updated 12:59 PM UTC, Apr 5, 2020

Coronavirus, Zaia: "Se l'Europa è la madre di tutti si è dimenticata di qualche suo figlio. La Germania stanzia 550 miliardi per le imprese" (VIDEO)

Come al solito incalzante il presidente della Regione Veneto nel corso del suo consueto punto stampa sull'emergenza Covid-19. Il suo sguardo sulla fase durissima che attende la nostra economia in rapporto a quanto sta succedendo negli altri Paesi - (VIDEO)


Coronavirus, l'affondo di Zaia: "Ue latitante come per i migranti ...

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante il punto stampa di oggi è ritornato sul più che bollente argomento degli aiuti di Stato e sulle sproporzioni tra gli interventi che le nazioni europee stanno mettendo in campo per aiutare le imprese nell’emergenza Coronavirus.

In questa prima delicatissima fase, le autorità statali e regionali italiane sono impegnate in prima linea per il problema sanitario ma, appena si potrà tornare ad una parvenza di quotidianità, con tutte le limitazioni che potrebbero durare per molto tempo, la vera partita sarà quella economica, con l’obiettivo di far ripartire le aziende italiane in ginocchio da settimane.

Tornare nei mercati europei e mondiali non sarà facile, soprattutto se, come ricordato dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, le nazioni europee non partiranno tutte dalla stessa griglia di partenza.

Se l’Europa è la madre di tutti - ha spiegato Zaia -, si è dimenticata di qualche suo figlio. Noi non possiamo pensare di tornare alla riapertura delle imprese sapendo che c’è un Paese europeo che stanzia 550 miliardi, il Paese al mondo che ha stanziato più soldi ad abitante, perché gli Stati Uniti hanno stanziato 1100 miliardi, se li rapportassimo agli abitanti della Germania gli Stati Uniti dovrebbero stanziare 1500 miliardi. Tra l’altro sono anche dollari e, quindi, dovrebbero versarne molti di più”.

“Allora voi capite che - prosegue il presidente della Regione Veneto - quando si apriranno di nuovo i mercati e le attività, l’Europa deve garantire che tutti siano nelle griglie di partenza in egual misura, con le stesse potenzialità. Perché è inutile che ci siamo fatti le “seghe mentali” per anni, sentendoci dire dall’Europa che bisogna evitare gli aiuti di Stato, bisogna stare attenti ai trust e tutte ste robe e poi ci ritroviamo che usciamo dall’emergenza sanitaria con le nostre aziende diroccate e distrutte, che dovrebbero andare sul mercato, e quelle tedesche che sono tenute in vita alla grande con un investimento come questo”.

“Qualcuno potrebbe dire sono soldi dei tedeschi - conclude -, sì ma siamo in Europa. Ripeto, a noi dei grandi messaggi dei leader europei che dicono “Italia forza, avanti, ce la farete, vogliamo vedervi come prima” non ce ne facciamo nulla. Bene, è un atto di cortesia, giriamo pagina, vogliamo vedere i soldi. L’Europa è latitante e sta legittimando una rendita di posizione, che avrà la Germania, che sarà paurosa. Io non ce l’ho con la Germania, è impensabile dar per perse realtà come l’Italia, la Spagna e anche la Francia perché ancora non si è ben capito cosa faranno. Stiamo veramente assistendo ad un atteggiamento che è inconcepibile e insostenibile”.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it)

Coronavirus, scatta il divieto totale di spostamento dal Comune da cui ci si trova. Stop all'esodo verso le Regioni del Sud Italia

Da oggi è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in Comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Lo stabilisce l'ordinanza, adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell'Interno per l'emergenza coronavirus, che rimarrà efficace fino all'entrata in vigore di un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di cui all'articolo 3 del decreto legge numero 6/2020


"In merito al divieto di spostamenti sul territorio nazionale, è opportuno che i cittadini sappiano che già da oggi il Ministero dell'Interno e quello della Salute hanno sancito, con l'art. 1 e l'art 2 di una apposita ordinanza appena emessa, il divieto di 'esodo' verso le regioni del Sud Italia e, in generale, inibito gli spostamenti al di fuori della propria residenza". E' quanto sottolinea il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia. "Una misura che intende scongiurare – spiega Sibilia - un nuovo esodo che potrebbe compromettere gli effetti delle misure restrittive, messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del Covid-19. Ancora una volta, invitiamo i cittadini ad attenersi a queste disposizioni in primis per la propria salute e poi per quella di tutti i loro cari e tutti i cittadini italiani: per il momento la priorità è la salvaguardia della nostra salute, più rispettiamo le regole e prima usciremo da questa situazione". Teniamo duro" conclude il sottosegretario. 

Al momento, come spiega il Corriere, chi contravviene al divieto rischia la denuncia per l'articolo 650 del codice penale che prevede l'arresto fino a tre mesi e l'ammenda. Il governo sta però valutando anche la possibilità di emanare un nuovo provvedimento con sanzioni più severe.

Coronavirus, il mantra di Salvini: "Chiudere tutto". La mancata risposta di Conte, il colloquio con Mattarella, la linea leghista in 5 punti (VIDEO)

Il leader leghista da giorni ribadisce la sua ferma posizione che pare non ricevere ascolto da parte del governo e del premier Conte. Il filo diretto con governatori e sindaci, l'appello a Mattarella e l'attacco all'Europa "che dorme". Infine la richiesta di tenere aperto il Parlamento: "Abbiamo voglia di portare a Roma idee, proposte, soluzioni e contributi". Il suo appello - (VIDEO)


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"Presidente ci rivolgiamo a lei perché altri non ci ascoltano, per chiedere a nome di milioni di italiani cinque interventi immediati". Lo dice il segretario della Lega Matteo Salvini rivolgendosi al capo dello Stato in un video pubblicato sui social. "Presidente Mattarella ci affidiamo a lei, visto che altri non sembra che abbiano voglia e tempo di ascoltarci", sottolinea il leader del Carroccio, prima di illustrare i cinque punti legati all'emergenza Coronavirus.

"Primo: chiudere tutte le attività che non sono vitali per il paese. E' il momento di chiudere tutto e mettere in sicurezza la vita dei nostri figli. Due: obbligare il governo a fornire mascherine, dispositivi di protezione e tutto il materiale sanitario necessario ai nostri operatori, medici in trincea e forze dell'ordine. Non è possibile morire come servitori di uno Stato che ti dimentica. Tre: tranquillizzare tutti gli imprenditori e lavoratori garantendo un anno di pace fiscale, moratoria fiscale e sospensione di tutte le tasse locali e statali per tutto il 2020".

E ancora: "Quattro: svegliare un'Europa che dorme e che si ricorda dell'Italia e dei cittadini europei solo quando si tratta di incassare. Cinque: riaprire il parlamento. Abbiamo voglia di portare a Roma idee, proposte, soluzioni e contributi".

Ieri in una nota della Lega si leggeva: "Matteo Salvini ha chiamato oggi pomeriggio il presidente del Consiglio, nello spirito di una costruttiva collaborazione per superare la crisi e migliorare i decreti che saranno presto all’esame del Parlamento". "Non avendo ricevuta risposta, fatto più che comprensibile visti i momenti di impegno da parte di tutti, riproverà ancora". Salvini aveva annunciato nel corso di un collegamento dalla Regione Lombardia con SkyTg24, l'intenzione di chiamare Conte: "Chiameremo noi, non stiamo qui a fare i bambini, abbiamo dei problemi da risolvere" - aveva affermato. "Ho detto ieri a Mattarella che nel decreto ci sono 127 articoli, vogliamo fare il nostro mestiere, risolvere e emendare". "Abbiamo tante proposte da fare"".

Tra le prime richieste avanzate dalla Lega c'è una stretta ulteriore sulle limitazioni. "Ci sono ancora troppe persone in giro, alcuni uffici aperti, imprese non strategiche aperte. La prima cosa da fare è chiudere tutto, non ci sono più posti letto negli ospedali", aveva ribadito Salvini. "Bisogna fare di più, è l'appello che i nostri governatori stanno lanciando al governo, altrimenti quando c'è di mezzo la salute bisogna anche rischiare e chiudere di propria iniziativa", aveva sottolineato Salvini.

"Io sono qua nella sede di Regione Lombardia, chiederò alla stesso governatore Fontana, se non arrivassero risposte dal governo, di prendere l'iniativa di chiudere per tutelare la salute pubblica. Intanto agiamo noi".

Tutto va chiuso ma non il Parlamento. "La prima richiesta che facciamo a Conte e Mattarella - aveva detto il leader leghista - è che i parlamentari possano lavorare, che siano messi in condizioni di lavorare. I medici sono in ospedale, le cassiere al supermercato, i postini consegnano la posta", ricorda Salvini. "Noi siamo pagati per fare i deputati e senatori, chi è malato sta a casa, ma - insite - non si capisce perché Camera e Senato debbano restare chiuse".

Sul fronte economico Salvini boccia il fondo salva stati visto come una sorta di commissariamento del Paese. "Il Mes? No, Dio ce ne scampi, ci infileremmo in un tunnel in cui qualcuno - aveva affermato - ci obbligherebbe a fare su pensioni così, su ospedali così...".

Coronavirus, Fontana raccoglie l'esperienza della Croce Rossa cinese: "Ancora troppe persone in giro, chiederemo al governo misure più rigide" (VIDEO)

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana si è presentato all'ormai consueto punto stampa in Regione indossando la mascherina. Lo ha fatto con al suo fianco il vicepresidente della Cri cinese Sun Shuopeng. "Colui che ha gestito quanto accaduto a Wuhan in maniera diretta - ha sottolineato Fontana - è stupito della troppa gente nelle strade", troppa gente ad usare il trasporto pubblico "e poca gente con le mascherine". "I suoi primi consigli - ha aggiunto - sono che le misure sono troppo poco rigide". Il governatore ha ribadito: "Bisognerà chiedere al nostro governo che vengano emessi provvedimenti più rigorosi di quanto non sia stato fatto". "Oggi parlerò con il presidente del Consiglio - ha aggiunto Fontana - per capire cosa si potrà fare" - (VIDEO)


Attilio Fontana e Sun Shuopeng

Abbiamo fatto un sopralluogo a Milano, ci sono troppe persone in giro e nessuno indossa la mascherina. È il momento di bloccare il trasporto pubblico e le attività produttive". Lo ha dichiarato il vicepresidente della croce rossa cinese, Sun Shuopeng, durante una conferenza stampa a Palazzo Lombardia nel primo pomeriggio di giovedì 19 marzo. All'incontro stampa ha partecipato anche il governatore della Regione, Attilio Fontana, che ha sottolineato che riporterà al governo i suggerimenti arrivati dall'esperto cinese.

"Quello che sta succedendo in Lombardia è quello che è successo a Wuhan due mesi fa — ha puntualizzato Sun Shuopeng —. E ne siamo usciti solo dopo un mese di quarantena, di blocco totale. È solo a quel punto che i medici hanno potuto cominciare a trattare i pazienti, così da superare il picco dell'epidemia".

La lotta al coronavirus in Lombardia

Oltre 17mila contagiati. 319 persone decedute in più solo rispetto a martedì. Numeri di una guerra vera. "I dati dicono che i nostri ospedali sono ancora in grande difficolta', confidiamo pero' nell'arrivo di medici, infermieri e nuove apparecchiature". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, durante la diretta quotidiana su Facebook per fare il punto sull'emergenza Coronavirus nelle scorse ore.

"Ci sono ancora troppe persone in giro - ha evidenziato Gallera - e cosi' non va bene. Siamo consapevoli di chiedere un piccolo sacrificio, ma vogliamo vincere questa battaglia. La 'montagnetta' di San Siro, ad esempio, ancora oggi era piena di cittadini che andavano in bicicletta, che correvano. Questo non va bene, dovete stare a casa come ha ricordato questa mattina anche il presidente Fontana".

Gallera ha poi spiegato che da giovedì 19 marzo inizieranno a lavorare 180 infermieri che si sono laureati in anticipo. "Stanno arrivando anche gli specializzandi al quarto e quinto anno. Abbiamo assunto circa 40 medici - ha continuato - c'e' qualche pensionato che si sta presentando. Li invito, come il presidente Fontana ha fatto, a darci una mano".

Come candidarsi per aiutare

Per dare la propria disponibilita' e' possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Gallera ha risposto anche in merito ai tamponi che vengono effettuati ai medici. "La Lombardia - ha ricordato - si e' sempre mossa secondo linee guida dell'Istituto Superiore di Sanita' (ISS). All'inizio i tamponi venivano effettuati su tutti i 'contatti diretti', poi l'ISS ha detto che andavano fatti solo ai 'sintomatici' e alle persone che arrivavano in Pronto Soccorso con sintomi. Lo stesso vale anche per gli operatori dei nostri ospedali".

Coronavirus, Conte: "Ho fatto il tampone, è negativo. Previsioni difficili, la differenza devono farla i cittadini". Renzi: "Il peggio deve ancora venire, serviranno misure più dure"

Intervista del presidente del Consiglio: "Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un paese forte". Il leader di Italia Viva: "Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza. L’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme".


 

Conte: "Ho fatto il tampone, è negativo"

Lei ha fatto il tampone? Pensa di farlo? "I miei medici sono premurosi. Mi seguono con attenzione e ho piena fiducia in loro". Quindi l'ha fatto? "Sì, è negativo". Sono le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista a la Repubblica sull'emergenza coronavirus. Gli italiani si chiedono quando usciremo dal buio. "Voglio essere onesto e chiaro, come sempre: adesso è difficile fare previsioni, perché siamo di fronte ad un virus nuovo con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando. Il governo coordina con la massima intensità e concentrazione la macchina organizzativa", dice il premier. "Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un paese forte", aggiunge.

Risultato immagini per giuseppe conte
"Continuiamo ad agire seguendo la linea della massima precauzione e della proporzionalità delle misure messe in campo rispetto all'evolversi della situazione -afferma in un altro passaggio dell'intervista-. Ma la vera differenza ora la devono fare tutti i cittadini. Faccio un appello a tutti gli italiani: dobbiamo fidarci degli scienziati, manteniamo la distanza di un metro, evitiamo baci, abbracci, strette di mano, rispettiamo le altre regole. Per parte nostra, con il decreto-legge approvato venerdì sera abbiamo predisposto un piano straordinario per rinforzare il personale medico e infermieristico, mentre con altre iniziative ci siamo garantiti alcune linee produttive, qui in Italia, per disporre di attrezzature specialistiche per terapia intensiva e sub-intensiva".

 

Renzi: "Peggio deve venire, tutta Italia zona rossa"

"Le misure che sono state prese sono state comunicate come molto dure. Ma non lo sono. Anzi, io credo che, nei prossimi giorni, servirà altro. Il virus sta correndo molto più velocemente dei nostri decreti. Personalmente, credo che ormai tutta Italia debba essere considerata come una zona rossa. Altrimenti diamo un messaggio contraddittorio. E questo vale anche a livello economico". Lo scrive Matteo Renzi, nella sua ultima enews, soffermandosi sull'emergenza coronavirus. "Tutto il Paese soffre il crollo economico, non solo i focolai. Sappiamo che il problema di questo virus non è la letalità ma i danni che arreca alle strutture sanitarie, perché diffondendosi velocissimo porta al collasso il sistema della terapia intensiva -prosegue Renzi-. E per questo dobbiamo limitare il contagio sanitario. Ma il contagio economico non è arrestabile. Dunque c’è solo una zona rossa, si chiama Italia. Interveniamo subito".

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"Inutile girarci attorno: sul coronavirus il peggio deve ancora venire. E questo vale sia a livello sanitario che a livello economico", aggiunge. "La buona notizia è che comportandosi in modo intelligente e saggio tutto può essere gestito. Ma occorrono appunto intelligenza e saggezza -prosegue il leader di Iv-. Nelle prossime settimane sarà sempre più chiaro che il coronavirus è un problema mondiale. Nessuno resterà escluso dal contagio. L’Italia ne uscirà. Ma per uscirne bisogna fare di più. Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza in Italia. Non serve discuterne perché l’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme".

Alto Adige, Rampelli (Fratelli d'Italia) durissimo: "Disegno di pulizia etnica e linguistica degli austriaci"

E' scontro dopo la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l’espressione "altoatesino" e "Alto Adige" dalla legge relativa alle "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea". Il vicepresidente della Camera, esponente del partito di Giorgia Meloni, all'attacco con post su Facebook: "Sono dei prepotenti, Evidentemente siamo stati troppo generosi. Ora basta, la misura è colma". Ecco cosa può succedere


Consapevolmente Alto Adige

"Gli austriaci perseguono ancora il disegno della pulizia etnica e linguistica. Ora basta. L'Italia non può più accettare le prepotenze dei tedeschi dell'Alto Adige. La misura è colma". Lo scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli sulla sua bacheca Facebook.

"L'elevatissimo tenore sociale raggiunto dai sedicenti sudtirolesi - sottolinea l'esponente FdI - è dovuto ai finanziamenti dello Stato, cioè ai soldi versati da tutti i cittadini italiani e trasferiti in abbondanza a Bolzano e nella sua provincia, al turismo, italiano per il 90% del totale, al consumo di prodotti locali distribuiti nel mercato italiano, alla costosa tutela della salute gentilmente pagata dall'Italia, esattamente come le forze dell'ordine, la forestale, le forze armate, gli uffici postali, le infrastrutture. Inutile ricordare assurde decisioni subite supinamente dai governi centrali che prevedono che un cittadino italiano che si trasferisce a Bolzano non abbia diritto di voto o le norme che di fatto escludono gli imprenditori italiani dalle agevolazioni o la guerra frontale alla lingua italiana con tanto di rimozione di cartelli bilingue sui percorsi montani".

"Se vogliono mettere in discussione l'esito del primo conflitto mondiale tirassero fuori le palle e ci dichiarassero guerra. Il nostro percorso d'integrazione è stato lungo, comprensivo e molto remunerativo per loro. Ma evidentemente siamo stati troppo generosi... Che s'inizi a rivedere lo Statuto della provincia autonoma di Bolzano. Noi non siamo degli idioti al loro servizio, né una mucca da mungere per satollare le loro viscere. Sappiamo essere cortesi e disponibili, ma anche cinici e spregiudicati, se ci fanno imbestialire", conclude Rampelli. 

(Fonte: Agi)

Autonomia, Fontana: "Troppe fake news". Ecco la verità della Lombardia sulla rivoluzione delle regioni

"Troppe fake news sull'autonomia". Lo afferma con forza il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che venerdì ha presieduto gli "Stati Generali" del Patto per lo sviluppo con gli stakeholders (tra questi Confcommercio, Confindustria, Coldiretti, Anci) con al centro il percorso verso l'autonomia differenziata. Durante i lavori, il governatore lombardo ha presentato una serie di slide per confutare le tesi di chi vede il rischio di una sorta di secessione delle regioni più ricche da quelle più povere. "Al contrario sottolinea Fontana - applicando alla lettera il dettato Costituzionale, con l'autonomia saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato e non un euro in più sarà sottratto agli altri. Anzi garantiremo maggiore efficienza dei servizi a parità di risorse e il rapporto con i cittadini sarà semplificato".


AUTONOMIA: Ecco cosa si dice di falso e cosa c'è di vero secondo Regione Lombardia

 

Dicono che mira alla secessione delle regioni più ricche da quelle più povere: FALSO

La Costituzione è applicata alla lettera: VERO

 Oggi

• Le inefficienze sono difficili da trovare e i responsabili degli sprechi impossibili da individuare • Sono necessari interventi straordinari per ripianare i dissesti e i debiti

• La distribuzione delle risorse in base alla spesa storica penalizza gli enti virtuosi

 Con l’Autonomia

• Saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato. Non un euro in più sarà sottratto agli altri

• Sarà garantita maggiore efficienza dei servizi a parità di risorse

• Sarà semplificato il rapporto con i cittadini


 Dicono che si rompe la solidarietà all’interno dell’unità nazionale: FALSO

Saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato. Non un euro in più sarà sottratto agli altri: VERO

Oggi

• Duplicazioni di compiti e funzioni, sprechi

• Alta conflittualità tra le istituzioni con la conseguenza che le decisioni sono prese con sentenze della magistratura

 Con l’Autonomia

• Definizione di funzioni e responsabilità

• I tempi e costi sono dimezzati: è chiaro chi fa cosa e i servizi sono più efficienti

• I cittadini potranno giudicare e criticare l’operato degli eletti

• Cancellati sprechi e duplicazioni


 Dicono che si rompe l’unità del sistema dell’istruzione: FALSO

Valorizza il mondo della scuola imponendo qualità e livelli di servizi migliori: VERO

 Oggi

• I docenti e il personale sono mal pagati e diverse classi restano per mesi senza insegnati

• L’istruzione è distante dalle esigenze del mondo del lavoro

 Con l’Autonomia

• Sarà possibile la stabilizzazione di cattedre e insegnanti

• Saranno garantite migliori retribuzioni per insegnanti e operatori in cambio di qualità nei servizi

• Sarà favorita l’integrazione col mondo del lavoro


 Dicono che si frammenta il sistema universitario: FALSO

…che già opera in piena autonomia: VERO

 Oggi

• Il sistema universitario spesso lontano dal mondo del lavoro

• Immobilismo nei ruoli accademici

• Carenza di strutture universitarie

 Con l’Autonomia

• Miglioramento dell’edilizia universitaria e delle residenze universitarie

• Miglior raccordo tra università, centri di ricerca nazionali e mondo professionale

• Adeguamento degli organici con integrazione salariale a livello regionale

• Maggiore mobilità del personale docente e dei ricercatori


Dicono che si rompe l’unità del sistema sanitario: FALSO

Da oltre 30 anni la sanità è già organizzata su base regionale: VERO

 Oggi

• Le regole nazionali bloccano le assunzioni e la crescita dei servizi

• Non si affronta il fenomeno del “turismo sanitario” dal Sud al Nord

 Con l’Autonomia

• Responsabilità nella spesa quindi minori costi

• L’assistenza sociale sarà integrata con quella sanitaria

• La diminuzione dei costi consentirà di azzerare i ticket

• Verranno rimossi i vincoli all’assunzione di medici e personale sanitario


 Dicono: e il residuo fiscale?: FALSO

Non un euro sarà sottratto agli altri: VERO

 Oggi

• Dal 2008 le manovre finanziarie del Governo hanno progressivamente ridotto l’autonomia degli enti locali e delle regioni in una chiave di forte centralismo

• I controlli sono diventati più invasivi, riducendo i confini di quella responsabilità in capo agli amministratori locali che invece i cittadini chiedono sempre di più

 Con l’Autonomia

• Saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato

• Sostituiamo il criterio della spesa storica con quello dei costi standard che obbliga ad una maggiore efficienza

• Più risorse per gli investimenti dei Comuni


 Dicono che c’è il rischio di un centralismo a livello regionale: FALSO

Il vero centralismo è quello dello Stato che ha sempre penalizzato i Comuni, le Province e le Regioni: VERO

 Oggi

• Il vero centralismo è quello dello Stato che ha massacrato gli enti locali azzerando la capacità di fare investimenti comprimendone l’autonomia regolamentare; Province, Città Metropolitane, Comuni e Regioni sono stati messi nella condizione di non poter far nulla e sull’orlo del dissesto finanziario ed organizzativo

 Con l’Autonomia

• Il debito dello Stato continua ad aumentare, quello di Comuni, Province e Regioni diminuisce

• Più risorse e autonomia gestionale per i Comuni e Province

• Gli obiettivi sono stati condivisi con tutti: enti locali, mondo produttivo, Università

• Si apre una stagione costituente in cui si rafforzano le autonomie di Comuni, Province e Città Metropolitane per rispondere in modo più adeguato alle domande delle comunità locali

In Trentino-Alto Adige si vive tre anni in più che in Campania. E sei di Firenze... C'entrano i servizi sanitari

Lo studio dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane rivela un divario Nord-Sud; il Direttore scientifico: "I dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche" . Firenze, Monza e Traviso le province più longeve d'Italia


In Trentino Alto Adige si vive in media fino a tre anni in più che in Campania. A denunciare questo divario è l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, con un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. In Campania nel 2017 gli uomini vivono infatti mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. 

In generale, rileva l'Osservatorio - che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica - in Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: si ha una speranza di vita più bassa al Sud, in particolare in Campania, o se non si raggiunge la laurea. Inoltre chi ha un titolo di studio basso ha anche peggiori condizioni di salute. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano soprattutto chi ha un livello sociale più basso. Insomma il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità, ma non l'equità sociale e territoriale.
"Il Servizio sanitario nazionale oltre che tutelare la salute, nasce con l'obiettivo di superare gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del Paese. Ma su questo fronte i dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche", spiega Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell'Osservatorio.

Firenze e, a seguire, Monza e Treviso. Sono queste le province può longeve d'Italia secondo quanto riporta l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, in un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. 
Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, fa totalizzare 1,3 anni in più della media nazionale, seguita da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio. Il dato sulla sopravvivenza mette invece in luce l'enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa con uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. (Fonte: Ansa)

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