non conduce ad un unico paziente zero, bensì conferma una "moltitudine di ingressi" di persone infette da altri Paesi nel mese di febbraio. La ricerca, guidata dal biologo Francisco Diez, dimostra che già dal 14 febbraio circolavano tracce del virus in Spagna e dal 18 a Madrid.

La Francia ha superato quota 21.000 morti per l'epidemia di coronavirus, raggiungendo le 21.340 vittime fra i decessi degli ospedali e quelli delle case di riposo e istituti per disabili. Per la prima volta da diverse settimane, il numero di ricoverati è sceso sotto le 30.000 unità, a 29.741, seguendo un trend ormai consolidato da diversi giorni. Ed è calato di 215 il numero dei pazienti in rianimazione per Covid-19, che ormai sono 5.218. Nove persone, intanto, sono state fermate nella notte tra martedì e mercoledì nell'hinterland di Parigi, quarto giorno consecutivo di tensioni nella zona, con diversi comuni segnati da violenze urbane. A Gennevilliers, è stata anche vandalizzata una scuola elementare, colpita parzialmente da un incendio doloso.

Torna a calare per il secondo giorno di fila il numero dei morti per coronavirus registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore, nei soli ospedali. Lo rende noto il ministero della Sanità, allineando altri 638 decessi, circa 120 meno di ieri. Il totale censito sale così a 18.738 morti, mentre i contagi diagnosticati superano ora i 138.000, con curva d'incremento appiattita attorno a 4.500 al giorno. Ma i test eseguiti restano ancora lontani dal target di 100.000 al giorno promesso dal governo per fine mese. Intanto, continua la graduale ripresa di Boris Johnson, in convalescenza nella residenza governativa di campagna di Chequers dopo i giorni del contagio da coronavirus. Il premier britannico, formalmente ancora a riposo dal lavoro di governo, è tornato ieri sera alla consuetudine dell'udienza settimanale con la regina, seppure al momento per telefono. Il primo ministro, sempre ieri, ha avuto un colloquio telefonico anche con il suo supplente Dominic Raab, primo segretario di Stato e ministro degli Esteri.

In Finlandia la premier Sanna Marin è in autoisolamento dopo essere entrata in stretto contatto con una persona positiva al coronavirus. In un comunicato si precisa che la premier 34enne non ha sintomi ed è stata sottoposta al test.

Negli Stati Uniti i morti per coronavirus hanno superato quota 46mila (46.609 per l'esattezza), mentre i casi positivi sono 842.319, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Donald Trump, intanto, ha promesso un'altra celebrazione del 4 luglio (giorno dell'Indipendenza) sul Mall di Washington. Il presidente, inoltre, si è detto fortemente in disaccordo con il governatore repubblicano della Georgia Brian Kemp per la sua decisione di riaprire da venerdì spa, saloni di bellezza, barbieri e parrucchieri, centri massaggi e per i tatuaggi. "Amo questa gente, ma possono aspettare ancora un po' perché la sicurezza deve predominare", ha detto nel briefing alla Casa Bianca. Il presidente ha quindi annunciato di aver firmato l'ordine esecutivo che limita l'immigrazione negli Usa, sospendendo per 60 giorni le green card. "Sono certo che l'epidemia di coronavirus ci sarà anche in autunno, ma allora saremo più preparati. Se sarà grande o piccola, dipenderà dalla nostra risposta", ha detto invece Anthony Fauci, virologo della task force Usa anti-coronavirus.

Il numero dei contagi da coronavirus in America Latina ha subito una nuova forte crescita passando in circa 48 ore da 101.636 a 121.087 casi. Anche i morti hanno subito un incremento di oltre 1.000 unità nello stesso periodo, attestandosi a quota 6.116. E' quanto emerge da una statistica elaborata dall'Ansa riguardante 34 Nazioni e territori latinoamericani. E' il Brasile che registra il maggior numero sia di contagiati, quasi i due terzi del totale (45.757), sia di vittime, che sono un po' meno di quelli registrati complessivamente (2.906). Seguono, con più di 1.000 contagiati, Perù (19.250 e 530), Cile (11.296 e 160), Ecuador 10.850 e 537), Messico (10.544 e 970), Repubblica dominicana (5.300 e 260), Panama (4.992 e 144), Colombia (4.356 e 206), Argentina (3.288 e 159) e Cuba (1.189 e 40).

Tornando al Brasile, sono salite a 24 le richieste di impeachment contro il presidente Jair Bolsonaro giunte all'analisi della Camera dei deputati:  tutte si basano su presunti "reati di responsabilità" commessi dal capo dello Stato durante la pandemia da coronavirus.

La Cina ha registrato ieri 10 nuovi casi di infezione da Covid-19, di cui 6 importati e 4 individuati nelle province di Heilongjiang (3) e Guangdong (1). La Commissione sanitaria nazionale (Nhc), che non ha rilevato ulteriori decessi, ha aggiornato il numero di contagi di ritorno a 1.616, di cui 823 risoltisi con la guarigione e 793 sotto cure mediche, comprensivi di 37 in gravi condizioni. I casi a livello nazionale sono saliti a 82.798, di cui 959 pazienti ancora in cura (per la prima volta sotto quota mille), 4.632 decessi e 77.207 persone guarite. I nuovi asintomatici sono stati 27, portando il conto totale a 984, di cui 166 provenienti dall'estero, tutti attualmente sotto osservazione. Nessuna nuova infezione e nessun decesso sono stati poi riportati nell'Hubei, la provincia epicentro della pandemia: a ieri, i pazienti in cura sono scesi a 69, tra cui due gravi.

Pechino, intanto, ha annunciato la donazione di altri 30 milioni di dollari all'Oms in sostegno alla lotta al Covid-19. La mossa, annunciata dal portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, segue la prima donazione di 20 milioni di dollari, a fronte del blocco dei fondi Usa all'agenzia dell'Onu deciso da Trump.

La Corea del Sud ha registrato 8 nuovi casi di contagio da coronavirus, di cui quattro importati, portando il totale a 10.702: nei suoi aggiornamenti a mercoledì, il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) ha poi reso noti due decessi aggiuntivi, per 240 complessivi dallo scoppio della pandemia. In totale, sono 8.411 i pazienti guariti, in rialzo di 134 unità rispetto a martedì.

In Giappone le infezioni sono giunte al numero di 12.394 con 312 morti accertate. Nel frattempo, le richieste delle Autorità alla popolazione di evitare gli spostamenti da Tokyo si fanno sempre più pressanti in anticipazione della Golden Week, a inizio maggio, che prevede 3 giorni di festività nazionale. Ad oggi, con l'aggiunta di 134 nuovi casi, il numero delle infezioni di coronavirus a Tokyo ha raggiunto quota 3.570, con 6 morti nella giornata di oggi. Tra loro c'era anche la nota attrice e commentatrice televisiva 63enne, Kumiko Okae, la seconda personalità in Giappone scomparsa nella battaglia contro il coronavirus, a distanza di due settimane dalla morte del popolare attore comico Ken Shimura.

Altri 14 membri dell'equipaggio sulla nave da crociera Costa, nel golfo di Nagasaki, sono risultati positivi al coronavirus, portando il totale dei contagi a 48 e, tra questi, ci sono 2 italiani accertati. Alle 623 persone che compongono il personale della nave, sulla quale non si trovano passeggeri, è stato richiesto di rimanere in cabina, sebbene un numero di almeno 130 membri debba rendersi operativo per la regolare manutenzione dell'imbarcazione.

È iniziato alla mezzanotte di ieri un nuovo coprifuoco totale in Turchia, che proseguirà fino a domenica per cercare di ridurre la diffusione del Covid-19. Il divieto generalizzato di uscire di casa riguarda le 31 maggiori province del Paese, con l'eccezione dei lavoratori ritenuti essenziali, tra cui gli operatori sanitari. Vengono comunque garantiti i servizi pubblici di base. Il lockdown, in precedenza, era stato imposto solo negli ultimi due fine settimana per non danneggiare eccessivamente le attività produttive, ma questa nuova stretta fa leva sul ponte festivo legato alla celebrazione oggi della Giornata della sovranità nazionale e dei bambini, in cui si commemora il centenario della nascita della Grande Assemblea nazionale di Ankara. Le Autorità hanno deciso di tenere chiusi fabbriche, uffici e banche anche domani, primo giorno del mese sacro islamico di Ramadan. Il governo di Recep Tayyip Erdogan aveva già chiuso scuole, università e molti locali pubblici e imposto l'isolamento casalingo permanente agli over 65 e agli under 20. Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Turchia si registrano oltre 98mila casi e 2.376 vittime per coronavirus.

In Russia sono stati accertati 4.774 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, meno dei 5.236 di ieri e dei 5.642 di martedì. In tutto, si registrano 62.773 casi dall'inizio dell'epidemia. Nel corso dell'ultima giornata ci sono state altre 42 vittime, che portano ufficialmente a 555 i morti di Covid-19 in Russia. I guariti sono invece 4.891, di cui 471 nelle ultime 24 ore. Lo fa sapere il centro operativo nazionale per la lotta al coronavirus. Si registrano meno nuovi casi anche a Mosca, l'area più colpita del Paese, dove oggi i nuovi contagi individuali sono 1.959 contro i 2.548 di ieri e i 3.083 di martedì. Nella capitale i casi accertati sono in totale 33.940 e i decessi 288, di cui 27 nell'ultima giornata.

I casi positivi di coronavirus in Israele sono saliti oggi a 14.592, mentre i decessi hanno raggiunto la cifra di 191. Lo ha reso noto il ministero della sanità. I malati gravi sono 136 (l' 8 per cento in meno rispetto a ieri), e di questi 107 sono in rianimazione. Le guarigioni sono state finora 5.334.

Salgono a 87.026 i casi di coronavirus in Iran, con 1.030 contagi confermati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 90, per un totale di 5.481 deceduti. Entrambi i dati si confermano in calo. I pazienti in gravi condizioni scendono a 3.105, mentre quelli guariti aumentano a 64.843. I test complessivi effettuati finora sono 389.507, una cifra che resta significativamente più bassa di
molti altri Paesi. Lo riferisce il ministero della Salute. Sabato, intanto, avrà inizio il mese sacro islamico del Ramadan.

Il bilancio delle vittime per coronavirus in Pakistan è salito a 220 morti, mentre i casi positivi hanno raggiunto quota 10.503. Lo ha reso noto il ministro della Salute nel bollettino odierno. Secondo i nuovi dati, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 15 nuovi morti e 742 nuovi casi di positività al Covid-19.

I governatori dei 36 Stati della Nigeria hanno vietato viaggi interstatali per due settimane con l'obiettivo di arginare la diffusione del coronavirus. Il centro per il controllo delle malattie (Ncdc) registra a oggi 873 casi con nuovi contagi confermati nel nord-est, area in cui ci sono anche attacchi di milizie jihadiste. La capitale Abuja, lo Stato di Lagos e di Ogun nel sud-ovest vivono la quarta settimana di misure restrittive. Misure che potrebbero riguardare presto anche altri Stati come quello di Kano, nel nord del Paese, che si teme possa diventare il nuovo epicentro della pandemia in Nigeria, ora a Lagos.

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Coronavirus, Oms: "Metà dei morti in Europa erano in case di cura. Il ritorno alla normalità dovrà essere graduale. Seconda ondata? Va imparata la lezione"

"Secondo le stime che arrivano dai Paesi europei, la metà delle persone che sono morte di Covid-19 erano residenti in case di cura. E' una tragedia inimmaginabile". Lo ha detto il direttore dell'Oms Europa, Hans Kluge, in una conferenza stampa. "Il quadro in queste strutture - ha sottolineato - è profondamente preoccupante. C'è un urgente ed immediato bisogno di ripensare il modo in cui operano le case di cura oggi e nei mesi a venire. Le persone che lavorano in quelle strutture - spesso sovraccaricate di lavoro, sottopagate e prive di protezione adeguata - sono tra gli eroi di questa pandemia"


Plan de Prevención sobre Maltrato Infantil de la OMS-Europa ...

"Vorrei parlare del quadro profondamente preoccupante che sta emergendo nelle strutture di assistenza a lungo termine nella Regione europea e nel mondo nelle ultime settimane. Secondo le stime europee, fino alla metà dei decessi avvenuti per Covid-19 si è registrata in questi luoghi. Questa è una tragedia umana inimmaginabile". Lo ha detto il direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, durante una conferenza stampa virtuale su Covid-19.

"Vorrei dire ai molti che stanno vivendo questa perdita, che i miei pensieri sono con loro. L'età avanzata dei pazienti, le loro condizioni di salute di base, i problemi cognitivi nella comprensione e nel seguire i consigli di sanità e di igiene dovuti a disabilità intellettiva o a demenza, sono tutti fattori che mettono queste persone a maggior rischio. In più, a molti è impedito di ricevere visite da familiari e amici e a volte sono oggetto di minacce, abusi e abbandono. Ugualmente preoccupante - ha sottolineato Kluge - è il modo in cui operano tali strutture di cura, il modo in cui i pazienti ricevono assistenza, che sta fornendo percorsi per la diffusione del virus. E' importante ricordare che anche le persone molto anziane e fragili, affette da molteplici malattie croniche hanno buone possibilità di guarigione se vengono ben curate".

Quanto alla fase 2 il direttore dell'Oms Europa ha sottolineato come "il ritorno alla normalità dovrà essere graduale e dovrà tenere conto delle linee guida Oms presentate ai ministri della Salute venerdì scorso".

"Ogni segnale che ci indica che il virus viene controllato, gestito, mitigato - sottolinea - è un buon segnale. Tuttavia, il mio messaggio oggi rimane quello di avere cautela. La compiacenza potrebbe essere il nostro peggior nemico in questo momento. Non possiamo permetterci di credere di essere al sicuro e protetti: eventuali misure per allentare le regole di distanziamento sociale e fisico devono essere attentamente valutate e attuate gradualmente. Anche i cittadini devono comprendere i rischi intrinseci nel momento in cui i governi, comprensibilmente, cercano di abbassare la pressione che si sta accumulando nelle società per la preoccupazione per le nostre rispettive economie".

"Questa non è un'uscita" dall'emergenza "non esiste una strada veloce per avere una nuova normalità. La domanda non è se ci sarà una seconda ondata, la domanda è se impareremo dalla lezione che abbiamo avuto finora, e cioè quella che bisogna lavorare tra un'ondata e l'altra per rafforzare la risposta dei sistemi pensando agli scenari peggiori. Chiedo a tutti i Paesi di mantenersi saldi sulle strategie che sappiamo funzionare contro questo virus - identificazione, isolamento, test, tracciamento dei contatti e quarantena - monitorando costantemente l'efficacia delle misure in atto".

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Coronavirus, il Pd chiede una commissione d'inchiesta sulla Sanità lombarda. L'assessore Caparini: "Non vedo l'ora, abbiamo da mostrare un sacco di cose che riguardano il suo governo. Prima il dovere, poi il piacere..."

"Come già dissi alcune settimane fa al Movimento 5 Stelle non vedo l'ora che venga istituita la commissione d'inchiesta evocata anche da Pizzul, abbiamo un sacco di cose che riguardano il suo Governo da mostrare. Ovviamente una volta debellato il virus, ora le polemiche politiche stanno a zero. Prima il dovere, poi il piacere".

Cosi' l'assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione di Regione Lombardia, Davide Caparini, replicando al consigliere regionale Pizzul che ha chiesto una commissione per valutare il modello di gestione della sanita' lombarda e se ci sono state delle falle nella gestione dell'epidemia.

"Per quanto riguarda spiegare i motivi per cui il coronavirus si è diffuso in Lombardia - come a New York, Madrid o Londra - è sufficiente un bravo epidemiologo". 

 

Coronavirus, situazione stabile in Lombardia, respira anche Milano. Gallera: "Dobbiamo pensare al domani e progettare la riapertura"

I dati diffusi dalla Regione Lombardia sull'andamento dell'emergenza sanitaria. I decessi a quota 11.142. Flessione dei ricoveri nelle terapie intensive: meno 21. A Milano città sono stati 57 i nuovi contagi contro i 296 del giorno precedente


In Lombardia i positivi al coronavirus sono 61.326 (+1012 rispetto a ieri). Il numero dei ricoverati in regione è cresciuto di +49 (per un totale di 12.067 persone). Cala il numero dei ricoveri in terapia intensiva: - 22. I dimessi crescono di 399 (17.821). Per auanto concerne il dato dei decessi, oggi il totale ha raggiunto quota 11.142 (+241, in lioeve flessione rispetto a ieri). "La Lombardia è stata la prima che ha chiesto misure rigide e di blocco di una serie di attività - ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera, presentando i dati odierni -. Oggi al pronto soccorso si presentano più persone con sintomi diversi da Coronavirus, che pazienti con sintomi Covid. Non possiamo abbassare la guardia, soprattutto in zone come Milano. Se non avessimo preso misure di contenimento con densità di popolazione del Milanese, poteva esserci un'ondata devastante. Questo non è successo. Le misure che abbiamo messo in campo - compreso ospedale in Fiera - non sono servite per ricoverare centinaia di persone, fortunatamente". 

Gallera: ora dobbiamo progettare riapertura

Molto dibattuta in questi giorni la questione dei tamponi. "Il numero dei tamponi positivi continua ad essere stabile e non in netto calo rispetto agli altri dati - ha spiegato Gallera -. Noi abbiamo iniziato a tamponare operatori sanitari con un sintomo, operatori sistema socio sanitario con un sintomo, pazienti sintomiaci di Rsa e persone che finita quarantena devono tornare a domicilio. Il dat dei positivi racconta allargamento dei tamponi fatti, il polso del contagio lo abbiamo da chiamate 112 e pressione su pronto soccorso e ricoveri. Con questo virus dovremo imparare a convivere perché la scienza ci dice che pandemie vanno a ondate, dobbiamo evitare nuova esplosione dei focolari. Ma vuol dire che stiamo iniziando a pensare a come riprendere la nostra vita. Dobbiamo pensare al domani e progettare la riapertura". 

I dati delle province

Nella provincia di Milano i casi risultati positivi al coronavirus sono 14.350, 189 più di ieri (+481 il giorno prima). Di questi, 5.914 nel capoluogo lombardo, 57 più di ieri (+296 il giorno prima). Oltre a quella di Milano, le province con più casi sono Bergamo (10.426 casi, +35), Brescia (11.093 casi, +125) e Cremona (5.172 casi, +227).

Il comitato dei 23 saggi

Venerdì è partito il comitato tecnico-scientifico con 23 esperti, "insieme a loro stiamo mettendo a punto le vari azioni su test e rafforzamento del territorio".  Il 'Comitato dei saggi' discuterà le fasi che seguiranno l'attuale situazione di emergenza sanitaria in Regione. Il comitato è composto dai rettori di Statale, Cattolica, Politecnico di Milano, Bicocca, Bocconi e dal presidente del Comitato regionale di coordinamento delle università di 
Lombardia, in rappresentanza di tutti gli altri atenei regionali.  La prima riunione si è svolta in teleconferenza, alla presenza del vicepresidente Fabrizio Sala e di altri componenti della giunta regionale.  "Il Comitato - ha spiegato Palazzo Lombardia - avrà il compito di fornire al 'Tavolo per lo Sviluppo' di Regione Lombardia, al quale siedono tutti i rappresentanti delle categorie sociali e produttive, un progetto che, nell'analizzare temi economici, sociosanitari, scientifici e culturali, dare indicazioni per la ripartenza della Lombardia sul medio e lungo periodo. Tale progetto dovrà tener conto, della specificità lombarda, puntando su innovazione e inclusione", ha concluso la Regione.

Insediata commissione su Rsa

"La commissione che abbiamo istituito su Rsa si è insediata, ha iniziato i suoi lavori - ha detto Gallera - Vogliamo che ci sia un quadro indipendente e autorevole, che possa raccontare cosa è successo nel socio-sanitario in questi mesi e se ci sono stati errori. Una commissione indipendente che lavorerà in maniera intesa e restituirà in maniera trasparente i risultati".

I test sierologici 

"Inizieremo test sierologici, questo raddoppierà o triplicherà capacità intervento - ha detto Gallera -. E' un test più veloce e affidabile perché consente di vedere presenza di anticorpi e se sono immunizzanti. La capacità di effettuare questi test è tra i 10/15mila, forse 20mila. I target sono chi deve rientrare a lavorare: operatori sanitari e cittadini che hanno finito quarantena. Andranno fatti su tutta regione, partendo da alcune zone dove c'è più gente in quarantena ma sarà esteso anche ad altre città, anche Milano. 

 
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Coronavirus, la Lombardia vede la svolta. Gallera: "Traguardo vicino, non molliamo. Da noi è scoppiata una bomba atomica, sbagliati i paragoni con le altre regioni"

"Siamo molto vicini ad un momento in cui il primo tempo della nostra battaglia è finito. Il traguardo è molto vicino e vogliamo raggiungerlo a tutti i costi. Non dobbiamo allentare l'attenzione adesso e trascorrere una Pasqua in casa". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, durante la conferenza stampa trasmessa sulla pagina Facebook di LombardiaNotizieOnline. Anche i Pronto soccorso hanno una pressione ridotta, come pure decresce il numero dei ricoverati e delle persone ricoverate in terapie intensive. L'assessore ha poi spiegato che è impossibile paragonare quanto successo in Lombardia rispetto a Veneto e Emilia-Romagna. "Da noi - ha detto - è scoppiata una bomba atomica: il virus ha girato indisturbato per almeno 20 giorni e, per fortuna, nelle altre regioni questo non è avvenuto. L'Emilia-Romagna è stata lambita, la provincia di Piacenza è stata colpita in maniera massiccia. In Veneto c'e' stata l'individuazione a Vo' Euganeo, in un'area ristretta dove si e' riusciti a soffocare il virus subito. Noi, invece, abbiamo subito un'onda d'urto tremenda".


Coronavirus in Lombardia, 40mila positivi ma frena la corsa in ...

"Siamo in una fase discendente ovunque, anche a Milano, dove comunque l'attenzione deve restare alta. A Bergamo e Brescia il contagio si è arrestato in maniera significativa a Milano invece non c'è ancora stato un indirizzo netto". Queste le parole dell'assessore al Welfare Giulio Gallera, presentando i dati di oggi, mercoledì 8 aprile, nell'ambito dell'emergenza Coronavirus in Lombardia. In regione oggi sono 53.414 i positivi (+1089), "un dato migliore di quello di ieri in proporzione ai tamponi, che oggi sono 8226, quasi il doppio di ieri" ha detto Gallera. I guariti clinicamente e dimessi sono 15.147. In calo i ricoverati (-114), che si attestano a 11.719. Diminuisce la pressione sulle terapie intensive dove sono ricoverate 1.257 persone (-48). Sul fronte dei decessi, che hanno raggiunto quota 9722, oggi si segna un +238. "Ogni decesso è una sofferenza ma anche in questi caso il dato si sta progressivamente ridimensionando" ha sottolineato Gallera.

"Siamo vicini a una situazione in cui potremo dire che il primo tempo della nostra battaglia è vinto. Questo perché dovremo comunque cambiare abitudini di vita per evitare altre ondate violente come questa. Dobbiamo fare tesoro di quello che abbiamo vissuto ed essere fieri dello sforzo e del risultato, che oggi è vicino. Ma non possiamo allentare tensione adesso. Dobbiamo fare assolutamente Pasqua in casa. Stiamo a casa, il traguardo è vicino. Dobbiamo essere fortemente determinati". 

Sono dati sostanzialmente stabili quelli della diffusione del virus nelle province lombarde, con Milano che vede salire di 252 i contagiati, arrivati a 12.039, che scendono a 4824 considerando solo la città, dove sono 80 i nuovi casi. "Milano ha una popolazione di 1,3 milioni di abitanti, ma i numeri paragonati alla densità sono bassi. Siamo sicuramente in una fase discendente", ha commentato Gallera. Aumentano rispetto a ieri i contagi a Brescia, con 315 nuovi positivi, ma "non è una nuova avanzata" ha chiarito Gallera, spiegando che in città è stato aperto un nuovo laboratorio e sono stati fatti più tamponi. A Brescia i covid positivi sono in tutto 9909, a Bergamo 9931, 63 più di ieri. A Cremona sono 4422 (+99), a Como 1542 (+17), a Varese 1348 (+22), in Monza Brianza 3264 (+58), a Lecco 1755 (+24), a Lodi 2347 (+26). 
Il fronte dei presidi

"In questi giorni registriamo una minore pressione su pronto soccorso, in alcuni casi anche significativamente - ha detto Gallera -. In terapia intensiva pressione in leggera flessione ma si tratta comunque di spazi saturi perché pazienti restano ricoverati per molti giorni, anche 18-20 giorni. Pian piano l'obiettivo è quello di riportare reparti diventati Covid alla precedente operatività. A Codogno, ex zona rossa, riapriremo a pieno regime il pronto soccorso". 

Gallera: sbagliati paragoni con altre regioni

Gallera ha voluto fare un paragone tra quanto accaduto in Lombardia e quanto successo in Veneto ed Emilia-Romagna. "In Lombardia è scoppiata una bomba atomica, il virus ha girato liberamente per almeno 20 giorni prima di essere individuato. Nelle altre regioni ciò non è avvenuto. In Emilia-Romagna è stata coinvolta in maniera massiccia Piacenza, attigua a Codogno, ma il resto della regione non è stata intaccata così massicciamente. In Veneto l'unico focolaio è stato a Vo' Euganeo, che aveva una correllazione con focolaio di Codogno, e individuandolo si è riusciti a soffocare virus. Qualunque paragone tra altre regioni e Lombardia non è possibile, proprio per diversa situazione. Il virus in Lombardia si è diffuso ed è esploso, qui si è verificata un'anomalia. E' giusto fare riflessioni su nostro sistema ma non si può paragonare quello che è successo qui e in altre regioni". 

La previsioni su "zero ricoveri"

Coronavirus in Lombardia: il 30 aprile mortalità zero e il 12 maggio ricoveri zero. I due 'zero' più attesi hanno adesso un orizzonte temporale, stando alle previsioni dell'Institute for Health Metrics and Evaluation, organizzazione indipendente della School of Medicine dell’Università di Washington che fornisce i dati alla Casa Bianca sull’evoluzione del Covid-19 in Europa. "Il picco in Lombardia è superato, ci sarà un appiattimento della curva ma è necessario non abbassare la guardia", spiega Lorenzo Monasta, epidemiologo che collabora con l’istituto statunitense.

Troppe persone fuori di casa

Male il dato della mobilità, ancora in aumento. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, intervenendo a Sky Tg24 il:"Il dato della mobilità di ieri è al 40%, purtroppo è un dato molto alto perché è più del 10% di mobilità rispetto a martedì di settimana scorsa ed è ancora il 10% in più rispetto a due settimane fa. Questa settimana siamo partiti male, l'altro ieri con il 38% e ieri con il 40%. Questo è un dato che ci allarma". Sala ha quindi aggiunto che "abbiamo intenzione di rilevare gli spostamenti provinciali per vedere dove c'è maggiore spostamento e metterlo a disposizione del prefetti per i controlli delle forze dell'ordine".

Mascherine nelle edicole

Un altro assessore regioanale, Pietro Foroni, ha invece reso noto che "da questa mattina pressoché tutte le oltre 3.000 edicole attive in Lombardia hanno a disposizione 50 mascherine ciascuna per la distribuzione alla popolazione più bisognosa, per un totale di quasi 200.000 pezzi, che vanno ad aggiungersi a 3,3 milioni in distribuzione a Comuni e farmacia".

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